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sabato 28 dicembre 2019

Spritz Robin Hood: togliere agli over 65 per dare agli under 35

Lo dice la demografia che nel 2018 e per la prima volta nella storia millenaria della penisola italiana, abbiamo iniziato ad avere più over 60 che under 30 (vedi Numeri utili: Sorpasso della Popolazione "over 60" sulla Popolazione "under 30" (2019).
Com'era e come dovrebbe essere ed invece così com'è...
Piramidi delle età negli anni 1861, 1911, 1961 e 2010. Dati in migliaia (fonte: ISTAT).
Lo dice la statistica economica che negli ultimi anni il tasso di povertà (con i parametri rigorosi dell'ISTAT) è cresciuto SOLO tra le classi d'età più giovani mentre è di fatto rimasto piatto tra le classi più anziane ed in particolare tra gli ultra 60enni. (vedi Numeri Utili: quota di povertà in Italia per fasce d'età (2008-2018)

Elaborazione su dati ISTAT
Le ultime due decadi (2000-2020) avrebbero dovuto essere decadi di transizione e riassestamento affinchè gli italiani facessero uno più uno e guardando semplicemente i dati dei due grafici di cui sopra, si mettessero il cuore in pace ed adottassero, se pur di malavoglia, delle politiche di riequilibrio necessarie per la sostenibilità di lungo termine dell'equilibrio socio-economico nazionale. 

In parole povere: che si togliesse quanto non dovuto alle generazioni over 60, ad esempio riducendo le pensioni ed aumentando i costi della sanità (di cui quella fascia d'età è la principale beneficiaria). "Quanto non dovuto" si riferisce alla stima che si può fare a tavolino con una calcolatrice, di quando un pensionato ha versato nella sua vita lavorativa nei 40 anni (e spesso meno) di lavoro e lo si parametrizza poi alla speranza di vita ISTAT. Si vede quanti euro riceve di pensione e mettendo tutto assieme si calcola quanto sia lecito e dovuto e quanto sia invece un FURTO alle generazioni future che invece si dovranno pagare tutto e dovranno andare in pensione ben oltre i 70 anni col 30% dell'ultimo stipendio. Indipendentemente dal tipo di lavoro, usurante o meno.

A testimonianza del fatto che questo sarà il futuro, arrivano titoli sul giornale di oggi come questo: Pensioni 2020, inizia il regno del contributivo. Così i giovani lavoreranno fino a 71 anni nel quale si legge "[...] pur avendo un’età legale per l’accesso alla pensione di vecchiaia pari a 67 anni, la nostra età effettiva di uscita dal mondo del lavoro si ferma a 63,3 anni per gli uomini e a 61,5 per le donne. Troppo pochi, secondo l’OCSE per garantire la sostenibilità del nostro sistema pensionistico. Sulla base di questi dati, il suggerimento è quello di «aumentare l’età effettiva di pensionamento», limitando le forme di prepensionamento e applicando l’adeguamento alla speranza di vita anche all’anzianità contributiva (meccanismo previsto dalla riforma Fornero e poi bloccato fino al 2026 a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne)."

Invece, quello che sta succedendo è il seguente:
  • A Morsano di Strada i partiti che han sostenuto "quota 100" ovvero una forma di prepensionamento indipendentemente dalla stima di speranza di vita del pensionato, han sfondato con oltre l'80 a tutte le recenti elezioni;  
  • Gli under 35 sono silenti, sia in paese che a livello nazionale. Silenti anche quando son costretti a salire su un aereo e volare a lavorare all'estero con la laurea appena presa.   
  • Gli ultra 60enni sono intoccabili anche nei discorsi al bar: criticare quella classe d'età per le scelte fatte in passato sia a livello di spesa pubblica sia a livello di mancanza di sacrifici per salvaguardare la sostenibilità economica (non certo l'agiatezza) delle generazioni successive, pare avere lo stesso effetto di orrore et abominio del prendere a calci e spingere una vecchietta giù dalle scale del Polifunzionale;
  • Chi osteggia ogni riforma pensionistica in senso più equo, se volete usiamo la parola "Fornero" per semplificare, confonde il dito (gli esodati, ovviamente una stortura della legge creata in un periodo emergenziale) con la luna (il problema della sostenibilità pensionistica). Lo fa scientemente se ha un doppio fine o lo fa da pirla se non sa di che si parla.  
  • Nel 2040 non ci saranno molti dei troppi pensionati "col retributivo" che abbiamo ora, però avremo tanti ultra-settantenni con pensioni misere e probabilmente classi lavoratrici con una scolarizzazione più frammentata visto che le risorse per la scuola non ci sono e non si son trovate per molti anni mentre eran scientemente dirottate verso le pensioni (dei 300 miliardi in pensioni, l'INPS ne mette 200, mentre 100 sono le nostre tasse - che non s'è capito bene perchè dovremmo dirottarle verso pensioni e non verso investimenti per i più giovani). 
  • Gli ultra 60enni sono un bacino elettorale che sovrasta numericamente gli under 35.  
  • La spesa pensionistica in Italia rappresenta il 16% del PIL (la più altra tra i paesi occidentali) ma pure come spesa pensionistica su totale spesa pubblica, le pensioni drenano la quota maggiore (vedi Italia prima tra i Paesi OCSE per quota di spesa pubblica destinata alle pensioni. In percentuale al Pil spende più di noi solamente la Grecia.). 
  • La spesa per le pensioni, secondo le previsioni dell'INPS in 20 anni raddoppierà
Così la platea del bar s'è divisa tra:

- chi sostiene che andare in pensione con 40 anni di contributi sia giusto indipendentemente da altre considerazioni perchè è una misura di giustizia sociale per chi ha lavorato e ha già dato alla società anche attraverso le tasse sul lavoro;
- e chi dice che, quando la coperta è corta, si devono fare i conti con i piedi che restano scoperti e si deve ricalibrare sia l'età pensionabile, sia l'assegno, sia la redistribuzione delle risorse pubbliche per dare alle generazioni più giovani quanto sia necessario per un futuro economicamente sostenibile. Non si può dare alle generazioni più anziane senza tener conto della già menzionata coperta corta.

...e nell'assenza di un qualsivoglia dibattito pubblico sulla questione, nella connivenza delle classi governanti pro-tempore che guardano solo al brevissimo periodo e generalmente al loro tornaconto elettorale e basta, il dibattino pare non esserci proprio... 


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Vedi anche:

- dati INPS https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=52542 e https://www.inps.it/docallegatiNP/mig/Doc/Bilanci/repository/information/RendicontiGenerali2018/Sintesi_Rendiconto_2018.pdf

- dall'Istituto Bruno Leoni - Pensioni: NON sono in equilibrio, è un welfare NON per giovani, famiglie e poveri

lunedì 23 dicembre 2019

Spritz Millennials: La questione dei morsanici nati dopo il 1984 è sulle stesse onde di quella mondiale?


La gratificazione istantanea cui i Millennials di Morsano sono (stati) abituati porta a lungo andare a  mancanza di autostima? 

Questa la questione cui Simon Sinek, un autore americano di libri sulla motivazione e sul comportamento, ha dato un punto di vista che fa riflettere. 

Il video, per chi riesce a seguire l'inglese, offre diversi spunti di riflessione che sono poi stati discussi al bar tra uno spritz e un prosecco.


lunedì 16 settembre 2019

Numeri Utili: Valore della Laurea (2018)

Sempre a proposito dell'opportunità di laurearsi piuttosto che fermarsi al diploma, citiamo Alberto Forchielli "La laurea 👩‍🎓 in Italia non vale praticamente un caz 🆘 ma non prendetevela con l’università bensì con quelle PMI che non hanno né margini né voglia di pagare un cent per maggiori professionalità e potenzialità, anzi le temono"



Vedi anche:

lunedì 7 gennaio 2019

lunedì 29 luglio 2019

Spritz Migrations: L'agricoltura italiana, con le sue arretratezze, richiede e attira immigrazione illegale



Si discute spesso in osteria del tema immigrazione, cercando di palleggiare le due tesi che vanno per la maggiore: quella a favore delle porte aperte a tutti gli immigrati, spesso edulcorata da dei distinguo di facciata, e quella contraria a prescindere, anch'essa, spesso edulcorata da dei distinguo di facciata.

In particolare si e' tutti concordi nell'essere confusi dalla totale divergenza tra domanda di tecnici dell'industria 4.0 con mediamente 15 anni di scolarizzazione alle spalle e di cui almeno 3 di natura tecnica e l'offerta che il tipo di immigrazione che caratterizza gli arrivi in Italia fatta per lo piú da braccianti non scolarizzati.

L'Olanda esporta ortaggi in tutta Europa con numeri impressionanti. Si, avete letto bene, l'Olanda. Si tratta di culture idroponiche (in serra su un letto di acqua) e la meccanizzazione e automazione sono a livelli altissimi. Li, l'agricoltura richiede tecnici, laureati e diplomati in materie molto specifiche.

In Italia siamo ancora allo schiavismo in molte aree del paese, in particolare quelle piú arretrate economicamente. In soldoni, in queste sacche di arretratezza, il valore aggiunto si crea non con l'efficienza del metodo di produzione ma giocando al ribasso sui costi di produzione, in particolare, sfruttando la manodopera a bassissimo costo, meglio se silente e soggiogata perché ricattabile.

Di questo si discute spesso in bar visto che c'e' chi si fornisce di verdura in giro per il mondo e queste cose le vede. Non le vede invece chi dovrebbe gestire le cose. Sul perché non le veda si possono fare molte ipotesi ma a noi interessa notare come le cose che si discutono in bar qui in paese poi vengano riprese da "think tank" internazionali come quella menzionata nel tweet qui sopra. 

...e la discussione continua

lunedì 18 febbraio 2019

Spritz Forecasting: le generose stime della crescita economica della nazione che circonda Morsano

La Morsano cafonesca, ovvera quella dei membri del C.A.F.O.N., che legge i dati e le pubblicazioni scientifiche in materia economica (ed econometrica) e poi ne discute in bar tra una Gazza e uno spritz, oggi ha avuto modo di confrontare i dati tratti da due pubblicazioni. Da un lato i dati sulla crescita del PIL reale presentati da una rispettabile società di studi economico-finanziari e dall'altro la nota di aggiornamento al DEF, documento di programmazione economico-finanziaria del governo italiano dell'ottobre scorso

Ebbene. il governo prevede una crescita nel 2019 dell'1,5% (sarà un anno bellissimo se così sarà) mentre la società di studi, che pubblica questa tabella e i membri del CAFON se la trovano davanti ogni mese aggiornata, ad oggi, febbraio 2019, prevede una crescita italiana dello 0.1%.  

La differtenza è dell'1,4% del PIL reale. Per capirci, 1,4% su un PIL di circa 1.600 miliardi di euro è come dire che nel 2019 mancheranno 25 miliardi di euro alla nostra economia rispetto alle stime governative.  



Così il dibattito s'è aperto tra:

-. chi ritiene che i dati sono manipolati dalle elitès mondialiste rappresentate in paese da chi sposa la cosidetta mentalità bocconiana,
- chi ritiene che a riumetterci son sempre gli italiani più fessi che credono alle favole

...e il dibattito e il divario di vedute continua

lunedì 7 gennaio 2019

Spritz Degree: ai morsanesi vale la pena laurearsi?

Ogni anno 28mila laureati se ne vanno verso l'estero. Nel suo piccolo, Morsano non ha mai avuto laureati in architettura, ora ne ha 3 (tutti under 30) di cui 2 sono a Londra. Il fatto che i laureati debbano emigrare per trovare un lavoro in linea con il corso di studi, di fatto è una delle emergenze dell'Italia contemporanea. A rincarare la dose è il fatto che se i cervelli se ne vanno, altri non ne arrivano visto che laureati stranieri latitano il nostro Paese anche negli istituti universitari dove si dovrebbe fare Ricerca, quella con la R maiuscola. In Italia ci sono solo 500mila laureati stranieri, il 7% sul totale, contro il 10% della Francia, l’11% della Germania, il 17% del Regno Unito, tutti Paesi che hanno molti più laureati di noi. 

A rincarare la dose arrivano le statistiche sul differenziale di stipendio tra i laureati e i diplomati che lavorano in Italia: di fatto guadagnano mediamente uno stipendio molto simile (vedi grafico qui sotto). Cosa per altro notata a livello mondiale anche dall'Economist in un recente articolo. Al contempo, Glassdoor, il sito specializzato nella comparazione di stipendi tra aziende, illustra come diverse grandi aziende stiano attivamente cercando professionisti con il solo diploma. 


Quanto vale una laurea in Italia rispetto al diploma? 
Guardando i dati tratti da diversi indicatori, si trae la conclusione che: 
  1. più laureati scappano, meno ne arrivano; 
  2. al contempo se non c'è un sistema che premia il talento, nessuno ha più incentivi a studiare all'università;
  3. se poi l'università non prepara adeguatamente per le esigenze produttive del Paese nessuno ha più incentivi a studiare all'università; 
  4. se il Paese non si adegua velocemente alle più moderne tecnologie produttive i laureati anche in materie professionalizzanti non servono e nessuno ha più incentivi a studiare all'università;  
  5. se studiare non serve, non ha senso spendere in istruzione. 
  6. si nota poi che al contempo ci sono meno laureati e meno gente si vuole laureare per cui meno gente vuole studiare, meno lo Stato spende per l'istruzione.
E se accade tutto questo, il sistema Italia cone torna a crescere?

Così in osteria ci si è divisi tra:

- chi ritiene che i laureati non servano all'economia paesana e dell'Italia perchè l'università non professionalizza i laureati. Solo l'esperienza in azienda professionalizza. Salvo poi mandare i figli ai licei (di gran lunga la scuola più comune tra i giovani morsanesi) di fatti indirizzando la prole a studi universitari futuri...
- chi ritiene che le università non preparino abbastanza e serva il ritorno alla severità di un tempo per fornire tecnici preparati alle nuove tecnologie nelle aziende più avanzate locali;
- chi ritiene che tutto sommato per la maggiorparte delle mansioni richieste dall'economia locale, a meno che non si studino economia e ingegneria (meglio se meccanica o civile) altro non serve ed è quindi molto meglio un diplomata del tecnico industriale o commerciale,
- chi ritiene che una laurea in materie socio-politico-umanistico-legali sia inutile se non adirittura dannosa perchè alimenta aspettative non realistiche e sia un percorso di studi da seguire se si è benestanti di famiglia o se si ha già un impiego futuro nello studio o azienda di famiglia,
- chi ritiene che oggi come oggi il solo diploma professionalizzante (es Perito meccatronico) basti ed avanzi e che una laurea sia inutile per trovare un lavoro che possa far realizzare una persona nel tessuto economico friulano.
- chi ritiene che in fondo dipenda dall'individuo e dalla sua volontà e propensione all'impegno e ad imparare cose nuove migliorandosi sul lavoro, di fatto ogni scelta scolastica poi sarebbe aperta senza un indirizzo specifico.
- chi ritiene che le aziende, specie quelle grandi, desiderino tecnici diplomati a basso costo e senza lo spirito critico che gli studi universitari potrebbero fornire, così da poterli plasmare e sfruttare a piacimento.

...e tra le mille e variegate posizioni, in una Morsano che da anni non esprime imprenditori under 30 e rispetto al passato sforna più liceali e laureati sottopagati o emigrati, il dibattito continua.

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Vedi anche:

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giovedì 20 dicembre 2018

Spritz VAT: di quanto aumenterà l'IVA a Morsano nel 2020 e nel 2021?


Questa e' la tabella presentata dal Governo Conte l'altra settimana alla Commissione Europea. Al punto 8 si parla di maggiore gettito IVA necessario nel 2020 e nel 2021.

Così in paese oggi si discute di quanto aumenterà l'IVA nel 2020 e nel 2021 secondo gli accordi presi dal governo. Calcolatrice alla mano, un premio a chi trova la percentuale corretta.

Nel frattempo si discute tra...

- chi dice che l'aumento sarà dal 22% al 25%
- e chi ritiene che l'Italia troverà un sistema per non aumentare l'IVA


venerdì 17 agosto 2018

Spritz Void: Se il paese che circonda Morsano cresce meno di tutti gli altri paesi europei

Questa mattina in bar si discuteva del fatto che non sta cambiando nulla: l'Italia è cresciuta meno di quasi tutti i paesi europei per due decadi ormai.

Il futuro non sembra offrire nulla di nuovo.

Così la platea dei cappucinisti e dei caffecorrettisti ha dibattuto sul fatto che non sembra più essere una questione di governo0 di destra o di sinistra ma, conti alla mano, di scala di priorità e valori applicati alla visione economica. Evidentemente tutti fallimentari fino ad oggi o quantomeno l'applicazione delle ricette economiche è stata deviata da un sistema sociale ed amministrativo inefficente. 


Anche su scala mondiale l'Italia cresce meno di tutti e quindi è un problema solo nostro, oltre alla questione dell'invecchiamento della popolazione e della denatalità (siamo secondi solo al Giappone).

Così la platea s'è divisa tra:

- chi dice che la pessima performance della crescita sia dovuta a fattori esterni (Europa, Euro, multinazionali, Soros etc), insomma, la colpa è sempre e comunque di altri;

- e chi ritiene che siano gli italiani a non voler cambiare, fortemente ancorati alle posizione di rendita, alle pensioni immeritate, all'eterno "contributo pubblico",  al lavorare poco e ad essere mantenuti il più possibile (es. non si trovano tornitori ma ci son migliaia a fare i concorsi pubblici anche per mansioni infime).

...e nel declino conclamato ed ignorato, il dibattito continua

giovedì 5 luglio 2018

Spritz Graduates: per lavorare a Morsano (e in Friuli) una laurea è superflua?

Il libro sull'esperienza a Londra nella City
di un ingegnere friulano
I fatti parlano chiaro: ci sono 5 morsanesi laureati e alcuni pure masterizzati, che sono emigrati all'estero per fare un lavoro allineato al titolo per il quale han studiato (e son tutti in Gran Bretagna).

La domanda che in osteria ci facciamo è se, per lavorare a Morsano di Strada, provincia di Udine, Friuli, nell'anno domini 2018, la laurea sia inutile. Anzi, sia pure dannosa.

La testata giornalistica online, "Linkiesta" nel suo "Per lavorare in Italia una laurea è superflua" sottolinea come solo per il 21% dei lavori in Italia pare servire un’istruzione universitaria. In Finlandia si sfiora il 50%.

La questione è stata dibattuta anche a "I conti della Belva" su Radio24 di 17 febbraio 2018 "Chi investe in Italia - Laureati per le imprese".

Generalmente si tende a concludere che c'è un misto tra:
- tipologia di produzione, in molti, e forse troppi casi, di natura tradizionale e poco innovativa che richiede bassa specializzazione tecnica e scientifica,
- alla dimensione delle imprese, troppo piccole per finanziare ricerca e sviluppo,
- alla mentalità degli imprenditori che per caratteristiche generazionali, età e loro mancanza di un titolo di studio formale, non han mai dato peso all'istruzione accademica.

Il secondo libro 
La questione poi si intreccia con la bassa produttività delle piccole e spesso medie imprese italiane rispetto alle imprese di grandi dimensioni. C'è poi anche un discorso contrattualistico e salariare che ad oggi penalizza sia i giovani che le persone qualificate impiegate in aziende che non han strumenti per gratificare le competenze piuttosto che gratificare l'anzianità di servizio.

Insomma, tra economisti, giuristi, sociologi e pure antropologi, c'è di che discutere su quella che è la morale della favola: 5 morsanesi con tanto di laurea non solo sono andati a vivere e lavorare fuori paese (cosa comunque comune già dagli anni Settanta quando iniziarono a vedersi i primi laureati a Morsano di Strada) ma son finiti all'estero, quindi fuori dal sistema Friuli e sistema Italia.

La domanda che tra uno spriz e una patatina ci si fa è se questo sia un dato di fatto inarrestabile o se sia solo una questione temporanea di questo particolare momento storico. Così la platea s'è divisa tra:

- chi ritiene sia una questione temporanea e alla fine questi laureati torneranno per fare impresa o per lavorare come professionisti in zona Friuli,

- e chi dice che ce li siamo giocati per sempre come ci giochiamo 300mila (sic!) giovani italiani che emigrano all'estero ogni anno senza possibilità che tornino (visto che tra l'altro chiedono la cittadinanza nel paese estero appena possono rispetto agli emigrati anni '50 che han sempre conservato quella italiana e basta. Curioso no?)

...e tra una valigia di cartone e una Samsonite di plastica, il dibattito continua

venerdì 9 febbraio 2018

Spritz Jobs: che lavoro faranno i morsanesi del 2030?

"Il lavoro del futuro: cosa conviene studiare" è il tema del giorno nei circoli intellettuali della Milano da bere che guarda al futuro dei figli. La Morsano che beve, molto, si fa le stesse domande.


Dicono a Davos che...
  • Il mercato del lavoro è in rapida trasformazione, e che nelle mansioni si sta realizzando un enorme turn over di competenze a livello mondiale. 
  • Entro il 2020 si prevede la perdita di 7.1 milioni di posti di lavoro, la maggior parte nei ruoli amministrativi. 
  • Contemporaneamente però ci sarà anche un incremento fino a 2 milioni di posti di lavoro nelle professioni del settore delle tecnologie, della matematica e dell’ingegneria. 
  • Tra i posti perduti e quelli guadagnati, resta un “buco” di 5,1 milioni di posti di lavoro. 
  • Il 65% dei lavori che faranno i bambini di oggi, ancora non esistono. 
  • Entro il 2033, i settori in cui la manodopera rischia più di essere sostituita dalle macchine riguardano l’agricoltura e la pesca, la manifattura e in maniera importante il commercio. 
A Morsanos si pensa che molto probabilmente i lavori del futuro seguiranno i processi inarrestabili legati a:
  • la tecnologia informatica, delle telecomunicazioni, internet, 
  • l'e-commerce, 
  • l’invecchiamento della popolazione, 
  • il riscaldamento globale. 
D'altronde, a Morsano, un perito o un ingegnere disoccupato non si son mai visti e a ben guardare quello che i morsanesi studiano, da bravi figli di piccoli borghesi con una forte radice culturale contadino, pratica e senza troppi sfronzoli, gli studi tecnici han sempre goduto di ottima reputazione. Al massimo si dibatte sul quando affrontare gli studi tecnici: subito alle scuole superiori o attendere fino all'università. Poi, un lavoro verrà fuori.

Resta sul piatto della bilancia il problema della digitalizzazione dell'Italia che è in fondo alla classifica Europea e Morsano di certo non eccelle. 

martedì 16 gennaio 2018

Spritz Home Work: i compiti per casa andrebbero aboliti?


La domanda che tutti si fanno a Morsano di Strada e': i nostri ragazzi hanno troppi compiti per casa? L'esempio che arriva dalla Finlandia, che ha le elementari e superiori migliori al mondo, porta a pensare che si possa essere al top SENZA dare compiti per casa (o dandone raramente).

La platesa s'e' divisa tra chi dice che la cosa e' possibile ed ha un senso se l'intero sistema scolastico e' riorganizzato sul modello finlandese, e chi ritiene che sia una corbelleria non dare compiti a casa e pazienza se le domeniche son sacrificate sui libri anche in giovanissima eta'.

...e il dibattito continua 

lunedì 18 dicembre 2017

Spritz Executives: nei Consigli d'Amministrazione delle Banche Locali il giovanotto è il più bravo o è semplicemente il figlio del notabile?

Il Corriere della Sera questa mattina propone un articolo di Fubini che titola così:
Lunga tradizione. Ritratto del notabile Giovanni
Agostino della Torre con il figlio
,
National Gallery, Londra. 

Banche italiane, la vera questione è il «modello Matusalemme»: incarichi ai «soliti» per 446 anni "In 13 istituti sempre gli stessi nomi al vertice. E ruoli che passano di padre in figlio. La fotografia dei rapporti di potere locali, ossificati e debilitati dai conflitti di interesse".

In bar, tra un capuccino e due grappini si è scatenata la bagarre sui consigli d'amministrazione delle banche locali tra...

- chi sostiene che i soliti noti stanno dietro le quinte emanando figure fantoccio piazzati lì non perchè han una laurea in finanza alla Bocconi e dieci anni alla HSBC a Londra ma semplicemente perchè emanazione, anche filiale, di qualcuno. Il risultato è una generale performance mediocre, costi più alti e conflitti d'interesse dietro ogni angolo, 

- e chi sostiene che se il sistema ha retto i secoli e continua, bene o male, a reggere vuol dire che la gestione, in qualsiasi modo essa sia stato cotruita, non è poi così male ed è giusto continuare così.

... il dibattito continua pensando ai soliti "figli di" 

martedì 21 novembre 2017

Spritz Childless: la responsabilità per l'arrivo di immigrati dall'Africa è delle italiane che non fan figli?

Oggi in bar la grappa corretta caffè ha riscaldato gli animi almeno quanto il titolone del Messaggero Veneto:

Sempre meno figli nelle famiglie friulane: poche Pimpe e troppe Pippe

L'equazione è molto banale: "i numeri chiari ed inequivocabili ci dicono che ci servono gli immigrati perchè la popolazione è in calo e dobbiamo riempire i posti mancanti sul lavoro e in società con l'immigrazione". Per inciso, con i tassi di natalità e pensionamento attuali, entro i prossimi 30 anni, ci servirebbero 15 milioni di persone in più del saldo naturale per mantenere la popolazione agli attuali livelli produttivi e di vita sociale. In Giappone, che ha una crisi democrafica simile all'Italia, le case dei centro città cadono a pezzi perchè muoiono gli anziani e non han eredi diretti.

Andando alla radice della questione, se l'immigrazione di massa è considerata in toni positivi da più parti è perchè la popolazione è in calo. Se la popolazione non fosse in calo, chi è a favore dell'immigrazione, perderebbe il sostegno dell'argomento principale a favore dell'immigrazione.

La popolazione, per essere in calo significa che la natalità è crollata e non si fanno almeno 2 figli a coppia. Per di più ci son "vedrans" e "vedranis", senza figli per scelta, più che in ogni altro periodo storico.

Al che, è scattato il morsanometro:
  • Quante coppie (over 40) ci sono a Morsano con meno di due figli? 
  • Quanti ultra quarantenni morsanesi son senza figli ci sono?
(fatevi voi i conti, è facile)

La risposta aiuta a capire come relazionarsi con l'immigrazione. Ovvero: se siamo pieni di bambini, allora l'immigrazione (di massa) non serve e non servirà. Se invece constatiamo che non ci son bambini, allora, volenti o nolenti, l'immigrazione serve e servirà.

La questione su "che tipo di immigrati" servano (età, grado di istruzione etc) è un'altra questione che qui non c'entra col punto in discussione.

Così la platea s'è divisa tra:

- chi ritiene che l'egoismo (voglia di far festa piuttosto che cambiare pannolini e prendersi responsabilità genitoriali), l'incapacità di giudizio (mi dedico alla carriera poi faccio figli... ma che carriera?!? qui non vediamo amministratori delegati di aziende quotate al Nasdaq) e l'incapacità (di programmare la propria vita) stiano alla base della poca natalità e del conseguente calo demografico. Quindi, chi non ha almeno due figli dovrebbe stare zitto quando si parla di immigrazione e prendersi la colpa dell'immigrazione. In silenzio.

- e chi ritiene che a Morsano i figli non si facciano per le politiche anti-famiglia di chi ha governato l'Italia negli ultimi trent'anni, governanti che al contempo spingono per favorire l'immigrazione da paesi poveri che, inevitabilmente, han popolazioni più giovani. La causa della poca natalità non è quindi dei morsanesi e delle loro scelte ma della classe dirigente. Quindi, anche chi non ha figli può avere un'opinione forte sulle questioni legate all'immigrazione.

...e con il bromuro nella minestra, il dibattito continua


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Il commento Sul Messagero Veneto 
"Sempre meno figli in Friuli, una generazione che ha paura di amare"
Dai, ammettiamolo, fuori dai denti e senza troppo politically correct: i figli sono una rottura di balle. I figli ti costringono a ridisegnare completamente la tua vita, a cambiare i tuoi tempi. E costano. Ma con questo atteggiamento ci siamo trasformati in eterni Dorian Gray e lasciamo che a invecchiare sia il quadro, cioè la carta d’identità, il segno anagrafico.di Enrico Galiano

e altri post sul tema:

giovedì 1 settembre 2016

domenica 5 novembre 2017

Idee Morsaniche: che sia giunta l'ora di educazione finanziaria nelle scuole?

Le Popolari Venete (Popolare di Vicenza e Veneto Banca) e le banche del Centro Italia (Banca Etruria, MPS etc) sono state materia di cronaca finanziaria per anni e un certo numero di morsanesi, ci han rimesso parte dei loro risparmi. In particolare, in paese, ha colpito la questione della Banca Popolare di Vicenza. 

Detto questo, parlando in bar si constata come ci sia una generale disinformazione sul mondo della finanza spicciola, quella del dove depositare un piccolo gruzzoletto o i risparmi di una vita da gente comune.

Ci sono diversi fattori che contribuiscono al panico ed alla disinformazione totale. L'offerta di certo non aiuta: servizi finanziari evoluti non ce ne sono o comunque sono a disposizione di pochi individui piuttosto che delle persone comuni. La fanno da padrone le banche che tendono ad avere tutte servizi molto simili e costi molto simili. Il modello generalmente é il seguente:

- l'impiegato di banca offre quello che gli viene ordinato di offrire dai suoi superiori e non necessariamente quello di cui il cliente ha bisogno (che la banca potrebbe non avere) 
- ogni mese c'e' un prodotto finanziario particolare che va venduto indipendentemente dalle esigenze specifiche del cliente e quindi viene consigliato a tutti
- s'e' piú volte verificato che se si chiede all'impiegato in banca un prodotto diverso, cade dalle nuvole e ti guarda come un alieno (é meglio fare certe operazioni sul conto Lussemburghese) 
- ci sono commissioni palesi e commissioni nascoste
- La differenza tra tenere i soldi sotto il materasso o metterli in uno dei prodotti "del mese" é troppo spesso nulla in una prospettiva di medio termine visti i costi bancari palesi e non.  
- il controllo sul sistema bancario e finanziario italiano é quello che é (e per amor di pace non diciamo nulla di piú di quello che una commissione parlamentare guitata da Pierferdinando Casini possa appurare). 
- Le banche, anche dopo fusioni e acquisizioni, piuttosto che licenziare, come sarebbe necessario per evitare doppioni e sovrapposizioni di ruoli e contenere i costi, tengono tutti i dipendenti e scaricano i costi ai propri clienti
- Le spese bancarie italiane sono tra le piú alte d'Europa (sia in termini di tasse, inesistenti in tanti altri paesi, che in termini di spese esplicite e nascoste - come i giorni di valuta)

Il lato offerta io e te non lo cambiamo, al massimo possiamo evitarlo senza criticarlo troppo perché non si sa mai di chi puoi aver bisogno nei piccoli paesi. 

Quello sul quale si puó agire é il lato domanda, ovvero di chi chiede i servizi finanziari alle banche. 

Il ragionamento, piú raffinato di quanto si potrebbe fare qui, lo fa NoiseFromAmerika nel post di L'AVVELENATA: "Sui buoni consigli per gestire il risparmio" del 3 novembre 2017 a cura di  Massimo Famularo. 

Considerato che se il risparmiatore si fa gabbare, oltre a perderci soldi lui (e son cazzi suoi), rischia di perderli la collettivitá (e son cazzi nostri) se governi piú o meno avveduti decidono di spendere 20 miliardi per salvare banche in crisi (come ha fatto il governo Gentioli). Urge dunque pensare ad una diffusa educazione finanziaria. Quantomeno di base. 

Conclusioni: sulla base dei discorsi in bar e la relativa ignoranza finanziaria appurata, si ritiene sia giunto il momoento di introdurre nelle scuole (della zona, per cominciare) alcune lezioni ad hoc per diffondere nozioni elementari in merito alla diversificazione del rischio come parte del set di base di compenenze di cui ogni individuo adulto ha bisogno per comprendere il mondo che lo circonda.

Niente discussioni accademiche, solo rudimenti di matematica, statistica, economia  e un bel pò di esempi pratici. Al limite, anche circoli culturali e associazioni paesane dovrebbero pensarci su. 

Qualcuno raccoglierá l'idea? 

Spritz Landings: in tempi di crisi, puó bastare la solidarietá?


venerdì 6 ottobre 2017

Spritz Speed Bump: i dissuasori servono o no?

Dice il Messaggero Veneto di oggi 6 ottobre 2017: "Viabilità a Udine: dossi e rotonde hanno ridotto gli incidenti. In 7 anni le persone ferite sono diminuite del 38%. Pizza: eliminati la maggior parte dei punti critici".
Si sottolinea come gli incidenti siano diminuiti e sebbene  sia difficile spiegare con un’unica motivazione questo miglioramento, ma al di là dei controlli e delle multe l’assessore alla Mobilità del comune di Udine, Enrico Pizza è sicuro che hanno giocato un ruolo fondamentale le rotonde e i dossi sistemati in zone strategiche con l’obiettivo di costringere gli automobilisti a ridurre la velocità.

Così il bancone del bar s'è diviso tra:

- chi ritiene che i dissuasori (i dossi artificiali) siano cosa buona e giusta ed andrebbero messi nelle strade più pericolose dei paesi,

- e chi ritiene che siano dannosi in caso di emergenze (es per le ambulanze) e che tutto sommato non siano utili.

...e il dibattito continua

domenica 24 settembre 2017

Centri Commerciali: è finita la loro era?

In paese se ne parla spesso mentre si beve uno spritz e si polemizza su i vari affari del mondo: l'epoca dei centri commerciali è ormai tramontata in favore di esperienze d'acquisto diverse.

Ieri, 23 settembre 2017, il Corriere della Sera titolava: "Crisi dei grandi centri commerciali, ora il Trentino li mette al bando". Così, mentre secondo alcuni analisti circa 400 dei circa 1.100 centri commerciali in America chiuderanno nei prossimi anni, Trento ha deciso di bandire i punti vendita sopra i 10 mila metri quadrati per la salvaguardia del suo territorio.

Ogni volta che se ne discute al bar di Morsano, qui si fa un post:
Il nocciolo della discussione è sempre quello: perchè continuano ad espandersi i centri commerciali in Friuli VG quando la tendenza dell'acquisto sembra andare in direzione opposta? 

...e si continua a dibattere in attesa di decisioni dall'alto


PS epico fu quel pesce d'aprile...


giovedì 31 agosto 2017

Spritz Humanities: i giovani con attitudini umanistiche hanno una disabilità sociale?

Disoccupati a numero aperto?
Ci son diversi crucci che un genitore ha quando vede crescere i propri figli. Ha un bel carattere? Sapra' cavarsela emotivamente in situazioni difficili della vita? Sa nuotare? Saprá relazionarsi bene in societa'? Troverá un buon lavoro? ecc.

Non si puó avere il figlio che vinca tutte le sfide di cui sopra e tanto dipende dalla combinazione di genotipo e fenotipo ovvero dai geni e dall'ambiente in cui cresce. Non a caso si nota spesso, usando il morsanometro, che in paese i figli degli statali tendono a fare i dipendenti pubblici, i figli delle partite IVA tendono ad aprire una partita IVA, i figli di genitori "de sinistra" tendono a cercare posti di lavoro lontani dal rischio d'impresa, i figli di chi ha la casa di proprieta' tendono a farsi una casa, i figli d'affittuari, magari in case popolari, tendono ad essere affituari e cosí via.

Mentre il fenotipo influenza molte delle scelte e molto di quello che i giovani sceglieranno di essere e fare nella vita, tanto incide pure la genetica. Se si ha la predisposizione per la scienza o per la tecnologia si é diversi nel campo delle passioni e degli interessi rispetto a chi ha una predisposizione per la sfera umanistica o sociale.

Ora, al bancone del bar si discuteva sulle scuole che i ragazzi dovrebbero fare dopo le medie. La tavola degli spritz si é presto divisa tra...

- chi ritiene che i ragazzi debbano seguire le proprie inclinazioni perché altrimenti rischierebbero di fare qualcosa senza troppa passione che ne minerebbe la volontá di proseguire e un futuro professionle ricco di soddisfazioni. Cosí, se a un giovane non piace la matematica e non riesce  digerire le materie scientifiche, non ha senso forzarlo ad andare a fare studi tecnici ma si dovrebbe assecondare la passione letteraria con studi umanistici al liceo classico o al liceo umanistico. Poi, una volta formato con gli studi che ha voluto fare, trovera'un lavoro che lo soddisfi.

- e chi ritiene che in una societá dove la stragrande maggioranza della gente non fa lavori per i quali ha studiato tanto vale studiare qualcosa che serva nella maggiorparte dei lavori che, a ben guardare, richiedono competenze tecnico-scientifiche mentre i lavori puramente umanistici sono una forte minoranza. Inoltre la maggiorparte delle facoltá universitarie ha a che vedere con la tecnologia e la scienza (ergo con la matematica) pertanto é importante avere una preparazione scientifica e matematica a prescindere. Di fatto, anche le professioni tradizionalmente umanistiche come avvocato o giornalista, oggi richiedono conoscenze scientifiche e tecnologiche (es. scienze forensiche, informatica applicata alla comunicazione ecc.). Liceo scientifico, itstituti tecnici e professionali son le uniche scelte che danno una base necessaria per il vivere moderno. In definitiva, avere attitudini prettamente umanistiche e non voler affrontare lo scoglio matematico-scientifico significa avere una disabilitá sociale.

...e il dibattito continua su questa piattaforma tecnologica

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Leggi anche: Aboliamo il Classico!

giovedì 27 luglio 2017

Spritz Retirement: gli immigrati di massa e non qualificati, ci pagheranno le pensioni?

Da un lato Emma Bonino che rilascia queste dichiarazioni "Migranti, Emma Bonino: “Siamo stati noi tra 2014 e 2016 a chiedere che gli sbarchi avvenissero tutti in Italia”. "All’inizio non ci siamo resi conto che era un problema strutturale e non di una sola estate. E ci siamo fatti male da soli", ha spiegato l'ex ministra degli Esteri del governo Letta, evocando un accordo mirato a far sì che le operazioni fossero coordinate da Roma".

Cosa che ha fatto reagire le parti politiche opposte al PD
Grillo: "Renzi è il responsabile del disastro immigrazione". Renzi: "Gli accordi in vigore sono stati firmati da Berlusconi".

Allo stesso tempo, inizia a venir fuori la tesi secondo la quale sia stato il governo Renzi ad aver dato l'OK per ricevere sulle nostre coste i migranti in cambio di flessibilità sui conti pubblici (Il baratto di Renzi con la UE: tutti i migranti in Italia in cambio di flessibilità sui conti).

Allo stesso tempo, per coincidenza, Boeri, il capo dell'INPS nominato in quella posizione durante il governo Renzi, nella sua relazione annuale ha sottolineato che "se chiudessimo le frontiere agli arrivi dei migranti extra-comunitari il nostro sistema pensionistico si troverebbe in grosse difficoltà".  Secondo una simulazione fatta dai tecnici dell’istituto, da oggi al 2040 l’INPS perderebbe in totale 38 miliardi di euro. In questa circostanza lo Stato dovrebbero far fronte alla perdita recuperando tramite la fiscalità generale – cioè aumentando le tasse – quasi due miliardi di euro ogni anno per 22 anni. «Insomma, una manovrina in più da fare ogni anno per tenere i conti sotto controllo», ha detto Boeri durante la presentazione del rapporto. (vedi "Gli immigrati che ci pagano le pensioni"). 

Al che al bar si sono subito sollevati gli scudi del dibattito dividendo la platea tra:

- chi ritiene che Boaeri ha ragione e che gli immigrati ci pagheranno le pensioni e quindi van fatti entrare il più possibile;

- e chi ritiene che i migranti NON ci pagheranno le pensioni sulla base del seguente ragionamento (di autore anonimo e che circola via whatsapp): 

Questa è la busta paga di un lavoratore straniero con moglie priva di reddito e tre figli a carico.
I contributi Inps che vengono versati all'Inps dall'azienda sono 479 euro (di cui 349 euro a carico dell'azienda) ma al contempo, l'Inps versa al lavoratore 317 euro per gli assegni familiari; inoltre il lavoratore ottiene dal fisco uno sconto per detrazioni fiscali per 260 euro quindi non versa un euro di tasse e in aggiunta riceve anche gli 80 euro.
Quindi sommando importi a debito e a credito questo lavoratore allo Stato non versa nulla ma, al contrario, prende. Infatti 479-317-260-80= -178 Tanto è vero che la sua retribuzione netta è superiore a quella lorda.
Ecco questa è una busta paga tipica di un lavoratore dipendente immigrato, quelli che ci pagheranno le pensioni.
C'è poi da considerare che oltre a non versare ma a prendere, infatti la sua rertibuzione netta è addirittura superiore a quella lorda, i suoi tre figli e la moglie utilizzeranno il welfare (scuola, asili nido, sanità).
Tra l'altro molti riescono ad autocertificare familiari a carico che vivono però all'estero.
Le gestioni INPS ed Erario vengono gestite dallo Stato in modo separato, ma quello che conta è che se verso nel settore contributivo ma prendo dal settore assistenza e fiscale per un importo superiore, alla fine lo Stato da te non prende ma versa.
Questo lavoratore non versa un euro allo Stato grava sul welfare con il suo nucleo familiare di 5 persone usufruendo dell'assistenza sanitaria gratuita, asili nido, abitazione del Comune, scuola pubblica.
Ripeto non versando un euro allo Stato, ma a carico del contribuente italiano, figuriamoci se può pagarci la pensione.
Io non voglio pensare che i politici siano in malafede ma voglio credere che non siano informati su queste "cose che hanno a che fare con i numeri" e che quindi siano convinti che facendo entrare immigrati che hanno redditi bassi e nuclei familiari numerosi che gravano sul welfare ritengano che ci pagheranno le pensioni. Ma non è così.

Ci potrebbero essere immigrati che pagano le pensioni: ad esempio se un ingegnere straniero arriva in Italia con moglie anche lei che lavora e tre figli a carico, se guadagna 60.000 euro lordi e la moglie 30.000 euro lordi non otterrà assegni familiari non avrà sconti fiscali e anche se utilizzerà servizi pubblici li pagherà attraverso i versamenti. Questo è il genere di immigrati che dovremmo incentivare una immigrazione qualificata che apporta valore aggiunto e know-how.

...e il dibattito continua

sabato 15 luglio 2017

Sprits HotSelfie: le donne morsanesi oggi seducono con i selfie hot?

L'uomo é vanitoso piú della donna. La donna si fa i capelli, si mette il rossetto e si fa bella per piacersi e per piacere e la cosa finisce li, nel binario della propria avvenenza. Una vanitá legata alla propria bellezza e capacità di far perdere la testa a chi la circonda.

L'uomo invece, é portato alla conquista di piú donne possibile per affermare o riaffermare se stesso ed il suo ancestrale ruolo di impollinatore di molti fiori. La vanitá qui é duplice: contano sia il numero di fiori che la qualitá dei fiori. 

Cosí, é comune in osteria condividere le storie di conquiste, piú o meno vere, piú o meno probabili. L'uomo da Spritz lo fa da sempre, sia da giovane che racconta le conquiste nelle discoteche alla moda, sia da scapolone che conosce ogni angolo del "Welcum", sia da super-fidanzato o da sposatissimo mentre sfoggia le foto hot ricevute via whatsapp da qualche amica più o meno occasionale.

La gara ancestrale tra chi ce l'ha più lungo, oggi si esprime nella sfida a chi ha più foto hot su whatsapp. Foto spedite da amiche più o meno occasionali che per chidere "quando ci vediamo" inviano una foto che di certo non invita a vedersi per disquisire di Hegel e Schopenhauer.

Così, il dibattito s'è scatenato tra gli avventori che condividono con orgoglio maschile le conversazioni e soprattutto le foto hottissime su whatsapp, tra:

- chi ritiene che questa sia la vera liberazione delle donne le quali possono fare esattamente quello che gli uomini han fatto dalla notte dell'umanità: gareggiare a chi acchiappava più partner possibilmente nel minor tempo possibile: mandare una foto hot risolve molti problemi di lungaggini e si arriva subito al dunque;

- e chi ritiene che è un sistema rischioso per andare a cercar fastidi alle volte creando più spavento in chi le riceve che soddisfazione...

...e lo scambio di storie e testimonianze fotografiche in bar continua 

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