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sabato 27 novembre 2021

Neologismi Morsanici: Restanza (due giovani su tre restano (o ritornano) nel paese dove sono nati)

Rimanere a Morsano tutta la vita?

Cos’è la «restanza» e perché due giovani su tre restano (o ritornano) nel paese dove sono nati

Dal Coriere: "Il 67% degli under 40 italiani, secondo la ricerca Giovani Dentro dell’associazione Riabitare l’Italia, sceglie di restare (o di ritornare) nel luogo dove è nato anche se è lontano dalle grandi città e le opportunità di lavoro scarseggiano. E per 8 su 10 la ragione è la stessa: la qualità della vita. Anche se, stando alle ultime ricerche, durante la pandemia le grandi città hanno dimostrato di essere più resilienti rispetto ai piccoli centri. E voi, siete fra quelli che stanno pensando di tornare o fra quelli che sono riusciti a farlo?"

venerdì 23 agosto 2019

La tomba di due partigiani di Castions di Strada


Un interessante caso storico è emerso da una visita al cimitero di Castions di Strada da parte di un nostro paesano sempre attento alle vicende storiche locali.

Entrando si nota una tomba che racchiude le spoglie di due partigiani. Da una lettura delle rispettive lapidi, si evince come uno fosse stato un partigiano aderente alla Brigata "Osoppo" i cui volontari avevano ispirazione laica liberale o socialista e/o cattolica, ed uno alla Brigata "Garibaldi" organizzata dal Partito Comunista Italiano.

Come mai due partigiani di due orientamenti così diversi nella stessa tomba?

Si possono fare diverse ipotesi e probabilmente negli archivi comunali o parrocchiali c'è la risposta. Per ora, dalle prime informazioni raccolte, si conclude che nel ,dopoguerra, avendo l'ANPI (o anche l'Amministrazione Comunale) a disposizione le spoglie dei due, da qualche parte del cimitero, decise di fare loro una tomba nuova e comune sepoltura.

Il posto dove sono ora collocati è di -relativamente- recente individuazione cimiteriale; infatti, le spoglie vecchie - magari come le loro - o quelle senza parenti o di cui si ignora la provenienza sono da sempre state collocate sulle pareti del muro di cinta cimiteriale. Da tempo però, questa pratica non si adotta più.

Quindi, è plausibile che si sia ritenuto di compiere un gesto di natura "politica", unendoli in un'unica sepoltura.

Resta da chiarire chi può aver pagato il posto, la tomba e i lavori. Non è nemmeno dato sapere quale fosse la collocazione cimiteriale prima di allora e come la pensassero i parenti. 

giovedì 22 agosto 2019

Quando Morsano era identificato dalla Chiesa di San Pellegrino (fine '500)



Ci è stata segnalata questa curiosità, già nota ai morsanesi che si recano a Roma ma ora corroborata da foto: Musei Vaticani c'è un passaggio obbligato verso la Cappella Sistina che espone il visitatore ai dipinti murari che vedete qui sopra. Si tratta della Galleria delle Carte Geografiche e le mappe sono datate 1580-1585.

Fa specie che l'abitato di Morsano si identificato con la chiesa che all'epoca si trovava sulla Napoleonica, circa all'altezza dell'attuale incrocio con la strada che porta a Chiasiellis, San pellegrino appunto. Si sa che all'epoca e fino a fine Settecento, la chiesa era luogo di fiere annuali e di una contesa alternanza di feste votive tra le comunità di Morsano, Castions e Gonars. Era teatro di risse e attenzione da parte delle autorità Veneziane (all'epoca si girava come i Bravi di Don Rodrigo, con spade e coltellacci). 

Da notare che il San Pellegrino cui si fa riferimento qui, pare non sia un santo ufficiale della Chiesa Cattolica e fa riferimento ad una figura mitologica della devozione popolare ovvero a "San Pellegrino in Alpe" un eremita da cui poi prese il nome un santuario in Toscana nelle Alpi Apuane che si trova proprio nel paese di San Pellegrino in Alpe (Lucca).  

Le immagini qui sopra sono una bella testimonianza del nostro passato.  

lunedì 11 febbraio 2019

Come era Morsano nell’Ottocento? C'è la Googlemaps con le mappe del 1800.


Come erano Italia ed Europa nell’Ottocento? Ecco «Mapire», Google Maps in versione vintage,
realizzato dalle istituzioni scientifiche di Austria, Ungheria e Croazia, permette ora di ammirare come apparivano le città dell’Impero asburgico.


In questo sito si possono vedere grossomodo i confini dell'Impero nel 1818-1829, dopo la Restaurazione quando gli Austriaci tornarono nel Nordest italiano e ricoccuparono i territori che furono prima Veneziani e poi Napoleonici.

La "Napoleonica" si chiamava "Stradalta per Palma" e Morsano ancora non aveva il suffisso "di Strada".   


Per vedere Morsano cliccate qui.

domenica 9 settembre 2018

Il Cormor valori e progetto strategico

Ci arriva un progetto la cui lettura e valutazione è suggerita da parte di un lettore. Qui giriamo il progetto al nostro grande pubblico:

"Cormor valori e progetto strategico"


Contenuti: 
  1. Un torrente conosciuto sin dal 1260 ed elemento connettivo del territorio, 
  2. Tratto dell’identità e della memoria (Le lotte del Cormor) e di riconoscibilità di luoghi e comunità, 
  3. 1929 – 1969. Progetti e lavori di inalveamento e sistemazione del torrente Cormor e dei corsi minori; lavori di irrigazione, di bonifica, di regimazione idraulica e di ripristino, 
  4. Il “Contratto di Fiume” come obiettivo strategico, 
  5. Caratteristiche e peculiarità del “Contratto di Fiume”, 
  6. La buona politica del “frattempo” per procedere per parti ed in modo integrato, 
  7. Il ruolo essenziale della cittadinanza attiva e delle amministrazioni locali, 
  8. La “terra di mezzo” e gli “Amici del Cormor”, 
  9. Il governo del territorio nell’area di riferimento e la partecipazione di comunità e cittadini

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Risorse:







sabato 10 febbraio 2018

Perché anche a Morsano i Trenta/Quarantenni mandano a fare in culo i Sessanta/Settantenni

Ormai é scontro generazionale in paese ma di quegli scontri pesanti.

Chi oggi é un Sessantenne o Settantenne, ha mediamente riempito le palle a mezza Morsano sul fatto che ha lavorato duramente e ha la casa di proprietá (se non anche la seconda casa a Lignano o in Carnia), mentre, allo stesso tempo, i Trenta/Quarantenni faticano a mettere insieme il pranzo con la cena e ad uscire dalla casa dei genitori. I Sessanta/Settantenni si ritrovano con più auto nel garage mentre i Trenta/Quarantenni faticano a fare l’abbonamento dei mezzi pubblici.

Spettatori del declino italiano
Tuttavia, é abbastanza evidente che i Sessanta/Settantenni han bruciato la generazione dei Trenta/Quarantenni con voti dati ai partiti della Spesa Pubblica incontrollata negli anni '79, '80 e '90, con annesse prebende previste solo per la loro generazione - prima tra tutte la pensione di anzianitá (che non esisteva da nessun'altra parte al mondo) e con un sistema pensionistico retributivo, basato sull'irresponsabilita' generazionale e finanziato dalle tasse di tutti piuttosto che dagli accantonamneti personali (attualmente dalle casse dell'INPS su 300 miliardi di pensioni erogate ogni anno, 100 miliardi son presi dalla fiscalità generale, senza contare che l'INDAP, l'ente previdenziale degli statali accorpato all'INPS pochi anni fa, aveva debiti miliardari, in altre parole, lo Stato, gestito dai rappresentanti eletti dagli attuali Sassanta/Settantenni, non pagava i contributi ai suoi dipendenti...).

Insomma, i Sessanta/Settantenni con le loro scelte politiche e di stile di vita han generato un debito pubblico spaventoso prontamente caricato sulle spalle delle generazoni future, prima tra tutte quella dei Trenta/Quarantenni.

Peggio, i Sessanta/Settantenni non han fatto nulla per prepararci allo sfascio, ce lo siamo ritrovati davanti, e l’unica cosa che san dirci é: “Adeguati, non ci son soldi”.

E dove cazzo sono finiti tutti quei soldi? Stanno lì, nelle pensioni con il sistema retributivo, nei pensionati a 50 anni che poi hanno aperto un’altra attività e stanno negli aiuti di Stato alle aziende decotte che mettono gli operai in cassa integrazione...

E se il Trenta/Quarantenne va in banca gli chiedono subito se ha una garanzia, e si ritrova a far firmare carte ai suoi genitori, neanche fosse ancora al liceo a far firmare le giustificazioni...

Dopo aver riempito per decenni la testa di cacate sul posto fisso, sul lavoro sicuro, sulla sanità gratis, su tutto, s'é capito che oggi non funziona così. I Trenta/Quarantenni l’han capito, i Sessanta/Settantenni no!

Cosí anche a Morsano viviamo lo scontro tra una generazione di Sessanta/Settantenni che han vissuto nettamente al di sopra di quanto poteva permettersi e che si ostina a non ammetterlo, contro una di Trenta/Quarantenni a cui han detto che era fatta di privilegiati, fin da bambini, ma che non lo sono e che si vedono il futuro scivolare tra le dita per l'insostenibile pesantezza dei nati negli anni '40 e '50.

Se incontri un morsanese Sessanta/Settantenne impenitente, mandalo anche tu al quel paese. Quel Paese Vicino. Se lo merita tutto!

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sabato 6 gennaio 2018

E ora un organo anche a Morsano!



Pubblicato il 29 dic 2017
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Le chiese, quelle belle. Durante il Natale a Ponte della Priula (Treviso) con Gigi D'Agostino Organista: Nicola Lorenzetto



lunedì 11 dicembre 2017

Morsanesi che ce la fanno: 10 cose che non richiedono nessun talento (ma che se le fai ti faran sempre far bella figura)


Il morsanico che ce la fa, sa che può contare su il suo talento ma sa anche che può contare sul buon senso. Il buon senso detta 10 regole semplici semplici che chiunque può seguire per riuscire a farcela in ogni situazione. Sono riassunte qui sopra...

martedì 27 giugno 2017

Morsanês, compre Morsanês! Fai acquisti in paese! Aiuti l'economia locale e il buon vivere di tutti


Visto fuori da un pub... "quando fai acquisti da un piccolo negozio, non stai aiutando làamministratore delegato a comprarsi la terza casa delle vacanze. Tu stai aiutando una bambina ad andare a lezione di danza, un bambino a comprarsi la maglietta della sua squadra del cuore e papà e mamma a mettere cibo sulla loro tavola. Compra dai negozi locali!".

Si applica benissimo anche a Morsano di Strada.

Morsanês, compre Morsanês!

Morsanese, compra morsanese!

domenica 19 marzo 2017

Domanda del giorno> si dice "Soldata" o "Soldatessa"_

La stessa notizia data da Repubblica e dal Corriere con la prima che usa "soldata" e il secondo che usa "soldatessa". All'Accademia della Crosta di Morsano ci si chiede: quale sar' la parola corretta?

Soldata di Repubblica
Soldatessa del Corriere

martedì 27 dicembre 2016

Che lavoro fai? Verifica qui quanto è apprezzato dagli altri


Nell'asse verticale c'è il "CALORE UMANO" che va va dal basso con "DISPREZZO e REPULSIONE" all'alto con "SIMPATIA ma IGNORATO".

Nell'asse orizzontale c'è "COMPETENZA" ovvero quanto0 la società valuta la competenza del vostro lavoro. Si va dal basso a destra dove c'è "INVIDIA ma POCA FIDUCIA" e in alto a destra dove c'è "AMMIRAZIONE e LEALTà".

Queste sono le percezioni negli Stati Uniti ma a spanne non è troppo diversa a Morsano. In alto a destra, ovvero i mestieri di cui si ammirano sia le competenze che il calore umano, spiccano gli infermieri, i medici, gli insegnanti e l'agricoltore. Tutte professioni molto diffuse tra i morsanesi.

Tra chi è invidiato (forse per i salari) ma sta antipatico ci son gli avvocati, i commercialisti, gli ingegneri, i bancari e poi via via si allineano le posizioni a minore competenza (al centro ci sono gli impiegati e le segretarie) fino a scendere nella regione delle proifessioni a minore competenza e poco sostegno sociale.

I blogger non si è capito bene dove siano...


giovedì 15 dicembre 2016

Idea Morsanica: un Defibrillatore in piazza


Questa è un'idea che può salvare la vita.

Le società sportive dovranno nel prossimo futuro dotarsi tutte di un defibrillatore che dovrà essere a disposizione quando ci sono attività in campo. Basterebbe avere però un defibrillatore a breve distanza (entro 3/4 minuti da dove si svolge l'attività sportiva, per essere sicuri che si possa intervenire per tempo qualora necessario.

Al che, visto che Morsano non è grande e in 3 minuti o meno si può raggiungere il centro paese da qualsiasi punto, varebbe la pena pensare a fare quello che han già fatto in altri paesi, as esempio Sottoselva, ovvero installare una teca contenente un defibrillatore in centro paese. 

A Morsano si potrebbe fare con il defibrillatore già in dotazione ad un'associazione sportiva e servirebbe una teca appropriate ed un posto dove collocarla in centro paese. Magari sotto l'occhio vigile delle videocamere di Piazza San pellegrino per scoraggiare i vandali.

Un defibrillatore collocato in centro paese non solo servirebbe alle esigenze delle associazioni sportive ma anche coprirebbe le emergenze di ogni natura sia durante eventi pubblici in paese sia in caso di individui che subissero un arresto cardiaco.

All'interno della teca potrebbe essere riposto un elenco di numeri di cellulare di chi in paese è abilitato all'usop del DAE e degli infermieri o medici residenti in zona che potrebbero essere allertati per l'uso del defibrillatore.

Questo sarebbe davvero un servizio intelligente ed evidentemente molto utile per la comunità locale.

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