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mercoledì 5 ottobre 2022

Numeri utili: Elezioni del 2022 nel seggio di Morsano di Strada

Si sono tenute a settembre le elezioni per il rinnovo del Parlamento. Qui i dati su base comunale e regionale

E qui i risultati specifici di Morsano di Strada:


Per un raffronto qui i dati del 2018


Rispetto al 2018 che aveva visto 664 votanti, nel 2022 si sono presentati ai seggi in 545. 


ori della Regione, la mappa interattiva per capire come hanno votato i friulani: tutti i dati comune per comune

martedì 25 dicembre 2018

Angolo di Storia: il giorno in cui arrivarono gli Austro-tedeschi a Morsano nel 1918

Nell'ottobre 1918, dopo Caporetto, si riversarono gli occupanti austro-tedeschi sulla pianura friulana. Questa cartina (la cui riproduzione fedele è) esposta alla mostra sull'occupazione del Friuli nella Grande Guerra nella chiesa di San Francesco a Udine (Dicembre 2018-Gennaio 2019) indica il 29 ottobre come la data in cui anche Morsano si ritrovò sotto il gioco dell'occupazione nemica. 














sabato 16 settembre 2017

Finalmente sdoganato il termine "taglio"


Il giornale titola così questa mattina: Agli arresti domiciliari per stalking esce a bersi un taglio in piazza.

E' dunque successo che la parola "taglio" sia finita su un titolo di cronaca (nera, come il "vin neri"). Non poteva succedere in nessun altro paese al mondo che Gonars, dove, sebbene gli abitanti siano solo 3mila, ci son ben 17 bar e tutti che lavorano felicemente.

Il dizionario friulano ci dice che il tajùt è il termine che indica il bicchiere di vino, detto anche "taj" che letteralmente si traduce in "taglio" appunto. Non è chiaro da dove derivi il termine "taj" e il diminutivo “tajùt” sul quale si sono fatte numerose ipotesi. Alcuni sostengono che, in origine, fosse il segno sul bicchiere indicante la “giusta misura” di vino che veniva elargita dall’oste. Altri invece ritengono che il termine sia nato per indicare una particolare mescola di vino che un tempo era realizzata con vini di bassa gradazione, che venivano poi “tagliati” con vini più corposi. Oggi, più semplicemente, il temine "taj" o “tajùt” indica all’oste il desiderio di un bicchiere di vino bianco (taj di blanc) o rosso (taj di neri).

Se guardiamo il dizionario italiano/friulano alla voce "taglio" troviamo...

tagliare

IPA: [taʎˈʎare], taʎ'ʎare; Type: verb;

  • taiâ
     { verb }
e il dizionario italiano...

taglio

[tà-glio] s.m. (pl. -gli) ha 12 significati diversi secondo http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/T/taglio.shtml tuttavia nessuno di questi significati sembra indicare la parola "bicchiere di vino". la cosa che si avvicina di più è il riferimento n12. 


  • 12 vino da t., di elevata gradazione alcolica, adatto per essere mescolato a vini deboli
  • • dim. taglietto
Morale della favola, come il Corriere ha sdoganato la parola "tank" per indicare un "carroarmato", qui abbiamo "taglio" per indicare un bicchiere di vino.

A noi la "Crusca" ci fa un tramezzino! (da accompagnare con un taglio, naturalmente)

giovedì 22 giugno 2017

Assalti ai Bancomat qui in zona: Talmassons poi Mortegliano - Estate 2017

Ne avevamo parlato nel post: "Assalti ai Bancomat qui in zona: Gonars poi Mortegliano - Primavera 2017" nel quale si osservava come ci fossero stati i seguenti tentativi di furto ai bancomat:

ora aggiungiamo questo:

A distanza di pochi giorni dal tentativo fallito allo sportello della Bcc di Basiliano a Talmassons i ladri ci riprovano con uno sportello bancomat a Mortegliano,
Essenzialmente dopo soli due mesi i malviventi sono ritornati a colipire la stessa banca e con modalità simili.


lunedì 10 aprile 2017

Assalti ai Bancomat qui in zona: Gonars poi Mortegliano - Primavera 2017

In paese ci si chiede se sia la stessa banda o se comunque questi assalti siano coordinati da basisti in zona.
La gente ragiona sul fatto che comunque procurarsi l'esplosivo costa, poi ci son le videocamere della zona da evitare, poi la varie pattuglie delle forze dell'ordine che circolano la notte in paese. Organizzare questi colpi non è cosa da amatori. Chi sono i basisti? E come mai queste cose succedono in zona a così poca distanza di tempo? E soprattutto, com'è che tutti... falliscono? 

In bar tutti ne parlano e tutti han le loro teorie...


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Vedi anche
Maggio 2014 - Assaltavano i bancomat con l'esplosivo, 11 arresti in Veneto 

giovedì 2 marzo 2017

Spritz Loss: se il disoccupato ha 20 euro da spendere al gioco d'azzardo

Leggi qui la notizia riportata in prima pagina sulla versione digitale del giornale di udine


Oggi in bar non si parla d'altro: un disoccupato, apparentemente friulano (non si sa se straniero o qualcuno di fuori regione trapiantato qui), ha speso 20 euro per giocare al gratta e vinci.

Al che il bancone s'e' diviso tra:

- chi ritiene che spendere 20 euro per qualcosa che coltiva l'illusione di una vincita aiuti comunque il disoccupato senza soldi e magari in preda a infelicita' cronica e depressione a sentirsi meglio per pochi attimi aiutato dal cullare un'illusione;

- e chi ritiene che e' un fesso perche' se non lavora i soldi non dovrebbe buttarli via e 20 euro sono una cifra ragguardevole quando non si ha un lavoro.

...e il dibattito da quattro soldi continua anche con risvolti sul fatto che un giornale metta in prima pagina notizie come questa che altro non fanno che celebrare il gioco d'azzardo, invece che mettere in prima pagina notizie che celebrano le (sempre meno) attivita' imprenditoriali di successo (ad esempio: una commessa vinta da un'impresa friulana con un cliente estero...). #Perdire

mercoledì 8 febbraio 2017

Spritz Refugee: quanti profughi ci saranno a Morsano?

Oggi il Messaggero Veneto titola "Il piano del Viminale: profughi distribuiti in tutti i comuni della provincia di Udine", In ogni centro da un minimo di 6 a un massimo di 60 migranti.
L’aut aut dal capoluogo friulano: adesso va svuotata la Cavarzerani.

Leggete qui il piano-migranti per la provincia di Udine by messven on Scribd. 

Secondo i piani del ministero retto dal ministro Minniti del Partito Democratico, il comune di Castions di Strada, dovrebbe ricevere 14 stranieri. Stranieri che sono in attesa che venga definita dallo stesso ministero, la loro situazione di legittimi rifugiati con il diritto di chiedere asilo o di emigranti clandestini senza diritto legittimo di rimanese sul suolo della Repubblica Italiana e quindi in attesa di espulsione verso i paesi d'origine.

Di questi 14 stranieri, qualcuno potrebbe essere alloggiato a Morsano di Strada.


Così la platea del bar s'è divisa tra...
  • chi ritiene che questo sia un ottimo sistema per favorire l'integrazione visto che una dozzina di stranieri in un comune anche piccolo, è facile da integrare con la collaborazione e solidarietà umana della popolazione locale (e son voti per il PD),
  • e chi ritiene che nei piccoli centri l'irritabilità delle persone s'ingigantisce nel vedere gruppi di giovani stranieri bighellonare tutto il giorno come il caso Felettis ha dimostrato (e son voti per Salvini). 
...e il dibattito continua in maniera feroce e con grande irritabilità delle sensibilità politiche personali

martedì 12 aprile 2016

Quando una famiglia morsanese aveva ritrovata in Austria la tomba del nonno, civile internato nella Grande Guerra

Ve lo ricordate questo evento dell'ottobre 2009?

Campo di Prigionia Austro-Ungarico di Marchtrenk: una famiglia morsanese commemora i compaesani che qui perirono 90 anni fa

Al cimitero italiano di Marchtrenk, località a circa 25 chilometri da Linz si svolse l'evento Italo-Austriaco "Incontro della Pace", evento itinerante che ogni anno si svolge in un cimitero di guerra diverso, da un lato e dall'altro del confine italo-austriaco. Quel particolare giorno, ebbe una rilevanza particolare per il nostro paese perché vi partecipó una famiglia morsanese discendente diretta di uno dei prigionieri della Grande Guerra. 

Infatti, in questo campo di prigionia assieme a quelli di Milovitz, oggi Milovice e Katzenau, furono internati anche civili delle terre occupate dagli austroungarici dopo Caporetto tra cui Morsano di Strada e molti di loro non fecero più ritorno. Ce lo ricorda la lista di "Internati Civili" sul monumento ai Caduti del nostro paese. 

Cosí una famiglia morsanese colse l'occasione dell'Incontro della Pace per visitare per la prima volta la tomba di un familiare, Giobatta Sandri che morì proprio a Marchtrenk il 25 febbraio 1918 (all'etá di 46 anni).

Il compianto Sereno Sandri, assieme ai figli Stefano e Vanni, presenzió alla cerimonia di ricordo dei caduti del campo e poté visitare il luogo dove suo nonno Giobatta fu sepolto.

La cosa torna in risalto oggi perché una cosa simile é successa ad un'altra famiglia friulana che si é recata a Milovice dove ha ritrovato la tomba del nonno. Da ricordare che proprio il Sandri era passato prima dal campo di Milovice per poi essere trasferito a Marchtrenk.  

Ritrovata la tomba del nonno disperso nella grande guerra

Camino al Tagliamento: il nipote ha scoperto che Emidio Tonizzo era morto nel 1918 in un campo di prigionia della Repubblica Ceca

lunedì 21 marzo 2016

Spritz Decline: "Si cumbine dut" è la frase che ci ha incaminato verso il declino?

Si discuteva in bar se l'espressione "si cumbine simpri dut" (si riesce ad accomodare sempre tutto, “tutto si aggiusta”) è la rovina d'Italia o meno.

La cosa è nata dallo spunto offerto dall'economicta Seminerio sul suo blog Phastidio.it  ("A noi ci han fregato gli studi classici") in cui commenta un un articolo di Repubblica del prof. Vittorio Coletti (intitolato “Carige affondata dalla mala gestio ma anche da un’Europa matrigna“).
Nel commento si parla di come sia uno sport nazionale dare la colpa sempre ad altri per i nostri problemi italiani e di come l'articolo di Coletti segua questa tendenza, nella fattispecie, dando la colpa all' "Europa" per i dissesti delle nostre banche. 

Interessanti i passaggi di Seminerio: 

"[...] questo paese si è ormai da tempo incamminato sulla strada del declino o più propriamente del dissesto anche a causa del suo modello culturale mainstream: quello che rigetta cause ed effetti, vive del proprio provincialismo facilone (in cui “tutto si aggiusta”) e riesce ad incolpare dei propri fallimenti un’entità esterna e remota. Il tutto con una generosa spruzzata di quell'”anticapitalismo” di maniera che infiniti lutti addusse agli italici.

E continua con un paragrafo che in pieno investe il modo di sentire spesso, troppo spesso, sviscerato anche nei discorsi al bar a Morsano (la colpa è sempre degli altri)...

Il pezzo di Coletti si intitola, programmaticamente “Carige affondata dalla mala gestio ma anche da un’Europa matrigna“. Se, come abbiamo fatto noi, reprimete lo sbadiglio per questo frusto luogocomunismo e vi prendete la briga di leggere, scoprirete che, secondo l’editorialista, Carige, “la banca dei liguri parsimoniosi”, è stata effettivamente affondata dalle manie di grandezza dei suoi dirigenti apicali; che qualcuno di tali predatori dopo tutto era forse meglio di altri ma che è anche colpa dell’Europa, signora mia. “Che non ci capisce”. Eccolo qui, il fortisianesimo d’Italia, quella corrente culturale secondo cui lo Straniero non riesce a cogliere le nostre peculiarità e le nostre forze, imponendoci la camicia di forza dei propri schemi e delle proprie convenzioni contabili, nuovoinstrumentum regni dell’Usurpatore.

Così la platea paesana s'è divisa tra:

- chi ritiene che effettivamente sia colpa dell'Europa sempre e comunque e che sia colpa del capitalismo mondiale e delle multinazionali predatrici, che noi italiani siamo dei fessi che subiamo supini ogni vessazione e che ci salviamo di volta in vola solo grazie all'accomodamento, al sotterfugio, alla conoscenza giusta al posto giusto
- e chi ritiene che siamo noi la causa dei nostri mali con quella mentalità cinica e menefreghista che ci fa trovare sempre scorciatoie e scappatoie ma non andare mai alla radice del problema...

...e il declino continua

giovedì 25 febbraio 2016

Debate: la fossa comune a Corno di Rosazzo scavata dai partigiani comunisti nel '44-'45 per seppellire centinaia di persone che avrebbero fucilato esiste o no?

Il dibattito ormai sta interessando moltissimi in Friuli e non ha risparmiato il nostro paese, tanto che se n'e' discusso questo fine settimana: la fossa comune a Corno di Rosazzo scavata dai partigiani comunisti nel '44-'45 per seppellire centinaia di persone che avrebbero fucilato esiste o no?

Ovviamente é un tema caldissimo perché tocca un nervo scoperto della storia italia: la Resistenza. Si tratta di un tema in cui ognuno ha le sue veritá a seconda della tessera di partito che ha in tasca (o nel cuore) e quindi si rimanda la verifica della verita' storica a fra 100 anni quandi saranno morti protagonisti, figli e nipoti dei protagonisti.

Per ora ci accontentiamo di leggere un resoconto di uno storico "terzo" rispetto alla diatriba: un inglese John Foot che ha scritto "Fratture d'Italia" ("Italy's Divided Memory") del 2011 in cui ci racconta come mai ancora oggi non si riesca a riconciliare le posizioni sulla resistenza tra chi é "de destra", "de sinistra" e chi é "liberale o cattolico". A proposito, John Foot sostiene che l'amnistia del dopoguerra, con la conseguente assenza di atti certificati dalle istruttorie di un tribunale, ha di fatto lasciato aperta la porta ai continui sospetti ed accuse reciproche tra chi sposa le diverse correnti di pensiero politico. 

Cosi non meraviglia nessuno che il solo parlare della presuta fossa comune di Corno di Rosazzo faccia scattare la difesa a prescindere o le accuse a prescindere da chi la pensa in un modo e chi la pensa in un altro modo.

La divisione che qui si e' creata e' tra...

- chi ritiene che il solo sollevare il dubbio che una tal fossa comune possa esistere sia di per se un insulto alla memoria degli Eroi della Resistenza

- e chi ritiene che non si puo' escludere proprio nulla visto che gli eccessi si sono registrati anche tra le file dei "buoni" (di colore politico giallo, fuxia o arancione che fosse) e che non c'é nulla di peccaminoso a sollevare una domanda e a verificare sul posto se la storia e' vera o meno (di oggi la notizia: "Fossa comune a Rosazzo, il pm manda i carabinieri per una ricognizione"). E poi si vedra'. 

...il dibattito continua 



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Referenze:
Commenti iniziali:

giovedì 7 gennaio 2016

Tutti in fuga: a Londra ormai c'è little Morsan


Il Fvg è ancora una delle principali terre di emigrazione giovanile. A Udine registrati oltre 500 espatri. Tra le principali motivazioni la ricerca di un lavoro o di uno sbocco professionale più appagante
Posted by Messaggero Veneto on Thursday, 7 January 2016



Non è una sopresa che a Londra ci siano ben 3 Morsanici... mai un numero così alto! PS il 29 gennaio c'è la cena del Fogolar Furlan di Londra


mercoledì 28 ottobre 2015

Spritz Policing: se a New York la polizia ti mena a Udine la sgridi


Si parlava in bar durante la solita grappa corretta caffè, delle differenze di percezione di quello che dovrebbe fare la polizia tra le diverse nazioni. Capita a fagiolo il video pubblicato oghi su quanto è accaduto a New York dove la polizia, in termini di competenze, è essenzialmente un a via di mezzo tra la nostra Polizia di Stato e i Vigili Urbani. Lì il loro fare "policing" è energico e secondo molti, pure secondo l'Economist, è pure troppo energico.

Il confronto con quanto avviene da noi, in Friuli è semplice grazie a un noto episodio finito sui giornali locali mesi fa:  "Con lo skate in strada, il poliziotto li multa e le mamme insorgono" Due ragazzi stavano andando a scuola. Le clienti del caffè Beltrame raccolgono la somma per la contravvenzione e la regalano

Nel caso specifico di New York, si parla del placcaggio di un ragazzo con lo skateboard. Ebbene, mesi fa il Messaggero Veneto aveva dato la notizia della semi-rivolta popolare quando un Vigile Urbano (che da quando han cambiato le leggi devi dire un Poliziotto Locale) aveva semplicemente fermato e multato un ragazzo perchè a Udine stava facendo skateboarding sulla strada (al di là che è vietato, si stava mettendo in una situazione di potenziale pericolo visto che ci son le auto che circolano). I genitori e un gruppo di adulti che erano lì in zona ed avevano assistito alla scena han protestato vivacemente contro la multa, ritenuta un provvedimento eccessivo "per un ragazzo che in fondo, non stava facendo male a nessuno".

Così la platea del bar oggi si è divisa:

  • tra chi dice che le regole sono regole e vanno rispettate. Se non le rispetti ti devi aspettare qualunque placcaggio e magari ti si dovrebbe mandare a New York per un po'...
  • e chi ritiene che si deve usare la forza necessaria e non andare oltre e che quando si è in dubbio su quale livello di forza usare, meglio stare dalla parte del metodo italiano e non quello Americano.
...e il dibattito continua

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