venerdì 25 maggio 2018

Spritz Money: La Morsano con Risparmi in Banca dormirà sonni tranquilli nei prossimi mesi?

Siamo in primavera e manca un po' di tempo all'autunno tuttavia il risparmiatore morsanico sa che l'estate pazzerella è di solito un periodo di transizione con provvedimenti di aumento tasse presi in silenzio ad agosto. Il problema è l'autunno, di solito il periodo in cui molti nodi verranno al pettine. Se una rondine fa primavera, un rialzo dello Spread con un "governo strano" neppure annunciato (oggi siamo a 200 punti percentuale oggi 25 maggio 2018), potrebbe benissimo essere che in autunno si torni a ballare con livelli alti di spread ed instabilità finanziaria in Italia.


Ora, il morsanico furbo, senza eredi cui prospettare un futuro decente, sa che se non ha risparmi o beni da proteggere, insomma, se è un poraccio, per dirla in latino, può tranquillamente fregarsene ed anzi, alimentare il clima giacobino di tanto peggio tanto meglio perchè comunque non ha nulla da perdere. Il problema è per un morsanico con un minimo di risparmi e beni immobili da tutelare da tasse e svalutazione del valore.

In base ai programmi presentati alle elezioni, l'idea di fondo di chi sostiene il nascente governo è di sforare i parametri di contenimento del deficit su PIL (il famoso 3%). Il che potrebbe tranquillamente far ritenere alla Banca Centrale Europea che l'Italia non sia affidabile e quindi di non comprare più i titoli italiani. Il che comporterebbe un "downgrade" del debito concomitante con un aumento dello "spread". A quel punto la Banca Centrale Europea potrebbe accettare collaterale Italiano per finanziare le banche e attivare l'Outright Monetary Transactions (OMT) solo con il Meccanismo europeo di stabilità. Se il governo rifiuta le banche italiane saltano e i risparmiatori italiani con loro.

Quindi il dibattito nasce tra le seguenti fazioni:

- I morsanesi che non hanno un euro da parte o pendenze con le banche e soprattutto non han capito un cazzo della spiegazione di cui sopra, sono i più tutelati perchè non han nulla da perdere e quindi rilanciano le invettive contro l'Euro, l'Europa, le banche, Junker; 

- I morsanesi che hanno risparmi e proprietà e un mutuo e che non capiscono un cazzo della spiegazione di cui sopra che han MOLTO da perdere MA rilanciano le invettive contro l'Euro, l'Europa, le banche, Junker per far caciara;

- I morsanesi che hanno risparmi e proprietà e un mutuo e che non capiscono un cazzo della spiegazione di cui sopra, che han MOLTO da perdere e quindi preferiscono essere guardinghi contro ricette economico-finanziarie più o meno astruse che potrebbero mettere a repentaglio i loro risparmi;

...e con grande intrattenimento dei morsanesi con soldi all'estero, il dibattito continua

giovedì 24 maggio 2018

Bancomat a Morsano di Strada: non c'è ma i Bancomat saranno presto superati?

Si pagherà con lo smartphone, tutto sarà digitale ed eletronico? Morsano farà un salto nel futuro senza passare da sempre più obsoleti distributori bancomat?

lunedì 14 maggio 2018

What's up Morsan? slam dunk

Per dire che è una cosa sicura al 100%, praticamente una cosa già fatta, il morsanico anglofilo dice "slam dunk". Deriva dallo slang del basket e tecnicamente si riferisce ad un canestro fatto con schiacciata. Insomma, una cosa sicura e fatta in grande stile.

Ad esempio, supponete di avere trovato un candidato perfetto per un posto nel vostro team, direte:


I pushed a candidate for that role as I thought would have been a slam dunk for that job!  





mercoledì 14 marzo 2018

Segnalato il comportamento strano di un'auto nei fine settimana

Ci è giunta una segnalazione riguardo un'auto che si è fatta notare di recente. Si tratta di un'auto che la sera, nei fine settimana, fa la spola continuamente tra Morsano e Castions con soste in diverse zone lungo il tragitto. Soste fatte senza che il conducente scendesse dall'auto.

Questa la segnalazione:

"Un venerdì sera di gennaio verso l'una e trenta io con un mio amico, tornati da una serata, eravamo fermi a parlare in macchina prima di salutarci - preciso che eravamo parcheggiati in sicurezza - c'era nebbia e fra le poche macchine che son passate ci ha subito colpito una che è passata a velocità bassa. Il conducente ci ha incrociato, giungendo da Castions e diretto a Morsano. In 3-4 minuti ha fatto il giro di piazza San Pellegrino ed è andata avanti, per poi trnare indietro e di nuovo è passata a bassa andatura, rallentando e quasi fermandosi, forse perchè pensava che la nostra macchina fosse vuota ed è ripartita alla volta di Castions. Successivamente lo abbiamo visto passare altre 4 volte su e  giù per lo stradone (6 volte in totale!!!) il che ci ha fatto allarmare. Abbiamo pensato che fosse qualcuno che avesse preso di mira la nostra auto per compiere un furto. Comunque ce ne siamo andati a dormire.


La macchina era una Renault Clio Nera (modello con i fari a goccia) del 2003, serie 1.1I, targata xxxxxxx (non ho foto, purtroppo farle di notte su un auto scura in movimento è un casino).

Io e il mio amico ci troviamo solitamente il venerdì sera e da quella volta a gennaio ormai son già quattro sere che abbiamo visto passare la Clio nera su e giù con lo stesso modus operandi, per cui cerchiamo di decifrarne i movimenti. Gli avvistamenti avvengono in un orario che va tra la mezzanotte e le due.

Abbiamo pensato ad una ronda di un cittadino che volesse farsi vigilanza ma non ci sembrava il modo.
Una volta, sullo stradone Morsano-Castions ci ha sorpassato, non ci aspettavamo di vederlo, così ne abbiamo seguito gli spostamenti. lo abbiamo visto frenare e infrattarsi in qualche viuzza, come nell'attesa di aspettare che passassimo noi.
Una volta ancora, di sabato a mezzanotte e mezza, ero a piedi e l'ho visto parcheggiato di fronte al minimarket 'Da Cristina', lui era dentro l'auto. Il bar in piazza a quell'ora era chiuso, ovviamente era tutto buio, e non c'era nessuno in giro a parte me, che passavo, e lui, appena mi ha visto ha messo in moto e se n'è andatoo.

Insomma vedere uno che quasi ogni venerdì sera (e una volta anche sabato) fa svariati giri con l'auto senza una meta ci preoccupa.  Abbiamo visto la targa e ci siamo chiesti a chi appartenga l'auto, o se è rubata. Ci siamo accollati la spesa di una visura, dove si evince che l'auto è stata immatricolata in provincia di Torino ed ora è intestata a un signore albanese".

Insomma la domanda è: chi è sto qua della Clio nera? Perchè tra mezzanotte e le due di venerdì lo si vede passare su e giù senza meta e fermarsi in punti diversi del paese senza scendere? 
Lettera firmata

martedì 6 marzo 2018

Elezioni Politiche del 4 Marzo 2018: risultati del seggio di Morsano di Strada

Seggio di Morsano di Strada

Aventi diritto                 824
Votanti                           664
Uomini che han votato  318
Donne che han votato   346






Rissumibili cosi:



domenica 4 marzo 2018

4 Marzo 2018: anche a Morsano di Strada oggi si vota per le politiche più arrabbiate degli ultimi decenni

Qui i dettagli sul collegio: http://www.corriere.it/elezioni-2018/collegi-uninominali-elettorali-dove-votare/


In paese si vive il paradosso dei cartelloni elettorali che per legge devono essere predisposti dai comuni (con costo a carico dei medesimi) mentre la legge elettorale, imposta a suon di fiducie di governo, di fatto non dà spazi di manovra ai candidati. Ergo a nessuno interessa spendere soldi x mettere cartelloni elettorali.

Cosi lo spazio per i cartelloni è aperto a chi corona il sogno giovanile di finire, un giorno, candidato al Parlamento o a liste minori cui non par vero aver raccolto le firme per finire in un cartellone in piazza a Morsano. Fa specie che i partiti maggiori non si preoccupino di piazzare i loro cartelloni. Fa soprattutto specie che il partito di probabile maggioranza relativa, il M5S, non si preoccupi di questo sistema ormai defunto di far pubblicità elettorale. Le tipografie soffriranno. 

Nell'era delle elites mediocri, dei social e soprattutto del voto incazzato di continua protesta, i cartelloni sono una triste vestigia di un'era che non c'è più. 








giovedì 1 marzo 2018

Con l'arrivo della famiglia Afghana, si apre un'epoca nuova per il paese

Circa un mese fa, il 30 gennaio 2018,  l'annuncio all'assemblea paesana che il governo centrale tramite la prefettura, aveva fatto sapere, apparentemente solo pochi giorni prima, che nella casa in piazza sarebbero stati alloggiati cinque pakistani con lo status di "richiedente asilo" in attesa di conferma o meno di tale status. Il periodo per avere questa conferma pare sia di oltre un anno. Anno in cui il richiedente asilo non può lavorare e quindi può solo seguire dei corsi più o meno validi, (chi controlla?) di lingua italiana e di avviamento professionale. Visto da fuori è facile cadere nel riassunto "gente nullafacente che bighellona a spese del contribuente". 

L'edificio in questione è da anni disabitato ed era all'asta.

Questo stabile è stato quindi acquistato da un friulano residente in Lombardia ed affittato ad una cooperativa sociale, che si occupa della gestione profughi, pagata per questo compito con fondi pubblici.

Oltre un centinaio di paesani aveva presenziato all'assemblea con il risultato che un articolo del Messaggero Veneto (non è chiaro se il giornalista fosse presente o se abbia scritto su fatti ed opinioni riportategli), aveva titolato "Morsano Boccia l'Accoglienza per i Cinque Migranti" facendo passare davanti al mondo il nostro paese come un covo di persone senza cuore o finanche razzisti.

Diversi lettori ci han segnalato il disappunto e si son fatti delle domande a 360 gradi dopo l'articolo:
  1. Può un paese di mille abitanti essere rappresentato da un centinaio (forse) di partecipanti ad un'assemblea? Se si titola "Morsano boccia..." su quali basi si ritiene che tutto il paese la pensi così? 
  2. In seconda istanza s'è osservata la posizione netta di due dei gruppi consiliari comunali, che, a detta dell'articolo, han dichiarato in maniera inequivocabile da che parte stavano sulla questione migranti: un gruppo è contrario mentre l'altro gruppo è favorevole purché entro certe regole. Si può essere favorevoli o meno alle loro posizioni ma almeno le han esplicitate. Si nota il silenzio di alcune compagini e partiti.  
  3. A seguito dell'articolo che faceva trasparire un rifiuto della popolazione dell'opzione "accoglienza" così come pensata dalla narrazione mediatica, non ci son state proteste da parte della popolazione. Al che concludiamo che effettivamente la popolazione non vuole quei migranti (quindi il tono dell'articolo sarebbe corretto). Però potrebbe anche voler dire che la popolazione è fatta di sotans che stan zitti e si fan mettere i piedi in testa da chiunque scriva o dica quello che vuole. Su questo punto il dibattito è aperto.  
Al di là dell'articolo, la questione che si è dibattuta nell'ultimo mese nei bar è semplice e le elites nazionali fan finta di non vederla:

Il Pakistan non è in guerra. O quantomeno non lo è nella forma che riconosciamo in Siria o nella Berlino del 1945. Il Pakistan è una democrazia dell'Asia centrale, democrazia che fornisce truppe  ai caschi blu dell'ONU, che ha la bomba atomica, che gioca alla guerra con l'India dalla Partition in poi (vedi tensioni in Kashmir), ha un sistema scolastico mediocre e i giovani non son preparati ad una moderna economia. Tuttavia, è vero che in Val Brembana, in Lombardia, la comunità Pakistana è fiorente e partecipa alla vita economica con mansioni pesanti all'interno delle acciaierie. Va comunque detto, senza vergogna e senza remore, che se di Pakistani si tratta, c'è una buona possibilità che si tratti di immigrati economici e non di profughi. Il che va bene, purché ci sia lavoro per loro e che non si sprechino soldi pubblici in finta accoglienza per "non-profughi" ma "immigrati economici" ai quali non si è tenuti a dare vitto ed alloggio (salvo donazioni benefiche private, ovviamente). Soprattutto, se son immigrati economici senza obiettive prospettive di trovare un lavoro perchè non al passo con le competenze richieste dalla nostra economia del Nordest. 

Al che, Morsano ha la memoria lunga e sa che negli anni Sessanta quando anche noi andavano in Svizzera a lavorare, prima di metterci piede, si doveva avere già un contratto di lavoro in tasca, sorvoliamo sulla quarantena a Chiasso e le visite mediche, e sottolineiamo che nessuno ti dava accoglienza o casa e vitto se non si lavorava fin da subito.

Inoltre c'è l'aspetto odioso per chi fa l'operaio o lavori umili e pesanti a Morsano e in tutta Italia:, i reduci post-legge Fornero mentre sono sui tetti a cambiar grondaie o metter giù coppi sotto il sole cocente d'estate o al freddo d'inverno, gli tocca vedere giovani in giro con cuffiette e e iPhone alloggiati gratis e con pasti a spese dell'erario. In queste circostanze, il grado di incazzatura sale alle stelle e il voto populista ed estremista si alimenta facilmente. Ovviamente questo è un tipo di incazzatura che chi fa il professore universitario o lavora per una partecipata pubblica non può vedere (o non vuol vedere).

C'è poi il sospetto che ci sia una schiatta di "imprenditori" con amici nelle sfere giuste, che stiano facendosi un buon business nell'emergenza dell'immigrazione.

Il risultato è che il modello di "presenza temporanea di stranieri in attesa di certificazione del loro status giuridico" (tanto per non usare termini come "ragazzi in cerca di felicità" caro alle Parrocchie ed ai Centri Sociali o "clandestini" caro alle Destre) solleva sospetti. Sospetti non sul colore della pelle di chi arriva ma sulla faccia di palta degli italianissimi che han orchestrato questo modo di gestire l' "emergenza".

Lunga storia per dire che Morsano è sicuramente un paese accogliente con chi ha bisogno e si impegna. Accogliente con chi lavora e lo dimostrano gli stranieri che da decenni lavorano qui nelle aziende metalmeccaniche della zona o edili o dell'ortofrutta (bosniaci, serbi, croati, sloveni, ungheresi, marocchini etc).

Allo stesso tempo è un paese infastidito dagli Italiani che approfittano di chi ha bisogno. Come disse mataran, "nel mondo ci sono almeno 5 miliardi di persone che se vivessero a Morsano potrebbero dire di vivere meglio rispetto al loro paese di provenienza". Guerre, carestie, povertà, soprusi esistono dalla notte dei tempi ma non può essere un modello quello che premia chi supera le prove darwiniane di un'attraversata del Mediterraneo o un viaggio in un cassone di camion dalla Serbia fino al casello di Redipuglia. O stiamo dicendo che chi arriva con un barcone è più degno di sostegno rispetto a chi è  intrappolato nei campi profughi della Turchia o del Libano o del Niger?

Sappiamo leggendo i rapporti dell'UNHCR che mediamente chi emigra sono le classi più agiate (in termini relativi). Non emigrano mai i poveri assoluti (perché non hanno i mezzi o la mentalità per farlo). Per questo, il fatto che chi è arrivato a Morsano sia una famiglia Afghana, e non dei Pakistani, verosimilmente arrivata attraverso la rotta balcanica e verosimilmente appartenente ad un ceto più operoso della società Afghana, è la soluzione più auspicabile per un piccolo centro come Morsano. Un nucleo familiare con bambini, piuttosto che un gruppo di giovanotti, stimolerà il sentimento di solidarietà genuino dei paesani e potrà essere un laboratorio sociale per chi vuole capire come fare integrazione nella società divisa e rancorosa dell'Italia del 2018.

Noi continuiamo a raccogliere le vostre impressioni, riflessioni ed idee e a prendere appunti.

domenica 11 febbraio 2018

Morsanese dell'Anno 2017: and the winner is...

Le nomination giunte al blog sono state:

- I volontari che hanno rimosso i vecchi giochi nel parco (Rimossi i vecchi giochi dal parco - 5 Gennaio 2017) per fare spazio a quelli nuovi e rimesso a posto l'area (Parco Giochi: Manutenzione Straordinaria - 19 Marzo 2017)

- I Fratelli Del Sal che hanno ridipinto la ringhiera del Parco Giochi in forma volontaria (Arredo Urbano: Volontari Ridipingono le ringhiere del Parco Giochi (Magio 2017))

- Gli organizzatori dei Mercatini di Natale a Morsano - 10 Dicembre 2017

- Lis Mascaris che si avviano al 40° di attività tra due anni (Lis Mascaris: Presentazione della Nuova Collezione 2018 "Paveis" - 1 Dicembre 2017)

- Giulia della Peruta che continua ad incantare le platee dei teatri in giro per l'Italia (vincitrice del Premio Armeria 2017 (PREMIO ARMERIA 2017 - Domenica 12 Novembre 2017,
Annuncio: Giulia della Peruta in concerto - 15 settembre 2017) e che è sempre disponibile per esibirsi anche in paese (Giulia della Peruta in Concerto / Parco della Selvote / 2 Giugno 2017)

- L'ASD I Croz che celebra 5 anni di attività con un torneo paesano di street tennis e con un torneo a Gonars (Torneo di street tennis per ragazzi - 10 Dicembre 2017, Tennis Club: I Croz organizzano il Torneo di Street tennis alla festa delle Rondini di Gonars - 2 Aprile 2017)

- Il Gruppo Alpini che oltre agli impegni istituzionali in paese, quest'anno ha organizzato una gita storico-culturale (Alpini: Gita sul Monte Grappa e Bassano - Sabato 10 Giugno 2017)
- Il Circolo Culturale Le Risultive che ha richiamato nomi importanti a conferenze in paese (conferenza sulla mostra di Illegio 2017: “AMANTI - Passioni Umane e Divine” - 20 Ottobre 2017)

- L'ASD Morsan che organizza la festa delle associazioni (ASD Morsan: Festa delle Associazioni - Domenica 3 settembre 2017) fungendo da volano per la collaborazione tra sodalizi a livello locale

- Paviottiphoto invitato ad esporre a Muggia la sua nuova collezione "Altamira", riceve un riscontro importante da parte del pubblico e dei critici (Mostra d’Arte Fotografica: Mauro Paviotti e Sergio Culot - 11 maggio al 4 giugno 2017)

- L'amministrazione comunale per aver pianificato ed installato tre defibrillatori a Morsano (nel centro polifunzionale, all'ASD Morsan e all'ASD I Croz) Amministrazione Comunale: Corso di Primo Soccorso e Utilizzo del Defibrillatore per Associazioni - 15 Luglio 2017

- Cristina Sandri per l'attenzione al paese e per la cura di dell'arredo urbano in p.zza San Pellegrino

- Il Minto, Giovanni Sicuro, che ha creato un monumento inaugurato dal principe Emanuele di Savoia (Inaugurato il monumento del Minto a ricordo del confine Regno d'Italia e Austria Ungheria - 9 Aprile 2017)

And the winner is...

L' "Associazione Ricreativa Morsano" che nel 2017 ha festeggiato i 60 anni di onorata attività paesana nonchè il 20° torneo della Festa della Mamma i cui proventi vanno ad una causa benefica, la lotta alla distrofia muscolare pro UILDM. (Ricreativa: festa del 60° di fondazione: 250 convenuti alla cena paesana - 24 giugno 2017)

Congratulazioni al vincitore e a tutti i nominati! 

sabato 10 febbraio 2018

Perché anche a Morsano i Trenta/Quarantenni mandano a fare in culo i Sessanta/Settantenni

Ormai é scontro generazionale in paese ma di quegli scontri pesanti.

Chi oggi é un Sessantenne o Settantenne, ha mediamente riempito le palle a mezza Morsano sul fatto che ha lavorato duramente e ha la casa di proprietá (se non anche la seconda casa a Lignano o in Carnia), mentre, allo stesso tempo, i Trenta/Quarantenni faticano a mettere insieme il pranzo con la cena e ad uscire dalla casa dei genitori. I Sessanta/Settantenni si ritrovano con più auto nel garage mentre i Trenta/Quarantenni faticano a fare l’abbonamento dei mezzi pubblici.

Spettatori del declino italiano
Tuttavia, é abbastanza evidente che i Sessanta/Settantenni han bruciato la generazione dei Trenta/Quarantenni con voti dati ai partiti della Spesa Pubblica incontrollata negli anni '79, '80 e '90, con annesse prebende previste solo per la loro generazione - prima tra tutte la pensione di anzianitá (che non esisteva da nessun'altra parte al mondo) e con un sistema pensionistico retributivo, basato sull'irresponsabilita' generazionale e finanziato dalle tasse di tutti piuttosto che dagli accantonamneti personali (attualmente dalle casse dell'INPS su 300 miliardi di pensioni erogate ogni anno, 100 miliardi son presi dalla fiscalità generale, senza contare che l'INDAP, l'ente previdenziale degli statali accorpato all'INPS pochi anni fa, aveva debiti miliardari, in altre parole, lo Stato, gestito dai rappresentanti eletti dagli attuali Sassanta/Settantenni, non pagava i contributi ai suoi dipendenti...).

Insomma, i Sessanta/Settantenni con le loro scelte politiche e di stile di vita han generato un debito pubblico spaventoso prontamente caricato sulle spalle delle generazoni future, prima tra tutte quella dei Trenta/Quarantenni.

Peggio, i Sessanta/Settantenni non han fatto nulla per prepararci allo sfascio, ce lo siamo ritrovati davanti, e l’unica cosa che san dirci é: “Adeguati, non ci son soldi”.

E dove cazzo sono finiti tutti quei soldi? Stanno lì, nelle pensioni con il sistema retributivo, nei pensionati a 50 anni che poi hanno aperto un’altra attività e stanno negli aiuti di Stato alle aziende decotte che mettono gli operai in cassa integrazione...

E se il Trenta/Quarantenne va in banca gli chiedono subito se ha una garanzia, e si ritrova a far firmare carte ai suoi genitori, neanche fosse ancora al liceo a far firmare le giustificazioni...

Dopo aver riempito per decenni la testa di cacate sul posto fisso, sul lavoro sicuro, sulla sanità gratis, su tutto, s'é capito che oggi non funziona così. I Trenta/Quarantenni l’han capito, i Sessanta/Settantenni no!

Cosí anche a Morsano viviamo lo scontro tra una generazione di Sessanta/Settantenni che han vissuto nettamente al di sopra di quanto poteva permettersi e che si ostina a non ammetterlo, contro una di Trenta/Quarantenni a cui han detto che era fatta di privilegiati, fin da bambini, ma che non lo sono e che si vedono il futuro scivolare tra le dita per l'insostenibile pesantezza dei nati negli anni '40 e '50.

Se incontri un morsanese Sessanta/Settantenne impenitente, mandalo anche tu al quel paese. Quel Paese Vicino. Se lo merita tutto!

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venerdì 9 febbraio 2018

Spritz Jobs: che lavoro faranno i morsanesi del 2030?

"Il lavoro del futuro: cosa conviene studiare" è il tema del giorno nei circoli intellettuali della Milano da bere che guarda al futuro dei figli. La Morsano che beve, molto, si fa le stesse domande.


Dicono a Davos che...
  • Il mercato del lavoro è in rapida trasformazione, e che nelle mansioni si sta realizzando un enorme turn over di competenze a livello mondiale. 
  • Entro il 2020 si prevede la perdita di 7.1 milioni di posti di lavoro, la maggior parte nei ruoli amministrativi. 
  • Contemporaneamente però ci sarà anche un incremento fino a 2 milioni di posti di lavoro nelle professioni del settore delle tecnologie, della matematica e dell’ingegneria. 
  • Tra i posti perduti e quelli guadagnati, resta un “buco” di 5,1 milioni di posti di lavoro. 
  • Il 65% dei lavori che faranno i bambini di oggi, ancora non esistono. 
  • Entro il 2033, i settori in cui la manodopera rischia più di essere sostituita dalle macchine riguardano l’agricoltura e la pesca, la manifattura e in maniera importante il commercio. 
A Morsanos si pensa che molto probabilmente i lavori del futuro seguiranno i processi inarrestabili legati a:
  • la tecnologia informatica, delle telecomunicazioni, internet, 
  • l'e-commerce, 
  • l’invecchiamento della popolazione, 
  • il riscaldamento globale. 
D'altronde, a Morsano, un perito o un ingegnere disoccupato non si son mai visti e a ben guardare quello che i morsanesi studiano, da bravi figli di piccoli borghesi con una forte radice culturale contadino, pratica e senza troppi sfronzoli, gli studi tecnici han sempre goduto di ottima reputazione. Al massimo si dibatte sul quando affrontare gli studi tecnici: subito alle scuole superiori o attendere fino all'università. Poi, un lavoro verrà fuori.

Resta sul piatto della bilancia il problema della digitalizzazione dell'Italia che è in fondo alla classifica Europea e Morsano di certo non eccelle. 

sabato 27 gennaio 2018

Elezioni Politiche del 2018: quiz su chi era in Parlamento ...

Sai chi sono i parlamentari del Friuli Venezia Giulia eletti nel 2013?

Prendi carta e penna e scrivi i nomi. 

Poi per le soluzioni clicca qui: Senato (7 senatori) e Camera (12 deputati)

Probabile che  per la maggiorparte di questi ti verrà da dire "ma chi cazzo sono sti qua? mai sentiti, mai visti"... capirai perchè un terzo di loro ha cambiato casacca in corso di legislatura (vedi "Ai parlamentari Fvg piace cambiare: un terzo degli eletti ha scelto un altro partito"). 

D'altronde se il Friuli ha una lunga tradizione di produzione di sedie, la cadrega è diventato un concetto filosofico.

In attesa di altri sconosciuti per la prossima legislatura...

Cadreghe...

Morsanese dell'Anno 2017: Sono aperte le nominations


Nominations per il 2017?

Personalità o associazioni...

martedì 16 gennaio 2018

Spritz Home Work: i compiti per casa andrebbero aboliti?


La domanda che tutti si fanno a Morsano di Strada e': i nostri ragazzi hanno troppi compiti per casa? L'esempio che arriva dalla Finlandia, che ha le elementari e superiori migliori al mondo, porta a pensare che si possa essere al top SENZA dare compiti per casa (o dandone raramente).

La platesa s'e' divisa tra chi dice che la cosa e' possibile ed ha un senso se l'intero sistema scolastico e' riorganizzato sul modello finlandese, e chi ritiene che sia una corbelleria non dare compiti a casa e pazienza se le domeniche son sacrificate sui libri anche in giovanissima eta'.

...e il dibattito continua 

martedì 9 gennaio 2018

What's up Morsan? Wowzers

La parola di oggi che il morsanico che viaggia deve sapere assolutamente è

wowzers


Essenzialmente deriva dall'espressione di stupore e meraviglia "wow" ed ha un significato equivalente solo che risulta più raffinatao all'orecchio dell'anglosassone che non deve chiedere mai. 


sabato 6 gennaio 2018

E ora un organo anche a Morsano!



Pubblicato il 29 dic 2017
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Le chiese, quelle belle. Durante il Natale a Ponte della Priula (Treviso) con Gigi D'Agostino Organista: Nicola Lorenzetto



venerdì 5 gennaio 2018

Numeri Utili: Incidenti Stradali per Comune d'Italia (2017)





lunedì 18 dicembre 2017

Spritz Executives: nei Consigli d'Amministrazione delle Banche Locali il giovanotto è il più bravo o è semplicemente il figlio del notabile?

Il Corriere della Sera questa mattina propone un articolo di Fubini che titola così:
Lunga tradizione. Ritratto del notabile Giovanni
Agostino della Torre con il figlio
,
National Gallery, Londra. 

Banche italiane, la vera questione è il «modello Matusalemme»: incarichi ai «soliti» per 446 anni "In 13 istituti sempre gli stessi nomi al vertice. E ruoli che passano di padre in figlio. La fotografia dei rapporti di potere locali, ossificati e debilitati dai conflitti di interesse".

In bar, tra un capuccino e due grappini si è scatenata la bagarre sui consigli d'amministrazione delle banche locali tra...

- chi sostiene che i soliti noti stanno dietro le quinte emanando figure fantoccio piazzati lì non perchè han una laurea in finanza alla Bocconi e dieci anni alla HSBC a Londra ma semplicemente perchè emanazione, anche filiale, di qualcuno. Il risultato è una generale performance mediocre, costi più alti e conflitti d'interesse dietro ogni angolo, 

- e chi sostiene che se il sistema ha retto i secoli e continua, bene o male, a reggere vuol dire che la gestione, in qualsiasi modo essa sia stato cotruita, non è poi così male ed è giusto continuare così.

... il dibattito continua pensando ai soliti "figli di" 

domenica 17 dicembre 2017

Morsano Tic-Toc: un'Azienda locale che sia LGBT friendly

Questa settimana un'azienda internazionale per la quale lavora un morsanico, ha ricevuto il riconoscimento per essere uno dei migliori posti di lavoro quanto a uguaglianza di opportunità LGBT.

Al che nasce la domanda su quando vedremo un'azienda morsanica ricevere un riconoscimento simile.

Prima o poi il tema diventerà importante anche per il sistema produttivo friulano e quindi anche localmente.

Tic-toc, tic-toc...

Numeri Utili: Gioco d'Azzardo (2016)



lunedì 11 dicembre 2017

Morsanesi che ce la fanno: 10 cose che non richiedono nessun talento (ma che se le fai ti faran sempre far bella figura)


Il morsanico che ce la fa, sa che può contare su il suo talento ma sa anche che può contare sul buon senso. Il buon senso detta 10 regole semplici semplici che chiunque può seguire per riuscire a farcela in ogni situazione. Sono riassunte qui sopra...

martedì 21 novembre 2017

Spritz Childless: la responsabilità per l'arrivo di immigrati dall'Africa è delle italiane che non fan figli?

Oggi in bar la grappa corretta caffè ha riscaldato gli animi almeno quanto il titolone del Messaggero Veneto:

Sempre meno figli nelle famiglie friulane: poche Pimpe e troppe Pippe

L'equazione è molto banale: "i numeri chiari ed inequivocabili ci dicono che ci servono gli immigrati perchè la popolazione è in calo e dobbiamo riempire i posti mancanti sul lavoro e in società con l'immigrazione". Per inciso, con i tassi di natalità e pensionamento attuali, entro i prossimi 30 anni, ci servirebbero 15 milioni di persone in più del saldo naturale per mantenere la popolazione agli attuali livelli produttivi e di vita sociale. In Giappone, che ha una crisi democrafica simile all'Italia, le case dei centro città cadono a pezzi perchè muoiono gli anziani e non han eredi diretti.

Andando alla radice della questione, se l'immigrazione di massa è considerata in toni positivi da più parti è perchè la popolazione è in calo. Se la popolazione non fosse in calo, chi è a favore dell'immigrazione, perderebbe il sostegno dell'argomento principale a favore dell'immigrazione.

La popolazione, per essere in calo significa che la natalità è crollata e non si fanno almeno 2 figli a coppia. Per di più ci son "vedrans" e "vedranis", senza figli per scelta, più che in ogni altro periodo storico.

Al che, è scattato il morsanometro:
  • Quante coppie (over 40) ci sono a Morsano con meno di due figli? 
  • Quanti ultra quarantenni morsanesi son senza figli ci sono?
(fatevi voi i conti, è facile)

La risposta aiuta a capire come relazionarsi con l'immigrazione. Ovvero: se siamo pieni di bambini, allora l'immigrazione (di massa) non serve e non servirà. Se invece constatiamo che non ci son bambini, allora, volenti o nolenti, l'immigrazione serve e servirà.

La questione su "che tipo di immigrati" servano (età, grado di istruzione etc) è un'altra questione che qui non c'entra col punto in discussione.

Così la platea s'è divisa tra:

- chi ritiene che l'egoismo (voglia di far festa piuttosto che cambiare pannolini e prendersi responsabilità genitoriali), l'incapacità di giudizio (mi dedico alla carriera poi faccio figli... ma che carriera?!? qui non vediamo amministratori delegati di aziende quotate al Nasdaq) e l'incapacità (di programmare la propria vita) stiano alla base della poca natalità e del conseguente calo demografico. Quindi, chi non ha almeno due figli dovrebbe stare zitto quando si parla di immigrazione e prendersi la colpa dell'immigrazione. In silenzio.

- e chi ritiene che a Morsano i figli non si facciano per le politiche anti-famiglia di chi ha governato l'Italia negli ultimi trent'anni, governanti che al contempo spingono per favorire l'immigrazione da paesi poveri che, inevitabilmente, han popolazioni più giovani. La causa della poca natalità non è quindi dei morsanesi e delle loro scelte ma della classe dirigente. Quindi, anche chi non ha figli può avere un'opinione forte sulle questioni legate all'immigrazione.

...e con il bromuro nella minestra, il dibattito continua


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Il commento Sul Messagero Veneto 
"Sempre meno figli in Friuli, una generazione che ha paura di amare"
Dai, ammettiamolo, fuori dai denti e senza troppo politically correct: i figli sono una rottura di balle. I figli ti costringono a ridisegnare completamente la tua vita, a cambiare i tuoi tempi. E costano. Ma con questo atteggiamento ci siamo trasformati in eterni Dorian Gray e lasciamo che a invecchiare sia il quadro, cioè la carta d’identità, il segno anagrafico.di Enrico Galiano

e altri post sul tema:

giovedì 1 settembre 2016

giovedì 16 novembre 2017

CAFON: Quanto dovrebbero durare le imprese morsanesi?

Si discuteva l'altro giorno in un loft della "Morsano Bene" (altrimenti conosciuta come la "Morsano da Bere") sulla durata delle imprese morsanesi. La domanda che ci si è posti è quanto dovrebbe idealmente, durare la vita di un'azienda.

In media, si dice, che in Italia le aziende durino una decade. Anedotticamente, si sa che i passaggi generazionali sono il problema più gravoso per le imprese italiane. Imprese che, come vistosa peculiarità del tessuto economico all'interno delle nazioni del G8, l'Italia le ha particolarmente piccole con oltre il 95% con meno di 10 dipendenti. Appare subito evidente che con aziende molto piccole e con l'assenza di manager di professione al loro interno, la continuità gestionale è ulteriormente messa in difficoltà da un passaggio generazionale troppo largamente influenzato dalle passioni e capacità degli eredi designati.

La cosa che fa specie è che mentre nelle piccole e piccolissime imprese è il passaggio generazionale la bestia più nera per la loro esistenza, nelle grandi e pure grandissime aziende, la causa di morte è la poca capacità di adattamento ai cambiamenti. Cambiamenti spesso velocissimi. Un esempio conosciuto ai più è la Kodak, spazzata via dalla fotografia digitale. Oppure la Nokia che a forza di concentrarsi sulla forza della "scatola" che conteneva il telefono ha prodotto eccellenti cellulari ma ha perso di vista l'innovazione che il software, sotto forma di "app", stava portando nell'industria della mobilità digitale.

Fatto sta che delle 500 aziende più grandi al mondo nel 1955, ad oggi ne son sopravissute solo 60, poco più del 10% (vedi figura qui sotto).
Fortune 500 firms 1955 v. 2016: Only 12% remain, thanks to
the creative destruction that fuels economic prosperity
A Morsano ci sono imprese che hanno festeggiato i 60 anni di vita, altre che han chiuso dopo un ventennio e perfino l'impresa edile storica, già tra le più importanti del Friuli, che si tramandò per ben tre generazioni, chiuse negli anni Ottanta.

Mantenere il passo con l'innovazione tecnologica e con il modo di produrre e proporsi sul mercato è altrettanto difficile che garantirsi una continuità generazionale. La "disctruzione creativa" c'è sempre stata e sempre ci sarà ed è questo che mantiene vivo il tessuto economico paesano e non.

 

martedì 14 novembre 2017

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