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giovedì 31 agosto 2017

Spritz Humanities: i giovani con attitudini umanistiche hanno una disabilità sociale?

Disoccupati a numero aperto?
Ci son diversi crucci che un genitore ha quando vede crescere i propri figli. Ha un bel carattere? Sapra' cavarsela emotivamente in situazioni difficili della vita? Sa nuotare? Saprá relazionarsi bene in societa'? Troverá un buon lavoro? ecc.

Non si puó avere il figlio che vinca tutte le sfide di cui sopra e tanto dipende dalla combinazione di genotipo e fenotipo ovvero dai geni e dall'ambiente in cui cresce. Non a caso si nota spesso, usando il morsanometro, che in paese i figli degli statali tendono a fare i dipendenti pubblici, i figli delle partite IVA tendono ad aprire una partita IVA, i figli di genitori "de sinistra" tendono a cercare posti di lavoro lontani dal rischio d'impresa, i figli di chi ha la casa di proprieta' tendono a farsi una casa, i figli d'affittuari, magari in case popolari, tendono ad essere affituari e cosí via.

Mentre il fenotipo influenza molte delle scelte e molto di quello che i giovani sceglieranno di essere e fare nella vita, tanto incide pure la genetica. Se si ha la predisposizione per la scienza o per la tecnologia si é diversi nel campo delle passioni e degli interessi rispetto a chi ha una predisposizione per la sfera umanistica o sociale.

Ora, al bancone del bar si discuteva sulle scuole che i ragazzi dovrebbero fare dopo le medie. La tavola degli spritz si é presto divisa tra...

- chi ritiene che i ragazzi debbano seguire le proprie inclinazioni perché altrimenti rischierebbero di fare qualcosa senza troppa passione che ne minerebbe la volontá di proseguire e un futuro professionle ricco di soddisfazioni. Cosí, se a un giovane non piace la matematica e non riesce  digerire le materie scientifiche, non ha senso forzarlo ad andare a fare studi tecnici ma si dovrebbe assecondare la passione letteraria con studi umanistici al liceo classico o al liceo umanistico. Poi, una volta formato con gli studi che ha voluto fare, trovera'un lavoro che lo soddisfi.

- e chi ritiene che in una societá dove la stragrande maggioranza della gente non fa lavori per i quali ha studiato tanto vale studiare qualcosa che serva nella maggiorparte dei lavori che, a ben guardare, richiedono competenze tecnico-scientifiche mentre i lavori puramente umanistici sono una forte minoranza. Inoltre la maggiorparte delle facoltá universitarie ha a che vedere con la tecnologia e la scienza (ergo con la matematica) pertanto é importante avere una preparazione scientifica e matematica a prescindere. Di fatto, anche le professioni tradizionalmente umanistiche come avvocato o giornalista, oggi richiedono conoscenze scientifiche e tecnologiche (es. scienze forensiche, informatica applicata alla comunicazione ecc.). Liceo scientifico, itstituti tecnici e professionali son le uniche scelte che danno una base necessaria per il vivere moderno. In definitiva, avere attitudini prettamente umanistiche e non voler affrontare lo scoglio matematico-scientifico significa avere una disabilitá sociale.

...e il dibattito continua su questa piattaforma tecnologica

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Leggi anche: Aboliamo il Classico!

mercoledì 14 giugno 2017

Spritz Natality: Perche' le Morsanesi non fan figli?

In licenza di maternitá a Ibiza
La popolazione e' in calo un po' ovunque in Italia: quantomeno la popolazione autoctona e parzialmente, solo parzialmente, sono i figli degli immigrati a ribilanciare il rapporto tra chi muore e chi nasce anche se, come nel caso della nostra regione, i figli degli immigrati non bastano proprio a coprire il saldo naturale della popolazione ormai negativo da anni.

Vedi Numeri Utili: Andamento della Popolazione (Natalitá, Mortalitá, Immigrazione ed Emigrazione) in Italia (2015)

I dati ISTAT ci dicono che il Friuli VG é una delle regioni italiane con il tasso di natalitá piú basso e, spannometricamente, secondo il CAFON, Morsano di Strada non é un'eccezione.

Un articolo del Corriere della Sera di oggi ("Perché non facciamo figli? Nascite in calo dal 2008 e meno popolazione" sottolinea come una mamma su quattro si fermi al primo figlio e soprattutto, come solo per il 21% si tratti di una scelta economica mentre é ben presente il fenomeno delle donne che non hanno intenzione di mettere al mondo figli, semplicemente perché preferiscono fare altro e non avere legami.
Il vuoto spinto

Per inciso, i cittadini stranieri sono oltre l’8% del totale, ma é un fatto accertato che l’immigrazione ormai non compensa il calo delle nascite. Contestualmente é stato pubblicato un articolo sul Messaggero Veneto di oggi che sottolinea la desolante realtá del Friuli VG ("Friuli, sempre meno residenti: in tre anni addio a un comune come Cividale").

Oggi al bar, in pausa spritz, usando il morsanomentro, si é fatto un calcolo di quante donne in etá fertile han figli e quanti ne hanno ed effettivamente non é raro vedere ultra trentenni senza figli o con un figlio solo (quindi ben al di sotto della media nazionale del tasso di natalita' dell' 1.35%).

Al che, il bancone s'é diviso tra...

  • chi sottolinea che le morsanesi non fan figli perché il sistema del welfare familiare é pessimo e non ci son asili nido abbastanza per accomodare tutti i bambini oggi, figurarsi se il numero di nascite aumenta. Inoltre le donne lavorano e le piccole aziende, loro malgrado, penalizzano le donne che si assentano per maternitá per i costi per l'impresa (e quindi ancora il mancato sostegno pubblico alla maternitá). In essenza una costrizione dettata dal mancato sostegno pubblico alla famiglia ed alla maternitá cosa che per altro si vede a Bolzano e in tutta la Francia dove l';indice di natalitá é positivo:
  • e chi ritiene che ci sia una fetta rilevante di signore a cui piace fare la vita comoda, feste, viaggi, vestiti, relazioni occasionali e via dicendo, che hanno di fatto scelto di non avere figli per non alterare il loro stile di vita libero da vincoli. In essenza, principalmente una scelta di costume delle donne. 
...e il dibattito continua 

martedì 26 gennaio 2016

Spritz Kids: i morsanesi odiano i bambini?

A metà degli anni Sessanta in Italia nascevano 1 milione di bambini. Oggi arriviamo sì e no a metà.

Lo dicono i numeri: da anni l'Italia condivide con il Giappone il triste primato di meno figli nati al mondo. Abbiamo una crescita zero della popolazione autoctona (quindi escludendo l'immigrazione).
In molti si chiedono come mai non si fan figli. L'ultima polemica sollevata dal fatto che alcuni ristoratori famosi han proibito l'ingresso ai bambini non ha fatto altro che buttare benzina sul fuoco del dibattito: ma gli italiani odiano i bambini?

A Morsano, usando il Morsanometro, è abbastanza facile notare come le coppie di immigrati tranquillamente abbiano anche tre figli piccoli mentre ci sono molte donne sopra i trentacinque anni senza figli o coppie con un figlio solo.

Il facile dibattito sarebbe sul "i figli costano e molte coppie non possono permetterseli" ma i tre figli degli immigrati di cui sopra sconfesserebbero la tesi soprattutto perchè a questi manca il supporto della famiglia allargata e semplicemente riducono i bisogni all'essenziale (es. il pargolo senza la maglia Armani, senza le lezioni di sci e senza mille costosi giochi vive bene lo stesso).

La cosa è anche sconfessata dalle vacanze a Sharm, dai cellulari sempre di ultima generazione, dai vestiti ricercatissimi, dalle auto sempre fighissime, dagli aperitivi sempre precisi e via dicendo. Il soldo quando si vuole c'è.

Ah, e poi la sanità, fino ad ora, qua non costa e i servizi pediatrici sono ampiamente gratuiti o poco costosi.

Lasciamo quindi il dibattito di cui sopra ai bar del paese vicino.

Al nostro bancone stuzzica invece quanto detto dallo psicologo Paolo Crepet a LINKIESTA:

“I nostro individualismo (o egoismo) non ci fa fare più figli. Abbiamo anche smesso di educarli. Li usiamo solo per autorassicurarci. La nostra è una società pedofoba”


Così il bar si divide tra:

- chi ritiene che sia vero quanto di Crepet e che alla fin della fiera agli under 30 di oggi piace far festa ed essere liberi di farla senza legami che limitino il tempo per le attività e gli interessi personali. Da un partner ci si può lasciare e continuare a fare la propria vita mentre dagli impegni legati alla cura dei figli non ci si può sottrarre. Quindi non si fan figli e quando si fanno si prova fastidio per la loro educazione.

- e chi ritiene che sia la società nel suo complesso che non è a favore dei bambini e che richieda al contempo una mamma al lavoro e un moltiplicarsi di impegni per i bambini che richiederebbero un genitore al loro seguito a tempo pieno. Quindi non è questione di egoismo ma di un sistema italia che non si è adeguato alle necessità della società moderna.

...e il dibattito continua almeno quanto il calo demografico

PS provate a cercare su google "bambini italiani"... vien fuori "bambini italiani più cafoni al mondo". che sia il sintomo che i genitori italiani siano i più disinteressati alla loro educazione al mondo?


martedì 14 luglio 2015

L'esponenziale crescita degli atti vandalici da parte di ragazzini

Oggi ne parla il Messaggero veneto "Piccoli vandali a Udine, baby gang entra in azione all’asilo San Marco. Otto minorenni dopo aver scavalcato la recinzione del parco hanno danneggiato i giochi", qualche giorno fa è successo nel parco giochi di Gonars e ovviamente, pure da noi i casi di vandalismo più o meno gravi continuano.

All'inizio c'era chi giustificava classificandole come "bravate" ricordando come, ai suoi tempi, i ragazzini bruciavano "le tamossis" o con i petardi facevano saltare le cassette della posta o rovesciavano i bidoni delle immondizie.

A ben vedere, se usiamo il morsanomentro, chi da ragazzino faceva atti vandalici a spanne non è poi risultato essere un adulto di successo o degno di una qualsiasi menzione meritoria. Ma questo è un altro discorso. 

Quello che fa pensare, è che questa ondata di micro-vandalismo minorile paia essere una questione generazionale visto che è così comune. 

Si possono fare delle ipotesi in proposito:

- I ragazzi sono più soli ed hanno troppo tempo per bighellonare senza far nulla di costruttivo. Un antidoto è lo sport che tiene impegnati fisicamente e mentalmente gli adolescenti. Il problema è che mai come oggi fare sport costa e quindi le fasce più svantaggiate della società sono di fatto escluse dallo sport organizzato. Fino a vent'anni fa anche il solo giovcare a calcio era gratuito, oggi può tranquillamente costare 3-400 euro a stagione tra iscrizione, vestiario, visite mediche e equipaggiamento. Gli altri sport son pure più costosi.  

- Le famiglie si sono disgregate di più e come risultato di separazioni e divorzi e quindi della mancanza di una più stretta collaborazione tra genitori, i figli minori hanno margini di solitudine maggiori. 

- Le mamma lavorano in maniera più diffusa di ogni generazione precedente e i figli minori sono lasciati liberi per più ore al giorno, soprattutto se la famiglia non ha i nonni a disposizione (o questi sono deboli con i nipoti) o comunque non ha le risorse per potersi permettere delle babysitter di qualità. 

- L'esplosione dell'emigrazione con bassi livelli d'istruzione ha portato nelle varie comunità ragazzi le cui famiglie spesso sono relegate ai margini bassi della società. Qui spesso il tempo libero dei giovani che non riescono ad inserirsi in attività costruttive è molto e generalmente speso in attività che non portano a nulla di buono. Il mix del senso di esclusione sociale, bassa istruzione familiare e bassi redditi non porta a nulla di buono. 

- Quanto di cui sopra, vale per le famiglie italiane più ai margini che purtroppo con il cambio dell'economia globale ed italiana si trovano sempre più povere. Per capirci, l'economia globale premia i livelli d'istruzione e di competenze più alti e discrimina nai livelli di competenze bassi. Una volta perso il lavoro, se si han basse competenze, sarà sempre più difficile ritrovarlo. Le famiglie che entrano in questo vortice che spinge verso il basso e l'esclusione sociale, riversano indirettamente sui ragazzi questa frustrazione.

- Le istituzioni non possono fare nulla per alleviare questa situazione sia perchè elettoralmente queste fasce di popolazione poco contano e quindi non c'è pressione sociale per far qualcosa, sia perchè attivarsi con centri sportivi e con corsi di avviamento allo sport sono soluzioni semplici dove non ci mangia nessuno a differenza del "curare il disagio" giovanile una volta che si è manifestato (e che comunque non viene curato).

- Le leggi nei confronti dei minori o sono permissive o sono applicate in modo da farle diventare permissive. La frase "sono minori anche se li prendi non puoi fargli niente" rieccheggià molto tra gli amministratori pubblici di ogni ordine e grado. Una ramanzina non è prevista da nessuna legge ma dal buon senso e sortisce molto più che sporcare la fedina penale di un ragazzino. Il meccanismo psicologico resta il seguente: "fare una ramanzina o istruire un procedimento costa il metterci la faccia e l'andare contro dei genitori burberi e iperprotettivi dalla querela (infondata) facile. Per contro, pagare i danni con i soldi di Panatalone ed essere contriti per i danni vandalici è gratis per gli amministratori e funzionari pubblici". Fino a prova contraria tutti scelgono la strada più facile.  

- Le leggi iperprotettive e i legacci amministrativo burocratico che fan si che intervenire per fermare i minori sia un problema anche per le forze dell'ordine. Spesso comunque, manca la volontà di interevenire, per ragioni sconosciute. Il valore della "ramanzina" pare sia svanito.

- La generale ignavia della gente che per pigrizia non denuncia, non alza la voce coi ragazzini neppure se visti a far danni. Il menefreghismo che 10-15-20 anni fa non c'era e che portava la gente del paese pure a sgridare di fronte ai genitori chi si era reso responsabile di atti di vandalismo si scontra con l'oggi, dove si finisce col dire "tanto chi lo sa chi è il padre di questo ragazzino e sicuramente se viene da fuori se ne frega".

- Genitori con sensi di colpa che giustificano sempre e comunque i figli. Sarà istintivo difendere i figli ma di storie di "professori minacciati perchè i figli han preso brutti voti" un tempo non se ne sentivano. Vien da chiedersi se il male che si sta coltivando con dei figli indisciplinati in società sia minore della bocciatura. 

- I ragazzi son sempre più rincoglioniti di fronte ai tablet e non san girare un cacciavite. Questo impedisce loro di capire il valore del cacciavite e quindi il valore di ciò che rompono in termini di impegno che "gli altri" devono metterci per ricostruire. Le leggi e la classe dirigente italiana hanno la responsabilità di aver tolto valore al lavoro manuale ed aver distrutto ogni facilitazione ai lavori estivi anche in fabbrica. Ogni imprenditore vi dirà che oggi assumere per l'estate un minore è talmente tanto una rottura di coglioni burocratica che non vale la pena rompersi. E i giovani stan nel parco a non impare nulla e a sfasciare.

- La diffusione dei cellulari e dei video ed immagini sui social media dà risalto globale a bravate che un tempo sarebbero state relegate alle cronache di un paese o di un quartiere.

- L'emulazione di atteggiamenti agressivi presi da videogiochi e serial TV di certo non aiuta

- Il senso di impotenza di questi giovani di fronte ad un futuro mai come ora incerto non aiuta la loro autostima. 

- Problemi familiari legati ad alcol, droga, prostituzione, dipendenza da gioco continuano a mietere vittime indirette i figli lasciati a se stessi nel confrontarsi con traumi psicologici.

La lista potrebbe continuare. Il risultato è che una generazione di tredicenni è fuori controllo. Quando avranno trent'anni sarà un'intera nazione che andrà allo sbando. 

E non c'è soluzione se non arriva dall'alto. 

lunedì 8 dicembre 2014

Morsanometro: a che etá fan figli le morsanesi?

"Le trentenni di oggi hanno in media metá dei bambini della generazione delle loro mamme" così ci racconta il giornale della metropolitana di Londra, "Metro" in un articoletto pubblicato recentemente con riferimento alle neo mamme inglesi. La domanda che ci si fa é se questa situazione sia replicata anche a Morsano e nella nazione circostante.

A spanne si direbbe di si. L'unica fondamentale differenza é che sono poche le donne locali che possono dire "dilaziono nel tempo la prima gravidanza per concentrarmi sulla carriera" in quanto si tratta piú di un mero "dilaziono perché altrimenti non trovo lavoro" piuttosto che di una carriera vera e propria. Ma questo é oggetto di un possibile Spritz Debate. Il fatto resta che a spanne, le morsanesi dai 30 ai 40 anni di oggi (nate negli anni 70-80) figliano verosimilmente la metá della generazione delle loro madri (nate negli anni 50-60).


Rincara la dose il DailyMail "More than half of babies born to women who have turned 30, with one in five new mothers now aged 35 or over" ovvero, in Gran Bretagna, piú di metá dei bambini oggi nascono da donne con piú di 30 anni e uno ogni cinque nasce da donne ultra 35enni". In Gran Bretagna:
  • Nel 2013, 51% dei parti hanno riguardato mamme con piú di 30 anni
  • L'etá media del primo parto é salita la record di 28.3 anni
  • L'ONS (l'ISTAT britannico) spiega che le donne dilazionano la prima gravidanza per concentrarsi sulla loro carriera
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Articoli d'interesse: 


giovedì 27 novembre 2014

Morsanomentro: a Morsano la depressione costa oltre un milione di Euro l'anno

Un mito della storia mondiale Winston Churchill ci convisse per molto tempo e la chiamava "il mio cane nero": era la depressione.

Ci informa il "portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica" a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute che

"La depressione è un disturbo mentale che si presenta con umore caratterizzato da sentimenti di tristezza e sensazione di vuoto interiore, perdita di interesse e piacere, sensi di colpa e autosvalutazione, disturbi del sonno e dell’appetito, astenia e scarsa capacità di concentrazione. 
Questi problemi possono diventare cronici o ricorrenti e possono condurre a una sostanziale compromissione della capacità di prendersi cura delle proprie responsabilità nella vita quotidiana. Nelle sue manifestazioni estreme la depressione può portare al suicidio, a causa del quale muoiono in Italia circa 4 mila persone ogni anno". 

Si aggiunge la Repubblica: "Depressione, all'Europa costa 92 miliardi di euro l'anno". 170 leader internazionali si sono dati appuntamento a Londra per discutere della malattia che nel mondo colpisce 350 milioni di persone e che si è trasformata in un problema sociale ormai fuori controllo. Ora i governi hanno deciso di affrontarla. Anche per salvare la propria economia. 

Che la crisi globale della depressione sia il vero mostro del 21esimo secolo?
  • 350 milioni di persone che nel mondo soffrono di questa ostica malattia
  • "Mental Health Foundation. Mental Health Statistics" ha rilevato che oltre il 25% dei cittadini in età lavorativa ha sofferto almeno una volta di una malattia mentale, compresa la depressione.
  • Uno studio pubblicato da PLOS One, spiega come la malattia incida sulla produttività dei cittadini, elevando così i fondi necessari per le politiche statali di welfare (costi per i servizi sanitari, collocamento dei disoccupati e ricollocamento)
  • L'OCSE ha rilevato che disturbi mentali come la depressione costano ai Paesi mediamente, il 4% del PIL (per l'Italia equivarrebbe a circa €64.0 miliardi). La percentuale può raddoppiare o triplicare a seconda del numero dei disoccupati e delle politiche assistenziali che vengono di volta in volta adottate
I calcoli col "Morsanomentro": 
  • Il PIL nominale pro-capite in Italia è di 27mila Euro. Nel Nordest è più alto ma per semplicità arrotondiamo alla media nazionale. 
  • Siamo in 1000 quindi il PIL nominale di Morsano di Strada è circa €27-30 milioni di Euro.
  • Se il 4% del PIL è il costo della depressione (tra costi diretti e costi di welfare indiretti), allora il 4% di 27 milioni è circa 1.1 milioni di Euro.  
  • Il costo della depressione a Morsano è di oltre un milione di Euro
  • Inoltre se in FVG il 7.4% della popolazione ne è affetta, significa che a Morsano di Strada ci sono ben 74 persone che soffrono di depressione. 
  • Il costo economico-sociale della depressione a Morsano è di 1.1 mil di Euro per 74 persone, ovvero quasi 15mila Euro a testa all'anno

mercoledì 26 novembre 2014

Misteri della Fede: i dolori dei giovani architetti nel mondo d'oggi

«Gli architetti? I nuovi poveri» I loro introiti sono calati del 40% così titola il Corriere della Sera di oggi.

L’Ordine degli architetti ci racconta che il reddito medio della professione è attorno ai 17 mila euro annui (come quello dichiarato mediamente dai gioiellieri), in cinque anni la perdita di guadagno è stata del 40% e in più aumentano vertiginosamente le prestazioni non pagate.

Recentemente in Campidoglio per 140 posti si sono presentati in 25 mila architetti.

In bar in pausa pranzo si discuteva della professione di "architetto".

A spanne, l'edilizia residenziale in Italia ha seri problemi:

  1. ci sono più unità abitative di quanto siano gli abitanti (ad esempio parrebbe che il Friuli VG abbia circa 2 milioni di unità abitative contro una popolazione di 1.2 milioni)
  2. le ristrutturazioni si potrebbero fare ma costano e in questo momento le famiglie non hanno risorse per ristrutturare la casa di nonno
  3. i continui tagli di trasferimenti dalla Stato alle amministrazioni comunali hanno negli anni spinto le medesime ad incentivare l'edificazione in aree nuove pur di ricevere gli introiti relativi alle concessioni edilizie. Il che ha cementificato le periferie e sta facendo cadere a pezzi i centri storici anche dei piccoli paesi (dove però non si ristruttura per le ragioni viste al punto 2).
  4. IMU, TASI, TARES etc. sono indicatori di una tendenza dei governi a tassare la casa che è il tipico investimento fatto dagli Italiani negli anni passati, tanto che oltre il 70-80% degli italiani è proprietario della sua abitazione. Più tasse = meno incentivi a comprare casa o costruire casa,
  5. I costi delle nuove abitazioni sono diventati proibitivi in molte parti d'Italia per l'aumento del costo dei terreni e per l'obbligo degli oneri di edificazione oltre ai costi dei materiali spinti in alto dalla voracità cinese e da dinamiche di mercato internazionale.  
C'è poi l'edilizia pubblica che si può riassumere così: patto di stabilità. Ovvero zero opere pubbliche, zero appalti, zero gare, zero concorsi.

Con queste premesse non xe luganeghe per tutta la filiera delle costruzioni inclusi gli architetti.

Al che, il bar resta colpito da alcuni trend regionali e paesani:

A - come mai le persone più intelligenti (almeno sulla carta) e più titolate di noi morsanici han deciso di aprire una facoltà di architettura nell'università di Udine proprio negli anni in cui l'intero settore edile stava entrando nel tunnel illustrato dai punti qui sopra? C'era già Venezia e per decenni è bastata a tutto il Triveneto, perchè sia Udine che Trieste han deciso di aprire facoltà di architettura? Misteri della fede. 


B - già i "Frizzi Comini Tonazzi" negli anni Settanta - Ottanta cantavano "Archietettura che vita dura" decantanto le difficoltà a trovar lavoro ("cinque anni di laguna per poi star ad abbaiar alla luna" e " per tutte le signore, io sono l'architetto ad ore") e com'è che la gente ha continuato a studiarci? Misteri della fede.

C - quando a Gonars le ciabatte tiravano e c'erano fabbriche ovunque, c'era una sola banca con una filiale in paese. Quando le fabbriche han chiuso son arrivate altre 3 banche ad aprire filiali. Per lo stesso principio, Morsano, negli anni del boom economico e della "Milano da Bere" e delle case da costruire, non ha mai avuto architetti, ora, negli anni dello sboom e del declino, ne ha ben 3. Che sia un caso pratico di teoria dei maiali? (vedi "Spritz Debate: Vale la pena di andare all'università? (e la Teoria dei Maiali)") Misteri della fede.

S'è quindi visto cosa fanno gli architetti paesani applicando il morsanomentro. Ebbene, ben due sono emigrati (o "espatriati" come si dice per definire la fuga intellettuale) a Londra.  Per chi volesse rimanere le opzioni di solito sono il lavoro nello studio di famiglia o un posto statale/regionale/provinciale/comunale o parastatale in una delle 8.000 società partecipate pubbliche.

Insomma, il trend generale della professione sembra essere riflesso direttamente nel morsanomentro. 

mercoledì 19 marzo 2014

Idee Morsaniche: se la filiale della banca viene da te

Da tempo in bar si parla di esuberi e cambiamenti radicali in diverse banche, esempio "Unicredit, 14 miliardi di perdite. Piano industriale da 8.500 esuberi", "Da Intesa a Ubi e da Bpm a Mps. Ecco i licenziamenti banca per banca", "Mps, gli esuberi sono 8mila chiudono 550 sportelli", "
Banca Padovana, piano con esuberi" oltre la nota vertenza delle banche locali sfociata con lo "Sciopero Generale Regionale Bcc Friuli Venezia Giulia".

Questo blog ha anche menzionato il fenomeno che lentamente si osserva del "de-branching" cioè della chiusura delle filiali più remote. Il che a livello localissimo ha sempore fatto a pugni con il concetto di raccolta dei risparmi sempre più vicina a dove i risparmi ci sono. La pigrizia del portatore di banconote friulano è arcinota; lo sanno i commercianti dei centri cittadini che da sempre lottano contro le pedonalizzazioni perchè, dicono, se i Briatore de noantri non possono parcheggiare il SUV davanti al negozio, di certo non vanno a fare compere in quel negozio. Stessa cosa per le banche che negli anni Novanta ha iniziato a piazzare filiali in tutti i paesetti evidentemente perchè il risparmiatore non fa volentieri qualche chilometro in auto per andare in banca a depositare o chiedere prestiti. Salvo che chi di soldi ne ha da sempre avuti tanti, un giretto di villeggiatura nell'Austria del segreto bancario scritto nella costituzione, se lo è sempre fatto. 

Il popolo dell'osteria, usando il morsanometro, da anni ha messo sul tavolo il paradosso per cui a Gonars quando c'erano dozzine di manifatture del calzaturiero, in paese c'era un'unica banca, poi, quanto tutti han chiuso le fabbriche, son spuntate altre tre filiali di altrettante banche.  

Negli ultimi tempi una quota della popolazione locale (forse il 10-15%) s'è sempre più abituata alle tecnologie digitali per cui c'è una parte di utenti che usa solo o prevalentemente banche online o comunque i servizi online con poca necessità di passare in una filiale. In alcuni casi, c'è chi fa riferimento al "family banker". Insomma un mondo che sta mutando, anche se relativamente lentamente e ruota attorno alle (costose) filiali. 

Il premio per miglior filiale va alla banca della Mongolia "XAAH BANK" che come si può vedere nell'immaggine qui sotto, tratta dalla loro brochure aziendale, porta letteralmente la filiale nelle steppe. Una sorta di filiale mobile composta da una tenda con padella satellitare per comunicare in tempo reale con la sede centrale. 

Magari un giorno anche i paesini sperduti avranno la loro filiale nella forma di un camper. O forse la cartamoneta sarà di fatto abolita così tutto dovrà avvenire tramite transazioni tracciabili online o via bonifico o via bancomat? Chissà.

Ambiente informale, non serve la cravatta

martedì 4 febbraio 2014

Morsanometro: quanto incide Facebook nei nostri paesi?

Questo è uno di quei casi in si applica il "Morsanomentro".

Da poco meno di una settimana il "popolo della rete" s'è scatenato creando delle pagine che si chiamano "Sei di XYZ se..." dove XYZ è il nome di un paese.

Così, nello stesso periodo son nati: "Se Sei Di Morsano Di Strada", "Sei Di Gonârs Se...", "Sei di Castions di Strada se..." "Sei di Mortegliano se..." "SEI DI TALMASSONS SE...", "Sei di Bagnaria Arsa se...", "SEI DI MUZZANA SE. . .", "Sei di Pozzuolo se...", "Sei di RIVIGNANO TEOR se..." e via dicendo.
La prima analisi spiccia rioguarda i paesi che non hanno creato il gruppo (es. Fauglis, Bicinicco ma anche Palmanova) sulle cui ragioni si potrebbero fare diverse ipotesi che si lascia al lettore.

La seconda analisi riguarda il numero degli iscritti ai vari gruppi: in poche ore i gruppi sono diventati "virali" e praticamente tutti i paesani con account Facebook si sono iscritti. Ebbene, in media, ci sono 350 iscritti per i paesi che hanno 3-4 mila abitanti e qualche centinaio per i paesi sui mille abitanti. 

Insomma, quello che il Morsanomentro ci dice è che su Facebook i nostri paesi hanno una popolazione attiva pari al 12-15% della popolazione residente.

Ci sono poi le considerazioni che si possono fare sui contenuti e sul fatto che per lo più tutti scrivano in friulano (nonostante l'intestasione "Se sei di XYX..." sia in Italiano. 

Poi i temi ripercorrono: fatti legati alla chiesa come istituzione (parrocchie, messe, cerimonie), luoghi (latterie, scuole) e sopranomi (per lo più in friulano).  

E anche con questa mossa Facebook s'è incamerata una marea di profili dettagliati per appartenenza territoriale.

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Monete quadrate

martedì 8 maggio 2012

Beni all'asta: un indicatore dei trends economici?

Sul sito http://www.ivgudine.it potete vedere l'elenco dei beni messi all'asta in provincia di Udine. In particolare, se cercate immobili, seguendo il link http://www.ivgudine.it/beni_immobili/index.html?listtype=map si riesce a visionare una mappa che illustra anche il numero di immobili all'asta per ogni zona della provincia.

Fa specie che nelle zone industriali in questo periodo si noti un numero non indifferente di immobili, forse segno che la crisi ha colpito le imprese personali?

Ad ogni buon conto, sarbbe interessante per le discussioni in bar e per il morsanomentro, riuscire a monitorare i trend di lungo termine delle aste giudiziarie e vedere se esiste una correlazione con la situazion economica generale e con le specifiche caratteristiche della zona, siano esse produttive (es. distretto della sedia) o soggette a cambiamenti demografici (es Cervignano).




Spritz Decadence: I Giovani d'Oggi sono Ignoranti come Capre?

Questa mattina, durante l'appoggio al bancone per il caffè corretto, oltre che dei risultati delle elezioni amministrative s'è parlato delle parole della ministro Fornero la quale ha dichiarato: "Non conoscono le lingue, italiano compreso, e neanche i rudimenti della matematica, non sanno fare di conto" (vedi Corriere della Sera "Ma i giovani sanno troppo poco? I «voti» di Fornero dividono").


Siamo alle solite, ha detto qualcuno, si continua a dire che l'Italia ha meno laureati di altre nazioni ma non si dice che da noi la laurea è tradizionalmente più difficile che in nazioni come la Gran Bretagna, Austria o anche Francia. I morsanesi che lavorano per le multinazionali confermano che tra un laureato tedesco o italiano e uno di alcune altre nazioni, incluse l'America, non c'è paragone: ti prendi il tedesco (o l'italiano) a braccia aperte! 

Il problema è che anche in Italia le lauree stanno diventando più facili e questo lo dice il morsanomentro. Mai come negli ultimi anni s'è sentito in giro di ragazzi che alle scuole superiori si portano a casa medie dell'8 o anche del 9 (e qualche 10). Per di più con gli stessi professori che magari una quindicina di anni fa davano al massimo un 7 e mezzo ai migliori. I dati possono raccontare quello che vogliono ("lies, damned lies and statistics" lo conosciamo tutti) ma col morsanomentro non si sgarra. Chiaro che se poi mandi avanti studenti che hanno un'opinione di se inflazionata anche l'università si dovrà adeguare e abbassare gli standard.

Sempre il morsanomentro ci dice che i dimensionamenti meccanici che venivano usualmente assegnati agli studenti del Malignani un paio di decadi fa (es. dimensionamento di una cinghia trapezioidale) oggi non si osa farli fare agli studenti di ingegneria (ci si limita a fargli dimensionare una cinghia piatta). Senza entrare nel dettaglio, c'è il sospetto che il "Sistema" lavori per non dare delusioni a nessuno e i "poveri studentelli" non vanno traumatizzati perchè i genitori potrebbero far causa ai professori (e comunque in italia le scuole superiori sono "formative" e non "selettive") e poi all'università se questi abbandonano gli studi le rette chi le paga? Più promuovi più si iscrivono sembra essere il messaggio subliminale (vedi anche Spritz Debate: delle Universitá, degli Interessi di Quartiere e del Benaltrismo). Il risultato sono titoli di giornale come questi: "L'italiano va in vacanza: strafalcioni grammaticali per gli aspiranti avvocati"

Purtroppo, dicono i ben informati col caffè corretto Baileys (senza offesa, ma non è roba da donne?) tra le mani, che anche le università private sono soggette al rischio di abbassare gli standard pur di avere i finanziamenti degli studenti.

Nella gara "laurearsi a tutti i costi per soddisfare le medie OCSE" non vince nessuno perchè rischia di creare laureati mediocri e in battaglia col mondo del lavoro dove si percepiranno sottoccupati.
Nemesi Vichiana: i cicli e riciclaggi della storia

Altra cosa sono i centri di punta del mondo accademico nazionale ed internazionale. Qui però lo shock per gli italians è che sono istituti pieni zeppi di asiatici che 
A) ci tengono al pezzo di carta più di noi mase pasuz, 
B) hanno famiglie che spingono per il pezzo di carta possibilmente di prestigio 
C) hanno visto cos'è la povertà ed hanno una forte spinta psicologica per costruirsi un futuro 

Mettiamoci poi che il recente censimento ha scoperto che tendenzialmente i genitori italiani oggi rischiano di aver studiato più di quanto studieranno i loro figli e il cerchio si chiude. Peraltro in America questa tendenza è già attualità considerando che i cinquantenni di oggi hanno studiato solo due mesi in meno della media degli studi dei loro figli ventenni: il sorpasso è imminente. Ma questa discussione merita un altro post. 

Restando alle dichiarazioni della prof.ssa Fornero, il problema del non sapere fare i conti a mente o dell'aver perso una minima cognizione matematica è qualcosa che si riscontra sempre di frequente e che, a detta dei paesani, va di pari passo con quanto descritto in un post di qualche tempo fa "Il Dramma del Morsanico Moderno: la Dealfabetizzazione".

Tanta carne al fuoco e il caffè è finito.

Tra chi è pessimista e pensa si stia andando sempre più verso un sistema americano con scuole superiori deboli e università polarizzate tra poche eccellenti e molte mediocri e chi invece è ottimista e pensa che si stia navigando con gaudio (gaudeamus igitur) verso una qualifica accademica per tutti, il dibattito continua...

lunedì 26 dicembre 2011

Morsano Tic-Toc: Morsano e le nuove tendenze, quanto indietro siamo sull'eBook?

Stivaletto o scarpetta? Arancione o violetto? Giubbotto lucido o cappottino? Le mode iniziano a Milano/New York/Parigi/Londra poi arrivano nelle cittá medie come Bologna, Torino, filtrano nelle capitali di provincia da Padova a Chieti e a sgoccioli arrivano a Codroipo per poi fare capolinea a Morsano.

Alle volte, quando arrivano a Morsano, da New York é giá in pieno boom un'altra moda e il ciclo continua.

Un'analisi spannometrica (cioé fatta a spanne) puó facilmente far capire quanto in ritardo sia Morsano rispetto a New York osservando la differenza di tempo tra la nascita di una moda nella megalopoli americana e il suo arrivo qui da noi.

Il principio si puó applicare anche ad ambiti al i fuori del mondo del vestiario. La tecnologia é un settore che si presta allo stesso principio. La tendenza del momento riguarda gli eBook, ovvero i libri digitali che si leggono su supporti come il Kindle di Amazon o l'iPad o altri lettori che si sostituiscono al libro cartaceo.

Da diversi mesi, Amazon.com riporta piú libri venduti come eBook che in forma cartacea. Il che mette subito in allarme i librai e le relative librerie ma dovrebbe anche far pensare a quale sara' il futuro delle biblioteche comunali se non si adeguano con i tempi (anche se in Italia si tende ad aspettare lo stato di emergenza prima di fare qualcosa).

Ad esempio, su Amazon dall'aprile 2011 ben 242 Kindle books sono stati venduti per ogni 100 libri cartacei (Success Story: Phenomenal Rise Of eBooks) e la crescita delle vendite di eBooks dal 2010 é stata del 600%.

Nelle metropolitane delle megalopoli del mondo occidentale si vedono dozzine di passeggeri leggere sui  KindleNookSony ReaderBeBook NeoKoboPandigital Novel e ECTACO. Senza contare che pure sui tablet puoi metterti a leggere i tuoi libri preferiti.

Ma a Morsano (anche fuori dalla metro) di eBook Reader non se ne vede uno.

Ora si tratta di azzerare il cronometro e vedere quanto tempo ci vorrá perché i morsanesi inizino a comprare piú eBook che libri di carta. Magari alleggerendo le cartelle degli scolaretti sempre gobbi sotto il peso dei sussidiari cartacei.

...tic toc, tic toc

mercoledì 1 giugno 2011

Morsanometro: Morsano dá ai paesi poveri 36.000 euro all'anno

Se ci sono Numeri Utili c'é pure un Morsanomentro.

Cosí, ci hanno fatto notare che se c'é Numeri Utili: Contributi del G8 per i paesi poveri, allora ci dovrebbe essere anche "Morsanometro: Morsano dá ai paesi poveri 36.000 euro all'anno".

E cosí sia.

Se l'Italia devolve circa 36 euro ad abitante ogni anno a favore dei paesi poveri, allora i conti sono presto fatti con il Morsanomentro:

36 euro x 1.000 abitanti = 36.000 Euro

Da notare che, seguendo i principi del Morsanometro, Dorchester-on-Thames, ridente paesino di 1.000 abitanti della Gran Bretagna, devolve circa 156.000 Euro all'anno ai paesi poveri.

Mi sa che siamo un po' indietro...

domenica 15 maggio 2011

Numeri utili: Avvocati In Italia

La fonte é il Corriere della Sera (Il parlamento degli avvocati in conflitto d'interessi): l'Italia ha in assoluto il numero piu' alto di avvocati d'Europa. Supera anche la Germania che ha una popolazione maggiore.

Per capire quale sia la dimensione relativa della presenza di avvocati nella societa' nazionale, vediamo quanti avvocati ci sono su popolazione residente.
Ebbene, in Italia ci sono quasi 4 avvocati ogni 1.000 abitanti, come a dire che, applicando il Morsanomentro, a Morsano dovrebbero esserci 4 avvocati per rispettare la media. In realtá ne abbiamo 1 solo che peraltro é emigrato a Udine. Siamo quindi sotto la media nazionale.
Girando la frittata, viene fuori che i soliti paesi mediterranei, in termini relativi hanno piu' avvocati degli altri paesi europei. Essendo questi anche i paesi piu' vicini allo stereotipo di Repubblica delle Banane su piu' fronti ne deduciamo che avere tanti avvocati non é sinonimo di efficenza o maggiore civiltá giuridica bensí di burocrazia, inefficienza e complessitá delle regole. Solo in Italia, ci ha riferito un noto legale del foro udinese, si va dall'avvocato quando si riceve una multa in strada. Evidentemente le falle normative danno speranze di ricorsi e controricorsi un po' a tutti. A meno che noi qui ci si stia sbagliando e piú avvocati in realtá siano sintomatici di una societa' migliore. Ai lettori l'ardua sentenza.

Di certo suona strano il basso numero di avvocati della burocraticissima Francia.
Se andiamo a vedere quando mettono in saccoccia gli avvocati di casa nostra, si vede una notevole differenza tra i legali navigati e quelli che si stanno facendo il nome.


Da un punto di vista geografico, come ci si aspetterebbe per ogni professione, a Milano la moneta gira di piú mentre in meridione si rischia di guadagnare solo un terzo di quello che si guadagna al Nord.

Visto che evidentemente servono, é con soddisfazione che i contribuenti morsanesi hanno appreso qualche anno fa che anche l'Universitá di Udine ha aperto il corso di laurea in giurisprudenza. Bisogna dire che gli studenti ed i laureati in giurisprudenza si vestono molto meglio degli ingegneri e piuttosto che vedere disoccupati trasandati in giro per Udine, meglio che siano ben vestiti, che parin pi bon. 

martedì 14 dicembre 2010

Morsanometro: Morsano s'é caricata in un solo mese di ben 380.000 euro di debito pubblico

Parlare di figa tira sempre, discutere di corna non ne parliamo. Grandi proclami fanno sempre notizia ed in osteria é bello scaldarsi per questioni di politica dei proclami e di calcio. Al di lá di figa, politica dei proclami e calcio gli argomenti di vero interesse e passione si esauriscono.

Lo capisce un blogger di provincia e lo capiscono i giornali di grossa tiratura. Non a caso, quando si parla di economia e conti pubblici, le notizie non suscitano né clamore né audience, tanto che finiscono in fondo alla pagina pronte per il dimenticatoio.

In fondo, quando si parla di debito pubblico, deficit, fabbisogno, disavanzo primario, le cifre sembrano tutte dire "sbiricuda come fosse antani un miliardo ottocentomila con scappellamento a destra".

La sbiricuda di oggi é un laconico messaggio della Banca D'Italia riportato in fondo ed in caratteri minuscoli dal Corriere della Sera "Debito pubblico, nuovo record a ottobre": toccati i 1867 miliardi di euro contro gli 1.844 miliardi del mese di settembre 2010.

Per farlo sembrare meno sbiricuda, tocca fare come Gesú ed esprimersi a parabole (e vedrete che ce lo ricorderemo per bene):

In un mese (in un solo mese!):
  • il debito e' passato da 1844 a 1867 miliardi
  • dunque 1867-1844 = 23 miliardi
  • 23 miliardi diviso 60 milioni di italiani fanno 381 euro a testa (inclusi i neonati)
  • 381 euro a testa per 1.000 morsanesi fanno... 380.000 euro
Quindi... nel solo mese di ottobre 2010, Morsano ha accumulato un debito (pubblico) di 380 mila euro.

Come vi sentite ora?

martedì 26 ottobre 2010

Corna Paesane: 110 Uomini e 90 Donne Morsanesi Tradiscono

Lo dice il Corriere della Sera ("Tradimenti coniugali per il 55% dei mariti e il 45% delle mogli") che nel 70% dei casi di tradimento si tratta di scappatelle, nel restante 30% di relazioni stabili.

Leggendo tra le righe, la relazione extraconinugale stabile è in declino in favore del mordi e fuggi. Inoltre, lo dice anche lo psichiatra Willy Pasini che oggi si tradisce molto di più che in passato.

Le corna sono l'argomento di discussione più gettonato nelle botteghe paesane, nelle discussioni bisbigliate tra le Siure Catine de Noantri, tra le studentesse alla fermata della SAF in p.zza Antivari e nelle conversazioni telefoniche a costo zero (grazie Tele2...) tra amiche del cuore.

Non sono discussioni di certo disdegnate neppure in osteria dove il concetto di scappatella assume contorni culinari (diremmo alla "puttanesca") tra il disappunto per le troppe Moldave ed Ukraine a scapito delle Italiane (eh, in Friuli non ci sono più i night degli anni Ottanta!), le celebrazioni delle gesta di questo o quel noto Latin Lover paesano dal Pisello Irrefrenabile (per citare Paolo Guzzanti), fino ai commenti sulle somiglianze dei figli al..."vero" padre.

Insomma, le corna tirano (questo blog oggi si aspetta un'esplosione di visite).

Quello che a noi interessa però sono i numeri, se è vero che il 55% dei mariti tradisce almeno una volta nella vita, così pure come il 45% delle mogli, allora facciamo due conti. A Morsano ci sono 250 nuclei familiari, togliamo vedovi e chi fa nucleo familiare da solo, diciamo che restano 200 mariti e 200 mogli. Il 55% di 200 è 110, il 45% di 200 è 90.

Quindi, a Morsano:
110 mariti tradiscono la moglie
- di questi, 33 hanno l'amante (il 30% di 110) e per 77 è una scappatella
- 90 mogli fanno le corna al marito
- di queste 27 hanno l'amante e per 63 è una scappatella
- 60 morsanesi hanno l'amante (33+27)

In definitiva, se non sei tu a tradire, la statistica ci dice che... c'hai le corna!

mercoledì 28 luglio 2010

Morsanometro: Facebook a Morsano (e nel paese vicino)

Di qualche giorno fa la pubblicazione delle statistiche sugli utenti di Facebook. Ebbene, Facebook é diventato un continente quanto a "popolazione": ben 500 milioni!

L'Italia si colloca al sesto posto nel mondo quanto a numero di utenti, con ben 17 milioni.

Qui scatta il Morsanomentro!

17 milioni di utenti italiani su 60 milioni di abitanti della Penisola fa il 28.3 percento, il che significa che se Morsano ha 1.000 abitanti, gli utenti Facebook stimati dovrebbero essere 280.

A noi sembrano tanti, e crediamo che in effetti Morsano sia leggermente sotto la media italiana, in particolare considerando che il gruppo "Morsano di Strada Fan Club" ha 160 membri. Anche supponendo che ci siano morsanesi non iscritti al gruppo, forse si arriva a 200 utenti, che, ad oggi, 28 luglio 2010, é comunque un buon 20 percento della popolazione morsanese.

Per contro, il gruppo Facebook "Castions di Strada" conta 208 membri che su una popolazione del paese vicino di circa 2800 persone fa il 7.4 percento. Anche supponendo che ci siano 100 castionesi non iscritti al gruppo, si arriva a circa 300 utenti su 2800 e siamo all'11 percento scarso.

Il 20 percento contro l'11 percento...fa piacere che Morsano sia digitalmente avanti.

Infine le ore "perse" su Facebook. L'azienda dice che in media un utente spende 7 ore al mese sul sito di social network. Ebbene, 7 ore moltiplicato per 200 utenti morsanesi sono ben 1400 le ore mensili che Morsano getta nelle braccia di Facebook...

martedì 27 luglio 2010

Morsanomentro: Immobili Fantasma

Di qualche giorno fa la pubblicazione dei dati dell' Agenzia del Territorio sull'indagine sugli abusi edilizi ("L'Italia delle case fantasma"). L'Agenzia ha sorvolato tutto il territorio nazionale fotografando con grande precisione (l'incertezza sulle misurazioni é solo di piú o meno 50 cm) la Penisola e sovapponendo le immagini alle mappe catastali.

Ebbene, sono saltati fuori oltre 2 milioni di case non denunciate oltre ad abusi di varia natura. Nelle cittá chiaramente le terrazze abusive ed i sopraelevamenti senza permesso non sono stati rilevati dall'aereo ma nelle campagne non c'é stato scampo.

L'Agenzia cita pure delle statistiche che tutti le sanno "a pelle" ma che non si possono mai citare per non apparire sconvenienti e qualunquisti ovvero, il Sud batte di graaaaan lunga il Nord quanto ad abusi edilizi rilevati. Bon. E pobon.

Qui alcuni esempi citati dalla stampa nazionale:
  • la provincia di Salerno con ben 93.389 immobili fantasma su 139 comuni (in media 670 a comune);

  • la provincia di Roma con 68.779 immobili fantasma su 114 comuni (in media 603 a comune)

  • la provincia di Cosenza con 61.672 immobili fantasma su 154 comuni (in media 400 a comune)

  • la provincia di Bergamo con 17.874 immobili fantasma su 165 comuni (in media 108 a comune)

  • la provincia di Udine con 7.944 immobili fantasma su 122 comuni (in media 65 a comune)

  • la provincia di Milano con 4.241 immobili fantasma su 129 comuni (in media 33 a comune)

Dunque, usiamo il Morsanometro: se i comuni della provincia di Udine hanno in media 65 abusi edilizi rilevati dall'Agenzia del Territorio a Castions di Strada ce ne sono attorno a 65, ovviamente. Se il nostro paese é il 25% del territorio abitato comunale, allora a Morsano ci sono circa 16 abusi edilizi rilevati dall'Agenzia del Territorio (25% di 65).

Di case abusive non dovrebbero esserci peró abusi in materia di tettoie, prolungamenti, coperture, gazebi, box, legnaie ad uso garage etc. forse ce n'é piú di qualcuno. Resta da vedere se dall'alto sono stati rilevati...

... ai lettori l'ardua sentenza.

sabato 16 gennaio 2010

Inquinamento Ambientale: Morsano uccide le Balene con 50.000 sacchetti di plastica all’anno

Vi ricorderete senz’altro della tragedia dei capodogli spiaggiati e poi deceduti a Peschici in Puglia poche settimane fa. Un triste evento causato dai sacchetti di plastica, quelli comunemente utilizzati per la spesa. Infatti, dagli esami post mortem dei cetacei, i veterinari hanno appurato che questi giganti del mare erano stati soffocati da una quantità imprecisata di banali, se così possiamo definirli, sacchetti di plastica evidentemente scambiati per calamari.


Questo è solo un episodio ma è un fatto risaputo che i sacchetti di plastica siano la peste inquinate del mondo moderno. A differenza delle bottiglie di plastica e di molti altri contenitori di maggiore impiego, non sono assolutamnete riciclabili e si deteriorano solo dopo oltre 90 anni di esposizione alle intemperie. Se poi finiscono in mare, non solo non si degradano facilmente ma causano i danni di cui sopra. I sacchetti sono un triste ornamento delle rive dei canali di campagna e in città, li si incrocia spesso svolazzare fuori dai cassonetti o a bordo strada nelle piazzole autostradali, poi finiscono ovunque alla prima folata di vento. Insomma, una vera peste ecologica.


A spanne, mettendo in moto il morsanomentro, se in un’ora in un negozio escono 10 clienti con in media 1.5 sacchetti a testa, in 8 ore di esercizio ci ritroviamo con circa 120 sacchetti al giorno per singolo negozio. Considerando il numero e dimensioni dei negozi che ci sono in paese potremmo ipotizzare che Morsano contribuisce all’uccisione delle balene con circa 200 saccheti di plastica al giorno. Ovvero, considerando 250 giorni feriali … circa 50.000 sacchetti di plastica all’anno. Una cifra spaventosa!


La domanda morsanica che ci poniamo dunque è perché si continui ad utilizzarli. Perché non si passa ai sacchetti della spesa di carta (magari riciclata)? Perché non si inizia a fare come faceva nostra nonna ed utilizzare la borsetta di tela per portare a casa il pane ed il latte?


Ci dicono che dal 2011 i famigerati sacchetti di plastica saranno vietati per legge. Bene. Certo che però sarebbe stato bello che il nostro paese avesse capito il problema per tempo e autonomamente ne avesse bandito l’uso. Questo post sarebbe stato parte della sezione “Morsano Numero Uno” e la stampa ci avrebbe portati ad esempio nazionale. Invece siamo qui a scrivere nella sezione “Brutte Notizie” pensando che come sempre "ci facciamo guidare" e non siamo mai capaci di essere noi i promotori di iniziative importanti da leader di pensiero.


Purtroppo l’espressione “in culo alla balena” da oggi ha un nuovo triste significato, più legato ai sacchetti di plastica che agli esami universitari.

giovedì 7 gennaio 2010

Sperco di Pane: A Morsano ogni anno 2 tonnellate di pane buttato nelle immondizie

180 quintali di pane finiscono ogni giorno nella spazzatura solo a Milano. Questo dice il Corriere della Sera del 3 Gennaio 2009 (L’«ultimo minuto» per salvare il pane).

Dunque, una città come Milano di 1.3 milioni di abitanti spreca 180 quintali di pane al giorno ovvero 13.8 grammi ad abitante (18000 kg/ 1.300.000 abitanti = 0.0138 kg/abitante)

Applicando il morsanomentro, 13.8grammi per 1000 abitanti di Morsano risultano in 13.8Kg di pane gettato nella spazzatura di Morsano ogni giorno.

In un mese sono 165Kg ed in un anno ben 2 tonnellate.

Che dire, uno spreco che fa pensare.

PS in Italia sono 24.000 le tonnellate di pane sprecato ogni mese...

Nota: un commento dal Corriere "Il pane perso nell'età dello spreco"

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