Visualizzazione post con etichetta Sondaggi Morsanici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sondaggi Morsanici. Mostra tutti i post

martedì 24 marzo 2020

Morsanesi e lavoro con il Coronavirus - 24 Marzo 2020



Questo grafico è basato su un piccolo sondaggio di un gruppo di morsanesi di poco più di quarantanni. Non ha pretese scientifiche ma è indicativo della situazione attuale con le aziende in settori non essenziali, chiuse.

mercoledì 2 agosto 2017

Connessione Internet Lenta o Veloce - fate il test e mandatelo al Messaggero Veneto

Seguite queste istruzioni:

Il sito da usare: Collegatevi al sito http://beta.speedtest.net/it . Premete il pulsante giallo “Vai” per far partire il test.

Il grafico: Vedrete i numeri crescere fino a fornire il dato definitivo. Cosa sono quelle curve e quelle frecce? Il test mostra la velocità effettiva a cui potete scaricare dati (e per dati intendiamo guardare film in streaming, scaricare la posta elettronica, navigare su qualsiasi sito) e inviare dati. Sono i valori di download e upload.

Come condividere: A test finito vedrete la scritta “condividi questo risultato”. 

Cosa e dove condividere: Quello che il sito vi fa condividere è un semplice link. Cliccate sul simbolo della mail se volete spedirlo direttamente a cronaca@messaggeroveneto.it oppure a web@messaggeroveneto.it (con oggetto “segnalazione banda larga”). Cliccate sul simbolo del link (una “catena”) se invece volete copiarlo e incollarlo per mandarlo via messaggio alla nostra pagina Facebook o al gruppo chiuso riservato agli iscritti a Noi Messaggero Veneto 


Quali informazioni aggiungere: Scriveteci il Comune da cui siete collegati e l’indirizzo, serviranno ad arricchire una mappa delle segnalazioni che resterà anonima. 

=============================


Tratto da Messaggero Veneto: Rete ultra rapida: Fvg ai minimi termini 

I dati del Ministero dello Sviluppo economico offrono un primo sguardo sulla situazione della banda super veloce, quella da 30 Mbps che, per fare un esempio, consentono di scaricare il file di un video da due ore in meno di dieci minuti. Solo il 22,6% del territorio regionale è coperto con questa velocità e solo in 7 comuni. Per capire quali disagi e quali esperienze vivono i cittadini abbiamo lanciato "le inchieste dei lettori": tutti potete mandarci le vostre testimonianze. 


giovedì 4 dicembre 2014

Sondaggio Ipotetico: qual'e' la peggior paura dei Morsanesi?


A seconda della geografia la gente risponde in maniera diversa alla domanda "qual'e' la tua peggior paura?".

Sarebbe interessante capire cosa ne pensano oggi i morsanesi. Magari proviamo a chiedere in giro e vi faremo sapere.

Per te morsanico, qual'é la peggior paura?


mercoledì 24 settembre 2014

Sondaggio> E' giusto dare meno soldi a chi è ora in pensione, altrimenti i giovani resteranno senza?


La spoesa per le pensioni su PIL in italia [ la pi# alta dei paesi OCSE toccando un considerevole 16% del PIL.

Questo dato va associato al fatto che le stime sulla crescita dell’Italia sono pessime: quest’anno il Pil calerà dello 0,1%, e nel 2015 dovrebbe salire di un patetico 1,1 per cento e la disoccupazione resterà sopra il 10% almeno fino al 2017.

Appare evidente quindi, che se tagli vanno fatti per contenere la spesa pubblica (ammesso che non si voglia rimpinguarla con più tasse), il Fondo Monetario Internazionale (e qualsiasi osservatore, dica se vuoi tagliare la spesa tagli dove è più grande... le pensioni esagerate)

E' giusto dare meno soldi a chi è ora in pensione, altrimenti i giovani resteranno senza? A questa domanda la reazione epidermica del lettore medio è quella di pensare alla nonnina con 800 euro al mese e dire "NO". E' un atteggiamento mentali tipico che ricorda i francesi quando parlano di PAC ovvero dei finanziamenti europei all'agricoltura e si immaginano tutti piccoli contanini allo stremo mentre si sa che in Francia, come altrove, l'80% dei sussidi europei per l'agricoltura vanno alle grandi proprietà agricole. Insomma, se si guardano i dati, la percezione comune è errata.

Quello sul quale si dovrebbe riflettere è sul fatto che NESSUNO dei pensionati italiani sa quanto ha versato nella sua vita lavorativa e QUINDI NESSUNO sa se quello che ha versato basta per coprire la pensione (finora generalmente pari al 90% dell'ultimo stipendio!!!) fintanto che vivrà. E visto che si vive più a lungo, il rischio facilmente intuibile è che chi ha iniziato a lavorare a 16 anni ed è andato LEGALMENTE in pensione a 56 anni, vivrà fino a 86 anni avendo quindi lavorato 40 anni e godendo di pensione per 30 anni (o girando la reversibilità al coniuge). Ha versato abbastanza?

Sorvolando sulle aberrazioni degli alti funzionari statali promossi un mese prima di andare in pensione per aver diritto a pensioni oltraggiose, è chiaro che c'è un'intera generazione (i sessanta-settantenni-ottantenni) che non ha interesse a sapere quanto ha versato nella sua vita lavorativa (ovviamente rivalutato al valore attuale dell'Euro) perchè tanto, le pensioni gliele paga chi ora lavora e poi, son DIRITTI ACQUISITI.

Del tema si tornerà a parlare più avanti, resta che anche a Morsano la platea si divide tra chi ritiene che le pensioni non vadano toccate e chi invece ritiene che il futuro sono i giovani su cui si stanno riversando solo costi e nessun beneficio di un sistema che premia i pensionati che ignorano quanto hanno versato.

===========

Vedi

lunedì 14 aprile 2014

Sondaggio: Alle prossime elezioni comunali per quale persona voterai?


Prima di sapere quali saranno le liste e le persone in lista, abbiamo chiesto una intenzione di voto ai lettori. A spanne c'è un atteggiamento molto guardingo.

martedì 12 novembre 2013

Spritz Urbanization: Rilanciare il Centro Storico dei Paesi si puó fare... con piú Tasse?

L'opinione pubblica é concorde su una cosa: i Centri Storici dei paesi di provincia da decenni versano in condizioni generalmente penose.

Case disabitate, negozi con le saracinesche perennemente abbassate ed arrugginite, tetti pericolanti, calcinacci che si staccano o comunque gravi segni di incuria individuale delle costruzioni e un generale abbruttimento complessivo.

Stringendo all'osso, le cause sono molteplici tra le quali il fatto che dagli anni Ottanta in poi costruire un'abitazione nelle zone ex-agricole della periferia ha sempre costato meno che ristrutturare in centro, in centro mancano parcheggi e garage nelle case a pianta ottocentesca concepite quando in famiglia nessuno guidava, le amministrazioni regionali/locali per varie ragioni han fatto cassa concedendo la fabbricabilitá in terreni periferici, si é allungata la vita media degli anziani che son rimasti nelle case del centro i quali non han incentivi ad apportare migliorie alle loro abitazioni ecc.

La morale é che il Centro Storico dei paesi fa schifio e qua se n'era parlato in un post del 22 luglio 2010
"Delle case in centro paese: come farle ristrutturare?"

Concettualmente il problema é simile a quello che vive via Mercatovecchio a Udine. Al che é sorta l'idea (per ora esplorativa) dell'amministrazione comunale udinese riassunta in questo titolo del Messaggero "Udine, il Comune: Imu più cara per i negozi sfitti in centro".

Nella liberale Gran Bretagna, i grandi patrimoni immobiliari dei nobili, nel secolo scorso iniziarono ad essere soggetti a forti tasse di sucessione che, assieme ai costi della manutenzione delle grandi ville di campagna, comportarono il progressivo passaggio di proprietá delle medesime ad aziende che ne hanno fatto appartamenti e alberghi o ad enti che ne han fatto dei centri culturali e turistici. Il cambio é quindi stato, sebbene in parte, indotto dalla leva fiscale. 

La patologia c'é: l'evidente abbandono del Centro Storico e il suo progressivo abbruttimento. Ora si tratta di capire quale cura funzioni. 

Cosí al bar le posizioni di zeometri, periti e archispritz s'é divisa tra:

- chi dice che avrebbe senso tartassare i proprietari degli edifici non utilizzati nei Centri Storici per stimolarne o l'utilizzo o la vendita a chi ne farebbe utilizzo
- e chi dice che le tasse son gia' alte e non sortiscono una leva sulle decisioni individuali

...e l'abbruttimento dei centri storici continua

mercoledì 11 settembre 2013

Sondaggio: Come vedresti l'aggregazione dei comuni di Castions, Lestizza, Mortegliano e Talmassons?

"Come vedresti l'aggregazione dei comuni di Castions, Lestizza, Mortegliano e Talmassons?" é una domanda a cui hanno risposto in pochi ma sempre piú persone in questi comuni si chiedono quale sia il futuro di entita' amministrative piccole. In un prossimo post si discuterá di quello che la gente dice in giro sul tema.

Se fosse confermato il trend di questo sondaggio con numeri significativi, vorrebbe dire che davvero i tempi stanno maturando per future rivoluzioni di confini. 

domenica 28 ottobre 2012

Sondaggio: Perché le imprese in Italia non si ingrandiscono? (2012)

Il sondaggio é collegato ai post : "Spritz SMBs: Perché in Italia le imprese sono piccole?" e "Spritz SMBs: perché in Italia le imprese sono piccole? (Atto Secondo)".

Hanno risposto in 35 lettori con la possibilitá di dare risposte multiple. Queste le domande:
  • C'e' l'ossessione del controllo familire sull'azienda e si ha paura di perderlo 
  • Fare impresa é una scelta di lifestyle per gestire il proprio lavoro e non necessariamente per diventare una SPA 
  • Gli imprenditori italiani sono incapaci di crescere per limiti loro (scolarizzazione, apertura mentale, poca visione, poca propensione al rischio ecc.) 
  • I settori in cui si fa impresa in Italia non necessitano grandi organizzazioni ma una filiera flessibile di piccolissime unitá produttive 
  • Il familismo diffuso impone scelte familiari che mal si conciliano con scelte manageriali tipiche delle imprese piú grandi 
  • Il modello della piccola impresa diffusa funziona non serve cambiarlo 
  • In Italia c'é troppa avversione ideologica contro le imprese 
  • Intromissioni della politica con richieste di posti di lavoro o tangenti per ampliare il business 
  • Lo Stato é iniquo: esige subito I suoi crediti fiscali ma non paga I suoi debiti alle imprese. Piú l'azienda é grande piú rischia di esporsi con crediti verso lo Stato. 
  • Maggiori rischi di aver a che fare con le tangenti dei funzionari pubblici 
  • Si teme la sindacalizzazione (RSU) oltre I 15 dipendenti 
  • Si teme un maggiore controllo finanziario esterno (societá di revisione) 
  • Tassazione troppo alta non incentiva ad espandere il business 
  • Timore di finire sotto il mirino delle richieste della Mafia e Criminalitá Organizzata in genere 
  • Troppa burocrazia con oneri e costi che aumentano all'aumentare delle dimensioni aziendali 
  • Altro ... 
Lo scopo era capire se le ipotesi formulate nel post "Spritz SMBs: perché in Italia le imprese sono piccole? (Atto Secondo)" avevano senso. Infatti, qualora l'opzione "altro" fosse stata elevata si sarebbe concluso che la lista delle ipotesi era incompleta. Cosí non é stato e salvo restando i limiti di scientificitá di questo sondaggio, i risultati in generale non sembrano discostarsi troppo dall'ipotesi iniziale sebbene ci siano state alcune variazioni in particolare sul peso che viene attribuito al "familismo":

Perché le imprese italiane non si ingrandiscono?

Se si riuscisse a fare un'analisi tra gli imprenditori, probabilmente si otterrebbero dei dati decisamente piú significativi. Il fatto che si sia chiesto ad un campione statistico con provenienze da una varietá di profili economici e professionali, lascia aperti spiragli a ulteriori analisi. Ad ogni modo, i lettori ci dicono che le imprese in Italia non si ingrandiscono per la generale iniquitá dello Stato che si esprime con una burocrazia soffocante, tassazione troppo alta, corruzione e sbilanciamento a suo favore nei rapporti con il cittadino-imprenditore. Senza poi contare le intromissioni della politica nella vita aziendale. 

R. De Benedetti e l'ossessione del controllo:
Sua Maestá da 60 anni scruta dall'alto
Ha una buona porzione di risposte anche il tema del "familismo", unica causa "interna" all'impresa a essere tra le piú gettonate nel sondaggio morsanico. 

Nella zona di mezzo ci sono: il timore delle intromisioni della mafia, la sindacalizzazione e la staticitá del modello di sviluppo italiano. 

Le altre ragioni, "interne all'impresa" e quindi legate all'incapacitá o mancanze degli imprenditori, sono in fondo alla classifica (escluso peró il discorso del familismo). 

Interessante che "l'ossessione del controllo" sia in fondo alla classifica quando in realtá é di per se un aspetto del familismo (ovvero il "controllo" familiare) nonostante anche un imprenditore noto come Rodolfo De Benedetti, lo avesse indicato come uno dei difetti del capitaliasmo italiano durante un incontro a Londra poco tempo fa. 

Alcuni imprenditori morsanesi si meravigliano che l'ipotesi che "Gli imprenditori italiani sono incapaci di crescere per limiti loro" abbia cosí pochi consensi, quando, secondo loro, l'impreparazione della classe imprenditoriale e la poca propensione al rischio, all'innovazione e all'investimento di lungo periodo (ricerca e sviluppo, informatica, training delle maestranze ecc), sono delle rogne pesanti della classe nostra imprenditoriale. Di fatto, una classe imprenditoriale formatasi grazie al boom economico e spessissimo con bassa scolarizzazione e con specializzazioni in settori relativamente bassi in contenuto tecnologico e scientifico.  

In attesa che qualche accademico o qualche centro studi faccia delle analisi approfondite, noi qui ci fermiamo e riflettiamo sul nostro sondaggetto.  

mercoledì 3 ottobre 2012

Spritz SMBs: Perché in Italia le imprese sono piccole? (Atto Secondo)

In "Spritz SMBs: Perché in Italia le imprese sono piccole?" s'erano elencati i motivi per cui in italia si ha un numero di piccole imprese sul totale delle imprese, molto maggiore di tutti i paesi OCSE.

I motivi elencati erano stati letteralmente raccolti dalle impressioni in bar, come facciamo sempre. Si trattava di motivi non canonici, cioé quelli mai messi in risalto dalla pubblicistica ufficiale giornalistico-accademica. Il dibattito che ne é scaturito sul blog richiede un seguito.

Ed eccoci qua.

Per sapere veramente quali sono i motivi che impediscono l'accrescimento dimensionale della tipica impresa italiana si dovrebbe:
  • raccogliere la letteratura accademica piú importante in materia e stilare una lista delle ragioni prinipali come documentate dagli accademici
  • raccogliere la letteratura dei vari centri studi delle org. imprenditoriali (es. Confindustria)
  • preparare un questionario e distribuirlo ad un campione consistente (es. 1000 questionari) di imprenditori italiani in diverse regioni e in diversi settori e chiedere loro di mettere nero su bianco le ragioni per le quali LORO non si sono ingranditi, inoltre, un elenco di ragioni per le quali pensano che gli ALTRI non si ingrandiscano
  • distribuire il questionario anche alle CCIAA e organizzazioni sindacali per una verifica comparata
Con questo rigore scientifico si avrebbe finalmente una lista di ragioni bilanciata da dati. In assenza del rigore, proviamo con una punizione di seconda.

Questo é l'elenco delle ragioni per le quali in italia le imprese non si allargano, cosí come raccolto dal post precedente. Stampatelo e fatelo compilare ai vostri amici. Si dia una priorita' alle ragioni da 1 a 20. E poi analizzate il risultato.


Buon lavoro!

giovedì 23 agosto 2012

Sondaggio: Lo Statuto Speciale per il Friuli Venezia Giulia è...


Abbiamo chiesto ai lettori cosa ne pensino dell'autonomia della Regione Friuli Venezia Giulia. In generale in Italia quando si parla di regioni a Statuto Speciale il cittadino medio pensa immediatamente alla Sicilia e al costo spropositato e fuori controllo del mantenerne l'autonomia. Poi si pensa ai trasferimenti verso la Valle d'Aosta e le province autonome di Trento e Bolzano i cui amministratori sono pagati in media più degli amministratori delle regioni a statuto ordinario, la spesa sanitaria pro capite è maggiore delle regioni a statuto ordinario e il costo dei dipendenti regionali nonchè il loro numero in termini procapite rispetto agli abitatnti della regione è maggiore di quello nelle regioni a statuto ordinario.

Il FVG non assorbe risorse tante quante altre regioni a statuto speciale e a detta degli autonomisti, costa meno della regione Calabria. In effetti il FVG grossomodo pareggia il suo bilancio tra trasferimenti dello Stato e le tasse che versa (vedi Numeri Utili: Abitanti e Bilancio delle Regioni Italiane (2007)) di fatto agendo come uno stato parte di una repubblica federale.

La legittima invidia penis delle altre regioni nei confronti del Friuli fa si che molti vogliano cancellare le regioni a statuto speciale. Soprattutto i Veneti hanno le sfere che gli girano perchè pagano allo Stato più di quanto ricevono. Almeno il Friuli VG più o meno pareggia il conto.

Così chi nasce a San Michele al Tagliamento (VE) non capisce perchè non possa ricevere un finanziamento a fondo perduto sull'acquisto della prima casa, cosa che riceverebbe se abitasse dall'altra parte del Tagliamento a Latisana (UD) oppure a Sappada (BL) hanno meno agevolazioni degli abitanti di Forni Avoltri (UD).

La confinante Austria è una nazione tra le più ricche, pro-capite, d'Europa mentre la vicina Slovenia non è più parte di una repubblica federale comunista ma è una nazione che ha l'Euro, che è in Europa da anni e il cui PIL pro capite è già all'80% della media UE. Poi i vicini del Veneto abitano in una delle regioni più ricche d'Europa. Il Friuli VG non è una regione disagiata e isolata dal mondo ma è lo snodo degli scambi internazionali e, in base al risultato del nostro sondaggio, evidentemente oggi pochi vedono la necessità di un'autonomia amministrativa concepita nella forma di Regione a Statuto Speciale.

Fa pensare che le imprese Venete in molti settori (es. arredamento) siamo più competitive di molte aziende friulane, non a caso se si vuole risparmiare un po', spesso conviene chiamare un'impresa veneta a fare i lavori (es. una cucina dove vi costa di meno?). Non è che le aziende nostrane si siedono sugli allori e su varie forme di contributi anzichè focalizzarsi sull'essere più competitive con prodotti e processi aziendali? Boh! (vedi
Numeri Utili: Numero di Imprese per Regione (2011) - E' il Friuli V.G. la regione meno imprenditoriale d'Italia...) Senza contare che in Veneto le abitazioni costano di più, gli stipendi sono gli stessi e la benzina costa meno (pure senza tessera sconto).

Ad ogni modo il sondaggio non è scientifico ma fa riflettere.

Probabilmente avrebbe senso che tutte le regioni godessero delle stesse possibilità del FVG e che ci fosse un vero federalismo che magari non darebbe il via a una guerra tra vicini (vedi Regioni a Statuto speciale, è l'unico taglio da fare subito).

NB A scanso di equivoci, lo Statuto Speciale non lo toccherà mai nessuno: serve una riforma costituzionale (2/3 del parlamento e badabin badabon) e col cazzo che i parlamentari delle 5 regioni speciali voteranno per cambiare lo status quo delle loro regioni. Il che è sbagliato ma è così.

==============================================

Vedi:

lunedì 30 luglio 2012

Sondaggi: Quante volte vai a Messa?

I dati sono del 2012.

Come spesso accade il sondaggio morsanico è un sondaggio comparativo. Questa volta compariamo la frequenza alla messa che è un indicatore della religiosità della popolazione. 

Morsano è in linea con la tendenza nazionale (sottolineata da un sondaggio pubblicato di recente sulla rivista "Sette" del del Corriere della Sera) dove la maggioranza assoluta della popolazione si riconosce tra chi o non va mai a messa o ci va solo a Pasqua e Natale (1-2 volte l'anno). Questo gruppone rappresenta l'88% della popolazione nazionale (58% 1-2 volte +30% mai)  e il 65% a Morsano (45% mai + 20% 1-2 volte). Sembra che Morsano sia sensibilmente più religiosa quindi (65% di miscredenti contro l'88% nazionale).

L'anomalia sta in quelli che dichiarano di andare a messa almeno una volta a settimana che vede un 2% a livello nazionale e un 22% a livello morsanico.

O in paese esiste una forte polarizzazione tra chi è super ligio e chi è un senza dio oppure i senza dio e i religiossissimi che leggono il blog si sono divertiti a sballare il sondaggio. 


lunedì 25 giugno 2012

Sondaggio: Di che colore rifaresti il campetto di tennis?


Questa volta il sondaggio è stato condotto sulla pagina Facebook "Morsano di Strada Fan Club". Non c'è stata storia e il proverbiale tradizionalismo morsanico ha prevalso. Niente novità come paventato dal post "La Pazza Proposta Morsanica: e se facessimo il campo di tennis ROSA?". Il bobolo è sovrano. E così sia.


venerdì 8 giugno 2012

Sondaggi: Secondo te i partiti daranno l'autorizzazione all'arresto dell'ex tesoriere della Margherita, Lusi?


Abbiamo raccolto le opinioni di alcuni lettori una quindicina di giorni fa chiedendo se, secondo voi, i partiti daranno l'autorizzazione all'arresto dell'ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi.

Ne parlano tutti i blog più influenti, da Beppe Grillo nel post "Lo scacco matto dell'imbecille" (nel quale dice "gli scommettitori danno per certo il niet all'arresto del tesoriere di sinistra. De Gregorio val bene un Lusi, forse anche due") a il Perbenista nel post "STRIZZOLO ERA IL CONTROLLORE DI LUIGI LUSI", la teoria della congiura del "palazzo" contro la verità e la pace è stata ordita.

Nessuno sa chi ha votato contro l'arresto del fisiognomico De Gregorio perchè il voto era segreto (De Gregorio, il Senato nega l'arresto). Ora vedremo se gli "insaputisti" colpiranno ancora quando si deciderà sul caso Lusi.

La nostra scommessa rimane sul tavolo come raccontata nel post "Caso Lusi:  Un friulano ci fara' vincere la scommessa?"

Interessante che con Strizzolo e Saro c'è molto Friuli nella vicenda.

Fuarce Friul!

(Ancje no)

domenica 20 maggio 2012

Sondaggio Morsanico: A 17 anni al volante: un bene o un male? (Maggio 2012)

Con l'entrata in vigore di una norma specifica del Codice della Strada, da pochi giorni si puó guidare giá a 17 anni (Vedi GUIDARE A 17 ANNI? ORA SI PUÒ).

Il mensile Quattroruote ha dibattuto in merito (vedi A 17 anni al volante: un bene o un male?) ma per capirne di piú sul sentimento della gente, abbiamo sottoposto ai nostri lettori la stessa domanda. Ovviamente, grazie al Morsanomentro, il risultato del sondaggio puó sempre ritenersi rappresentativo dell'universo mondo.

S'e' dato poco tempo per rispondere (2 giorni) e il risultato é che l'opinione pubblica morsanica e' totalmente divisa a metá tra possibilisti e scettici.

Il che significa che si sta apsettando di valutare bene i risultati di lungo termine prima di giudicare.


domenica 22 aprile 2012

Sondaggi Morsanici: Quanti contadini c'erano tra i Mille di Garibaldi?


OK, il punto é stato dimostrato: la realtá storica é fortemente mistificata. Solo il 23% ha dato la risposta giusta alla domanda: Quanti contadini c'erano tra i Mille di Garibaldi?

Zero, nessuno di nessuno, é la risposta esatta (fonte: "Il Risorgimento italiano. Una storia ancora controversa" di Martin Clark.

Non c'erano contadini nella spedizione dei mille (gran parte dei quali erano Bergamaschi) bensí professionisti, artigiani, commercianti, piccoli borghesi per lo piú cittadini, appartenenti alla piccola nobiltá, studenti ma di contadini, che all'epoca erano la stragrande maggioranza del popolo, spesso in condizioni di servitu' nei confronti dei proprietari terrieri, neanche l'ombra.

Nel 1861 in base al censo aveva diritto al voto solo il 2% della popolazione del neonato Regno d'Italia che, senza Roma e Triveneto, contava circa 22 milioni di abitanti. Di quei 400 mila elettori, la metá alla fine non votava per obbedire al non expedit (del 1868) del papa che aveva vietato l'impegno politico ai cattolici.

La questione sarebbe lunga, anche perché alla fine pure Garibaldi finí a fare il deputato e da subito si arrabbió con Cavour (mai perdonato per la cessione della natia Nizza). Peró si puó riassumere dicendo che mentre il 1848 e le rivolte successive videro l'impegno diretto anche del popolo che salí sulle barricate, le guerre che seguirono gli accordi di Plombieres del 21 luglio 1858, furono calate dall'alto e decise dalle elites della societá. 

Per quanto riguarda la spedizione di Garibaldi fu decisa... da Garibaldi. A Cavour non interessava perché doveva tenere buoni i francesi (che presidiavano la Roma papalina) e forní volentieri le camicie rosse con fucili scadenti e al di sotto del numero che serviva a Garibaldi.

Le rivolte contadine scoppiate contestualmente al sud (es. Palermo) erano tumulti contro i governanti "napoletani", cioé i Borboni, e come molte di queste rivolte, ambivano all'indipendenza e non all'unificazione. 

Il discorso potrebbe farsi lungo. Lasciamo ai lettori le proprie conclusioni su quanto si sappia oggi del nostro Risorgimento sulla base del sondaggio di cui sopra... 

martedì 7 febbraio 2012

Sondaggio: Aggregare il comune di Castions di Strada ad altri comuni?


La domanda non lasciava adito a fraintendimenti: Come lo vedresti l'accorpamento di Castions, Lestizza, Bertiolo, Talmassons e Mortegliano nel "Comune della Stradalta"?


Il fatto che un secco 70% sia disposto ad accettare l'estinzione del comune di Castions di Strada in favore dell'accorpamento con altri paesi della zona é solo parzialmente una rivelazione.

Vada che il campione e' piccolo e che qualcuno puo' aver imbrogliato votando piú volte peró se questa é la rondine chissá com'e' la primavera.

Il discorso é sempre stato un tabú e comunemente accettato da tutti che lo status quo non si poteva cambiare. Tuttavia, con la crisi finanziaria e morale dell'Italia, da piú parti gli animi si stanno sensibilizzando verso una maggiore efficienza della macchina pubblica e minori sprechi. Cosí in osteria si accetta che comuni con un'unica frazione sono ormai un anacronismo e il mantra che piccolo significa "miglior rapporto tra cittadino e amministratore eletto" sembra resistere solo se i confini di cio' che e' amministrato sono piú ampi: se non 10 frazioni, almeno un comune con 5-6 frazioni.

Il peso dei comuni grandi si percepisce quando c'e' da bilanciare quello che impone la Regione o la TAV di turno. Al momento si vede che i problemi s'ingrandiscono ma la forza dei sindaci rimane frazionata.

Esistono diverse soluzioni alle sfide emergenti e tutte hanno i loro pro e contro (e ne parleremo in post futuri) ma che si possa accorpare con il consenso della gente sembra essere diventato accettabile. Almeno secondo i scientificissimi sondaggi morsanici.

venerdì 27 gennaio 2012

Sondaggi: Laurea dopo i 28 anni é roba da sfigati. Sei d'accordo?

Se non ci fosse stato un votante che ha ri-votato 4 volte "No", las proporzione verso di chi ritiene che laurearsi dopo i 28 anni sia da sfigati, e' bulgara.

Le dichiarazioni del viceministro martone hanno sollevato il dibattito, per molti ovvio, per altri pretestuoso, tra chi ritiene che l'universita' italiana dovrebbe finirla di essere un parcheggio per i gggiovani che non sanno cosa fare di se e tornare ad essere quello che dovrebbe essere: la fucina della futura classe dirigente nelle professioni e nell'apparato statale.

Ovvio che la questione riguarda i giovani che entrano all'universita' a 19 anni e che non hanno problemi gravi in famiglia o di salute tali da causare ritardi nel percorso di studi. Inoltre, non si contano tra gli "sfigati" gli studenti maturi, anzi, se uno decide di iscriversi all'universita' a 50 anni, buon per lui.

martedì 17 gennaio 2012

Sondaggio: Secondo te si dovrebbero accorpare i comuni piccoli?


Secondo te si dovrebbero accorpare i comuni con meno di 4.000 abitanti con altri paesi e dar origine a dei macro-comuni?


Per tutta la durata del sondaggio il "Si" è rimasto in vantaggio; alla fine ben il 60% dei lettori si dice aperto alla possibilità di un accorpamento dei piccoli comuni. 

L'opinione pubblica della rete è pronta a vedere i comuni della nostra zona ridisegnati in unità amministrative più grandi? 

Post più popolari di sempre

Post Più Popolari negli Ultimi 30 giorni

Post più popolari questa settimana

Prezzo dell'Oro

Statistiche del Comune