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lunedì 28 giugno 2021

Militari Morsanesi che parteciparono alle Guerre Risorgimentali

Grossa novitá per gli amanti della storia d'Italia e della storia locale: è stato creato un archivio digitale con i nomi di 640.000 soldati di tutta Italia che parteciparono alle guerre del Risorgimento: https://www.solferinoesanmartino.it/progetto-torelli/progetto-torelli-risultati/

I nomi sono elencati per comune di appartenenza e quindi e' visibile anche Castions di Strada. Dall'elenco di castions abbiamo estratto tre morsanesi. Di particolare interesse Giuseppe Strizzolo che, incrociando i dati con l'archivio parrocchile di Morsano, riult essere l'unico sopravissuto di diversi fratelli maschi figli di tale Michele Strizzolo (che noi sappiamo essere classe 1805) che arrivando da Bicinicco fu il capostipite dei vari rami della famiglia Strizzolo a Morsano. Tra tutti i fratelli fu solo Giuseppe (classe 1844) ad avere figli di cui diversi maschi (se la memoria non ci serve male circa otto figli). 

Ricordando che Morsano divenne Italiana nel 1866, é interessante che Giuseppe Strizzolo avesse prtecipato alle guerre risorgimentali (nel 1866 ha 22 anni) nel Regio Esercito Italiano e per di piú nei granatieri (forse era alto e di bell'aspetto). 

Una curiositá ulteriore, suo padre Michele aveva sposato Caterica Cecchini, in friulano "Cechin" facilmente mutuato nella parlata locale in "Zichin" o "Çechin" che fino ai giorni nostri definisce il soprannome una buona parte degli Strizzolo morsanesi, "chei di Cichin". 

Sattolo e Satul anche loro sono menzionati (verosimilmente Satul potrebbero essere della stessa casata). La "Legione Galateo" era un reparto militare italiano composto da disertori giá inquadrati dall'esercito austriaco. Verosimile che il nostro fosse un patriota giá militare sotto i colori dell'Austria. 

Qui da wikipedia: "La Legione Galateo venne ufficialmente formata il 23 marzo 1848, a seguito della proclamazione della Repubblica di San Marco. Venne costituita a Treviso dai disertori del terzo battaglione del KK IR 16 "Conte Zannini "[2]reggimento austriaco che reclutava nelle province di Treviso, Venezia e parte del Vicentino.[3] I disertori si radunarono il 27 marzo attorno all'ufficiale bolognese Giuseppe Galateo, che divenne maggiore di tale corpo, composto inizialmente da 6 compagnie. Nei giorni successivi il corpo verrà diviso in più distaccamenti così ripartiti:[4] 




lunedì 4 gennaio 2021

Quando a Morsano c'era la squadra di ciclismo: la "GSR Morsano" negli anni '60-'90

 


E' saltata fuori questa foto, pubblicata su un giornale locale negli anni '70. Si tratta della mitica squadra di ciclismo che per diversi anni movimento' il panorama sportico della zona. Indimenticabili le gare di ciclismo dei ragazzi durante la festa del perdon paesano. 

martedì 2 giugno 2020

Numeri Utili: Risultato del Referendum per la Repubblica per Regione (1946)

La nascita della Repubblica Italiana avvenne a seguito dei risultati del referendum istituzionale di domenica 2 e lunedì 3 giugno 1946, indetto per determinare la forma di stato da dare all'Italia dopo la seconda guerra mondiale.

I risultati per zona geografica furono questi:

All'epoca non si parlava di "regioni" perchè non esistevano nella forma amministrativa che conosciamo oggi. 

giovedì 20 febbraio 2020

Storia: un documento del 1236 relativo alla chiesetta di S. Pellegrino sulla Stradalta



Ci han segnalato questo interessante documento storico. Si tratta di un documento del 1236 relativo alla chiesetta di S. Pellegrino sulla Stradalta. Come risulta dall'edizione, il documento doveva essere mutilo in alcune sue parti (ci sono diverse lacune), ma da quello che si può leggere, si tratta di una composizione arbitrale per una lite territoriale che era sorta fra Castions di Strada, villa sotto la giurisdizione del Capitolo di Aquileia, e la villa di Chiasiellis, sotto la giurisdizione del monastero benedettino femminile di Aquileia ("super lite et controversia territorii que vertitur inter villam de Castellono de Strata que est villa canonicorum Aquilegensium ex una parte et villam de Caselis que est claustri sancte Marie monialium Aquilegensis ex altera").

Vengono quindi nominati degli arbitri per dirimere la questione, due per ciascuna parte, nelle persone di Leonardo (tesoriere del capitolo di Aquileia) e Leonardo Covfen canonico aquileiese e i laici Ottavio di Attems e Pietro gastaldo di Chiarisacco, questi ultimi scelti dal patriarca di Aquileia.


Altro non si riesce a desumere dal documento, se non che "(...) cum illis de Castellono et Morsano pascolubant ad invicem in pace..." (ossia, la vertenza riguardava probabilmente l'utilizzo per pascolo dei terreni comunali promiscui fra le due comunità di villaggio, e quindi, fra le due giurisdizioni).

Ringraziamo lo storico per la condivisione!

venerdì 23 agosto 2019

La tomba di due partigiani di Castions di Strada


Un interessante caso storico è emerso da una visita al cimitero di Castions di Strada da parte di un nostro paesano sempre attento alle vicende storiche locali.

Entrando si nota una tomba che racchiude le spoglie di due partigiani. Da una lettura delle rispettive lapidi, si evince come uno fosse stato un partigiano aderente alla Brigata "Osoppo" i cui volontari avevano ispirazione laica liberale o socialista e/o cattolica, ed uno alla Brigata "Garibaldi" organizzata dal Partito Comunista Italiano.

Come mai due partigiani di due orientamenti così diversi nella stessa tomba?

Si possono fare diverse ipotesi e probabilmente negli archivi comunali o parrocchiali c'è la risposta. Per ora, dalle prime informazioni raccolte, si conclude che nel ,dopoguerra, avendo l'ANPI (o anche l'Amministrazione Comunale) a disposizione le spoglie dei due, da qualche parte del cimitero, decise di fare loro una tomba nuova e comune sepoltura.

Il posto dove sono ora collocati è di -relativamente- recente individuazione cimiteriale; infatti, le spoglie vecchie - magari come le loro - o quelle senza parenti o di cui si ignora la provenienza sono da sempre state collocate sulle pareti del muro di cinta cimiteriale. Da tempo però, questa pratica non si adotta più.

Quindi, è plausibile che si sia ritenuto di compiere un gesto di natura "politica", unendoli in un'unica sepoltura.

Resta da chiarire chi può aver pagato il posto, la tomba e i lavori. Non è nemmeno dato sapere quale fosse la collocazione cimiteriale prima di allora e come la pensassero i parenti. 

giovedì 22 agosto 2019

Quando Morsano era identificato dalla Chiesa di San Pellegrino (fine '500)



Ci è stata segnalata questa curiosità, già nota ai morsanesi che si recano a Roma ma ora corroborata da foto: Musei Vaticani c'è un passaggio obbligato verso la Cappella Sistina che espone il visitatore ai dipinti murari che vedete qui sopra. Si tratta della Galleria delle Carte Geografiche e le mappe sono datate 1580-1585.

Fa specie che l'abitato di Morsano si identificato con la chiesa che all'epoca si trovava sulla Napoleonica, circa all'altezza dell'attuale incrocio con la strada che porta a Chiasiellis, San pellegrino appunto. Si sa che all'epoca e fino a fine Settecento, la chiesa era luogo di fiere annuali e di una contesa alternanza di feste votive tra le comunità di Morsano, Castions e Gonars. Era teatro di risse e attenzione da parte delle autorità Veneziane (all'epoca si girava come i Bravi di Don Rodrigo, con spade e coltellacci). 

Da notare che il San Pellegrino cui si fa riferimento qui, pare non sia un santo ufficiale della Chiesa Cattolica e fa riferimento ad una figura mitologica della devozione popolare ovvero a "San Pellegrino in Alpe" un eremita da cui poi prese il nome un santuario in Toscana nelle Alpi Apuane che si trova proprio nel paese di San Pellegrino in Alpe (Lucca).  

Le immagini qui sopra sono una bella testimonianza del nostro passato.  

lunedì 27 maggio 2019

Dopo 214 anni un morsanese è di nuovo eletto sindaco!

Per la prima volta nella sua storia, il comune di Castions di Strada sarà retto da un sindaco-eletto nativo e residente a Morsano di Strada: Ivan Petrucco. 

In passato c'era stato per un breve periodo un altro sindaco di Morsano, Valter Vecchiato: s'era trattato di un subentro dopo la prematura scomparsa del sindaco in carica. 

Questa volta il candidato sindaco morsanese ha capitanato una lista ed ha vinto le elezioni comunali (vedi dati) ed è diventato in pratica il primo sindaco morsanese direttamente eletto alla carica... dai tempi di Napoleone.

Sono passati ben 214 anni, dal 1805, quando la vicinia di Morsano di Strada Alta ("Vicinia" cioè l'assemblea dei capifamiglia, convocata per la trattazione degli affari paesani più importanti) vide l'ultimo "Degano", il capo, che si faceva chiamare "Sindico". Si trattava di Domenico Battistutta, che, come ci dicono gli atti dell'epoca, era aiutato nell'amministrazione dall'anziano Antonio Mugani e dal Segretario Florean Vidotto.

L'assemblea della Vicinia non era propriamente eletta perchè era la rappresentanza dei capi famiglia, però al suo interno eleggeva il "Degano". Si può quindi dire che è da allora che non si erano avuti dei "sindaci morsanesi" propriamente eletti alla carica apicale dell'amministrazione del paese.

A coronare i due secoli di attesa c'è anche la composizione del consiglio che include 6 morsanesi, quindi un terzo dell'assemblea (a seguito anche dell'elezione di una consigliera d'opposizione di Morsano). Il paese oggi ha circa un quarto della popolazione. 

A coronare questo ciclo vincente per il paese c'è l'elezione a consigliere nella vicina Gonars di un morsanese di nascita dove un  ha ottenuto il terzo più alto numero di preferenze nella lista vincente (128).      








lunedì 11 febbraio 2019

Come era Morsano nell’Ottocento? C'è la Googlemaps con le mappe del 1800.


Come erano Italia ed Europa nell’Ottocento? Ecco «Mapire», Google Maps in versione vintage,
realizzato dalle istituzioni scientifiche di Austria, Ungheria e Croazia, permette ora di ammirare come apparivano le città dell’Impero asburgico.


In questo sito si possono vedere grossomodo i confini dell'Impero nel 1818-1829, dopo la Restaurazione quando gli Austriaci tornarono nel Nordest italiano e ricoccuparono i territori che furono prima Veneziani e poi Napoleonici.

La "Napoleonica" si chiamava "Stradalta per Palma" e Morsano ancora non aveva il suffisso "di Strada".   


Per vedere Morsano cliccate qui.

martedì 25 dicembre 2018

Angolo di Storia: il giorno in cui arrivarono gli Austro-tedeschi a Morsano nel 1918

Nell'ottobre 1918, dopo Caporetto, si riversarono gli occupanti austro-tedeschi sulla pianura friulana. Questa cartina (la cui riproduzione fedele è) esposta alla mostra sull'occupazione del Friuli nella Grande Guerra nella chiesa di San Francesco a Udine (Dicembre 2018-Gennaio 2019) indica il 29 ottobre come la data in cui anche Morsano si ritrovò sotto il gioco dell'occupazione nemica. 














Spritz Napoleon: la leggenda del quadro di Napoleone si riferisce a Bonaparte o a Napoleone III?

Era questo quadro di Napoleone Bonaparte nel 1797?
A Morsano ci si tramanda di generazione in generazione quanto accadde con "Napoleone" e tale Gregorio Sandri. Gregorio Sandri, nato nel 1794, era figlio di una Mugani, ovvero di una delle donne più benestanti del paese. La Mugani era maestra e pertanto è legittimo pensare che il figlio fosse uno dei pochi che sapessero leggere e scrivere nella Morsano dell'epoca.

Gregorio lega il suo nome alla vicenda del quandro (o forse era una stampa o un disegno) su cui, si dice, lui avesse scritto una frase altamente offensiva di Napoleone: "Mira e rimira questo quadro che Napoleone è un ladro". Il quandro con questa iscrizione, fu poi esposto lungo una strada di Morsano (forse la Stradalta dove passavano le truppe francesi).

Se quel quadro fosse stato visto visto da un militare francese di passaggio, di certo il paese sarebbe stato messo a ferro e fuoco! Solo un intervento provvidenziale di qualcuno fece si che il quadro fosse fatto sparire prima di essere visto dai militari d'Oltralpe.
...o era questo quadro di Napoleone III nel 1866?

La domanda che però è sempre rimasta inevasa è se il "Napoleone" in questione fosse Napoleone Bonaparte sceso fisicamente in Friuli dopo la vittoria del Tagliamento nel 1797 (e accampato a Villa Manin) o se si tratti di un riferimento a Napoleone III le cui truppe scorrazzarono in zona nel 1866 in occasione della Terza Guerra d'Indipendenza (in cui aiutarono i Savoia contro l'Austria). 
Tramandare verbalmente di padre in figlio questa storia paesana può aver fatto travisare i dettagli... per quanti fondamentali.

Con Bonaparte Gregorio avrebbe avuto 17-18 anni, con Napoleone III, 70 anni.

Questo dibattito storico è apertissimo ...

Dagli Archivi paesani: la firma di Gregorio Sandri su un atto ufficiale, anno 1866


PS le immagini seguenti si riferiscono ad un libro che narra di una rivolta contro le truppe di Napoleone Bonaparte a Bagnaria. Che Morsano nutrisse simili atteggiamenti anti-napoleonici?

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Vedi anche:







lunedì 17 dicembre 2018

L'utilità ed il danno della cultura classica (come ce la impongono a scuola)


Si parla spesso in bar di scelte scolastiche dei figli o dei nipoti e usando immancabilmente il "morsanomentro", si traggono conclusioni sulla base delle esperienze vissute dai compaesani. L'economia locale è molto legata alla manifattura, in particolare al settore della meccanica, e spinge i giovani a curare la vocazione tecnico scientifica piuttosto che l'astrazione umanistica. Tuttavia, anche nei licei scientifici, si studiano i "classici" che sono pure presenti nel curriculum scolastico degli istituti tecnici sebbene in forma più addolcita. 

Qui nasce la polemica su cosa esattamente siano i "classici" che si studiano a scuola (e forse di riflesso anche nello studio di casa se qualcuno ha la passione per la letteratura e la filosofia). Proponiamo quindi ai lettori il dibattito tra il prof. Boldrin, economista e cultore della poesia e dei classici e il filosofo Rick DuFer.

L'esito non è scontato, vale la pena rifletterci su su cosa esattamente ci fanno studiare a scuola e l'impostazione "italianeggiante" che danno ai classici.

(interessante al minuto 4', poi al minute 13' "la cultura classica è un lusso")

giovedì 6 dicembre 2018

L'Accademia del Mais nota il mutare dei generi nella lingua italiana parlata

Il TV
In bar, l'altro giorno, si parlava di come cambia la lingua. In un periodo di ampi dibattiti storici sul 100° della fine della Grande Guerra la prima cosa che si nota è che nel 1918 la parola "Fronte" era singola femminile, i soldati "andavano ALLA fronte" mentre oggi si parla di fronte al maschile e AL fronte (del palco) ci va solo Vasco.

Interessante come pure in osteria si sia notata una pubblicità di una nota azienda produttrice di impianti video che alla radio declama le grandi prestazioni di un TV di loro produczione. Prorpio così, un TV e non una TV.

L'Accademia della Crusca viene in aiuto a noi dell'Accademia del Mais con una spiegazione dettagliata (leggi qui):  "Il genere di TV cambia quindi a seconda che la sigla venga ricondotta a televisione o a televisore. In particolare, si diceva, televisione ha un uso più astratto: “guardo la televisione” sta per ‘seguo i programmi televisivi’, non per “sto a fissare il televisore”; “ho comprato un televisore”, dal canto suo, pone l’enfasi sull’oggetto fisico e non su quello che esso veicola"


Generale dietro la collina ci sta... "alla" e non "al"

lunedì 5 settembre 2016

Perchè nelle processioni cattoliche in Friuli uomini e donne stanno in gruppi separati?


Ad oggi, nel 2016, nelle processioni che ancora si svolgono nelle feste del santo patrono in molti paesi del Friuli, si nota come uomini e donne sfilino separati. Le processioni esistono da sempre, dall'epoca medievale alle rogazioni nelle campagne giunte fino agli anni Sessanta.

Tuttavia, le "processioni", soprattutto celebranti la Madonna e figure di Sante donne, fioriscono nella Francia di fine Ottocento in concomitanza con la diffusione del Socialismo (ateo ed anticlericale). Diffusione che la Chiesa vuole arginare e quindi punta sulle donne di casa affinchè tenessero in riga gli uomini di casa, operai e contadini, esposti alle teorie degli attivisti socialisti.

Quale miglior modo di stimolare la verve religiosa delle donne che coltivare e far diffondere il culto di figure mistiche femminili? Da allora le processioni si moltiplicarono fino a raggiungere l'apice in termini di diffusione e partecipazione negli anni Cinquanta del secolo scorso.

Oggi, la partecipazione alle processioni è molto minore e anche nei piccoli paesi non c'è più il senso di festa che le circonda che c'era un tempo. Comunque ancora si celebrano ed ancora resistono alcuni riti particolari come ad esempio, la divisione tra uomini e donne nell'ordine di sfilamento.

Gli uomini davanti alla processione, poi il parroco con i chierichetti ed il coro ed infine le donne. Da qualche decessio assieme alle donne ci son anche qualche marito o fidanzato però resta che nel gruppo di testa ci son solo e sempre uomini cui di solito è demandato portare i pennoni e la croce.

Perchè c'è la separazione e perchè non viene attivamente sconfessata? Vista da persone di altre religioni com'è interpretata la cosa?

martedì 12 aprile 2016

Quando una famiglia morsanese aveva ritrovata in Austria la tomba del nonno, civile internato nella Grande Guerra

Ve lo ricordate questo evento dell'ottobre 2009?

Campo di Prigionia Austro-Ungarico di Marchtrenk: una famiglia morsanese commemora i compaesani che qui perirono 90 anni fa

Al cimitero italiano di Marchtrenk, località a circa 25 chilometri da Linz si svolse l'evento Italo-Austriaco "Incontro della Pace", evento itinerante che ogni anno si svolge in un cimitero di guerra diverso, da un lato e dall'altro del confine italo-austriaco. Quel particolare giorno, ebbe una rilevanza particolare per il nostro paese perché vi partecipó una famiglia morsanese discendente diretta di uno dei prigionieri della Grande Guerra. 

Infatti, in questo campo di prigionia assieme a quelli di Milovitz, oggi Milovice e Katzenau, furono internati anche civili delle terre occupate dagli austroungarici dopo Caporetto tra cui Morsano di Strada e molti di loro non fecero più ritorno. Ce lo ricorda la lista di "Internati Civili" sul monumento ai Caduti del nostro paese. 

Cosí una famiglia morsanese colse l'occasione dell'Incontro della Pace per visitare per la prima volta la tomba di un familiare, Giobatta Sandri che morì proprio a Marchtrenk il 25 febbraio 1918 (all'etá di 46 anni).

Il compianto Sereno Sandri, assieme ai figli Stefano e Vanni, presenzió alla cerimonia di ricordo dei caduti del campo e poté visitare il luogo dove suo nonno Giobatta fu sepolto.

La cosa torna in risalto oggi perché una cosa simile é successa ad un'altra famiglia friulana che si é recata a Milovice dove ha ritrovato la tomba del nonno. Da ricordare che proprio il Sandri era passato prima dal campo di Milovice per poi essere trasferito a Marchtrenk.  

Ritrovata la tomba del nonno disperso nella grande guerra

Camino al Tagliamento: il nipote ha scoperto che Emidio Tonizzo era morto nel 1918 in un campo di prigionia della Repubblica Ceca

domenica 3 aprile 2016

Napoleone Bonaparte passò da Morsano di Strada 18 marzo 1797?

Un lettore ci segnala che da quanto appare scritto su un testo di storia delle Valli del Natisone (La battaglia di Stupizza e l’avanzata dei francesi nella Valle dell’Isonzo) parrebbe che con ogni probabilità Napoleone passò da Morsano (forse sulla strada ungarica dell'epoca o sulla Strad'Alta) il 18 marzo 1797...


La personalitá del Bonaparte

Dopo tutti gli eventi bellici descritti é necessario menzionare la continua e, giá all'epoca leggendaria, irruenza del comandante supremo dell'armata francese in Italia. Sia durante la marcia, sia durante le soste si accertava sempre quali fossero le condizioni del territorio, controllava i rapporti ricevuti e, chino sulle carte, controllava le decisioni prese o ne prendeva di nuove. 
Mandava da tutte le parti messaggeri con i suoi ordini, riceveva gli ambasciatori ed emanava bandi... I tempi e i luoghi delle sue tappe, le questioni piú importanti e perfino il cibo erano verificati e descritti nei minimi dettagli. 

La sua marcia cominció l'8 marzo da Mantova. Seguí le divisioni e si fermó a Verona, Vicenza, Bassano, Asolo, Conegliano, Sacile, Pordenone, infine, il 16 , arrivó a Valvasone sul Tagliamento. 

Il giorno dopo, prese attivamente parte alla battaglia (di cui abbiamo parlato qui: 
Il Tagliamento a Parigi... che ci fa nell'arco di trionfo?), dopodiché tornó a Valvasone dove rimase per un giorno. Due giorni, il 18 e il 19 marzo, si trattenne a Palmanova. 

Un giorno piú tardi partecipó alla battaglia di Gradisca, tornó a Palmanova e il 21 arrivó a Gorizia. Rimase qui con lo stato maggiore fino al 26 marzo, quando, la mattina, cavalcó in direzione di Salcano (in sloveno Solkan) a ridosso dell'odierna Nova Gorica. 



PS la storia paesana di "Gregorio Sandri" che scrisse la famosa frase in occasione dei passaggi di "Napoleone" di riferisce verosimilmente a Napoleone III (vedi Angolo di storia: 1866 il Friuli entra nel Regno d’Italia ma al plebiscito c’è “Cosean dal NO”) perchè Gregorio nacque nel 1794.

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Vedi anche

giovedì 24 giugno 2010

giovedì 25 febbraio 2016

Debate: la fossa comune a Corno di Rosazzo scavata dai partigiani comunisti nel '44-'45 per seppellire centinaia di persone che avrebbero fucilato esiste o no?

Il dibattito ormai sta interessando moltissimi in Friuli e non ha risparmiato il nostro paese, tanto che se n'e' discusso questo fine settimana: la fossa comune a Corno di Rosazzo scavata dai partigiani comunisti nel '44-'45 per seppellire centinaia di persone che avrebbero fucilato esiste o no?

Ovviamente é un tema caldissimo perché tocca un nervo scoperto della storia italia: la Resistenza. Si tratta di un tema in cui ognuno ha le sue veritá a seconda della tessera di partito che ha in tasca (o nel cuore) e quindi si rimanda la verifica della verita' storica a fra 100 anni quandi saranno morti protagonisti, figli e nipoti dei protagonisti.

Per ora ci accontentiamo di leggere un resoconto di uno storico "terzo" rispetto alla diatriba: un inglese John Foot che ha scritto "Fratture d'Italia" ("Italy's Divided Memory") del 2011 in cui ci racconta come mai ancora oggi non si riesca a riconciliare le posizioni sulla resistenza tra chi é "de destra", "de sinistra" e chi é "liberale o cattolico". A proposito, John Foot sostiene che l'amnistia del dopoguerra, con la conseguente assenza di atti certificati dalle istruttorie di un tribunale, ha di fatto lasciato aperta la porta ai continui sospetti ed accuse reciproche tra chi sposa le diverse correnti di pensiero politico. 

Cosi non meraviglia nessuno che il solo parlare della presuta fossa comune di Corno di Rosazzo faccia scattare la difesa a prescindere o le accuse a prescindere da chi la pensa in un modo e chi la pensa in un altro modo.

La divisione che qui si e' creata e' tra...

- chi ritiene che il solo sollevare il dubbio che una tal fossa comune possa esistere sia di per se un insulto alla memoria degli Eroi della Resistenza

- e chi ritiene che non si puo' escludere proprio nulla visto che gli eccessi si sono registrati anche tra le file dei "buoni" (di colore politico giallo, fuxia o arancione che fosse) e che non c'é nulla di peccaminoso a sollevare una domanda e a verificare sul posto se la storia e' vera o meno (di oggi la notizia: "Fossa comune a Rosazzo, il pm manda i carabinieri per una ricognizione"). E poi si vedra'. 

...il dibattito continua 



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Referenze:
Commenti iniziali:

venerdì 1 gennaio 2016

Note Storiche per iniziare Bene l'Anno Nuovo


Iniziamo l'anno nuovo in maniera colta sfogliando il libro sulla storia dell'aggregato urbano-rurale a ovest di Morsano di Strada.

Con piacere, sottolineiamo le parole dell'autore a pagina 27 "Nelle liti con Morsano i Castionesi invece non riuscirono a spuntarla" e già chi sin in bombe. "La lunga lite (1464-1507) finì con sentenza favorevole ai Morsanesi in ambedue i casi".

Bon An!!!




martedì 15 dicembre 2015

Un riassunto di quanto accade in Siria per stimolare le discussioni morsaniche


Un consiglio da amico, dedicate 10 minuti di tempo per capire.Prima di pensare al futuro chiediamoci: e il passato?#WhySyria
Posted by Jacopo Berti on Monday, 16 November 2015

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