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lunedì 3 agosto 2020

mercoledì 19 aprile 2017

Peripezie linguistiche in faccia ai morsanici che volano alto

Questo blog ha parlato del "jargon" o delle peripezie linguistiche che voleggiano in diversi ambienti regionali (soprattutto politici) nel post "Parla come Mangi: per un 2012 SENZA Sbirigude". 

In questi giorni, ai morsanici che volano alto, fuori dall'aeroporto di Ronchi, la nemesi di ogni cruscaro si è palesata.  

In un unico cartellone pubblicitario con un nome legato alla gastronomia francese si fa riferimento ai "prodotti tipici della tradizione italiana" e poi si menzionano "Eccellenze" "Territorio" "Wine" "Food" "Airside"... 

Per dirla alla Crux, "amici miei, siamo al top assoluto!"  

#Tuttofinito #EpicLinguisticHyperbole #EnglishComePiovesse #LuoghiComuniLinguistici #EccellenzeParastatali 


mercoledì 7 gennaio 2015

Calendario "le Udinesi 2015": Morsano c'è!

Ne parla il Messaggero Veneto: “Le Udinesi 2015” le ragazze fotografate vengono da diverse località del Friuli incluso Udine, Tavagnacco, Rivignano, Gonars, Talmassons (dov'è consigliere comunale), Pozzuolo, Cividale, Codroipo, Tolmezzo, Latisana, Forgaria e naturalmente Morsano di Strada! 





lunedì 15 agosto 2011

Concorso Strapaesano "il TUO sol de le alpi": i finalisti

Chi segue il blog sa che a gennaio avevamo bandito il "Concorso Strapaesano: il TUO sol de le alpi". Ognuno di noi, discendenti dai popoli del Nord, porta nel cuore il millenario simbolo delle Alpi come segno di legame ideale con il Territorio®.


Un po' come quando si vedono le nuvole in cielo e ci si immagina che figure stiano disegnando, guardando il mistico simbolo molti vedono anche altre cose care alla loro cultura di popolo legato al Territorio®.


Prima dei voti, qui dunque le nominations (non è inglese, è veneto e si pronuncia "nominasiòns"):


M'ama-non-m'ama delle Alpi

Cinesino malefico delle Alpi

Clessidre delle Alpi

Eliche delle Alpi

Farfalla delle Alpi

X-Files delle Alpi

Kenney delle Alpi


Peace delle Alpi

United Colors of Padovania

Vibro-Pannocchia dell'Alpe

Mariute d'Alpe (Rastapadan)

Il Suole delle Alpi
Grazie a tutti i 20.345 che hanno mandato suggerimenti ma questi sono quelli che la giuria ha scelto. La parola ora al televoto.

giovedì 2 giugno 2011

Se Leonardo Da Vinci progetta l'iPhone Touch...almeno secondo il Messaggero Veneto

Questo post é su un dubbio: quando il Messaggero Veneto ha messo un'immagine dell'iPhone (che scimiotta lo stile dei disegni di Leonardo) per poi metterci sotto la didascalia "un bozzetto di Leonardo", ci era o ci faceva?

Se ci faceva, é davvero divertente e complimenti per lo scherzo.

mercoledì 20 aprile 2011

Foto Shop: la Vetrina del Mastro Orafo (e Costituzionalista) a Udine

Orafo e Costituzionalista
Udine - 20 Aprile 2011 - ore 18.06
La vetrina della bottega di un mastro orafo (dove spesso sono esposte anche opere del Minto)

venerdì 15 aprile 2011

Space Invaders: Arsenico Lapin colpisce anche a Morsano

Ci è giunta una segnalazione urgente e molto concitata da un nostro inviato sul campo di battaglia di Piazza San Pellegrino.

Qui la segnalazione: "ou bloggers, questa mattina mi sono svegliato e ancora con i sgarbei negli occhi mi sono trascinato in bar per un caffè corretto. Entro, saluto, ordino il caffè e torno a uscire per berlo sul bancone all'aperto. Mi metto a leggere il giornale e ad un certo punto butto l'occhio verso il campanile per vedere l'ora. Come alzo lo sguardo, rimango abbagliato da qualcosa che il giorno prima non c'era. Mi è sembrato che fossero sbarcati gli alieni a Morsano! Un chiaro caso di SPACE INVADERS a casa nostra! Se non li fermiamo ci colonizzeranno!!!"


Ringraziamo l'esponente dei servizi secreti per questa drammatica testimonianza. La foto che ci ha inviato sull'invasione aliena parla più di mille parole...



Le regole del gioco: tanti invaders, un paese, tre vite


mercoledì 16 marzo 2011

Una forma di protesta: i cartelloni sul tetto con indicato il sito internet di chi protesta


Quando si tratta di opere pubbliche si puó manifestare il proprio dissenso in molti modi civili. La via principale é sempre il dibattito nelle sedi istituzionali, peró alle volte, se la questione é di fondamentale importanza per la comunitálocale ed ha un impatto sulla quotidianitá di tutti, si va in piazza.  

In piazza ci si puó andare fisicamente ma pure virtualmente come succede in giro per il mondo. Nella foto si notano dei cartelloni sul tetto di una casa, messi in modo da essere ben visibili dall'adiacente stazione dei treni. Si legge l'indirizzo di un sito http://www.trag-sos.co.uk/ dove si protesta contro il piano del comune di incrementare il numero di palazzi a ridosso del centro paesano.

Curioso e comunque efficace visto che ora ne parliamo pure qui.

martedì 22 febbraio 2011

Fotoriflessione: Libyen Realpolitik


Kaiser Realpolitik
 
Sozialdemokratische Realpolitik

Sur-real Politics


Politique Royale
Alhambra real politica




Fußball Politik (Fuarce Udin!)



giovedì 27 gennaio 2011

Concorso Strapaesano: il TUO sol de le alpi

Il soleone delle Alpi è erroneamente considerato da molti come il simbolo di un partito politico e per questo vorrebbero che a togliere gli adesivi che deturpano i cartelli stradali dei paesi della zona, fossero i legali rappresentanti di questo partito. In realtà, per amore di onestà intellettuale, ci preme sottolineare che si sbagliano.

M'ama non m'ama delle Alpi
Si tratta infatti di un simbolo che nulla ha a che vedere con un partito politico bensì si tratta di un fiore che simboleggia l'appartenenza ad un territorio® le cui radici culturali affondano nella notte dei tempi. Tempi di lotta contro la tirannia dell'invasore straniero (ad esempio i tedeschi di Barbarossa) e la difesa del territorio® comunale (le famose lotte dei comuni nel Medioevo). Non a caso, questo nobile simbolo è rappresentanto anche nel paese vicino nelle loro chiese millenarie della millenaria civiltà cristiana.
Lunga premessa per dire che è troppo facile puntare il dito verso questo o verso quello per un paio di adesivi attaccati sui cartelli. Se questi rappresentano un simbolo caro ai popoli del territorio®, che solo per coincidenza è anche il simbolo poi adottato dal Movimento®, vuol dire che chiunque, se appartenente al territorio®, avrebbe potuto attacarli per dimostrare il proprio amore nei confronti, appunto, del territorio®.

Pacifismo delle Alpi
Per sottolineare questa affinità culturale e simbolica dei popoli del territorio® (e quindi non dei soli aderenti al Movimento®) con il sol de le zone alpine, s'indice un concorso dal titolo: il TUO sol de le Alpi.

Partecipare è semplice: basta essere maggiorenni ed inviare l'immagine di una personale visione del simbolo millenario che ci è stato tramandato dal Medioevo. Una giuria democraticamente nominata e non eletta, vaglierà i lavori e ne valuterà la pubblicazione. Non ci sono problemi di copyright perchè è da 1.000 anni che esiste nella chiesa di San Martino.

Alcuni esempi qui di fianco.

giovedì 20 gennaio 2011

Spritz Politics: il "leghismo" e la subcultura del Nord

Il politologo Ilvo Diamanti, in un libro del 1996, intitolato "Il Male del Nord", delinea quelle che sono le caratteristiche del sentire comune nel Nord Italia in particolare in relazione all'allora emergente fenomeno Lega Lombarda. Diamanti individua quindi quattro termini che raccolgono questo sentire comune: "localismo", "questione settentrionale", "leghismo" e "Lega".

La connessione tra i contenuti dei primi tre termini con il l'espressione politica "Lega", non é automatica né diretta. Anzi, la maggioranza della gente si esprime politicamente attraverso altri partiti ma, non di meno, é influenzata della "questione settentrionale" che si manifesta attraverso il "leghismo". Il "leghismo" altro non é che un atteggiamento mentale che vede il localismo come ideologia e celebra il confronto tra il territorio contro il centralismo astratto. Il "leghismo" contribuisce a far emergere l'appartenenza al Nord come sentimento di diversitá impostato sulla frattura con il Sud e tra territorio locale e stato centrale.

Diamanti la mette giú in maniera dettagliata nel suo libro, ma se vogliamo riassumere all'osso: l'abitante del Nord ha una visione delle cose profondamente influenzata dal "leghismo" anche se poi non milita nella Lega o vota Lega.

Fin qui la teoria, vediamo ora la pratica.

A Morsano (e zone limitrofe) esiste una subcultura "leghista" molto forte che va oltre il voto dato alla Lega Nord. Fin qui nulla di trascendentale, peró é interessante notare l'intensitá di questo "leghismo" attraverso piccoli segni. Ne abbiamo individuati due (se i lettori ne hanno altri battano un colpo).

1- Poco tempo fa, il Corriere della Sera online ha aperto un sondaggio con questa domanda: Il leghista Borghezio sostiene che il Sud e l’Abruzzo sono un peso morto per il Paese e devono imparare a contare di più su se stessi. Sei d’accordo? Ebbene, su 20 mila voti, quasi il 40% ha detto "SI". L'Europarlamentare Borghezio ha esultato dicendo che se la Lega Nord a livello nazionale ottiene il 10% dei voti, che nel sondaggio ci sia un addizionale 30% che sposa "il pensiero leghista" é un gran successo!

Ecco, appunto. Qui é entrato in campo il fenomeno sociologico del "leghismo" dove persone che verosimilmente votano per partiti politici diversi dalla Lega, comunque sposano idealmente le affermazioni "nordiste" di Borghezio.

La patata si fa ancora piú bollente se si guardano i risultati del nostro sondaggio, tenuto in parallelo con quello del Corriere, che proponeva esattamente la stessa domanda. Ebbene, se la Lega Nord a Morsano ottiene circa il 20% dei voti alle elezioni politiche, nel sondaggio, il voto "SI" all'affermazione di Borghezio, raggiunge oltre l'84%. Dunque, ben il 64% dei morsanesi che non votano Lega, esprimono comunque un sentire "leghista".

2 - Gli adesivi con il simbolo usato dalla Lega Nord appesi da ignoti sui cartelli dei paesi e sui segnali stradali, da Casarsa della Delizia, a Pozzuolo a Castions e Morsano, possono essere intesi come un'espressione del "leghismo" cosí come teorizzato da Diamanti.

Appesi lí, sono un atto di deturpamento del bene comune (e pure un reato) peró vengono ampiamente tollerati. Tollerati dai militanti della Lega, tollerati dai partiti alleati alla Lega, tollerati dai partiti d'opposizione alla Lega, tollerati da tutte le forze politiche insomma, visto che nessun militante organizzato va a toglierli. Tollerati dalle autoritá che della pulizia di questi cartelli non ne fanno una prioritá ma soprattutto, tollerati dalla popolazione che ben si vede dal protestare perché vengano tolti e men che meno, qualche cittadino si prende la briga ti andare a toglierli.

Simili comportamenti di accettazione del vandalismo o del deturpamento si riscontrano nelle zone di mafia dove le organizzazioni malavitose possono agire indisturbate perché godono del cossiddetto "consenso sociale". Gli adesivi messi sui cartelli stradali sono accettati ampiamente e possono essere visti in chiave sociologica come un'espressione del "leghismo" dilagante.

Per verificare la teoria, provate a immaginare se sugli adesivi ci fosse stampata una bestemmia. Quanto tempo rimarrebbero su prima che qualche cittadino o qualche consigliere comunale andasse a toglierli di sua sponte?
...e il dibattito continua. 

lunedì 17 gennaio 2011

Morsano Number One: Clicktivismo senza limitismo. Morsano c'é!

Londra 17 gennaio 2011 "Clicktivists" sulla prima pagina dell'Evening Standard
Nel post precedente abbiamo spiegato cosa sia il "clicktivismo". Qui le immagini di quello che i nostri servizi secreti, in collaborazione con l'MI6 di James Bond, hanno recepito in quel di Londra nell'Evening Standard di questo pomeriggio (The Clicktivists - a new breed of protesters).

Dice il giornale (traduciamo per sommi capi): "Protestare con un ballo di massa fuori la banca d'Inghilterra non figurerebbe come un atto di disobbedienza civile se non fosse che venerdi scorso ad organizzarlo é stato un gruppo di attivisti sui social media per protestare contro i tagli del governo". Continua "questo tipo di proteste di massa mostra come l'attivismo si sia evoluto: l'evento era stato generato da discussioni tra gruppi di blogger, postato su Facebook e pubblicizzato via Twitter." Il risultato é stato che migliaia di persone, ad un'ora prefissata, si sono ritrovate di fronte alla banca a protestare, prendendo le autoritá di sorpresa ed ottenendo un notevole clamore mediatico. Esattamente quello che una campagna d'opinione mira ad ottenere.  
Clickattivismo é legato all'abbraciare cause via Facebook e sostenerle (like) con un click. Ora si sta assistendo all'evoluzione del fenomeno con attivitá che partono da un click ma poi anche richiamano la gente nelle strade o comunque, a fare qualcosa di concreto.

A Morsano non possiamo lamentarci e per una volta siamo al pari delle metropoli piú avanzate del mondo: abbiamo blog e blogger attivi su diversi fronti ma tutti aspirano ad una Morsano migliore, abbiamo un nutrito gruppo su Facebook che riceve informazioni su post ed eventi di interesse paesano e c'é pure Twitter che dispensa le news in tempo reale. La prossima sfida é di portare fuori dalle loro tane quelli che cliccano sui blog morsanici...
L'articolone che spiega cosa fanno i clicktivists a Londra
PS Interessante quello che racconta poi l'articolista: "I clicktivisti sono svegli, conoscono i vari media, hanno una gran familiaritá con le reti sociali, sono perfettamente consci dei limiti e degli alti e bassi di questi mezzi di comunicazione ma sanno anche come giostrarci attorno. Affrontano le questioni che gli stanno a cuore usando le reti sociali per veicolare l'attenzione di un pubblico generalmente scettico nei confronti dei canali tradizionali offerti dai movimenti politici".

Thanks for the nice summary Evening Standard!

mercoledì 1 settembre 2010

Foto Biricchina: illuminazione stradale e risparmio energetico - la testimonianza di un lettore terribile


Sempre a proposito di strade, scrive un lettore:

"Ieri sera [NDR martedi 31 agosto], ore 22.36, pedalavo in paese [NDR Castions] ed avendo letto del discorso del risparmio energetico in prova in via Svevo, per curiosità sono andato in quella direzione. Arrivato sulla via... mi è toccato scattare la foto. Più risparmio energetico di così... l'ere dut distudat!"

Ambasciator non porta pena e noi di cognome facciamo proprio Ambasciator... a sinistra la foto di via Svevo ieri sera :-)







PS e la fonte resterà segreta

domenica 8 agosto 2010

Dalla Sicilia immagini che richiedono una riflessione

Dal nostro inviato in Sicilia. Nella foto scattata poco fa qui a Palermo, si nota una cosa importante che salta subito all’occhio di qualsiasi castionese o morsanese: il nome della scuola, Vittorio Emanuele II.

Tutti sanno che Vittorio Emanuele II di Savoia fu il primo re d’Italia, titolo che assunse nel 17 marzo 1861 dopo le imprese dei Mille di Garibaldi nel Regno delle Due Sicilie e le varie Guerre d’Indipendenza in particolare in Lombardia e Veneto.

Quello che pochi notano pero’, sono le implicazioni per il Sud Italia della “conquista” sabauda dei territori meridionali. L’impatto visivo per il turista (che abbia un minimo di spirito d’osservazione) e’ rappresentato in prima istanza dal nome delle piazze, delle vie e degli edifici pubblici. Molte delle vie sono intitolate ad “eroi” piemontesi o sabaudi: da via Cavour a via Emanuele Filiberto, da piazza XX Settembre (data della presa di Porta Pia) al Liceo Classico Vittorio Emanuele II appunto.

Provate a pensare: quante scuole sono intitolate al primo re d’Italia da noi in Friuli? A occhio nessuna. Invece in Sicilia ed altre regioni meridionali di intitolazioni ad “eroi del Nord (Ovest)” ce ne sono a bizzeffe soprattutto se si tratta di vie o piazze principali.

Cosa ne concludiamo?

Che “gli italiani” e la loro dinastia regnante “piemontese” imposero la loro dominazione al Sud facendo leva anche sugli aspetti piu’ spiccioli (come ad esempio cambiare il nome delle vie) di quella che di fatto fu una conquista con la forza o sotto la spinta di promesse di riscatto sociale poi non mantenute.

Tant'é che di esempi di strenua resistenza da parte dei Borbonici e di angherie dei conquistatori ne esistono: a partire dalla difesa di Gaeta da parte dei fedeli al re delle Due Sicilie fino al febbraio 1861 (che termino’ in una cruenta uccisione di 2.800 tra civili e militari da parte dei piemontesi che peraltro persero qualche centinaia dei loro), passando dalla strage di Bronte (rivolta contadina repressa nel sangue dai garibaldini), al Massacro di Pontelandolfo, Casalduni e Campolattaro (per rappresaglia un battaglione di 500 bersaglieri massacrò oltre 200 cittadini e distrusse il paese incendiandolo: molte donne furono stuprate prima di esser assassinate e non furono forniti dati ufficiali sul numero totale delle vittime della repressione) fino alla Rivolta del 7 e mezzo a Palermo (violenta dimostrazione antisabauda, organizzata da garibaldini delusi, reduci dell'esercito meridionale, partigiani borbonici e repubblicani, che insieme formarono una giunta comunale. Dovette intervenire l'esercito, mentre le navi della Regia Marina e quelle inglesi bombardarono la città. Molti dei rivoltosi furono arsi vivi, combattendo casa per casa e distruggendo Palermo, che fu "riconquistata" da circa 40.000 soldati. Alla fine furono oltre 200 le perdite militari e oltre 1.000 i civili passati per le armi). Poi pochi sanno dei "lager" sabaudi al Nord dove furono rinchiusi e trovarono la morte migliaia di borbonici (vedi "la pulizia etnica piemontese").

Poi c’e’ tutto il discorso dei tesori del Sud trafugati e trasferiti nelle casse sabaude o dell’oppressione dei “baroni” latifondisti meridionali che non fu per niente scardinata per favorire le masse contadine che anzi, si trovarono a cambiar governanti senza nessun miglioramento della loro condizione di servi della gleba.

C’e’ poi una revisione storica del fenomeno del brigantaggio che nelle scuole del Nord era (e’?) raccontato come un aspetto negativo del periodo post unitario. Sempre piu’ studiosi stanno rivedendo il fenomeno in chiave diversa con i piemontesi visti nella veste di oppressori, alleati dei latifondisti meridionali, contro le masse contadine costrette a subire i balzelli degli uni e la schiavitu’ senza diritti imposta dagli altri. Masse contadine che quindi vedevano nella guerriglia armata una passo necessario per ottenere giustizia sociale. Tra gli altri, il libro di recente pubblicazione “Terroni” di Pino Aprile, esplora alcuni di questi aspetti.

Tornando a noi ed alla nostra foto, questo e’ cio’ che capiamo guardandola: una terra martoriata 150 anni fa e costretta a subire ben oltre il lecito.

Bene farebbero gli amministratori locali meridionali a cambiare i nomi delle loro vie, delle loro piazze e delle loro scuole con personaggi in cui la popolazione possa riconoscere una radice locale ed eroi propri e non imposti dall’alto. Via Martiri di Bronte, via Francesco II di Borbone e regina Maria Sofia, piazza Eroi di Gaeta, piazza Federico II di Svevia, Scuola Elementare “Magna Grecia”, renderebbero di certo piu’ giustizia all’orgoglio locale che una massa di “eroi” imposti da Torino.

NB nelle foto seguenti si possono notare altri monumenti locali.

Per approfondire:

"I Savoia e il massacro del Sud" di Antonio Ciano - Edizione Grandmelò, Roma, 1996

"Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero meridionali" di Pino Aprile, Edizioni Piemme, 2010

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