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lunedì 5 settembre 2016

Perchè nelle processioni cattoliche in Friuli uomini e donne stanno in gruppi separati?


Ad oggi, nel 2016, nelle processioni che ancora si svolgono nelle feste del santo patrono in molti paesi del Friuli, si nota come uomini e donne sfilino separati. Le processioni esistono da sempre, dall'epoca medievale alle rogazioni nelle campagne giunte fino agli anni Sessanta.

Tuttavia, le "processioni", soprattutto celebranti la Madonna e figure di Sante donne, fioriscono nella Francia di fine Ottocento in concomitanza con la diffusione del Socialismo (ateo ed anticlericale). Diffusione che la Chiesa vuole arginare e quindi punta sulle donne di casa affinchè tenessero in riga gli uomini di casa, operai e contadini, esposti alle teorie degli attivisti socialisti.

Quale miglior modo di stimolare la verve religiosa delle donne che coltivare e far diffondere il culto di figure mistiche femminili? Da allora le processioni si moltiplicarono fino a raggiungere l'apice in termini di diffusione e partecipazione negli anni Cinquanta del secolo scorso.

Oggi, la partecipazione alle processioni è molto minore e anche nei piccoli paesi non c'è più il senso di festa che le circonda che c'era un tempo. Comunque ancora si celebrano ed ancora resistono alcuni riti particolari come ad esempio, la divisione tra uomini e donne nell'ordine di sfilamento.

Gli uomini davanti alla processione, poi il parroco con i chierichetti ed il coro ed infine le donne. Da qualche decessio assieme alle donne ci son anche qualche marito o fidanzato però resta che nel gruppo di testa ci son solo e sempre uomini cui di solito è demandato portare i pennoni e la croce.

Perchè c'è la separazione e perchè non viene attivamente sconfessata? Vista da persone di altre religioni com'è interpretata la cosa?

venerdì 2 settembre 2016

ATTENTI ALLE TRUFFE! La telefonata di un fantomatico signore che dice di star raccogliendo soldi per delle cure mediche

Questa mattina, 2 settembre 2016, è squillato il telefono di casa di uno dei nostri informatori e questa è stata la conversazione così come ci è stata riportata (con i nostri commenti in rosso):

Tizio al telefono: Buongiorno, mi chiamo XYZ Romanin 
(nessun accento, poteva essere friulano e di certo la scelta del (ovviamente finto) cognome, tipicamente friulano, è una furbata) 
La chiamo perchè stiamo raccogliendo fondi per un'operazione per salvare la vista a due ragazzi di 15 anni affetti da una malattia rara che causa la perforazione del bulbo oculare e quindi la cecità. Io sono stato malato di tumore, ho un figlio ammalato di tumore e faccio questo lavoro in questo call center per aiutare gli altri
(e che sei, la sintesi della disgrazia! Gigioneggiare con i mali è brutto, già parte male) 

il Nostro Morsanese: avete un sito internet? 

Tizio al telefono: (ci pensa un po') si, BM Productions 
(ovviamente ha sparato a caso e questa BM productions non c'entra proprio nulla e per di più non è proprio il nome che richiami ad una qualsivoglia attività caritatevole. Già qui si potrebbe chiudere la telefonata ma andiamo avanti)  

il Nostro Morsanese: come avete avuto il mio numero di telefono?

Tizio al telefono: per questioni di privacy, sa come sono queste cose in Italia, non abbiamo potuto tenere gli elenchi. Forse lei o la signora... Marisa no? avete fatto una donazione di 10 euro un anno fa e avete lasciato il numero. 
(Butta la parola "privacy" li nella conversazione un po' come buttare una supercazzola prematurata. Ovviamente si attendeva la correzione del nome, la signora non si chiama Marisa e nessuna donazione è mai stata fatta e tantomeno lasciato il numero di casa)

il Nostro Morsanese: Facciamo così, io guardo sul sito internet che cosa fate e poi faccio una donazione se ritengo opportuno.

Tizio al telefono: guardi, noi non siamo per i bonifici e gli sms che poi sa come funziona in Italia che non si sa dove vanno i soldi! 

il Nostro Morsanese: va bene, facciamo così, io vado a vedere sul sito poi la richiamo per un appuntamento. Mi può dare un numero di telefono alla quale posso trovarla?

Tizio al telefono: ma qui è un call center poi non mi trova...
(Non se l'aspettava la domanda di rimbalzo eh!)

Tizio al telefono: Noi abbiamo un incaricato che gira per la vostra zone solo oggi e domani e pertanto prendiamo appuntamento per un versamento di persona. 
(Da dove comminciamo? tracciabilità questa sconosciuta! E vuoi che apra la porta a te sconosciuto?!?)

 il Nostro Morsanese: Qui nella mia zona? Mi scusi in che zona? 

Tizio al telefono: Cordenons...
(Inizia a capire di essere stato messo alle strette e che il nostro morsanese non gli rilascia nessuna informazione utile ma anzi chiede lui informazioni) 

 il Nostro Morsanese: guardi che io sto nella zona di Palmanova...

Tizio al telefono: ah, mi scusi ho sbagliato, la richiameremo quando saremo nella zona di Palmanova allora
(Certo, magari, saremo tutti qua ad aspettare!)

STATE ALL'OCCHIO!!!

venerdì 21 agosto 2015

Unioni dei Comuni: perchè da 15 anni a questa parte nessuno qua ne ha mai parlato?

Doveva essere un tema di discussione in tutte le elezioni comunali dal 2000 in poi eppure non se ne è mai parlato se non in questi ultimissimi tempi quando i poderi forti dall'alto han calato il solito fatto compiuto (che in Italia appare essere l'unico modo di far cambiamenti).

Il blog ne parlò nel Marzo 2009 "Elezioni Locali: un comune di meno di 4000 abitanti ha ancora senso?" con la dovuta ironia, ma il tema, serio, si trascinava sotterraneo da anni.

Questo blog aveva seguito queste discussioni con post come questi:
          Nei quindici anni passati ha fatto specie il silenzio sul tema dell'ottimizzazione delle risorse in ottica comunale che, tradotto in italiano, significa sul tema dell'accorpamento dei comuni. In particolare, a rigor di pensiero, tutti i partiti o liste "civiche" ispirate a valori liberali, alla concorrenza, al mercato ed al contenimento della spesa pubblica ovunque dove sia logico contenerla, avrebbero dovuto portare avanti l'idea di un accorpamento comunale. Invece nulla. Silenzio tombale sul tema. Voi direte che non si può chiedere al cappone di anticipare il Natale. Vero, ma la storia ci sta insegnando che se aspetti senza fare nulla poi qualcuno ti anticiperà il Natale al 25 novembre.  
          A metà di loro toccherà darsi alla pesca

          Questo perchè è decenni che esistono studi che ci raccontano come i comuni sotto i 15mila abitanti siano incrementalmente più inefficienti (e non autosufficienti) tanto più son piccoli. Esistono anche esempi, in tal senso, come la Gran Bretagna dove dalla notte dei tempi han accorpato comunelli xyz ed han creato macro amministrazioni di almeno 15mila abitanti, spesso dando nomi inventati di sana pianta al nuovo comune (es. il comune di Runnymede raccoglie 5 paesi nessuno del quale si chiama così). 

          Si obietterà pure che, ad esempio, la Svizzera ha 5mila comuni mentre l'Italia, 7 volte più grande ne ha 8.000 di comuni. Ma la risposta è semplice: noi non abbiamo la pubblica amministrazione della Svizzera (ogni riferimento a corruzione, concussione, peculato, malversazione, nepotismo è puramente sottinteso), noi non abbiamo l'orografia della Svizzera (son per lo più comuni montani logisticamente distanti tra loro) e soprattutto, la nostra economia non è più da vacche grasse spenderecce degli anni che furono (e non tornerà mai più tale). 

          C'è poi il discorso Fiscal Compact e Cottarelli. Nel momento in cui fu firmato il Fiscal Compact, leggendo cosa prevedeva qui ci si è detti "oh cazzo, ora son cazzi!" oltre a un "ma gli altri italiani al di fuori di me e te, sanno cosa è stato firmato o no?!?". Sottoposto il problema all'osteria di Morsano s'è ricevuto un "e ce dal casso isal? Nin a fa un ragjo, suppò". Dopo lunghe vicende si arrivò a Cottarelli (un economista dell'FMI) che nella lista delle spese da tagliare inserì una cosa abbastanza ovvia e cioè che i comuni sotto i 5mila abitanti hanno una serie di inefficienze strutturali nella gestione delle risorse e pertanto vanno accorpati.

          Nonostante queste osservazioni fossero ovvie e conosciute pure dalla stampa di massa, qua, sul tema vigeva il silenzio. Anzi, ci fu un memorabile commento del tipo: "i comuni grandi poi finiscono nelle mani dei partiti politici" implicando che le liste civiche (sottinteso quelle apartitiche) avrebbero difficoltà a far presa su popolazioni più ampie contro le potenti organizzazioni dei partiti. La morale è che chi aveva questa posizione non propose nulla in merito alla questione "che fare dei piccoli comuni in tempi di ristrettezze della finanza pubblica".

          Si, perchè il problema alla fine è quello: lo sappiamo tutti che quanto a comodità personale i piccoli comuni sono la miglior cosa che esista dopo la Nutella. Hai bisogno di qualcosa? Parli con il sindaco al bar o con l'ex compagno di scuola che lavora nell'ufficio comunale o con l'assessore col quale bevi lo spritz al bar. Poi se la nonna deve firmare un documento in municipio basta andarci a piedi. Bellissimo! Ma quando le vacche grasse son finite detta francamente, tutta questa "efficienza sociale collaterale del piccolo comune" te la devi scordare. Magari il tuo comunello è pure il più efficiente del mondo ma, messo nel grande schema delle cose, avere a disposizione un comune piccolo resta un lusso che non ci si può più permettere. 

          Le efficienze (economiche e non necessariamente "sociali") che si guadagnano con l'accorpamento fatto bene ve le potete leggere sui siti specializzati. Qui quello che preme è che come al solito la classe politica più o meno locale ha atteso l'ultimo momento per esprimere una posizione chiara sull'argomento. C'era chi pure guardava con ironia al tentativo fatto nel 2013 da parte di un gruppo di cittadini dei comuni coperti dalla rivista "Semide" che si proponeva di elaborare delle idee sul tema dell'accorpamento dei comuni limitrofi. Da quel che sappiamo, il tema che quel gruppo stava affrontando era chiaro e semplice: se non ci accordiamo tra di noi, cittadini di questi comuni, per un possibile accorpamento, ci toccherà subire le decisioni che arriveranno dall'alto". E la decisione dall'alto sta arrivando adesso. Nel gruppo "Semide" all'epoca c'era chi temeva che per accorpare i comuni "dall'alto" avrebbero preso a modello le circoscrizioni elettorali delle elezioni Provinciali (dove, ad esempio Talmassons è nello stesso gruppo di Varmo) che guarda caso includono tutte poco oltre 15mila abitanti. Però, nessun altro rispose a quelle riflessioni con un serio dibattito da portare in sede di elezioni comunali. Tutti relegarono il tema a questione secondaria (vedi commento sul cappone poco sopra).  

          E' abbastanza evidente che qualsiasi riforma della struttura comunale se imposta dall'alto sarà deludente. Le imposizioni sono deludenti per definizione. E' l'ovvio sul quale non stiamo neppure a discutere. 

          Ma le riforme condivise si ottengono pianificando per tempo... e come abbiamo visto nessuno s'è preso la briga di pianificare o almeno di esprimere pubblicamente il suo pensiero dal 2000 in poi.   

          Se consideriamo che noi Italiani ci riconosciamo nelle nostre entità locali più di quanto ci si riconosca nello Stato centrale è ovvio che ogni proposta di federalismo (leggi equità ed efficienza) dovrebbe partire dai comuni. Però, se non si vuole imporre le riforme, si devono creare le condizioni perché il sistema si auto-riformi gradualmente. Ad esempio, dando autonomia fiscale e finanziaria ai comuni cosicché si mettano in concorrenza tra di loro sul piano dei servizi e soprattutto delle tasse. Risultato? Dove i comuni son più efficienti paghi meno tasse e se riescono ad essere piccoli ed efficienti buon per loro. Si sarebbe vista una naturale tendenza ad accorparsi (per ottimizzare sui servizi e quindi far pagare meno tasse). "Tendenza" ad accorparsi che nel lungo termine avrebbe fatto il lavoro dell'accorpamento da se senza imporre nulla dall'alto.

          Troppo liberale come idea? 

          Invece siam qua a mugugnare su riforme che impongono. 

          Urge prima di tutto un esame di coscienza: cosa è stato fatto per anticipare questa riforma? S'era proposta per tempo qualche unione spontanea con due o tre comuni limitrofi? Se no, perchè no? 

          La conclusione è che, per noi abituati alle comodità "sociali" di un piccolo comune, la vita sarà peggiore. Tocca solo sperare che sia una vita che costi meno.  

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          Da leggere:

          lunedì 8 dicembre 2014

          Morsanometro: a che etá fan figli le morsanesi?

          "Le trentenni di oggi hanno in media metá dei bambini della generazione delle loro mamme" così ci racconta il giornale della metropolitana di Londra, "Metro" in un articoletto pubblicato recentemente con riferimento alle neo mamme inglesi. La domanda che ci si fa é se questa situazione sia replicata anche a Morsano e nella nazione circostante.

          A spanne si direbbe di si. L'unica fondamentale differenza é che sono poche le donne locali che possono dire "dilaziono nel tempo la prima gravidanza per concentrarmi sulla carriera" in quanto si tratta piú di un mero "dilaziono perché altrimenti non trovo lavoro" piuttosto che di una carriera vera e propria. Ma questo é oggetto di un possibile Spritz Debate. Il fatto resta che a spanne, le morsanesi dai 30 ai 40 anni di oggi (nate negli anni 70-80) figliano verosimilmente la metá della generazione delle loro madri (nate negli anni 50-60).


          Rincara la dose il DailyMail "More than half of babies born to women who have turned 30, with one in five new mothers now aged 35 or over" ovvero, in Gran Bretagna, piú di metá dei bambini oggi nascono da donne con piú di 30 anni e uno ogni cinque nasce da donne ultra 35enni". In Gran Bretagna:
          • Nel 2013, 51% dei parti hanno riguardato mamme con piú di 30 anni
          • L'etá media del primo parto é salita la record di 28.3 anni
          • L'ONS (l'ISTAT britannico) spiega che le donne dilazionano la prima gravidanza per concentrarsi sulla loro carriera
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          Articoli d'interesse: 


          martedì 17 luglio 2012

          Storie Morsaniche: se il ragazzino respira il senso civico

          Avere uno spazio verde in centro è
          una cosa solo per i centri urbani più fighi...
          Questa è una storia vera raccolta in paese qualche giorno fa. Come molti sapranno, da un mesetto a questa parte è in corso il rifacimento del manto del campetto di tennis e della zona circostante. I ripetuti atti di vandalismo e il senso di incuria della zona giustificavano il perpetuarsi di ulteriori atti di vandalismo. Così, si sono applicate le dottrine che hanno a suo tempo fatto cambiare la fisionomia di New York dove parte della "zero tolerance" di Rudy Giuliani c'era la teoria delle finestre rotte (Broken windows theory).


          O più prosaicamente, dove vige la "La dittatura dell'incuria" tutto va a rotoli. 

          E qui scatta l'episodio. Da settimane ormai i ragazzini che frequentano il parco giochi vedono che c'è movimento e ci sono persone che puliscono, tagliano l'erba, sostituiscono pezzi rotti. Il portone d'ingresso del campetto era stato portato in un'officina per essere riparato e quindi messo nella sua sede dopo che per anni era stato messo in un deposito a seguito dell'ennesimo atto di vandalismo che lo aveva divelto.

          Sicchè un signore si offre di saldare i cardini e ricollorare il portone metallico nella sua sede originaria. Arriva e toglie il portone provvisorio di legno che era stato posizionato per chiudere il campetto in attesa di finire di pitturare le righe.

          Non lo avesse mai fatto! Passa un ragazzino e senza timore rimprovera quel signore "non si può togliere il cancello perchè stanno dipingendo il campetto! Adesso vado in comune ad denunciare che hai provato ad entrare!"

          Ovviamente non aveva capito che si trattava di un tecnico che stava facendo un lavoro utile al progetto di sistemazione dell'area ma, al di là dei sorrisi che questo episodio può solleticare, fa capire che degrado genera degrado ma... virtù genera virtù.

          Se tutti se ne fregano anche gli altri continueranno a fregarsene. Se invece tutti partecipano, i vandali ci penseranno due volte.

          Se funziona a New York può funzionare anche a Morsano.

          giovedì 13 ottobre 2011

          Scoperta Scientifica: ecco perchè a Morsano si vive meno

          Ci sono manager che in maniera chiara e forte dicono ai propri dipendenti che lo scopo di un lavoratore è quello di far fare bella figura al proprio capo. Se lavori bene in squadra e quindi il tuo capo farà bella figura, anche tu, come sottoposto, ne beneficerai. Grossomodo questa è la logica.

          Il che sottintende cercare di smussare gli angoli e cercare di esaltare gli aspetti positivi del capo, anche se dovesse confondere una vittoria di Napoleone con una sconfitta, come capitò ad un noto manager della Telecom

          Non è facile parlar bene delle persone o guardare in prevalenza gli aspetti positivi degli altri, lo dimostra il fatto che per gli scrittori è più facile creare personaggi perfidi che personaggi benevoli (Le difficoltà di Dostoevskij, Cervantes e Manzoni nel descrivere il bene). Così è più facile buttarsi a capofitto nel gossip, nel pettegolezzo, nel sottinteso.

          Nei piccoli paesi si sa, visto che non ci passa molto, si tende e riempire il tempo come i fagioli (si tabae par daur) però ora c'è la scienza ad allertare le beghine e pettezars de noantri sui rischi per la salute. Un gruppo di psicologi americani della Wake Forest University ha pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology il risultato di una ricerca sulla personalità di chi sparla (ripreso anche da Corriere Salute:  A pensar bene forse non si indovina,  però si vive molto più felici). La conclusione è che la percezione che si ha degli altri rivela molto della personalità di chi li percepisce. 

          In altre parole, chi tende a percepire gli altri negativamente e quindi a parlarne male, fondamentalmente giudica negativamente se stessoSecondo i ricercatori, questo è sottolineato dal fatto che queste persone  tendono ad essere affette da tratti di personalità negativi, come narcisismo, comportamento antisociale e finanche depressione

          "A parlare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina"
           Ma a pensar bene forse non si indovina,
          però si vive molto più felici...
          Per contro, chi ha una percezione degli altri fondamentalmente positiva, tende ad essere più gioviale e in linea di massima ha un’indole più amichevole e risulta più soddisfatto della propria vita.

          Ovviamente essere sempre e comunque ottimisti rispetto agli altri è una condizione pericolosa che non si riscontra in nessuno perché i rischi sono di abbassare la guardia mettendo a rischio la propria incolumità e questo l'istinto di sopravvivenza non ce lo perdona. Però sembra scientificamente appurato che il discredito sistematico degli altri sia indice di una patologia comportamentale che manifesta problemi psicologici che alla lunga accorciano la vita.

          Pare quindi che in America abbiano spiegato la ragione per la quale quaggiù non si campa fino a 100 anni... 

          venerdì 15 aprile 2011

          Space Invaders: Arsenico Lapin colpisce anche a Morsano

          Ci è giunta una segnalazione urgente e molto concitata da un nostro inviato sul campo di battaglia di Piazza San Pellegrino.

          Qui la segnalazione: "ou bloggers, questa mattina mi sono svegliato e ancora con i sgarbei negli occhi mi sono trascinato in bar per un caffè corretto. Entro, saluto, ordino il caffè e torno a uscire per berlo sul bancone all'aperto. Mi metto a leggere il giornale e ad un certo punto butto l'occhio verso il campanile per vedere l'ora. Come alzo lo sguardo, rimango abbagliato da qualcosa che il giorno prima non c'era. Mi è sembrato che fossero sbarcati gli alieni a Morsano! Un chiaro caso di SPACE INVADERS a casa nostra! Se non li fermiamo ci colonizzeranno!!!"


          Ringraziamo l'esponente dei servizi secreti per questa drammatica testimonianza. La foto che ci ha inviato sull'invasione aliena parla più di mille parole...



          Le regole del gioco: tanti invaders, un paese, tre vite
          

          lunedì 24 gennaio 2011

          Spritz Debate: l'annoso caso della strada Morsano - Corgnolo

          Una strada, un percorso ad ostacoli
          Ci sono giunti tre solleciti: uno sottoforma di commento anomino ad un post precedente, uno via mail ed uno per vie traverse. Tutti chiedendo la stessa cosa: perchè non si dà spazio alla vicenda della strada che da Morsano va a Corgnolo?

          La storia
          Da oltre un decennio, la percorribilità dell'unica strada che collega Morsano a Corgnolo è difficile. La principale causa pare sia il dissesto del terreno sul quale poggia il manto d'asflato messo a dura prova da intermperie e dal passaggio di mezzi pesanti, siano essi agricoli o industriali. Si tratta di buche, di un fondo stradale sdruciolevole, avallamenti, mancanza di barriere e catadiottri che ne rendono problematica la percorribilità notturna.
          Per gran parte è una strada comunale di proprietà del comune di Castions di Strada che parte dall'abitato di Morsano di Strada con denominazione "Via San Giorgio" e per un restante tratto è di proprietà del comune di Porpetto (capoluogo di Corgnolo).

          La campagna elettorale per le comunali 2009
          In campagna elettorale per le comunali di Castions le liste avevano una posizione sulla vicenda. Il 27 agosto si parla dell'annoso caso dei catadiottri divelti da più o meno ignoti ("Lo sfalcio catadiottrico dell'erba").

          Le pentole senza coperchi
          Il 23 dicembre 2010 c'è un cedimento in una parte della strada di competenza del comune di Castions di Strada (vedi Strada Chiusa e Allagamenti - Sabato 25 Dicembre 2010). La strada viene immediatamente chiusa in via cautelativa. Il 27 dicembre 2010 sul Messaggero esce "Chiusa la strada fra Morsano e Corgnolo"

          Arrivano i coperchi (?)
          Il 1 gennaio esce questo post dal blog della maggioranza "Ripristino viabilità sulla strada Morsano - Corgnolo"
          Il 9 gennaio sul Messaggero esce "La strada chiusa ha i giorni contati" nel quale si riporta come la giunta di Castions abbia reperito 30 mila euro per ripristinare, almeno in parte, la viabilità.
          Il 21 gennaio 2011 esce questa notizia sul blog della maggioranza "LAVORI DI SISTEMAZIONE DI VIA SAN GIORGIO".
          Il 15 gennaio il Messaggero Veneto pubblica questo articolo "Il commissario a Castions: cedeteci quella strada" secondo il quale, il commissario che temporaneamente regge il comune di Porpetto invitava l'amministrazione di Castions di Strada a cedere al comune di Porpetto la strada
          Il 20 gennaio fa eco alla notizia il blog della Lega Nord per l'indipendenza della Padania di Castions di Strada con il post "STRADA PER CORGNOLO CEDIAMOLA!!!" nel quale i rappresentanti sollecitano una soluzione oppure la cessione a Porpetto.
          Il 21 gennaio nel blog della maggioranza in "Via San Giorgio: una proposta seria" si fa riferimento all'articolo del Messaggero dello stesso giorno, "Morsano-Corgnolo: un tracciato da provincializzare", dove il consigliere regionale del PDL Paride Cargnelutti suggerisce che la strada sia ceduta alla Provincia.

          ...ed il percorso continua.

          lunedì 20 settembre 2010

          Spritz Debate: al "Perdon" a tirare la Carretta son sempre quelli

          Il Perdon dell'Addolorata da un molti anni non è più lo stesso dei tempi che furono. Fino agli anni Ottanta esisteva il connubio tra la festa religiosa e la sagra paesana per cui, tra la messa solenne e la processione pomeridiana, si inserivano le gare ciclistiche, i giochi popolari con la "cuccagna", chioschi, bancarelle, balli e via dicendo. Poi per varie ragioni, la sagra non si fece più e rimane la festa religiosa e basta.

          L'evoluzione del Perdon è materia per discussioni più approfondite. Qui ci si limita ad osservare quello che è saltato fuori nelle discussioni di ieri in zona processione.

          Appare evidente che la processione sia cambiata: non c'è più la grande partecipazione popolare nè tantomeno la presenza di persone da fuori paese che c'era un tempo ("son a viodi el Udin ca zue cule Juve", ha commentato un morsanese sul sagrado), l'itinerario della processione deve essere segnalato in anticipo alle autorità competenti con tanto di carte, bolli e timbri, il servizio di viabilità deve essere organizzato (con volontari in gilet catarifrangente), i lunghi pennoni che fanno bella mostra di se in chiesa ora non vengono più portati in processione e dulcis in fundo, c'è la "carretta" che trasporta la statua della Madonna anzichè le spalle dei "coscritti".

          E già! La statua della Madonna Addolorata fino al 1993 veniva portata a spalle dai maschi che in quell'anno compivano 18 anni, convenzionalmente chiamati "cunscritz" (i coscritti). Era una tradizione sentita ed anche quando non c'erano abbastanza diciottenni per darsi il cambio lungo il percorso, c'era chi si faceva avanti per coprire un pezzo di strada condividendo il peso della statua.

          Di diciotenni oggi, non solo non se ne vedono a portare la statua ma non se ne vedono neppure in processione. A conferma di ciò, le foto su Facebook dei neo maggiorenni includono molte gare di spritz ma nessuna immagine di processioni paesane...

          I tempi cambiano. Per alcuni anni la statua fu portata a spalle da volontari, questa volta di tutte le età, fino al giorno dell'evoluzione tecnologica con l'arrivo della "carretta".

          Non si sa se siano stati i volontari a rinunciare, gradualmente, all'onore/onere del portare a spalle statua e baldacchino (del peso di circa un quintale) o se abbia colpito la mannaia della Legge 626 ad opera di un ordinamento sempre prono a mettere il naso nelle quisquiglie. Fatto sta che, a spalle, nessuno porta più niente e da qualche anno si spinge una carretta con la statua sopra.

          Per inciso, chi ha ideato, lavorato e finanziato la "carretta" ha fatto un'opera degna e questo gli va riconoscito. Però, la domanda spritz-filosofica del giorno è: non è che la carretta è solo una comoda scorciatoia?

          Il vero problema è la partecipazione paesana alla processione che è crollata. Sarebbe stata un'opera estremamente più difficile ma maggiormente appagante, riuscire a riportare tra i "coscritti" o i giovani in genere, l'orgoglio di "portare a spalla la madonna del paese" e quindi l'orgoglio di "esserci" alla processione.

          La tecnologia avrà pure vinto sulla tradizione ma a tirare la carretta sembra siano sempre gli stessi.

          ... e il dibattito continua.

          martedì 13 luglio 2010

          X-Tajs: Il Mistero dei Segni Circolari nel Terreno a Nord di Morsano

          Poco tempo fa avevamo parlato dei misteriosi cerchi nel grano in quel di Bagnaria Arsa. Ora, il mistero si sposta a Morsano e più precisamente a nord del paese, oltre la Napoleonica. Se si osserva dall’alto, in un terreno si possono vedere chiaramente dei larghi cerchi del diametro di qualche metro.

          Il fenomeno era stato notato giá qualche tempo fa, in particolare quando si parló delle tombe di Napoleone e in paese qualcuno giá aveva iniziato a speculare sull’origine dei misteriosi cerchi.
          A occhio, si tratta di cerchi sicuramente artificiali e verosimilmente disegnati da alterazioni del terreno piuttosto che alterazioni della vegetazione come accadde a Bagnaria.

          Ora la curiositá è grande: perchè mai esistono questi avallamenti circolari nel terreno a nord del paese?

          martedì 6 luglio 2010

          Spritz Debate: Se la squadra nuova é quella vecchia e quella vecchia é quella nuova

          Noi siamo per la pace e la concordia tra i popoli ed é per questo che quando sentiamo parlare di Castions di Strada, pensiamo subito a facce sorridenti ed amichevoli che tendono la mano a noi Morsanesi.

          Presi anche noi nella morsa del buonismo imperante vogliamo condividere con i lettori una battuta di un castionese anonimo nascosta tra i commenti (ampiamente censurati) di un post recente sul nostro cugino, il blog "Morsano Eventi".

          "A voi due squadre di amatori mentre a noi due piazze nuove. Chi é il piú mona?"

          La battuta é obiettivamente bella e merita, quindi, da bravi tafazziani, l'abbiamo ripresa e pubblicata.

          Ad ogni buon conto, stendendo un telone da circo pietoso sull'intera vicenda che ha portato alla formazione di ben due squadre di calcio in paese (AC Morsano e ASD Morsan) , con torti e ragioni che si diluiscono sotto i temporali degli umori estivi, da osservatori esterni, abbiamo immediatamente notato un annoso problema che sta creando scompiglio al bancone del bar.

          L'AC Morsano é la squadra storica del paese e quindi é la squadra "vecchia", mentre la neo nata societá "ASD Morsan" é la squadra nuova. Fin qui nulla da eccepire. Caso vuole che la maggiorparte dei giocatori dell'AC Morsano siano passati con l'ASD Morsan quindi, di fatto, in campo c'é la squadra vecchia. Nell'AC Morsano ci saranno praticamente quasi tutti giocatori nuovi e quindi in campo ci sará una squadra nuova.

          In bar qualcuno diceva che avrebbe seguito la vecchia squadra... si, ma qual'é la vecchia squadra e qual é la nuova squadra???

          Ce casin!

          Riusciamo a trovare una definizione che accontenti tutti senza far sorridere troppo le facce sorridenti del paese vicino?

          venerdì 2 luglio 2010

          Spritz Sociology: Del Branco e dei Saluti Paesani (o della mancanza di)

          In tempi di forti tensioni paesane, i sociologi de noantri sono impegnatissimi nell'analisi comportamentale morsanica.

          Due sono il centro dell'interesse degli studiosi dell'Harvard de noantri:

          - Il fare branco al bar
          - La fenomenologia del saluto

          Il fare branco in un bar
          Sul primo fenomeno la prima cosa da dire é che quando si formano schieramenti diversi, l'importante é dimostrare forza, come fanno i galli cedroni in calore quando devono attrarre le galline cedrone. Petto in fuori e penne della coda ben allineate al vento. Qui il trucco é farsi vedere sempre circondati da piú persone possibile come a sottolineare la consistenza e la fedeltá del "proprio schieramento".

          Le tecniche per raggiungere lo scopo sono molteplici: molto comune é quella di fare riunioni strategiche, con tanto di fogli al vento e penne per gli appunti, ben in vista al bancone o meglio ancora, fuori dalla porta del locale pubblico. Il valore strategico sta anche nel farsi vedere in gruppo anche da chi passa per strada (che immancabilmente saranno o dei membri dell'altro schieramento o delle piccole vedette lombarde sempre del medesimo).

          L'atteggiamento é anche importantissimo: le facce devono esprimere sicurezza quindi sorrisi sempre, o meglio, ghigni "di chi la sa lunga" e i movimenti del corpo devono tradire un fare aggressivo.

          Il bar diventa il proprio territorio. Se il nemico entra nel territorio, sicuramente é una spia e deve essere ignorato e possibilmente non deve carpire nessuna informazione strategica. Anzi, se si riesce a estorcergli qualche dritta sull'opposizione, meglio. Importante che ci sia un visibile cambiamento di atmosfera quando la spia entra nel territorio del bar: se si stava ridendo, il silenzio cade inopinato, se c'era silenzio, adesso sia baldoria.

          I linguaggio del corpo é essenziale. Non si deve dare la fronte alla spia, bensí il corpo deve torcersi di circa 45 gradi dando parzialmente la schieza alla Mata Hari o al James Bond di turno.

          Il bar stesso diventa poi territorio di battaglia. A ognuno il suo e comunque nessuno si permetterebbe mai di entrare nel bar del nemico con il proprio branco. Le sortite individuali sono concesse e comunque interpretate come "missioni spia". Le sortite di gruppo sono vietatissime.


          La fenomenologia del saluto

          Il massimo affronto paesano é il "toglimento del saluto". Tradizione di origine medievale, é ancora molto in voga a Morsano.

          Esiste tutta una tecnica legata al toglimento del saluto. Esiste la "negazione visiva" che consiste nel girarsi dall'altra parte quando il nemico si presenta nelle vicinanze. Poi dipende come si fa la "negazione visiva". C'é quella con collo, di solito adottata dalle donne e quella con il corpo, di solito adottata dagli uomini.

          C'é poi "l'ignoro dialettico" che consiste nel non rispondere ai saluti e continuare a parlare con chi si stava parlando come nulla fosse. Un corolllario della tecnica é quello di iniziare una conversazione con un amico quando un nemico si presenta in zona.

          C'é anche "l'imboscamento di reazione" che consiste nell'infilare la testa in pertugi che ufficialmente diano adito a interpretazioni dubbiose tanto per restare sul vago e non scontentare nessuno. Ad esempio si puó infilare di corsa la testa sotto il tavolo facendo finta di cercare una chiave oppure abbassarsi per lagarsi la scarpa. Insomma, non ti ho salutato perché stavo facendo altro e non ti ho visto.

          Difficile la situazione di chi non ha seguito a fondo i dettami di Cristo ("Chi non è con me è contro di me; e chi non raccoglie con me disperde. - Luca 11:23) e sta nel mezzo mo' qui, mo' la' come le putanis di Vignesie. In questo caso, le tecniche di saluto-non-saluto sono materia per professionisti e solo pochissimi riescono ad essere cerchiobottisti nelle complesse relazioni sociali morsaniche.

          Le osservazioni continuano (con molto gaudio) e se avete suggerimenti in merito, fateci sapere.

          sabato 19 giugno 2010

          Il plagio é il miglior complimento che esita: se il paese vicino copia da Morsano


          Grazie, ne siamo lusingati. Anche se non riuscirete mai ad eguagliarci, il fatto che ci copiate, sotto sotto ci fa piacere.

          Quest'anno al torneo dai borgs (con la g) del paese vicino, ci sará anche un torneo di pallavolo femminile.

          Dopo anni di misoginia, forse un po' omosessuale (tutti quei maschioni morsanesi muscolosi, virili e vincenti di sicuro non passano inosservati), dominata dal gioco nazional-popolare, ovvero il balon, il paese vicino ha scoperto uno sport da interpretare al femminile.

          Non sappiamo se abbiano scoperto le magliette attillate delle giocatrici vedendo il torneo di pallavolo in quel di Morsano l'estate scorsa, fatto sta che quest'anno, casualitá delle casualitá, anche lá ci sará la pallavolo femminile.

          Ne siamo onorati; sará una cosa in piú che le nostre ragazze andranno a vincere!

          venerdì 18 giugno 2010

          Spaghetti Western in Salsa Morsanica: Per un Pugno di Euro (Mancanti)


          « Quei due piuttosto che averli alle spalle è meglio averli di fronte, in posizione orizzontale... possibilmente freddi. »
          ("El Indio" a "Groggy", rivolto ai due cacciatori di taglie)

          Qui la trama del film (da wikipedia - Per un pugno di dollari):

          Un pistolero solitario (Clint Eastwood, nella parte dell'Uomo senza nome) arriva a San Miguel, una cittadina al confine tra gli Usa e il Messico e decide di alloggiare alla locanda del paese, dove diventa amico del proprietario, Silvanito. Lì viene a sapere della lotta tra le due famiglie dominanti della città: i fratelli Rojo — Don Benito (il fratello maggiore, capo della famiglia), Esteban (un elemento poco brillante, anello debole dei tre) e Ramón (spietato assassino e rapinatore, abilissimo nell'uso del fucile, interpretato da Gian Maria Volonté) — e la famiglia di John Baxter, sceriffo della città.

          I Rojo sono commercianti di alcol mentre i Baxter vendono armi: le forze delle due famiglie si equivalgono.
          Sedetevi in poltrona e godetevi il... film.

          sabato 12 giugno 2010

          Bollettino degli Avvenimenti Comunali: Morsano non c'é e una data é pericolosamente sbagliata

          Spesso ci sono giorni in cui manca l'ispirazione per scoprire l'ennesima polemica su cui postare. Grazie al cielo la realtá é piú vivace della nostra fantasia e cosí sia (fa anche rima).

          Ci é stato segnalato un caso interessante: il bollettino informativo delle iniziative associative e istituzionali per il prossimo trimestre NON ha nessun evento di Morsano ma solo eventi del paese vicino. In particolare si distinguono tre associazioni, del paese vicino appunto, il balletto, il softball e gli amatori calcio per la (meritevole) sollerzia con cui hanno comunicato i vari eventi.

          Morsano assente! Quindi ci si pippa ben 6 facciate di paese vicino!

          Fosse finita qui... il torneo dei Borgs organizzato dagli "Amatori Cacio Del Paese Vicino", quello per capirci che Morsano vince ogni anno e per il quale la Semide si rifiuta sempre di pubblicare la foto dei vincitori, é indicato come evento anche per Domenica 31 Luglio 2010. Ora, il 31 Luglio é un Sabato, ma al di lá di tutto, é anche il giorno in cui inizia il Trofeo dai Borcs (con la "c" di "sti Cazzi") a Morsano. Si tratta quindi di un errore: il 31 luglio non ci sará nessun torneo nel paese vicino!!! Peró il fatto che sia scritto (per evidente errore) sul bollettino, crea un indubbio scompiglio paesano.

          Per il discorso "Morsano assente", ci si rimette alla clemenza dell'opinione pubblica forcaiola che con tanto amore ed umore, ci segue sempre...


          PS nella foto la lista dei prossimi eventi di Morsano.

          domenica 11 aprile 2010

          Morsanismi: gli "Event Squatter" ovvero i fenomeni da rinfresco

          Questa é una delle polemiche ancestrali del panorama degli eventi morsanesi (cerimonie, inaugurazioni, presentazioni, serate, gare, serate conviviali, corsi etc.).

          Quando si fanno degli eventi gratuiti, ovvero che si basano puramente su offerte libere per la copertura delle spese, praticamente le "offerte libere" non raggiungono mai entitá tali da riuscire da sole a coprire le spese. In altre parole, immancabilmente si registra una perdita economica (piccola o grande).

          Questo in contrasto con gli eventi dove viene richesta non un'offerta libera bensí uno specifico ammontare, spesso sottoforma di biglietto d'ingresso o di prezzo delle cibarie o dei beveraggi o quota d'iscrizione.

          Il nocciolo della questione é che gli individui, quando richiesti di dare volontariamente una valutazione dei costi di un evento al quale stanno partecipando, immancabilmente sottostimano questi costi. O se ne fregano e fanno i barboni andando a scrocco spudoratamente.

          Comunque sia, questi individui sono gli "event squatter" (dall'inglese per "barboni da evento"), neologismo morsanico per indicare quelli che vanno agli eventi per scroccare il rinfresco o portarsi a casa degli omaggi senza contraccambiare con delle offerte adeguate.

          Un riferimento importante fu la porchettata di tempo fa (La Porchettata: una festa ed un occasione perduta) dove tutti mangiarono e bevvero per poi lasciare in capo agli organizzatori coprire le spese visto che le "offerte libere" erano pateticamente esigue.

          Ad ogni modo, la questione ha delle sfaccettature socio-comportamentali interessanti.

          A livello locale, si nota che gli individui che sono abituati ad organizzare eventi, quando vanno agli eventi di altri, sono carichi di "simpatia organizzativa" e capendo gli sforzi, sono sempre pronti a contribuire con delle offerte adeguate.

          Chi invece non organizza mai niente, ha un atteggiamento da "tutto mi é dovuto" e praticamente sempre, evita di offrire un obolo, anche minimo. Anzi, mangia gratis e si porta via pure un omaggio impunemente!

          Questo lo si nota a tutti gli eventi paesani "ad offerta libera". Non ci credete? Beh, pensate ad un evento ad "offerta libera" qualsiasi e chiedete agli organizzatori com'é andata con le offerte...

          martedì 16 marzo 2010

          Spritz Debate: Quali sono i circoli del potere locale?

          Nell'inserto del Corriere della Sera dell'11 Marzo 2010 la storia di copertina è dedicata ai circoli del potere in Italia. Sono l'altra faccia di Facebook, dice la didascalia d'apertura, sono luoghi esclusivi, gli inner circle, dove i soci spesso decidono cariche, alleanza e destini dell'Italia.

          Si citano il Circolo degli Scacchi, i Circoli Canottieri, in particolare il Circolo Canottieri Aniene, l'Antico Tiro al Volo ed il Circolo della Caccia di Roma, la Società del Giardino, il Clubino e l'Ape di Milano, la Società del Whist e Accademia Filarmonica di Torino, il Teatro a Brescia, il Circolo Artistico di Genova, l'Unione di Firenze ed il Circolo del Remo e della Vela Italia a Napoli. Insomma, l'establishment si incontra "informalmente" e spesso decide.

          La domanda che ci si è fatti in osteria è la seguente: a livello locale, quali sono i circoli esclusivi dove le decisioni vengono prese?

          Insomma, i circoli del podere de noantri, 'ndo stanno?

          venerdì 19 febbraio 2010

          Se le immondizie finiscono nei fossi...

          Perchè?

          Questa è la domanda che a Morsano ci si pone ogni volta che si guida lungo la Napoleonica (SS 252) e si notano dei grandi sacchi neri pieni di spazzatura, abbandonati nei fossati ai suoi margini.

          Al momento ci sono 2 sacchi gettati all'aria dall'altro lato della statale di fronte all'uscita di via Aquileia e uno lungo la strada che porta a Bicinicco.

          Siamo nel 2010 e ci sono cassonetti ovunque. Ci sono ecopiazzole e raccolte differenziate in tutti i comuni della zona. Se proprio proprio ci si deve sbarazzare di rifiuti, perchè non gettarli in un cassonetto?

          La cosa si tinge di rabbia esterofila se si pensa che in casi del genere, la polizia Tedesca si sentirebbe in dovere di aprire i sacchetti e cercare informazioni che riconducano agli sciagurati che hanno abbandonato il sacco. Questo per poter recapitare salate sanzioni per inquinamento.

          Invece qui siamo di fronte ad una situazione in cui non solo nessuno saprà mai chi ha compiuto l'insano abbandono ma c'è il rischio che nessuno vada a ripulire il fossato.

          ...sempre che una tosatrice non passi e, oltre a tagliare l'erba a bordo strada, disperda nell'ambiente anche la monnezza contenuta nei sacchi.

          lunedì 18 gennaio 2010

          Disagio familiare: Friuli 1930 e Friuli 2010 stessa storia?

          Questo post nasce dall’ennesima discussione al bar sulla situazione della famiglia moderna.

          La domanda che ci si è posti è: viviamo situazioni del tutto nuove oppure il mondo è sempre stato lo stesso quando si tratta di rapporti familiari, con figli piú o meno legittimi, corna e amenitá simili?

          Il fronte si è presto spaccato. Da un lato chi sostiene che il mondo è sempre stato lo stesso. Relazioni difficili ci sono sempre state ed erano risolte con aborti clandestini o con l’abbandono in “luogo pio” dei neonati illegittimi o con un’opera di omertá e copertura sistematica da parte della famiglia patriarcale. Chi sostiene questo fronte evidenzia come la societá “di una volta” fosse fondamentalmente ipocrita e pronta a perdonare le puntatine ai bordelli degli uomini ma altresì ligia nel condannare la donna fedifraga che per tutta risposta, si guardava molto bene dal finire sotto i riflettori della cronaca paesana. In conclusione, oggi si è uguali a ieri ma senza l’ipocrisia del dover coprire tutto. Ti innamori di un altro/a? Lasci il tuo partner e te ne prendi un altro; fai figli con chi ti pare e quando ti pare senza dover nascondere nulla. Probabilmente grazie a questa libertá ci sono anche meno aborti ed abbandoni di neonati in “luoghi pii”. Ma l’essere umano si è sempre comportato così!

          Dall’altro lato c’è chi sostiene che non è sempre stato così. Vero che i bordelli funzionassero per i soli uomini (sposati e non), e che naturalmente le corna ci fossero ma la societá contadina e paesana per forza di cose creava una rete, se vogliamo pure oppressiva, che impediva di fatto che ci fossero sconfinamenti di ogni genere (affettivo o fisico) al di fuori delle barriere imposte dalla societá (leggi “matrimonio”). Sconfinamenti c’erano spesso nel caso delle ragazze molto giovani, che andavano a servizio come domestiche, generalmente fuori regione. Realistico ritenere che molte cadessero vittime, volenti o molto spesso nolenti, delle attenzioni del datore di lavoro. Sconfinamenti c’erano di sicuro in quelle fabbriche, anche della Bassa, dove lavoravano tante signorine e voce paesana vuole che trattando con molto affetto il capo-reparto, si evitassero le mansioni piú pesanti (anche se generalmente pare fosse l’inverso, ovvero una vera e propria violenza psicologica e fisica ai danni di povere sventurate da parte dei capi). Ma il nocciolo della questione è che nella famiglia patriarcale in un piccolo paese dove tutti sapevano tutto di tutti, sarebbe stato difficile “sconfinare” impunemente. Questo, unito alla pur rilevante, pressione religiosa, rendeva la gran parte delle dinamiche familiari d’un tempo, diverse da quelle di oggi. Questo si rifletteva sui comportamenti affettivi e relazionali che per forza di cose, finivano con l’essere piú morigerati.

          La discussione è aperta: innamoramenti e relazioni extramatrimoniali, figli con padre incerto, scappatelle, situazioni familiari complicate…gratta gratta è sempre stata la stessa minestra. Oppure siamo di fronte a fenomeni tutto sommato nuovi su larga scala?

          Se consideriamo cosa sta sotto ai comportamenti delle persone nel contesto delle dinamiche familiari: il Friuli del 1930 ed Friuli del 2010 sono fondamentalmente uguali?

          domenica 3 gennaio 2010

          Vai a capire l'Audiblog Morsanese!

          Sebbene non capiti che si leggano i commenti ogni giorno o che si facciano post ogni giorno (spesso se ne scrivono un paio al colpo e si predispone la pubblicazione automatica a scadenze precise) quello che gli amministratori del blog fanno quotidianamente é controllare quanti leggono il blog e chi lo legge.

          Tranquilli, si puó vedere solo il provider ed il sistema operativo e niente piú (vedi qui le statistiche delle visite al blog - sono pubbliche).

          Quello che ieri s'é visto é un sabato con un picco di 92 visite. Di sabato tutte quelle visite???

          Evidentemente quando ci sono accese discussioni in corso negli altri blog locali, anche questo blog viene visitato.

          A torto o a ragione.

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