martedì 28 giugno 2011

Spritz History: Se i libri di storia si lasciano scrivere. Il caso della battaglia di Bezzecca (e dell'Obbedisco di Garibaldi)

Bezzecca: vittoria di Garibaldi o della propaganda?
Questo dibattito é ripreso dai commenti al post: "Angolo di storia: 1866 il Friuli entra nel Regno d’Italia ma al plebiscito c’è “Cosean dal NO”".

In quel post é nata un'accesa discussione sulla Battaglia di Bezzecca che, per la storiografia ufficiale nostrana, fu l'unica vittoria militare riportata dalla parte italiana durante la terza Guerra d'Indipendenza del 1866.

La battaglia fu un episodio dell'invasione italiana del Trentino, fu combattuta il 21 luglio 1866, e vinta dal Corpo Volontari Italiani di Giuseppe Garibaldi che fermarono il tentativo del comandante austriaco del Tirolo meridionale (attuali Trentino e Alto Adige), generale Von Kuhn, di ricacciarli verso il Lago d'Idro. Il 16 luglio, i garibaldini respinsero una manovra del generale nemico a Condino, il 21 luglio gli austriaci presero Bezzecca. Garibaldi notando i suoi uomini ritirarsi diede nuove disposizioni riuscendo a respingere l'avanzata e a far ritirare il nemico. Si apriva la strada verso Riva del Garda e quindi l'imminente occupazione della città di Trento. Salvo essere fermato dalla firma dell'Armistizio di Cormons del 12 agosto, che sanciva il cessate il fuoco. Giá il 9 agosto, Garibaldi ricevette via telegramma  l'ordine di La Marmora, a nome del re, di abbandonare il territorio occupato e rispose telegraficamente: «Ho ricevuto il dispaccio n° 1073. Obbedisco» "Obbedisco", parola che successivamente divenne motto del Risorgimento italiano e simbolo della disciplina e dedizione di Garibaldi.

Numeri della vittoria italiana a Bezzecca:
Italiani: 121 morti e dispersi, 451 feriti e 1.070 prigionieri
Austriaci: 25 morti e dispersi, 82 feriti e 100 prigionieri
Il dibattito é stato scatenato da questa frase sul post: "In questo clima, arrivó il Regio Esercito Italiano, non vittorioso perchè come detto, la vittoria militare apparteneva solo ai volontari di Garibaldi mentre il peso diplomatico lo misero i francesi."

Al che il commento di un anonimo trentino é stato:  "Quali vittorie di Garibaldi in Trentino? Cosa andate dicendo? Noi trentini conosciamo un'altra storia. Spiegateci un po' sta cosa.... Per noi Garibaldi dovette darsela a gambe! dalla fretta fu costretto ad abbandonare anche la portantina, dove era costretto a giacere per una ferita riportata in un combattimento precedente, che è tuttora visibile in un museo a Innsbruck. A fermare i garibaldini sono bastate le milizie territoriali (volontari del posto, gli Standschützen). Non sono stati nemmeno scomodati i battaglioni di Kaiserjäger di stanza a Rovereto e Trento. La storia va letta da entrambe le parti, non solo da quella di comodo." Qui cosa dicono gli austriaci sulla "Schlacht bei Bezzecca".

La contro-risposta é che i volontari di Garibaldi erano notoriamente male armati e i fucili spesso non bastavano così come non bastavano le cartucce. Detto questo, è indubbio che i garibaldini fossero animati da uno spirito ideale che probabilmente mancava ai soldati semplici sabaudi. Sui libri di storia italiani si parla di Bezzecca come una vittoria militare e si dice che la campagna del Trentino (e il famoso "obbedisco") terminó  con le truppe garibaldine invitte. Se poi la storiografia austriaca sostiene altre cose fa parte del gioco delle parti e non é detto che gli austriaci abbiano torto o che la veritá non stia in mezzo.

Ad ogni modo, dubitare della storiografia ufficiale é il passatempo di questo blog: giá se ne discusse quando si parló del presunto entusiasmo dei friulani per l'annessione all'Italia nel 1866. La storia da parte italiana fu scritta dagli stessi letterati che sostenevano la causa dell'Unitá e di certo ai contadini analfabeti che magari stavano benissimo sotto l'Austria, non capitó di sicuro di scrivere le loro impressioni e quindi di tramandarle ai giorni nostri. Ci pensó poi lo Stato unitario sabaudo a cancellare ogni traccia di filo-austriachismo. Poi, paradossalmente, fu la feroce occupazione da parte di 800 mila austroungarici (con violenze, deportazioni e stupri - di cui la storiografia ufficiale italiana non sembra occuparsi) dal novembre 1917 al novembre 1918 - dopo Caporetto - a far odiare gli austriaci alle masse contadine veneto-friulane (che erano a loro volta 800 mila cioé 1 soldato austriaco per ogni abitante!) e infine la storia d'Italia rivista sui libri di scuola dal Fascismo, che di certo non ando' tanto per il sottile quando c'era da esaltare l'italianita' e la costruzione di uno stato unitario e centralista.

Che ci sia obiettivitá nell'analisi del Risorgimento da parte della storiografia ufficiale italiana é un dibattito aperto.

...e il dibattiten continuen

lunedì 27 giugno 2011

Felicità Morsanica: Se lavori 13 ore al giorno allora sei davvero felice (e sei un cagacazzi)


A Morsano è un vicolo cieco
La felicità è come l'utilità marginale degli individui: impossibile da misurare. C'è chi è malinconico di natura ed è felice quando è pensieroso e assorto nei suoi Schopenhauer e Kant, mentre altri sono sempre sorridenti e sono felici quando distesi al mare allietati da una vita leggera.

Il morsanico, per sua natua non è mai gaio e spensierato, un po' perchè è friulano, un po' perchè è nato in un buco circondato da blave, se ti vede qualcuno che sorride pensa subito "cazzo ridi?"

I vari libri sulla felicità rintronano il morsanico con nozioni di yoga, "investimenti nelle relazioni", connessioni con i momenti spensierati della gioventù e via dicendo. Il Morsanico medio invece sa che deve correre sempre: bilanciare la vita familiare con bimbi strillanti col pannolino che quando crescono sono sostituiti dai nonni raglianti col pannolone, una vita associativa dove le associazioni sportive si sdoppiano perchè a tutti danno fastidio tutti, un carattere dei locali mediamente pessimo e una permalosità imperante allo stato endemico.

Sul percorso umano morsanico verso la Felicità, cosa resta dunque?

Risposta: il lavoro!

Il lavoro è competizione: vinco io o il mio concorrente, sia questa la competizione tra due professionisti o due imprese che devono vincere l'appalto o sia questo l'aspirante manager che ambisce ad una posizione migliore o uno statale che ambisce a vincere il concorso interno. Ebbene si, se non ci fosse competizione non solo avremmo infelicità dilangante ma ci sarebbe pure la morte celebrale.
Infelice a chi?

La competizione non ci fa egoisti, ci fa cooperare: il pensionamento è negativo perchè rincoglionisce le persone che si ritrovano a non dover competere con nessuno ergo a non dover cooperare con nessuno per raggiungere uno scopo comune. Per contro lavorare nei fine settimana è positivo perchè ti dà un senso di utilità per quello che fai e ti fa sentire necessario che in fondo è quello che tutti vogliono.

C'è pure una spiegazione scientifica a questa felicità (Path to happiness runs through the office): la corteccia frontale si esalta quando il cervello si concentra su progetti futuri, cresce la dopamina e pure la serotonina, che assieme all'oxitocina, si sviluppa quando si vincono le discussioni con i colleghi, arriva quindi una bordata di beta-endorfina che ha effetti positivissimi sull'umore e sul corpo. Si prova quando si fa un gran lavoro e si vedono i risultati di questo lavoro: la sensazione di soddisfazione e quindi felicità, ha una spiegazione scientifica.

Stare seduti attorno ad un fuoco e cantare tutti assieme kumbaya non pare sviluppare neppure metà dell'endorfina che si sviluppa con 13 ore al giorno facendo un lavoro i cui risultati sono tangibili, non necessariamente dal punto di vista economico, ma dal lato della realizzazione personale ed in ultima analisi della felicità personale (es. un pompiere che salva una vita, un ricercatore che scopre un vaccino).

Poi, il bello della felicità è che non c'è competitzione tra i diversi modi di essere felici, si può stare tutto il giorno a fare yoga e meditare, rallentare i ritmi oppure fare soldi, esercitare controllo e competere. Tuttavia, si può essere felici fintanto che qualcuno non viene a dirti cosa tu dovresti fare per essere felice ("Don't rock my boat!" "Non mi scuotere la barca!").

Se per qualcuno perdersi nel proprio lavoro è meglio che cercare di ritrovare se stessi...so be it! (così sia)

Così, la prossima volta che un morsanese vi dirà che lavora 13 ore al giorno e la frase gli uscirà come fosse una sofferenza, beh, sappiate che in maniera sottile vi sta sbattendo in faccia la sua felicità e che fondamentalmente vi ritiene delle merde infelici...

domenica 26 giugno 2011

What's up Morsan? Workaholic

Tipicamente il workaolico lavora anche in malattia
La parola è comunemente usata negli uffici delle multinazionali, naturalmente con un deciso segno positivo, si tratta di "Workaholic".

E' una parola composta da "work", lavoro, lavorare e "holic" che denota una dipendenza (es. alcoholic indica un alcolista).

Grossomodo è traducibile con "avere una dipendenza patologica dal lavoro" e indica quelle persone che lavorano come matti, ore su ore e che soprattutto si sentono in colpa se non lavorano tutte quelle ore e se non ci mettono tutto quell'impegno (ergo la patologia).

Insomma, si parla di "Workaholic" quando si indica una persona che in maniera compulsiva lavora duro e per per molte più ore di quelle normalmente definite come settimana lavorativa.

Orgoglio workaolico
Come detto, nelle aziende più competitive, questa vera e propria malattia è considerata un aspetto positivo del dipendente in quanto è vista come legata all'ambizione e alla resa economica del dipendente stesso. Le promozioni cadono spesso sulla testa fiera dei workaholics i quali ripagano lavorando ancora di più.

Il lato oscuro dei "workaholics" è che a un certo punto si spezzano e spessissimo si ritrovano con delle malattie dovute agli eccessi dello stile di vita lavorativa: stress, debolezza sistemica, collassi, esaurimento nervoso, vita familiare inesistente o allo sfascio, vita sociale inesistente o allo sfascio.

Insomma, nel lungo periodo rischiano di diventare un costo per l'impresa a causa dei periodi di malattia o morte prematura. Per questo, i "workaholics" sono tollerati se rivestono alte cariche o se sono all'inizio della carriera, altrimenti rischiano di finire sotto la lente degli osservati speciali.

Se sono lavoratori autonomi o professionisti, il carico, ovviamente di lavoro e delle conseguenze è tutto sulle loro spalle.

Così, il morsanese medio che ama raccontare di lavorare 13 ore al giorno, altro non è che un workaholic.

sabato 25 giugno 2011

Piccoli discoli e grandi arroganze: Grecia e Germania

Si discuteva in bar se l'Italia sarà la prossima a finire come la Grecia (qualsiasi cosa questa frase voglia dire). Di solito in bar si dice "che siamo già peggio della Grecia e i politici non ce lo dicono e per questo mi porto i soldi in Austria" poi però non è detto che intimamente la si pensi così mentre si sta depositando i contanti a Klagenfurt.

Di certo ha colpito il ragionamento fatto dai soliti ben informati: da un lato la Grecia con un terzo di forza lavoro impiegata dalla Stato, le pensioni per tutti a 55 anni, privilegi a non finire inclusa l'indennità di vacanza, ossia un fondo per pagare le vacanze agli statali, un sommerso doppio rispetto alla percentuale stimata per l'italia ovvero pari al 40% dell'economia. Poi i conti truccati che facevano figurare un deficit del governo pari al 3% mentre era attorno al 13%, con conseguente entrata nell'Euro anche senza i titoli e la possibilità di sopravvivere dentro l'Euro. Ciliegina sulla torta greca sono state le olimpiadi il cui ritorno economico è stato inesistente ed anzi, hanno caricato i conti pubblici di ulteriori debiti (e pure si erano lamentati che quelle del centenario le aveva vinte Atlanta grazie allo sponsor Coca Cola!).

Fragilissimo...
Dall'altro lato la Germania che ora bacchetta la Grecia e con difficoltà immane concede prestiti ad Atene (tramite l'UE). In molti si chiedono se i bravi ragionieri tedeschi avessero mai fatto i conti nelle tasche della Grecia prima di andare a comprare titoli di stato greci. Si, perchè la questione è salvare il fondoschiena delle banche tedesche esposte con il debito greco non tanto salvare i greci (che da brave cicale non meriterebbero), se va giù la Grecia, si trascina pure i crediti dele banche tedesche (e di mezza europa) e di certo questo è un tasto dolente per i consumatori tedeschi.

La ciliegina sulla torta tedesca ce la mette Mario Monti quando sulla stampa di recente sottolinea come qualche anno fa la Commissione Europea avesse chiesto che all'Eurostat venisse dato il potere di confutare i dati dei servizi di statistica nazionale quando ritenesse che non fossero veritieri (Europe’s problem – too deferential and too polite  e EU’s biggest members have set bad examples). Con questo potere, l'Eurostat avrebbe beccato subito la falsità dei dati greci sul deficit e avrebbe fatto attivare misure urgenti ed immediate da parte del governo greco, pena sanzioni europee. La proposta fu osteggiata indovinate da chi? Germania e Francia. Stesse due nazioni che quando la commissione stava per emanare una procedura di infrazione contro di loro (avevano sforato i parametri di Maaschrict sul deficit), spinsero l'ecofin, il consiglio dei ministri delle finanza dei paesi UE, a votare contro quel provvedimento (NB la presidenza all'epoca era dell'Italia).
Dunque, ora volete rigore e prima non avete fatto nulla per tirare le orecchie alla "profligacy", come la chiamano gli anglosassoni, della Grecia? E ce li avete pure fatti entrare nell'Euro di fatto irrigidendogli l'economia (non possono nè svalutare nè diventare un posto dove investire perchè di fatto i costi in Euro sono pressochè uguali a quelli dei paesi più forti). Ma allora siete dei fessi e... adesso pagate!

Così, da un lato i greci irresponsabili, dall'altro i tedeschi irresponsabili. Però com'è che tra i due litiganti qua nessuno gode?

Saluti da Klagenfurt

venerdì 24 giugno 2011

Sicurezza: La questione delle Ronde e la soluzione Inglese

Le "ronde" pubblicizzate sulle pagine dei tabloid.
Ogni tanto si vedono anche nelle nostre zone, due signori in età da pensione, abiti civili con su una casacca catarifrangente gialla sul cui retro c'è la scritta "volontari della sicurezza" o qualcosa di simile.

I giornali hanno aperto inchieste su inchieste sulle "ronde" più o meno padane e c'è un po' di marasma tra chi le ritiene dei populistici paravento e chi invece pensa siano utili per sgravare il personale delle Forze dell'Ordine da dispendiosi compiti di pattugliamento del territorio che distraggono da attività a più alta specializzazione operativa.

Mentre in Italia si continua il balletto si può andare a vedere cosa fanno in merito all'estero. C'è un vecchio detto che si sente in diversi paesi europei che fa così:

"Il paradiso è dove i cuochi sono francesi, i meccanici tedeschi, gli amanti italiani, i poliziotti britannici e tutto è organizzato dagli svizzeri. L'inferno è dove i cuochi sono britannici, i meccanici francesi, gli amanti svizzeri, i poliziotti tedeschi e tutto è organizzato dagli italiani"


Nei vagoni delle metropolitane
La parte interessante di questo spaccato di saggezza popolare è quando dice che i poliziotti sono britannici. Esplorando il mondo delle forze dell'ordine di Sua Maestà, oltre a sottolineare che la polizia inglese non è armata (niente pistola, solo manganello, spray urticante e manette) tranne per i servizi di scorta o sicurezza agli aeroporti e località sensibili, si scopre che c'hanno pure le "ronde" dei poliziotti part-time.

Proprio così, il sito della Metropolitan Police, altrimenti conosciuta come "Scotland Yard", illustra uno dei servizi ausiliari della polizia di Londra. In pratica, si può fare il poliziotto part-time almeno 16 ore al mese: si diventa Special Constables, si indossa una divisa uguale a quella dei poliziotti in servizio permanente (e non una semplice casacca) e si fa un addestramento apposito. Si potranno effettuare arresti e gli strumenti in dotazione sono gli stessi dei colleghi in servizio permanente. Generalmente il servizio principale sono di "bobby on the beat" ovvero di poliziotto di quartiere in pattuglia a piedi.

Da notare che il servizio di Special Constable è gratuito e uno lo fa per l'esperienza e o per motivi suoi. Si deve avere un'età di 18-57 anni e certe professioni sono escluse dalla possibilità di accesso a questo ruolo. In pratica è un po' come fare il volontario della sicurezza con la casacca fluorescente ma con stile.

In bella mostra per i passeggeri

Pubblicità per i special constables anche nelle stazioni
Oltre agli Special Constables, ci sono servizi volontari retribuiti offerti dai Police community support officers (PCSOs). I PCSOs sono dei civili che, dopo un periodo di addestramento, ricevono una divisa con mostrine diverse, di colore blue e di solito accompagnano i poliziotti "veri" nelle pattuglie a piedi.

Questa è la polizia "in servizio permanente", in particolare gli scacchi rossi sul berretto
 ne identificano l'appartenenza alla polizia del distretto finanziario di Londra, la "City")

Questi invece sono i poliziotti part-time, i Police community support officers (PCSOs)
delle "ronde-inglesi". Non hanno gli scacchi sul berretto bensì le mostrine blue.
I vantaggi di questo tipo di servizi sono molteplici, da un lato si riesce a coinvolgere membri della comunità nel garantire la sicurezza, non a caso, spesso questi "agenti di supporto" fanno parte di minoranze etniche, dall'altro, sgravano le amministrazioni pubbliche di parte dei costi della sicurezza e le forze di polizia dal dover assicurare servizi di sorveglianza e pattugliamento con una cronica carenza di agenti. Interessante è che per fare questi servizi basta essere cittadini europei e non necessariamente cittadini britannici.   

Guardando a questi esempi ci si chiede se un giorno esperienze simili verranno importate anche da noi. La cosa in Gran Bretagna funziona ma se a coordinare però fossero gli italiani...

giovedì 23 giugno 2011

La Mappa degli Stereotipi: il Fenomeno Virale del Momento

A molti morsanesi sarà di certo capitato il messaggio di colleghi internazionali con un riferimento al fenomeno virale del momento: Mapping Stereotypes.

In pratica, un'azienda di gadgets americana ha creato delle mappe del mondo che sottolineano gli stereotipi (per lo più visti dagli USA) e poi applica queste mappe su magliette, calendari, copertine di raccoglitori e ogni altra gadgetteria che va per la maggiore in america.

C'è pure la mappa d'europa divisa per nazioni, e c'è pure una mappa d'Italia vista dagli Italiani:



Sulla stessa falsariga, abbiamo chiesto a dei consulenti locali di pensare una maglia simile con i paesi della zona. Chissà che prima o poi non venga fuori...

mercoledì 22 giugno 2011

Affinità Morsaniche: Morsano, dalla Russia con RuTube

Il suo canale video è http://morsano.rutube.ru/, è russo e ha postato tre clip sullo YouTube russo che si chiama appunto RuTube.

Perchè abbia scelto "morsano" come nome non si sa, comunque Morsano è un fenomeno anche in Russia!

martedì 21 giugno 2011

Sondaggi Morsanici: Se avessi un milione di euro, quale sarebbe il primo sfizio che ti toglieresti?

Lo stesso sondaggio è stato fatto dal Corriere della Sera. I risultati sono simili nella classifica ma un po' diversi in quanto i morsanesi preferiscono farsi un viaggio attorno al mondo nella stragrande maggioranza (78%), mentre i lettori del corriere al 56% preferiscono il viaggio e al 28% una casa a Venezia.

Si vede che il bisogno di fuga da Morsano è l'assoluta priorità dei paesani...

viaggiare

evitando le buche più dure,
senza per questo cadere nelle tue paure
gentilmente senza fumo con amore
dolcemente viaggiare
rallentare per poi accelerare
con un ritmo fluente di vita nel cuore
gentilmente senza strappi al motore.


E tornare a viaggiare
e di notte con i fari illuminare
chiaramente la strada per saper dove andare.

lunedì 20 giugno 2011

Mistero Storico: Mons Antivari e San Giovanni Bosco si conoscevano?



La chiesetta di Santa Maria Ausiliatrice di Morsano fatta erigere da mons. Antivari.
Curiosamente dedicata alla patrona dei salesiani di Don Bosco.


Don Bosco citò in alcune lettere mons. Antivari. Si conoscevano?
 Segnaliamo una nota scritta sul blog degli eventi di Morsano sul caso di Don Bosco e mons. Antivari. Qui il link.

domenica 19 giugno 2011

Spritz Recycling: Se i processi industriali vanno contro la logica della raccolta differenziata

Una recente discussione in bar ha sottolineato un problema che evidentemente la grande stampa ignora visto che non ne parla nessuno, ovvero il caso dei nuovi materiali industriali "imbastardidi" che non sono riciclabili secondo i canoni comuni.

Il vetro va nelle campane del vetro, la carta ed il cartone nella raccolta differenziata per la carta, le bottiglie di plastica nel bidone della plastica, il legno negli appositi impianti per il riutilizzo degli scarti del legno e via dicendo.

Fin qui, tutto bene. Peró, ad esempio, ci sono nuove tecniche di produzione per listelli da pavimento per esterni (ad esempio i bordi delle piscine nei giardini) in legno composito. Il legno composito é una miscela di farina di legno di pino, PVC e titanio ottenuto tramite un procedimento industriale che mette assieme l'estrusione dei profili termoplastici e l'estrusione del legno.

Bene. Ora, mentre questi nuovi materiali garantiscono un rapporto migliore tra caratteristiche meccaniche e prezzo rispetto ai listelli di legno puro, tra 10, 15, 20 anni quando inevitabilmente dovranno essere buttati nelle immondizie, come si fará a separare il legno dalla plastica?

Se si continua a creare nuovi materiali che con le tecnologie di recupero della differenziata esistenti oggi non si possono riciclare, quali saranno le implicazioni per il riciclaggio delle immondizie?

Piú ricicliamo e piú l'industria e l'innovazione ci creano problemematiche nuove?

Mentre si attende di iniziare a rottamare le copiose quantitá di pannelli solari oggi installate, il dibattito al bar continua tra nuove miscele, pienamente riciclabili, di vino e acqua minerale...

venerdì 17 giugno 2011

Spritz Debate: della partecipazione paesana agli incontri con gli amministratori

Non é vero che non ce n'era neppure uno
Di recente si é svolto un incontro tra gli amministratori comunali e la popolazione di Morsano. Ebbene, per stessa ammissione degli organizzatori dell'incontro, la partecipazione é stata modesta. 

Se si escludono i consiglieri d'opposizione e i parenti diretti degli amminsitratori e dei consiglieri di maggioranza, c'erano letteralmente un pugno di persone.

Il bar ha discusso.

Come sempre, il muro contro muro ha visto sorgere due posizioni contrastanti.

Da un lato quelli che ritengono che sia stato un problema di comunicazione e che la popolazione neppure sapesse dell'incontro. I manifesti erano stati appesi nei bar ma chi va nei bar é una parte minima degli abitanti (e generalmente giovani e maschi) e per di piú tende a non leggere i manifesti ma ad appoggiarsi al bancone. Simile la storia per i manifesti appesi nei negozi del paese dove rischiano di confondersi con l'elenco delle offerte promozionali.Internet viene in soccoso solo parzialmente perché la gioventú su Facebook non ha ricevuto nessun avviso e, sebbene ci fosse una comunicazione sul blog della lista di maggioranza, non si sa esattamente quanti di coloro che non seguono la politica locale, in effetti frequentino i vari blog. Forse un SMS o una mail ad una mailing list di persone che si sono dichiarate interessate alla vita pubblica, poteva aiutare. Quindi, la partecipazione é stata bassa perché nessuno sapeva dell'incontro.

Dall'altro lato c'é chi invece ritiene che agli incontri con gli amministratori la gente ci va quando deve lamentarsi di qualcosa. Un po' come andare alle assemblee degli azionisti, o ci vai perché sei incazzato per la mancata distribuzione dei diviendi o perché le azioni stanno collassando o perché alla fine ti danno un rinfresco da favola (tipo le banche) oppure, non ci vai proprio sottintendendo che ti va bene come é gestita l'azienda (in proposito vedi "No need to fret over no-show shareholders"). Se ci fosse una voragine in piazza San Pellegrino che nessuno mette a posto per mesi scomettiamo che ci sarebbero 500 persone all'incontro e tutte munite di forcone? Per questo, la bassa partecipazione é un attestato di buon governo o tutt'al piú di rassegnazione perché meglio di cosí nessuno potrebbe comunque fare.

...e i soliti 4 gatti continuano il dibattito

giovedì 16 giugno 2011

Numeri Utili: il prezzo del Latte (I trimestre 2011)


La fonte é l'Economist (Hard Cheese) che cita a sua volta il CLAL su dati di gennaio-febbraio 2011: il latte italiano in fattoria é quello che costa di piú di tutti tra i produttori europei.

La questione salta fuori nel momento in cui la francese Lactalis si muove per acquisire Parmalat.

In Italia il latte costa di piú perché produrlo costa di piú come conseguenza della minore dimensione media degli allevamenti e del tipo di mucche utilizzate che in media producono meno latte rispetto alle mucche utilizzate in altri paesi europei.

A occhio i conti sono presto fatti: i nostri allevatori si lamentano che sono allo stremo perché il latte é pagato poco e a mala pena coprono i costi di produzione tuttavia, il latte italiano costa comunque di piú. La logica conseguenza é che conviene importare il latte dall'estero e di certo Lactalis, che ha fama di negoziatore molto severo, queste cose le sa.

Il caso del costo del latte é un'allegoria per l'Italia nel suo insieme: alti costi di produzione, aziende troppo piccole per competere sul fronte internazionale, bassa produttivitá, bassa resa e risultante insoddisfazione sociale.

mercoledì 15 giugno 2011

Spritz Debate: Se Manca Lavoro di chi é la Colpa?

Si puó girare attorno alla questione del lavoro quanto si vuole ma gratta, gratta, il fatto é che il lavoro manca. Non c'é abbastanza da fare per tutti. Cosí interviene la burocrazia che da' lavoro ad un numero di burocrati superiore a quanto servirebbe, non si accorpano le amministrazioni pubbliche (motorizzazione civile e PRA a che servono separate?), non si automatizza cosí l'IT (computer e software) non trova diffusione e si usa piú forza lavoro non qualificata con relativa perdita di competitivitá, non ci si apre alla concorrenza vera cosí le corporazioni la fanno da padrone (dagli ordini professionali che chiedono la tariffa minima, agli atti che devono passare per forza dall'inviso professionista di turno, alle aspirine che a Sauris non le trovi, alle casette di legno da giardino che richiedono un costoso e paradossale progetto antisismico, ecc.).

In tutto questo creare lavoro fittizio per tutti, o meglio, per tutti quelli che un impiego gia' ce l'hanno, le fasce piú deboli della societá s'attaccano al fatidico.

Uno dei casi di "attaccamento" é quanto espresso domenica scorsa al Mercatone (Conforama-emmezeta moda) di Palmanova dove diverse decine di dipendenti hanno scioperato. La ragione principale dello sciopero é il previsto licenziamento di 50 dipendenti, ovvero un terzo della forza lavoro attuale. Nel comunicato distribuito dai lavoratori in sciopero fuori dal centro commerciale, si evince come l'azienda abbia in previsione di aprire un punto vendita nella zona di Mestre mentre sta ridimensionando quello di Palmanova.

Il che si allinea con quanto giá da tempo si sospetta e che cioé il Friuli non sia grande abbastanza (nel senso di redditizio abbastanza) da giustificare investimenti strutturali di varia natura, dalle ferrovie, agli scali aerei, ai porti, ai punti vendita al dettaglio e via dicendo (vedi Spritz Debate: il Futuro dei Piccoli Centri Urbani é quello dell'inesorabile Decadenza?). 

Da un lato c'é chi critica le politiche di liberalizzazione del commercio che hanno portato la regione a livelli di penetrazione della grande distribuzione piú alti della media nazionale (vedi Spritz Retail: i Centri Commerciali in Friuli. Pochi, Giusti o Troppi?) ed appena la crisi economica ha contratto i consumi, le consueguenze le hanno pagate diversi punti vendita. Dall'altro lato c'é chi sostiene che le liberalizzazioni, se fatte bene, danno la possibilitá di sopravvivere ai privati che si dimostrano piú competitivi (su parametri come qualitá del prodotto e del servizio) e quindi migliorare l'esperienza all'utente finale.

Il brutto é che mentre questi punti di vista si scontrano, chi ci rimette sono le persone che si ritrovano in mezzo e che spesso sono fasce deboli ovvero, giovani al primo impiego ma peggio ancora, donne di mezza etá con figli e quindi assolutamente escluse dalla possibilitá di movimento verso zone lontane dalla propria residenza per poter re-impiegarsi.

Se un'entita' economica non soddisfa le esigenze di redditivitá, ha perfettamente senso cambiare i criteri di gestione, inclusi i licenziamenti per quanto dolorosi possano essere. Ma in un mondo dove gli equilibri esistono, la possibilitá di trovare lavoro sarebbe semplice anche dopo un licenziamento. Se non lo é allora ci sono degli equilibri che sono saltati o non sono mai stati stabiliti.

Forse, a monte, sono le politiche di pianificazione dello sviluppo del territorio che rivestono importanza assoluta e molti si stanno domandando esattamente a cosa si sta puntando per lo sviluppo futuro del Friuli VG: Manifatture tradizionali? Manifatture innovative? Servizi? Turismo? Commercio? Banche? Paradisi fiscali? Casinó? O tiriamo a campare e doman sará quel che sará?

lunedì 13 giugno 2011

Spritz Politics: Considerazioni su Referendum e Affluenza alle Urne in provincia di Udine - 12/13 Giugno 2011

L'ufficio analisi elettorali dell'Istituto Al.Stu.Pit. (Alti Studi Politologici) oggi e' in fermento: se é vero quello che la vulgata sostiene, ossia che risultati dei referendum sono un messaggio politico ai leader nazionali, lo sono pure per i leader regionali?

Se come assunto di partenza si presuppone che l'astensione sia stata un voto a favore dei partiti di governo, essenzialmente PdL e Lega Nord, allora, di converso, l'affluenza al voto ed il relativo quorum, rappresentano la trazione politica dei partiti di opposizione, in essenza PD, IdV, SEL e Terzo Polo dei Centristi e Finiani.

Questo assunto é supportato dal fatto che i paesi della "Zona Rossa" del Friuli (l'area cervignanese) hanno registrato valore di affluenza piú alti della media provinciale (e nazionale). Fin qui nulla di nuovo.

Di interesse invece é l'esito del voto in Carnia. Qui le percentuali di affluenza sono molto piú alte della media regionale e nazionale. Ricordiamo che fu la Carnia a decretare la vittoria della giunta di centro sinistra di Illy alle regionali del 2003.

In generale, in Italia il quorum si é attestato attorno al 57%, in Friuli venezia Giulia attorno al 58% ed in provincia di Udine attorno al 59%.
Qui sotto l'affluenza al Primo quesito referendario (per gli altri 3 quesiti i dati sono simili) per comune della provincia di Udine (in rosso la zona rossa cervignanese e in arancio i comuni della Carnia):


La domanda per il presidente regionale, Renzo Tondo del PdL é presto fatta: questa mappatura del voto ha implicazioni anche sul piano regionale? (tra le righe, la Sua Carnia sta protestando?)

Per quanto riguarda la zona di Morsano di Strada, non abbiamo i dati specifici del seggio paesano ma c'é ragione di pensare che l'afflenza si attesti attorno a quella registrata a Castions si Strada (57.7%) che ha i seguenti tratti:
- sebbene di poco é al di sotto della media provinciale (59.0%) e regionale (58.0%)
- sebbene di poco é sopra la media nazionale (57.0%)
- i comuni a Nord (Mortegliano, Pozzuolo etc.) hanno affluenza tendenzialmente piú alta mentre quelli a Sud (Porpetto, Gonars etc. ) hanno affluenza piú bassa.
- Bagnaria diventa un casus belli: cosa sta succedendo in quel territorio per avere un'affluenza cosí alta???

In essenza la Provincia di Udine sembra spaccarsi in due con un Nord carnico che vira a sinistra ed un Sud che mantiene la barra a centrodestra.

domenica 12 giugno 2011

Storia Illustrata: La Finale del Torneo LCFC di Calcetto raccontata per immagini


I Fiocco Boys arrivano in finale contro i " A Sbreghebalon" dopo un torneo coi... fiocchi


gli avversari cambiano nome in "Bud Spencer e terence Hill":
arrivano papine da tutte le parti. 3-0 nel primo tempo e il 4 arriva
subito nel secondo tempo

gli avversari prenderanno pure 4 pali ...


e faranno 3 errori incredibili davanti alla porta


con ben 2 colpi di... fortuna, i Fiocco segnano


I molti tifosi accorsi da Morsano e Torsa vorrebbero
abbracciare i giocatori per come hanno giocato. Abbracciarli e stringere molto forte...

Oggi tocca cambiare il colore dei Fiocco


per fortuna che non siamo gli unici a vincere le coppe di riserva...

Finisce 4-2 e, con una mossa alla Moggi,  l'ingegnere chiede alla Stampa
di fare un articolo dal titolo "Risultato Bugiardo"
Infatti, ecco qua l'articolo... :-)


sabato 11 giugno 2011

Numeri Utili: Affluenza ai Referendum


Il quorum ai referendum fu sempre raggiunto nelle tornate precedenti al 1990. nel 1990, con il referendum sulla caccia, in Italia per la prima volta si mancó il raggiungimento del quorum (50% +1 degli aventi diritto al voto).

Dal 1997 in poi é stato uno stillicidio e con l'unica eccezione del referendum del 2006 (riforma costituzionale e devolution), non s'é mai raggiunto il quorum.

venerdì 10 giugno 2011

SdSS: Traffico delle Grandi Occasioni oggi a Gonars

Non capita tutti i giorni di respirare il clima delle metropoli mondiali qui da noi, nella sperduta Bassa Friulana che spesso fa finta di essere "Friuli Centrale" per darsi un tono (tipo sigla del CAFC o del campionato LCFC).

Col traffico che c'è i più furbi
cercano rifugio sugli alberi
Scusi per la plazute?
Finalmente anche noi possiamo godere di quell'atmosfera da grande città nell'ombelico del Mondo grazie ad una serie fortunata di eventi concomitanti. Arriva, infatti, una Segnalazione dei Servizi Secreti (SdSS) che descrive quello che sta succedendo questa mattina a Gonars: code chilometriche sia in centro al paese loc. Salone Gjgiote sia all'uscita est della circonvallazione di Fauglis in loc. Bassanello a causa dei lavori di posa della Fibra Ottica e del concomitante Mercato Rionale (notizie tratte da "la strada di Morsano in diretta" a cura di AISCAT, Polizia Stradale, Carabinieri, ACI, ENI, AGIP, Vigili Urbani, Polizia Locale, Polizia Municipale, Guardie Campestri, ENAL, Topolino, Fabri-Fibra, CGL-CISL-e-UIL).

Fibra ottica, semafori, lavori in corso, sensi alternati, contrattazioni di mercato... roba da far impallidire la miglior Milano dell'EXPO!

Se volete essere anche voi parte dell'esperienza da metropoli, prendete la macchina e dirigetevi immeditamente verso Gonars!

W l'ingorghigia!

martedì 7 giugno 2011

I referendum del 12 giugno


 
Il 12 giugno si vota per i referendum, le schede sono quattro, la giornata di voto costa 300 milioni e i cittadini possono decidere di andare a votare o starsene a casa in quanto l'astensione conta per i referendum e serve a non far raggiungere il quorum.

A Morsano si discute se serva andare a votare visto che poi ti ritrovi il ministero delle politiche agricole e quello del turismo (aboliti da referendum) e il finanziamento pubblico ai partiti ( abolito da referendum) si chiama "rimborso elettorale" e viene elargito per la legislatura precendete (per capirci lo percepiscono anche i partiti rimasti fuori dal parlamento nella legislatura corrente).  

A molti dunque sorge il dubbio che ci sia il trucco del "vota al referendum tanto poi faccio quello che voglio". Il che ha stufato. Tuttavia, se al voto si dà una valenza politica, scatta l'entusiasmo (di parte). Questa volta alcuni partiti hanno posto un valore politico al "SI" su tutti i 4 quesiti. Curiosamente, anche i partiti che in precedenza avevano dei dubbi in particolare su uno dei quesiti riguardanti l'acqua, ora sono per il SI all'unisono.

A Dibattito Morsanese interessa cosa diranno i Morsanesi alle urne e come questo voto si differenzierà dal trend nazionale. Vedremo.

lunedì 6 giugno 2011

Dell'Inquinamento Acustico Paesano


Come in Apocalypse Now, suona la musica e arrivano gli elicotteri
Si dice che viviamo in campagna e tutto è quieto e calmo. Però i rumori ci sono e si insinuano tra gli ossicini  come una mosca solitaria ma fastidiosa in un pomeriggio d'estate. Già tempo fa s'era parlato proprio dei pomeriggi d'estate funestati dai temibili uomini con decespugliatore ma il rumore va ben oltre.

Ci sono rumori dei quali ci si accorge, come i mezzi agricoli in certe ore del giorno o le moto sulla pista della Napoleonica a Gonars che giustamente, non possono certo correre il lunedi mattina alle 10 e devono farci sapere che le due ruote esistono la domenica pomeriggio. Tralasciando la stessa Napoleonica ed il suo intercedere d'auto e mezzi pesanti, ci sono i cani che abbaiano ininterrottamente o i camion che attraversano il paese (in altri paesi ci sono pure i sanpietrini che ballano).

Questi sono i rumori cui facciamo caso, però ce ne sono tanti che invece sgattaiolano tra i padiglioni uditivi in maniera furtiva. Il caso è venuto alla luce durante le riprese dello spot "Morsaaan. Bulo, bulo".

Ebbene, i sensibilissimi microfoni usati per carpire le frasi (sconnesse) degli attori paesani, hanno registrato una serie di rumori di sottofondo da far impallidire un boing in rullaggio. Galli che cantano di continuo, cani in concerto perenne, colombi che tubano e, caso strano ma vero, una serie inaudita di aerei ed oggetti volanti di passaggio.

Il caso è particolare perchè sono proprio gli aerei e gli elicotteri cui diamo meno importanza ma, in alcuni giorni in un solo pomeriggio, se ne possono contare anche 5 o 6 sorvolare a bassa quota le nostre orecchie.

Uaaaaaaaan, ratatatatat, ratatatatata, aereo ed elicottero. Uaaaaaaaaan aereo ultraleggero. Rat rat ratatata Mangusta da combattimento. Ratatatatata ratatatatata ratatatata formazione di elicotteri da combattimento.

E via dicendo.

...due pale così!


Mi da fastidi dut


domenica 5 giugno 2011

Immagini Drammatiche: dal nostro inviato Morsanico a Stoccolma (questa volta la Siria)

Continua il momento dark con altre immagini drammatiche che ci arrivano dal nostro inviato a Stoccolma.

Dopo gli spagnoli (Immagini Drammatiche: dal nostro inviato Morsanico a Stoccolma) volta a protestare nelle piazze della capitale svedese tocca ai siriani.

Se la piazza protesta per la libertà, Morsano la segue.




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