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lunedì 24 maggio 2021

Il mistero del brutto cubo di metallo fermo da anni in centro paese

 

Uno degli orgogli paesani è il bel parco in centro. Un prato alberato con campetto da calcio per i ragazzi e giochi per i bambini. Panchine per i nonni e per i gruppi di giovani amici che si ritrovano a celebrare una buona boccata d'ossigeno e il rilassante verde che circonda questo scorcio. C'è pure un campo di tennis per gli sportivi. Di fatto è un tratto quasi unico per un paese di mille anime avere un così bel parco, non in periferia o a margini del paese ma proprio nel centro, a due passi dalla chiesa parrocchiale. 

Tutto bello e tutto buono se non fosse che una ventina d'anni fa la Provincia di Udine posizionò un container per il monitoraggio di qualcosa (aria? acqua? tasso di fertilità dei moscerini del biotopo? ...boh) e da allora ha fatto a tempo a morire la provincia con tutti i filistei. E questo container è uno di questi filistei e giace non manutenuto da molti anni. 

Quello che si conosce, da voci trapelate dai servizi segreti, è che nessuno parrebbe sapere esattamente che fare di questa sgradevole struttura. E soprattutto se sia in funzione, se possa essere smantellata e da chi.   


Al TG3 Regionale la definiscono
la "ex provincia di Udine"

venerdì 11 settembre 2020

A Morsano di Strada trionfa la cultura anglosassone del cibo

 L'inglese si parla sempre più o quantomeno chiunque a Morsano può fare il turista in giro per il mondo riuscendo a comunicare quanto serve per mangiare, bere e dormire. Per lavorarci con l'inglese siamo ancora a una minoranza di compaesani ma a occhio è una minoranza in crescita che ha seguito il crescere della scolarizzazione. Non saremo mai come gli scandinavi o come gli slavi nell'abilità di imparare lingue nuove ma almeno sappiamo che quanto rimarcato dal Zalone del posto fisso, in Italia è sempre vero che contano più le conoscenze che la conoscenza

Detto questo,. si nota con un certo compiacimento britannico che da "Master Chef" (parola inglese + parola francese) in poi, in Italia è circa un decennio che la cultura del cibo si bagna delle acque dell'Oceano Atlantico seguendo la corrente del golfo dalla costa orientale degli USA (la "East Coast") alle Isole Britanniche. In particolare la cultura della grigliata ha una sua storia nei paesi anglosassoni: leggendarie le bistecche del Texas o i tagli alla brace di agnello Australiano accompagnati da abbondanti fiumi di birra. 

La griglia con coperchio, nota come Kettle Grill della Weber o semplicemente "Weber" in Italia, è un'invenzione anglosassone che da sempre è parte del panorama dei giardini anglosassoni ma solo nell'ultimo decennio è stata introdotta nella Penisola diventano l'oggetto di culto delle gare di BBQ (abbreviazione di origine anglosassone per la parola "Barbecue"). 

Ecco, le gare: lo stile del grigliare in queste competizioni non è quello tradizionale friulano o italiano se si vuole, bensì è uno stile, manco a dirlo, anglosassone: la differenza la fa la salsa che va ad abbracciare la carne sia prima che durante la cottura quando non ancora dopo la cottura. 

Tecniche di affumicatura vanno a determinare il risultato coronato dall'uso di inglesismi come lo "smoker" o "smoking" (che fino all'altro ieri era la nostra "affumicatura" - usato ad esempio con la ricotta in malga). Le salse diventano "salsa Tiger", "salsa Barbecue", "salsa Worcestershire" o semplicemente "salsa worchester" (la cui pronuncia è un tutta un programma perché si dovrebbe pronunciare "wuurster"). 

Le costolette diventano "ribs", il maiale quando lo si fa in modo che la carne si sfilacci dall'osso diventa un "pulled pork" (pronunciato all'italiana "pul-led" e non "pull-d" con la "e" muta) c'è poi il taglio "Saint Louis" (che a Udine ha dato nome anche a un locale) o ci si delizia con termini di origine nativo-americana come Tomahawk, che ha la forma della bistecca preistorica di Fred Flinstone e fa riferimento all'accetta usata dagli indiani d'America.

Si usano i termini anglosassoni anche perché si tratta di concetti di cucina tutto sommato nuovi per il panorama italiano e il loro ingresso è stato così veloce nei nostri giardini che non si è riusciti a tradurre la terminologia prima che diventassero di uso comune. Forse non siamo così dottrinali come gli Spagnoli o i Francesi che per principio sono inclini a tradurre tutti i termini anglosassoni nella lingua nazionale (famoso il computer francese - ordinateur e quello spagnolo - computadora) o forse è il retaggio involontario della dittatura linguistica dell'italianizzazione forzosa imposta dal Fascismo che si combina con il terzo principio della dinamica (all'azione di una forza su un corpo corrisponde una reazione uguale e contraria) per cui la cultura post-fascismo italiana, rifiuta per principio di italianizzare i termini stranieri. Fatto sta che qui è tutto un fiorire di terminologia da griglia di marcato stampo anglosassone.

Se non altro capendo e condividendo cosa mangiano in America, in Australia, in Nuova Zelanda, in Gran Bretagna, ci sentiremo più portati a capire anche la loro cultura e magari a migliorare il nostro inglese.  

Buone ribs con la tiger sauce a tutti! 

   

Costicine come si dice in friulano?

Costicine come si dice in friulano?



mercoledì 11 marzo 2020

Se i ragazzi non capiscono la situazione d'emergenza e giocano a calcio nel campo di Morsano

Un'intera nazione è in regime di contenimeto di un virus che uccide. Uccide per fortuna una percentuale piccola degli ammalati (mediamente il 2,5%) ma, ed il MA è grosso come una casa, intasa i reparti di terapia intensiva degli ospedali.

Li intasa perché una percentuale importante, circa il 10%, dei pazienti colpiti da Coronavirus necessita la terapia intensiva per guarire.

Con 10,000 ammalati, servono mille (mille!) posti in terapia intensiva. Capirete che se ammalano in 250,000 serviranno 25,000 posti in terapia intensiva e come avrete intuito, non abbiamo 25mila ventilatori per intubare tutti i pazienti gravi.

Nella loro testa c'è il buio
Il punto è proprio questo: non far ammalare troppe persone per non trovarsi con troppi ricoverati in terapia intensiva e dover quindi decidere chi intubare e chi no con metodi da "medicina di guerra". Ovvero dover escludere tutti gli anziani.

Poi si sa che se si è giovani e senza patologie preesistenti si ha un'altissima probabilità di avere la precedenza nell'eventuale terapia intensiva rispetto ai nostri nonni o genitori anziani.

Questo è ciò su cui dovrebbero riflettere i ragazzi che giocavano a calcetto sul campetto di Morsano di Strada.

Proprio così, giocavano a calcetto: adolescenti o poco più, parrebbe di Castions e Morsano, ieri, 10 Marzo 2020, in pieno regime di restrizioni sanitarie per il decreto dpcm con le «Misure urgenti di contenimento del contagio»(DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 marzo 2020).

Fa riflettere sia per il loro compiere un reato in quanto vige il divieto di assembramenti e le attività sportive sono vietate (si va nel "penale" con l’arresto fino a 3 mesi o l’ammenda fino a 206 euro «salvo che il fatto non costituisca più grave reato») ma soprattutto per la totale mancanza di senso civico e rispetto nei confronti di una situazione che potrebbe essere MORTALE per i loro parenti più anziani.

Se si infetta un giovane in famiglia poi può trasmettere il virus a tutti i suoi cari! 

Andare a giocare a calcetto con un gruppo di amici, denota, nella migliore delle ipotesi, criminale immaturità ed egoismo. 

Difficile immaginare che gente così nella vita combinerà qualcosa di buono per se e per gli altri. 

La nostra vicinanza ai loro genitori e parenti prossimi: possiamo immaginare che avreste voluto di meglio.


martedì 17 dicembre 2019

Spritz Expat: i giovani morsanesi più brillanti e capaci emigrano?

Oggi il Messaggero Veneto titola "È fuga dal Friuli Venezia Giulia: siamo al 1º posto per l’emigrazione di giovani cervelli". Nell'articolo si fa riferimento ai dati ISTAT "[...] 816 mila gli italiani trasferitisi all’estero negli ultimi 10 anni, il 73% dei quali venticinquenne o poco più, e tre su 4 con un titolo di studio medio-alto."

"In questa poco piacevole situazione spicca il Friuli Venezia Giulia che, non per valori assoluti ma in rapporto alla popolazione residente, è in vetta tra le regioni italiane per tasso di emigrazione: lasciano il territorio, infatti, 4 friulgiuliani ogni mille residenti."
Al momento abbiamo 6 morsanesi laureati all'estero e son tutti andati via prima di compiere 30 anni.

La sociologia dell'emigrazione ci spiega che chi emigra tende ad avere più spiccate qualità di intraprendenza e curiosità intellettuale.Di solito le fascie più disagiate della popolazione non tendono a migrare, sono bensì le fasce medio-alte a muoversi.

Pensiamo alla migrazione interna di fine '800 dalla Carnia al Friuli Austriaco (Mariano) e poi nel manzanese, migrazione che diede origine alla produzione della sedia impagliata, una specialità tecnica creata proprio dalle mani sapienti di quei carnici abituati a lavorare il legno nei mesi invernali. Verosimilmente, nella lavorazione artigianale del legno, questi carnici emigrati in "Austria" erano artigiani più abili dei loro compaesani in Carnia e comunque più abili degli artigiani locali.

Oggi si potrebbe tracciare un parallelo con i giovani che hanno una solida preparazione universitaria e che lasciano i piccoli paesi della Bassa Friulana.

Così al bancone del bar si son creati i soliti gruppi di discussione tra ...

- chi ritiene che l'emigrazione sia un fenomeno passeggero che interessi una parte troppo piccola della popolazione per preoccuparsene;

- e chi ritiene che di fatto ci stiamo perdendo i migliori giovani ovvero la futura classe dirigente locale (potenziali imprenditori, dirigenti d'impresa, abili professionisti e pure futuri sindaci, assessori, presidenti di associazioni ecc.) e che il fenomeno non possa più essere ignorato neppure a livello locale.

...e il dibattito continua tra chi rimane e chi legge questo post da Berlino, Londra, Boston...


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Vedi anche:

Mondopoli Perché le persone migrano? I fenomeni migratori tra mito e realtà (Aprile 2019)
Università di udine Cantiere Friuli "Nuova emigrazione" di Gian Pietro Zaccomer (ottobre 2019)

venerdì 16 agosto 2019

Un cagnolino abbandonato cerca te!


Questo cagnolino tenerissimo cerca te! Ti cerca perchè negli ultimi due giorni sulla pagina Facebook del Morsano Fan Club sono state pubblicate due notizie praticamente in contemporanea. Entrambe sono frutto di segnalazioni di lettori: una con la foto di una cagnetta che cercava casa ed una che riguarda il progetto di costruire una strada che dalla Napoleonica scenda tra Morsano e Castions di Strada e sbocchi a Corgnolo/Porpetto.

In poche ore il post della cagnetta ha totalizzato quasi 500 visualizzazioni mentre quello della strada grossomodo la metà. Il che è sintomatico delle priorità che ci si dà. Se permettete, una strada è molto più impattante sulla vita di ogni giorno della comunità locale (con tutto il rispetto per il benessere degli animali) e quantomeno interessarsi alla cosa sarebbe doveroso.

Poi si leggono statistiche come quelle qui sotto ed il cerchio si chiude.

Ragazzi, cerchiamo di interessarci alle cose perché se continua così faremo una vita da cani! (nel senso tradizionale dell'espressione...)

mercoledì 14 agosto 2019

La Complanare vien di notte? (e te magna la Salvote?)

Presto Atovelox anche qui. 


Prendendo spunto da un commento (NDR da fonte anonima e non verificabile) su un altro post, riportiamo qui la questione sollevata, visto mai che ci sia del vero.

Pare (condizionale è d'obbligo in mancanza di riscontri precisi) ci sia un'idea di sgravare Fauglis dal traffico pesante attraverso la creazione di una bretella che dalla Napoleonica si congiunga a Corgnolo passando proprio dalla campagna di Morsano. Se così fosse, la complanare (verosimilmente) passerebbe tra le oasi naturalistiche della Selvote e dell'Avenale.

La paura è che dopo quanto avvenuto all'ospedale di Palmanova, il cui punto nascita è stato chiuso a prescindere dal sentimento della popolazione locale e del bacino d'utenza, si possa rischiare di vedere progetti del genere approvati senza che la popolazione abbia voce in capitolo. Insomma, la vita è una tempesta, prenderlo in quel posto è un lampo: meglio stare in guardia. 

Inutile dire che nei campi e nelle officine il popolo si aspetta una presa di posizione netta e forte del Komandante qualora le forze del capitalismo stradale dovessero farsi avanti per abbattere la foresta ed opprimere le popolazioni indigene. Attendiamo gli sviluppi della vicenda.

domenica 2 giugno 2019

Elezioni Europee ed Amministrative 26 Maggio 2019: Alcune Considerazioni Spannometriche

Nei bar del paese queste ed altre considerazioni le hanno già fatte e le discussioni continuano. Di fatto le elezioni comunali sono state percepite come quelle tra le più competitive degli ultimi 15 anni.

Da un lato c'erano due candidati che uscivano dall'esperienza amministrativa in carica e da 10 anni di maggioranza. Il che li esponeva alla potenziale voglia di cambiamento della base elettorale. Dall'altro c'era un candidato nuovo alla politica locale ed espressione di un sostegno aperto e diretto di due partiti che secondo i sondaggi nazionali e regionali si sapeva avrebbero fatto bene alle Europee (Lega e FdI). L'incognita poi era il candidato sindaco della frazione che avrebbe potuto portarsi dietro lo stigma negativo del campanilismo ("Castions non vota un sindaco di Morsano").

I giochi, come detto, erano *percepiti* come apertissimi e in osteria nessuno si sbilanciava più di tanto. A Morsano c'era chiaramente fiducia per i candidati paesani, in particolare quelli di punta in quanto dirigenti di associazioni locali. Alcuni apparivano sostenuti da una rete familiare forte altri dalla rete di amicizie paesane. Rimaneva quindi da capire l'attrattiva dei tre candidati sindaco.

A vedere i risultati, di fatto è stata una vittoria abbastanza netta. Per vedere vittorie al fotofinish, ad esempio, si può osservare quanto avvenuto a Gonars dove lo scarto tra la prima e la seconda lista è stato di 80 voti.

Qui lo scarto è stato di 254 voti (il 12% dei voti). Sui perché di una vittoria così forte da parte di un amministratore uscente, nonché candidato proveniente dalla frazione, si può dissertate a lungo. Tuttavia, quello che più fa discutere in osteria è il travaso di voti tra le Europee e le Comunali. Facendo un ragionamento spannometrico senza troppe pretese di scientificità, il blocco capeggiato da Lega-FI e FdI alle Europee ha ottenuto 1561 voti, un impressionante 71%! Tuttavia, allo stesso tempo, tutte le liste del candidato supportato apertamente da questi tre partiti han ottenuto un totale di 764 voti. Il che significa che ben metà degli elettori di questa area politica, han poi optato per uno degli altri due candidati sindaco enon per il "loro".

"Contano le persone rispetto agli orientamenti ideologici" è quello che si dice riguardo le amministrative ed evidentemente la scelta dei candidati consiglieri è la chiave su base locale. A noi interessa notare il travaso che probabilmente ha caratterizzato circa 800 elettori. Il fenomeno non è unico ed ha caratterizzato molte altre realtà comunali nonché anche fuori regione in casi eclatanti (eg Bergamo città).



I dati ufficiali qui:











mercoledì 30 gennaio 2019

I trentenni morsanesi sono pagati meno dei trentenni cinesi?


Lo studio di Credit Suisse è chiaro: i trentenni in Cina guadagnano più dei cinquantenni, e più dei coetanei italiani (Emerging consumer survey 2013). Per maggiori dettagli cliccate qui: Il sorpasso: i trentenni cinesi guadagnano più dei trentenni italiani.

  • Datagiovani su base Istat ha calcolato che la retribuzione media di un under 30 italiano al primo lavoro in Italia è di 823 euro al mese.
  • In Cina i giovani tra i 18 e i 29 anni hanno uno stipendio pari a circa 9.100 yuan al mese, circa 1.100 euro. 

Ovvero, un giovane cinese guadagna il 27.5% in più rispetto ai pari età italiani.

La domanda che circola in bar, dove per altro ci sono anche giovani morsanici che parlano cinese, che differenza c'è tra gli stipendi dei giovani morsanesi e i giovani cinesi?

giovedì 20 dicembre 2018

Spritz VAT: di quanto aumenterà l'IVA a Morsano nel 2020 e nel 2021?


Questa e' la tabella presentata dal Governo Conte l'altra settimana alla Commissione Europea. Al punto 8 si parla di maggiore gettito IVA necessario nel 2020 e nel 2021.

Così in paese oggi si discute di quanto aumenterà l'IVA nel 2020 e nel 2021 secondo gli accordi presi dal governo. Calcolatrice alla mano, un premio a chi trova la percentuale corretta.

Nel frattempo si discute tra...

- chi dice che l'aumento sarà dal 22% al 25%
- e chi ritiene che l'Italia troverà un sistema per non aumentare l'IVA


domenica 4 marzo 2018

4 Marzo 2018: anche a Morsano di Strada oggi si vota per le politiche più arrabbiate degli ultimi decenni

Qui i dettagli sul collegio: http://www.corriere.it/elezioni-2018/collegi-uninominali-elettorali-dove-votare/


In paese si vive il paradosso dei cartelloni elettorali che per legge devono essere predisposti dai comuni (con costo a carico dei medesimi) mentre la legge elettorale, imposta a suon di fiducie di governo, di fatto non dà spazi di manovra ai candidati. Ergo a nessuno interessa spendere soldi x mettere cartelloni elettorali.

Cosi lo spazio per i cartelloni è aperto a chi corona il sogno giovanile di finire, un giorno, candidato al Parlamento o a liste minori cui non par vero aver raccolto le firme per finire in un cartellone in piazza a Morsano. Fa specie che i partiti maggiori non si preoccupino di piazzare i loro cartelloni. Fa soprattutto specie che il partito di probabile maggioranza relativa, il M5S, non si preoccupi di questo sistema ormai defunto di far pubblicità elettorale. Le tipografie soffriranno. 

Nell'era delle elites mediocri, dei social e soprattutto del voto incazzato di continua protesta, i cartelloni sono una triste vestigia di un'era che non c'è più. 








giovedì 1 marzo 2018

Con l'arrivo della famiglia Afghana, si apre un'epoca nuova per il paese

Circa un mese fa, il 30 gennaio 2018,  l'annuncio all'assemblea paesana che il governo centrale tramite la prefettura, aveva fatto sapere, apparentemente solo pochi giorni prima, che nella casa in piazza sarebbero stati alloggiati cinque pakistani con lo status di "richiedente asilo" in attesa di conferma o meno di tale status. Il periodo per avere questa conferma pare sia di oltre un anno. Anno in cui il richiedente asilo non può lavorare e quindi può solo seguire dei corsi più o meno validi, (chi controlla?) di lingua italiana e di avviamento professionale. Visto da fuori è facile cadere nel riassunto "gente nullafacente che bighellona a spese del contribuente". 

L'edificio in questione è da anni disabitato ed era all'asta.

Questo stabile è stato quindi acquistato da un friulano residente in Lombardia ed affittato ad una cooperativa sociale, che si occupa della gestione profughi, pagata per questo compito con fondi pubblici.

Oltre un centinaio di paesani aveva presenziato all'assemblea con il risultato che un articolo del Messaggero Veneto (non è chiaro se il giornalista fosse presente o se abbia scritto su fatti ed opinioni riportategli), aveva titolato "Morsano Boccia l'Accoglienza per i Cinque Migranti" facendo passare davanti al mondo il nostro paese come un covo di persone senza cuore o finanche razzisti.

Diversi lettori ci han segnalato il disappunto e si son fatti delle domande a 360 gradi dopo l'articolo:
  1. Può un paese di mille abitanti essere rappresentato da un centinaio (forse) di partecipanti ad un'assemblea? Se si titola "Morsano boccia..." su quali basi si ritiene che tutto il paese la pensi così? 
  2. In seconda istanza s'è osservata la posizione netta di due dei gruppi consiliari comunali, che, a detta dell'articolo, han dichiarato in maniera inequivocabile da che parte stavano sulla questione migranti: un gruppo è contrario mentre l'altro gruppo è favorevole purché entro certe regole. Si può essere favorevoli o meno alle loro posizioni ma almeno le han esplicitate. Si nota il silenzio di alcune compagini e partiti.  
  3. A seguito dell'articolo che faceva trasparire un rifiuto della popolazione dell'opzione "accoglienza" così come pensata dalla narrazione mediatica, non ci son state proteste da parte della popolazione. Al che concludiamo che effettivamente la popolazione non vuole quei migranti (quindi il tono dell'articolo sarebbe corretto). Però potrebbe anche voler dire che la popolazione è fatta di sotans che stan zitti e si fan mettere i piedi in testa da chiunque scriva o dica quello che vuole. Su questo punto il dibattito è aperto.  
Al di là dell'articolo, la questione che si è dibattuta nell'ultimo mese nei bar è semplice e le elites nazionali fan finta di non vederla:

Il Pakistan non è in guerra. O quantomeno non lo è nella forma che riconosciamo in Siria o nella Berlino del 1945. Il Pakistan è una democrazia dell'Asia centrale, democrazia che fornisce truppe  ai caschi blu dell'ONU, che ha la bomba atomica, che gioca alla guerra con l'India dalla Partition in poi (vedi tensioni in Kashmir), ha un sistema scolastico mediocre e i giovani non son preparati ad una moderna economia. Tuttavia, è vero che in Val Brembana, in Lombardia, la comunità Pakistana è fiorente e partecipa alla vita economica con mansioni pesanti all'interno delle acciaierie. Va comunque detto, senza vergogna e senza remore, che se di Pakistani si tratta, c'è una buona possibilità che si tratti di immigrati economici e non di profughi. Il che va bene, purché ci sia lavoro per loro e che non si sprechino soldi pubblici in finta accoglienza per "non-profughi" ma "immigrati economici" ai quali non si è tenuti a dare vitto ed alloggio (salvo donazioni benefiche private, ovviamente). Soprattutto, se son immigrati economici senza obiettive prospettive di trovare un lavoro perchè non al passo con le competenze richieste dalla nostra economia del Nordest. 

Al che, Morsano ha la memoria lunga e sa che negli anni Sessanta quando anche noi andavano in Svizzera a lavorare, prima di metterci piede, si doveva avere già un contratto di lavoro in tasca, sorvoliamo sulla quarantena a Chiasso e le visite mediche, e sottolineiamo che nessuno ti dava accoglienza o casa e vitto se non si lavorava fin da subito.

Inoltre c'è l'aspetto odioso per chi fa l'operaio o lavori umili e pesanti a Morsano e in tutta Italia:, i reduci post-legge Fornero mentre sono sui tetti a cambiar grondaie o metter giù coppi sotto il sole cocente d'estate o al freddo d'inverno, gli tocca vedere giovani in giro con cuffiette e e iPhone alloggiati gratis e con pasti a spese dell'erario. In queste circostanze, il grado di incazzatura sale alle stelle e il voto populista ed estremista si alimenta facilmente. Ovviamente questo è un tipo di incazzatura che chi fa il professore universitario o lavora per una partecipata pubblica non può vedere (o non vuol vedere).

C'è poi il sospetto che ci sia una schiatta di "imprenditori" con amici nelle sfere giuste, che stiano facendosi un buon business nell'emergenza dell'immigrazione.

Il risultato è che il modello di "presenza temporanea di stranieri in attesa di certificazione del loro status giuridico" (tanto per non usare termini come "ragazzi in cerca di felicità" caro alle Parrocchie ed ai Centri Sociali o "clandestini" caro alle Destre) solleva sospetti. Sospetti non sul colore della pelle di chi arriva ma sulla faccia di palta degli italianissimi che han orchestrato questo modo di gestire l' "emergenza".

Lunga storia per dire che Morsano è sicuramente un paese accogliente con chi ha bisogno e si impegna. Accogliente con chi lavora e lo dimostrano gli stranieri che da decenni lavorano qui nelle aziende metalmeccaniche della zona o edili o dell'ortofrutta (bosniaci, serbi, croati, sloveni, ungheresi, marocchini etc).

Allo stesso tempo è un paese infastidito dagli Italiani che approfittano di chi ha bisogno. Come disse mataran, "nel mondo ci sono almeno 5 miliardi di persone che se vivessero a Morsano potrebbero dire di vivere meglio rispetto al loro paese di provenienza". Guerre, carestie, povertà, soprusi esistono dalla notte dei tempi ma non può essere un modello quello che premia chi supera le prove darwiniane di un'attraversata del Mediterraneo o un viaggio in un cassone di camion dalla Serbia fino al casello di Redipuglia. O stiamo dicendo che chi arriva con un barcone è più degno di sostegno rispetto a chi è  intrappolato nei campi profughi della Turchia o del Libano o del Niger?

Sappiamo leggendo i rapporti dell'UNHCR che mediamente chi emigra sono le classi più agiate (in termini relativi). Non emigrano mai i poveri assoluti (perché non hanno i mezzi o la mentalità per farlo). Per questo, il fatto che chi è arrivato a Morsano sia una famiglia Afghana, e non dei Pakistani, verosimilmente arrivata attraverso la rotta balcanica e verosimilmente appartenente ad un ceto più operoso della società Afghana, è la soluzione più auspicabile per un piccolo centro come Morsano. Un nucleo familiare con bambini, piuttosto che un gruppo di giovanotti, stimolerà il sentimento di solidarietà genuino dei paesani e potrà essere un laboratorio sociale per chi vuole capire come fare integrazione nella società divisa e rancorosa dell'Italia del 2018.

Noi continuiamo a raccogliere le vostre impressioni, riflessioni ed idee e a prendere appunti.

martedì 21 novembre 2017

Spritz Childless: la responsabilità per l'arrivo di immigrati dall'Africa è delle italiane che non fan figli?

Oggi in bar la grappa corretta caffè ha riscaldato gli animi almeno quanto il titolone del Messaggero Veneto:

Sempre meno figli nelle famiglie friulane: poche Pimpe e troppe Pippe

L'equazione è molto banale: "i numeri chiari ed inequivocabili ci dicono che ci servono gli immigrati perchè la popolazione è in calo e dobbiamo riempire i posti mancanti sul lavoro e in società con l'immigrazione". Per inciso, con i tassi di natalità e pensionamento attuali, entro i prossimi 30 anni, ci servirebbero 15 milioni di persone in più del saldo naturale per mantenere la popolazione agli attuali livelli produttivi e di vita sociale. In Giappone, che ha una crisi democrafica simile all'Italia, le case dei centro città cadono a pezzi perchè muoiono gli anziani e non han eredi diretti.

Andando alla radice della questione, se l'immigrazione di massa è considerata in toni positivi da più parti è perchè la popolazione è in calo. Se la popolazione non fosse in calo, chi è a favore dell'immigrazione, perderebbe il sostegno dell'argomento principale a favore dell'immigrazione.

La popolazione, per essere in calo significa che la natalità è crollata e non si fanno almeno 2 figli a coppia. Per di più ci son "vedrans" e "vedranis", senza figli per scelta, più che in ogni altro periodo storico.

Al che, è scattato il morsanometro:
  • Quante coppie (over 40) ci sono a Morsano con meno di due figli? 
  • Quanti ultra quarantenni morsanesi son senza figli ci sono?
(fatevi voi i conti, è facile)

La risposta aiuta a capire come relazionarsi con l'immigrazione. Ovvero: se siamo pieni di bambini, allora l'immigrazione (di massa) non serve e non servirà. Se invece constatiamo che non ci son bambini, allora, volenti o nolenti, l'immigrazione serve e servirà.

La questione su "che tipo di immigrati" servano (età, grado di istruzione etc) è un'altra questione che qui non c'entra col punto in discussione.

Così la platea s'è divisa tra:

- chi ritiene che l'egoismo (voglia di far festa piuttosto che cambiare pannolini e prendersi responsabilità genitoriali), l'incapacità di giudizio (mi dedico alla carriera poi faccio figli... ma che carriera?!? qui non vediamo amministratori delegati di aziende quotate al Nasdaq) e l'incapacità (di programmare la propria vita) stiano alla base della poca natalità e del conseguente calo demografico. Quindi, chi non ha almeno due figli dovrebbe stare zitto quando si parla di immigrazione e prendersi la colpa dell'immigrazione. In silenzio.

- e chi ritiene che a Morsano i figli non si facciano per le politiche anti-famiglia di chi ha governato l'Italia negli ultimi trent'anni, governanti che al contempo spingono per favorire l'immigrazione da paesi poveri che, inevitabilmente, han popolazioni più giovani. La causa della poca natalità non è quindi dei morsanesi e delle loro scelte ma della classe dirigente. Quindi, anche chi non ha figli può avere un'opinione forte sulle questioni legate all'immigrazione.

...e con il bromuro nella minestra, il dibattito continua


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Il commento Sul Messagero Veneto 
"Sempre meno figli in Friuli, una generazione che ha paura di amare"
Dai, ammettiamolo, fuori dai denti e senza troppo politically correct: i figli sono una rottura di balle. I figli ti costringono a ridisegnare completamente la tua vita, a cambiare i tuoi tempi. E costano. Ma con questo atteggiamento ci siamo trasformati in eterni Dorian Gray e lasciamo che a invecchiare sia il quadro, cioè la carta d’identità, il segno anagrafico.di Enrico Galiano

e altri post sul tema:

giovedì 1 settembre 2016

domenica 15 ottobre 2017

martedì 10 ottobre 2017

Numeri Utili: richieste di lavoro per laureati - diplomati e senza titolo di studio (2016)





La domanda di lavoratori senza alcuna competenza particolare appare minore che cinque anni prima, ma resta ancora ampiamente il secondo tipo di personale più ricercato dalle aziende.







giovedì 31 agosto 2017

Spritz Humanities: i giovani con attitudini umanistiche hanno una disabilità sociale?

Disoccupati a numero aperto?
Ci son diversi crucci che un genitore ha quando vede crescere i propri figli. Ha un bel carattere? Sapra' cavarsela emotivamente in situazioni difficili della vita? Sa nuotare? Saprá relazionarsi bene in societa'? Troverá un buon lavoro? ecc.

Non si puó avere il figlio che vinca tutte le sfide di cui sopra e tanto dipende dalla combinazione di genotipo e fenotipo ovvero dai geni e dall'ambiente in cui cresce. Non a caso si nota spesso, usando il morsanometro, che in paese i figli degli statali tendono a fare i dipendenti pubblici, i figli delle partite IVA tendono ad aprire una partita IVA, i figli di genitori "de sinistra" tendono a cercare posti di lavoro lontani dal rischio d'impresa, i figli di chi ha la casa di proprieta' tendono a farsi una casa, i figli d'affittuari, magari in case popolari, tendono ad essere affituari e cosí via.

Mentre il fenotipo influenza molte delle scelte e molto di quello che i giovani sceglieranno di essere e fare nella vita, tanto incide pure la genetica. Se si ha la predisposizione per la scienza o per la tecnologia si é diversi nel campo delle passioni e degli interessi rispetto a chi ha una predisposizione per la sfera umanistica o sociale.

Ora, al bancone del bar si discuteva sulle scuole che i ragazzi dovrebbero fare dopo le medie. La tavola degli spritz si é presto divisa tra...

- chi ritiene che i ragazzi debbano seguire le proprie inclinazioni perché altrimenti rischierebbero di fare qualcosa senza troppa passione che ne minerebbe la volontá di proseguire e un futuro professionle ricco di soddisfazioni. Cosí, se a un giovane non piace la matematica e non riesce  digerire le materie scientifiche, non ha senso forzarlo ad andare a fare studi tecnici ma si dovrebbe assecondare la passione letteraria con studi umanistici al liceo classico o al liceo umanistico. Poi, una volta formato con gli studi che ha voluto fare, trovera'un lavoro che lo soddisfi.

- e chi ritiene che in una societá dove la stragrande maggioranza della gente non fa lavori per i quali ha studiato tanto vale studiare qualcosa che serva nella maggiorparte dei lavori che, a ben guardare, richiedono competenze tecnico-scientifiche mentre i lavori puramente umanistici sono una forte minoranza. Inoltre la maggiorparte delle facoltá universitarie ha a che vedere con la tecnologia e la scienza (ergo con la matematica) pertanto é importante avere una preparazione scientifica e matematica a prescindere. Di fatto, anche le professioni tradizionalmente umanistiche come avvocato o giornalista, oggi richiedono conoscenze scientifiche e tecnologiche (es. scienze forensiche, informatica applicata alla comunicazione ecc.). Liceo scientifico, itstituti tecnici e professionali son le uniche scelte che danno una base necessaria per il vivere moderno. In definitiva, avere attitudini prettamente umanistiche e non voler affrontare lo scoglio matematico-scientifico significa avere una disabilitá sociale.

...e il dibattito continua su questa piattaforma tecnologica

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Leggi anche: Aboliamo il Classico!

giovedì 17 agosto 2017

Idee Morsaniche: Barbecue per tutti nel parco di Morsano (continuiamo)

Ogni due anni ci tocca pubblicare questa fantastica idea, chissà che non si riesca a realizzarla anche a Morsano di Strada...

Nel 2014 questo blog pubblicò il post: Parco di Morsano: se diventa un'area picnic attrezzata per l'aggregazione paesana

Si parlava di quello che fanno in altre parti del mondo, in particolare in Cadore, dove esistono delle aree attrezzate per i pic nic con tanto di gazebo di legno e posto per fare un barbecue. Aperto a tutti e lasciato in gestione ad un'associazione oppure semplicemente aperto all'uso di tutti.

Ci arriva una foto da Auronzo, in pieno bosco...




Vedremo mai qualcosa del genere nel parco di Morsano lì dove c'era la casetta del tennis?

giovedì 27 luglio 2017

Spritz Retirement: gli immigrati di massa e non qualificati, ci pagheranno le pensioni?

Da un lato Emma Bonino che rilascia queste dichiarazioni "Migranti, Emma Bonino: “Siamo stati noi tra 2014 e 2016 a chiedere che gli sbarchi avvenissero tutti in Italia”. "All’inizio non ci siamo resi conto che era un problema strutturale e non di una sola estate. E ci siamo fatti male da soli", ha spiegato l'ex ministra degli Esteri del governo Letta, evocando un accordo mirato a far sì che le operazioni fossero coordinate da Roma".

Cosa che ha fatto reagire le parti politiche opposte al PD
Grillo: "Renzi è il responsabile del disastro immigrazione". Renzi: "Gli accordi in vigore sono stati firmati da Berlusconi".

Allo stesso tempo, inizia a venir fuori la tesi secondo la quale sia stato il governo Renzi ad aver dato l'OK per ricevere sulle nostre coste i migranti in cambio di flessibilità sui conti pubblici (Il baratto di Renzi con la UE: tutti i migranti in Italia in cambio di flessibilità sui conti).

Allo stesso tempo, per coincidenza, Boeri, il capo dell'INPS nominato in quella posizione durante il governo Renzi, nella sua relazione annuale ha sottolineato che "se chiudessimo le frontiere agli arrivi dei migranti extra-comunitari il nostro sistema pensionistico si troverebbe in grosse difficoltà".  Secondo una simulazione fatta dai tecnici dell’istituto, da oggi al 2040 l’INPS perderebbe in totale 38 miliardi di euro. In questa circostanza lo Stato dovrebbero far fronte alla perdita recuperando tramite la fiscalità generale – cioè aumentando le tasse – quasi due miliardi di euro ogni anno per 22 anni. «Insomma, una manovrina in più da fare ogni anno per tenere i conti sotto controllo», ha detto Boeri durante la presentazione del rapporto. (vedi "Gli immigrati che ci pagano le pensioni"). 

Al che al bar si sono subito sollevati gli scudi del dibattito dividendo la platea tra:

- chi ritiene che Boaeri ha ragione e che gli immigrati ci pagheranno le pensioni e quindi van fatti entrare il più possibile;

- e chi ritiene che i migranti NON ci pagheranno le pensioni sulla base del seguente ragionamento (di autore anonimo e che circola via whatsapp): 

Questa è la busta paga di un lavoratore straniero con moglie priva di reddito e tre figli a carico.
I contributi Inps che vengono versati all'Inps dall'azienda sono 479 euro (di cui 349 euro a carico dell'azienda) ma al contempo, l'Inps versa al lavoratore 317 euro per gli assegni familiari; inoltre il lavoratore ottiene dal fisco uno sconto per detrazioni fiscali per 260 euro quindi non versa un euro di tasse e in aggiunta riceve anche gli 80 euro.
Quindi sommando importi a debito e a credito questo lavoratore allo Stato non versa nulla ma, al contrario, prende. Infatti 479-317-260-80= -178 Tanto è vero che la sua retribuzione netta è superiore a quella lorda.
Ecco questa è una busta paga tipica di un lavoratore dipendente immigrato, quelli che ci pagheranno le pensioni.
C'è poi da considerare che oltre a non versare ma a prendere, infatti la sua rertibuzione netta è addirittura superiore a quella lorda, i suoi tre figli e la moglie utilizzeranno il welfare (scuola, asili nido, sanità).
Tra l'altro molti riescono ad autocertificare familiari a carico che vivono però all'estero.
Le gestioni INPS ed Erario vengono gestite dallo Stato in modo separato, ma quello che conta è che se verso nel settore contributivo ma prendo dal settore assistenza e fiscale per un importo superiore, alla fine lo Stato da te non prende ma versa.
Questo lavoratore non versa un euro allo Stato grava sul welfare con il suo nucleo familiare di 5 persone usufruendo dell'assistenza sanitaria gratuita, asili nido, abitazione del Comune, scuola pubblica.
Ripeto non versando un euro allo Stato, ma a carico del contribuente italiano, figuriamoci se può pagarci la pensione.
Io non voglio pensare che i politici siano in malafede ma voglio credere che non siano informati su queste "cose che hanno a che fare con i numeri" e che quindi siano convinti che facendo entrare immigrati che hanno redditi bassi e nuclei familiari numerosi che gravano sul welfare ritengano che ci pagheranno le pensioni. Ma non è così.

Ci potrebbero essere immigrati che pagano le pensioni: ad esempio se un ingegnere straniero arriva in Italia con moglie anche lei che lavora e tre figli a carico, se guadagna 60.000 euro lordi e la moglie 30.000 euro lordi non otterrà assegni familiari non avrà sconti fiscali e anche se utilizzerà servizi pubblici li pagherà attraverso i versamenti. Questo è il genere di immigrati che dovremmo incentivare una immigrazione qualificata che apporta valore aggiunto e know-how.

...e il dibattito continua

mercoledì 14 giugno 2017

Spritz Natality: Perche' le Morsanesi non fan figli?

In licenza di maternitá a Ibiza
La popolazione e' in calo un po' ovunque in Italia: quantomeno la popolazione autoctona e parzialmente, solo parzialmente, sono i figli degli immigrati a ribilanciare il rapporto tra chi muore e chi nasce anche se, come nel caso della nostra regione, i figli degli immigrati non bastano proprio a coprire il saldo naturale della popolazione ormai negativo da anni.

Vedi Numeri Utili: Andamento della Popolazione (Natalitá, Mortalitá, Immigrazione ed Emigrazione) in Italia (2015)

I dati ISTAT ci dicono che il Friuli VG é una delle regioni italiane con il tasso di natalitá piú basso e, spannometricamente, secondo il CAFON, Morsano di Strada non é un'eccezione.

Un articolo del Corriere della Sera di oggi ("Perché non facciamo figli? Nascite in calo dal 2008 e meno popolazione" sottolinea come una mamma su quattro si fermi al primo figlio e soprattutto, come solo per il 21% si tratti di una scelta economica mentre é ben presente il fenomeno delle donne che non hanno intenzione di mettere al mondo figli, semplicemente perché preferiscono fare altro e non avere legami.
Il vuoto spinto

Per inciso, i cittadini stranieri sono oltre l’8% del totale, ma é un fatto accertato che l’immigrazione ormai non compensa il calo delle nascite. Contestualmente é stato pubblicato un articolo sul Messaggero Veneto di oggi che sottolinea la desolante realtá del Friuli VG ("Friuli, sempre meno residenti: in tre anni addio a un comune come Cividale").

Oggi al bar, in pausa spritz, usando il morsanomentro, si é fatto un calcolo di quante donne in etá fertile han figli e quanti ne hanno ed effettivamente non é raro vedere ultra trentenni senza figli o con un figlio solo (quindi ben al di sotto della media nazionale del tasso di natalita' dell' 1.35%).

Al che, il bancone s'é diviso tra...

  • chi sottolinea che le morsanesi non fan figli perché il sistema del welfare familiare é pessimo e non ci son asili nido abbastanza per accomodare tutti i bambini oggi, figurarsi se il numero di nascite aumenta. Inoltre le donne lavorano e le piccole aziende, loro malgrado, penalizzano le donne che si assentano per maternitá per i costi per l'impresa (e quindi ancora il mancato sostegno pubblico alla maternitá). In essenza una costrizione dettata dal mancato sostegno pubblico alla famiglia ed alla maternitá cosa che per altro si vede a Bolzano e in tutta la Francia dove l';indice di natalitá é positivo:
  • e chi ritiene che ci sia una fetta rilevante di signore a cui piace fare la vita comoda, feste, viaggi, vestiti, relazioni occasionali e via dicendo, che hanno di fatto scelto di non avere figli per non alterare il loro stile di vita libero da vincoli. In essenza, principalmente una scelta di costume delle donne. 
...e il dibattito continua 

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