domenica 31 gennaio 2010

Lezione Morsanica: Come relazionarsi con persone importanti

L'importanza di una persona non é mai assoluta (Luigi XIV passa come monarca assoluto ma neppure lui aveva il totale controllo su quello che i vari principi facevano). Detto questo, la prima cosa da fare é capire l'importanza relativa del personaggio dal SUO punto di vista. Non importa la carica formale che un personaggio ricopra ma é importante come il personaggio la ricopra. Ha un atteggiamento da padre eterno o mangia pane e fagioli come tutti? Questo é cruciale per tarare l'approccio.

Voi venite in contatto con il personaggio perché ne traete vantaggio in qualche modo, sia questo un vantaggio economico perché trattasi di "amicizia" influente (es. il capo del consorzio o il direttore dello stabilimento ecc.) o sociale perché l'affinitá con il personaggio vi fa stare bene (ad. il miglior psichiatra della regione, il miglior barzellettiere del bar ecc.). Questo vantaggio va ricambiato. Con piccoli accorgimenti comportamentali.

La regola fondamentale é che il personaggio si aspetta di essere circondato da persone che nel suo campo d'azione ne sanno meno di lui (se mangia fagioli) o estremamente meno di lui (se si crede un padre eterno). Comunque sia, in sua presenza, comportatevi sempre come persone che stanno cercando il verbo divino.

Regola fondamentale é l'approccio. Se vedete il personaggio da lontano, abbandonate improvvisamente e vistosamente la conversazione che avevate in quel momento con un vostro amico. Bloccate con la mano il braccio dell'amico e proferite "oh, guarda c'é il Commendator Caio DeTizis" e dirigetevi speditamente verso il personaggio. Siate plateali. Il personaggio, che ovviamente fará finta di non avervi notato, nel suo intimo apprezzerá la vostra sollerzia.

Una volta vicino al personaggio, fatevi luccicar gli occhi per sottolineare l'emozione del momento. Porgete la mano ma senza imporla. Sia un gesto timido ed incerto. Che sia il personaggio a decidere se siete degni di una stretta di mano. Cambiate tono di voce: che sia sommesso e che le vostre parole siano incerte (questo é importante). Mostrate viva emozione e state attenti a non avere un volume piú alto del personaggio. Le sue parole sovrastino le vostre. Sorridete ma che non sia un sorriso sornione bensi un sorriso ingenuo ma vistoso. Ai personaggi piace portare il buon umore (ergo il sorriso) ma detestano che qualcuno abbia un sorriso piú sornione del loro. Quindi attenzione.

Se veramente volete strafare, portatevi dietro degli amici per presentarli al personaggio. Peró attenzione, che questi vi siano inferiori (in prestigio sociale, conto in banca, cilindrata dell'auto ecc.) . Farete la figura dei magnanimi che condividono le auree del personaggio con i loro cari senza peró urtare la superioritá del personaggio e senza, naturalmente, diminuire la vostra visibilitá di fronte al personaggio.

Altra regola fondamentale: ai personaggi piace parlare. Voi, inferiori, non parliate mai piú del dovuto. Il dovuto si riduce a "sono un grande ammiratore, parli pure lei illustrissimo". Fine del dovuto. Se malauguratamente il personaggio vi chiedesse qualcosa, rendetevi conto che non é interessato alla risposta. Vuole solo far vedere la sua magnanimitá con gli inferiori. Voi rispondete come sopra ("sono un grande ammiratore, parli pure lei illustrissimo"). Tanto non é importante il brusio che promanate ma il personaggio sará soddisfatto di aver fatto vedere che tratta da pari chi lo circonda.

Nodo fondamentale é far parlare sempre e a piacimento il personaggio. Non esiste personaggio al mondo che non ami il suono delle sue idee. Non interrompete mai. Anzi, stimolate domande e riflessioni soprattutto su cose che non causano controversie (vi sarete quindi documentati prima sulle idee del personaggio). Le questioni di principio evitatele come la peste. Quando il personaggio parla in pubblico, siate sempre in silenzio e fate domande solo se non attaccano la sua bella figura pubblica. Fate pure gli spiritosi, se lo spirito sará visto come un rafforzativo del personaggio (ad es. le battute di spirito sugli avversari del personaggio funzionano sempre - tanto lui risponderá che "sugli avversari non commento" e sorriderá compiaciuto).

Un piccolo segreto é quello di annuire vistosamente quando lo sguardo del personaggio vi incrocia. Annuite e poi giratevi attorno a cercare altre teste che annuiscono; é un trucco psicologico per far vedere che siete una persona incline al proselitismo. Utile é anche annuire ed immediatamente girarsi verso il vicino, bisbigliare nell'orecchio di questi e farlo annuire vistosamente. Bello anche girarsi entrambi verso il personaggio ed annuire all'unisono.

Infine, é importante allenarsi prima dell'incontro con un personaggio. Noi suggeriamo di provare queste regole in bar.

Lezioni Morsaniche: Un'iniziativa a favore del genere umano

All'essere umano "cambiare" non piace.

Il "cambiamento" collide con la nostra ricerca inconscia di tranquillitá mentale e di agio della routine.

Cosí, quando capita di dover entrare in nuovi ambienti o fare esperienze nuove, ci si sente a disagio, non si sa cosa fare, come comportarsi, si é impacciati, imbranati, goffi.

Come fare per gestire un cambiamento, una nuova esperienza, un nuovo ambiente senza venire subito sgamati come dei parvenu?

Qui scatta l'azione altruistica di questo blog di morsanesi per i morsanesi: le "Lezioni Morsaniche". In queste lezioni di vita, insegneremo come affronatare il cambiamento e come minimizzare le brutte figure in societá.

Lezioni Morsaniche: eravate sull'orlo del baratro, ma niente paura, noi vi aiutiamo a fare un passo avanti.

giovedì 28 gennaio 2010

Spritz Debate: Delle Scuole, dell'Apprendistato e delle Varianti Sociali

Per qualche ragione sconosciuta (a chi come noi di politica non ne capisce niente), tutti i ministri dell'istruzione (bianchi, rossi, verdi, neri e gialli) si sentono in dovere di fare una "riforma della scuola". Una ragione ci sará. E bon. Anzi pobon. Magari i politologi paesani ce la spiegheranno un giorno.

Ad ogni modo, dopo l'annuncio che la Commissione Lavoro della Camera ha approvato un emendamento collegato alla Finanziaria che sancisce che l'obbligo di istruzione fino a 16 anni si possa assolvere anche con l'apprendistato, in pizzeria s'é aperta una discussione su due fronti diversi:

  1. Era ora! Non é possibile che ci si aspetti che tutti studino fino a 18 anni. Vogliamo che tutti vadano a "comandare" e nessuno a "lavorare"? Tutti al liceo e nessuno a rimboccarsi le mani? I lavori tecnici sono stati declassati da successive riforme scolastiche che hanno trasformato sciaguratamente il Malignani in un liceo tecnico. Ma se una scuola funziona, come funzionava bene il Malignani, perché cambiarla? I neo-periti non sanno fare niente e gli imprenditori devono istruirli di nuovo in azienda mentre una volta uscivano giá pronti al lavoro. Hanno anche tolto le classi di "officina" per sostituirle con "filosofia". Cose da pazzi! Ed ora, per assumere a fare lavoretti estivi un minore ci sono cosí tante carte da fare che un imprenditore semplicemente lascia perdere. Cosí i giovani, invece di imparare da subito il valore del guadagnarsi la pagnotta ed imparare un mestiere che torna utile nella vita, sono costretti a passare l'estate al bar o distesi sui divani. Con buona pace dei buoni propositi di creare una societá piú responsabile e meno apatica. Ben venga l'apprendistato a 15-16 anni!

  2. Ma che apprendistato! La scuola deve formare fino a 18 anni. Tanto i lavori manuali sono sempre piú specializzati e anche per fare l'idraulico, l'elettricista, il tornitore e via dicendo, ci vuole scuola perché oggi la tecnologia é cosí avanzata e sofisticata che richiede specializzazione e formazione. Inoltre oggi si vive piú a lungo e la vita professionale si é allungata. Stare a scuola un po' di piú non danneggia la professionalitá nel lungo periodo. La societá moderna richiede mansioni intellettuali e sempre meno manuali. Anche perché comunque i lavori meno qualificati, a conti fatti, li faranno gli immigrati. La globalizzazione poi impone conoscenze linguistiche (anche gli operai vanno in trasferta all'estero sempre piú spesso) e le lingue non le impari in cantiere a 16 anni ma sui banchi di scuola. Il computer é importante e studi di informatica di base si fanno a scuola. Un lungo obbligo scolastico é quello che ci vuole e il mondo del lavoro puó aspettare.

Come sempre, il dibattito é aperto.

Evoluzione dell'Emigrazione nella Storia di Morsano: a quando un medico cinese in paese?

Ci é stato segnalato e noi ve lo giriamo.

Fa specie pensare all'evoluzione dell'emigrazione in Friuli e a Morsano. A fine 1800 si emigrava in Austria (anche nel Friuli Austriaco nella zona di Cormons), Ungheria, Romania, Svizzera, Germania nelle fornaci o nelle filande.

Poi ad inizio Novecento e fino a metá secolo, molte ragazze andavano a servizio nelle case a Milano o altre cittá maggiori, alcuni uomini poi si trasferirono nelle colonie (Etiopia), o in Francia, Belgio (a fare i minatori o i piastrellisti o i muratori) senza contare la diaspora verso Argentina, Brasile, Venezuela e Stati Uniti. Importanti poi Canada e Argentina dove, oggi, praticamente tutti i morsanesi hanno dei parenti.

Moltissimi giovani negli anni Sessanta e Settanta, emigravano in forma stagionale in Svizzera per lavorare nelle filande o in fabbrica.

Oggi l'emigrazione paesana é decisamente un'emigrazione intellettuale con studenti che visitano universitá estere o lavorano per multinazionali (ad es. Barcellona, Londra) senza contare chi va all’estero per studiare la lingua o solamente per fare un’esperienza diversa ma comunque temporanea.

Nel frattempo, Morsano e’ diventata una zona di immigrazione con qualche straniero giá residente o dipendente di aziende locali (giá dall'inizio anni Novanta). Tra le nazionalitá rappresentate in paese ricordiamo: cinesi, russi, ungheresi, serbi, croati, bosniaci, marocchini, ghanesi. Per lo piú impiegati in mansioni manuali come lo erano i nostri emigranti fino a pochi decenni fa.

Il tempo passa e il mondo si evolve… a quando un medico cinese in paese?

mercoledì 27 gennaio 2010

What's Up Morsan? Stuff

Stuff (leggi "Stáff") significa "cose" in inglese. In friulano, invece, significa "stufo", "annoiato".

Il friulano non si annoia mai (mai stuff) perché ha sempre le mani occupate in tante cose (stuff).

Abbiamo dunque trovato un caso di compenetrazione utilitaristica tra l'inglese e il friulano.

Nelle foto si puó osservare lo stuff friulano (a sinistra) e lo stuff anglosassone (a destra).

Maggiori dettagli qui: http://www.wordreference.com/enit/stuff

PS Coincidentaly, this post was written while on a boring conference call.
PPS come sempre se volete approfondire le differenze e similaritá tra friulano e inglese, chiedete a Rossella

Davos: a quando un morsanese tra quelli che contano (veramente)?

Nel nostro piccolo noi morsanesi contiamo tutti tantissimo.

Le nostre mamme, da brave mamme italiane, ci fanno sentire (a torto ovviamente) dei padri eterni fino in etá avanzata. E ne siamo inorgogliti.

L'associazione dei produttori di lana caprina della comunitá pianeggiante della zona est della bassa friulana ci ha chiesto di fare i presidenti della locale sottosezione. E questo ci fa fa sentire degli dei tra una schiera di vili inferiori.

L'associazione paesana degli alcolisti molto noti ci ha fatto membri onorari a vita. E anche qui il petto si gonfia d'orgoglio ed alterigia.

Il comitato di protezione delle bellezze architettoniche dei paesi della comunitá mittel-adriatica-sotto-sopra--alpina-europea-valligiana-settoriale-intrauterina ci ha chiamato a tenere un discorso alla loro *convention* a Fraforeano Alto (adirittura in occasione dell'annuale sagra paesana). E siamo gasati a paletta.

Il partito politico che abbiamo creato sta andando bene e sebbene abbia preso 4 voti alle passate elezioni (nonostante i 5 iscritti) ne siamo segretari politici tanto che il bollettino foraniale ci ha intervistato sulle nostre visioni sulla riforma della PAC. E qui la boria si spreca.

La nostra azienda é leader del triveneto nella produzione di pomelli per scaldabagno. L'altra sera é andata in onda la pubblicitá dell'asienda (con la "s") su Teleschiaforiacco International e oggi abbiamo ricevuto telefonate di congratulazioni da Vito Pinte e Toni Mufutte. E la libidine é alle stelle.

Siamo andati all'estero a fare un'esperieza di studio e tornando ci sentiamo i presidenti dell'ONU anche se siamo i soliti pirla. E su che spunta il mento volitivo di passata memoria.

Ma seriamente, al di lá delle importantissime cariche da noi ricoperte e dai prestigiosi incarichi ottenuti e dai brillantissimi successi professionali e blah blah blah ... qualcuno che conti veramente e che venga invitato al World Economic Forum di Davos, ci sará mai a Morsano?

martedì 26 gennaio 2010

Spritz Economics: dell'efficenza bancaria

In bar, i giudizi sulle banche sono i piú disparati. Chi accetta i costi delle operazioni bancarie cosí come sono e accetta come un fatto della vita che si debba costantemente "star dietro" ai propri conti (visite frequenti in filiale, chiaccherata cordiale con il direttore ecc. ecc.) e chi, ne ha pieni i maroni e per gli istituti di credito, usa solo espressioni feroci (che non si possono riportare sui blog).

I servizi delle banche italiane sono tra i piú costosi d'europa. Lo dicono i numeri e fin qui nessuno controbatte.

L'oggetto del contendere é l'efficienza delle banche. Infatti, si puó accettare i costi alti quando il servizio é anche ottimo. Altrimenti, si cade nell'inefficienza.

E qui entra in campo lo Spritz Debate tra avventori dei bar morsanesi:

  1. Le banche italiane sono “le più care e le meno efficienti” d’Europa. A pagarne le conseguenze sono i clienti inclusi gli imprenditori. Ci sono tasse sui conti correnti (circa 35 euro all'anno) poi gli estratti conto costano cosí come le informative sulla trasparenza. Poi ogni operazione che fai ha costi rilevanti. Senza contare i salatissimi ricarichi se sfori in qualche parametro o se usi il bancomat fuori dal minuscolo territorio che coprono gran parte delle banche. Alla fine un conto corrente (senza entrare nel discorso mutui e prestiti) ti costa in media tra 80 e 250 Euro all'anno (piú tasse). Alcuni ti fanno pure pagare l'online banking e il bancomat ...che in fondo a loro riducono i costi. Cose incredibili! Quindi le banche, da un punto di vista del cliente, sono inefficienti.

  2. Le banche Italiane garantiscono l'utente finale piú delle banche di altre nazioni. Da noi non ci sono stati crolli di banche né nazionalizzazioni per prevenire il fallimento come, nel 2009, é accaduto in USA, Gran Bretagna, Germania, Iralnda, ecc. Il costo del salvataggio delle banche lá lo pagano con le tasse i cittadini; quindi alla fine, per gli sbagli delle banche ci rimettono gli utenti finali in modo indiretto. Qua non si gioca in borsa con prodotti esoterici (come i prestiti subprime) né si fa finanza creativa. Si chiedono garanzie, magari tante, ma i prestiti sono stra-garantiti e le bancarotte sono praticamente impossibili. Questo garantisce stabilitá al cliente. Quindi le banche, da un punto di vista del cliente, sono efficienti.

Il mondo della finanzia morsanese é in fermento...

sabato 23 gennaio 2010

Ideona del mese: Cercate un rapporto stabile? Fatevi un'azienda...

Nel film culto Wall Street (1987), il protagonista, il finanziere senza scrupoli Gordon Gekko, interpretato da Michael Douglas, ad un certo punto proferisce quella che ancora oggi, in molti ambienti professionali é il verbo supremo... "And if you need a friend, get a dog". Ovvero, se vuoi un amico... procurati un cane!

Interessante che non dica "procurati una moglie" o "procurati un socio in affari".

Questo é un peccato perché ci avrebbe aiutato a risolvere un dilemma che i numeri di Confindustria e ISTAT ci sollevano. Secondo Confindustria, la durata media di un'impresa in Italia é di 16 anni, mentre, secondo l'ISTAT, la durata media di un matrimonio é di ...14 anni.

Le conclusioni per Morsano sono fondamentalmente due:


  1. A occhio, la durata media delle aziende morsanesi é molto maggiore della durata media delle aziende italiane. Se pensiamo che le imprese piú grandi hanno oltre 40 anni di vita e che le prime 10 aziende hanno in media oltre 20 anni di vita (con un occhio alla successione).
  2. Se la durata dei matrimoni é quella che é... se si cerca un rapporto stabile, che aiuti a crescere come persone, che dia soddisfazioni sul piano psicologico, fisico, morale, sociale, digestivo e che garantisca un'armonia tra spirito e corpo... al morsanese medio conviene fare l'imprenditore. Questo perché la sua azienda con molta probabilitá sopravviverá al suo matrimonio...
Forse l'ottimo lo si raggiunge facendo impresa con una fidanzata-socio. O magari procurandosi un cane - da mettere a guardia del capannone, naturalmente...

venerdì 22 gennaio 2010

Take 2: ...e per contattare i consiglieri comunali come si fa???

Vi ricordate il post del 22 luglio 2009 intitolato "...e per contattare i consiglieri comunali come si fa???"
La domanda che un lettore aveva posto era: "Se ho bisogno di contattare un consigliere comunale, della maggioranza o dell'opposizione, come faccio?"
Ebbene, fa piacere osservare che, ad oggi, si possono contattare con una loro email di riferimento tutti i gruppi consiliari. Qui segnaliamo le email rese pubbliche dai vari gruppi.

- "PDL-UDC/CASINI-LISTA APERTA"
Email: progettocomunecastions@gmail.com
Blog: http://progettocomunecastionsemorsano.blogspot.com/

- "LEGA NORD BOSSI - INSIEME PER RINNOVARE"
Firmino Del Bianco f_delbianco@libero.it
Marco Stocco marcostocco@msn.com
Blog http://perfirminosindaco.blogspot.com/

- "COLTIVIAMO IL FUTURO"
Email: indicate sul sito internet del comune
Blog: http://coltiviamoilfuturo.blogspot.com/

giovedì 21 gennaio 2010

What's up Morsan? ROE: il Ritorno della Roggia

A tutti i morsanesi che abbiano letto i prospetti informativi in banca, sarà capitato di farsi un quattro sbaccani quando, tra un buy, hold, sell, un Bull e un Bear, un put e un call, uno Straddle ed uno Strangle si siano imbattuti su...une roe.

Ebbene si, anche nell'inglese finanziario si usa un termine friulano di antica memoria: roe.

Come ben sapete, trattasi di un ruscello o canale che dalle nostre parti è generalmente originato da risorgiva. Una volta, dicono i vecchi del paese, "une ROE a correve ancje in place san Piligrin".

Forse dal senso di qualcosa che scorre e scivola via come i profitti di una banca d'investimento sovraesposta con titoli spazzatura, i traders di Wall Street, hanno preso a prestisto questo termine friulano per farlo diventare un banalissimo acronimo... ROE ("Return on Equity").

ROE, si usa quindi anche nelle banche italiane per indicare il rendimento finanziario di un'impresa (indicato come il rapporto tra reddito d'esercizio e capitale netto).

Che dire, tra corsi d'acqua e investimenti, ancora una volta il friulano ha da insegnare alla lingua inglese e all'italiano!

mercoledì 20 gennaio 2010

Spritz Sociology: di chi è la colpa se abbiamo così tanti Bamboccioni Morsanesi?

Appoggiato lo Spritz (maiuscola enfatica) sul giornale la questione è nata quando un avventore al Chez Ricò ha spostato il bicchiere e l’occhio gli è immancabilmente caduto su un articolo che riportava le ultime dichiarazioni del ministro Brunetta: “Ci vorrebbe una legge per spingere fuori di casa i ragazzi a diciotto anni”.

Sebbene il ministro avesse premesso che stava lanciando solo una provocazione ai bamboccioni, l’opinione pubblica paesana l’ha preso molto sul serio. E via dunque con l’ennesima discussione e l’ennesima polemica morsanese.

Il nodo della questione è il seguente: chi è la causa dei bamboccioni che abbiamo in paese? Ovvero, di chi è la colpa se ci sono così tanti trentenni paesani che vivono ancora con mamma e papá?

Le posizioni si sono subito divise tra chi dá la colpa ai genitori e chi dá la colpa ai figli.

Colpa dei genitori: in perfetto stile social-socialist-catto-comunitario-buonista la colpa non è mai dell’individuo bensì della …”Societá” e/o del “Sistema”. Pertanto, i bamboccioni non sono bamboccioni in se ma sono vittime del “Sistema Italia”. Sono figli del un Sistema ipocrita familista del Bel Paese; sono vittime di un sistema d’organizzazione sociale. Ovvero, i bamboccioni ci sono perché l’universitá funziona male dando la possibilitá di andare fuori corso facilmente, i bamboccioni ci sono perché il nostro Sistema Sociale (“welfare”) funziona male, i bamboccioni ci sono perché si dá di piú ai padri che ai figli e i padri compensano il loro senso di colpa di avere tutte le garanzie sociali (pensioni, servizi sociali etc.) tenendosi in casa i figli magari anche ricattandoli. Quindi i bamboccioni ci sono perché è il “sistema sociale” che ha costruito una “societá a misura di padri” e che per forza di cose crea – loro malgrado - bamboccioni.

Colpa dei figli: ma andé a lavurar: barboni! Siete nati comodi e non siete pronti a fare nessun sacrificio. Vi manca la dignitá personale di rimboccarvi le maniche. Stiratevi le camicie da soli e cucinatevi da soli senza aspettare che sia sempre la mammina a fare tutto. All’universitá andate a Torino e non dietro casa e lavorate come camerieri la sera per mantenervi gli studi. Abbiate la dignitá di farvi da soli senza sempre aspettare la manna dal cielo (o dal “Sistema”). I soldi non vi mancano perché vediamo bene che il sabato e domenica siete sempre a spasso con vestiti firmati e macchina nuova. Vediamo anche quanto spendete in Spritz! A calci in culo vi dovremmo prendere! Altro che Societá!

Il dibattito paesano, civile, sereno e pacato come sempre, è aperto.

martedì 19 gennaio 2010

Morsano a "Impatto Zero": un aiuto dalle tabelle ENEL

Il risparmio energetico é importante. Il consumo di energia elettrica ovvero il suo risparmio può essere assicurato seguendo delle semplici precauzioni prima tra tutte l’utilizzare il piú possibile l’energia in fasce orarie NON di PUNTA.

La tabella qui a finaco è una nostra rielaborazione delle indicazioni che l’ENEL fornisce nella bolletta.

Cosa ci dice la tabella? Ad esempio, avviare la lavastoviglie dopo le 19:00 consente un risparmio che non si avrebbe se la si utilizzasse alle 14:00 di un giorno feriale. Oppure, la lavatrice andrebbe fatta di notte e stirare di sabato o domenica costerebbe meno.

Sarebbe interessante verificare con l’ENEL la spesa complessiva dell’energia elettrica assorbita quotidianamente dalla rete morsanese e, dopo una campagna di sensibilizzazione al risparmio energetico tra la popolazione, verificare di quanto questa sia diminuita.

Sarebbe interessante monitorare questi valori anno dopo anno dandosi degli obiettivi paesani precisi. In attesa degli “smart meters” domestici, monitorare il virtuosismo energetico morsanese è fantascienza?

PS sarebbe bello anche sviluppare il concetto di "Morsano a impatto zero".

lunedì 18 gennaio 2010

Disagio familiare: Friuli 1930 e Friuli 2010 stessa storia?

Questo post nasce dall’ennesima discussione al bar sulla situazione della famiglia moderna.

La domanda che ci si è posti è: viviamo situazioni del tutto nuove oppure il mondo è sempre stato lo stesso quando si tratta di rapporti familiari, con figli piú o meno legittimi, corna e amenitá simili?

Il fronte si è presto spaccato. Da un lato chi sostiene che il mondo è sempre stato lo stesso. Relazioni difficili ci sono sempre state ed erano risolte con aborti clandestini o con l’abbandono in “luogo pio” dei neonati illegittimi o con un’opera di omertá e copertura sistematica da parte della famiglia patriarcale. Chi sostiene questo fronte evidenzia come la societá “di una volta” fosse fondamentalmente ipocrita e pronta a perdonare le puntatine ai bordelli degli uomini ma altresì ligia nel condannare la donna fedifraga che per tutta risposta, si guardava molto bene dal finire sotto i riflettori della cronaca paesana. In conclusione, oggi si è uguali a ieri ma senza l’ipocrisia del dover coprire tutto. Ti innamori di un altro/a? Lasci il tuo partner e te ne prendi un altro; fai figli con chi ti pare e quando ti pare senza dover nascondere nulla. Probabilmente grazie a questa libertá ci sono anche meno aborti ed abbandoni di neonati in “luoghi pii”. Ma l’essere umano si è sempre comportato così!

Dall’altro lato c’è chi sostiene che non è sempre stato così. Vero che i bordelli funzionassero per i soli uomini (sposati e non), e che naturalmente le corna ci fossero ma la societá contadina e paesana per forza di cose creava una rete, se vogliamo pure oppressiva, che impediva di fatto che ci fossero sconfinamenti di ogni genere (affettivo o fisico) al di fuori delle barriere imposte dalla societá (leggi “matrimonio”). Sconfinamenti c’erano spesso nel caso delle ragazze molto giovani, che andavano a servizio come domestiche, generalmente fuori regione. Realistico ritenere che molte cadessero vittime, volenti o molto spesso nolenti, delle attenzioni del datore di lavoro. Sconfinamenti c’erano di sicuro in quelle fabbriche, anche della Bassa, dove lavoravano tante signorine e voce paesana vuole che trattando con molto affetto il capo-reparto, si evitassero le mansioni piú pesanti (anche se generalmente pare fosse l’inverso, ovvero una vera e propria violenza psicologica e fisica ai danni di povere sventurate da parte dei capi). Ma il nocciolo della questione è che nella famiglia patriarcale in un piccolo paese dove tutti sapevano tutto di tutti, sarebbe stato difficile “sconfinare” impunemente. Questo, unito alla pur rilevante, pressione religiosa, rendeva la gran parte delle dinamiche familiari d’un tempo, diverse da quelle di oggi. Questo si rifletteva sui comportamenti affettivi e relazionali che per forza di cose, finivano con l’essere piú morigerati.

La discussione è aperta: innamoramenti e relazioni extramatrimoniali, figli con padre incerto, scappatelle, situazioni familiari complicate…gratta gratta è sempre stata la stessa minestra. Oppure siamo di fronte a fenomeni tutto sommato nuovi su larga scala?

Se consideriamo cosa sta sotto ai comportamenti delle persone nel contesto delle dinamiche familiari: il Friuli del 1930 ed Friuli del 2010 sono fondamentalmente uguali?

sabato 16 gennaio 2010

Inquinamento Ambientale: Morsano uccide le Balene con 50.000 sacchetti di plastica all’anno

Vi ricorderete senz’altro della tragedia dei capodogli spiaggiati e poi deceduti a Peschici in Puglia poche settimane fa. Un triste evento causato dai sacchetti di plastica, quelli comunemente utilizzati per la spesa. Infatti, dagli esami post mortem dei cetacei, i veterinari hanno appurato che questi giganti del mare erano stati soffocati da una quantità imprecisata di banali, se così possiamo definirli, sacchetti di plastica evidentemente scambiati per calamari.


Questo è solo un episodio ma è un fatto risaputo che i sacchetti di plastica siano la peste inquinate del mondo moderno. A differenza delle bottiglie di plastica e di molti altri contenitori di maggiore impiego, non sono assolutamnete riciclabili e si deteriorano solo dopo oltre 90 anni di esposizione alle intemperie. Se poi finiscono in mare, non solo non si degradano facilmente ma causano i danni di cui sopra. I sacchetti sono un triste ornamento delle rive dei canali di campagna e in città, li si incrocia spesso svolazzare fuori dai cassonetti o a bordo strada nelle piazzole autostradali, poi finiscono ovunque alla prima folata di vento. Insomma, una vera peste ecologica.


A spanne, mettendo in moto il morsanomentro, se in un’ora in un negozio escono 10 clienti con in media 1.5 sacchetti a testa, in 8 ore di esercizio ci ritroviamo con circa 120 sacchetti al giorno per singolo negozio. Considerando il numero e dimensioni dei negozi che ci sono in paese potremmo ipotizzare che Morsano contribuisce all’uccisione delle balene con circa 200 saccheti di plastica al giorno. Ovvero, considerando 250 giorni feriali … circa 50.000 sacchetti di plastica all’anno. Una cifra spaventosa!


La domanda morsanica che ci poniamo dunque è perché si continui ad utilizzarli. Perché non si passa ai sacchetti della spesa di carta (magari riciclata)? Perché non si inizia a fare come faceva nostra nonna ed utilizzare la borsetta di tela per portare a casa il pane ed il latte?


Ci dicono che dal 2011 i famigerati sacchetti di plastica saranno vietati per legge. Bene. Certo che però sarebbe stato bello che il nostro paese avesse capito il problema per tempo e autonomamente ne avesse bandito l’uso. Questo post sarebbe stato parte della sezione “Morsano Numero Uno” e la stampa ci avrebbe portati ad esempio nazionale. Invece siamo qui a scrivere nella sezione “Brutte Notizie” pensando che come sempre "ci facciamo guidare" e non siamo mai capaci di essere noi i promotori di iniziative importanti da leader di pensiero.


Purtroppo l’espressione “in culo alla balena” da oggi ha un nuovo triste significato, più legato ai sacchetti di plastica che agli esami universitari.

giovedì 14 gennaio 2010

I Soliz Sotans: Morsano perde l'occasione motoristica della vita

Non ci siamo. Come sempre ci passano davanti e noi mutismo e rassegnazione!

Una nota azienda automobilistica con base in Germania, qualche tempo fa, nel decidere il nome di un bel furgone di nuova generazione, deve aver pensato di intitolarlo ad un paese del Friuli.

Avrebbe certamente potuto essere il furgone "Modello Morsano".

Morsano suona proprio bene. Dá l'idea di solidità (abbiamo 2179 anni di storia) modernitá (abbiamo un campanile rimesso a nuovo), manovrabilitá-agilitá-flessibilitá (a forza di districarsi tra le polemiche di paese il popolo locale ne è maestro) e via dicendo.

Ve li immaginate i discorsi nelle aziende di mezzo mondo commentando sulle loro flotte aziendali... "Oggi sul mio Morsano ho portato via mezzo magazzino!", "Il mio Morsano é scattante", "Sopra il mio Morsano mi sento un leone (e spadroneggio)", "con il mio Morsano da 0 a 100Km/h in un battibaleno", "il mio Morsano ha l'assetto ribassato" e via dicendo. E soprattutto, gli artigiani di Castions avrebbero avuto dovuto subire lo sberleffo di dover andare ogni giorno al lavoro con un "Morsano".

Ed invece... come sempre ci facciamo fregare! Infatti, è stato il paesello di Vivaro (in provincia di Pordenone) ad aggiudicarsi il prestigioso abbinamento.

Che dire, a piedi 100 anni fa o in furgone ai giorni nostri, siamo sempre... i soliz sotans!

martedì 12 gennaio 2010

Spritz Demographics: Se la Piramide Morsanese diventa un Parallelepipedo

Prima di leggere, clicca qui.

In demografia si parla di piramide delle età in riferimento alla forma tipica della distribuzione della popolazione per fasce d'età.

In linea di principio dovrebbe sempre tendere a somigliare ad una piramide (vedi l'esempio dell'Uganda) ovvero, tanti nati, molti giovani, abbastanza adulti e pochi anziani.

Invece, la piramide dell'età in Italia è sempre più tristemente simile ad un parallelepipedo. Ovvero, natalità bassisima, pochissimi bambini, pochi giovani, molti adulti e moltissimi anziani.

Da un articolo pubblicato su "Le Semide" (da autore anonimo) il mese scorso deduciano che la situazione italiana è rispecchiata anche in paese: Morsano sempre più un paese di vecchi!

Sarebbe interessante verificare come sia effettivamente la piramide delle età a Morsano e pensare a quali potrebbero essere gli scenari paesani di questa gerontografia incalzante.

Noi di idee ne abbiamo, ma le lasciamo alla futura benevola elaborazione al bar di fronte allo Spritz del Marketing (Spritz Gerontographics).

domenica 10 gennaio 2010

Spritz Debate: le Fantasmagoriche Discussioni dei Salotti Buoni Morsanesi

Ebbene si, alla fine abbiamo ceduto!

Il principio che ci eravamo fissati fin dall’inizio del blog era quello di cercare di non imbastardire il nostro italiano. Fermo restando la dislessia strisciante, l’ignoranza di fondo, la sgrammaticata costruzione delle frasi, l’uso del friulano (scritto alla “brovade e muset” via), abbiamo sempre cercato a tutti i costi evitare di usare l’inglese.

Perché?

Perché ci causa movimento intestinale osservare come anche i giornalisti dei maggiori quotidiani nazionali maltrattino l’Italiano sovra-utilizzando, perdippiù a sproposito, l’Inglese. Vada per i termini informatici, che spesso sono intraducibili (es. post, browser) ma per il resto…

Perché dire “i tank sono entrati a Bassora” e non “i carriarmati sono entrati a Bassora”? Perché “le politiche del welfare” non sono semplicemente “le politiche dello stato sociale”? Perché “il meeting di mezzogiorno” non diventa “la riunione di mezzogiorno”?

Il fatto è che l’Inglese fa figo. Soprattutto se non lo sai parlare bene, è lecito usarlo a sproposito per aumentare la propria aurea. Ed allora cediamo anche noi, allo scopo di dare un tono figo al nostro blog.

D’ora in poi dedicheremo una serie di rubriche ai temi di maggiore peso che emergono dalle discussioni dei Salotti buoni della Società morsanese (notasi l’uso enfatico delle maiuscole) ovvero, le profonde scoperte intellettuali che emergono da civilissimi scambi di vedute di fronte ad uno Spritz (altro uso enfatico di maiuscola). I Salotti bene possono essere quelli a sapore Chic parigino come lo Chez Ricò o Veneziano come il Canapè o d’ispirazione itinerante a mo’ di Orient Express come il Club Motociclistico o di sapore Novecentesco D’Annunziano come il Carûl.

Comunque le si voglia vedere, le discussioni su filosofia, economia, politica, società e chi più ne ha ne metta, sono sempre delle perle che meritano la dovuta nota.

Le conclusioni saranno poi listate con titoli in English, appunto perché fa cool.

A presto dunque i siparietti di Spritz Politics, Spritz Economics, Spritz Sociology, Spritz Religion, Spritz Philosophy, insomma Spritz Everything!

venerdì 8 gennaio 2010

Solo a Morsano ci diamo un“Buon Taglio”: Non temiamo il confronto neanche con Londra

Da quando si è sparsa la voce, negli ambienti Inglesi non si parla d’altro.

Si sono fatti fregare un altro primato, e questa volta di brutto. Ma brutto brutto brutto….

Anche nomi d’alto spessore come Tony and Guy si stanno mangiando le mani. Rischiano di perdere tutta la clientela più raffinata grazie al piccolo centro friulano.

E’ ufficiale: non esiste infatti sul pianeta luogo migliore di Morsano per poter chiedere di dare un buon taglio. Di capelli, si intende.

Ora è proprio il momento di dirlo: se non fosse per loro, la testa del nostro Paese sarebbe già scoppiata da molto tempo.

Il centro parrucchiere di Morsano della signora Renza è un piccolo paradiso per gli amanti del look. Uomini e donne, sono sempre ben serviti dalla titolare, dalla figlia Rachele e da Martina.
Professionalità, simpatia e una buona tabajata: cosa si può chiedere di più per prendersi cura appropriatamente dei propri capelli?

Chi, se non un grande esperto di hair stayling può aver messo a posto le teste dei politici e degli opinionisti nostrani, prese a bombe a mano da tutti gli sconquassamenti del 2009 ?
Senza il loro intervento di lavata di testa e risistemazione del capo,l’agognato traguardo di distensione dei toni mai si sarebbe raggiunto.

Taglio, messa in piega, colore, ritoccata del’ultimo minuto: nulla è impossibile per le ragazze del negozio di Coiffeur Morsanese.

C’è dunque chi potrebbe andare a cinque minuti di macchina da un parrucchiere qualsiasi, ma decide di metterci una mezz’ora in più per potersi far servire da loro.

I grandi hair staylist di Londra sono in fermento: la clientela più “in” si sta già spostando verso il salone Morsanese, soprattutto in concomitanza delle feste natalizie. Grande la corsa per prenotarsi per una ritoccata di testa per il 2010.

Nessuno al mondo avrà più la scusa per dire:“Ho un diavolo per capello”. Vieni a Morsano, che te lo sistemano!

Post curato da Pam.

giovedì 7 gennaio 2010

Sperco di Pane: A Morsano ogni anno 2 tonnellate di pane buttato nelle immondizie

180 quintali di pane finiscono ogni giorno nella spazzatura solo a Milano. Questo dice il Corriere della Sera del 3 Gennaio 2009 (L’«ultimo minuto» per salvare il pane).

Dunque, una città come Milano di 1.3 milioni di abitanti spreca 180 quintali di pane al giorno ovvero 13.8 grammi ad abitante (18000 kg/ 1.300.000 abitanti = 0.0138 kg/abitante)

Applicando il morsanomentro, 13.8grammi per 1000 abitanti di Morsano risultano in 13.8Kg di pane gettato nella spazzatura di Morsano ogni giorno.

In un mese sono 165Kg ed in un anno ben 2 tonnellate.

Che dire, uno spreco che fa pensare.

PS in Italia sono 24.000 le tonnellate di pane sprecato ogni mese...

Nota: un commento dal Corriere "Il pane perso nell'età dello spreco"

mercoledì 6 gennaio 2010

Morsanese dell'Anno 2009: and the Winner is...

Le nominations fatte dai Morsanesi lettori del blog (in ordine di nomina):

- Renza (Titolare Salone New Hair: per la riconosciuta bravura)
- Mataran (Blogger Umorista: per aver reso più frizzante la vita paesana)
- Ivan (Vice Borgomastro: Record di preferenze individuali alle elezioni di giugno 2009)
- Valter (Neo presidente BCC: primo morsanese a ricoprire questa carica prestigiosa)
- Fanny (Add. Segreteria: Responsabile dell'Ufficio di un Ass. Regionale)
- Ricut (Titolare Bar Sport: Merito per la Riapertura del Bar)
- Lis Mascaris (Associazione: Ambasciatrice artistica di Morsano nel Mondo)
- Williams (Organizzatore: perno fondamentale dell'organizzazione del rinato Torneo dei Borghi e della squadra morsanese al Torneo dei Borghi di Castions)
- I Ragazzi del Borgo (Associazione: per il successo del Torneo ed. 2009 e per la 3 vittoria consecutiva al torneo dei borghi di Castions)
- Tutti i candidati alle elezioni comunali (Per averci messo la faccia)
- Gruppo Alpini (Associazione: sempre presente ed attiva)
- Luciano S. (Medico: impegnato in Africa ed in Abruzzo come volontario)
- AC Morsano (Associazione: per aver dato vita ad un gruppo attivo di ben 30 giocatori)
- Giulia (Cantante Lirica: per il suo ruolo di ambasciatrice culturale di Morsano)
- Serena (Titolare pizzeria: per aver dato una botta di vita al paese)
- Blogger di DM (Blogger paesani: per aver creato un'occasione di cazzeggio)
- Il Minto (Artista: autore di "Porta di Luce")
- Nene (ex titolare Bar Centrale: premio alla carriera)
- Comitato Morsan in Place (Associazione: nel 2009 i morsanesi hanno sentito la mancanza della festa)
- San Piligrin (Patrono: per riuscire a starsene fuori dalle polemiche ed essere sempre super partes)

Comunque vada, essere nominati è un premio in sè. Complimenti a tutti.

In base al sentimento popolare raccolto via mail, via commento e via discussione in paese... il vincitore del premio Morsanese dell'Anno 2009 è...

il vice-borgomastro Ivan

Si aggiudicano una menzione d'onore: Valter presidente BCC, "I Ragazzi del Borgo" e "Minto"

martedì 5 gennaio 2010

Il Pignarûl Infiamma la Polemica Paesana


«Se il fum al va a soreli a mont,cjape il sac e va pal mont,se il fum al va a soreli jevât,cjape il sac e va al marcjât»

In attesa che qualcuno dia fuoco alle sterpaglie dei vari Pignarûl della zona, questa mattina già infiammano le polemiche tra gli avventori delle osterie paesane.

Il Pignarûl è una tradizione friulana ma rispecchia le varie tradizioni molto diffuse nel Nordest dei vari "falò di inizio anno".

Sembra che questa usanza risalga a riti pre-cristiani: i Celti infatti accendevano dei fuochi per ingraziarsi la divinità relativa e bruciavano un fantoccio rappresentante il passato.

Poi con i secoli divenne sempre più un rito propiziatorio contadino e mentre il falò ardeva, i contadini in cerchio gridavano e cantavano varie formule augurali. Attorno al Pignarûl permane un sentimento molto vicino alla sfera religiosa infatti il rogo viene talvolta benedetto dal parroco con l'acqua santa. Nel recente passato lo scoppiettare del fuoco era identificato con il demonio infuriato che fuggiva.

Detto questo, in bar l'opinione pubblica si è divisa tra chi ritiene che questa sia un'importante tradizione per ricordare il legame del Friuli con il suo passato rurale e che quindi sia una ricchezza culturale da conservare e chi ritiene sia un'inutile attività inquinante.

La giuria morsanese è in camera di consiglio: tradizione da mantenere o inquinamento da sopprimere?

lunedì 4 gennaio 2010

Scudo Fiscale: Morsano rimpatria 1.7 milioni di Euro - Soddisfazione del Tesoro

Ormai è ufficiale, grazie allo scudo fiscale sono stati finora rimpatriati quasi 100 miliardi di Euro (vedi Corriere Economia: Scudo fiscale, rimpatriati 95 mld di euro).

Noi abbiamo applicato il morsanomentro per calcolare quanto Morsano avrebbe potenzialmente contribuito al lauto rimpatrio.

Ebbene se a livello nazionale 95 miliardi su 56 milioni di abitanti fanno circa 1.700 Euro a testa, visto che Morsano ha circa 1000 abitanti, lo "scudamento" morsanese è di 1.7 milioni di Euro (ovvero 1000 x 1700).

E scusate se è poco!

Fonti del ministero competente hanno dichiarato "grande soddisfazione" per lo scudamento morsanese definito uno «Straordinario successo segno di forza della nostra economia e di fiducia in Morsano»


I soliti ben informati ci dicono che i bancari austriaci e i casinò sloveni sono molto meno soddisfatti.

Nota: qualcuno può dire al giornalista del Corriere Economia dal quale abbiamo preso spunto per questo post che non si tratta di "rimpatriati" bensì di "identificati" o "censiti" o dichiarati". Non esiste infatti obbligo di rimpatrio una volta che si è dichiarato dove sono i soldini e quanti euro siano e, ad oggi, non esistono dati specifici sul rapporto tra fondi "scudati" e quelli poi effettivamente "rimpatriati". Ahi ahi ahi, un po' di precisione ci vuole in certi ambiti.

domenica 3 gennaio 2010

Vai a capire l'Audiblog Morsanese!

Sebbene non capiti che si leggano i commenti ogni giorno o che si facciano post ogni giorno (spesso se ne scrivono un paio al colpo e si predispone la pubblicazione automatica a scadenze precise) quello che gli amministratori del blog fanno quotidianamente é controllare quanti leggono il blog e chi lo legge.

Tranquilli, si puó vedere solo il provider ed il sistema operativo e niente piú (vedi qui le statistiche delle visite al blog - sono pubbliche).

Quello che ieri s'é visto é un sabato con un picco di 92 visite. Di sabato tutte quelle visite???

Evidentemente quando ci sono accese discussioni in corso negli altri blog locali, anche questo blog viene visitato.

A torto o a ragione.

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