lunedì 23 aprile 2012

Spritz University: l'Istruzione Tradizionale non é piú Abbastanza?

Quale dei due aiuta a progettare un Titanic piú solido?
IQ = intelligence quotient - quoziente d'intelligenza

EQ = emotional quotient - quozioente emotivo
"Traditional MBA skills are no longer enough" titola un articolo di Bettin von Stamm e parla degli MBA, i Master in Business Administration. MBA che necessitano di aggiornarsi uscendo dagli schemi tradizionali.

Da quanto discusso al chiosco venerd sera in occasione dell'ultima partita di campionato dell'ASD Morsan, il concetto si puó applicare anche all'istruzione superiore e universitaria.

I futuri dirigenti e professionisti sono troppo analitici e distaccati dalla realtá e non si adattano facilmente al mutato mondo del lavoro.

Un tempo le carriere erano "lineari" (come é rimasta, ad esempio, la carriera militare): i nostri padri studiavano, trovavano un lavoro che si tenevano per tutta la vita e la progressione di carriera si basava sulle sempre piú approfondite conoscenze tecniche nel settore specifico. La comunicazione era unidirezionale dall'alto verso il basso e c'era un profondo senso del "giusto" e "sbagliato" in relazione agli scatti di carriera: questo ti fará avanzare e questo invece no.

Questo mondo non esiste piú!

Entro i 40 anni, un dirigente oggi puó aver cambiato fino a  dieci tipologie di lavoro e spesso anche altrettante aziende. Molti lavorano fuori dall'ufficio e spesso lasciano l'azienda per mettere su una loro attivitá oppure per seguire un corso e ri-qualificarsi. Non si parla piú di "quello che conosci" ma di come e dove puoi applicare il tuo sapere in situazioni diverse. Cambiare carriere e settori lungo l'arco di una vita lavorativa diventa sempre piú usuale. La comunicazione é multidirezionale e tutti comunicano: dai dirigenti ai dipendenti, dai proprietari ai clienti che attraverso i social media influenzano l'attivitá dell'impresa.

Insomma, oggi il mondo del lavoro é profondamente diverso ma i metodi di studio e le materie studiate sono sempre quelle dei nostri padri.

In un mondo dominato da incertezza e maggiore complessita nella progressione professionale, il succo del discorso non é piú l'analisi dei dati ma capire quali siano i dati piú importanti e cercare di trovare le sfumature di grigio piuttosto che risposte alla "bianco o nero".

In questo mondo difficile servono anche qualitá "soft", leggere, come ad esempio, lo spirito di leadership e la capacitá di supportare i processi decisionali con qualitá come "l'intelligenza emotiva". Inoltre é sempre piú necessaria una profonda dedizione ai temi etici per capire l'influenza delle decisioni al di lá della mera applicazione tecnologica. Cosí l'abilitá comunicativa e le capacitá di relazione interpersonale sono diventate piú importanti.

Dal punto di vista della scuola, c'é una linea di pensiero che ritiene che oltre alle abilitá tecniche e commerciali, si devono stimolare negli studenti anche le abilitá emotive (emotional skills).

Se scuola/universitá/business school non aiutano, una volta in azienda potrebbe essere troppo tardi per capire che qualcosa manca alla propria preparazione per poter essere un moderno professionista completo.

Cosí s'é dibattuto se gli studenti debbano sviluppare queste abilitá a scuola o meno e quindi se sia anche compito del mondo dell'istruzione modernizzarsi includendo le "soft skills" nel proprio piano di insegnamento.

...e il dibattito continua

What's up Morsan? Slacktivist

Vi é mai capitato di dire "mi piace" su Facebook alla pagina di una causa benefica? Vi é mai capitato di re-twittare un tweet di un appello per cambiare il mondo? Vi é mai capitato di far circolare ai vostri amici e contatti una mail con un appello umanitario?

Si chiama "slacktivism", attivismo pigro, ossia il semplice approvare attivitá idealmente solidaristiche ma senza muovere un dito per raggiungere lo scopo solidaristico.

Chi pratica quest'attivitá del tutto passiva, viene definito uno "slacktivist".

Per paradosso guardiamo all'interessante l'analisi che gli economisti Scott Cunningham, Ben Engerstatter e Michael Ward fanno dei videogiochi violenti: questi giochi effettivamente aumentano l'aggressivitá di chi gioca che poi si sente piú violento. Peró l'effetto netto dei giochi violenti é di ridurre la violenza perché... tengono a casa incollate davanti al video le persone potenzialmente piú violente.

Usando lo stesso ragionamento, il dramma delle attivitá di solidarietá a portata di click é che tengono potenzialmente a casa chi invece potrebbe fare qualcosa di utile.

Slacktivist: paradossi dell'economia spicciola, anche in English.

Un bon kony di len http://www.kony2012.com/   

domenica 22 aprile 2012

Numeri Utili: Prestazioni all'Ospedale di Udine (2011)

La prestazione piú comune in ospedale é l'ecografia che a Udine tocca quasi 81 mila sedute all'anno, a seguire l'ecodoppler, risonanze e visite cardiologiche. Magari un giorno metteremo in relazione questi interventi con le patologie le cause di mortalitá piú frequenti tra la popolazione locale. Abbastanza probabile trovare delle relazioni dirette (o forse no, se gli interventi sono di prevenzione piuttosto che cura).   



 Per quanto riguarda i tempi di attesa, la cataratta é quella piú problematica seguita dalla visita cardiologica. Interessante notare come le visite cardiologiche figurino sopra come le prestazioni tra le piú in domanda e come i tempi di attesa siano oltre i tre mesi.

Gli studenti di medicina prendano nota.



Sondaggi Morsanici: Quanti contadini c'erano tra i Mille di Garibaldi?


OK, il punto é stato dimostrato: la realtá storica é fortemente mistificata. Solo il 23% ha dato la risposta giusta alla domanda: Quanti contadini c'erano tra i Mille di Garibaldi?

Zero, nessuno di nessuno, é la risposta esatta (fonte: "Il Risorgimento italiano. Una storia ancora controversa" di Martin Clark.

Non c'erano contadini nella spedizione dei mille (gran parte dei quali erano Bergamaschi) bensí professionisti, artigiani, commercianti, piccoli borghesi per lo piú cittadini, appartenenti alla piccola nobiltá, studenti ma di contadini, che all'epoca erano la stragrande maggioranza del popolo, spesso in condizioni di servitu' nei confronti dei proprietari terrieri, neanche l'ombra.

Nel 1861 in base al censo aveva diritto al voto solo il 2% della popolazione del neonato Regno d'Italia che, senza Roma e Triveneto, contava circa 22 milioni di abitanti. Di quei 400 mila elettori, la metá alla fine non votava per obbedire al non expedit (del 1868) del papa che aveva vietato l'impegno politico ai cattolici.

La questione sarebbe lunga, anche perché alla fine pure Garibaldi finí a fare il deputato e da subito si arrabbió con Cavour (mai perdonato per la cessione della natia Nizza). Peró si puó riassumere dicendo che mentre il 1848 e le rivolte successive videro l'impegno diretto anche del popolo che salí sulle barricate, le guerre che seguirono gli accordi di Plombieres del 21 luglio 1858, furono calate dall'alto e decise dalle elites della societá. 

Per quanto riguarda la spedizione di Garibaldi fu decisa... da Garibaldi. A Cavour non interessava perché doveva tenere buoni i francesi (che presidiavano la Roma papalina) e forní volentieri le camicie rosse con fucili scadenti e al di sotto del numero che serviva a Garibaldi.

Le rivolte contadine scoppiate contestualmente al sud (es. Palermo) erano tumulti contro i governanti "napoletani", cioé i Borboni, e come molte di queste rivolte, ambivano all'indipendenza e non all'unificazione. 

Il discorso potrebbe farsi lungo. Lasciamo ai lettori le proprie conclusioni su quanto si sappia oggi del nostro Risorgimento sulla base del sondaggio di cui sopra... 

sabato 21 aprile 2012

What's up Morsan? Hands on



L'ASABE, American Society of Agricultural and Biological Engineers, l'associazione degli ingegneri "agrari", offre dei corsi pratici agli studenti di ingegneria. Ovvero, a quelli che in Italia sarebbero degli ingegneri meccanici specializzandi nella progettazione di machine agricole, fanno progettare dei trattori, glieli fanno testare in situazioni pratiche.

All'inizio del video, uno dei professori spiega come l'approccio sia quello di andare oltre lo studio sui libri e di far stringere dei bulloni, letteralmente, ai futuri ingegneri in modo che possano apprendere le difficoltá della vita reale rispetto alla teoria. 

Quando in inglese si parla di imparare qualcosa facendo pratica si parla di "hands on training" che letteralmente significa "imparare con le mani sopra".

Quindi si dirá hands-on training in the design of tractors. ciety of Agricultural and Biological Engineers

American Society of Agricultural and Biological Engineers cdd

American Society of Agricultural and Biological Engineers

American Society of Agricultural and Biological Engineers

American Society of Agricultural and Biological Engineers

venerdì 20 aprile 2012

Spritz Keep Calm and Carry On: Crisi tra Teorici del Complotto e Ottosettembrini

Alla fine vinsero loro! 
 "Keep Calm and Carry On" (State Calmi e Continuate ad Andare Avanti) era la scritta di un poster prodotto durante la Seconda Guerra mondiale nella Londra sottoposta ai bombardamenti. Esortava i civili alla calma e a non lasciarsi prendere dal panico e dall'isteria demoralizzante per le lunghe notti di paura sotto le bombe della Luftwaffe.

La versione moderna, nell'Italia in difficoltá finanziaria, é rappresentata... dal silenzio stampa.

Nei bar paesani hanno fatto molta presa due episodi: il primo é la constatazione che le banche italiane sono quelle che hanno preso di piú a prestito dalla Banca centrale Europea eppure nessuno dice niente sullo stato delle banche italiane. Ma se tutto va bene, perché stanno prendendo prestiti a man bassa e non fanno credito alle imprese? Il caso curioso é che alcune banche hanno anche chiesto un prestito a qualche impresa sana che ha riserve di cash (si, avete letto bene, una banca che chiede prestiti ad aziende). Il secondo episodio é una frase apparentemente tratta dalle intercettazioni dell'ex tesoriere di un partito il quale direbbe che anche un ex ministro avrebbe ritenuto che  investire all'estero era saggio perché "l'Euro era in pericolo" (ma il condizionale é d'obbligo visto che l'ex ministro annuncia querele verosimilmente contro chi ha pubblicato le intercettazioni).

Constatare queste coincidenze fa reagire d'assalto gli sprizzettari (tanto che le patatine che stavano mangiando sono volate fuori bocca per stamparsi sugli occhiali e sulla camicia degli astanti).

Se tutto sta andando bene, perché le agenzie di analisi se ne escono con studi tipo
"Spanish and Italian borrowing costs already at unsustainable levels, warns Moody's Analytics" (Il costo dell'indebitamento Spagnolo e Italiano é giá insostenibile)? Le agenzie di rating prendono degli abbagli, sono eterodirette da speculatori internazionali come fosse antani ecc. ma una volta finita la tiritera delle possibili motivazioni occulte, la domanda che resta sul nostro bancone é sempre la stessa: dobbiamo portare i soldi fuori dal sistema bancario e statale italiano o no?

Il dibatitto in bar s'e' poi articolato tra i teorici del complotto globale e gli ottosettembrini

I teorici del complotto sposano l'idea che le agenzie di studio, al soldo di qualche avido gruppo di masson-speculatori internazionali, stiano mettendo paura alle opinioni pubbliche con dati economico-finanziari esageratamente allarmanti, oltre a delegittimare i partiti tradizionali grazie ai servigi dei servizi segreti deviati che prodocucono dossier a richiesta facendo cosí fuori dirigenti politici senza neppure l'intervento della magistratura nazionale. In questo clima le opinioni pubbliche sarebbero piu' inclini ad accettare governanti non eletti e magari pure per lunghi periodi di tempo.

Alla fine vinsero loro?
(The Telegraph, 20 Aprile 2012: Il costo dell'indebitamento 
Spagnolo e Italiano é giá insostenibile)
Gli ottosettembrini invece sposano l'idea che la situazione é grave ma non perché lo dicono le agenzie esterne bensí perché la gente in giro perde il lavoro e non ne trova un altro, le banche non danno credito, le imprese che riciclano denaro sporco vincono sempre piú appalti con ribassi scandalosi che nessuno contesta, gli ottuagenari non eletti continuano a ricoprire posti chiave nelle imprese a partecipazione pubblica, alcune grosse imprese nazionali imbarcano debiti strabilianti mentre gli amministratori se ne vanno con buonuscite milionarie nel silenzio degli organi di controllo e via dicendo. Memore dell'8 settembre 1943, italianamente ognuno fa per se in silenzio: fuori i soldi dai conti correnti in favore di lingottini d'oro e assegni circolari in cassette di sicurezza, conti all'estero e via dicendo.

Esistono anche altre posizioni riscontrate tra la gente comune del bar come ad esempio i sognatori nullatenenti, i possibilisti poveri, gli indifferenti con rendite statali e i negazionisti nominalmente basso-salariati. Questi ultimi sono da guardare con sospetto perhé chi nega la gravitá della situazione potrebbe sempre essere un ottosettembrino mascherato.

Ad ogni modo, nel silenzio, il dibattito continua...


giovedì 19 aprile 2012

Numeri Utili: Laureati a Morsano di Strada (2011)

Tra i nati a Morsano ci sono 39 laureati (considerando le lauree triennali) e diversi studenti universitari.

La classe con più laureati nativi è il 1975 a parimerito con il 1980 mentre il 1986 è la classe con il maggior numero di studenti universitari di sempre.

Le facoltà scelte riflettono il pragmatismo del Nordest privilegiando corsi "tradizionali" come ingegneria e giurisprudenza. Per il resto è un mix.


mercoledì 18 aprile 2012

Se il Valore delle Lauree è solo questione di "Rating"

Alcune sono più uguali delle altre: la laurea è una medaglia
che può essere d'oro, d'argento, di bronzo o una patacca
A seguito del post di ieri la discussione in bar è continuata con ulteriori ragionamenti che qui riportiamo.

Oggi il valore legale delle lauree esiste solo per i concorsi pubblici e per alcuni impieghi organizzati in ordini professionali. Per la maggiorparte dell'economia privata, o sai o non sai, indipendentemente dal titolo di studio.

Il problema essenziale è come dimostrare di "sapere" (o non sapere), in altre parole, come superare la barriera all'entrata del mondo del lavoro. Il primissimo scoglio è il reale valore del pezzo di carta che si ha in mano. Quello è il foglio magico che crea la prima impressione. Poi ci sarà il colloquio ed il periodo di prova ma senza la prima impressione, non ci si muove.

Ed è qui che c'è il grande malinteso.

Per prima cosa, i titoli di studio si valutano con i coetanei e mai con generazioni diverse. La 5a elementare dei nati nel 1910 era già un ottimo titolo di studio considerando che i più si fermavano alla 3a elementare. Chi poi aveva la 6a elementare (che esisteva all'epoca), in mano si ritrovava un buonissimo titolo di studio. Oggi che tutti hanno un diploma e le università sono istituti di massa, la differenza la fanno non i titoli ma i "ratings" di questi titoli.

Esattamente come le agenzie di "rating" che danno i voti ai debiti sovrani.

Se ci mettiamo nella testa di un direttore dell'ufficio personale di un'azienda medio grande, cosa valuta nei giovani laureati?

1 - L'Università di provenienza - Le Università si dividono in unversità prestigiose e si meritano una "A", unversità di massa dietro casa cui si dà una "B" e poi via via a scalare fino ad arrivare alle università nate ieri e la cui ricerca scientifica è inesistente. Quindi il primo voto sarà all'università di provenienza.

2 - La Facoltà - Alcune sono fornamentali ed esistono da decenni e saranno valutate con une "A" o "B" o "C" altre sono nuove e non si capisce bene il loro valore sul mercato del lavoro e si valuterà da "D" in giù.

3 - Il Corso di Laurea - Studiare Economia ad indirizzo marketing non è la stessa cosa che studiare Economia con indirizzo Economia Aziendale. Il primo si becca una "C" il secondo una "A". I corsi di laurea più richiesti dal mondo del lavoro avranno un rating più alto.
Laurea, laurea, laurea

Esempi:
  • Laurea ad Harvard, Normale, Bocconi, LSE, Oxford, ENA ecc. ecc. in Economia, corso di laurea in Economia Aziendale. Rating: AAA.
  • Laurea a XYZ in Ingegneria, corso di laurea in Ingegneria Elettronica. Rating BAA
  • Laurea a XYZ in Scienze della Formazione corso di Scienze del Cavolo. Rating BDD    
Alla fin della fiera queste sono le valutazioni che il mercato del lavoro fa e  si possono esprimere con i ratings. Questo non vuol dire che un laureato BCD non troverà mai lavoro ma è giusto farsi un onesto rating prima di iscriversi  ad un corso di laurea e non aspettarsi di essere valutati allo stesso livello di un AAA o di un BBA.

Va poi ricordato che i lavori di serie "A" (funzionario delle Nazioni Unite, alto dirigente di multinazionali e banche internazionali) nella stragrange maggioranza dei casi finiscono a chi ha preso una laurea in una università di serie "A". In quei casi, anche una laurea ABD funziona perchè l'università di provenienza è il rating più importante.

Per contro, le università di tipo "A" non sono apprezzate dalle economie di provincia dove un buon tecnico è preferito ad un eccellente accademico (quindi un BAA naviga senza problemi). Qui si che i ratings più importanti sono il secondo e il terzo (facoltà e corso di laurea).

Chiaro se ci si ritrova con una laurea EEE è meglio non avercela proprio.

Sappiamo che nella stantia Italia il valore legale della laurea non verrà mai tolto, le classifiche ufficiali delle università italiane non verranno mai formalizzate ed ovviamente i professori avranno tutti lo stesso stipendio  indipendentemente da dove insegnano e da quanto sono bravi (ovviamente niente ratings sui professori, quelli li lasciamo fare a Oxford e Cambridge). Inoltre, chi ha la laurea triennale continuerà ad avere il titolo di "dottore" (quando da nessun'altra parte al mondo è così visto che i dottori o doctors sono solo quelli che hanno un dottorato di ricerca).

Non cambierà nulla però il mondo del lavoro c'ha già i suoi ratings. La matricole sono avvertite: non dimenticatevi l'ABC dello studio universitario...

martedì 17 aprile 2012

De l'Ossessione Sociale dei Titoli di Studio: ovvero, delle Lauree de li Sigg.ri Generali e delle Trote

E con questa mi laureo campione
Non sfugge in paese l'attenzione che in questi giorni è stata dedicata al tema dei Titoli di Studio. 

Il discorso che viene articolato in osteria è lungo e complesso e qui cercheremo di sintetizzarlo.

Lo scandalo dei fondi pubblici assegnati alla Lega per fare politica e poi, presumibilmente (in attesa di verifiche della magistratura) usati per pagare tutor e corsi di laurea all'estero per alcuni dirigenti del partito, ha alzato i riflettori sull'uso dei Titoli di Studio per fini sociali o più specificatamente per darsi uno Status Sociale.

Essere "dottori" nell'Italietta degli impenetrabili ordini professionali e dei politici con i più bassi titoli di studio della storia repubblicana evidentemente continua a contare. Ovviamente stiamo parlando di "titoli di studio" e non di "conoscenza" o" del "sapere". Anche se non sai un cazzo basta essere "dottore" e di fronte al popolo ci si sente nobilitati.

Perchè ricercare a tutti i costi una laurea anche se farlocca?

Dottore in Scienze dell'Unificazione
con Master in Project Management
e Gestione Risorse Umane 
all'università di Quarto (GE)
La cosa curiosa di cui si discuteva in bar, è che il fenomeno non interessa solo le Trote qualsiasi (magari tristemente condannate dalla fisiognomica alla poca credibilità accademica) ma pure gli insospettabili (più o meno). Spesso sul Messaggero Veneto o sul Gazzettino illustrano le brillanti carriere di generali nostrani di varie Armi e dopo aver elencato dei curricula di tutto rispetto con missioni all'estero, arresti di pericolosi latitanti, piroette nei cieli di mezzo mondo, ti propongono il curriculum studiorum. Uno dirà: ci sarà l'Accademia, una laurea disegnata su misura per chi fa l'Accademia e vari corsi di specializzazione in Italia e all'estero. Basterebbe ed avanzerebbe per qualsiasi mortale. E invece no! Nella patria che ha più generali degli USA, non può mancare la seconda laurea in Scienze di qualcosa di più o meno farlocco e poi, perla delle perle, qualche laurea che ha a che fare con lo strategico, l'internazionale ed il diplomatico. Il punto è che per prendere lauree strategiche e diplomatiche uno dovrebbe studiare come un matto a tempo pieno per 4-5 anni ed invece qui ci sono fenomeni della natura (militare) che comodamente se la prendono come seconda o terza laurea.


Visto che di militi si tratta abbiamo chiesto ai servizi secreti (deviati) di investigare ed abbiamo raccolto la drammatica testimonianza di un professore inserito nell'ambiente. "In realtà sono lauree onorifiche che le università danno per spingere il loro prestigio con le istituzioni e tra le più alte cariche dello Stato. Alla fine questi vengono qua, pieni di boria perchè credono veramente di meritare la laurea, gli vengono riconosciuti i crediti per ogni corso fatto nelle loro istituzioni e alla fine devono solo fare la tesi. Solo che i generali la fanno scrivere ai colonnelli, i colonnelli la demandano ai maggiori, i maggiori ai capitani ed i capitani ai tenentini freschi di Accademia. Devo dire che per le lauree di qualche generale ho apprezzato molto... la preparazione del tenente di riferimento".

Perchè desiderare tre lauree di cui due prese ad cazzum?

Ci sono poi le lauree di improbabili università, elargite a certe categorie di dipendenti pubblici, sulla base dei "crediti" riconosciuti al lavoro svolto nella pubblica amministrazione. Il che va bene se poi però non comporta scatti di carriera per il solo fatto di avere quella laurea. Se uno ci tiene a sentirsi titolato è giusto che si titoli (a spese sue) ma poi, a me e a te, non deve assolutamente costare di più perchè essenzialmente avrebbe le stesse abilità sul lavoro che aveva prima di "laurearsi".

Tornando ai politici, mai come ora abbiamo una classe politica con i titoli di studio formali più bassi (ci sono studi in merito). I padri della Costituzione e i padri delle prime assemblee regionali, con pregi e difetti, erano comunque dei VERI titolati accademicamente. Oggi si diventa dirigenti di partito e si siede ai vertici di istituzioni anche senza laurea. Se è un bene o un male non è oggetto di discussione ma è ovvio che un titolo non dà la competenza se si è fatta la giusta gavetta e se si è bravi. Eppure, chi non c'ha il titolo comunque lo cerca e anche con scorciatoie.

Perchè dunque l'ossessione per avere un titolo di studio a tutti i costi?

Quello che conta è la "laurea sostanziale", quella dovuta all'esperienza, al lavoro, al talento e alla genialità, che non ha bisogno di essere certificata con un "pezzo di carta". La quinta elementare del settantenne Giovanni Rana (1.200 dipendenti e centinaia di milioni di fatturato ogni anno), conta infinitamente di più di un PhD in Management alla Bocconi preso dai ragazzi d’oggi. I periti del Malignani degli anni Cinquanta-Sessanta vantano un titolo che vale nella sostanza molto più di un'odierna laurea formale in ingegneria.

Gli imprenditori nostrani, che con pochi studi hanno creato aziende che impiegano decine di dipendenti tra i quali anche laureati - e che mandano avanti l’Italia, che titoli di studio devono invidiare ai sigg.ri generali e alle Trote?

Come dicevamo, a tutti i partiti ha fatto comodo allargare il Bingo e il gioco d'azzardo diffuso

lunedì 16 aprile 2012

Spritz Debate: L'Italia ha ancora bisogno di un'industria manufatturiera?

Automatizziamo il futuro italiano?
Oggi il Corriere della Sera dedica un articolo ("Salone del Mobile: Cuneo, Brianza, Udine l'Italia del mobile resiste") ad alcune aziende manifatturiere italiane tra le quali anche la friulana Fantoni. Aziende che si distinguono per aver saputo vincere la crisi e continuare a crescere senza negare una decisa distanza dal mondo della Finanza di Wall Street & C. Tanto che il giornale cita Fantoni «La Borsa non è consona al nostro tipo di capitalismo, troppi meccanismi distorsivi e spinte speculative, troppe logiche esasperate di breve respiro».

Cosí durante la pausa caffé (corretto) é nato il dibattito sul futuro della manifattura italiana ed in particolare, un paio di pensionati, due artigiani, un operaio e un fancazzista morsanese si sono chiesti se l'Italia ha ancora bisogno di un'industria manifatturiera.

Secondo gli intervenuti l’Italia del futuro non puó fare a meno di avere un settore di industrie manifatturiere ampio e competitivo. Questa tesi discende innanzitutto dall’ovvia necessità di salvaguardare e, se possibile, aumentare i milioni di posti di lavoro che il settore manifatturiero assicura a tutt’oggi, ma anche dalla considerazione che il manufatturiero è fondamentale per assicurare il mantenimento della capacità innovativa di prodotto. Infatti, il rischio di delegare all’esterno l’innovazione prima di processo e poi di prodotto, è uno dei punti critici delle scelte di delocalizzazione. In fondo, le sedie fatte in Cina se sono per il mercato di massa sono competitive ma sull'alta qualitá il Made in Italy vince.  

Se il Bel Paese non può fare a meno delle industrie manifatturiere, è però vero che è in atto un significativo declino del settore in Italia e tra le molte cause della perdita di competitività delle unità produttive manifatturiere c'é in particolare la rigidità delle relazioni industriali (art. 18 e affini) di cui si accenna una modifica a partire dal 2013. 

Secondo gli amici dello Spritz, la riforma della legislazione sul lavoro non risolverebbe da sola tutti i problemi che hanno portato alla riduzione delle unità produttive in Italia: resterebbero sul tappeto tutti gli altri problemi relativi alla competitività, con la consapevolezza peraltro, che i problemi non riguardano solo le Aziende e le unità produttive italiane ma quelle dell'intero Occidente sempre piú schiacciato dai paesi emergenti (nel manifatturiero, in particolare, da Cina, Brasile, Turchia e paesi dell'Est Europeo). 

Come si manifattura la scritta
"fioi semo gagai" in cinese?
Ci sono segnali che sottolineano come non poche imprese italiane siano consapevoli delle sfide che devono affrontare e abbiano individuato un insieme di ‘contromosse’ per reagire. Tuttavia, la gran parte delle imprese italiane sta ancora barcamenandosi contro la pressione della globalizzazione delle manifatture senza un preciso piano di lungo termine.

Ovvio l'immancabile paragone con l'Inghilterra, giá patria delle due rivoluzioni industriali del '700 e metá '800 e giá fucina manifatturiera del Mondo, ora tutta protesa verso i servizi, inclusi gli invisi servizi dell'Alta Finanza dei derivati e dei CDS e che ha ormai quasi completamente perso la capacitá produttiva delle sue manifatture. Se poi anche la Finanza entra in crisi, che fare?

Cosí il dibattito sul futuro delle manifatture italiane interessa anche Morsano dove chi ha fiducia nell'industria  sovrasta di gran lunga chi invece vede nei servizi il futuro paesano.

Peró tutti riconoscono che cosí come siamo messi oggi le cose non vanno e il futuro manufatturiero va riscritto prima che sia riscritto per noi a suon di ideogrammi.

...e il dibattito continua

domenica 15 aprile 2012

La Gamificazione delle nostre vite sta arrivando?

Gamification é un neologismo anglosassone per indicare il trasferimento delle meccaniche tipiche dei giochi elettronici nella vita reale. In parole povere, i giochi hanno come scopo il darti un premio per ogni mostro che distruggi o ogni obiettivo che raggiungi giostrando con la console. Con la "gamification" ti viene dato un premio per ogni fine raggiunto.

Il principio é vecchio come il cucco, ogni venditore é premiato se vende piú merce e i premi variano a seconda di quanto ha venduto. Peró ora, le tecnologie permettono di "premiare" i dipendenti se hanno seguito un corso di e-learning o meno, o se hanno completato un sondaggio interno o, se seguono una certa dieta piú sana o vanno in palestra facendo cosí diminuire il premio dell'assicurazione sanitaria privata che magari l'azienda paga.

La cosa si é spinta cosí tanto che c'e' pure un servizio che si chiama Greengoose, che offre la possibilita' di "gamificare" tutte le attivitá della vita di ogni giorno come camminare, sollevare la tazza del water, lavarsi i denti, fare sport, guidare ecc. Un paio di sensori possono monitorare le attivita' e trasmettere i movimenti ad una centralina che poi vi dira' se avete preso le pastiglie che il medico vi ha prescritto, se vi siete ricordati di portare fuori il cane a passeggiare e via dicendo.

Alla fine raggiungerete degli obiettivi che vi prefissate e la vita vi sembrera' un video game.

La solita sottile linea rossa é stata stesa.

sabato 14 aprile 2012

Che reliquia ci sará a Barbana?

Una tipica reliquia della tradizione
Cattolica 
Molti morsanesi sono affezionati al Santuario di Barbana dove ogni anno si svolge il pellegrinaggio paesano nato nel 1855 come ringraziamento alla Madonna per la fine della peste bovina in paese. Di questi giorni é la notizia che il Santuario ospiterá una reliquia del defunto papa Giovanni Paolo II (Le reliquie di Papa Wojtila a Barbana dal 14 aprile).

Oggi in bottega, il popolo parlava proprio di questo straordinario evento e la domanda che alcuni si sono posti é di che tipo di reliquia si tratti.

Puó essere un vestito appartenuto al Sommo Pontefice tra i piú amati di sempre o un po' di sangue, o parti del corpo, come le reliquie da tradizione della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

Nessun giornale lo specifica infatti, a parte menzionare la partecipazione dei piú importanti politici regionali alla presentazione dell'esposizione della reliquia, non si hanno maggiori dettagli su che tipo di reliquia sara' esposta.

giovedì 12 aprile 2012

Spritz Social History: Cambia l'epoca ma i fastidi rimangono gli stessi?

In coda a Sacile...
"[...] l'assistenza medica per i poveri era gratuita, fornita da medici e chirurghi qualificati, pagati dalle amministrazioni comunali. [...] circa la meta' dei medici appartenevano a questa mutualita'. Per la verita' i medici freschi di laurea non avevano altra scelta che quella di un posto comunale, con l'obbligo contrattuale di tenere per un periodo di tre anni una condotta nei villaggi piu' sperduti".

"[...] le professioni non erano certo fiorenti, c'erano troppi avvocati e troppi medici rispetto alla clientela disponibile e ogni anno le universitá ne sfornavano altri. A Padova il numero di studenti di giurisprudenza quadruplicó [in 25 anni...] I laureati diventavano dei "paraprofessionisti" trovando un impiego qualsiasi come precettori, insegnanti o giornalisti avventizi mentre cercavano una nicchia in cui collocarsi in un mondo troppo affollato. Gli impieghi nella pubblica amministrazione o nel settore giudiziario erano rari e mal remunerati [...]"

Le vere classi pericolose non erano formate dai poveri delle cittá e nemmeno dagli indocili artigiani ma dai professionisti disoccupati la cui unica speranza di promozione sociale stava nel mutamento politico radicale. Questi elementi pericolosi appartenevano si alla borghesia, ma non avevano ambizioni commerciali, né tanto meno industriali: quello che volevano era un impiego statale, burocratico, ma di solito lo cercavano invano.

Domanda: a che anni si riferisce questa disamina dell'Italia?

Sembra l'Italia di oggi ma... siamo a pagg. 55 e 56 di "Il Risorgimento Italiano" di Martin Clark e si parla degli anni 1815-1848.

Cosí, s'e' discusso e la platea dei barbagianni (cioe' i frequentatori del bar) si é divisa tra chi ritiene che non e' cambiato niente e chi invece vede dei cambiamenti.

PS in bocca al lupo ai 211 candidati a 2 posti di vigile urbano a Sacile. Quella si, é l'italia del 2012...

mercoledì 11 aprile 2012

Il video appello del Mexico

Spritz Escape: La Grande Fuga di Cervelli, Capitali e Lavoro

Cozis in fuga
Un noto osservatore paesano ha recentemente sottolineato il dramma della fuga dei cervelli (in friulano "fughe da cozis") da Morsano verso altri lidi.

Raro che un laureato rimanga in paese se trova lavoro al di fuori dell'azienda di famiglia. Raro anche che chi ha soldi li lasci qui e spesso chi fa impresa va fuori porta. Non a caso, diversi morsanesi lavorano per aziende che stanno decentralizzando, cioé spostando stabilimenti all'estero e stanno temendo per il loro futuro lavorativo.

Nel caso dei laureati il problema non e' che siamo dei geni che il paese perde (se una rondella non fa primavera e' anche vero che una laurea non fa materia grigia), peró il problema é che a far laureare qualcuno, al contribuente, costa almeno 10 mila euro all'anno in costi di strutture universitarie spesso duplicate ed inefficienti, docenti, bidelli ecc. (5 anni di laurea = 50 mila euro a studente) e quindi pesa che poi questo investimento in capitale umano non renda sul suolo patrio ma vada a beneficio di chi i soldi per la formazione non ce li ha messi.

Cosí il paese discute sulla fuga delle zucche, la fuga dei capitali e la fuga del lavoro.

Tra molto pessimismo e poco ottimismo, il dibattito é in fuga...

Ci sono migliaia di Portoghesi che emigrano nell'ex colonia Mozambico
perché a Lisbona non c'é piú lavoro 

martedì 10 aprile 2012

Spritz Politics: il Pit Stop dei mille giorni

0Sono passati 1037 giorni dall'insediamento e mancano 790 alle prossime elezioni comunali. Mentre si iniziano a sentire voci su mosse presenti e future (alcune delle quali sorprendenti, altre meno), la gente fa i primi bilanci dell'attivita' di tutti gli schieramenti. 

Assemblee pubbliche vs cene carbonare, conferenze di interesse paesano vs nessuna attivitá visibile, comunicazione pubblica vs niente di visibile, attivitá fuori comune vs attivitá locale, tante idee vs mancanza di idee, defezioni vs aggregazione. 
La gente osserva, con interesse e curiosita' quello che fanno i politici locali e prende nota di chi si vede in giro e chi invece si fará vivo solo tra 790 giorni... 

domenica 8 aprile 2012

Buona PDL a tutti!

FORZA PASQUA!
(sempre un piacere romperle)  
La Pasqua ebraica (in lingua ebraica Pesach ossia “passare oltre”) é chiamata Pasqua di Liberazione (abbr. PDL).

Infatti, per gli ebrei, la Pasqua simboleggia la liberazione dall’Egitto nonché il passaggio dalla schiavitù alla libertà che avvenne per opera di Mosè.

Dalla Pasqua ebraica, i cristiani hanno mutuato il concetto di liberazione adattandolo all'idea di liberare l'umanitá dal peccato originale.


Buona PDL a tutti i lettori!

sabato 7 aprile 2012

Idea Morsanica: L'Album delle Figurine della Gloriosa A.S.C. Morsano

Non é nulla di nuovo visto che giá in alcuni comuni italiani si fa da tempo, ma per un paese come Morsano potrebbe essere qualcosa da replicare. Si tratta della "figurinemania" cioé la raccolta di figurine dei personaggi sportivi locali, non solo di oggi ma soprattuto dei tempi che furono.

Altro che Juventus!
La casa editrice Footprint di Milano propone progetti editoriali per le micro comunitá e la raccolta delle figurine, vendute contestualmente all'album, é il progetto di punta cui hanno gia' aderito comunitá quali, ad esempio, quella di Manzano (Gli eroi dello sport diventano figurine).

La gloriosa ASC Morsano degli anni che furono, rappresentata con le figurine dei giocatori delle varie stagioni calcistiche rappresentati nell'album. Oppure un album con allegate tutte le figurine. Un modo diverso per collezionare la storia paesana.

venerdì 6 aprile 2012

Quando finirá la luna di miele di Mario Monti?

S'era accennato qualcosa nel post "Governo Monti: Più Fuffa che Sostanza?", a detta del bar di Morsano, prima o poi in Italia il pendolo del favore al governo tecnico dondolerá dall'altra parte e il popolo che odia le clientele politiche almeno quanto le cerca, invocherá il ritorno del "primato della politica" (nel senso darwiniano di primate) che "stavamo meglio quando stavamo peggio".

Insomma, il momento che i detrattori del governo attendono dal Novembre scorso quando arriverá? 

Il grafico qui sotto rappresenta il sondaggio ISPO fino al 29 marzo scorso, da quella data, é una previsione di Dibattito Morsanese sulla base di quanto ascoltato in osteria.



A spanne, attorno a metá giugno quelli con un punto di vista "negativo" sul governo supereranno i "positivi". Appena si pagherá la prima rata dell'IMU, la gente si renderá conto che le manovre da 30 miliardi sono come una mega piatto di fritto misto: difficili da digerire. 

Vedremo se l'osteria, come sempre, ha ragione.

Nel frattempo gli investitori internazionali sperano che Monti resti in carica per altri 20 anni. 

giovedì 5 aprile 2012

Ma cos'e' il genio?



Martin, Martin, ma cos'e' il genio? Quel guizzo che crea il personaggio, quel fulmine che origina il mito, il vavavum che disegna il solco con il resto de noantri.

Necchi, spiegalo tu vah...

«Kony 2012», parte IIa

Film Censurato in Italia: Il Leone nel Deserto (disponibile su YouTube)



Il leone del deserto é un film storico del 1981, finanziato e fortemente voluto da Gheddafi, per la regia di Moustapha Akkad. Narra la vita del condottiero senussita libico Omar al-Mukhtar (Anthony Quinn), che si batté contro l'esercito italiano poco prima della seconda guerra mondiale.

Il film per anni è stato censurato in Italia in quanto "lesivo all'onore dell'Esercito italiano" e ne fu quindi impedita la distribuzione. Solo nel 2009 è stato trasmesso in televisione a distanza di quasi trent'anni dall'uscita.

Adesso é disponibile su youtube in versione integrale.

mercoledì 4 aprile 2012

Interessanti novitá dal mondo delle banche: se perdendo il bancomat puoi comunque prelevare

Persa la carta sulla pista da sci? No problem
il tuo bancomat non é stato congelato. 
Se perdete il portafoglio e siete fuori casa come fare per prelevare del denaro?

Puo' succedere e per questo che una nota banca ha deciso di offrire un servizio aggiuntivo ai suoi clienti che permette di prelevare anche senza carta in caso di emergenza.

Manco a dirlo, il sevizio si chiama "Emergency cash".

Funziona cosí: hai perso il bancomat, chiami il numero verde della banca operativo 24 ore al giorno,  dal call center ti fanno alcune domande di sicurezza e quindi ti danno un codice che ti permette di accedere, dal bancomat che ti sta di fronte, al cash che hai sul conto.

Questo servizio é valso alla NatWest il premio "Best Personal Finance Innovation 2011/2012".

Se plazute affari di Gonars é sintonizzata, presto il servizio potrebbe apparire anche nelle super innovative banche della nostra zona. 

martedì 3 aprile 2012

What'up Morsan? Persona Non Grata

Nel latino usato dagli anglosassoni in particolare nei contesti legali o della diplomazia, esiste un'espressione che indica chi non è gradito: si tratta dell'espressione "Persona Non Grata" (al plurale: personae non gratae).

Un esempio di uso è tipicamente quello che fa riferimento alla Convenzione di Vienna nel quale, nella versione in inglese recitava: "a State may at any time and without explanation declare any member of a diplomatic staff persona non grata. A person so declared is no longer welcome in that country and is usually forced to return to his or her native country". Ovvero, quando uno Stato dichiara che un membro di uno staff diplomatico estero è persona non gradita, questo funzionario sarà obbligato a tornare in patria.

Al di là dell'uso diplomatico, si usa spesso nel mondo legale. 

Interessante è poi l'uso della parola "persona". Persona in inglese si usa per indicare la personalità nel suo insieme. Nello specifico può indicare i tratti di un cliente "tipo", quindi la customer persona, se si parla di marketing. La persona indica anche i ruoli sociali, l'apparenza, il proprio credo e via dicendo. 

Esempi di uso comune sono: "Mary just has this amazingly cool vibe and persona" oppure "All he does is to help him create a public persona". 


lunedì 2 aprile 2012

Morsano Imprenditoriale: l'Attendista a Domicilio

C'è nessuno in casa?
L'idea non è nuova e funziona già nelle grandi(ssime) città e prende anche la forma di un servizio che si prenota su internet (vedi il sito WaitingIn). Si calcola che attendere a casa una spedizione postale o l'arrivo di un artigiano o di un mobile precedentemente acquistato ecc. costa alla sola economia USA qualcosa come 37.7 miliardi di dollari in termini di tempo perso nell'attesa (Waiting at home costs US economy $37.7 bln: report).

Così arriva quello che il marketing anglosassone definisce "short-term house-sitting for busy professional people" e che tradotto si riferisce alla possibilità di avere qualcuno che viene a casa tua quando tu non puoi esserci perchè sei al lavoro o comunque impegnato e questo qualcuno può svolgere dei servizi che altrimenti richiederebbero la tua presenza fisica come ad esempio ricevere un importante pacco postale, aprire la porta all'idraulico o comunque far aprire la porta di casa a qualcuno.

Nelle grandi città, dove gli spostamenti da un capo all'altro portano via tempo, anche lavorando dalle 9.00 alle 17.00 si rischia di partire da casa un'ora prima e arrivare a casa anche ore dopo che si è lasciato l'ufficio. Se poi si vive soli o il partner lavora, per prendere quel pacco postale o quel mobile spedito a domicilio toccherebbe perdere un giorno di lavoro o per aprire la porta all'eletticista o al caldaista si dovrebbe perdere preziose ore d'ufficio col capo che s'arrabbia.

Entra così in gioco un professional short term house-sitter, che noi chiameremo "Attendista a Domicilio", cioè una persona che tu prenoti e paghi per un tot ore, la quale, mentre tu sei via, viene a casa tua ad attendere il pacco postale o ad aprire la porta all'artigiano che deve farti il lavoro in casa.

Lo stesso principio si potrebbe applicare anche in zona Morsano e Bassa Friulana dove la società della piena sottoccupazione, cioè dove tutti saranno costretti a lavorare tutto il giorno fuori casa fino a tarda età perchè non ci saranno pensioni e gli stipendi continueranno ad essere risibili, creerà opportunità per il ruolo degli "attendisti a domicilio".

Basta avere il prezzo giusto e tutto si vende, anche i servizi mai visti prima.

Inizia Cof2012: i Wine Bloggers Americani (e UK) in visita alle cantine del Friuli Orientale



Seguili su twitter #cof2012

...and welcome to our place in between!


domenica 1 aprile 2012

Nuovo Piano Urbanistico Quinquennale: alcune importanti novitá

poco ambizioso piano urbanistico, Astana, Kazakhstan
L'intero comprensorio con tutte le sue sinergie
dispiegate nel salore urbanistico regionale
Dopo l'approvazione del piano urbanistico quinquennale da parte del consiglio centrale urbanistico, da oggi entrano in vigore le nuove regole.

La principale é che sará data prioritá al recupero delle case del centro storico al momento non utilizzate per fini abitativi o comunque dichiarate in "stato di abbandono". Inoltre, se si tratta di abitazioni di proprietá pubblica, saranno messe in vendita entro 6 mesi dall'approvazione del piano (o come dice l'art.32 quater si "procederá a dismissioni con procedura breve").

Per quando riguarda l'edilizia popolare, non sará piú possibile costruire, entro la cerchia del paese definito  "paese storico", abitazioni che non rientrino nello standard conosciuto nell'edilizia come "standard Moruzzo". Qui non si é certi sul perché si faccia riferimento alla nota localitá collinare ma sicuramente ci sara' una logica.

Viene poi bandita l'edilizia popolare diffusa, in quanto, secondo le nuove disposizioni, sará riposizionata solo nel centro storico del capoluogo.

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