giovedì 5 gennaio 2012

Spritz Profligacy: 36.000 euro per Sportellista in lingua Friulana

Sportellista: Siore di ce sporte ae bisugne?
Di recente s'è saputo che, in zona, ci sarà l'attivazione di uno sportello in lingua friulana con dotazione  di 1 funzionario (chissà perchè nei posti dove tutto funziona poco si usano queste qualifiche) a tempo determinato categoria D1 (la cat. F1 è riservata alle auto blu), per un costo complessivo di 36.000 euro con mansioni di sportellista addetto alla lingua friulana.

In osteria l'altra sera non si sapeva da dove cominciare a commentare la vicenda.

Se hanno deciso di spendere 36.000 euro per questa cosa qui vuol dire che esiste una legge che lo prevede. Ed allora la legge è sbagliata, dice qualcuno, perchè allo sportello del comune, da che mont a l'è mont, tutti noi parliamo in friulano. La prima linea di pensiero è che se ci sono soldi per assumere furlans, si potrebbe invece assumere un operaio comunale che ramazzi le strade mentre canta "o ce biel cjstiel a Udin" (a voce molto alta in modo che la lingua e cultura friulana si diffondano per le vie del paese). Si raggiungerebbe l'effetto di avere le strade pulite (tipiche della tradizione di ordine teutonico della cultura friulana), si diffonderebbe musica friulana e si rafforzerebbe il principio di "saldi e onesti lavoratori" tanto caro a tutti i friulani DOC.

L'altra linea di pensiero invece sottolinea l'importanza della figura dello sportellista addetto alla lingua friulana come professionista cruciale nella salvaguardia del patrimonio linguistico regionale per tutta una serie di ragioni.

...e il dibattito continua (al spurtel)

25 commenti:

Anonimo ha detto...

Come viene certificata la conoscenza della lingua?
Esiste un test paragonabile all'"International English Language Testing System"?

Il nome potrebbe essere "sisteme internazional di test da lenghe furlane"
Con votazioni che vanno dall'A1 (per chi ha appena iniziato lo studio della lingua) al C2 (per chi invece l'ha studiata a livello universitario con una padronanza completa, imprecazioni comprese).

Il funzionario scelto dovrà dimostrare la conoscenza dei diversi dialetti friulani del Friuli?
Vi immaginate uno che arriva in comune e dice "o vares di regjstrà un canai" ... secondo me metterebbe parecchio in difficoltà il funzionario non abituato a sentire la parlata occidentale.

Per un lavoro come sportellista addetto alla lingua friulana è pertanto importante :
1) che la persona sia abituata a viaggiare, in giro per la provincia ma anche fuori (per le sfumature dialettari);
2) predisposizione al lavoro di gruppo (interpretariato all'interno degli uffici);
3) conoscenza del friulano tecnico, sia agricolo che familiare ("el pari di famee al è sentat sule cjadree" ad es.)


Spero che i 36mila euro non vengano tolti da altre spese forse più importanti.
Sarebbe molto grave in un momento in cui le associazioni si vedono tagli in tutte le direzioni e non rimangono soldi per coprire le buche nelle strade.

Anonimo ha detto...

65mila euro?
E chi paga per questo spreco?
Non ci sono cose ben più urgenti da fare nel nostro comune?

Anonimo ha detto...

perche' non aggiungete "sportellista" alla lista di parole del tubo del 2011?

Anonimo ha detto...

non e' nel nostro comune e' a lestizza ma mi pare pagano diversi comuni tra i quali il nostro

Calabria Furlana ha detto...

Ma chi se ne frega! E' una delle voci di spesa gentilmente sovvenzionata dalla regione Veneto che a differenza della regione Friuli VG devolve fondi alle altre regioni. Il FVG e' in passivo e come regiona autonoma riceve di piu' di quanto da'. Quindi lo sportellista e' pagato con soldi dei veneti. In Calabria si chiama "forestale" da noi "sportellista" ma la mansione e scopo nella vita e' lo stesso.

Anonimo ha detto...

perche' 65mila? sono 36mila e il contratto e' a tempo determinato.

Amen par furlan ha detto...

neppure chiedere cosa ne pensano le opposizioni perche' andare contro il friulano e' come andare contro il vaticano. Politicamente un suicidio.

Anonimo ha detto...

scioccante!

Anonimo ha detto...

ovviamente le opposizioni non avranno nulla da ridire. Come sempre quando si tocca Vaticano e Friulano, tutti i partiti sono d'accordo nel spender soldi.

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

come mai non hanno finanziato un libro o un progetto che poi rimane e non è a tempo determinato?

Anonimo ha detto...

Sono 65 mila euro, comprese le spese non so per cosa e le spese per il sito internet del comune.
Ma i nostri amministratori hanno veramente speso questi soldi??

Sul loro blog hanno solo informato della cosa senza nessun commento.

Tale spreco andrebbe giustificato!!

Chi scrive scrive, legge e parla regolarmente in friulano (nonchè in alcune lingue straniere) ma ritiene uno spreco sfacciato questa spesa!

Cudu Mar ha detto...

una spiegazione e' d'obbligo

Anonimo ha detto...

la logica del non chiedere i fondi della legge 100 e' che se non ci sono progetti attinenti i soldi non si chiedono. Invece uno sportellista in friulano e' un progetto attinente ed allora i soldi si chiedono?

Anonimo ha detto...

eccezionale il post ma cagata pazzesca la scelta di sputtanare soldi in questo modo.

michi ha detto...

A leggere i commenti credo non rimanga altra da fare che scuotere la testa dicendo "puâr Friûl"!

Un art. 6 della Costituzione italiana, una legge 482/99, più due leggi regionali, il riconoscimento del Consiglio d'Europa, pare non essere sufficienti per superare stereotipi e ignoranza sui diritti linguistici delle minoranze linguistiche storiche (e quindi anche dei friulani, una delle 12 minoranze linguistiche storiche riconosciute dallo Stato italiano).

Pare quasi che il tempo si sia fermato al ventennio fascista quando era vietato usare le lingue diverse dall'italiano e i suoi dialetti: le malearbe da estirpare!

Il 15 commento poi si pone domande semplicemente ridicole: il funzionario pubblico chiamato ad usare la lingua italiana è forse tenuto a conoscerne i dialetti? Assolutamente no! Anzi, si richiede conosca perfettamente la lingua di Dante nella sua forma insegnata a scuola e ovviamente senza errori di sintassi e grammaticali....

Ma questo pare non valere per chi eserciterà la professione di sportellista di lingua friulana. In questo caso si pone l'accento sui diversi dialetti della lingua friulana, che diventano sacralità da rispettare....

E qui mi fermo, perchè combattere contro il "neo-fascismo linguistico" è un esercizio che mi ha stancato e stufato....

remo ha detto...

Cjârs amîs, ai savût di chest Blog che il vuestri comun al varà in curt a disposizion un sportelist pe lenghe furlane. Magari cussì no, dispes par chel che al rivuarde la tutele des minorancis lenghistichis a è, no par colpe da int ma dai sorestants, tante ignorance sui nestris dirits. A è però ancje tante tristerie ator, tristerie da part di chei che pur savint che nô furlans 'o vin i stes dirits, metin, dai ladins, nus ai dinein cirint di scjafojâ cussì la nestre legjitime identitât. La tutele des minorancis lenghistichis al è un fat normâl in Europe. Dal Galles a la Frisie i ents publics a spindin biei bêz pe tutele di chestis minorancis parcè che lavie e ancje chenti si sa che une popolazion cussiente e braurose de sô identitât e de sô culture a vîf miôr e in armonie cun chês altres popolazions. Ancje i nestris sorestants in regjon a scomencin a capî che la tutele des minorancis lenghistichis a è forsit la rason plui impuartante par justificâ al dì di vuei la nestre autonomie e il nestri statût speciâl. 'O soi content par vualtris pal vuestri sportel lenghistic, in Cjargne, i comuns de Concje Tumiecine lu àn domandât, ma ancjemò no an vude la sodisfazion di veilu. Secont la leç statâl 482 dal 1999, che a finanzie e organize la tutele des minorancis lenghistichis da nestre Republiche, il sportelist al a di coordenâ la politiche lenghistiche che a ven fate a livel di un o plui comuns. Il so lavôr al è a progjet, tant a dî che finît il progjet(che pal plui al dure un an), o lis aministrazions i dan une altre incariche o lui si cîr un altri lavôr. Il so compit al è unevôre impuartant parcè che ator a è tante int che a fâs roubis bielis e impuartantis ma cence coordenâsi cun chei altris . Magaricussìno, in chescj ultims agns, i bêz pal tutele dal furlan a son calâts. Par chest cumò il sportelist nol lavore plui a livel comunâl, ma si interesse di plui comuns. Laudait alore i vuestris aministradôrs che a son rivâts (in chescj timps) a otegni dal stât i bêz par finanziâ chest operadôr. Nô in Cjargne 'o stin ancjemò spietant!
Mandi e tancj augûrs a ducj par l'an gnûf
remo_brunetti@virgilio.it

Anonimo ha detto...

A Michi e Remo:
A ce fa al coventie el sportellist?
Le lenghe no si conserve e tutele in cumun, ma in ta fameis.
Io o cjacari par furlan e o scrif par furlan (cui mei errors) ancje par lavor.
Chist secont me al è tutelà le lenghe, no vè un che al acetedi une richieste di fa su le cjase scrite par furlan.
E nancje scrivint "Morsano" e "Morsan" in tai cartei stradai.

Anonimo ha detto...

Scusate ma quello che io non capisco, e saro' ignorante di mio, é cosa dovrebbe fare esattamente uno sportellista in lingua friulana e chi lo paga. Se qualcuno gentilmente ci spiega queste cose avremmo tutti un po' piu' chiara la questione. Grazie e mandi

Anonimo ha detto...

Non credo che il criterio "c'e' una legge quindi si deve spendere per questo servizio" sia un criterio giusto. Si puo' benissimo contestare la logica della legge e non essere d'accordo con la previsione di spesa soprattutto in questo periodo di vacche magre.

Gastone ha detto...

Sembra che la durata dello sportello di Lestizza sia stata prorogata per almeno un altro anno: nulla da dire, se non che l'importo di spesa complessivo è salito a 37.000 Euri (ma non avevano abolito la "scala mobile"?)e che non risulta che altri sportellisti in provincia di Udine abbiano un inquadramento di categoria D (molti sono di cat. C, o addirittura solo B), cioè da Funzionario!

Gastone

Anonimo ha detto...

Non esiste alcuna distinzione di principio tra ciò che è lingua e ciò che è dialetto. Le possibili differenze sono solo politiche, storiche o culturali.

Cosa dice la linguistica ha detto...

Non è vero che la globalizzazione è dannosa per le lingue minoritarie. Semmai il contrario: oggi Internet e i social networks sono degli strumenti formidabili anche per la popolarizzazione e la protezione delle lingue in via di estinzione.
Lingua e cultura non sono la stessa cosa. Una cultura locale può sopravvivere anche se il medium linguistico cambia.
La lingua non equivale al suo dizionario: le vere differenze tra lingue sono nella grammatica e non nelle parole “esotiche” la cui esoticità è una questione molto soggettiva e di scarsa rilevanza dal punto di vista scientifico.
Purtroppo va anche detto: non è vero che se sparisce una lingua minoritaria sparisce tutta questa grande ricchezza. L’affetto verso una lingua in via di estinzione è una cosa soggettiva e non formalizzabile. La morte delle lingue è un processo naturale tanto quanto l’evoluzione biologica. Perché tutto cambia. L’italiano dell’800 non è quello di oggi; molte cose si sono perse ed altre sono state acquisite e questo nonostante, o forse a causa di, uno sforzo enorme per la scolarizzazione generale.
Per il sentimento identitario spesso è più importante distinguersi dialettalmente dagli abitanti del villaggio vicino, che non dalla lingua statale. Qualsiasi imposizione di un “veneto ufficiale” si trasformerà in violenza linguistica a sua volta.

Anonimo ha detto...

Segnalo questo articolo: Sulla difesa dei dialetti: statalismo vs. identità.

Spiega perchè si difendono le lingue minoritarie... non son nobili motivi

http://noisefromamerika.org/articolo/difesa-dialetti-statalismo-vs-identita

Anonimo ha detto...

Condivido le conclusioni:

Quanto detto finora può essere riassunto nei punti seguenti:

A nessuno va impedito di parlare la lingua che preferisce, e di svolgere in essa qualsiasi altra attività, incluse quelle con finalità educative.

È scientificamente infondato opporre lingue a dialetti, visto che la differenza è solo politica.

L'iniziativa di tutela linguistica deve provenire dai parlanti, non dallo stato, che deve legiferare il meno possibile su questi temi.

L'ultimo punto segue quanto detto da diversi commentatori qui: o si parla a casa una lingua o non ha senso che sia un organo statale a tutelarla a suon di leggi.

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