giovedì 1 novembre 2007

Halloween conquista Morsano. Ma ne sentivamo proprio la mancanza???

Ormai da anni, sui quotidiani nazionali si dibatte sul significato della festa di Halloween per noi italiani. Si sentiva nell'aria che prima o poi l'ondata di "americanizzazione" della nostra società avrebbe inesorabilmente impiantato questa festa nei nostri calendari.
Come noi morsanesi sappiamo, molte discussioni che appaiono sul Corriere della Sera o su l'Espresso non hanno rilevanza per la nostra comunità locale; di solito sono cosa da ...Milanesi o Romani.
Stavolta no, la celebrazione di Halloween è arrivata anche a Morsano, moggia moggia, sgattaionalndo silente tra le molte polemiche di chi, per tradizionalismo religioso o semplicemente per amor di cultura e storia locale, vede la notte tra il 31 ottobre ed il 1 novembre, come un momento di ricordo dei Santi seguito, il 2 novembre dal ricordo dei defunti (vedi "In Friuli contro Halloween, chiese aperte anche di notte").
Ebbene, non abbiamo creduto ai nostri occhi quando alle due del pomeriggio del 31 ottobre 2007, un gruppo di bambini morsanesi mascherati da fantasmini, ha suonato il campanello presentandosi con un sonoro "dolcetto o scherzetto" (versione italiana del "Trick 'r Treat " a stelle e strisce). Per i profani, questo è il motto tipico dei bambini americani ad Halloween e altro non significa "dacci le caramelle o ti facciamo degli scherzi".
La cosa interessante è stato vedere che sia nei costumi che nella tradizionale formula del suonare alle porte delle case e gridare "scherzo o regalo" si ricopiava in pieno il modello di Halloween fin qui visto solo nei film d'oltre oceano. Il che fa pensare che l'azione sia stata orchestrata e non improvvisata dai ragazzini. Orchestrata forse dalle maestre a scuola per un malinteso senso di modernità? Da un gruppo di mamme che si credono all'avanguardia? Boh, chissà!
Quello che sappiamo è che anche nel nostro paesello sonnolento è arrivata la deprimente ventata di omologazione ai modelli anglofili, troppo spesso assorbiti in modo pigro ed acritico, da noi Italiani e Morsanesi.
Ci hanno appioppato le scuole "primarie" per scimiottare le "primary schools" e le scuole "comprensive" come versione italiana delle "comprehensive schools", gli "ispettori e sovrintendenti" della polizia per sciomiottare i "superintendent" e gli "ispectors" britannici. Ora pare sia proprio giunta l'ora di continuare a non saper parlare l'inglese (così dicono gli studi sulle abilità linguistiche degli italiani) e di scimiottare platealmente tutto ciò che è anglosassone. Spesso viene da chiedersi se vale di più avere padronanza della lingua di Shakespeare o se basti mettere un nome inglesizzante alla propria attività economica per essere al passo con i tempi delle globalizzazione. Per la cronaca, al momento quest'ultima opzione sembra andare per la maggiore nel nostro Friuli.
Possibile che a nessuno interessi più l'integrità linguistica e culturale delle nostre terre? Vero che le lingue e le tradizioni si ammodernano ma qui sembra di assistere ad una copiatura semplice e acritica di tradizioni e costumi non nostri importati solo ed esclusivamente dal mondo anglosassone.
La questione di fondo è semplice. Bisogna conoscere benissimo l'inglese (notasi il benissimo) perhcè serve e bisogna rispettare le tradizioni delle terre anglosassoni, che comunque, con molta parzialità vengono continuamente dipinte nei telefilm di successo. Tuttavia, da persone intelligenti, bisogna saper mantere e rispettare le proprie di tradizioni ed il proprio patrimonio linguistico e culturale. Se il 1 novembre è la celebrazione dei Santi, non è rispettoso far festa celebrando modelli macabri e profani. Si crei una festa del profano , che ne so, il 15 novembre "festa delle zucche se proprio si deve. Anche chi non è religioso dovrebbe saper rispettare chi il 1 ed il 2 novembre celebra ricorrenze che richiedono riflessione e silenzio. Il chiasso e le zucche vuote lasciamole agli americani per quelle notti. Le persone intelligenti, anche se non sono ebree mai mangierebbero del maiale di fronte ad un ebreo per rispetto. Perchè allora si deve far chiasso quando una buona parte (la maggioranza?) della popolazione celebra i propri santi ed i propri defunti in silenzio?
Impariamo la lingua inglese ma teniamoci le nostre tradizioni e non si faccia i pigri, se ci si può esprimere con una parola italiana (o friulana) non si usi un'espressione inglese!
Adesso vi saluto, devo andare a fondare un'azienda friulanissima che venderà solo in Friuli ed i cui dipendenti saranno tutti friulani: la Marqualdo's Quality Logistics International.

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