lunedì 28 febbraio 2011

Spritz Politics: il Milan campione di consensi è panem et circenses?

Chi vince stasera il posticipo di campionato tra Milan e Napoli?

Questa la domanda sollevata in bar durante il caffè in pausa pranzo. Il Milan è di proprietà del presidente del consiglio e visto che politica e calcio fanno parte del Po.Ca.Mo.Na., la discussione è subito partita con le scintille.

Una delle tesi è stata la seguente: "lo vince il Milan perchè ci sono le elezioni comunali a Milano questa primavera e Berlusconi non vuole rischiare che i milanisti non vadano a votare come quando ha venduto Kakà".

La teoria di questo moderno "panem et circenses" è che fino all'anno scorso Berlusconi non spendeva una lira nel Milan che quindi comprava solo ex campioni a fine carriera e questo gli è costato consensi elettorali. Poi qualcosa è cambiato e sono arrivati in un colpo solo: Ibrahimovic, Robino, Cassano, Boateng e una marea di altri scalzacani (tra cui, in arrivo, la star olandese Castaignos).

A supportare la tesi c'è un'osservazione di Beppe Severgnini nel suo libro "La Pancia degli Italiani" in cui l'autore descrive quello che chiama "Fattore Zelig" ovvero come il premier riesca ad essere "milanista coi milanisti, milanese con i milanesi". In altre parole, come si immedesimi sempre nei suoi interlocutori per farli felici, chiunque essi siano. Di milanisti alle elezioni di Milano ce ne sono tanti, almeno la metà dei votanti. Molti di questi hanno una sensibilità vicina a movimenti nordisti: ecco quindi la frase "Vedo il Milan per battere il sud" oppure, per tenere buoni i "cugini" dichiara "Io tifo Inter quando gioca con altre squadre"

Così in osteria non s'è parlato d'altro: panem et circenses in chiave moderna o solo teorie campate per aria di chi ha corretto troppo il caffè?

Chi vincerà la sfida tra fanta-calcio e fanta-politica (a Morsano come a Milano)?

domenica 27 febbraio 2011

Angolo di Storia: 500 anni dalla rivolta contadina della “Crudel Zobia Grassa” del 27 febbraio 1511. A Morsano cosa successe?

Di certo chi ne sa di storia del Friuli o chi semplicemente legge i giornali locali, sa che oggi è l’anniversario della rivolta contadina del 27 febbraio 1511, rivolta che coincise con la festa carnascialesca di giovedi’ grasso (detta zobia grassa nel toscoveneto usato nelle sue cronache da Gregorio Amaseo).

All’epoca il Friuli, come sempre, era terra di confine e le tensioni dominavano la scena politico-militare tra la Serenissima Republica di Venezia capeggiata qui dai potentissimi nobili Savorgnan ed il Sacro Romano Impero cui andavano le simpatie di molti signorotti locali, in particolare i Della Torre, i Colloredo, i Partistagno, i Frattina e i Gorghi. Queste fazioni vedevano da un lato i “Zamberlani” il cui capo ispiratore era Antonio Savorgnan e dall’altro i filoimperiali “Strumieri” guidati dai Della Torre.
Antonio Savorgnan e le sue cernide alle porte di Udine
Savorgnan, che passerá in seguito a sostenere l'Impero,
morirá nel 1512 a Villacco in un aguato
Senonchè, il 27 febbraio 1511, si narra che Antonio Savorgnan avesse messo in giro la voce che mercenari imperiali tedeschi si stavano assembrando a Pradamano pronti a prendere Udine e quindi invadere il Friuli. Al che, le sue cernide (truppe contadine), dopo aver perlustrato la zona di Pradamano (e non aver trovato l’ombra di un lanzichenecco tedesco), una volta rientrate a Udine diedero l’assalto ai palazzi dei casati feudatari filoimperiali mettendone a ferro e fuoco una trentina ed uccidendo forse una cinquantina tra nobili e loro servitori. Avuta notizia dei fatti udinesi, nel Friuli rurale scoppiarono altre sommosse con assalti ai castelli e residenze nobiliari.
La sommossa, riconosciuta come la piu’ imponente dell’Italia risorgimentale, aveva molteplici cause concomitanti:

- Le carestie e la peste imperversavano
- il trauma del passaggio del Patriarcato a Venezia (nel 1420) che aveva visto ridimensionato il potere del parlamento della Patria del Friuli con sede a Udine
- l’inefficienza del parlamento di Venezia e la secondarietá del Friuli nelle politiche della Serenissima
- la difesa contadina degli antichi diritti e la richiesta di piu’ potere
- le faide tra i casati nobiliari friulani
- la guerra della Lega di Cambrai tra Impero e Serenissima


La jacquerie (la rivolta di popolo) a Udine fu fatta rientrare nel momento in cui Venezia invió 100 cavalieri dalla fortezza di Gradisca ma rivolte e proteste nelle campoagne proseguirono per altri 50 anni.

In generale, le tensioni si perpetuarono nei secoli visto che le diatribe confinarie tra Venezia e l’Impero continueranno fino all'arrivo di Napoleone. Da ricordare, che nella Germania di oggi è ancora conosciuta una canzone, cantata dai soldati tedeschi anche nella prima guerra mondiale, che ricorda il “Sacco di Roma” e la discesa in Italia dei temibili Lanzichenecchi nel 1527. Ebbene, la canzone dei Lanzichenecchi si intitola “Wir Zogen nach Friaul” (venimmo verso il Friuli) a sottolineare ancora che la nostra terra era zona di passaggio e tensione.

E Morsano in tutto questo?

Udine, 1511

In paese non c’erano castelli da assalire anche perchè, secondo quanto scritto da Don De Anna nel suo “Morsano cenni storici”, le prime notizie di case costruite in muro ricoperto di coppi risalgono al 1502 e di certo non erano dei manieri. Il paese era una libera comunitá rurale, una “vicinia”, retta dall’assemblea dei capi famiglia. Verosimilmente Morsano contava un centinaio di anime. Era circondato da terreni paludosi e, tra un’invasione turca e l’altra, gli abitanti dovevano lottare contro carestie e malaria. Le rivolte della “Zobia Grassa” interessarono di piu’ il Friuli collinare e la zona premontana e qui da noi non si vide nulla.

Di certo c’è che a seguito della guerra della Lega di Cambrai, Morsano e Gonars divennero villaggi di confine.

Wir Zogen nach Friaul.
Come direbbe Verdone "un sacco bello"
La Guerra della Lega di Cambrai iniziò nel 1508 e si concluse con la divisione del Friuli in due. Venezia dovette accettare e si trovò ad operare per tutto il '500 e i due secoli successivi in una incerta demarcazione dei confini: continue erano le dispute con gli Asburgo, anche perchè la linea di confine era incerta e mal definita, con enclaves imperiali in territorio veneziano e viceversa. In particolare, mentre Morsano era rimasta Veneziana, Gonars, Ontagnano, Fauglis, Castello e vari altri territori della zona attorno a Morsano escono dalla giurisdizione della Serenissima e diventano delle enclaves Arciducali all'interno del territorio di Venezia.

Peró solo il 6 aprile 1512 la nuova carta politica del Friuli viene messa nero su bianco sancendo di fatto la proprietá dei territori in base a dove si trovavano le proprie truppe in quella data.


Il che ci fa pensare che il 27 febbraio 1511, in un clima di guerra e di totale incertezza confinaria, a Morsano ci fossero stazionate delle truppe Veneziane mentre a Gonars ci fossero soldati imperiali a sancire lo stato di fatto di un confine che durerá oltre 280 anni (fino al 1797) e la cui testimonianza è offerta dalla lapide confinaria oggi appesa al muro della canonica di Gonars.


Capire dunque cosa significó per Morsano la rivolta contadina della Zobia Grassa è difficile, di certo, con la tensione che c’era tra Impero e Serenissima, lungo il confine con Gonars c’era poco da scherzare.

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Riferimenti

giovedì 24 febbraio 2011

Opinionistica Morsanica: Po.Ca.Mo.Na.

Si discuteva in osteria di quali siano le discussioni in cui il morsanico medio ha sempre e comunque un'opinione e magari ci si incazza pure.

Per capirci, ci sono argomenti in cui il morsanico non ha un'opinione. Esempio: il miglior ballerino del mondo é stato Nureyev o Angel Corella o Julio Bocca... . OK, va bene. Nessuna opinione in merito. Oppure, nei giardini la potatura di ringiovanimento in che periodo la faccio? O anche nell'arte, erano meglio i macchiaioli o i cubisti? E' meglio fusion o acid jazz? e cosí via.

Anche su questioni vitali, come il miglior modo di applicare le tasse progressive si riesce a non avere un'opinione. Tittavia, esistono 5 argomenti sui quali il morsanico avra' sempre un'opinione e se si vuole alzare la temperatura in bar, é sempre una giocata sicura. Qui gli argomenti:

Altro che Pokemon, a Morsano
abbiamo i Pocamon
Politica: destra postfascista, destra corporativa, centrodestra delle rendite, centrodestra liberale, centro, centro cristiano, centrosinistra liberaleggiante, centrosinistra cattolico, centrosinistra socialista, sinistra ambientalista, sinistra giustizialista, sinistra comunista. La politica e' come ordinare un caffé, tra ristretti, macchiati lunghi, macchiati freddi e caldi, ognuno ha il suo personale modo di incazzarsi.

Calcio: Udinese vs tutti gli altri, Zico o Di Natale? Juve o Milan? Milan o Inter? Era rigore o era fuorigioco? Era fallo o no? Sollevate la questione e voleranno parole grosse.

Mona: la Bellucci o la Bruni? Belen o la Canalis? Tira piú un bue o un pelo di...? Ogni discussione sul soggetto non lasciera' mai persone senza opinione.

Napoli:  vedi Napoli e poi muori... dite questa frase e qualcuno subito dirá "si, dalla puzza". Napoli nell'immaginario collettivo nordico rappresenta non una cittá ma il meridione. Non solo il meridione d'Italia ma il meridione del mondo inteso come il centro di tutto quello che non funziona. Cosí, non si puó parlare di meridione senza che gli animi si accendano tra i sostenitori della secessione e quelli che sono contrari. Tra le due posizioni ci sono molte varianti e tutti hanno sempre e comunque un'opinione forte sull'argomento.

Cosí, per riassumere, se volete stizzá boris in osteria, ricordate l'acronimo PO.CA.MO.NA. (Politica, Calcio, Mona e Napoli).

Martin Solveig feat. Dragonette: Hello



Hello
(Martin Solveig/Martina Sorbara feat. Dragonette)

I could stick around and get along with you, hello.
It doesn't really mean that I'm into you, hello.
You're alright but I'm here, darling, to enjoy the party.
Don't get too excited 'cause that's all you get from me, hey.
Yeah, I think you're cute, but I really think that you should know.
I just came to say hello, hello, hello, hello.

I'm not the kinda girl to get messed up with you, hello.
I'ma let you try to convince me to, hello.
It's alright I'm getting dizzy just enjoy the party.
It's OK with me if you don't have that much to say, hey.
Kinda like this game but there's something you should know.
I just came to say hello, hello, hey, hey.

I could stick around and get along with you, hello.
It doesn't really mean that I'm into you, hello.
You're alright but I'm here, darling, to enjoy the party.
Don't get too excited cause thats all you get from me hey.
Yeah I think your cute but really you should know.
I just came to say hello, hello, hello, hello.

I'm not the kinda girl to get messed up with you, hello.
I'ma let you try to convince me to, hello.
It's alright, I'm getting dizzy, just enjoy the party.
It's OK with me if you don't have that much to say, hey.
Kinda like this game but there's something you should know.
I just came to say hello, hey.

mercoledì 23 febbraio 2011

Sondaggio: La responsabilità sociale di un'impresa è...

È di Milton Friedman il famoso detto “business of business is business!” (l'affare delle aziende é fare affari) ovvero, secondo il premio Nobel 1970 per l'economia, la responsabilitá sociale di un'azienda é di massimizzare l’interesse degli azionisti (gli shareholders) e quindi la creazione di valore economico. Punto e basta: aumentare i profitti.

Alla teoria di Friedman si contrappongono le dottrine economiche che promuovono una visione dell'azienda come un'entitá che coglie l'obiettivo di massimizzare gli utili di lungo periodo ma come conseguenza di un comportamento socialmente responsabile, monitorando e rispondendo alle aspettative economiche, ambientali, sociali di tutti i portatori di interesse (i cosiddetti stakeholders).

Si parla di "Responsabilità sociale d'impresa" (in inglese Corporate Social Responsibility - abbr. CSR) che si esprime con due visioni diverse: valore degli shareholders vs valore per gli stakeholders.

Abbiamo quindi preso i risultati di un sondaggio condotto a livello mondiale in diverse nazioni (The Economist: Milton Friedman goes on tour) ed abbiamo confrontato i risultati con quello che la gente pensa a Morsano.

Per prima cosa si nota che i piú favorevoli all'idea che la sola responsabilitá delle aziende sia fare profitti si trovano in una nazione piccola ma orientata agli affari come gli Emirati Arabi. Segue poi il Giappone che dopo una decade di stagnazione forse ne ha abbastanza di servire tutti tranne che il bilancio aziendale.

Le nazioni che stanno emergendo come l'India, Messico, Indonesia e Polonia credono molto nel paradigma di Friedman cosí pure ci credono nazioni da poco emerse come Singapore e Sud Korea.

La Svezia sorprende ma forse, visto che lo Stato pensa a soddisfare tutti, dalle aziende ci si aspetta solo soddisfazioni economiche. Gli Stati Uniti sono stranamente moderati in questo dibattito.

Strana anche la Cina ed il Brasile che credono ancora nell'azienda come attore di soddisfazione sociale piú che come mero generatore di utili per gli azionisti.

Germania, Spagna e Italia credono poco nell'idea di un'azienda che abbia come solo scopo massimizzare gli utili.

La cosa interessante é che a Morsano la pensiamo piú come gli Stati Uniti (53% di favorevoli alla visione di Friedman) che come il resto d'Italia. Questa volta abbiamo voluto fa' l'americani.

Tempi Magri: anche le Banche Tirano la Cinghia... (si, la tua)

I soldi non sono tutto nella vita. C'é l'etica, la morale,
la solidarietá sociale, l'integritá. Che cazzo ridete?
Le notizie che ci arrivano dalla City sono di bonus in decrescita a seguito delle pressioni per ridurli da parte di alcuni governi. Al che molti istituti finanziari ovviano dirottandoli sui fringe benefits (tipo ti pago la vacanza al circolo del golf in Portogallo con trasferimenti in aereo privato).

Tuttavia, i salari nelle banche d'investimento sono cresciuti nel 2010 un po' ovunque. Se tirate la cinghia e siete il popolo della quarta settimana (quello che non c'arriva), non leggete oltre e voltate pagina ora.

Se non avete voltato pagina, qui i dati che i servizi secreti ci hanno consegnato sugli stipendi medi procapite in alcune banche d'investimento Europee. Tenete presente che l'etá media dei bankers é sui 30 anni...

A Barclays Capital il salario medio (lordo) é passato da 191.000 sterline nel 2009 a 229.000£ nel 2010 (+20%).

A UBS si é passati da 335.400 franchi svizzeri a 400.300 SFr (+12.6%).

Deutche Bank da 356.800 euro a 372.800€ (+4.5%).

Male a Credit Suisse dove si é passati da 453.000 franchi svizzeri a 393.000 SFr (-13%).

Questi sono stipendi annuali medi per dipendente: c'é chi prende di piú e chi prende di meno...


E se non gli danno il bonus ti denunciano pure

Cogliamo l'occasione per salutare l'affezionato lettore della banca d'investimento della City of Gonars (Julius Caesar Square).

martedì 22 febbraio 2011

Fotoriflessione: Libyen Realpolitik


Kaiser Realpolitik
 
Sozialdemokratische Realpolitik

Sur-real Politics


Politique Royale
Alhambra real politica




Fußball Politik (Fuarce Udin!)



lunedì 21 febbraio 2011

Spritz International politics: Democrazia nei Paesi Arabi. Ne aveva parlato il nostro blog ed il cielo é caduto

Essere soldati in Libia non
é un bel mestiere di sti tempi
Ne avevamo parlato nel post Spritz International Politics: Come mai nei paesi arabi non c’è democrazia? Ora in bar non si discute d'altro (o quasi).

In Libia si segnalano cecchini mercenari che parlano francese, verosimilmente reclutati da zone sub-sahariane dal regime di Gheddafi per fare fuoco sui manifestanti. Questo comportamento, assieme alle divisioni tribali, sta spaccando la polizia e l'esercito libici. Non esiste un consiglio supremo a guidare l'esercito e l'alternativa e' il caos.

In Tunisia, Ben Ali, membro dell'Internazionale Socialista fin dagli anni '70, é stato messo in fuga ma l'esercito si é rifiutato di sparare sulla folla ed ha preso il controllo della situazione.

A che valori sono stati
addestrati?
In Egitto, l'esercito dipende dalle forniture degli Stati Uniti (circa 1.1 miliardi di dollari all'anno), ed i cinici dicono che i generali si guardano bene dal perdere il controllo della situazione per non perdere lo stipendio americano.


In Barhein, sede della 5a flotta statunitense, la situazione e' piú fluida perché gli USA sono chiamati ad un difficile arbitraggio: tutelare la democrazia richiesta dalla gente di maggioranza Shia contro la famiglia regnante Sunnita oppure tutelare gli interessi geo-politici di difesa di questo importante avamposto militare nel Golfo e permettere che l'esercito locale, guidato da generali addestrati negli USA, usi la forza? Ad ogni modo, niente Gran Premio il prossimo mese.

Queste sparano sulla folla?



In Yemen ci sono manifestazioni. In Marocco si chiede la riduzione di poteri al re.

Ora scatterá la solita domanda: da che parte andranno le popolazioni del medio oriente? verso la democrazia piu' o meno liberale o verso il fondamentalismo teocratico? La risposta potrebbe non piacere.

domenica 20 febbraio 2011

Angolo di storia: 1866 il Friuli entra nel Regno d’Italia ma al plebiscito c’è “Cosean dal NO”

Quest’anno, a ottobre, ricorreranno i 145 anni dell’annessione di gran parte del Friuli al Regno d’Italia. Rimanevano sotto l’Austria, fino al 1918, Trieste, Gorizia, la Venezia Giulia, Pontebba, Tarvisio e una lunga fetta di Friuli orientale dai monti al mare, inclusa Grado. 
Per questo quadro, Gregorio Sandri
rischió violente ritorsioni su Morsano

L’anniversario preciso cadrá idealmente il 24 luglio. Fu Gino di Caporiacco a raccontare le ultime ore degli austriaci a Udine nel suo libro “Udine. Appunti per la storia” e le vicende di alcuni patrioti regionali, come Ippolito Nievo, che morirono per realizzare l’Italia Unita. Quel martedi’ 24 luglio 1866, la municipalitá di Udine fece issare il tricolore sul castello della cittá, dopo che le truppe asburgiche si erano ritirate a seguito degli eventi della Terza Guerra d’Indipendenza. Guerra che portó alle sole vittorie militari di Garibaldi in Trentino, alla disfatta della sflotta del Regno d'Italia a Lissa (Dalmazia), alle sconfitte dell'esercito Sabaudo in diverse battaglie in Lombardia e Veneto ed all'opera diplomatica di Napoleone III di Francia.

Il 14 novembre successivo arriverá pure il re, Vittorio Emanuele II, in visita alla cittá. Tanto fu l’entusiasmo per la visita che i cittadini raccolsero i fondi per realizzare una statua bronzea in onore del sovrano, oggi collocata nel giardino di fronte al palazzo della provincia. Qualche mese dopo arrivó pure Garibaldi che indirizzó la folla dalla piazza che oggi porta il suo nome.

Fu peró nell’ottobre 1866 che la popolazione del Friuli, fu chiamata all’azione ovvero ad esprimersi nel plebiscito per l’annessione al Regno d’Italia. Per inciso, solo nelle cittá si era assistito a movimenti in favore del Regno d’Italia, animati essenzialmente dagli esponenti della classe borghese. Nelle campagne c’era indifferenza quando non anche diffidenza: in fondo si trattava di cambiare padrone e sotto l’austria non si stava peggio che sotto l’Italia. Il clero poi era generalmente ostile visto il difficile rapporto tra i Savoia e lo Stato della Chiesa (che capitolerá poi il 20 settembre 1870 con la breccia di Porta Pia).


Il manifesto pro-Vittorio Emanuele II del 1866 
conservato al museo cittadino di Palmanova
In questo clima, arrivó l’esercito italiano, non vittorioso perchè come detto, la vittoria militare apparteneva solo ai volontari di Garibaldi mentre il peso diplomatico lo misero i francesi. Francesi che poi tanto amati non dovevano essere dai friulani e dai morsanesi visto che in questo contesto si inserisce il famoso episodio del “mira e rimira questo quadro e Napoleone è ladro” ad opera di Gregorio Sandri (per leggere di questa vicenda clicca qui).


Come dicevamo, domenica 21 ottobre 1866 si tenne il plebiscito. Anche i morsanesi votarono. Ne diede un resoconto Don Vittorio De Anna nel suo “Morsano, cenni storici” in questi termini: “L'urna fu esposta a Castions alle ore 4 del pomeriggio. I Morsanesi si recarono a votare in corteo, a bandiere spiegate, con il ‘SI’ già stampato infilato sul cappello, deponendolo poi nell'urna”.

Questo entusiasmo, cosi’ enfaticamente descritto da Don De Anna, non sembra molto verosimile. Quali documenti abbia consultato per dare questo colore alla storia del voto plebiscitario morsanese non si sa. Quello che si sa è che Don De Anna fu cappellano delle Camicie Nere in Nord Africa durante la seconda guerra mondiale. Forse nello scritto traspare la sua visione politica dell’episodio piuttosto che un fatto storicamente provato.


Ad ogni modo, le votazioni al plebiscito in Friuli (essenzialmente la provincia di Udine che all'epoca includeva anche Pordenone) chiamarono oltre 144 mila votanti ed i ‘NO’ furono solo 36. Di questi, ben 25 si concentrarono nel paese di Coseano.

Che il voto in generale fosse stato falsato da brogli si sa, ma qualcosa deve essere sfuggito di mano nell’episodio di Coseano, visto che fece scalpore sebbe oggi sia sconosciuto ai piu’. A Coseano, secondo alcuni storici, a causa delle prediche anti-italiane del parroco, Don Riva, il fronte del ‘NO’ all’annessione all’Italia ricevette un numero sorprendente di voti.

Forse, questo episodio va a sostegno della tesi di Don De Anna sull' entusiasmo per l’annessione anche nei paesi di campagna, perchè l'allora parroco di Coseano, secondo il resoconto di Caporiacco, rischió il linciaggio della folla. Dunque se la folla voleva linciare chi era contro l'annessione allora davvero c'era entusiamo per il passaggio al Regno d'Italia. Difficile stabilire di che "folla" si trattasse. Forse erano "cittadini" Udinesi o erano contadini del luogo?

Comunque sia, in 25 a Coseano misero i bastoni di traverso alla festa e da allora, Coseano è anche conosciuto come “Cosean dal no”.

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Per approfondire
- Morsano nel risorgimento
- Ettore Beggiato, "1866: la grande truffa", Editoria Universitaria Venezia, 1999

sabato 19 febbraio 2011

Il Friuli: un microcosmo multiculturale che (forse) non sa di essere

Dove al mondo capita di avere un insegnante croato che parla italiano e inglese, allievi americani, sloveni, croati e italiani con spettatori i relativi genitori multilingue piú qualche turista russo e qualche ucraina?

Solo a New York, Londra, Parigi direte voi. No, Piancavallo alla lezione di sci per bambini!

L'inglese Mark Thompson, nel suo "The White War", l'unico libro scritto in inglese sulla Prima Guerra sul fronte italiano, inevitabilmente parla del Friuli. Tra le molte cose che annota dopo diversi viaggi nella nostra regione, ci sono i cartelli bilingue sia sul confine (in italiano e sloveno) che nel resto della regione (in italiano e friulano). Anche la composizione etnica della popolazione lo colpisce tanto che non esita a dire che "Friuli is a multicultural society", ovvero, questa regione é una societá multiculturale. E se lo dice lui, che vive a Londra, gli si puó anche credere.

La cosa strana é che ci si rende conto che siamo abituati a vivere nella multiculturalitá solo quando si sbarca nelle grandi metropoli del mondo. Solo allora si realizza che, in fondo, anche da noi si parlano tante lingue e anche da noi ognuno é orgoglioso della sua cultura etnica (dai pronipoti dei tedeschi di Sauris e Timau, ai discendenti di popoli polacco-slovacchi a Resia fino alle parlate slovene nella Slavia Friulana, nel Collio, nel Carso e in Val Canale passando per il Fùrlan dei Friulani, i parlatori di "Folpo" ed i Veneto Giuliani) e per di piú, da noi é millenni, non anni, che c'é la coesistenza tra etnie diverse.

L'esperienza di una lezione di sci per bambini in una localitá sciistica regionale é illuminante. I ragazzini USA figli di piloti della base di Aviano fanno da corollario al giá di per se ricco mix di bambini sloveni, croati, friulani che parlano friulano e friulani che parlano italiano, veneto-pordenonesi e gli immancabili triestini (a loro volta un mix tra i mix) che rappresentano la tipica squadra di sciatori della domenica nella nostra regione.

Londra, New York, all'occhio che arriva la valanga multicolore friulana!

venerdì 18 febbraio 2011

Idea Morsanica: Compra nel territorio con la tessera degli acquisti paesani

La crisi economica ha spinto alcune grandi aziende italiane ad allearsi in una rete denominata IEP, “Imprese E Persone" a favore dei loro dipendenti. In pratica, 15 aziende italiane che assieme raccolgono oltre 200.000 dipendenti, hanno stretto un accordo che permetterá ai loro dipendenti di ricevere sconti fino al 20% su beni e servizi che queste aziende offrono. Aziende di questo accordo includono nomi conosciuti come DeAgostini, Edison, Intesa Sanpaolo, Lavazza, mediaset, Mertini & Rossi, Wind, telecom Italia. I dipendenti potranno risparmiare diverse centinaia di euro all'anno sui loro acquisti comprando determinati servizi dalle compagnie aderenti allo IEP. Ad esempio un dipendente Telecom potrá comprare da DeAgostini dei libri scontati mentre il dipendente DeAgostini avrá sconti sulle bollette Telecom.

L'accordo ha preso lo spunto dal fatto che nel 2009, per la prima volta in 15 anni, il salario netto dei lavoratori italiani é sceso del 2.7%. Inoltre, secondo la Coldiretti, il 41% delle famiglie ha tagliato i suoi consumi di frutta e verdura a causa delle riduzioni di introiti. C'era quindi la necessitá di dare un segnale motivazionale ai dipendenti.

Gli sconti si materializzeranno nell'acquisto delle auto, dei voli aerei oltre che condividere alcuni servizi tipo l'asilo aziendale aperto anche ai dipendenti di altre aziende membri di IEP. nelle intenzioni dei promotori, é un modo per motivare i dipendenti, fidelizzarli e fargli risparmiare qualche soldo agevolando al contempo nuovi acquisti.

Solita lunga premessa per riflettere sul potenziale che questo modello di accordi potrebbero avere a livello locale. Da un lato, diverse aziende che operano localmente, potrebbero associarsi, prendere accordi con dei negozi locali ed offrire sconti ai loro dipendenti. Per contro, i negozi vedrebbero un incremento di interesse da parte di un numero consistente di persone.

Per chi deve fare i conti con i salari risicati, l'alternativa, molto spesso é rinunciare a comprare, o ridurre le spese drasticamente o andare nei centri commerciali o agli outlet in cerca di sconti.

Se l'idea é quella di salvare l'economia locale, sfruttare le economie di scala di accordi aziendali ha un senso. Si potrebbe anche andare oltre con delle varianti. Ad esempio, i commercianti della zona si accordano per creare la tessera del cliente locale che dá diritto a sconti a tutti coloro che la sottoscrivono e accumulano punti facendo acqusiti negli esercizi commerciali del luogo.

Ogni cliente conquistato ai centri commerciali sarebbe una vittoria per i negozi locali anche se la contropartita é offrire uno sconto ogni tot punti nella tessera.

C'é bisogno di accordi tra esercizi commerciali e di una "Netctar card" che premi chi fa la spesa in zona.

Compra sano, compra a Morsano!

Riemerge a Morsano la storia dell'incidente aereo del 1935 al Cairo e l'esploratore Raimondo Franchetti.


Discussione interessante ieri sera in bar. Un ingegnere di una importante multinazionale regionale, a sua volta cliente di un'azienda morsanese, ha spedito dall'Egitto la foto di una stele dedicata ad alcuni Italiani caduti lì, vicino al Cairo. La foto è stata scattata dopo che l'ingegnere aveva notato la stele, mentre transitava nei pressi della base aerea di Almaza.

Dalla foto è nata la discussione su quale sia la storia dietro questa stele a nord del Cairo con la scritta "Morti per l'Italia - 1935". Che ci facevano degli italiani al Cairo nel 1935, cioè in territorio di dominio Britannico in piena era fascista?

Così ne è nata una ricerca su un episodio dimenticato dai libri di storia ma che all'epoca fece molto scalpore. Si tratta infatti di un monumento che riguarda il luogo di morte del ministro ai lavori pubblici Luigi Razza, vittima di un incidente aereo sulla rotta verso l'Eritrea. Così ne diede la notizia il quotidiano Il Mattino, 9 agosto 1935 (il fatto accaddè il 7 agosto):

"Un trimotore italiano in volo verso l’Asmara, recante a bordo il Ministro italiano dei LL.PP. On. Luigi Razza, il suo segretario particolare dottor Minasi, l’africanista Franchetti, due piloti (un maggiore e un sottotenente) e un meccanico, per ragioni ancora ignote è precipitato in fiamme a circa un chilometro e mezzo dal Cairo. L’apparecchio, partito in condizioni normali, con tempo sereno aveva sostato, proveniente da Roma, per qualche tempo in Egitto"


Oltre al ministro, a bordo si trovava un notissimo esploratore, il barone Raimondo Franchetti. 
Accampamento di Raimondo Franchetti nella valle di Egreri (Eritrea).

Franchetti era un personaggio che incarnava lo spirito dell'epoca. Appena diciottenne si imbarcò per gli Stati Uniti dove percorse le Montagne Rocciose e successivamente, dopo il servizio militare, si recò alla volta dell'Indocina. Nel 1911 documentò la rivoluzione in Cina e l'anno seguente visitò il Sudan. Nel 1915 combattè nel corpo delle automitragliatrici blindate. Nel primo dopoguerra incrementò la sua passione per l'Africa e dagli anni Venti si recò diverse volte nel continente nero da cui portò numerosi reperti di interesse naturalistico ed etnografico. Tra il 1928 e il 1929 esplorò la Dancalia da Est a Ovest, dalle coste dell'Eritrea fino all'acrocoro etiopico, da Assab a Mai Ceu, per poi ridiscendere nel deserto dancalo e ripercorrerlo, più a Sud dell'itinerario precedente, tornando poi alla costa. Questa fu la sua impresa più grandiosa per la quale fu ampiamente celebrato da regime fascista. Un resoconto del viaggio è Nella Dancalia Etiopica, pubblicato nel 1930. Franchetti era animato da alto senso di italianità ed offrì senza contropartita le sue attività allo stato italiano, pur non essendosi mai tesserato per il partito fascista. Da ricordare che Franchetti era ebreo. 

Sebbene l'incidente fece molta eco, probabilmente per ragioni di opportunità politica la commissione d'inchiesta istituita dal governo italiano dichiarò che non era possibile stabilire le cause dell'incidente. Tuttavia il sospetto che fosse opera di sabotatori inglesi rimase alto. In quel periodo Franchetti stava attivamente preparando le attività d'intelligence tra le tribù dell'Eritrea in previsione dell'invasione dell'Etiopia.

Questa la storia dietro la stele che ancora oggi si può osservare alle porte del Cairo.

Morsale della favola: se sei un cliente di aziende morsanesi e trovi qualcosa d'interessante in giro per il globo, sai a chi mandare le foto. 

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Link utili

giovedì 17 febbraio 2011

Sondaggio: A Febbraio 2011, che alternative a Berlusconi?

A cura del nostro scienziato politico da osteria. Il 14 dicembre 2010, quando fu votata la fiducia al governo Berlusconi, i deputati eletti nel collegio del Friuli Venezia Giulia si divisero esattamente a metà tra favorevoli e contrari (contrario votò pure il deputato dell'UDC, partito che in regione siede in giunta con PDL e Lega).

La spaccatura nelle alte sfere della politica regionale si vede anche tra le roteanti sfere del popolo sovrano morsanese. Investito dal caso Ruby, il premier Silvio Berlusconi è sotto pressione da più parti e come sempre, da novello Dreyfus, qualsiasi cosa gli succeda spacca l'opinione pubblica.

L'analisi del nostro sondaggio, come sempre condotto con altissime pretese scientifiche, evidenzia da subito l'ovvio: tutti hanno un'opinione! La risposta "non so" non viene presa in considerazione da nessuno. Il che ha un senso perchè agli italiani piace lo sport e come si sa gli sport più popolari sono la politica parlata, il calcio e la mona. Su questi sport, ogni spritzettaro e prosecchista che si rispetti avrà sempre e comunque un'opinione.

C'è poi il discorso "fedelissimi del presidente" che rappresentano circa il 30% del popolo, che sosterrebbero il premier sempre e comunque, a prescindere. Verosimilmente è rappresentato dalla maggioranza degli elettori del PDL. Siamo poi nella zona grigia, sulla base di alcuni commenti intercettati anche su altri blog locali, era parso che un avvicendamento di potere senza elezioni (tipo Tony Blair - Gordon Brown) verso Giulio Tremonti, potesse essere un'opzione gradita all'elettorato di centrodestra. Infatti, ben un quarto dell'elettorato morsanico vedrebbe la cosa di buon occhio. Verosimilmete possiamo azzardare che siano gli elettori della Lega, partito che ha una buona vicinanza con l'attuale ministro dell'economia, cui si aggiungerebbero alcuni elettori del PDL delusi.

Il fronte delle "elezioni subito", che rappresenta circa la metà delle risposte al sondaggio, sicuramente raccoglie gli elettori dell'Italia dei Valori e Sinistra. Verosimilemnte anche PD e FLI sebbene i sondaggi nazionali diano questi due partiti in difficoltà più di altri se si andasse alle elezioni.

Secondo il sentire comune a livello nazionale, se si andasse alle elezioni oggi, a guadagnare voti sarebbero Lega e IdV (che guarda caso, sono i partiti che avevano ricevuto più voti nel nostro precedente sondaggio: dopo gli scandali dei presunti festini, cambia la tua intenzione di voto?).

Go figure!

Go figure! Record di visite ieri... boh!

In inglese "go figure!" vuol dire "vai a capire!". E con questa espressione è finita la giornata di ieri:  record assoluto di visite giornaliere per il nostro blog, ben 184.

Non capiamo il perchè, dopotutto c'era un post di quelli che noi definiamo "di transizione", ovvero quelli che metti su quando c'è poco tempo per scrivere cose impegnate e per non deludere i molti visitatori giornalieri gli offri qualcosa di cui parlare con i colleghi in pausa pranzo. Eppure, qualcosa si muove.

Forse è la concentrazione di post utili alla vita o forse si stanno scaldando i motori per il prossimo consiglio comunale. Boh!

I dati precisi delle visite sono consultabili da tutti cliccando qui

mercoledì 16 febbraio 2011

Belle Notizie per Metterci di Buonumore


Ma porca vacca!
...tanto poi paga il popolo bue!
 Si discuteva in bar di quanto schifo faccia l’Italia e di come nessuno si salvi, soprattutto nell’ambito della politica, da dritta a manca. Quando qualcuno ha fatto notare che essere cosi’ negativi e sparare nel mucchio in maniera indiscriminata, generalistica e semplicistica sarebbe qualunquemente qualunquistico.

Cosi’ è interventuo un esperto latinista paesano che in quanto tale, è informato sulle questioni decise dall’SPQR. Ebbene, l’erudito ha concesso queste perle di buonumore che arrivano dal decretone milleproroghe:

- Le multe sulle quote latte sforate costeranno all’Italia (alle nostre tasche) ben 30 milioni di euro. Tra le 35.000 aziende che producono latte in Italia, una sparuta minoranza (circa 490 agricoltori) che ha sforato, semplicemente non vuole pagare le multe. A causa degli sforamenti fino ad ora lo Stato Italiano ha pagato 4 milardi di Euro per le multe (decurtati sistematicamente dai trasferimenti dell’UE verso l’Italia). Dopo 2 sanatorie (di Alemanno e di Zaia) adesso sono rimasti da pagare 30 milioni di multe... e anzichè farli pagare agli allevatori scorretti, sembrerebbe che il governo voglia pagare usando denari presi dal fondo per l’assistenza ai malati di cancro. Indovinello: a difesa della minuscola minoranza di allevatori splafonatori chi si schiera, spingendo affinchè le multe vengano pagate con fondi pubblici come nel regime sovietico? Va pensiero che paga pantalone.


Offerta immobiliare:
1 appartamento vista mare = 1 voto
 - Il governo ha appena fatto passare un provvedimento che blocca l’abbattimento delle case abusive in Campania. Ci dicono che la Campania ha edifici abusivi anche sui luoghi di interesse archeologico (e quindi danneggiano anche il turismo) che ora non saranno abbattuti. E questo nonostante ce ne siano ben 65.000 con sentenze passate in giudicato che ne stabilivano la demolizione coatta. Quindi quando la giustizia funziona ci pensa la politica a fare danni. La Campania ha circa il 20% di tutti gli abusi edilizi d’Italia. Sono anche tanti voti.

- Torna ad aumentare il numero di assessori nelle cittá con piu’ di un milione di abitanti: da 12 a 15. E su’ cadreghe (a Milano, Roma, Napoli e Torino).
Manifestare non è mai stato
così conveniente 

- Ci sará la sanatoria per le multe prese per aver affisso striscioni e manifesti politici abusivi. Basta pagare 1.000 euro e si chiudono i conti. Politica? Manifesti? Tra lupi non ci si mangia, si mangia e basta.

- I Sud Tirolesi, per bocca del presidente della provincia autonoma, dicono no alle celebrazioni dell’Unitá d’Italia. Se non fosse che ogni anno ricevono dall’Italia 2.000 euro a testa di piu’ di quanto paghino in tasse si potrebbe anche non mandarli a f... alzarego.




A carnevale ogni scherzo vale (soprattutto se lo pagano gli altri)


martedì 15 febbraio 2011

Battaglia contro il deturpamento urbano: era una valida proposta parlamentare

Si sarà intuito che il blog ha un occhio di riguardo a favore del decoro urbano e a favore della lotta al deturpamento e all'imbrattamento dei beni pubblici. In questa ottica, sottoponiamo all'attenzione dei lettori una proposta di legge che ci piaceva. Si trattava di un'iniziativa del deputato Sabatino ARACU (PDL) che, nel settembre 2008, chiese la modifica dell'articolo 639 del codice penale in materia di deturpamento e imbrattamento di cose altrui.

Ricopiamo qui dal sito della Camera dei Deputati alcuni passi importanti, per il testo completo clicca qui

Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge si pone l'obiettivo di tutelare il decoro urbano e di prevenire i fenomeni di imbrattamento che deturpano non solo le bellezze artistiche ed architettoniche delle nostre città, ma anche gli edifici di civile abitazione, i prospetti in genere e tutte le cose mobili ed immobili.

La «piaga» dell'imbrattamento dei muri, soprattutto nei centri storici, sta assumendo proporzioni sempre maggiori. Al di là della ricerca delle cause sociali di tale malcostume è opportuno regolamentare con maggiore fermezza l'attuale disciplina estendendo le ipotesi di reato, oltre che al deturpamento e imbrattamento delle opere di interesse storico-monumentale che arricchiscono il territorio nazionale, anche a tutti i manufatti che disegnano con i loro affacci l'immagine della città e che rappresentano, di fatto, il connotato urbano di più immediata percezione.

[...]


Lo scenario urbano che ne consegue è assolutamente desolante, senza considerare il danno economico che i comuni, gli organismi competenti ed i privati sono costretti a sostenere per ripristinare la situazione ante operam.


Contro la stupidità di questi vandali, purtroppo, non sono sufficienti l'impegno e gli sforzi che le Forze dell'ordine, i carabinieri e la polizia municipale prodigano per prevenire tali fenomeni, poiché è difficile, per non dire impossibile, tenere sotto costante controllo tutte le strade di tutti i quartieri.

[...]

Si è ritenuto, inoltre, di eliminare la necessità della querela di parte per poter procedere d'ufficio in tutte le fattispecie descritte.

PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.
1. L'articolo 639 del codice penale è sostituito dal seguente:

«Art. 639. - (Deturpamento e imbrattamento di cose altrui). - Chiunque, fuori dei casi previsti dall'articolo 635, deturpa o imbratta con scritte e segnaletica varia i muri pubblici e privati, le attrezzature per il tempo libero, le panchine, i plessi monumentali, i contenitori di igiene pubblica e i porta rifiuti, e in genere le cose mobili o immobili altrui, è punito con la pena della reclusione fino a tre mesi e della multa da 200 euro a 500 euro e con la condanna a sostenere le spese di ripristino e ripulitura. Si procede d'ufficio.


Se il fatto di cui al primo comma è commesso su cose di interesse storico o artistico, ovunque siano ubicate, o su immobili compresi nel perimetro dei centri storici, si applica la pena della reclusione fino a un anno e della multa fino a 2.000 euro. Si procede d'ufficio».

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Che bello, una procedura d'ufficio senza che per i beni pubblici il comune dovesse sporgere denuncia (cosa che sistematicamente non succede) neppure contro ignoti, o senza che l'azienda della nettezza urbana dovesse andare dai Carabinieri a denunciare l'imbrattamento dei cassonetti.

Spritz Debate: Nuovo Regolamento Regionale sulle Cave


Cave, basta la parola
In questi giorni in consiglio regionale si discute del nuovo regolamento per l'attivitá di cavazione (Messaggero Veneto "Piano cave è allarmante per i Comuni").

Si tratta di un provvedimento proposto dalla maggioranza in consiglio regionale (PDL/Lega/UDC), denominato "Piano regionale delle attività estrattive (Prae)", molti anni dopo la legge 35 (del 1986), che comporterebbe il passaggio alla Regione della competenza esclusiva di definire quali siti possano essere adibiti ad attivitá di estrazone della ghiaia. Questa competenza oggi fa capo ai singoli comuni.

Educarli da piccoli. Nelle scuole la campagna di prevenzione:
 la DRAGA fa male!


In pratica, a dare il permesso di aprire una cava sara' la Regione indipendentemente dal parere dei comuni.

In paese la gente si chiede se ci saranno conseguenze per il nostro territorio.



lunedì 14 febbraio 2011

Sondaggio Morsanico: cosa ne pensi dell'ultimo film di Checco Zalone?

C'é polemica tra le fila della classe intellettuale italiana su quello che sta succedendo al Paese. La classifica delle vendite di libri é dominata dalla Benedetta Parodi e dai suoi libri di ricette oppure da romanzi di autori stranieri (per lo piú giallisti). Che un bel libro di ricette arrivi tra i primi dieci libri piú venduti puó anche starci ma che sia il numero uno fa storcere molti nasi nei salotti della letteratura nazionale. Che gli italiani abbiano rinunciato a curare la loro formazione culturale a favore dei passatempi, seppur nobili, ma pur sempre passatempi?

Lo stesso raggionamento qualcuno lo fa sul fenomeno Checco Zalone. Obiettivamente il pur bravo comico da teatro, da Zelig, non ha lontanamente la caratura di un Alberto Sordi, cui qualche commentatore ha osato paragonarlo. Non regge un film da solo! Le scene sono lente, la comicitá garbata ma non esilarnte e la trama del film "che bella giornata" é troppo elementare per giustificare lo strepitoso successo avuto al botteghino.

Anche qui, che finisse tra i primi 50 film di ogni tempo si poteva accettare, ma che diventasse il piú popolare di sempre lascia basiti perché non esiste giustificazione plausibile. Il film é mediocre e lui non é Alberto Sordi.

Da qui il sondaggio per capire di che pasta fossero fatti i nostri lettori. Pochi e poco appassionati i votanti ma ci salviamo in corner rispetto alla valanga di consensi unanimi ricevuti dal "grande" pubblico.

mah!

PS anche su dissapore chi la pensa come noi

Sondaggio Morsanico: La giunta si riduce la paga. Cosa ne pensi?

domenica 13 febbraio 2011

Numeri Utili: la crescita del PIL 2000-2010 Italia vs Europa Occidentale


Al di lá delle opinioni che uno possa avere sull'economia e sulla politica, esistono dei fatti incontrovertibili dimostrati dai numeri. uno di questi fatti, molto tristi per la veritá, é l'andamento del prodotto interno lordo dell'Italia rispetto alla media dei paesi dell'Europa occidentale. Se guardiamo al perdiodo 2000-2010, l'Italia si colloca costantemente al di sotto della media europea occidentale (se mettessimo dentro pure le alte crescite dell'europa dell'est sfigureremmo di piú).

A guidare l'Italia in questa serie di mediocri performance, ci sono un paio di leader. Sará sfiga o il mondo che ce l'ha con l'Italia peró dal governo Amato del 2000 (in cui l'Italia andava quanto meno al passo con la crescita europea occidentale) ogni singolo governo non é riuscito a riportare il timone verso gli europei.


Elaborando un po' di piú, abbiamo applicatio al PIl dell'Italia del 2000 i tassi di crescita europei fino al 2010. Ebbene, se l'Italia fosse cresciuta almeno quanto la media europea, oggi il PIL sarebbe 1.915 miliardi di dollari anziché 1.741 miliardi. Una perdita netta di ricchezza del paese pari a 174 miliardi nel solo 2010. Cumulativamente, sommando le perdite dal 2000 al 2010 abbiamo buttato al vento circa 860 miliardi di PIL (quasi la metá del valore odierno del PIL).

In specifico, nel 2010 abbiamo perso circa 2.900 euro di PIL a testa ovvero circa 242 euro al mese a testa. Ovviamente questo ha avuto implicazioni sui salari netti: poca crescita, meno denari in tasca.

PS i dati si riferiscono al PIL reale e non al PIL nominale (che è più alto - circa 2.400 miliardi di $)

sabato 12 febbraio 2011

Numeri utili: Biogas in Friuli VG (2011)

Le energie verdi si compongono di biocarburanti, oli vegetali e biogas.

Il biogas incentiva la produzione di mais che è l’unica coltivazione capace di sottrarre circa 500 mc/giorno di CO2 e di restituire 250 mc/giorno di Ossigeno.

La CO2 dell’aria si combina con l’H20 del terreno per creare un biogas con una concentrazione di biometano (CH4) anche oltre il 54%

Mentre al momento in friuli Venezia Giulia ci sono solo 4 impianti di produzione del biogas, L'Agenzia Per l'Energia (Ape) stima che in regione ci sia spazio per almeno 110 impianti entro il 2012.

La realizzazione di questi impianti comporterebbe una spesa di 500 milioni di euro che per il 70% potrebbero essere assistiti dal FRIE e dal Fondo di rotazione in agricoltura Lr80/82.

Il periodo di ritorno dell’investimento è generalmente di 4.5 anni a fronte di almeno 8.100 ore di produzione annua con la tariffa di 0.28 €/kW.

Qualcuno ipotizza la concorrenza tra coltivazioni per l’alimentazione e quelle destinate alla produzione di bioenergia. In realtá oltre la metá degli impainti di biogas possono anche essere alimentati dai liquami degli allevamenti bovini e suini.

In termini di colture del FVG, raggiungere la massima produzione di biogas possibile comporterebbe adibire a questa produzione almeno 22-23.000 ha di terreni agricoli. Se peró si utilizzano i liquami degli allevamenti si potrebbe ridurre questo fabbisogno a circa 15.000 ettari.

In regione, negli ultimi 3 anni si è passati da oltre 110.000 ettari coltivati a mais a 70.000 ha nel 2010 associato anche ad una perdita del patrimonio zootecnico. Dal 2005 al 2010 si sono persi 5.500 ha coltivati a barbabietole.

Il che fa ritenere che anche se tutti i 110 impianti venissero realizzati, al netto di una perdita per la produzione agricola a fini alimentari tra 15 e 22.000 ettari, non si creerebbero dei grossi scompensi alla filiera alimentare.

  
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