venerdì 22 novembre 2013

Numeri Utili: Commercio (interno) delle Cittá Americane

The Economist, nell'articolo "Metropolitan trade. Open cities. The humming trade between American towns" sottolinea come l'America dipenda molto meno dal commercio internazionale (international trade) che altri stati del mondo. Questo, ovviamente, perché gli USA, nel loro insieme, sono giá un mercato molto grande ed attivo.

Di fatti, dalla somma di import ed export gli USA derivano solo il 25% del PIL mentre, ad esempio, per l'Olanda é il 140% del PIL, il 90% per l'Irlanda, il 58% per l'Italia, il 50% per la Cina e il 45% per la Gran Bretagna.    

La cosa interessante é il commercio tra le diverse cittá americane: nel solo 2010 sono transitate merci per un valore di ben 20.000 miliardi di dollari ($20 trillion) ovvero ben oltre il 100% del PIL nominale americano (nello stesso anno pari a $ 15.000 miliardi). Insomma, il commercio tra cittá americane é attivissimo ed intenso. 

In particolare, gli scambi commerciali delle prime 20 cittá valgono da sole un terzo del totale del commercio interno statunitense. Gli scambi non sono solo in beni di base come petrolio e frumento ma circa il 30% sono transazioni di beni finiti delle industrie avanzate. 

St. Louis e Detroit fanno piú scambi commerciali dell'intera Olanda! 

giovedì 21 novembre 2013

martedì 19 novembre 2013

Spritz Printing: la stampa 3D distruggerá, cambierà o sarà indifferente per l'industria friulana?


La discussione è da un po' che gira nella Morsano (conf)industriale e (conf)artigianale: con la diffusione delle stampanti 3D per uso commerciale e quindi con prodotti che iniziano ad andare oltre i prototipi industriali e le protesi dentarie, si arriverà ad un punto in cui la metalmeccanica friulana sarà interessata dall'evoluzione delle stampanti 3D?

La discussione è aperta perchè ci sono ben tre posizioni sollevate (assieme ai calici) dagli uomini e donne dello Spritz:

- la stampa 3D è ancora troppo rudimentale per sostituire la carpenteria meccanica e per eliminare le lavorazioni con macchine utensili tipica della meccanica friulana. Quindi per un po' non sarà un fattore dirompente. Si può ignorare per almeno i prossimi 30 anni.

- la stampa 3D sta facendo rapidi progressi tanto che nelle industrie innovative e d'avanguardia (vedi immagine delle turbine della Rolls-Royce) per la componentistica già si pianifica l'uso delle stampanti 3D le quali producono più rapidamente il prodotto finito e a una frazione del costo delle metodologie tradizionali. Di certo il mercato della componentistica ne risentirà in tempi brevi (3-5 anni). Da li poi si sposterà a parti sempre più grandi e a scalare tutto il comparto della meccanica di precisione e poi la carpenteria pesante ne risentiranno pesantemente.

- la stampa 3D rimarrà una cosa di nicchia e la metalmeccanica friulana può dormire sonni tranquilli. Quindi chi se ne fresa della 3D!

...e tra una svasatura e l'altra il dibattito continua

lunedì 18 novembre 2013

Dei Piccoli Comuni: Esercizi Lessicali e Cambiamenti Sostanziali (e d'Imperio)

Le cinture di sicurezza venivano montate sulle auto italiane destinate all'export già negli anni Settanta (ad es. la Francia le rese obbligatorie nel 1975) però in Italia, chi aveva una di quelle auto, non se le allacciava. Non certo perchè si mettesse in dubbio l'utilità salvavita delle cinture (la sostanza della questione) ma perchè non gli era stato imposto (l'obbligatorietà della questione). Quando divennero obbligatorie per una legge calata dall'alto nel 1988, tutti si conformarono in silenzio.

Cadere in moto ad alte velocità è abbastanza evidente che faccia danni alla testa (la sostanza della questione) però non è che ci fosse la corsa a mettersi su il casco fino a che una norma del 1992 lo rese obbligatorio. Da allora tutti se lo mettono su senza neppure dubitare per un momento che sia una cosa utile (l'obbligatorietà della questione).

Nel campo medico, studi scientifici e pubblicati in Australia nel 1984, avevano identificato in un batterio, l'Helicobacter pylori, la causa dell'ulcera, quindi con antibiodici curavi l'ulcera (la sostanza della questione). Nel frattempo, negli USA e nell'Europa occidentale, due regione molto avanti con la medicina, si continuava a "curare" l'ulcera con un'operazione chirurgica di rimozione di parte dello stomaco. Questa preferenza per la chirurgia andò avanti per 20 anni... finchè si fece strada nelle varie comunità sanitarie nazionali il concetto di cambiare drasticamente ed attaccare con le pillole e non con il bisturi (l'obbligatorietà della questione). PS la scoperta di 20 anni prima fece prendere il Nobel nel 2005 ai due ricercatori.

MORALE DELLA FAVOLA N.1: noi esseri umani resistiamo i cambiamenti anche di fronte all'evidenza. Nelle "Business Schools" ti dicono che "people resist change" (la gente resiste il cambiamento) per spiegarvi che, quando sarete dei managers, per ogni cambiamento aziendale che vorrete attuare dovrete sputare pallini e questo per una comunissima questione antropologica. Non c'è una logica nella resistenza di fronte all'evidenza (le cinture perchè non metterle se sai che facendo un incidente rischi la TUA salute?) però senza l'obbligo non funziona. Dopo l'obbligo tutti si adeguano e zitti (e cinture allacciate).  

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Nel diritto penale i reati si distinguono in delitti e contravvenzioni a seconda della specie di pena prevista dal codice penale (art. 39 c.p.): i delitti sono quei reati per cui è prevista la pena dell'ergastolo, della reclusione, della multa, mentre le contravvenzioni sono quei reati per cui è prevista la pena dell'arresto e/o dell'ammenda. Tuttavia, nella nostra vita di ogni giorno si guarda alla sostanza delle cose: "ho preso una multa" e "lo hanno arrestato" è pienamente in linea con l'essenza di quanto accaduto e nessuno si sognerebbe di rifarsi il vocabolario perchè si tratta di "ammenda" e non di "multa" o perchè è soggetto alla "reclusione" non all' "arresto". Si chiama "sostanza delle cose". 

MORALE DELLA FAVOLA N.2: Quando si parla dei piccoli comuni, si può fare un trattato di lessico legale (unione, fusione, definizione precisa di "piccolo comune" ecc.) o una dissertazione sulle posizioni partitocratiche ma sulla tavola della discussione resta la domanda: il TUO comune è o non è troppo piccolo per essere un'entità sostenibile alla luce delle condizioni socio-economiche attuali e future?  

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MORALE DELLE FAVOLE: Possiamo tracciare un parallelo tra l'uso del casco per chi va in bici e l'esistenza di un comune di meno di 4.000 abitanti con un'unica frazione. 

Casco per bici: sarà mai di uso comune?
Noi e voi, cari lettori, siamo pienamente d'accordo che andare in bici senza casco è notevolmente più pericoloso che andarci CON il casco. Siamo pure certi che se andassimo a guardare le statistiche degli incidenti stradali scopriremmo che i danni cerebrali subiti dai ciclisti sono un numero notevole sulla percentuale del totale degli incidenti che coinvolgono ciclisti con relativi incrementati costi sulla salute personale e sulla Sanità pubblica. Scopriremmo poi, che nelle nazioni dove il casco per i ciclisti è obbligatorio, si muore meno e ci sono mediamente meno danni fisici per i ciclisti coinvolti negli incidenti.

Allora perchè cazzo noi e voi il casco non ce lo mettiamo quando andiamo a pedalare sulla Napoleonica? Risposta: perchè la parte "sostanziale" del problema nulla può se non è marchiata a fuoco da una componente impositiva. 

Possiamo discutere ad libitum delle sbiricude terminologico/lessicali legate al futuro dei piccoli comuni ma fin che dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Merkel (attraverso il governo italiano) non arriva l'ordine di piastrellare i comuni sotto i 10.000 abitanti, neppure di fronte alla sostanza dei dati che mostrano maggiori costi pro-capite, risorse umane inadeguate e maldistribuite (es. troppi impiegati vs pochi operai comunali) e generale povertà di servizi, non cambierà nulla. 

D'altronde l'ultimo che cambiò i comuni qui da noi fu Napoleone nel 1805 ed era un sovrano assoluto che agì d'imperio. 

In attesa dell'atto d'imperio dall'alto, l'unica cosa che può essere fatta, e non è poca cosa, è un'opera di sensibilizzazione trasversale ai colori politici affinchè le popolazioni siano pronte e il più concordi possibile per quando la Merkel affonderà il coltello e si sia pronti a raccomandare aggregazioni con un senso logico. Il rischio è il finire aggregati in fretta e furia con comuni poco affini (es. Varmo) "solo perchè parte del vostro collegio alle elezioni provinciali e visto che abbiamo una fretta teutonica di imporvi le riforme strutturali state lì e zitti". 

Nella sostanza si deve influire sulla questione partendo dal basso, fare massa e cercare poi di influire, per quanto umanamente possibile, sull'imperio che verrà. 

giovedì 14 novembre 2013

I Simpson contro la Casta: “Questa scuola è più corrotta del Parlamento italiano”

Al minuto 0.51 del 534esimo episodio trasmesso in America domenica 10 novembre sul canale Fox, il giornalista Kent Brockman usa una telecamera nascosta per fornire le prove al preside Seymour Skinner di come tutti gli alunni copino. E, nel servizio trasmesso, paragona la scuola frequentata da Bart e Lisa Simpson “più corrotta del Parlamento italiano


martedì 12 novembre 2013

Spritz Urbanization: Rilanciare il Centro Storico dei Paesi si puó fare... con piú Tasse?

L'opinione pubblica é concorde su una cosa: i Centri Storici dei paesi di provincia da decenni versano in condizioni generalmente penose.

Case disabitate, negozi con le saracinesche perennemente abbassate ed arrugginite, tetti pericolanti, calcinacci che si staccano o comunque gravi segni di incuria individuale delle costruzioni e un generale abbruttimento complessivo.

Stringendo all'osso, le cause sono molteplici tra le quali il fatto che dagli anni Ottanta in poi costruire un'abitazione nelle zone ex-agricole della periferia ha sempre costato meno che ristrutturare in centro, in centro mancano parcheggi e garage nelle case a pianta ottocentesca concepite quando in famiglia nessuno guidava, le amministrazioni regionali/locali per varie ragioni han fatto cassa concedendo la fabbricabilitá in terreni periferici, si é allungata la vita media degli anziani che son rimasti nelle case del centro i quali non han incentivi ad apportare migliorie alle loro abitazioni ecc.

La morale é che il Centro Storico dei paesi fa schifio e qua se n'era parlato in un post del 22 luglio 2010
"Delle case in centro paese: come farle ristrutturare?"

Concettualmente il problema é simile a quello che vive via Mercatovecchio a Udine. Al che é sorta l'idea (per ora esplorativa) dell'amministrazione comunale udinese riassunta in questo titolo del Messaggero "Udine, il Comune: Imu più cara per i negozi sfitti in centro".

Nella liberale Gran Bretagna, i grandi patrimoni immobiliari dei nobili, nel secolo scorso iniziarono ad essere soggetti a forti tasse di sucessione che, assieme ai costi della manutenzione delle grandi ville di campagna, comportarono il progressivo passaggio di proprietá delle medesime ad aziende che ne hanno fatto appartamenti e alberghi o ad enti che ne han fatto dei centri culturali e turistici. Il cambio é quindi stato, sebbene in parte, indotto dalla leva fiscale. 

La patologia c'é: l'evidente abbandono del Centro Storico e il suo progressivo abbruttimento. Ora si tratta di capire quale cura funzioni. 

Cosí al bar le posizioni di zeometri, periti e archispritz s'é divisa tra:

- chi dice che avrebbe senso tartassare i proprietari degli edifici non utilizzati nei Centri Storici per stimolarne o l'utilizzo o la vendita a chi ne farebbe utilizzo
- e chi dice che le tasse son gia' alte e non sortiscono una leva sulle decisioni individuali

...e l'abbruttimento dei centri storici continua

giovedì 7 novembre 2013

Il Graffio Morsanico: dei Comuni del Friuli VG e fine delle Province

Abbiamo interecettato questo commento da un morsanico:

"In Friuli Venezia Giulia vivono 1.222.000 abitanti, di cui 395.000 nei 4 capoluoghi e 827.000 negli altri 214 comuni (una media di 3865 ab/comune). Immaginando ad esempio la fusione dei comuni di Castions di Strada, Mortegliano e Talmassons avremmo un macrocomune di 13.160 abitanti (praticamente come Latisana o Cervignano) e, facendo la stessa cosa con tutti i comuni del FVG arriveremmo ad un totale di 67 comuni in tutta la regione (2 a TS, 9 a Go, 21 a PN e 35 a UD). 

Risultato: le province si annullano da se". 


martedì 5 novembre 2013

Se si Scaldano le Padelle dei Tornei di Golf in Zona

Tra qualche anno, forse, ci sara' un centro golfistico qui in zona. Per ora non resta che immaginare quale potrá essere il tipo di tornei in cui potranno cimentarsi i giocatori locali.

La morsano golfistica per ora si scalda a Grado in attesa del Frico Open di Bicinicco.

lunedì 4 novembre 2013

Spirtz Gender: la Proposta sul doppio voto di genere (obbligatorio votare una donna)

Qualche mese fa é apparso sui giornali "Serracchiani gioca la carta del voto rosa" nel quale si annunciava l'intenzione dell'allora candidata presidente alla regione di portare avanti la doppia preferenza di genere sulla scheda elettorale. Cioé, sulla scheda elettorale si devono votare due candidati di cui uno deve essere perentoriamente di una donna.

Non é cosa nuova visto che fu introdotta anni fa in Campania dalla giunta Bassolino e poi in Sicilia da Crocetta. Nel 2010 la Corte Costituzionale ne ha anche sancito la legittimitá costituzionale.

Ora dalla campagna elettorale si sta passando ai fatti e pare che questa proposta sia sul tavolo dei tenici per diventare legge regionale.

Al che da giorni in bar non si parla d'altro. Il dibattito si allarga subito alle vicende dei singoli imprenditori alle prese con le assenze per maternitá e passa quindi agli altri aspetti della disparitá tra uomini e donne in Italia.

  • L’Italia ha il tasso di occupazione femminile piu’ basso tra i paesi Ocse (51% contro oltre il 65% di media OCSE) nonostante le donne siano in media più istruite. Ci siamo chiesti il perche’?
  • C’e’ poi il famoso glass ceiling: ad esempio l’Italia non ha mai avuto un ambasciatore donna in 150 anni di storia (ce n’e’ una da soli 2 anni).
  • L'Italia spicca per basso tasso di natalità, che è tra i più bassi del mondo: 1,41 figli per donna contro i due di Francia, Islanda, Irlanda, Messico, Nuova Zelanda, Turchia e Stati Uniti. Ci siamo chiesti il perche’?
  • Meno del 30% dei bambini al di sotto dei tre anni usufruisce dei servizi all’infanzia e il 33% circa delle donne Italiane lavora part-time per conciliare lavoro e responsabilità familiari (la media OCSE è 24%). 
  • Le donne sono spesso percepite come le prime responsabili per la cura della famiglia e della casa. Il tempo dedicato dalle donne italiane al lavoro domestico e di cura limita la loro partecipazione al lavoro retribuito. Vero che in tutti i Paesi Ocse le donne spendono il doppio del tempo rispetto agli uomini nella cura dei bambini e degli anziani, e naturalmente noi uomini abbiamo molto più tempo libero: in Italia 80 minuti in più, contro poco più di 50 minuti di Polonia, Messico e Spagna, e appena una manciata di minuti della Norvegia, il Paese Ocse più virtuoso da questo punto di vista. Ci siamo chiesti perche’ la Norvegia’ e’ cosi’ avanti e cosa si potrebbe copiare da loro?
I sociologi di certo spiegano i perche’ di questi fenomeni in Italia e di certo la letteratura in materia e’ ricca, ma Morsano si divide:
  • Tra chi dice che i dati dimostrano come siano le donne a non votare altre donne e quindi sono loro a cercarsi l'esclusione. Di fatto se non voti donne chi e' che poi in sede politica dovrebbe rappresentare le tue istanze di madre, figlia, anziana? Essenzialmente, cazzi vostri.
  • e chi sostinene che la preferenza di genere e' un passo necessario per portare l'Italia a livelli di partecipazione politica piu' elevati e pari ad altri paesi Occidentali. Saranno poi le forze politiche ad attivarsi per far crescere un personale femminile degno di una candidatura
...sferruzzando a punto e croce (sulla scheda elettorale) il dibattito continua 

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Vedi anche 
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Conclusione di uno studio OCSE sul tema:

"Tuttavia l’effetto complessivo della riforma deve essere valutato anche sulla base dei tagli ai fondi pubblici allocati per i servizi all’infanzia, che si aggiungono ad una probabile riduzione nella cura informale fornita dai nonni legata l’innalzamento dell’età di pensionamento. Il contributo che le donne potranno dare al mondo del lavoro, alla sicurezza economica delle famiglie e alla crescita dell’economia dipenderà però anche dalla misura in cui gli uomini in Italia saranno pronti a contribuire al lavoro domestico e alla cura della famiglia".

venerdì 1 novembre 2013

Numeri Utili: schiavi nel mondo (2013)

In totale, nel Mondo, ci sono 30 milioni di schiavi.

Lo dice l'Economist in "Slavery - Dry bones. A hateful practice with deep roots is still flourishing" del 19 ottobre 2013" secondo il quale nel mondo ci sono ancora persone che vengono tenute in schiavitú i cui figli nascono schiavi. Come ai tempi dei romani e degli antichi egizi!

Nell'Occidente la schiavitú esiste, sebbene in forma marginale, e per lo piú é associata con la schiavitú sessuale legata alla prostituzione di ragazze straniere di paesi poveri, tenute in ostaggio magari sequestrando il passaporto e facendole vivere in clandestinitá. Tuttavia é nei paesi emergenti che i numeri si fanno preoccupanti.

Di fatti, tra India, Cina e Pakistan si parla di oltre 19 milioni di individui tenuti letteralmente in schiavitú. Il sistema delle caste in India gioca un ruolo cosí come i matrimoni combinati e forzati delle bambine, 

In Gran Bretagna si stima gli "schiavi" siano 4.600 per lo piú nella prostituzione o persone con problemi mentali costretti a chiedere l'elemosina o a fare lavori sporchi sotto il giogo di gang criminali. 

Numeri utili: nazioni alleate, aree di influenza e nemici degli USA (2013)


Tratto dal FT "Washington feuding erupts over surveillance of allies" offre uno spaccato sulle "nazioni piú vicine" agli USA e quelle che sono i suoi "alleati" e quelle che rientrano tra gli "amici".

Ovviamente ci sono anche i principali "target".

Scoperto in India il modo sicuro per non essere intercettati o spiati


...il primo ministro indiano non ha l'email, non usa smartphones... semplice no?

giovedì 31 ottobre 2013

Idea Morsanica: Ci vorrebbe Bansky a Morsano

A new York, l'artista inglese Banksy, sta ravvivando il turismo culturale con il modo di fare arte del tutto particolare. Ha disseminato la città di suoi graffiti prediligento aree secondarie e magari poco visibili scatenando così una sorta di caccia al tesoro tra i suoi fan e tra gli appassionati di arte che finiscono per scoprire angoli semi-sconosciuti di New York.

E' una sorta di museo diffuso con tanto di cartina delle opere pubblicata sul New York Times.

Insomma Banksy ha regalato a NYC il suo museo diffuso, un motivo in più per tornarci. 

E se venisse a Morsano a grafittare alcune pareti nelle vie e nelle piazze? Sarebbe un motivo in più per venirci. 


martedì 29 ottobre 2013

Numeri Utili: Pagamento delle Multe Online nei Comuni Italiani (2013)


Sono tecnicamente contravvenzioni ma nel linguaggio comune sono multe. Purtroppo il ritardo digitale e delle infrastrutture di pagamento si vede anche nelle piccole cose come le multe per divieto di sosta.

Fonte Repubblica E-commerce e servizi al cittadino "Ora è possibile la svolta digitale"

domenica 27 ottobre 2013

Spritz Me-Myself-and-I: Conta piú la Competenza o la Sicurezza in Sé? (Competence vs Confidence)

Il dibattito é molto friulano in natura. In Friuli si tende ad avere una mentalitá volta alla concretezza, al "fare" le cose piuttosto che teorizzarle o alle "chiacchere". questo si riflette (o ne é il riflesso?) del tipo di produzione che si predilige, cioé la costruzione di cose fisiche e tangibili come sono le manifatture (mobili, meccanica, chimica ecc.). In giappone si chiama "Monozukuri" e questo blog ne aveva giá parlato (vedi La “Monozukuri” Friulana: Se lavorare è fare “cose” piuttosto che “servizi”).

Tra le aree"soft" e "non tangibili" ci sono i servizi o il terziario piú o meno avanzato. Tuttavia, questo tipo di rapporto tra tipi di produzioni nel discorso che si faceva al bar, é stato trasferito alle caratteristiche personali, ovvero, del bilancio tra "saper fare" e il soft "saperla raccontare".

La battaglia nel mondo del lavoro é sempre tra "competenze" e "saperla raccontare". Ovvero, tra quello che effettivamente si sa e la fuffa.

Al che la platea appoggiata al bancone s'é divisa in due filoni:

- quelli che ritengono che é meglio saper fare le cose e che saperla raccontare, soprattutto in tempi i crisi in cui ogni lavoratore é pesato fino all'ultimo grammo per l'apporto che dá ad un'impresa. Per dirla con Lucy Kellaway "Competence beats confidence every time at the office"

- e chi sostiene che é ora che i friulani imparino a raccontarla e sappiano vendersi meglio di quanto sanno fare le cose visto che il mondo é sempre piú in mano ai raccontatori che ai produttori. Non serve saper produrre se poi non sai vendere e non serve avere titoli se non sai venderti. Un esempio sono le mele prodotte nella bassa friulana contro le mele di altre zone d'Italia che grazie al marchio ed alla pubblicitá finiscono con l'essere sul mercato a prezzi molto maggiori pur avendo caratteristiche simili alle nostre. A essere produttori che la san raccontare meglio...

...e il dibattito continua


PS secondo un recente libro di un professore alla UCL di Londra, "Confidence" del prof. Tomas Chamorro-Premuzic, é meglio non avere troppa fiducia nei propri mezzi perché si tramuta in arroganza. meglio essere timorosi e quindi un po' ansiosi, il che porta a valutare ogni singolo dettaglio di un progetto e a farlo molto bene perché ci pensano di pi ed analizzano ogni dettaglio, Non significa avere dei complessi d'inferioritá bensí una solida dose di realismo. Quindi meglio focalizzarsi meno su se stessi e sulla costruzione dell'auto-fiducia narcisistic e guardare di piú al costruirsi una competenza. Il fatto che nelle classifiche della scolarizzazione l'Italia faccia schifo non lascia sperare in un futuro di felici competenze.

sabato 26 ottobre 2013

Numeri Utili: Cittadini Europei che non Informatizzati (2013)


L'Italia é tra i peggiori, i paesi nordici tra i migliori quanto a informatizzazione dei propri cittadini.

PS il grafico é errato perché i vari valori sono uniti da una curva. Si considerino solo i valori e si ignorino le linee che li connettono tra loro.

Numeri utili: Coworking (2013)


L'europa é prima al mondo per uffici in coworking. Fonte il Corriere della Sera (ottobre 2013).

giovedì 24 ottobre 2013

Spritz Public Services: dare il Voto ai Servizi Pubblici e rendere i Risultati Pubblici

Supponete di essere ad abitare a nord di Londra e di aver bisogno di un medico. Non conoscete nessuno, non avete conoscenti all'interno degli ospedali he vi possano dare delle dritte, non avete parenti che conoscano il medico tanto bravo. Vi sentite persi?

Ebbene, in un sistema meritocratico, le classifiche e i voti non fanno paura a nessuno ed anzi sono uno sprone per fare meglio e migliorare il servizio.

Con questo spirito, il sito del sistema sanitario nazionale britannico (NHS) mette a disposizione dei cittadini i voti che gli utenti danno agli ambulatori dei medici di base (ed a molti altri servizi offerti) sul sito htttp://www.nhs.uk

La domanda che gira a Morsano é sul perché in Italia non si facciano classifiche e valutazioni del genere. Qui il bar si é diviso tra
- chi dice che é giusto non fare classifiche perché sono aperte a fattori non controllabili dal personale, dipendenti pubblici, che eroga il servizio quali ad esempio la mancanza di fondi o di organico
- chi dice che in Italia non si puo' fare perché la mentalitá premia la mediocritá e non ci sono incentivi a migliorare quindi tanto vale fregarsene della qualitá del servizio offerto (tanto poi conosci sempre qualcuno che ti fa saltare la fila o ti trova un buco per un servizio piú veloce)

...e il dibattito continua



mercoledì 23 ottobre 2013

Morsano Imprenditoriale: Pompe Funebri Digitali

Ancora non é successo ma prima o poi qualche morsanese presente su Facebook morirá lasciando aperto il suo profilo. Dopo mesi dalla morte dal suo profilo potrebbero partire dei riminder alla cerchiadi conoscenti con messaggi tipo "Antonio De Cuius vuole connettersi con te". Al che seguiranno immancabili grattate agli zebedei.

Il problema non riguarda solo Facebook ma tutta la vita digitale di un morsanese medio incluse le foto digitali depositate su servizi come "Dropbox" e sono legate al fatto che neppure i familiari conoscono le password di accesso.

Cosí, per paradosso para-tecnologico, mentre il caro estinto se ne va in paradiso, tutta la sua vita digitale resta nel limbo.

Ognuno ha la sua croce
Il segreto é nell'offrire un servizio che si attiva in caso di morte dell'utente digitale: un'agenzia che tenga in cassaforte le tue credenziali elettroniche e qualora si passi a miglior vita, su istruzioni degli eredi, abbia facoltá di recuperare il recuperabile ed estinguire o modificare permanentemente le tracce digitali rimaste.

Ovviamente esistono giá servizi del genere nel mondo (es. Cirrus) e pure servizi che mandano email a specifiche persone con specifiche istruzioni in caso di morte del titolare di determinati account (es. Legacy.com, LivesOn, Dead-Social o Google c'ha un servizio chiamato "The inactive account manager") tuttavia manca qualcosa di specifico per il mercato italiano e soprattutto qualcosa di legalmente comprensivo di tutti gli effetti digitali di una persona, dagli account di posta elettronica, al rinnovo di pagamenti online, allo torage di foto digitali nel cloud, ai social.

Da qualche parte qui c'é di che intraprendere.

==========

Vedi

martedì 22 ottobre 2013

What's up Morsan? Labour “Tax Wedge”


Un articolo decisamente scoraggiante sul governo italiano arriva dal piú autorevole editorialista del Financial Times che sul giornale di ieri (21 ottobre 2013). Fin qui nulla di sconvolgente per il CAFON Morsanico, ma quello che su "Italy’s awful budget misses the chance for reform" coglie l'occhio é la traduzione in inglese di "cuneo fiscale" ossia la differenza tra quanto costa un lavoratore al datore di lavoro e l'ammontare delle imposte sul lavoro. Tanto piú basso é il "cuneo fiscale", tanti piú soldi il lavoratore si ritrova in busta paga.

Ebbene, nella lingua del FT...

The headline item in Italy’s 2014 budget is a symbolic €2.5bn reduction in the labour “tax wedge” – the difference between the cost of labour to an employer and an employee’s take-home pay. 

This is a measure of competitiveness – and one where Italy scores particularly poorly. To close the gap with Germany, the Rome government would have to reduce the wedge by 20 times what it is proposing now.

lunedì 21 ottobre 2013

Il Miglior Posto dove Vivere: Grave dimenticanza del Financial Times


Non é sfuggito a tutti i morsanesi lettori del Financial Times del 19 ottobre che nella prima pagina della sezione "Houses & Home" che c'era una lista di posti del mondo dove vale la pena vivere ("Where to Live"). C'é Dubai per l'alto numero di scuole internazionali, Palma di Maiorca per la vicinanza ad un aeroporto internazionale oltre che per il bel clima, le Isole Caymanper la poca pioggia, Ginevra per il basso rischio politico, Cipro per i bassi costi della vita, Londra e Madrid per l'alto numero di cose da fare, Hong Kong per il piú alto numero di ristoranti "stellati" (con stelle Michelin), Singapore per il basso costo dello Champagne, Montecarlo per i giorni di sole, Auckland per l'altissima qualitá della vita e pure Mosca per la benzina economica. 

Con grande sorpresa non c'é nessun posto in Italia e stranamente manca quello identificato da questo blog come il paese ideale: Fagagna

venerdì 18 ottobre 2013

Numeri Utili: Banche Italiane e Crediti Deteriorati (2013)


Il grafico mostra alcuni 2non performing loans" sul totale dei prestiti (loans) di alcune banche italiane. 

I non performing loans (prestiti non performanti) sono attività che non riescono più a ripagare il capitale e gli interessi dovuti ai creditori. Si tratta in pratica di crediti per i quali la riscossione è incerta sia in termini di rispetto della scadenza che per ammontare dell’esposizione. 

I non performing loans nel linguaggio bancario sono chiamati anche crediti deteriorati e si distinguono in varie categorie fra le quali le più importanti sono gli incagli e le sofferenze

Numeri Utili: Spesa Pubblica per Pensioni (2013)

Secondo l'Ocse l'Italia é la nazione che spende di piú in pensioni su PIL (quasi il 15%). Il peggio deve ancora venire perché l'Italia é anche la seconda nazione al mondo, dopo il Giappone, ad avere un fottio di anziani rispetto al resto della popolazione: il rapporto tra ultra 65enni e popolazione di 20-64 anni é oltre il 34%. Un anziano ogni 3 abitanti...

Vedi anche:

Numeri Utili: Le Fondazioni (2013)


Le fondazioni rendono le privatizzazioni piú accettabili secondo l'Economist (Charitable foundationsA spoonful of sugar. Endowing charities can make privatisation more palatable). L'italia ha il maggior numero di fondazioni create a seguito di privatizzazioni. Sul tema c'é un dibattito in Italia soprattutto sulle fondazioni bancarie di fatto controllate dai partiti.

Numeri Utili: Differenze Generazionali (Baby boomers, X, Y millennials) in Azienda (2013)

Ci informa l'Economist (Generations in the workplace
Winning the generation game. Businesses are worrying about how to manage different age groups with widely different expectations) che le aziende stanno vedendo delle forti differenze tra le varie generazioni di lavoratori con i piú giovani molto piú oerientati alle tecnologie digitali e con aspettative diverse rispetto alle generazioni piú vecchie.

Alla nostra rubrica interessano i numeri e le definizioni. 


- "Baby Boomers" grossomodo"nati negli anni del boomdelle nascite" cioé nell'immediato dopoguerra dal 1946 agli inizi anni Sessanta

- Generazione X: nati dalla metá anni Sessanta ai primi anni Ottanta

- Generazione Y (anche "Millennial Generation" o "Millennials"): nati da metá anni Ottanta a metá anni Novanta anche se non esiste una concordanza di definizioni. Sono i giovani a cavallo del Duemila. 

- Generazione Z: nati da metá anni Novanta alla prima decade dei 2000 


giovedì 17 ottobre 2013

Spritz Education: de la classifica internazionale delle scuole (2013)

L'OCSE ha pubblicato le tabelle annuali delle scuole. L'Italia si colloca agli ultimi posti su tutte le classifiche di alfabetizzazione e abilitá di calcolo (vedi anche Studio dell'Ocse: metà degli italiani è analfabeta).

A Morsano la cosa non sorprende tuttavi, si sa che tradizionalmente a livello regionale il Friuli Vg e altre regioni del Settentrione d'Italia tendono ad avere livelli simili a quelli della leader Finlandia.

Quello che ci si chiede e se le scuole del FVG terranno di botto e per quanto. Le elementari sono generalmente scuole buone in Italia ma le medie, tendenzialmente, zoppicano. Superiori ed universitá poi sono il collasso (sempre secondo le classifiche OCSE).

Un esempio banale é la conoscenza delle lingue: dopo 3 anni di inglese alle medie e 5 anni alle superiori le abilitá anglofone dello studente medio italiano vanno dal "capra totale" al "capra-capra-capra" di sgarbiana memoria e non permettono neppure di trovare un lavoro come lavapiatti a Londra.

E' poi interessante notare come le societá dove l'indice di Gini é maggiore (quindi c'e' piú disuguaglianza tra i redditi della popolazione piú ricca e piú povera) siano le stesse dove il punteggio sulla scolarizzazione é piú basso.

Cosí la Morsano del bar si divide tra...

- chi dice che "stiamo andando in aceto" e che se continua cosí "saremo del gatto" e sempre piú capre
- e chi ritiene che il FVG sia un;isola felice e continuerá ad esserlo assieme a poche altre regioni mentre il resto d'Italia beelerá sempre piú

...e il dibattito continua

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CLASSIFICHE OCSE 2013

"Literacy" (alfabetizzazione) per persone di etá 16-24

1 Finland
2 Japan
3 South Korea
4 Netherlands
5 Estonia
6 Australia
7 Sweden
8 Poland
9 Czech Republic
10 Germany
11 Austria
12 Slovak Republic
13 Denmark
14 France
15 Canada
16 Norway
17 Ireland
18 Spain
19 England/N Ireland
20 United States
21 Italy
22 Cyprus

"Literacy" (alfabetizzazione) per tutti gli Adulti

1 Japan
2 Finland
3 Netherlands
4 Sweden
5 Australia
6 Norway
7 Estonia
8 Slovak Republic
9 Flanders (Belgium)
10 Canada
11 Czech Republic
12 Denmark
13 South Korea
14 England/N Ireland
15 Germany
16 United States
17 Austria
18 Poland
19 Ireland
20 France
21 Spain
22 Italy

"Numeracy" (abilitá di calcolo) per persone di etá 16-24

1 Netherlands
2 Finland
3 Japan
4 Flanders (Belgium)
5 South Korea
6 Austria
7 Estonia
8 Sweden
9 Czech Republic
10 Slovak Republic
11 Germany
12 Denmark
13 Norway
14 Australia
15 Poland
16 Canada
17 Cyprus
18 Northern Ireland
19 France
20 Ireland
21 England
22 Spain
23 Italy
24 United States

"Numeracy" (abilitá di calcolo) per tutti gli adulti

1 Japan
2 Finland
3 Sweden
4 Netherlands
5 Norway
6 Denmark
7 Slovak Republic
8 Flanders (Belgium)
9 Czech Republic
10 Austria
11 Germany
12 Estonia
13 Australia
14 Canada
15 South Korea
16 England/N Ireland
17 Poland
18 France
19 Ireland
20 United States
21 Italy
22 Spain

mercoledì 16 ottobre 2013

What'sup Morsan? Floating Voter

Non sapete cosa e chi votare? Decidete per chi votare all'ultimo momento o a seconda delle circostanze? Non siete dei militanti di un partito che votano su base fideistica?

Ebbene, per la lingua inglese voi siete un "floating voter". Letterelmente un "elettore che fluttua (da una sponda all'altra in alto mare)" o "indeciso". 

Tanti piú aderiscono alla categoria del "Floating Voting" e tanto piú imprevedibili saranno le elezioni.

Per i morsanici é un po' come essere degli spettatori del pugilato, dove decidi per chi tifare a seconda dell'incontro piuttosto che dei tifosi di una squadra di calcio che la sostengono a prescindere.

Con il 25% di astenuti alle passate elezioni politiche del febbraio 2013 e con un "coefficiente di instabilitá" (indice usato dai politologi per stabilire le oscillazioni elettorali) alto, non é una sorpresa che gli "elettori flottanti" in paese siano molti. Almeno ora sanno come definirsi quando andranno in ferie negli USA.

martedì 15 ottobre 2013

What's up Morsan? Bon Appétit

Rivista inglese, cibo italiano
titolo francese
Come si dice "buon appetito" in inglese?

Si dice alla francese (che storicamente di cibo ne capiscono piú dei britannici) "Bon Appétit".


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