venerdì 2 novembre 2018

Spritz English: in loco parentis

Il latino é la lingua delle citazioni anche per giornali come Forbes che in questo passaggio ci indica un'altra espressione latina che si usa anche in inglese (sebbene sia usata in nicchie e non conosciuta ai piú): 

For a company that promotes itself as putting the user first, Apple sure has a habit of hiding away the decisions it makes in loco parentis, instead of having clear and easily understood conversations with its customers.
Disegno di B. Brown 

"In loco parentis", in latino sta per "al posto di un genitore", si riferisce alla responsabilità legale di una persona o di un'organizzazione di intraprendere alcune delle funzioni e delle responsabilità di un genitore. Da osservare che l'uso giornalistico dell'espressione deriva da una specifica dottrina della common law britannica e quindi americana. Questa la ragione per la quale la locuzione é poi diventata di dominio giornalistico nel mondo anglosassone. Attenzione che é comunque una locuzione per un pubblico colto e quindi di nicchia.  


sabato 6 ottobre 2018

Numeri Utili: Dati sul Comune (2018)

I dati aggregati comune per comune sul sito: corriere.it

Qui sopra i dati del Paese Vicino. Interessante anche vedere l'andamento della popolazione e i dati demografici sui sull'amministrazione: 




domenica 30 settembre 2018

CAFON: quale futuro prossimo per i risparmi dei morsanesi?

Ad oggi, 30 settembre 2018, per fortuna a Morsano solo in pochi hanno liquidità superiore al mezzo milione di Euro e quindi problemi grossi per l'ondata pauperistica e del "poraccismo" che caratterizza l'attuale sentire comune non creerà grossi problemi alla popolazione. Anzì, ci saranno un paio d'anni di generale senso di rivalsa contro le elitès della finanza mondiale, la plutomassoneria complottista via dicendo. Il che, se fossimo in un paese anglosassone verrebbe definito "feel good factor" o, se fossimo all'asilo sarebbe un molto più realistico "ridi ridi che la mamma ha fatto gli gnocchi". Tuttavia, al di là del sentirsi subito bene come dopo una lunga scoreggia che si serbava da mezzora, in questa situazione generale, c'è una seria possibilità che ci si scopra una lunga striscia marrone nelle mutande.     

A seguito del condono fiscale che non si può dire che è un condono fiscale perché ha il nome di "pace-fiscale" e se fosse un condono fiscale ovviamente si chiamerebbe condono fiscale, chi ha pendenze con il fisco gioirà e tutti gli altri no. In paese, di fatto, nessuno si attende il reddito di cittadinanza perché è ritenuta cosa da meridionali (anche se in bar non si usa mai la parola "meridionali", ma questa è un'altra questione linguistica).

Il problema rimane per chi ha dei risparmi (degni di tale nome): che fare?

Secondo quello che si sente in bar...
  • I Titoli di Stato non rendono anzi si perdon soldi all'aumentare del tasso delle nuove emissioni (leggi "Lo spread e l’iceberg che spaventa i possessori di BTP" la tristemente nota "relazione inversa fra rendimento e prezzo" perché nei mercati obbligazionari i prezzi di un titolo si muovono in senso opposto rispetto ai suoi tassi) nonché per l'effetto negativo dell'aumentare dello Spread;  
  • Campi agricoli non sono un investimento ma acquistarli genera solo spese e perdite a meno che non siano acquistati da un agricoltore (il quale si guarda bene dall'acquistare pezzettini troppo frazionati)
  • Appartamenti e case non sono un investimento perché qui in zona perdono di valore anno dopo anno o comunque, tra IMU e problemi potenziali con gli inquilini iper-tutelati non ne fanno un investimento facile da seguire e gestire. Spannometricamente nella zona rendono un 3-5% annuo lordo ma poi tra tasse e spese varie il margine si riduce di molto. 
  • Appartamenti e case (meglio se fatiscenti) affittati a cooperative ed entità che alloggiano per 2-3 anni  persone straniere in attesa della verifica del loro status giuridico di rifugiato o meno, sono un affare per chi è già in quel circuito o per chi ha gli agganci giusti per entrarci. Per tutti gli altri no. E noi abbiamo la tendenza ad essere sempre dei "per tutti gli altri". 
  • Gli Investimenti suggeriti dalla banche, alla prova dei fatti di quel che si dice in bar, sono una macchina per generare commissioni e facili profitti per le banche stesse che propongono praticamente solo quello che dalla sede centrale viene detto loro di vendere ai minions provinciali. Esistono prodotti resi difficili da decifrare ad arte. Rendimenti netti sopra l'1% non se ne sentono da un po' di tempo. L'opacità voluta, delle offerte non fa un favore a nessuno e un pensiero a Zonin & Co. aleggia ormai silenzioso in tutta la zona.   
  • Mettere soldi in aziende in cerca di capitale è difficile perché aziende a crescita esponenziale in Friuli non se ne vedono (Netflix, Salesforce, Amazon e Uber sono in California). Il resto è finanziato dalle banche visto che "venture capitalist", private equity ed affini non sono virtualmente presenti. Non c'è neppure la cultura del raccogliere fondi sul "mercato" per finanziare le aziende o le idee imprenditoriali. A meno che non si cada nei vari schemi Ponzi o catene di sant'Antonio che spesso si incrociano a queste latitudini. 
  • Piantare uva per il Prosecco tipo vitigno "Glera" e poi vendere l'uva, cosa possibile ora che siamo nella zona DOC del Prosecco, ha dei costi iniziali altissimi e ci son le quote da acquistare. Qualche spiraglio c'è nel breve termine se si ha un buon capitale iniziale ma deve essere cospicuo. 
  • Portare soldi in Austria, come tradizionalmente il Friuli fa da decenni è una diversificazione ma anche li gli interessi su titoli e prodotti finanziari sono minimi. Come protezione da un'uscita italiana dall'Euro potrebbe funzionare ma le incognite su un effettivo rendimento sono comunque alte. 
  • Titoli e azioni in dollari sembra essere una proposta per il breve e medio periodo però dipende tutto dalle commissioni bancarie proposte e se si è in grado di gestirsi da soli alcune piattaforme online tagliando costi e percentuali da lasciare ad intermediari. Cosa rischiosissima però se non si han le competenze per alcune operazioni e molto sangue freddo. 
  • Acquistare proprietà all'estero in zone con futuro splendente: si era partiti con l'Est Europa che ora è saturo e gonfio. La Polonia offre ancora sprazzi di crescita e le grandi capitali europee (anche se Londra è in discesa al momento con un 2018 sul -10% anche se su un decennio siamo a un +130% ma con la Brexit nessuno sa come andrà a finire). 
  • Azioni tecnologiche o di aziende di punta. Puntare su singole azioni tecnologiche potrebbe funzionare ma bisogna capire la differenza tra un'IBM e una Amazon AWS. Se non la si capisce, mior sta cjase. Dipende poi da chi fa da intermediario: se è una banca è probabile che le commissioni siano alte ed i costi nascosti siano significativi rispetto al rendimento. Se sono altre piattaforme forse può funzionare ma serve competenza nel gestirle.  
  • Affidarsi a consulenti finanziari è l'unica risposta che sembra essere logica. Le aspettative devono essere tarate sulla situazione attuale con bassa inflazione e bassi rendimenti di titoli in genere per lo più frutto di bassi tassi d'interesse. Lo scopo è quindi la protezione degli investimenti da perdite piuttosto che aspettarsi guadagni (significativi). Alc a l'è alc...
  • L'oro potrebbe anche offrire rifugio nel medio e lungo termine. Ci sarà turbolenza sulla sterlina (Brexit) e sull'Euro (verosimilmente a causa dell'Italia) per cui molti cercheranno un rifugio e se in tanti lo cercano, il rifugio aumenta di valore. 
Altre idee in bar non girano ma c'è la sensazione che il peggio debba arrivare e che le spinte verso una guerra aperta con l'Europa e contro l'Euro sia in moto. L'incertezza è nemica degli affari. Volendo, queste spinte sono palesi e andrebbero considerata per fare affari. Se ci si posiziona in prospettiva di un'uscita dall'Euro della nazione che circonda Morsano, si può pensare ad investimenti in dollari o in valute rifugio.

Almeno questo è quello che si dice in giro e rimane confinato a chiacchiere da bar. Come sempre in questo blog, d'altronde...

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Da leggere: 
Politics & Policy

By Ferdinando Giugliano September 29, 2018, 9:00 AM GMT+2

venerdì 28 settembre 2018

Idea Morsanica: far imparare le lingue ai nostri ragazzi usando FORTNITE

I morsanici che si son riprodotti nella passata decade e mezzo sanno bene che preadolescenti ed adolescenti amano giocare ai videogiochi.

Consoles, tablet, PC, smartphone, laptop son tutte piattaforme sulle quali la gioventù impara il valore del rincoglionimento che poi, raggiunta la maggiore età, potrà esprimersi alle urne con l'elezione della solita sfilza di statisti che da trent'anni a questa parte, in un'Italia che è sull'orlo del precipizio, stanno facendoci fare grandi passi avanti.

In questo contesto, dopo il furore di Minecraft, gioco che è una sorta di Lego elettronico in cui i giocatori si sbizzarriscono costruendo palazzi e fortificazioni, è nato Fortnite.


Cos'è Fortnite?

Si tratta di un videogioco di strategia e sopravvivenza dove l’obiettivo è riuscire a sopravvivere, e, qui la cosa più importante, dovrai aiutare gli altri giocatori. Si, perchè Fortnite è un videogioco cooperativo e non individuale!

Grazie ad internet gli utenti sono incoraggiati a formare squadre di 2-3 o 4 giocatori connessi online  per interagire in audio e muoversi in maniera coordinata sulla mappa del gioco e quindi raggiungere l’obiettivo del gioco. Un po' come essere dei soldati su un campo di battaglia con un auricolare che connette tutto il plotone via radio. Presente le forse speciali che si vedono al cinema?

Ecco, oltre al dilettevole, qui scatta l'utile.

Questo tipo di gioco cooperativo permette di imparare e praticare l’inglese quando i giocatori formano le squadre con componenti di altri Paesi, potranno comunicare in tempo reale in inglese, entrando in contatto con diversi accenti, espressioni e termini specifici del gioco ma anche della lingua.

Ci sono già esempi di ragazzini morsanici in contatto con amichetti inglesi o con i figli di cugini emigrati in Canada o Francia.

Sarebbe interessante se la cosa diventasse un modo più o meno istituzionalizzato per far esercitare i ragazzi all'inglese parlato con dei madrelingua...

domenica 9 settembre 2018

Il Cormor valori e progetto strategico

Ci arriva un progetto la cui lettura e valutazione è suggerita da parte di un lettore. Qui giriamo il progetto al nostro grande pubblico:

"Cormor valori e progetto strategico"


Contenuti: 
  1. Un torrente conosciuto sin dal 1260 ed elemento connettivo del territorio, 
  2. Tratto dell’identità e della memoria (Le lotte del Cormor) e di riconoscibilità di luoghi e comunità, 
  3. 1929 – 1969. Progetti e lavori di inalveamento e sistemazione del torrente Cormor e dei corsi minori; lavori di irrigazione, di bonifica, di regimazione idraulica e di ripristino, 
  4. Il “Contratto di Fiume” come obiettivo strategico, 
  5. Caratteristiche e peculiarità del “Contratto di Fiume”, 
  6. La buona politica del “frattempo” per procedere per parti ed in modo integrato, 
  7. Il ruolo essenziale della cittadinanza attiva e delle amministrazioni locali, 
  8. La “terra di mezzo” e gli “Amici del Cormor”, 
  9. Il governo del territorio nell’area di riferimento e la partecipazione di comunità e cittadini

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Risorse:







venerdì 17 agosto 2018

Spritz Void: Se il paese che circonda Morsano cresce meno di tutti gli altri paesi europei

Questa mattina in bar si discuteva del fatto che non sta cambiando nulla: l'Italia è cresciuta meno di quasi tutti i paesi europei per due decadi ormai.

Il futuro non sembra offrire nulla di nuovo.

Così la platea dei cappucinisti e dei caffecorrettisti ha dibattuto sul fatto che non sembra più essere una questione di governo0 di destra o di sinistra ma, conti alla mano, di scala di priorità e valori applicati alla visione economica. Evidentemente tutti fallimentari fino ad oggi o quantomeno l'applicazione delle ricette economiche è stata deviata da un sistema sociale ed amministrativo inefficente. 


Anche su scala mondiale l'Italia cresce meno di tutti e quindi è un problema solo nostro, oltre alla questione dell'invecchiamento della popolazione e della denatalità (siamo secondi solo al Giappone).

Così la platea s'è divisa tra:

- chi dice che la pessima performance della crescita sia dovuta a fattori esterni (Europa, Euro, multinazionali, Soros etc), insomma, la colpa è sempre e comunque di altri;

- e chi ritiene che siano gli italiani a non voler cambiare, fortemente ancorati alle posizione di rendita, alle pensioni immeritate, all'eterno "contributo pubblico",  al lavorare poco e ad essere mantenuti il più possibile (es. non si trovano tornitori ma ci son migliaia a fare i concorsi pubblici anche per mansioni infime).

...e nel declino conclamato ed ignorato, il dibattito continua

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