lunedì 31 ottobre 2011

Italietten: Cosa scrivono di noi i Giornali Tedeschi

La Banca Centrale Europea (BCE) ci sta comprando i buoni del debito pubblico (i bond) per non farci andare all'aria. L'anima della BCE é la Germania: ogni decisione economica importante a livello europeo la deve avvallare la Merkel (e il parlamento tedesco). Che la teoria di come dovrebbe funzionare "l'indipendente" BCE non sia questa ça va sans dire, ma la realtá é che decide la Germania. Facciamocene una ragione.

A questo punto ha un senso andare a vedere cosa dicono i giornali tedeschi dell'Italia. Il che é importante per farci capire il sentimento di chi i soldi li deve mettere per salvarti. Un po' come leggere "La Padania" quando il Meridione chiede aiuti, solo che questa volta il Nord sono il Baden-Württemberg, la Baviera, lo Schleswig-Holstein, la Bassa Sassonia e compagnia bella e il Meridione é l'Italia intera.


Dunque, dallo Der Spiegel, al Bild, passando dal Die Welt, al Süddeutsche Zeitung, incrociando il Frankfurter Allgemeine, fino a Stern e Die Zeit, il messaggio che si legge negli articoli si basa su alcuni dati e su alcuni numeri (e voi lo sapete quanto le signorine Rottenmeier amino i dati ed i numeri)*:

- il governo italiano ha fatto timide modifiche che non tagliano la spesa pubblica in maniera sostanziale tanto che l'ambasciatore italiano a Berlino é pagato il doppio dell'ambasciatore Inglese e Francese;
- il governatore della Banca d'Italia é pagato il doppio del governatore della BCE. Si, rileggetevi questa... c'é da ridere! Al povero Draghi dimezzano lo stipendio!;
- Draghi ha una pensione di 14.000 euro al mese all'etá di cinquanta e rotti anni;
- la banca d'Italia ha 7000 dipendenti, molti di piú di ogni altra banca centrale europea.
- il presidente della provincia di Bolzano (Bozen) guadagna il 40% in piú della Merkel (!)

Mo' spiegalo ai tedeschi che gli Italienisch sono gente seria...

*cortesemente raccontati da Edward Luttvak a "La Zanzara" del 25/10/2011

domenica 30 ottobre 2011

Il treno del "Milite ignoto" 90 anni dopo

Ottobre 1921 - Ad ogni stazione un picchetto in armi

Ottobre 1921 - Ad ogni stazione una folla partecipe

Ottobre 1921 - Ad ogni fermata un bagno di folla

Il "Treno dell'eroe" ovvero il convoglio evocativo del viaggio di 90 anni fa è partito questo pomeriggio da Cervignano. C'é stata una celebrazione nella Basilica di Aquileia con il vescovo di Gorizia che ha benedetto la bandiera che giá coprì il feretro del giovane soldato, scelto allora tra 11 commilitoni ignoti, da Maria Bergamas madre di un combattente disperso sul fronte.

Questa iniziativa stimolerá piú di qualcuno ad andare a spulciare la vicenda del treno che nel 1921 percorse mezza Italia con il feretro di un soldato ignoto, idealmente assunto al ruolo di Milite Ignoto d'Italia e che oggi riposa al Vittoriano a Roma.

Link:
  • La vicenda del Milite Ignoto
  • La vicenda di Maria Bergamas, madre d'Italia
  • La storia del treno del Milite Ignoto dell'ottobre 1921 (interessante anche la vicenda dell'ideatore di quel viaggio originale e fautore dell'idea di erigere monumenti ai caduti della "Grande Guerra" in ogni città d'Italia: il colonnello Giulio Douhet. Un grandissimo personaggio, uno dei pochissimi militari italiani ricordato nell'Enciclopedia Britannica e ricordato anche nei manuali militari USA. Fu il padre della teoria dell'uso degli aerei in guerra.)
Nella Grande Guerra, circa 5.6 milioni di Italiani avevano vestito la divisa (gli effettivi nel picco del conflitto arrivarono fino 1.8 milioni) e 650.000 erano caduti oltre a mezzo milione di civili morti per cause legate alla guerra (non ultima l'influenza spagnola), ai feriti ed agli invalidi permanenti.

In pratica ogni famiglia, ogni paesello, ogni comunitá aveva conosciuto il dolore della perdita di giovani figli, mariti, amici, padri. 

Mentre tra il 1919 ed il 1920, i sussulti rivoluzionari, tenevano banco e le autoritá temevano gli assembramenti per paura di agitazioni popolari, nel 1921, si sentirono piú sicure per organizzare questo evento simbolico: traslare da un cimitero delle zone di guerra, il corpo di un milite ignoto da consegnare al ricordo di tutta la Nazione tumulandolo nel Monumento al Milite Ignoto a Roma, il Vittoriano.

L'evento é degno di nota perché nel suo tragitto da Aquileia a Roma, il treno raccolse centinaia di migliaia di persone lungo tutte le stazioni e lungo i binari. Il viaggio duró diversi giorni e l'affetto della gente, del popolo italiano, fu fortissimo: ognuno vedeva nel feretro la rappresentazione del proprio congiunto che non era tornato. 

L'emozione collettiva fu cosí forte che si puó identificarlo come il piú grande evento Patriottico, puro e semplice, che tutto il popolo italiano abbia mai conosciuto.

Si badi bene, questo avvenne un anno prima dell'avvento del fascismo che poi distorse e si approprió del concetto di "patriottismo" tanto da renderlo un termine che oggi i piú rifiutano perché ritenuto simulacro di bieco nazionalismo.

Anche Morsano ha avuto i suoi militi ignoti. I nomi sul monumento ai caduti ci sono ma non si puó sapere se tutti abbiano trovato una sepoltura riconosciuta. Questa incertezza era un elemento comune per molti caduti dei paesi d'Italia. 

Il tragitto di quel treno nel 1921, uní in un abbraccio ideale, tutti i paesi, piccoli e grandi della Penisola, incluso il nostro.  

venerdì 28 ottobre 2011

Mangiato Bene e Pagato Poco...


L'altra settimana s'è scelto un locale tipico che rappresentasse le tradizioni romane. S'è mangiato bene e speso poco. 

 Si consiglia il ristorante a tutti. Andateci che merita.

giovedì 27 ottobre 2011

Soliz Sotans: Friulani bistrattati nella storia

Mio nonno, tuo nonno, suo nonno...
eravamo tutti furlani
Di questi giorni la polemica su alcune frasi scritte da Paolo Villaggio nel suo libro e lette da molti come un insulto ai friulani (Paolo Villaggio: friulani alcolizzati). Il Friuli VG ha 1.2 milioni di abitanti mentre il Friuli storico grossomodo ne conta poco meno di 1 milione. Un milione su 60 milioni di italiani: essenzialmente siamo più rari dei panda. Non c'è quindi da sorprenderci più di tanto se gli altri 59 milioni ci conoscono poco o forse ci conoscono male.


Si parte da Dante che nel "De vulgari eloquentia" scrive «Forum Iulii vero et Ystria non nisi leve Ytalie esse possunt. […] Post hos Aquilegenses et Ystrianos cribremus, qui Ces Fastu? crudeliter accentuando eructant. Cumque hiis montaninas omnes et rusticanas loquelas eicimus, que semper mediastinis civibus accentus enormitate dissonare videntur». Interessante l'uso del verbo "erutant" riferito alla lingua parlata in Friuli a inizio 1300. 


A seguire, nel 1395, Coluccio Salutati scrisse dei friulani «feroces et poene barbaros homines ad tranquillitatem de contentionis turbine revocare potuisti» ...litigiosi e violenti come barbari, di linguaggio rustico


Ma il meglio dello spregio arrivò dai Veneziani della Serenessima. Nell'epoca dei dogi, dall'annessione del Patriarcato del Friuli fino alla caduta della Repubblica, "furlan" fu un termine usato come autentico insulto


Pensa l'ironia della storia: vicino alla villa Manin
oggi producono il vino
"friulano" del doge...
Per i venesiani, essere "furlan" significava sporcizia, ciarpame, schifezza, plebe. Ad esempio il commediografo Andrea Calmo, in alcuni suoi scritti di metà '500 parla di "zibetto furlano" e di "salsa furlana" quando si riferisce a certe cibarie nauseabonde. 


C'erano pure delle prese in giro di origine istriana che recitavano così: "Furlan, magna merda e lassa il pan" o "Furlan, culo in fosso" (che fa il verso a "Venezian, culo in acqua" sempre di origine istriana)

Se a Livorno proferivano "Meglio un morto 'n casa che 'n pisano all'uscio.", a Venesia xe diseva "Dime ludro, dime can, ma no me dir furlan" oppure "né fasioi né furlani no xe grazia di Dio" e per finire "dal furlan, né bon vento, né bon cristian".

Non poteva mancare il buon vecchio Carlo Goldoni che nella commedia "Le Massere" fa dire ad un personaggio in scena: «Perché ne toca a nuialtri veneziani, veder el megio e il bon in man a sti furlani...».

Per ironia della sorte però, la Venezia che tanto dileggiava i "furlani", nel 1789, vide l'elezione a doge di Ludovico Manin che proveniva da una ricca famiglia friulana la cui nomina fu così commentata da un altro aspirante al corno dogale: «I ga fato dose un furlan. La Republica xe morta!». Condita con la filastrocca dei popolani veneziani «Lodovico Manin, cuor picinin, streto de man, vero furlan» a sottolineare la tirchieria vera o presunta del "dose furlan". Pochi anni dopo, nel 1797, Napoleone arriva e fa chiudere baracca e burattini ai venesiani. 

Ma il dileggio dei "furlani" non finì. A tal proposito si può ricordare un dialogo scritto dal Malmani in un libro del 1892, "Il Settecento a Venezia". Qui scrive del battibecco tra una "recamadora" e una "conzateste": «Che ti, pezo di furlana, ti se qua per sfacendar» al che la risposta: «Mi furlana? Dì, carogna, ti sarà ti una vilana». Furlana uguale villana dunque. 

Una cosa tipica del popolo friulano è che mancano testimonianze sul rapporto inverso, ovvero, di prese in giro dei veneziani da parte friulana. Un po' come oggi con i vari Ucio e Stelvio che passano le giornate a dileggiare i "Lan-Fur" mentre noi i triestini non li pensiamo proprio. 


Che dire: i soliz sotans!

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martedì 25 ottobre 2011

Holy Spritz: dell'intervento del Vaticano sulla crisi finanziaria mondiale

Antonio Caprarica, due settimane fa a Londra
mentre presente il suo libro
"C'era una volta in Italia"
Ieri sera di cosa s'è parlato in bar? Ovviamente, dopo il documento diramato dalla Santa Sede sul tema del liberismo, sono partite le discussioni pro e contro il documento (Il Vaticano: «Liberismo causa della crisi, serve un governo mondiale»).

Le masse popolari in Italia non sono mai state liberali (e mai lo saranno) e tanto meno liberiste, per cui ogni dichiarazione che vada contro il "liberismo" è po' un come arrivare in osteria e gridare "evviva la figa (e chi la spisiga)!". 

Consensi assicurati e pure bipartisan.  

Felici i leghisti e i sindacalisti di tutte le sigle perchè è ora di finirla con questa globalizzazione ed apertura dei mercati che porta via lavoro ai nostri operai e con questi attacchi alle pensioni che intaccano i diritti acquisiti della povera gente; contenti a sinistra perchè le teorie liberali significano "neo-liberismo" di Bush & C. e puntano solo agli interessi di pochi, isitgano allo scontro sociale e si imbarcano in conflitti all'estero a scapito delle masse popolari; contenti a centrosinistra perchè va rimarcato il ruolo centrale dello Stato nella visione socialdemocratica della vita economica, come motore della redistribuzione contro ogni spinta personalistica tipica di un capitalismo senza regole; contenti i berlusconiani perchè è ora di finirla con queste teorie liberali che puntano tutto sulla libera concorrenza anche nell'editoria televisiva e teorizzano il ridimensionamento degli ordini professionali per favorire il libero mercato e pure contenti i neo-fascisti perchè il governo dell'oro e della mercificazione si contrappone alla società dei popoli e delle patrie.

Insomma, un bel "evviva la figa" bipartisan.

Ora, a seguito di questo documento Vaticano, sarebbe troppo facile, semplicistico e qualunquistico riportare i commenti fatti in bar sullo IOR, sui privilegi fiscali o sulla tradizione illiberale dello Stato della Chiesa. 

Caso vuole che però il popolo del bar sia composto da faciloni, sempliciotti e pure qualunquisti... 

Così s'è ricordato che i dipendenti del Policlinico Gemelli, essendo l'ospedale di proprietà vaticana (privilegio di extraterritorialità), lavorano esentasse. O meglio, lavorano a Roma ma le alte trattenute italiane non sono tenuti a pagarle. Non pagano certe tasse neppure gli ostelli e soggiorni vacanze gestiti dagli ordini religiosi che fanno concorrenza agli alberghi privati ma possono offrire prezzi più vantaggiosi.

Andando un po' di anni indietro, qualcuno ha citato quanto Caprarica scrive nel suo libro a proposito di papa Gregorio XVI che, iniziato il pontificato nel 1831, ebbe delle strane idee sulle ferrovie di cui bloccò la costruzione nello Stato della Chiesa. Per questo si ebbe il primo treno da Napoli a Portici, poi nelle regioni centrali nulla e quindi le ferrovie al Nord. Con buona pace dello sviluppo dei trasporti verso il Meridione. Gregorio XVI ha anche responsabilità indirette sull'arretratezza, nell'Ottocento, della medicina in Italia quando impedì lo svolgimento di congressi medicioccasione per discutere di cose mediche e aprirsi alle idee che ormai avevano preso piede all’estero, spaventato all’idea che questi diventassero congressi di liberali e sovversivi


Caprarica menziona anche Pio IX che, iniziò il suo pontificato nel 1846 animato da idee liberali (concesse pure la costituzione) ma finì a Gaeta attapirato a bestia e illiberale che metà basta tanto da favorire pure un'esecuzione di un prete patriota italiano catturato dagli austriaci, prontamente sconsacrato per permetterne l'esecuzione. Insomma, Pio IX mette a morte i "liberali" e ordina pure incursioni della polizia morale nelle alcove sospette di immoralità. Ma sono cose vecchie (Ahmadinejad però deve aver preso nota).

Interessante, sempre secondo i faciloni del bar, è lo IOR. Senza tornare su Marcinkus & friends, a settembre 2010 si scopre un trasferimento di 23 milioni dalla sede romana di una piccola banca a cura dello IOR verso due banche estere. Secondo le norme anti-riciclaggio si dovrebbe dichiarare la provenienza della cifra cosa che non succede. Per approfondire vedi il Fatto Quotidiano (Ior, confermato il sequestro dei 23 milioni di euro) e Il Giornale (Ior, la Procura dissequestra 23 milioni di euro). Poi finisce a taralucci e vino ma l'affare solleva qualche perplessità anche perchè i soliti maligni ipotizzano che qualcuno avesse voluto testare il sistema in vista di futuri trasferimenti più consistenti. Ma sono solo dicerie. 

Per dovere di cronaca, noi blogger riportiamo quello che s'è detto in bar e ci dissociamo completamente dai contenuti delle discussioni. Anzi, crediamo che la cultura liberale sia nociva per lo sviluppo della società e degli individui, ed aggiungiamo che se a qualcuno non va bene, se ne vada pure a Londra negli inferi della City tra quegli scomunicati luterani senza Dio. 

lunedì 24 ottobre 2011

Lezioni francesi di lotta alle tirannie: Gheddafi al camposanto e a Parigi le ville di dittatori Africani



In bar a molti girano le palle a sentire le storie dei francesi che si sarebbero buttati sulla Libia per salvare il popolo libico dalle angherie di Gheddafi. Sulla carta non fa una piega ma in zona spritz tutti, ma proprio tutti, pensano che la mossa di umanitario abbia avuto ben poco e che i bombardieri Rafale che hanno fatto saltare in aria il convoglio di Gheddafi, fossero lì per un disegno economico della Francia e non per ragioni umanitarie. Insomma, si scrive intervento a favore delle aspirazioni democratiche del popolo ma si legge petrolio.

Considerazioni qualunquistiche si dirá.

Forse. Però fa specie che nell’VIII arrondisement (16mo) di Parigi, con preferenza per Avenue Foch, vivano nell’ordine:
-          Teodoro Obiang, presidente dal 1979 della Guinea Equatoriale, una nazione che ha petrolio ma dove la gente ha un reddito giornaliero di solo 1$ e dove un bambino su cinque muore prima di raggiungere i 5 anni. Il figlio di Obiang lo si vede anche alle aste d’arte pregiata ed ha una bellissima collezione di auto pregiate (per questioni a margine la polizia francese gliene ha sequestrate 11 da Aston Martin a Bugatti).
-          Denis Sassou Nguesso, che governa il Congo-Brazzaville, di proprietá in francia ne ha 18 e ben 112 conti bancari. I suoi familiari vivono nella periferie chic parigina di Courbevoie.
-          La famiglia Bongos che governa il Gabon dal 1967 ha ben 39 proprietá in Francia. Naturalmente una in Avenue Foch costata, dicono i ben informati, ben 18 milioni di euro.
-          Paul Biya, presidente-padrone del Camerun dal 1982 che ha da anni casa a Parigi
-          I familiari del deposto despota della Tunisia, Ben Ali-Trabelsi hanno casa a Parigi
-          “Baby Doc” Duvalier, giá dittatore di Haiti, aveva una comoda residenza in cittá, almeno fino a che aveva i soldi per mantenerla.

Il tutto è testimoniato da Daniel Lebègue, capo di Transparency International in Francia. C’è poi la magagna delle dichiarazioni dell’avvocato-faccendiere Senegalese Robert Bourgi, che di recente ha accusato Jacques Chirac di aver ricevuto milioni di euro dai leader-despoti africani, per la sua campagna elettorale. L’avvocato senegalese s’e’ beccato una querela per diffamazione ma l’inchiesta va avanti mentre Chirac continua a vivere nella casa parigina sul Quai Voltaire di proprietá del defunto ex primo ministro del Libano Rafiq Hariri.

Cari amici umanitari francesi, come disse un grande pensatore morsanese, “par mená le bighe a un di Morsan, iulin mans tant grandis”.

PS e a Londra succede la stessa cosa 

Oh! Ma guarda un po'... Messaggero Veneto di oggi: "Gioco d’azzardo: in aumento i friulani in terapia"

Con chi stiamo giocando?
Ne avevamo parlato su questo blog in diverse occasioni (
) e (Dipendenza da Gioco: un problema anche morsanese?).

Oggi il messaggero Veneto titola: "Gioco d’azzardo: in aumento i friulani in terapia".

Il gioco avrebbe dovuto servire, teoricamente, a far cassa allo Stato. In realtá, si sa che non serve a far cassa piú di tanto perché l'aliquota sui proventi da gioco é inspiegabilmente bassa (per inciso, tenuta bassa sia dai politici di questo schieramente che di quell'altro schieramento).

Non serve a fare cassa e scarica sulla fiscalitá generale i costi sociali del gioco con le ASL chiamate a curare a spese mie e tue, i malati di gioco. Senza contare la penetrazione dell'usura e quindi della criminalitá piú o meno organizzata nel tessuto sociale.

Toc, toc. Qualcuno si sveglia!?!

domenica 23 ottobre 2011

Numeri utili: la ricchezza nel Mondo (2011)

I dati provengono dal rapporto annuale di Credit Suisse sulla ricchezza globale (Global Wealth Report 2011):

  • La ricchezza privata globale è passata nel 2011 da 195mila a 231mila miliardi di dollari ma la disparitá tra ricchi e poveri tende ad aumentare.

  • L’1% della popolazione mondiale più ricca (ossia 45 milioni di persone adulte) possiede 90.000 miliardi di dollari con una crescita di 30.000 miliardi in più del 2010 ovvero il 38% della ricchezza totale.

  • 3.5 miliardi della fascia più povera hanno a disposizione 7.600 miliardi di dollari, 600 miliardi in meno di un anno fa ed appena il 3.5% della ricchezza privata globale

  • Geografie: 
    • gli USA hanno la quota di ricchezza più ampia seguiti dal Giappone. Gli incrementi maggiori si hanno in Cina, India e Brasile.
    • In Cina ci sono 1 milione di milionari in dollari.
    • Nell’EU risiedono i 37.2% dei milionari mondiali e Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia occupano dalla terza alla sesta posizione per numero di milionari.  

sabato 22 ottobre 2011

I vicini di casa: Austria (in)felix

Tedesco di base: come si dice "oliare" in Austria?
Con i vicini di casa è sempre importante avere buoni rapporti, soprattutto se si tratta di una nazione con una sua storia e tradizioni diverse dalle nostre. Proprio per aiutare lo spirito di amicizia che avvicina noi all'Austria, le dedichiamo questo post.

Prendiamo spunto dalle felicissime battute sull'Italiano mafioso, spaghetti e mandolino che ti fanno appena vai oltre Villach.

Peró, oltre ad essere fortemente nazionalisti la nazione che ha dato al mondo la zuppa di aglio, ha qualche problemino con strani movimenti finanziari e con la corruzione.

Che qualcosa non andasse lo si è capito dalla quasi bancarotta della Hypo Group Alpe Adria, che l'anno scorso si scoprí avere 1.5 miliardi di euro di perdite nel 2009 grazie all'esposizione con i paesi balcanici. Ci sono poi le vicende legate ai conti bancari del defunto governatore della Carinzia, Heider il quale, secondo quanto riportato dal Financial Times del 22 ottobre 2010 ("Corruption: Finance probes stretch limits of justice system") aveva dei conti milionari in Linchenstein che pare raccogliessero donazioni da niente popodimenoche Saddam Hussein e Gheddafi.

Sempre nella sfera di Heider, c'è un'investigazione in corso sulla privatizzazione di un'azienda di stato nel settore abitativo. Inchiesta per corruzione.

Questi sono solo due casi che il presidente del gruppo di lavoro anticorruzione dell'OCSE, Mark Pieth, cita tra i tanti che fanno dell'Austria "un'oasi di corruzione" (parole sue). Così, è stata solo l'ironia della sorte a far si che, un anno fa le nazioni unite abbiano aperto proprio in Austria l'accademia internazionale per la lotta alla corruzione (International Anti-Corruption Academy).



Die Mandoline ist ein Zupfinstrument mit lautenförmigem,
tiefbauchigem (birnenförmig) Korpus, kurzem Hals mit Bünden.




Comunque vada dentro le corti di giustizia, nella lista di Trasparency International sulla percezione della corruzione (Global Corruption Report), l'Austria sta scendendo posizioni anno dopo anno - sebbene si mantenga a livelli più alti di UK e USA. L'opinione pubblica, dal canto suo, ritiene che gli investigatori non abbiano le risorse per andare a fondo nell'esplorare il segreto mondo della corruzione nazionale. E pure 'opinione del mondo del business internazionale la pensa cosí (Austrian Politics Has A Huge Corruption Problem).
Ci sono investigazioni in corso su quello che viene chiamato il "Buwog Affair" che porta alcentro delle indagini gli scambi di denaro con dei lobbysti nel contesto di privatizzazioni aiutate, dice l'accusa con con un pò di olio agli ingranaggi dei personaggi di governo sempre vicini al fu Heider.


Ad ogni modo, l'Austria, grazia alla posizine geografica e alla storia dell'Impero Asburgico, è una nazione che ha goduto di grandissimi vantaggi essendo il crocevia tra Occidente e Est Europa emergente con tutti i traffici annessi e connessi. Che solo ora, dopo oltre una decade di affari, si stia svegliando sul fronte della lotta alla corruzione, gli consegna un bel Mandolino ad onorem (e un bel piatto di Spaghetti - scotti - con la Marmellata).

venerdì 21 ottobre 2011

Autostrade: i misteriosi furgoni Ukraini



In bar qualcuno ha tirato fuori la storia dei misteriosi furgoni con targa ukraina, che si vedono sfrecciare di continuo sulla A4. Di solito sono furgoni bianchi sebbene quello che ci hanno segnalato sia giallo. 

Gli autotrasportatori locali tra un bicchiere e l'altro dicono che alle volte se ne vedono uno vicino all'altro in gruppetti di due o tre. Altre volte passano con distanze di circa un chilometro l'uno dall'altro. 

Sono furgoni generalmente dello stesso modello. 

La domanda che sorge spontanea al popolo del bar é cosa rappresentino questi furgoni. Fanno la spola tra qua e l'Ukraina trasportando persone? Trasportano materiale? E cosa? 

Che succede?

giovedì 20 ottobre 2011

Sondaggio: Davvero c'é chi non arriva a fine mese? Berlusconi é al capolinea?

Negli ambienti vicini ai palazzi da mesi si dice che l'era di berlusconi come Premier é terminata e si prepara la transizione. Peró ufficialmente tutti fanno buon viso a cattivo gioco e si tira avanti.

In altri ambienti si dice che c'é gente che non arriva a fine mese con le proprie risorse finanziarie e che c'é una povertá strisciante che sta crescendo tra le famiglie italiane.

L'assunto di base fatto é che chi sostiene il governo di centrodestra, sará piú incline a dire che non conosce gente che non arriva a fine mese mentre chi sta con il centrosinistra/sinistra, verosimilmente dirá che conosce qualcuno che vive nella soglia di povertá. Che poi quello che uno dice rifletta effettivamente la realtá, é un altro paio di maniche.

Al sondaggio "Crisi economica: conosci di persona (e non per sentito dire) qualcuno che "non arriva a fine mese"? il 55% dice di NO ma un preoccupante 44% dice di conoscere dei nuovi poveri. 


Nell'altro sondaggio, quello su Berlusconi, si capisce come la questione sia in linea con i sondaggi nazionali e con le voci di palazzo di cui sopra, che ritengono che l'era Berlusconi sia agli sgoccioli.Insomma, Morsano la pensa come il resto della nazione. 


Di certo, nel ritenere "bollito" il premier, si capisce che c'é una buona parte dei suoi elettori (tanto che si raggiunge l'88%).


Diversa la questione nella visione della povertá dove le posizioni sono decisamente diverse e siamo alla solita frattura del muro contro muro. 

Come sempre, le garanzie della scientificitá di questi sondaggi sono altissime...

mercoledì 19 ottobre 2011

Se il primo ministro va in metropolitana sai che...





La cosa é finita su alcuni giornali britannici: il primo ministro David Cameron era in metropolitana da Westminster a non si sa dove. Vede una signora con una bambina vicino e le chiede se quella é sua figlia. Questa dice di si e lui fa un complimento alla bambina.

Al che la signora chiede al marito: ma chi é questo gentleman? E il marito: il primo ministro...

E via la storia della giovane mamma che non riconosce il primo ministro in metropolitana. 

Ora, potremmo discutere fino a domani se questa sia l'ennesima trovata di pubbliche relazioni per far vedere che il primo ministro, ricco di famiglia, prende la metropolitana come i comuni mortali in un momento di crisi per la nazione, peraltro dopo essere andato in ferie quest'estate volando Ryanair (vedi Se il Primo Ministro va in Ferie con Ryanair... sai che non sei in Italia). Peró é una riflessione troppo facile.


Mezzi militari: il capo di stato maggiore della
marina britannica era in metropolitana in alta uniforme.
Gli addetti militari italiani a Londra girano in SUV. 
Mettiamola cosí, in tempo di crisi, una sana mossa demagogica almeno li la fanno. In Italia, neppure quella. Ve lo vedete un politico di primo piano andare in giro sui mezzi pubblici? Ma neppure per marketing!

Addirittura siamo all'opposto: l'Italiano si aspetta di essere governato dai soliti "io so io e voi non siete un cazzo". 

Guardate cosa succede quando un assessore lascia a casa l'auto blu... "L'assessore senza auto blu rispedito a casa da Cima Grappa".

Un po' come i russi amano avere uno zar a governarli, anche gli italiani amano protestare per i privilegi (veri o presunti) ma marrano chi vi rinuncia.

O no?

lunedì 17 ottobre 2011

Numeri utili: il gioco d’azzardo in Italia (2011)

Slot machines, poker on line, bingo, lotterie, jackpot e scommesse, gratta e vinci saranno l’asse per il record del gioco d’azzardo in Italia nel 2011 con giá 72 miliardi di giocate nei primi 8 mesi da gennaio ad agosto (Repubblica: L'Italia ormai è come il Nevada). I giochi sono gestiti da grandi gruppi del settore ma purtroppo ci mette lo zampino anche la malavita. 

  • Nel 2010 le spese per i giochi (scommesse, lotterie e simili) hanno raggiunto oltre 61 miliardi di euro pari al 7% del valore dei consumi degli italiani.
  • Il gioco d’azzardo pubblico e’ cresciuto del 13% mentre la crescita dei consumi, su base annua, è sostanzialmente ferma.
  • Nonostante il successo del gioco d’azzardo, l’erario dal 2004 ad oggi ha visto dimezzarsi le cifre incassate dal gioco perché il prelievo sui giochi che piacciono di più è inferiore. Nel 2010 le entrate dei giochi sono state 61 miliardi mentre le entrate fiscali derivanti dai giochi solo 8 miliardi.
  • Slot machine e gratta e vinci la fanno da padroni sulla base del principio: piccole vincite ma piu’ frequenti. Tuttavia, levincite o micro-restituzioni, quasi sempre finiscono per rientrare nel circolo del gioco. 
  • Dal 2000 al 2010 ei vari meandri del gioco d’azzardo legale, gli italiani hanno speso circa 400 miliardi di euro (che è pari al 20% del debito pubblico che oggi e’ a quota 1.900 miliardi). 
  • Le  scommesse illegali sono stimate a circa 20 miliardi all'anno
  • Secondo l’inchiesta di Repubblica, che cita una ricerca del Censis sostenuta dal Codacons, dal 1997 in poi, ogni governo, sia di destra che di sinistra (Berlusconi, Prodi, decreti di Bersani e manovre Tremonti) ha introdotto nuovi giochi d’azzardo pubblico senza fare nessuna analisi sociologica nè prevedere precauzioni per i disagi sociali che il gioco può causare.
  • In alcuni casi si parla di “piccole e grandi imprese del gioco organizzato spesso ben agganciate ai partiti”. Non è una sorpresa che le tasse sui proventi dei giochi hanno un’aliquota media di solo il 13,5 per cento e una patetica imposta unica del 3 per cento per i giochi di carte on line. Un settore in fortissima crescita tassato meno dell’acquisto della prima casa!!! 
  • L'Organizzazione mondiale della sanità da ventanni annovera il "gioco compulsivo" (o "ludopatia") assieme alle dipendneza da droghe, fumo e alcol tra le patologie la cui dipendenza andrebbe curata. Secondo il Censis, 105 mila italiani sono colpiti dalla versione più seria della dipendneza mentre oltre 3 milioni di italiani sono a rischio. Il primo centro in italia per la cura della “ludopatia” di Campoformido conferma che un giocatore su dieci sia vittima di usura. 
  • Tabaccai: i giochi d’azzardo hanno cambiato la fisionomia delle economie locali con i tabaccai che vedono metá dei loro incassi derivare proprio dalle lotterie 
  • Bar: 27,2 miliardi di euro sono stati generati dalle giocate nei bar sul totale di 48.3 miliardi giocati nei primi 8 mesi del 2011 da "new slot" e "videolotterie". Secondo l’Agicos su base nazionale ci sono 320 mila apparecchi elettronici e 30 mila “videolotterie” (vlt) e 27 mila già autorizzate per prossima apertura. Sono numeri importanti che mettono l’Italia ai primi posti nel mondo con oltre 400.000 macchinette ovvero una macchinetta ogni 150 abitanti!
Altro che Las Vegas! Altro che patrimoniale! 

Nel frattempo iniziano a serpeggiare storie di persone che bruciano la pensione al gioco, famiglie in crisi per i debiti da gioco, giovani rapiti dal video-poker, fenomeni da dipendenza da gioco. 

Al momento non si capisce quali sono i:

-       Costi per il sistema sanitario nazionale delle patologie legate al gioco (cure della depressione, ludopatia ecc.) e quindi i costi indiretti per la collettivitá

-       Mancati introiti per l’Erario in conseguenza delle bassissime aliquote sui ricavi del gioco d’azzardo nonostante la necessitá di fare cassa da parte dello Stato (!!!)

-       Costi sociali del gioco (infiltrazioni della criminalitá nella vita delle famiglie indebitate a causa del gioco e della consueguente azione dell’usura, debiti, tensioni familiari, ore-uomo perse, ecc.)

Visto che la classe dirigente sembra vivere per l’oggi e non per il domandi, qui c'e' un problema che sta aspettando di esplodere. Un po' come quando l'URSS inondò la Polonia di Vodka a basso costo per rincoglionire il popolo e tenerlo in scacco, ora siamo invasi dalle slot machines. Teoria del complotto? 


Vedi anche Dipendenza da Gioco: un problema anche morsanese?

domenica 16 ottobre 2011

Empire State of Mind (censurato)



Tutti i riferimenti a "nigga" e "shit" sono oscurati nel video ufficiale. Solita pruderie degli americani ma la canzone e' una bomba e ci dicono che dal vivo é da pelle d'oca. 






Yea I'm out that Brooklyn, now I'm down in TriBeCa
right next to Deniro, but I'll be hood forever
I'm the new Sinatra, and... since I made it here
I can make it anywhere, yea, they love me everywhere
I used to cop in Harlem, all of my Dominicano's
right there up on Broadway, pull me back to that McDonald's
Took it to my stashbox, 560 State St.
catch me in the kitchen like a Simmons with them Pastry's
Cruisin' down 8th St., off white Lexus
drivin' so slow, but BK is from Texas
Me, I'm out that Bed-Stuy, home of that boy Biggie
now I live on Billboard and I brought my boys with me
Say what's up to Ty-Ty, still sippin' mai tai's
sittin' courtside, Knicks & Nets give me high five
Nigga I be Spike'd out, I could trip a referee
Tell by my attitude that I'm most definitely from....

New York, concrete jungle where dreams are made of
There's nothin' you can't do
Now you're in New York
These streets will make you feel brand new
Big lights will inspire you
Let's hear it for New York, New York,
New York

Catch me at the X with OG at a Yankee game
Shit, I made the Yankee hat more famous then a Yankee can
You should know I bleed blue, but I ain't a Crip though
but I got a gang of niggas walkin' with my clique though
Welcome to the melting pot, corners where we sellin' rock
Afrika Bambataa shit, home of the hip-hop
Yellow cab, gypsy cab, dollar cab, holla back
for foreigners it ain't for, they act like they forgot how to act
8 million stories, out there in it naked
City, it's a pity, half of y'all won't make it
Me, I got a plug, Special Ed "I Got It Made"
If Jeezy's payin' LeBron, I'm payin' Dwyane Wade
Three dice cee-lo, three Card Monty
Labor Day Parade, rest in peace Bob Marley
Statue of Liberty, long live the World Trade
Long live the King yo, I'm from the Empire State that's
New York, concrete jungle where dreams are made of
There's nothin' you can't do
Now you're in New York
These streets will make you feel brand new
Big lights will inspire you
Let's hear it for New York, New York,
New York


Lights is blinding, girls need blinders
so they can step out of bounds quick, the sidelines is
lined with casualties, who sip to life casually
then gradually become worse, don't bite the apple eve
Caught up in the in-crowd, now you're in style
Anna Wintour gets cold, in Vogue with your skin out
City of sin, it's a pity on the wind
Good girls gone bad, the city's filled with them
Mami took a bus trip, now she got her bust out
Everybody ride her, just like a bus route
Hail Mary to the city, you're a virgin
And Jesus can't save you, life starts when the church end
Came here for school, graduated to the high life
Ball players, rap stars, addicted to the limelight
MDMA got you feelin' like a champion
The city never sleeps, better slip you an Ambien
New York, concrete jungle where dreams are made of
There's nothin' you can't do
Now you're in New York
These streets will make you feel brand new
Big lights will inspire you
Let's hear it for New York, New York,
New York


One hand in the air for the big city
Street lights, big dreams, all lookin' pretty
No place in the world that could compare
Put your lighters in the air
Everybody say "yeah, yeah, yeah, yeah"




PS non é male neppure la parodia dei "red necks" dello stato del New Hampshire 


"Forza Gnocca" in francese si dice "Allez Minette"

Allez sincerité
I siti stranieri erano impazziti dopo che era apparso sulle agenzie italiane che qualcuno, mai ufficialmente definito, si dice avesse suggerito di chiamare il nuovo partito "Forza Gnocca". 


I siti anglosassoni l'avevano tradotto con "Go Pussy!" mentre quelli francesi con "Allez Minette".


Sono stati pure creati dei siti al volo (http://allezminette.it e http://www.forzagnocca.it) che fanno un redirect al sito vero del PDL. 


La cosa durerá poco perché di certo i gestori del sito http://www.pdl.it cambieranno IP del server e i baldi siti ironici si ritroveranno senza redirect.


Ma fin che dura... allez minette

venerdì 14 ottobre 2011

Il Nuovo Fantacalcio: le squadre degli Statisti

Ieri sera in bar si discuteva di politica, calcio e mona. Il che non fa notizia perchè non si discute mai di altro.

Così per gioco s'è buttata giù la formazione ideale del Fantacalcio. L'ovvia formazione che ha trovato tutti d'accordo è quella qui accanto.

Poi però è nata una bagarre terribbile (con 2 b), quando si è parlato di politica ed in particolare di statisti. Ovviamente, mentre l'agricoltura è bipartisan (patata e pannocchia trovano tutti d'accordo), quando si parla di politica la gente s'incazza e si prende molto sul serio.

Non s'è trovato l'accordo e una parte degli avventori ha minacciato l'Aventino (cioè di diventare astemi).

Per mettere pace agli animi si sono presi due fogli di carta e s'è detto di creare delle squadre di statisti su schieramenti diversi. Per compilarla era stato chiesto di scegliere gli statisti non del proprio partito di riferimento bensì degli altri schieramenti. Questi i più votati:







Così dopo Cavour, Rattazzi, Einaudi, Gobetti, Gramsci, Croce, De Gasperi, la squadre possono continuare ad andare avanti. Alla faccia di chi dice che il calcio italiano è in crisi!

giovedì 13 ottobre 2011

Scoperta Scientifica: ecco perchè a Morsano si vive meno

Ci sono manager che in maniera chiara e forte dicono ai propri dipendenti che lo scopo di un lavoratore è quello di far fare bella figura al proprio capo. Se lavori bene in squadra e quindi il tuo capo farà bella figura, anche tu, come sottoposto, ne beneficerai. Grossomodo questa è la logica.

Il che sottintende cercare di smussare gli angoli e cercare di esaltare gli aspetti positivi del capo, anche se dovesse confondere una vittoria di Napoleone con una sconfitta, come capitò ad un noto manager della Telecom

Non è facile parlar bene delle persone o guardare in prevalenza gli aspetti positivi degli altri, lo dimostra il fatto che per gli scrittori è più facile creare personaggi perfidi che personaggi benevoli (Le difficoltà di Dostoevskij, Cervantes e Manzoni nel descrivere il bene). Così è più facile buttarsi a capofitto nel gossip, nel pettegolezzo, nel sottinteso.

Nei piccoli paesi si sa, visto che non ci passa molto, si tende e riempire il tempo come i fagioli (si tabae par daur) però ora c'è la scienza ad allertare le beghine e pettezars de noantri sui rischi per la salute. Un gruppo di psicologi americani della Wake Forest University ha pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology il risultato di una ricerca sulla personalità di chi sparla (ripreso anche da Corriere Salute:  A pensar bene forse non si indovina,  però si vive molto più felici). La conclusione è che la percezione che si ha degli altri rivela molto della personalità di chi li percepisce. 

In altre parole, chi tende a percepire gli altri negativamente e quindi a parlarne male, fondamentalmente giudica negativamente se stessoSecondo i ricercatori, questo è sottolineato dal fatto che queste persone  tendono ad essere affette da tratti di personalità negativi, come narcisismo, comportamento antisociale e finanche depressione

"A parlare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina"
 Ma a pensar bene forse non si indovina,
però si vive molto più felici...
Per contro, chi ha una percezione degli altri fondamentalmente positiva, tende ad essere più gioviale e in linea di massima ha un’indole più amichevole e risulta più soddisfatto della propria vita.

Ovviamente essere sempre e comunque ottimisti rispetto agli altri è una condizione pericolosa che non si riscontra in nessuno perché i rischi sono di abbassare la guardia mettendo a rischio la propria incolumità e questo l'istinto di sopravvivenza non ce lo perdona. Però sembra scientificamente appurato che il discredito sistematico degli altri sia indice di una patologia comportamentale che manifesta problemi psicologici che alla lunga accorciano la vita.

Pare quindi che in America abbiano spiegato la ragione per la quale quaggiù non si campa fino a 100 anni... 

mercoledì 12 ottobre 2011

Ricette di rilancio economico per l'Italia: se la pillole amare tutti sanno dove sono ma nessuno le vuole dare al paziente

“Tutti noi sappiamo cosa fare, ma non sappiamo come poter essere rieletti dopo averlo fatto!” Non lo disse Machiavelli ma il primo ministro del Lussemburgo e presidente dell'Euro-gruppo, Jean-Claude Juncker, nel 2007.

Si riferiva ai problemi strutturali dell'Europa economica di fronte ad una crisi che stava montando dagli USA e che poi arrivò nel Vecchio Continente con le conseguenza che ancora oggi stiamo vivendo.

L'Italia è stata "downgradata" da un paio di agenzie di rating internazionali e per capire le ragioni ci basta una frase rilasciata al Financial Times del 5 settembre 2011 ("Doubts remain over Berlusconi’s will to reform") dall'agenzia di rating Standard & Poor's (poi seguita dai downgrading di Moody’s e Fitch).


“Even under pressure, Italian political institutions, incumbent monopolies, public sector workers, and public- and private sector unions impede the government’s ability to respond decisively to challenging economic conditions,” the US rating agency commented".

Tradotto in soldoni: "Neppure sotto pressione per la crisi economica, le istituzioni politiche, i monopoli, i dipendenti statali e i sindacati del pubblico impiego e dell'impiego privato, accettano di attenuare le proprie richieste per non ostacolare l'abilità del governo di rispondere alla crisi in maniera decisiva". Poi pure il governo si prende le sue legnate quando, nello stesso articolo, l'agenzia critica lo stop alle riforme delle professioni imposto dalla lobby bi-partisan degli avvocati parlamentari e lo stop alla riforma delle pensioni imposto dalla Lega Nord, partito di governo.

Ora, la domanda che ci si pone spesso in osteria è quali sono le misure che "tutti sanno che sono da fare" per risolvere questi problemi strutturali e ripartire con la crescita?

Il problema è particolarmente importante per l'Italia che sta percorrendo oltre 10 anni di bassissima crescita, tecnicamente, la più bassa al mondo assieme a quella del Giappone (e ricordiamo che ci sono 200 nazioni nel mondo...), tanto che per il Giappone gli economisti parlano di "lost decade", ovvero di "decade persa".

Per rispondere alla nostra domanda, abbiamo chiesto ai nostri servizi secreti di darci qualche input.

Si parte con la Confindustria che, a detta delle nostre fonti dirette, nel "Progetto delle imprese per l'Italia", individua in cinque punti le richieste al governo per stimolare la crescita. Essenzialmente la priorità va alla riforma fiscale seguita da investimenti in infrastrutture, privatizzazioni, liberalizzazioni, riforma delle pensioni, e, ultimamente, anche un'apertura per la patrimoniale come misura emergenziale.

Passiamo poi dall'altra parte a 180° gradi, la CGIL. Ci dicono i ben informati che s'è discusso della cosa anche ad un convegno organizzato il mese di luglio dal titolo "Riforme contro Stagnazione" in cui la relazione introduttiva di Danilo Barbi getta una luce sulle possibili vie d'uscita dalla crisi. La spesa sociale assume centralità ed il welfare è visto come il motore di sviluppo per incentivare i consumi e creare lavoro al di fuori delle insidie della disoccupazione tecnologica e della concorrenza internazionale.

Abbiamo spedito un inviato (in incognito) anche a Londra dove due settimane fa tre professori della LUISS durante una colazione al Business Club Italia, hanno offerto la loro visione sulla crisi economica italiana e sulle possibili vie d'uscita. "Taglio al cuneo fiscale e contratti d'inserimento" dice il prof. Reichlin, e "Privatizzare i servizi e cambiare le regole" dice il porf. Gian Maria Gros-Pietro. E visto che ci siamo aggiungiamo anche il noto prof. Tito Boeri che sostiene "Meno cariche elettive e più giovani occupati".
 
 
La tavola riassuntiva qui sopra fa una sintesi delle posizioni discusse. Di certo si capisce che le leve di intervento tutti sanno quali sono, indipendentemente dalle ideologie, ma nessuno sembra volere metterci mano per le note ragioni riassunte così bene dalla famosa frase di Juncker...
 
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