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venerdì 15 settembre 2023

Numeri Utili: proiezione della popolazione in età da lavoro 2021 - 2036 (2023)

 

Questa la proiezione della popolazione in età da lavoro (qui 20-65 anni) in Italia, per anno di nascita, per gli anni 2021, 2026, 2031, 2036.

Sono dati dai quali non si torna indietro, non ci sono politiche per la natalità che possano invertire i dati delle (poche) persone già nate.

Il mercato del lavoro cambierà faccia, l'automazione dovrà fare il suo ruolo, l'immigrazione sarà fondamentale. Sentiremo parlare quotidianamente ancor più di oggi di lavoratori che non si trovano. 

lunedì 23 novembre 2020

Numeri Utili: Natalità e mortalità delle imprese italiane registrate presso le camere di commercio - anno 2019

 27mila imprese in più nel 2019 (+0,4%), ma è il saldo minore degli ultimi 5 anni. In crescita aperture e chiusure. Più imprese nei servizi, ancora in contrazione commercio, agricoltura e manifattura. Rallenta la crisi dell’artigianato. Il saldo però resta in rosso.

I dati completi qui: Unioncamere - Natalità e mortalità delle imprese italiane registrate presso le camere di commercio - anno 2019




giovedì 1 ottobre 2020

Numeri Utili: Economia Europee a Confronto 1998-2018 (PIL pro capite - 1998 base)

 

Il problema non è l'Euro (che è stato adottato anche da Spagna e Francia) bensì la bassa produttività che affligge l'Italia da oltre due decadi. 



lunedì 21 settembre 2020

Anziani Morsanesi sempre più benestanti rispetto alle magre prospettive dei loro nipoti

Siamo nel 2020 anno della pandemia di COVID-19 e della recessione che si è portata dietro. Al momento non si vede ancora la fine di questa triste situazione che va ad esacerbare le problematiche strutturali dell'Italia. Una di queste è la pessima distribuzione della ricchezza del sistema economico nazionale che premia in modo iniquo le classi demografiche più anziane penalizzando quelle più giovani. 

In bar se ne parla spesso e anche il blog segue la discussione con interesse in post come questi:  

- giovedì 23 luglio 2020 Numeri Utili: Povertà per classi d'età in Italia (2017-2018)
- sabato 11 gennaio 2020 Numeri Utili: la popolazione della Regione Friuli venezia Giulia è tra le più anziane d'Europa (2019)
- sabato 28 dicembre 2019 Spritz Robin Hood: togliere agli over 65 per dare agli under 35 
- martedì 17 dicembre 2019 Spritz Expat: i giovani morsanesi più brillanti e capaci emigrano?
- mercoledì 30 gennaio 2019 I trentenni morsanesi sono pagati meno dei trentenni cinesi?
- venerdì 14 novembre 2014 Possibilità professionali per i giovani Morsanesi (e della nazione che li circonda)
- giovedì 1 settembre 2016 Spritz Fertility: perchè le morsanesi non fanno figli?
- mercoledì 24 settembre 2014 Sondaggio: E' giusto dare meno soldi a chi è ora in pensione, altrimenti i giovani resteranno senza?
- lunedì 18 luglio 2016 Spritz Millenials: i giovani del 2016 guadagnano molto meno della generazione precedente
- martedì 12 gennaio 2010 Spritz Demographics: Se la Piramide Morsanese diventa un Parallelepipedo


Oggi ne parla anche il Sole24Ore... 

Dov’è finita la ricchezza dei paesi Ue? Nelle tasche degli anziani a danno dei giovani
Precarietà e bassi salari hanno penalizzato i giovani, che da inizio secolo in Italia hanno perso più del 10%, mentre gli over 65enni hanno guadagnato quasi il 12%. Il nostro Paese più penalizzato anche per la bassa crescita e la dura transizione demografica. Lo rivela un'analisi comparata di tre economisti italiani, che anticipano i risultati principali al Sole24Ore


In bar siamo avanti e continuiamo ad essere preoccupati. 

giovedì 9 luglio 2020

Numeri Utili: Storico PIL e previsioni crescita PIL (2007-2024)



Nel 2024 il #pil italiano potrebbe essere ancora al di sotto del livello del 2007. Anche le altre nazioni nel grafico hanno l'Euro come moneta: il che conferma che le cause del declino strutturale italiano sono altre.

(I dati sono espressi in numeri indice con base il 2007)

giovedì 9 gennaio 2020

Numeri Utili: Crescita economica e la sua correlazione con la spesa pubblica (dati 2014)


Se il governo spende di più allora si cresce di più? L'evidenza empirica basata sui dati dice di no.

Sull'asse delle ascisse, in orizzontale, si vede il livello di spesa pubblica 2014 come percentuale del PIL rispetto all'asse delle ordinate, in verticale, che mostra la crescita economica nazionale nello stesso anno.

Dal minuto 17 qui i dettagli.

mercoledì 8 gennaio 2020

Numeri utili: la crisi italiana è colpa dell'Euro?



...tutti i paesi in Europa crescono più dell'Italia, sia che siano fuori dall'Euro sia che siano dentro l'Euro. Il problema non è l'Euro. Visto mai che il problema dell'Italia sia... l'Italia?

sabato 28 dicembre 2019

Spritz Robin Hood: togliere agli over 65 per dare agli under 35

Lo dice la demografia che nel 2018 e per la prima volta nella storia millenaria della penisola italiana, abbiamo iniziato ad avere più over 60 che under 30 (vedi Numeri utili: Sorpasso della Popolazione "over 60" sulla Popolazione "under 30" (2019).
Com'era e come dovrebbe essere ed invece così com'è...
Piramidi delle età negli anni 1861, 1911, 1961 e 2010. Dati in migliaia (fonte: ISTAT).
Lo dice la statistica economica che negli ultimi anni il tasso di povertà (con i parametri rigorosi dell'ISTAT) è cresciuto SOLO tra le classi d'età più giovani mentre è di fatto rimasto piatto tra le classi più anziane ed in particolare tra gli ultra 60enni. (vedi Numeri Utili: quota di povertà in Italia per fasce d'età (2008-2018)

Elaborazione su dati ISTAT
Le ultime due decadi (2000-2020) avrebbero dovuto essere decadi di transizione e riassestamento affinchè gli italiani facessero uno più uno e guardando semplicemente i dati dei due grafici di cui sopra, si mettessero il cuore in pace ed adottassero, se pur di malavoglia, delle politiche di riequilibrio necessarie per la sostenibilità di lungo termine dell'equilibrio socio-economico nazionale. 

In parole povere: che si togliesse quanto non dovuto alle generazioni over 60, ad esempio riducendo le pensioni ed aumentando i costi della sanità (di cui quella fascia d'età è la principale beneficiaria). "Quanto non dovuto" si riferisce alla stima che si può fare a tavolino con una calcolatrice, di quando un pensionato ha versato nella sua vita lavorativa nei 40 anni (e spesso meno) di lavoro e lo si parametrizza poi alla speranza di vita ISTAT. Si vede quanti euro riceve di pensione e mettendo tutto assieme si calcola quanto sia lecito e dovuto e quanto sia invece un FURTO alle generazioni future che invece si dovranno pagare tutto e dovranno andare in pensione ben oltre i 70 anni col 30% dell'ultimo stipendio. Indipendentemente dal tipo di lavoro, usurante o meno.

A testimonianza del fatto che questo sarà il futuro, arrivano titoli sul giornale di oggi come questo: Pensioni 2020, inizia il regno del contributivo. Così i giovani lavoreranno fino a 71 anni nel quale si legge "[...] pur avendo un’età legale per l’accesso alla pensione di vecchiaia pari a 67 anni, la nostra età effettiva di uscita dal mondo del lavoro si ferma a 63,3 anni per gli uomini e a 61,5 per le donne. Troppo pochi, secondo l’OCSE per garantire la sostenibilità del nostro sistema pensionistico. Sulla base di questi dati, il suggerimento è quello di «aumentare l’età effettiva di pensionamento», limitando le forme di prepensionamento e applicando l’adeguamento alla speranza di vita anche all’anzianità contributiva (meccanismo previsto dalla riforma Fornero e poi bloccato fino al 2026 a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne)."

Invece, quello che sta succedendo è il seguente:
  • A Morsano di Strada i partiti che han sostenuto "quota 100" ovvero una forma di prepensionamento indipendentemente dalla stima di speranza di vita del pensionato, han sfondato con oltre l'80 a tutte le recenti elezioni;  
  • Gli under 35 sono silenti, sia in paese che a livello nazionale. Silenti anche quando son costretti a salire su un aereo e volare a lavorare all'estero con la laurea appena presa.   
  • Gli ultra 60enni sono intoccabili anche nei discorsi al bar: criticare quella classe d'età per le scelte fatte in passato sia a livello di spesa pubblica sia a livello di mancanza di sacrifici per salvaguardare la sostenibilità economica (non certo l'agiatezza) delle generazioni successive, pare avere lo stesso effetto di orrore et abominio del prendere a calci e spingere una vecchietta giù dalle scale del Polifunzionale;
  • Chi osteggia ogni riforma pensionistica in senso più equo, se volete usiamo la parola "Fornero" per semplificare, confonde il dito (gli esodati, ovviamente una stortura della legge creata in un periodo emergenziale) con la luna (il problema della sostenibilità pensionistica). Lo fa scientemente se ha un doppio fine o lo fa da pirla se non sa di che si parla.  
  • Nel 2040 non ci saranno molti dei troppi pensionati "col retributivo" che abbiamo ora, però avremo tanti ultra-settantenni con pensioni misere e probabilmente classi lavoratrici con una scolarizzazione più frammentata visto che le risorse per la scuola non ci sono e non si son trovate per molti anni mentre eran scientemente dirottate verso le pensioni (dei 300 miliardi in pensioni, l'INPS ne mette 200, mentre 100 sono le nostre tasse - che non s'è capito bene perchè dovremmo dirottarle verso pensioni e non verso investimenti per i più giovani). 
  • Gli ultra 60enni sono un bacino elettorale che sovrasta numericamente gli under 35.  
  • La spesa pensionistica in Italia rappresenta il 16% del PIL (la più altra tra i paesi occidentali) ma pure come spesa pensionistica su totale spesa pubblica, le pensioni drenano la quota maggiore (vedi Italia prima tra i Paesi OCSE per quota di spesa pubblica destinata alle pensioni. In percentuale al Pil spende più di noi solamente la Grecia.). 
  • La spesa per le pensioni, secondo le previsioni dell'INPS in 20 anni raddoppierà
Così la platea del bar s'è divisa tra:

- chi sostiene che andare in pensione con 40 anni di contributi sia giusto indipendentemente da altre considerazioni perchè è una misura di giustizia sociale per chi ha lavorato e ha già dato alla società anche attraverso le tasse sul lavoro;
- e chi dice che, quando la coperta è corta, si devono fare i conti con i piedi che restano scoperti e si deve ricalibrare sia l'età pensionabile, sia l'assegno, sia la redistribuzione delle risorse pubbliche per dare alle generazioni più giovani quanto sia necessario per un futuro economicamente sostenibile. Non si può dare alle generazioni più anziane senza tener conto della già menzionata coperta corta.

...e nell'assenza di un qualsivoglia dibattito pubblico sulla questione, nella connivenza delle classi governanti pro-tempore che guardano solo al brevissimo periodo e generalmente al loro tornaconto elettorale e basta, il dibattino pare non esserci proprio... 


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Vedi anche:

- dati INPS https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=52542 e https://www.inps.it/docallegatiNP/mig/Doc/Bilanci/repository/information/RendicontiGenerali2018/Sintesi_Rendiconto_2018.pdf

- dall'Istituto Bruno Leoni - Pensioni: NON sono in equilibrio, è un welfare NON per giovani, famiglie e poveri

sabato 16 novembre 2019

giovedì 7 novembre 2019

Svalutare risolve i problemi o li esacerba?


In bar si dice da anni che se avessimo la nostra moneta saremmo più competitivi. Svalutare cosa significa per la vita di ogni giorno per il ceto medio e soprattutto per le persone più deboli della comunità? 

domenica 3 novembre 2019

Il Piccolò non è più bello. Le piccole imprese tendono ad essere inefficienti e tecnologicamente arretrate

Al minuto 40 si parla di innovazione tecnologica e piccole imprese (inefficienti).

..e con bassa produttività

lunedì 16 settembre 2019

Numeri Utili: Valore della Laurea (2018)

Sempre a proposito dell'opportunità di laurearsi piuttosto che fermarsi al diploma, citiamo Alberto Forchielli "La laurea 👩‍🎓 in Italia non vale praticamente un caz 🆘 ma non prendetevela con l’università bensì con quelle PMI che non hanno né margini né voglia di pagare un cent per maggiori professionalità e potenzialità, anzi le temono"



Vedi anche:

lunedì 7 gennaio 2019

lunedì 19 agosto 2019

Germania in recessione nel 2019: Morsano trema


La figura illustra quale sia il paese più importante per le nazioni europee in termini di scambi commerciali. Per l'Italia, come per grossomodo la maggior parte dei paesi europei è la Germania.

Notizia di questi giorni è che la Germania ha rallentato e potrebbe entrare in recessione (Bundesbank and Deutsche Bank stoke German recession fears). 

Per chi è dipendente pubblico o di partecipate non ci son problemi, come sempre d'altronde, però per gli imprenditori che operano in settori competitivi votati all'export e per i loro dipendenti questa è una tegola. 


“We see Germany in a technical recession, as we expect another 0.25% GDP drop in Q3,” Deutsche Bank’s chief economist Stefan Schneider wrote in a note sent to clients on Friday.

non rassicura l'ambiete economico-finanziario morsanese e da piazzetta San Pellegrino si alzano voci di preoccupazione anche perchè le assimetrie economiche impattano di solito il Friuli con diversi mesi di ritardo. Il che significa che le imprese potrebbero già iniziare a frenare sulle assunzioni in attesa di cattive notizie e di possibili contrazioni della produzione (se votata all'estero e/o alla catena di fornitura alle aziende tedesche).

Vicenda da seguire.

lunedì 29 luglio 2019

Spritz Migrations: L'agricoltura italiana, con le sue arretratezze, richiede e attira immigrazione illegale



Si discute spesso in osteria del tema immigrazione, cercando di palleggiare le due tesi che vanno per la maggiore: quella a favore delle porte aperte a tutti gli immigrati, spesso edulcorata da dei distinguo di facciata, e quella contraria a prescindere, anch'essa, spesso edulcorata da dei distinguo di facciata.

In particolare si e' tutti concordi nell'essere confusi dalla totale divergenza tra domanda di tecnici dell'industria 4.0 con mediamente 15 anni di scolarizzazione alle spalle e di cui almeno 3 di natura tecnica e l'offerta che il tipo di immigrazione che caratterizza gli arrivi in Italia fatta per lo piú da braccianti non scolarizzati.

L'Olanda esporta ortaggi in tutta Europa con numeri impressionanti. Si, avete letto bene, l'Olanda. Si tratta di culture idroponiche (in serra su un letto di acqua) e la meccanizzazione e automazione sono a livelli altissimi. Li, l'agricoltura richiede tecnici, laureati e diplomati in materie molto specifiche.

In Italia siamo ancora allo schiavismo in molte aree del paese, in particolare quelle piú arretrate economicamente. In soldoni, in queste sacche di arretratezza, il valore aggiunto si crea non con l'efficienza del metodo di produzione ma giocando al ribasso sui costi di produzione, in particolare, sfruttando la manodopera a bassissimo costo, meglio se silente e soggiogata perché ricattabile.

Di questo si discute spesso in bar visto che c'e' chi si fornisce di verdura in giro per il mondo e queste cose le vede. Non le vede invece chi dovrebbe gestire le cose. Sul perché non le veda si possono fare molte ipotesi ma a noi interessa notare come le cose che si discutono in bar qui in paese poi vengano riprese da "think tank" internazionali come quella menzionata nel tweet qui sopra. 

...e la discussione continua

lunedì 17 giugno 2019

Come i Morsanici si preparano all'uscita dell'Italia dall'Euro

"Forse non avete capito che abbiamo compiuto un 1° passo formale verso l'uscita dall'€. Piccolo ma di grande importanza politica. La Camera ha approvato *all'unanimità* una mozione che impegna il governo ad ampliare ai minibot gli strumenti per pagare creditori della PA" 

Così inizia un suo lungo thread su Twitter il Prof. Fabio Sabatini, Associate Professor of Economics and Chair of the European PhD in Socio-Economic and Statistical Studies alla @SapienzaRoma nonchè Fellow alla @IZA_bonn ed alla @SU_HSE

PRIMA DI ANDARE OLTRE, leggete questa sua analisi (messa in parole semplici) su come, di fatto, ci troveremo in una situazione per cui l'Italia si (auto)porrà al di fuori dell'Euro: "Forse non avete capito che abbiamo compiuto un 1° passo formale verso l'uscita dall'€".

Qui non abbiamo interesse a discutere di politica nazionale. Parliamo invece di cosa fare a Morsano in preparazione dell'aumento dell'IVA (o di una creativa "raccolta" di 30 miliardi entro l'autunno e di cui, ad oggi, 17 giugno 2019, nessuno parla... boh!?!) e soprattutto cosa fare non appena la tempesta finanziaria si scatenerà. Perché si, con questi chiari di luna, si scatenerà.

Qui le teorie sono variegate:
  1. Smobilitare i depositi in Euro e investire in mattone perché, sebbene sotto la pressione indiretta dello Spread (che più alto è, più indirettamente comprime il valore degli immobili) e con l'inevitabile crollo del potere d'acquisto della nuova moneta, il Pesos Italico, l'immobile comunque lì è e li resta. Vero che potrebbero esserci dei risvolti fiscali importanti ma sempre meglio che perdere tutti i risparmi per una svalutazione orrenda o l'azzeramento dei titoli di Stato. PS fatevi la casa delle vacanze che avreste sempre voluto farvi.
  2. Smobilitare i depositi in Euro e portare (subito) più Euro possibile in un deposito in Euro all'estero. I conti esteri sono un toccasana per chi può aprirli (anche online). Potrebbero venire toccati da una tassazione speciale ma almeno i vs depositi in Euro sarebbero salvi e non svalutati (un venerdì sera qualsiasi). Per inciso, l'Austria ha belle colline e simpatiche montagne rocciose. 
  3. Tenere i conti in Euro in Friuli e pregare la Madonna. Secondo molte anziane del paese, male non fa. Investire qualche Euro in ceri votivi potrebbe aiutare sicuramente da un punto di vista psicologico. Il che, in tempi di crisi, non è poco.
Se avete altre idee, suggeritele pure qui nei commenti. 

Se non siete economisti (ovvero "professori ordinari di economia con una corposa e documentata produzione scientifica" non perdetevi d'animo e suggerite pure le vostre idee di finanza creativa, già ampiamente testate al bar, in questo gruppo: "Sei di Castions di Strada se..." (dai che mandiamo in bancarotta il Paese Vicino!)

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