giovedì 5 luglio 2018

Spritz Graduates: per lavorare a Morsano (e in Friuli) una laurea è superflua?

Il libro sull'esperienza a Londra nella City
di un ingegnere friulano
I fatti parlano chiaro: ci sono 5 morsanesi laureati e alcuni pure masterizzati, che sono emigrati all'estero per fare un lavoro allineato al titolo per il quale han studiato (e son tutti in Gran Bretagna).

La domanda che in osteria ci facciamo è se, per lavorare a Morsano di Strada, provincia di Udine, Friuli, nell'anno domini 2018, la laurea sia inutile. Anzi, sia pure dannosa.

La testata giornalistica online, "Linkiesta" nel suo "Per lavorare in Italia una laurea è superflua" sottolinea come solo per il 21% dei lavori in Italia pare servire un’istruzione universitaria. In Finlandia si sfiora il 50%.

La questione è stata dibattuta anche a "I conti della Belva" su Radio24 di 17 febbraio 2018 "Chi investe in Italia - Laureati per le imprese".

Generalmente si tende a concludere che c'è un misto tra:
- tipologia di produzione, in molti, e forse troppi casi, di natura tradizionale e poco innovativa che richiede bassa specializzazione tecnica e scientifica,
- alla dimensione delle imprese, troppo piccole per finanziare ricerca e sviluppo,
- alla mentalità degli imprenditori che per caratteristiche generazionali, età e loro mancanza di un titolo di studio formale, non han mai dato peso all'istruzione accademica.

Il secondo libro 
La questione poi si intreccia con la bassa produttività delle piccole e spesso medie imprese italiane rispetto alle imprese di grandi dimensioni. C'è poi anche un discorso contrattualistico e salariare che ad oggi penalizza sia i giovani che le persone qualificate impiegate in aziende che non han strumenti per gratificare le competenze piuttosto che gratificare l'anzianità di servizio.

Insomma, tra economisti, giuristi, sociologi e pure antropologi, c'è di che discutere su quella che è la morale della favola: 5 morsanesi con tanto di laurea non solo sono andati a vivere e lavorare fuori paese (cosa comunque comune già dagli anni Settanta quando iniziarono a vedersi i primi laureati a Morsano di Strada) ma son finiti all'estero, quindi fuori dal sistema Friuli e sistema Italia.

La domanda che tra uno spriz e una patatina ci si fa è se questo sia un dato di fatto inarrestabile o se sia solo una questione temporanea di questo particolare momento storico. Così la platea s'è divisa tra:

- chi ritiene sia una questione temporanea e alla fine questi laureati torneranno per fare impresa o per lavorare come professionisti in zona Friuli,

- e chi dice che ce li siamo giocati per sempre come ci giochiamo 300mila (sic!) giovani italiani che emigrano all'estero ogni anno senza possibilità che tornino (visto che tra l'altro chiedono la cittadinanza nel paese estero appena possono rispetto agli emigrati anni '50 che han sempre conservato quella italiana e basta. Curioso no?)

...e tra una valigia di cartone e una Samsonite di plastica, il dibattito continua

Morsanesi, come siamo a numero di figli?



venerdì 25 maggio 2018

Spritz Money: La Morsano con Risparmi in Banca dormirà sonni tranquilli nei prossimi mesi?

Siamo in primavera e manca un po' di tempo all'autunno tuttavia il risparmiatore morsanico sa che l'estate pazzerella è di solito un periodo di transizione con provvedimenti di aumento tasse presi in silenzio ad agosto. Il problema è l'autunno, di solito il periodo in cui molti nodi verranno al pettine. Se una rondine fa primavera, un rialzo dello Spread con un "governo strano" neppure annunciato (oggi siamo a 200 punti percentuale oggi 25 maggio 2018), potrebbe benissimo essere che in autunno si torni a ballare con livelli alti di spread ed instabilità finanziaria in Italia.


Ora, il morsanico furbo, senza eredi cui prospettare un futuro decente, sa che se non ha risparmi o beni da proteggere, insomma, se è un poraccio, per dirla in latino, può tranquillamente fregarsene ed anzi, alimentare il clima giacobino di tanto peggio tanto meglio perchè comunque non ha nulla da perdere. Il problema è per un morsanico con un minimo di risparmi e beni immobili da tutelare da tasse e svalutazione del valore.

In base ai programmi presentati alle elezioni, l'idea di fondo di chi sostiene il nascente governo è di sforare i parametri di contenimento del deficit su PIL (il famoso 3%). Il che potrebbe tranquillamente far ritenere alla Banca Centrale Europea che l'Italia non sia affidabile e quindi di non comprare più i titoli italiani. Il che comporterebbe un "downgrade" del debito concomitante con un aumento dello "spread". A quel punto la Banca Centrale Europea potrebbe accettare collaterale Italiano per finanziare le banche e attivare l'Outright Monetary Transactions (OMT) solo con il Meccanismo europeo di stabilità. Se il governo rifiuta le banche italiane saltano e i risparmiatori italiani con loro.

Quindi il dibattito nasce tra le seguenti fazioni:

- I morsanesi che non hanno un euro da parte o pendenze con le banche e soprattutto non han capito un cazzo della spiegazione di cui sopra, sono i più tutelati perchè non han nulla da perdere e quindi rilanciano le invettive contro l'Euro, l'Europa, le banche, Junker; 

- I morsanesi che hanno risparmi e proprietà e un mutuo e che non capiscono un cazzo della spiegazione di cui sopra che han MOLTO da perdere MA rilanciano le invettive contro l'Euro, l'Europa, le banche, Junker per far caciara;

- I morsanesi che hanno risparmi e proprietà e un mutuo e che non capiscono un cazzo della spiegazione di cui sopra, che han MOLTO da perdere e quindi preferiscono essere guardinghi contro ricette economico-finanziarie più o meno astruse che potrebbero mettere a repentaglio i loro risparmi;

...e con grande intrattenimento dei morsanesi con soldi all'estero, il dibattito continua

giovedì 24 maggio 2018

Bancomat a Morsano di Strada: non c'è ma i Bancomat saranno presto superati?

Si pagherà con lo smartphone, tutto sarà digitale ed eletronico? Morsano farà un salto nel futuro senza passare da sempre più obsoleti distributori bancomat?

lunedì 14 maggio 2018

What's up Morsan? slam dunk

Per dire che è una cosa sicura al 100%, praticamente una cosa già fatta, il morsanico anglofilo dice "slam dunk". Deriva dallo slang del basket e tecnicamente si riferisce ad un canestro fatto con schiacciata. Insomma, una cosa sicura e fatta in grande stile.

Ad esempio, supponete di avere trovato un candidato perfetto per un posto nel vostro team, direte:


I pushed a candidate for that role as I thought would have been a slam dunk for that job!  





mercoledì 14 marzo 2018

Segnalato il comportamento strano di un'auto nei fine settimana

Ci è giunta una segnalazione riguardo un'auto che si è fatta notare di recente. Si tratta di un'auto che la sera, nei fine settimana, fa la spola continuamente tra Morsano e Castions con soste in diverse zone lungo il tragitto. Soste fatte senza che il conducente scendesse dall'auto.

Questa la segnalazione:

"Un venerdì sera di gennaio verso l'una e trenta io con un mio amico, tornati da una serata, eravamo fermi a parlare in macchina prima di salutarci - preciso che eravamo parcheggiati in sicurezza - c'era nebbia e fra le poche macchine che son passate ci ha subito colpito una che è passata a velocità bassa. Il conducente ci ha incrociato, giungendo da Castions e diretto a Morsano. In 3-4 minuti ha fatto il giro di piazza San Pellegrino ed è andata avanti, per poi trnare indietro e di nuovo è passata a bassa andatura, rallentando e quasi fermandosi, forse perchè pensava che la nostra macchina fosse vuota ed è ripartita alla volta di Castions. Successivamente lo abbiamo visto passare altre 4 volte su e  giù per lo stradone (6 volte in totale!!!) il che ci ha fatto allarmare. Abbiamo pensato che fosse qualcuno che avesse preso di mira la nostra auto per compiere un furto. Comunque ce ne siamo andati a dormire.


La macchina era una Renault Clio Nera (modello con i fari a goccia) del 2003, serie 1.1I, targata xxxxxxx (non ho foto, purtroppo farle di notte su un auto scura in movimento è un casino).

Io e il mio amico ci troviamo solitamente il venerdì sera e da quella volta a gennaio ormai son già quattro sere che abbiamo visto passare la Clio nera su e giù con lo stesso modus operandi, per cui cerchiamo di decifrarne i movimenti. Gli avvistamenti avvengono in un orario che va tra la mezzanotte e le due.

Abbiamo pensato ad una ronda di un cittadino che volesse farsi vigilanza ma non ci sembrava il modo.
Una volta, sullo stradone Morsano-Castions ci ha sorpassato, non ci aspettavamo di vederlo, così ne abbiamo seguito gli spostamenti. lo abbiamo visto frenare e infrattarsi in qualche viuzza, come nell'attesa di aspettare che passassimo noi.
Una volta ancora, di sabato a mezzanotte e mezza, ero a piedi e l'ho visto parcheggiato di fronte al minimarket 'Da Cristina', lui era dentro l'auto. Il bar in piazza a quell'ora era chiuso, ovviamente era tutto buio, e non c'era nessuno in giro a parte me, che passavo, e lui, appena mi ha visto ha messo in moto e se n'è andatoo.

Insomma vedere uno che quasi ogni venerdì sera (e una volta anche sabato) fa svariati giri con l'auto senza una meta ci preoccupa.  Abbiamo visto la targa e ci siamo chiesti a chi appartenga l'auto, o se è rubata. Ci siamo accollati la spesa di una visura, dove si evince che l'auto è stata immatricolata in provincia di Torino ed ora è intestata a un signore albanese".

Insomma la domanda è: chi è sto qua della Clio nera? Perchè tra mezzanotte e le due di venerdì lo si vede passare su e giù senza meta e fermarsi in punti diversi del paese senza scendere? 
Lettera firmata

martedì 6 marzo 2018

Elezioni Politiche del 4 Marzo 2018: risultati del seggio di Morsano di Strada

Seggio di Morsano di Strada

Aventi diritto                 824
Votanti                           664
Uomini che han votato  318
Donne che han votato   346






Rissumibili cosi:



domenica 4 marzo 2018

4 Marzo 2018: anche a Morsano di Strada oggi si vota per le politiche più arrabbiate degli ultimi decenni

Qui i dettagli sul collegio: http://www.corriere.it/elezioni-2018/collegi-uninominali-elettorali-dove-votare/


In paese si vive il paradosso dei cartelloni elettorali che per legge devono essere predisposti dai comuni (con costo a carico dei medesimi) mentre la legge elettorale, imposta a suon di fiducie di governo, di fatto non dà spazi di manovra ai candidati. Ergo a nessuno interessa spendere soldi x mettere cartelloni elettorali.

Cosi lo spazio per i cartelloni è aperto a chi corona il sogno giovanile di finire, un giorno, candidato al Parlamento o a liste minori cui non par vero aver raccolto le firme per finire in un cartellone in piazza a Morsano. Fa specie che i partiti maggiori non si preoccupino di piazzare i loro cartelloni. Fa soprattutto specie che il partito di probabile maggioranza relativa, il M5S, non si preoccupi di questo sistema ormai defunto di far pubblicità elettorale. Le tipografie soffriranno. 

Nell'era delle elites mediocri, dei social e soprattutto del voto incazzato di continua protesta, i cartelloni sono una triste vestigia di un'era che non c'è più. 








giovedì 1 marzo 2018

Con l'arrivo della famiglia Afghana, si apre un'epoca nuova per il paese

Circa un mese fa, il 30 gennaio 2018,  l'annuncio all'assemblea paesana che il governo centrale tramite la prefettura, aveva fatto sapere, apparentemente solo pochi giorni prima, che nella casa in piazza sarebbero stati alloggiati cinque pakistani con lo status di "richiedente asilo" in attesa di conferma o meno di tale status. Il periodo per avere questa conferma pare sia di oltre un anno. Anno in cui il richiedente asilo non può lavorare e quindi può solo seguire dei corsi più o meno validi, (chi controlla?) di lingua italiana e di avviamento professionale. Visto da fuori è facile cadere nel riassunto "gente nullafacente che bighellona a spese del contribuente". 

L'edificio in questione è da anni disabitato ed era all'asta.

Questo stabile è stato quindi acquistato da un friulano residente in Lombardia ed affittato ad una cooperativa sociale, che si occupa della gestione profughi, pagata per questo compito con fondi pubblici.

Oltre un centinaio di paesani aveva presenziato all'assemblea con il risultato che un articolo del Messaggero Veneto (non è chiaro se il giornalista fosse presente o se abbia scritto su fatti ed opinioni riportategli), aveva titolato "Morsano Boccia l'Accoglienza per i Cinque Migranti" facendo passare davanti al mondo il nostro paese come un covo di persone senza cuore o finanche razzisti.

Diversi lettori ci han segnalato il disappunto e si son fatti delle domande a 360 gradi dopo l'articolo:
  1. Può un paese di mille abitanti essere rappresentato da un centinaio (forse) di partecipanti ad un'assemblea? Se si titola "Morsano boccia..." su quali basi si ritiene che tutto il paese la pensi così? 
  2. In seconda istanza s'è osservata la posizione netta di due dei gruppi consiliari comunali, che, a detta dell'articolo, han dichiarato in maniera inequivocabile da che parte stavano sulla questione migranti: un gruppo è contrario mentre l'altro gruppo è favorevole purché entro certe regole. Si può essere favorevoli o meno alle loro posizioni ma almeno le han esplicitate. Si nota il silenzio di alcune compagini e partiti.  
  3. A seguito dell'articolo che faceva trasparire un rifiuto della popolazione dell'opzione "accoglienza" così come pensata dalla narrazione mediatica, non ci son state proteste da parte della popolazione. Al che concludiamo che effettivamente la popolazione non vuole quei migranti (quindi il tono dell'articolo sarebbe corretto). Però potrebbe anche voler dire che la popolazione è fatta di sotans che stan zitti e si fan mettere i piedi in testa da chiunque scriva o dica quello che vuole. Su questo punto il dibattito è aperto.  
Al di là dell'articolo, la questione che si è dibattuta nell'ultimo mese nei bar è semplice e le elites nazionali fan finta di non vederla:

Il Pakistan non è in guerra. O quantomeno non lo è nella forma che riconosciamo in Siria o nella Berlino del 1945. Il Pakistan è una democrazia dell'Asia centrale, democrazia che fornisce truppe  ai caschi blu dell'ONU, che ha la bomba atomica, che gioca alla guerra con l'India dalla Partition in poi (vedi tensioni in Kashmir), ha un sistema scolastico mediocre e i giovani non son preparati ad una moderna economia. Tuttavia, è vero che in Val Brembana, in Lombardia, la comunità Pakistana è fiorente e partecipa alla vita economica con mansioni pesanti all'interno delle acciaierie. Va comunque detto, senza vergogna e senza remore, che se di Pakistani si tratta, c'è una buona possibilità che si tratti di immigrati economici e non di profughi. Il che va bene, purché ci sia lavoro per loro e che non si sprechino soldi pubblici in finta accoglienza per "non-profughi" ma "immigrati economici" ai quali non si è tenuti a dare vitto ed alloggio (salvo donazioni benefiche private, ovviamente). Soprattutto, se son immigrati economici senza obiettive prospettive di trovare un lavoro perchè non al passo con le competenze richieste dalla nostra economia del Nordest. 

Al che, Morsano ha la memoria lunga e sa che negli anni Sessanta quando anche noi andavano in Svizzera a lavorare, prima di metterci piede, si doveva avere già un contratto di lavoro in tasca, sorvoliamo sulla quarantena a Chiasso e le visite mediche, e sottolineiamo che nessuno ti dava accoglienza o casa e vitto se non si lavorava fin da subito.

Inoltre c'è l'aspetto odioso per chi fa l'operaio o lavori umili e pesanti a Morsano e in tutta Italia:, i reduci post-legge Fornero mentre sono sui tetti a cambiar grondaie o metter giù coppi sotto il sole cocente d'estate o al freddo d'inverno, gli tocca vedere giovani in giro con cuffiette e e iPhone alloggiati gratis e con pasti a spese dell'erario. In queste circostanze, il grado di incazzatura sale alle stelle e il voto populista ed estremista si alimenta facilmente. Ovviamente questo è un tipo di incazzatura che chi fa il professore universitario o lavora per una partecipata pubblica non può vedere (o non vuol vedere).

C'è poi il sospetto che ci sia una schiatta di "imprenditori" con amici nelle sfere giuste, che stiano facendosi un buon business nell'emergenza dell'immigrazione.

Il risultato è che il modello di "presenza temporanea di stranieri in attesa di certificazione del loro status giuridico" (tanto per non usare termini come "ragazzi in cerca di felicità" caro alle Parrocchie ed ai Centri Sociali o "clandestini" caro alle Destre) solleva sospetti. Sospetti non sul colore della pelle di chi arriva ma sulla faccia di palta degli italianissimi che han orchestrato questo modo di gestire l' "emergenza".

Lunga storia per dire che Morsano è sicuramente un paese accogliente con chi ha bisogno e si impegna. Accogliente con chi lavora e lo dimostrano gli stranieri che da decenni lavorano qui nelle aziende metalmeccaniche della zona o edili o dell'ortofrutta (bosniaci, serbi, croati, sloveni, ungheresi, marocchini etc).

Allo stesso tempo è un paese infastidito dagli Italiani che approfittano di chi ha bisogno. Come disse mataran, "nel mondo ci sono almeno 5 miliardi di persone che se vivessero a Morsano potrebbero dire di vivere meglio rispetto al loro paese di provenienza". Guerre, carestie, povertà, soprusi esistono dalla notte dei tempi ma non può essere un modello quello che premia chi supera le prove darwiniane di un'attraversata del Mediterraneo o un viaggio in un cassone di camion dalla Serbia fino al casello di Redipuglia. O stiamo dicendo che chi arriva con un barcone è più degno di sostegno rispetto a chi è  intrappolato nei campi profughi della Turchia o del Libano o del Niger?

Sappiamo leggendo i rapporti dell'UNHCR che mediamente chi emigra sono le classi più agiate (in termini relativi). Non emigrano mai i poveri assoluti (perché non hanno i mezzi o la mentalità per farlo). Per questo, il fatto che chi è arrivato a Morsano sia una famiglia Afghana, e non dei Pakistani, verosimilmente arrivata attraverso la rotta balcanica e verosimilmente appartenente ad un ceto più operoso della società Afghana, è la soluzione più auspicabile per un piccolo centro come Morsano. Un nucleo familiare con bambini, piuttosto che un gruppo di giovanotti, stimolerà il sentimento di solidarietà genuino dei paesani e potrà essere un laboratorio sociale per chi vuole capire come fare integrazione nella società divisa e rancorosa dell'Italia del 2018.

Noi continuiamo a raccogliere le vostre impressioni, riflessioni ed idee e a prendere appunti.

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