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lunedì 3 agosto 2020

giovedì 2 agosto 2018

Russiagate a Morsano: La fabbrica di troll per influenzare l’opinione pubblica paesana


Titolano oggi i giornali: "La fabbrica di troll per influenzare l’opinione pubblica, tra Russiagate e politica italiana: scoperti 1500 tweet “populisti” 
Scoperta dal sito Five Thirthy Eight.com una rete con più di un milione di interventi sul social da parte di profili sospettati di appartenere a operatori russi. Tra questi anche dei cinguettii in italiano. Obiettivo: rilanciare i temi populisti


di F. Q. | 2 agosto 2018

Ebbene, abbiamo verificato la situazione del nostro blog... e, a differenza dei mesi passati e degli anni passati in cui la maggioranza dei lettori erano in italia... ora la RUSSIA è il maggiore visitatore del nostro sito!

Nel suo piccolo questo evidenzia come i bot russi effettivamente vadano alla ricerca di siti che parlano di attualità e politica italiana e per lo meno ci ritornino regolarmente. Poi è probabile che ci facciano qualcosa se possono e se serve (nel nostro caso non serve a nulla ma si immagina che nei siti istituzionali di partiti o gruppi di pressione, in effetti quanche danno lo possano fare).

Preoccupante no?

domenica 4 marzo 2018

4 Marzo 2018: anche a Morsano di Strada oggi si vota per le politiche più arrabbiate degli ultimi decenni

Qui i dettagli sul collegio: http://www.corriere.it/elezioni-2018/collegi-uninominali-elettorali-dove-votare/


In paese si vive il paradosso dei cartelloni elettorali che per legge devono essere predisposti dai comuni (con costo a carico dei medesimi) mentre la legge elettorale, imposta a suon di fiducie di governo, di fatto non dà spazi di manovra ai candidati. Ergo a nessuno interessa spendere soldi x mettere cartelloni elettorali.

Cosi lo spazio per i cartelloni è aperto a chi corona il sogno giovanile di finire, un giorno, candidato al Parlamento o a liste minori cui non par vero aver raccolto le firme per finire in un cartellone in piazza a Morsano. Fa specie che i partiti maggiori non si preoccupino di piazzare i loro cartelloni. Fa soprattutto specie che il partito di probabile maggioranza relativa, il M5S, non si preoccupi di questo sistema ormai defunto di far pubblicità elettorale. Le tipografie soffriranno. 

Nell'era delle elites mediocri, dei social e soprattutto del voto incazzato di continua protesta, i cartelloni sono una triste vestigia di un'era che non c'è più. 








giovedì 16 novembre 2017

CAFON: Quanto dovrebbero durare le imprese morsanesi?

Si discuteva l'altro giorno in un loft della "Morsano Bene" (altrimenti conosciuta come la "Morsano da Bere") sulla durata delle imprese morsanesi. La domanda che ci si è posti è quanto dovrebbe idealmente, durare la vita di un'azienda.

In media, si dice, che in Italia le aziende durino una decade. Anedotticamente, si sa che i passaggi generazionali sono il problema più gravoso per le imprese italiane. Imprese che, come vistosa peculiarità del tessuto economico all'interno delle nazioni del G8, l'Italia le ha particolarmente piccole con oltre il 95% con meno di 10 dipendenti. Appare subito evidente che con aziende molto piccole e con l'assenza di manager di professione al loro interno, la continuità gestionale è ulteriormente messa in difficoltà da un passaggio generazionale troppo largamente influenzato dalle passioni e capacità degli eredi designati.

La cosa che fa specie è che mentre nelle piccole e piccolissime imprese è il passaggio generazionale la bestia più nera per la loro esistenza, nelle grandi e pure grandissime aziende, la causa di morte è la poca capacità di adattamento ai cambiamenti. Cambiamenti spesso velocissimi. Un esempio conosciuto ai più è la Kodak, spazzata via dalla fotografia digitale. Oppure la Nokia che a forza di concentrarsi sulla forza della "scatola" che conteneva il telefono ha prodotto eccellenti cellulari ma ha perso di vista l'innovazione che il software, sotto forma di "app", stava portando nell'industria della mobilità digitale.

Fatto sta che delle 500 aziende più grandi al mondo nel 1955, ad oggi ne son sopravissute solo 60, poco più del 10% (vedi figura qui sotto).
Fortune 500 firms 1955 v. 2016: Only 12% remain, thanks to
the creative destruction that fuels economic prosperity
A Morsano ci sono imprese che hanno festeggiato i 60 anni di vita, altre che han chiuso dopo un ventennio e perfino l'impresa edile storica, già tra le più importanti del Friuli, che si tramandò per ben tre generazioni, chiuse negli anni Ottanta.

Mantenere il passo con l'innovazione tecnologica e con il modo di produrre e proporsi sul mercato è altrettanto difficile che garantirsi una continuità generazionale. La "disctruzione creativa" c'è sempre stata e sempre ci sarà ed è questo che mantiene vivo il tessuto economico paesano e non.

 

mercoledì 19 aprile 2017

Peripezie linguistiche in faccia ai morsanici che volano alto

Questo blog ha parlato del "jargon" o delle peripezie linguistiche che voleggiano in diversi ambienti regionali (soprattutto politici) nel post "Parla come Mangi: per un 2012 SENZA Sbirigude". 

In questi giorni, ai morsanici che volano alto, fuori dall'aeroporto di Ronchi, la nemesi di ogni cruscaro si è palesata.  

In un unico cartellone pubblicitario con un nome legato alla gastronomia francese si fa riferimento ai "prodotti tipici della tradizione italiana" e poi si menzionano "Eccellenze" "Territorio" "Wine" "Food" "Airside"... 

Per dirla alla Crux, "amici miei, siamo al top assoluto!"  

#Tuttofinito #EpicLinguisticHyperbole #EnglishComePiovesse #LuoghiComuniLinguistici #EccellenzeParastatali 


mercoledì 9 novembre 2016

Spritz Rescue: c'e' un disegno dietro i continui sbarchi sulle coste italiane?

In bar si discute da un po' di tempo della questione immigrazione. Si sa che c'e' chi ci guadagna senza scrupoli (vedi Mafia Capitale nella gestione degli sbarcati) e c'e' chi e' mosso da sincero idealismo umanitario nel soccorrere le persone che arrivano sulle coste della Penisola. C'e' anche chi manda avanti le operazioni per senso del dovere o per eseguire, senza commentare, ordini superiori.

Quello che resta da capire e' come mai in Spagna, nazione senza un governo da diversi mesi, non ci siano sbarchi di massa nonostante lo stretto di Gibilterra sia geograficamente piu' benevolo della distanza che separa la Libia dalla Sicilia. La Gran Bretagna, patria di uno dei parlamenti vecchi quanto il parlamento della Patria del Friuli, ha finanziato la costruzione di un muro anti-sbarcati a Calais, in suolo francese, dove si imbarcano i camion diretti ai commerci oltre manica.

Da annotare c'e' la gran confusione che i media spesso fanno sulle distanze tra coste della Sicilia e linea costiera libica. A sentire le news, parrebbe si trattasse di pochi chilometri quando in realtá si tratta di circa 250 km.
 
Ora, considerando che le acque territoriali si estendono fino a 12 miglia (23 km) https://it.wikipedia.org/wiki/Acque_territoriali, significa che la nostra Marina Militare fa un viaggio di oltre 200 km per andare a raccogliere i gommoni appena fuori dalle acque territoriali libiche. Se e' davvero cosí, i telegiornali farebbero bene a mostrare le cartine geografiche e far capire meglio di cosa si tratta: soccorso d'emergenza poco fuori le nostre acque territoriali o spola a chiamata (visto che pare chiamino col satellitare quando un gommone esce dalle acque territoriali libiche) lungo una distanza pari a quella tra Morsano e Bologna?

Cosí spesso il dibattito si divide tra...

- alcuni al bancone che commentato cosi': "NAZIONI PIÙ CIVILI E DEMOCRATICHE DI NOI alzano muri per contenere l'immigrazione in Italia marina e il governo vanno a prenderli contro il parere del popolo/elettore. CHI GLIELO ORDINA? Perchè non possono\vogliono dire di no? CHI LI PAGA? CHI LI RICATTA?

- e alcuni che sostengono che non c'e' nessun disegno dietro ma e' solo povera gente che scappa da situazioni difficili (guerre, persecuzioni ed economie povere) e che fare 250 km per andare a prendere i gommoni e' l'unica soluzione umanitaria possibile per evitare naufragi prima che raggiungano le lontane coste siciliane.

...e il dibattito e gli sbarchi continuano

250 km di mare tra Sicilia e Libia

lunedì 5 settembre 2016

Perchè nelle processioni cattoliche in Friuli uomini e donne stanno in gruppi separati?


Ad oggi, nel 2016, nelle processioni che ancora si svolgono nelle feste del santo patrono in molti paesi del Friuli, si nota come uomini e donne sfilino separati. Le processioni esistono da sempre, dall'epoca medievale alle rogazioni nelle campagne giunte fino agli anni Sessanta.

Tuttavia, le "processioni", soprattutto celebranti la Madonna e figure di Sante donne, fioriscono nella Francia di fine Ottocento in concomitanza con la diffusione del Socialismo (ateo ed anticlericale). Diffusione che la Chiesa vuole arginare e quindi punta sulle donne di casa affinchè tenessero in riga gli uomini di casa, operai e contadini, esposti alle teorie degli attivisti socialisti.

Quale miglior modo di stimolare la verve religiosa delle donne che coltivare e far diffondere il culto di figure mistiche femminili? Da allora le processioni si moltiplicarono fino a raggiungere l'apice in termini di diffusione e partecipazione negli anni Cinquanta del secolo scorso.

Oggi, la partecipazione alle processioni è molto minore e anche nei piccoli paesi non c'è più il senso di festa che le circonda che c'era un tempo. Comunque ancora si celebrano ed ancora resistono alcuni riti particolari come ad esempio, la divisione tra uomini e donne nell'ordine di sfilamento.

Gli uomini davanti alla processione, poi il parroco con i chierichetti ed il coro ed infine le donne. Da qualche decessio assieme alle donne ci son anche qualche marito o fidanzato però resta che nel gruppo di testa ci son solo e sempre uomini cui di solito è demandato portare i pennoni e la croce.

Perchè c'è la separazione e perchè non viene attivamente sconfessata? Vista da persone di altre religioni com'è interpretata la cosa?

mercoledì 2 marzo 2016

Idea Morsanica: un Defibrillatore disponibile in Paese

Qui Sottoselva, presto anche a Morsano?
Da più parti si iniziano a vedere dei box gialli per defibrillatori messi a disposizione delle emergenze paesane da vari enti ed amministrazioni comunali. Ad esempio ce n'è uno anche nell'aeroporto di Ronchi, da diversi anni peraltro.

La foto è stata presa recentemente a Sottoselva, frazione del comune di Palmanova: l'idea è semplice ed efficace: un defibrillatore in una cassetta a disposizione di chiunque debba affrontare un'emergenza. Poi in paese si immagina ci saranno dioverse persone abilitate all'uso del DAE (l'acronimo che descrive un defibrillatore portatile automatico) che potranno usare il macchinario nelle emergenze paesane.

Vedremo prima o poi DAE disponibile così anche a Morsano?


lunedì 19 ottobre 2015

La leggenda di San Pellegrino: Pellegrino Parmense e San Pellegrino in Alpe

Molti già sanno che il "San Pellegrino" che si trova sulla colonna della omonima piazza di Morsano di Strada non è un santo ufficialmente riconosciuto dalla Chesa Cattolica. E' un santo de facto, venerato come tale ma non esiste un documento canonico che ne sancisca la sacralità ufficiale.

Di "San Pellegrino in Alpe" o "delle Alpi" è interessante osservarne la venerazione lungo le Alpi Apuane, sul confine tra Emilia  e Toscana. San Pellegrino al Cassero è un paese che si trova in provincia di Pistoia mentre il santuario di San pellegrino in Alpe si trova sui crinali montagnosi della provincia di Lucca dove esiste pure la parrocchia di San Pellegrino e San Bianco (suo compagno di eremitaggio secondo la leggenda devozionale).

Spannometricamente, anche "Pellegrino Parmense" probabilmente ha un collegamento con la storia o leggenda di questo viandante medievale venerato come "santo".

Secondo noi in epoca medievale, epoca di pellegrinaggi votivi fatti a piedi tra mille pericoli e difficoltà, si venerava astrattamente una figura mistica e mitologica di un "pellegrino" ante litteram affinchè protegesse i viandanti. Così probabilmente è nata la devozione per un "santo pellegrino" un po' ovunque ci fossero località di pellegrinaggio.

Questo è accaduto sulle Alpi Apuane, lungo la dorsale della via francigena, che portava i pellegrini da Roma a Canterbury in Gran Bretagna ma pure a Morsano sulla stradalta che probabilmente portava i pellegrini provenienti da nord o da ovest ad Aquileia.

Se passate dalla Alpi Apuane buttateci un occhio e fateci sapere!  



Vedi anche:
  • A. Trezzini, "San Pellegrino tra Mito e Storia in Europa". Ed. Gangemi, Roma 2009, ISBN 88-492-1607-6.

sabato 7 febbraio 2015

CONTEST FOTOGRAFICO DEL GAZZETTINO "I TESORI DEL FRIULI"


CONTEST FOTOGRAFICO DEL GAZZETTINO "I TESORI DEL FRIULI"
Ti piace scattare foto e sei "innamorato" della tua regione ?
Vorresti che le tue foto fossero viste da migliaia di persone ?
Allora partecipa al grande contest fotografico del Gazzettino ! Inviaci una foto del tuo panorama friulano preferito: puó essere uno scorcio urbano, un paesaggio collinare o un tramonto sulle montagne...
Le foto più belle rappresentative del Friuli nelle varie stagioni verranno scelte per la prossima operazione promozionale del Gazzettino.


mercoledì 28 gennaio 2015

Quanto omofoba e sessista è Morsano di Strada?

La mappa dell’odio in Italia, creata usando la provenienza dei tweets sessisti ed omofobi, ci mostra come sia al Nord il numero maggiore di tweet contro donne e gay. La cosa va presa con le pinze perchè sarebbe da verificare la metodologia (è notorio che al Sud la diffusione della tenologia su popolazione residente è inferiore a quella del Nord), tuttavia resta che il Friuli Venezia Giulia fa la figura del bigotto reazionario su scala nazionale.



Al che sorge la domanda: quanto omofobo e sessista sarà Morsano?

domenica 9 novembre 2014

Trieste-Berlino 1180 KM


Oggi, 9 Novembre 2014 ricorre il 25° anniversario della caduta del muro di Berlino, una ragione in più perchè i morsanesi in gita domenicale notino che all'incrocio del castello di Miramare c'è una pietra con inciso il simbolo della città di Berlino e la distanza chilometrica da Trieste (1180 km). 

La storia della pietra miliare indicante la capitale tedesca non è facile da discernere. 

Secondo alcuni risale al patto dell'Asse del 1938, secondo altri risale al 1943 quando Trieste fu annessa al Terzo Reich come provincia parte dell'Adriatisches Küstenland (Zona d'operazioni del Litorale Adriatico). Secondo un articolo del Piccolo del 1963 risale a quell'anno.

Ci viene incontro il giornale online La Bora con una spiegazione ed una proposta che condividiamo. 

mercoledì 25 settembre 2013

Scenari di Dramma: e se un blackout tecnologico blocca i conti in banca dei Morsanesi?

Il CAFON s'é riunito in osteria per affrontare un dramma impellente di cui nessuno parla, tranne, ovviamente, i morsanici che per definizione ne sanno una piú delle plebi del paese vicino.

Ebbene, nell'estate del 2012 é successa una tragedia, ma di quelle vere, a cui quasi nessuno ha dato risalto: il sistema bancario di una delle piú grandi banche britanniche (e quindi del mondo) s'é impallato e come conseguenza non é riuscito neppure a svolgere le funzioni base (vedi Royal Bank of Scotland’s core payment systems failed to make routine transactions). Il software é stato corretto e il sistema ha ripreso a funzionare a dovere.

Tutti tranquilli? E invece no. Il CAFON si agita.

Royal Bank of Scotland spende in IT circa 2 miliardi di sterline all'anno (2.5 miliardi di Euro) e questo per sottolineare quanto importante sia la tecnologia informatica per le banche, soprattutto se grandi. Fin qui nulla di male, anzi. Peró il problema di cui nessuno parla, é che una buona porzione di banche si sono costruite i propri sistemi IT qualche decennio fa. Ognuna con propri programmatori e sviluppatori che nel frattempo, dopo aver costruito dei sistemi estremamente complessi ed articolati usando linguaggi di programmazione e hardware ormai non piú tanto comuni, sono andati in pensione o sono morti. 

Di fatto, quando il sistema di Royal Bank of Scotland s'é fermato (RBS’s IT systems briefly failed), abbiamo visto come sarebbe il mondo senza un sistema bancario informatizzato funzionante: la paga che non arriva sul conto corrente, l'affitto che non si puó depositare o ricevere, non si puó pagare per le medicine in farmacia e via dicendo. In parole povere, un collasso sistemico dei sistemi informatici bancari comporterebbe rivolte sociali e gente con i forconi nelle piazze San Pellegrino di mezzo mondo. 

La realtá é che, al di lá di regolari aggiunte di natura cosmetica, i sistemi IT bancari sono vecchi, troppo complessi e strutturalmente fragili. Peró agli azionisti questo non frega proprio perché non hanno interesse a ridurre i propri margini a causa di un incremento di spese per manutenzione straordinaria. Il problema intrinseco é che le banche sono abituate ad essere salvate dallo Stato quando le cose si mettono male per cui, nonostante gli esorbitanti budget per l'IT, non spendono abbastanza per aggiornare la loro infrastruttura IT.  

Il problema rimane: i sistemi IT delle banche sono strutturalmente esposti ad un improvviso collasso che potrebbe trascinare piú di una banca nel vortice senza che ci sia personale qualificato per riavviare sistemi obsoleti.

La si puó mettere giú come si vuole peró il problema esiste ed é nascosto sotto il tappeto con molta discrezione dalle banche.

Forse i morsanesi che hanno banconote sotto il materasso ne capiscono di informatica piú di Bill Gates...

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