martedì 30 novembre 2010

Idea Morsanica: Attira gli Studenti Inglesi e crea valore per gli studenti italiani (e morsanesi)

Queste sono settimane di tagli in tutta Europa. Sono tempi duri e i governi stanno riducendo drasticamente i costi e cercando di ridisegnare l'uso dei fondi pubblici.

Giusto o sbagliato che sia, l’universitá è un’area che diversi governi hanno individuato come area da riformare ricevendo violente reazioni (Italia: Studenti: cortei e caos in tutte le città italiane - Gran Bretagna: Tuition fee protesters in 'cat and mouse' with police). Tuttavia, le crisi portano anche opportunitá e qui scatta l’idea morsanica del giorno.

Uno dei problemi dei giovani laureati italiani è che non parlano un inglese competitivo sul mercato del lavoro internazionale. Sta migliorando di certo rispetto alle generazioni precedenti ma ancora non ci siamo. Dunque uno degli interessi della formazione universitaria italiana è quello di preparare dei futuri laureati fluent in English.

Al pari dei colleghi italiani, gli studenti inglesi sono saliti sui tetti per protestare contro la riforma proposta dal loro governo (ed hanno pure vandalizzato la sede del partito conservatore del primo ministro David Cameron).
Quello che il governo di Sua Maestà ha deciso di fare è di aumentare le tasse universitarie annuali da 3.000 sterline a… 9.000 sterline. Ovvero da 3500 euro all’anno a 11.000 euro all’anno. Se a questo si aggiungono i costi di libri, vitto, alloggio, un anno all’università nella costosa Gran Bretagna graverá sulle tasche per circa 30.000 euro. Una laurea triennale circa 90.000 euro (!!!).

Sti cazzi direte voi. E ste opportunitá diciamo noi.

Pensate a cosa succede con gli studenti greci. In Grecia se non rientri nelle graduatorie d’ingresso all’università… all'università non ci puoi andare. Così tantissimi greci si spostano all’estero e, ad esempio, esiste una folta comunità di studenti greci all’università di Trieste.

Ora, la questione inglese offre delle potenziali possibilità per le nostre università. Un anno all’università di Udine costa agli studenti dell’Unione Europea sui 1.500 euro (molto meno degli 11.000 inglesi) e affitti e vitto costano una frazione di quanto costino in Gran Bretagna.

1+1+1=…

Con un po’ di spirito di iniziativa e acume imprenditoriale da parte di rettori illuminati, esiste l’opportunità di fare dei corsi di laurea in inglese disegnati sulle esigenze degli studenti inglesi e ovviamente anche per gli studenti nostrani che volessero condividere con dei madrelingua le aule universitarie. Attirare gli inglesi che non hanno 90.000 euro da spendere per laurearsi ma che ne spenderebbero volentieri anche 20-30.000 per studiare nel Friuli di mari e monti, del buon mangiare e del buon bere, sarebbe una mossa astuta e che beneficerebbe tutti.

Di certo stiamo parlando di decine di migliaia di Britannici pronti a fare le valigie per studiare a costi ragionevoli.

Pensate alle aziende locali che potrebbero assumere dei “commerciali” English mother tongue per i loro affari esteri trovandoseli alla cerimonia di laurea a Udine senza dover andare a cercarli a Londra. Pensate agli studenti morsanesi che finalmente imparerebbero l’inglese come dio comanda condividendo le aule con John, Alister, Mary e Shelley, pensate al turismo dei genitori e amici che verrebbero a Udine a visitare i loro bravi sons and daughters.

Carpe diem Cristiana!

domenica 28 novembre 2010

Corruzione: esiste una classifica delle regioni italiane?

Si vede spesso sui giornali la mappa redatta da un'organizzazione no-profit che si chiama "Transparency International" e che si prefigge di aiutare a combattere la corruzione.

Quando gli italiani sulla scena internazionale incontrano personalitá politiche, diplomatiche o economiche provenienti da diverse parti del mondo, invariabilmente si sentono arrivare una battuta sulla corruzione dilagante in Italia. Alcuni perfino citano la Corte dei Conti italiana che sulla corruzione della pubblica amministrazione e sui suoi costi sociali ed economici non manca mai di fare riferimento nelle relazioni annuali (Il monito della Corte dei Conti: "Corruzione persistente, serve onestà").

Che la corruzione costi cara all'Italia é un fatto (Classifica della corruzione: Italia al 67° posto, peggio del Ruanda). In primis c'é l'imbarazzo di chi rappresenta l'Italia in giro per il mondo, poi ci sono gli appalti dai costi gonfiati per i conti pubblici oltre al fatto che non vengono attribuiti necessariamente a chi offre un servizio migliore. In ultima analisi, gli investimenti stranieri, comparati con nazioni simili all'Italia, sono molto piú bassi proprio perché le imprese estere non vogliono rimanere invischiate in trame non trasparenti che, al di lá di ogni condanna morale, fondamentalmente significano totale incertezza per i loro affari. E l'incertezza é un costo per le imprese.

Ad ogni modo, ci si chiede se esista una classifica come quella di "Transparency International" non sulle nazioni ma sulle regioni. Quali sono le regioni italiane dove la corruzione é percepita essere piú alta?

Il Friuli dove starebbe in questa classifica?

sabato 27 novembre 2010

Richiesta d'Aiuto: Non capiamo a cosa serva l'Ente Friulano nel Mondo e come spenda i suoi fondi

Di oggi la notizia dell'assoluzione "perché il fatto non sussiste" della vicenda che vedeva imputati gli ex vertici i sigg. Toros, Clavora e Caporale, per la presunta malversazione di 300.000 euro dalle casse dell'Ente Friuli nel Mondo. La Regione, principale contribuente dell'Ente Friuli nel Mondo, non si era costituita parte civile. Siamo felicissimi che la questione si sia risolta.

Avendo noi poca esperienza nel campo dei "friulani nel mondo" (non siamo purtroppo della generazione che emigrava con la valigia di cartone, adesso le Samsonite le fanno di plastica rigida), ci si é chiesti cosa sia questo Ente e cosa faccia dei suoi fondi (di origine pubblica). Alla domanda su cosa sia l'Ente, risponde il sito internet dell'Ente Friuli nel Mondo dove si possono trovare le iniziative che porta a termine e che noi, capre, non conoscevamo.

Per quanto riguarda i fondi, da un articolo del Messaggero Veneto si é appurato che, il presidente che successe alla gestione dei sigg. di cui sopra, a suo tempo dovette ripianare un debito di 340.000 euro. Debito che riuscí a ripianare grazie ad un emendamento presentato in Regione ed al relativo finanziamento pubblico.

E' accettabile che enti come questo abbiano debiti e che poi i debiti siamo ripianati senza colpo ferire con fondi pubblici? E' normale che gli amministratori non debbano risponderne personalmente in sede contabile dei debiti che lasciano? In altre parole, perché non se li pagano di tasca loro i debiti? Perché dobbiamo pagare noi che neppure elegiamo gli amministratori?

Ma questo Ente, serve veramente? Alle seconde generazioni all'estero non gliene frega niente del Friuli y non hablan furlan, le prime generazioni stanno scomparendo per ragioni anagrafiche e la nuova emigrazione é fatta da laureati con PhD che del Friul vogliono scordarsi in fretta l'opacitá, gli sprechi e la gerontocrazia dilagante.

Non capiamo. Chi sa ci spieghi. Grazie.

venerdì 26 novembre 2010

Spritz Economics: se i cinesi investono a Morsan-zun

La Cina ha un enorme surplus ($270 miliardi) accumulato con il massiccio export di prodotti manufatturieri nella passata decade. Con questa massa di soldi che fare?

Ebbene, i cinesi stanno investendo in Asia, Africa, America e naturalmente in Europa. Ma dove in Europa?

I cinesi hanno siglato un accordo per gestire il porto del Pireo per 30 anni (con un affitto di 4 miliardi di euro) e ne faranno il principale "hub" per le merci cinesi in Europa. Si dice che la cessione di questo assetto strategico da parte greca sia un ringraziamento per i 25 miliardi di euro di aiuto alle finanze pubbliche greche.

In Polonia i cinesi hanno vinto l'appalto per costruire una nuova autostrada tra Lodz e Varsavia offrendo il 40% di ribasso rispetto ai contendenti (tedeschi). Questo ha sollevato un polverone (in Germania) perché si parla di competizione iniqua visto che le aziende cinesi sono supportate da fondi governativi cinesi e i lavoratori cinesi "importati", saranno pagati con salari cinesi. Fatto sta che l'autostrada la costruiscono loro (pagata con fondi UE).

La Cina ha comprato 400 milioni di Euro di debito pubblico spagnolo. Ci sará mai un default della Spagna? Probabilmente no, ma tanto i soldi da qualche parte bisogna pur metterli. Poi se fai un favore agli spagnoli disperati per un po' di sostegno finanziario, un favore di qualche sorta prima o poi dovranno ritornartelo.

In Germania giá ci sono giovanissimi imprenditori cinesi (19-20 anni) che gestiscono uffici di import cinese di qualitá (che magari arriva dalle aziende gestite in Cina dai loro genitori). Perché in Germania? Perché la Germania ha una reputazione internazionale per l'alta qualitá dei suoi prodotti. Per cui, se riesci a vendere ad esempio seta cinese raffinata nel mercato tedesco e se hai una sede in Germania, la tua azienda acquista in immagine in tutta Europa (ed in madrepatria).

Al di lá delle storie di inport cinesi nel porto di Napoli raccontate nel libro "Gomorra", da noi, per anni "i cinesi" hanno acquistato le licenze dei venditori ambulanti per vendere prodotti cinesi generalmente di qualitá media. Quello é l'aspetto piú visibile del fenomeno peró ora stanno arrivando le fabbriche cinesi in Italia. Vero che da tempo si dice che i cinesi costruiscano sedie nel Manzanese e cuciano vestiti a Prato in capannoni che fanno anche da dormitori alle maestranze cinesi, peró adesso si inizia a parlare di fabbriche cinesi con maestranze italiane assunte e pagate in piena regola.

Un caso su tutti la storia di Indesit e Haier. Indesit, produttrice di lavatrici e affini (cosidetti prodotti bianchi), entró anni fa nel mercato cinese stringendo una partnership con la Haier, un'azienda cinese. Ebbene, Indesit é poi uscita dalla Cina e per contro... Haier sta pianificando di aprire un impianto di prodotti bianchi proprio in Italia. Va anche aggiunto che la Haier non fa mistero di voler diventare entro il 2014 una delle prime cinque aziende di prodotti bianchi in Europa.

Sono giovanissimi, svegli, imparano in fretta, lavorano duro, vogliono diventare ricchi e non se ne vergognano affatto: é solo questione di tempo prima che qualche imprenditore diciottenne cinese apra un'azienda a Morsano e dia lavoro a maestranze locali. Se sia questione di decenni, anni o mesi é materia di dibattito, che prima o poi accada é assodato.

giovedì 25 novembre 2010

Se "Siore Catine" salva l'Italia

Da nostro inviato a Madrid. "Sudores frios en el gobierno" cosí titola un articolo nella stampa locale guardando alla crisi del debito sovrano che ha investito l'Irlanda e che minaccia nell'ordine Portogallo e poi Spagna.

C'é preoccupazione nell'aria perché i credit default swaps (CDS) quinquennali, ovvero quella sorta di assicurazione sul rischio del debito, per la Spagna sono cresciuti a livelli preoccupanti (vedi qui). Piú alti sono e piú significa che gli investitori sono nervosi riguardo alla solvibilitá dei BOT, CCT ecc. che acquistano da un governo.

C'é poi fastidio per essere finiti nello sprezzante nomignolo che gli anglosassoni hanno coniato non troppo tempo fa: PIGS, "porci" che guarda caso si riferisce alle iniziali di Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna e che alle volte diventa PIIGS. Vince un panino con l'uovo chi identifica la nazione che rappresenta l'extra "I".

Il nomignolo comunque fa riferimento alle nazioni piú esposte al rischio default sul debito ed é normale che ci sia nervosismo guardando quello che la Grecia e l'Irlanda stanno passando. 

Ci si distrae con il balon, il Barcellona ieri sera ha vinto 3-0 contro il Panathinaikos, una squadra greca. Qui tutti sperano che la Spagna possa essere meglio messa della Grecia non solo sul campo di calcio ma anche in quello del debito.

Guardando i dati sulla composizione del debito si notano le similaritá con l'Italia dove circa il 60% dei BOT e CCT sono in mano alle "Siore Catine" ovvero sono i risparmi della nonna, delle zie e dei piccoli risparmiatori nazionali, a differenza di Grecia, Portogallo e Irlanda dove il debito é in mano ad investitori istituzionali stranieri che quando c'é da battere cassa hanno meno scrupoli delle Siore Catine nazionali.

Qua si chiedono "Cuanto peor?" guardano alla situazione del debito nazionale. Morsano peró puó lanciare un messaggio di speranza internazionale: amigos, fin che ga ve las "Senoras Catinas" estais en una bote de fero, comos nosotros en Morsan de la Carretera!

Morsan come Madrid... tutto il mondo é pais!

mercoledì 24 novembre 2010

Appello a chi sa: il deficit della regione Friuli Venezia Giulia da che territorio dipende?

Il bilancio regionale offre molti dati ma la dimensione territoriale del deficit (almeno nella sua versione online) é nascosta tra le lunghe file di dati del rendiconto.

Che metá della spesa regionale vada alla sanitá si sa, tuttavia quello che non é facile sapere é se esista un'entitá territoriale all'interno della nostra regione, che causa piú deficit di altre: sia in termini assoluti che in termini relativi (pro capite).

Abbiamo appurato che la regione Friuli Venezia Giulia riceve dallo Stato €700 milioni di più di quanto dá allo Stato con le tasse. Ma questo disavanzo come si distribuisce tra le varie province e zone del territorio?

Quali sono le province del FVG che ricevono di piú di quanto danno? E viceversa?

Qualcuno sa dove trovare queste informazioni in forma concisa?

Grazie

martedì 23 novembre 2010

Spritz Debate: Se le donne in Italia non fanno carriera e’ colpa dei loro mariti?

Si dice che la società italiana sia permeata di maschilismo tanto che, parafrasando la giornalista Lucy Kellaway, le donne, nella torta dell’ascesa sociale, arrivano solo al livello del “marzapane” e mai a quello della “glassa”. Figurarsi poi al livello della ciliegina!

Nella classifica delle prime 50 donne del mondo del business, figura solo un’italiana, Emma Marcegaglia mentre abbondano manager cinesi mentre in cima c’è una signora indiana (a capo della Pepsi).

Perché le donne italiane non sono presenti in questa classifica? Eppure siamo la sesta potenza economica al mondo. Se si allarga un po’ il raggio dell’analisi, si finisce coll’osservare che, quanto a donne con incarichi prestigiosi e di rilievo, il nostro paese è carente in praticamente tutti i campi economici e sociali. Una anedotto su tutti è il fatto che in tutta la sua storia, l’Italia ha avuto un'unica donna ad aver raggiunto il rango di ambasciatore di grado!

Si dice che la causa del divario uomo-donna siano gli uomini che dominano le posizioni di rilievo sul lavoro e di fatto discriminano le donne. Tuttavia, sempre la Kellaway (Breaking the glass ceiling at home) osserva come tra le top 50 manager mondiali praticamente tutte hanno dei mariti che si sono adattati alle esigenze di carriera della moglie.

Fare carriere ad alti livelli significa viaggiare, fare le ore piccole, lottare per ogni spazio ed ogni vittoria è sofferta. Nessuno riuscirebbe a sopportare di arrivare a casa dopo tutto questo viaggiare e faticare per continuare la lotta tra le mura domestiche. Per questo, il segreto è un marito che assecondi le aspettative di carriera della moglie. Marito che deve essere un supporto e quindi parimenti intelligente ma che sia disponibile a rinunciare alla sua di carriera, per essere da complemento con i figli e con le faccende della vita familiare di una moglie che non puó sempre esserci.

Qui si presenta il caso dell’uomo alpha ovvero dell’uomo con l’istinto del capo. L’uomo alpha, per sua natura, non accetterà mai di avere una moglie che guadagna di piú e che ha una carriera piú fruttuosa della sua. Di conseguenza, sará la moglie a doversi adattare all’uomo alpha e rinuciare alla carriera. A questo va aggiunto che alle donne alpha di solito piacciono gli uomini alpha, e immancabilmente si cade un circolo vizioso dove l’uomo alpha comunque vince (o si divorzia).

Quello di cui le donne alpha hanno bisogno è un uomo beta; ovvero, del partner che accetta di essere lui a ridimensionare le sue aspettative di carriera per supportare invece quelle della moglie.

Ma voi ce lo vedete l’omo italicus supportare la moglie in carriera?

Che i veri nemici delle pari opportunità siano i mariti e non i colleghi di lavoro?

…e il dibattito continua

domenica 21 novembre 2010

Festa del Ringraziamento: il mio Contributo é piú grande del tuo

La prima festa del ringraziamento (thanksgiving) in America
Dai commenti ad un post recente, abbiamo capito che esistono dei sentimenti misti nei confronti della classe agricola della zona. Il che fa riflettere.

Da un lato c'é l'ammirazione segreta per chi ha deciso di continuare il mestiere dei nostri Padri visto che tutti gli Italiani - che non si chiamino Antivari o Savorgnan Di Brazzá - hanno i bisnonni e nonni che furono contadini (braccianti, mezzadri, piccoli proprietari). A questo si rifá anche l'immagine arcadica del contadino di paese che mantiene la tradizione, che é attaccato ai valori fondanti della civiltá del lavoro, del sacrificio, del sudore e della religiositá d'un tempo. Produce quello che mangiamo, mantiene come un giardino la campagna che ci circonda, é uno dei pochi lavori che sono ancora a contatto con la natura. Ed infine c'é la persistente immagine che il contadino vive quasi di stenti sottoposto alle incertezze delle avversitá del tempo metereologico e alle angherie del male supremo che un tempo era il latifondista ed oggi sono il mercato e le multinazionali delle sementi, dei concimi, dei mangimi e via dicendo.

Dall'altro lato c'é chi ritiene che la classe agricola é composta da pochissimi, le statistiche parlano del 3-5% della popolazione, generalmente piú che benestanti e che sono diventati tali a suon di contributi pubblici. Il 50% del budget dell'Unione Europea é distribuito agli agricoltori dell'UE. Praticamente tutti gli agricoltori della zona vivono in ville hollywoodiane mentre ostentano miseria. I loro conti in banca sono i piú nutriti (anche se ufficialmente questa informazione noi non la sappiamo...). Le associazioni paesane cui partecipano attivamente sono generalmente solo associazioni di categoria e settoriali e quindi danno l'impressione di impegnarsi pubblicamente solo quando c'é un proprio tornaconto da curare. Quasi mai hanno dipendenti nelle loro imprese dando quindi l'impressione di dare lavoro solo a se stessi ed alle loro famiglie e non alla societá locale. Se da un lato beneficiano di contributi, dall'altro praticamente non pagano tasse perché l'ordinamento fiscale italiano tassa le rendite catastali dei terreni agricoli, molto minime, piuttosto che il reddito effettivo generato dai terreni. Piantano quello che gli suggeriscono i contributi di Bruxelles piuttosto che impegnarsi in colture che richiedono impegno e visione di lungo termine (ad es. meleti anziché mais). Poi c'é il discorso inquinamento delle falde dovuto a sovra consimazione, i fossi che misteriosamente scompaiono ed i gelsi che si inclinano come torri di Pisa. Insomma, a molti paesani la classe agricola sta sull'anima.

La festa del ringraziamento é la giornata degli agricoltori e del loro abbraccio con la comunitá paesana. Per anni é stata la giornata del confronto fallico che da "invidia penis" diventava "invidia tractoris". C'era il confronto tra chi aveva la trebbia piú potente, il trattore con piú cavalli e piú accessori. Questa competizione, tra mezzi parcheggiati in piazza, ovviamente mai dichiarata ufficialmente, agli osservatori esterni suonava come la gara non tra trattori piú potenti ma semplicemente come la gara ...a chi aveva ricevuto piú contributi. Una sorta di "il mio contributo é piú grosso del tuo".

Questo finiva per essere motivo di disagio per chi partecipava da spettatore alla giornata di benedizione. Se davvero é la giornata del ringraziamento, sarebbe un'idea azzeccata presentare in piazza il mezzo che ha piú significato per l'azienda, non necessariamente il piú grande e potente. Se non proprio per l'umiltá che dovrebbe andare a braccetto con il messaggio della Chiesa, almeno per sollecitare quei valori positivi che ancora la popolazione vede nella classe agraria. Magari il primo trattore comprato in azienda nel 1950 che significó l'affrancamento da un'economia di sussistenza ad un'impresa moderna, o un mezzo per ogni generazione che lavora in azienda.

Presentarsi semplicemente con i mezzi piú grandi e agressivi, oltre ad essere un banale cliché, rischia di stimolare contenuti in una nota rubrica di Dagospia e di alienare ancora piú una popolazione che, a quanto pare, sta perdendo l'attaccamento per i suoi agricoltori. Con buona pace dei nonni.

sabato 20 novembre 2010

Se la Morsano di Facebook si cambia la Foto con i Personaggi dei Cartoni Animati

Ne hanno parlato anche i giornali nazionali (Pollon, Batman e l'Ape Maia: così Facebook sostiene l'infanzia ) a proposito della campagna lanciata sul social network Facebook per ricordare la settimana dei diritti dell'Infanzia.

In pratica, per il periodo dal 15 al 22 novembre 2010, si chiede di cambiare la propria foto profilo di Facebook con l'immagine tratta dai cartoni animati della propria infanzia (Gruppo Facebook: La settimana dei diritti dell'infanzia) «Per una settimana non vogliamo più una sola faccia umana su facebook ma un'invasione di ricordi...» chiosa l'organizzatore.

Siamo andati a curiosare nel gruppo Facebook di Morsano che conta oltre 170 iscritti. Ebbene, una buona parte dei morsanesi facebookiani ha aderito all'iniziativa, cambiando appunto la propria immagine con quella di un personaggio o di una scena dei cartoni animati.

Scorrere lungo la lista delle faccine è interessante. Si dice che un cane di questa o quella razza, di questo o quel temperamento o aggressività, si possa facilmente associare alla personalità del padrone. Ci siamo chiesti se questo principio si possa applicare ai personaggi dei cartoni animati scelti per le foto profilo.

Tra le ragazze vanno per la maggiore le immagini di "occhi di gatto" e delle ragazzine filiformi dei vari cartoni animati giapponesi che magari richiamano ad un "desiderata" fisico o un grande amore a la "Mila e Shiro". Non potevano mancare Lady Oscar e Candy Candy che forse sottolineano l'animo romantico e un po' sognatore della loro "padroncina". Ci sono poi quelli, evidentemente, ironici e scanzonati che hanno scelto Sampei, Lupo Alberto, PollonPluto, Gigi la Trottola, Hello Spank, Linus, Paperino ed anche un Tamagochi probabilmente per sottolineare una personalità giocosa. Alcuni hanno optato per personaggi spaziali come Capitan Harlock, Ken Shiro e Mazinga, duri fuori ma teneroni dentro. Non poteva mancare qualcuno dei Simpson e c'è subito chi si identifica con la radiografia del cervello di Homer Simpson.

Fanno l'ingresso anche i personaggi dei cartoni animati evidentemente amati dai figlioletti, da Pimpa a Handy Manny, segno che ora i cartoni al centro dell'attenzione sono altri.

Non poteva mancare il riferimento al mitico Lupin III e nel gioco tra guardie e ladri si nota un ispettore Zenigata che presta il volto al capitano. Che stia a significare autorità ma con molta scioltezza?

A proposito chi è così schivo, solitario, meditativo, misogino, che non ama la gente e tira fuori la spada se gli si invade lo spazio vitale per più di 5 minuti, tanto da identificarsi con Goemon Ishikawa XIII (familiarmente conosciuto come Ghemmon)... ?!?

venerdì 19 novembre 2010

Spritz Politics: il Friuli è il Sud del Nord?

Qualche tempo fa Tremonti disse che "Fondi Ue non spesi, stop ai cialtroni - Tremonti bacchetta le Regioni del Sud" in osteria tutti concordi: chi è causa del suo mal pianga se stesso! Avanti con il federalismo fiscale e chi vota amministratori non adeguati...si adegui!

Applausi e consensi bipartisan (nel senso che arrivavano sia da prosecchisti che spritzettari).

Ieri sul Messaggero Veneto a pagina 7 nella sezione "Regione" appare questo articolo: "Il Fvg rischia di perdere 33 milioni UE"

Pare che su circa 36 milioni a disposizione da parte dell'UE, sono stati spesi solo 2,6, cioè l’8% ed il rischio è quello di dover restituire quello che non é stato speso (33 milioni appunto). Ci sono 27,7 milioni disponibili per le Pmi e di questi sono stati impegnati finora solo 138 mila euro.

A rendere pubblica questa situazione è l’assessore Elio De Anna subentrato un mese fa alla leghista Federica Seganti. Ci si domanda quindi perché non sia stata resa pubblica questa situazione prima e quali siano le ragioni per cui la nostra Regione non sia stata in grado di veicolare i fondi verso progetti finanziabili entro i tempi previsti dall'UE.

Aggiungiamo che il FVG non ha indipendenza fiscale (spendiamo €700 milioni di più di quanto raccogliamo con le tasse) e quindi ci si chiede se a conti fatti, il Friuli sia il... Sud del Nord.

Strazzà... prodotto tipico friulano?

E il dibattito continua...

giovedì 18 novembre 2010

Morsanismi: Bernismo

Ci sono organizzazioni che dipendono dalle decisioni di molte persone che si riuniscono e trovano una visione comune. Si può trattare di un consorzio, di un'associazione di categoria, di organi federali di varia entità e natura. Ci sono poi organizzazioni dove invece la figura del "capo", del "migliore" del "leader maximo", del "caudillo", del "dux", del "pontifex maximus", del "caesar/tzar/zar", la fa ...da padrone. Egli (o ella) decide e tutti seguono le direttive.

Le squadre sportive possono essere strutturate o sul collettivo o ruotare attorno ad un campione, i partiti politici possono avere una classe dirigente eletta collegialmente oppure un leader che nomina i dirigenti a sua immagine e obbedienza, anche le associazioni possono avere una base di confronto collegiale o essere plasmate dalla visione del leader forte. Non sono esenti le imprese dove si può avere un consiglio di amministrazione composto da persone nominate dagli azionisti oppure da una figura forte (di solito il fondatore) che tiene le redini dell'azienda e funge da leader che ispira le maestranze.

E' materia per sociologi e magari un giorno ci torneremo su per approfondire la cosa, però, in questa rubrica si parla di neologismi da osteria e quindi volgiamo la nostra attenzione sulle parole. Come detto, ci sono organizzazioni che funzionano perchè dirette da un leader forte che plasma tutte le attività dell'organizzazione e ne determina le fortune. Ha potere e fascino e l'organizzazione fiorisce sotto la sua direzione.

Un esempio che salta subito in mente a noi italiani è ovviamente... mister B.

Si, avete capito bene, è Mr Bernie Ecclestone, signore indiscusso della Formula 1. Dirige lui la F1, lui l'ha portata al successo planetario di oggi, lui mette in riga le varie scuderie quando alzano la cresta, lui ispira chi lavora in F1 e come tutti i leader ha una nutrita schiera di nemici...ma comanda lui e tanti saluti e baci a chi gli vuol male.

Sulla scorta di questo illustre personaggio del mondo dello sport ed intrattenimento planetario, a Morsano s'è coniato il termine "bernismo", in onore del nome "Bernie", per definire quando a dirigere la baracca è un personaggio forte.

Si parla di "bernista" per indicare chi crea o dirige organizzazioni verticistiche di stampo padronale definite a loro volta "organizzazioni berniste".

Al che, lo spritzettaro morsanico subito getta la domanda ferale: ma in zona quante organizzazioni berniste ci sono?

PS l'uso del termine per indicare la corrente architettonica che seguì il Bernini non è altro che una bassezza linguistica che noi osteggiamo apertamente. Il Bernini fa 'n baffo a Bernie!

mercoledì 17 novembre 2010

Quiz Morsanico - Tutto il Mondo é Paese: Individua il Popolo

Il quiz di oggi é... indovina il popolo di cui si sta parlando...

E' un popolo orgoglioso delle proprie origini, storia e cultura, ha una lingua propria della quale é molto orgoglioso, é un popolo di poche parole e molto concreto che va subito al punto, é un popolo di confine e per questo é abituato a guardare i paesi vicini con attenzione (e spesso sospetto), ad un certo punto della sua storia sul suo territorio sono arrivate truppe provenienti dalla Russia, per un certo periodo della sua storia é stato occupato da una grande potenza europea confinante, tanti a scuola studiano la lingua della nazione vicina, nella parte nord del territorio ci sono boscaioli considerati un po'...rustici, li si trova un'azienda leader mondiale nel suo settore, d'inverno fa freddo, ha mare e monti, bei paesaggi ma di solito i turisti preferiscono mete geograficamente vicine, hanno le migliori scuole (classifica dell'OCSE-PISA).

Di che popolo stiamo parlando?

Piú sotto la soluzione...

Lago di Fusine o Lapponia?
Soluzione dell'indovinello: Friuli e/o Finalndia

E' un popolo orgoglioso delle proprie origini, storia e cultura (Friulani e Finlandesi), ha una lingua propria della quale é molto orgoglioso(Friulani e Finlandesi), é un popolo di poche parole e molto concreto che va subito al punto (Friulani e Finlandesi), é un popolo di confine e per questo é abituato a guardare i paesi vicini con attenzione (e spesso sospetto) (Friulani e Finlandesi), ad un certo punto della sua storia sul suo territorio sono arrivate truppe provenienti dalla Russia (i cosacchi in Friuli e le truppe imperiali russe e quelle di Stalin in Finlandia), per un certo periodo della sua storia é stato occupato da una grande potenza europea confinante (l'Austria in Friuli e la Svezia in Finlandia), tanti a scuola studiano la lingua della nazione vicina (il tedesco in Friuli e lo Svedese in Finlandia), nella parte nord del territorio ci sono boscaioli considerati un po'...rustici (I carnici e i lapponi), li si trova un'azienda leader mondiale nel suo settore (Danieli leader negli impianti siderurgici e Nokia nella telefonia mobile), d'inverno fa freddo (Fusine come Helsinki), ha mare e monti, bei paesaggi ma di solito i turisti preferiscono mete geograficamente vicine (Venezia e Stoccolma), hanno le migliori scuole (classifica dell'OCSE-PISA) (la Finlandia é la prima nazione al mondo e il Friuli la prima regione in Italia).

Mandi e viva... Moikka ja kiitos

PS ed entrambi iniziamo per F

Saluti da Helsinki dal nostro inviato

lunedì 15 novembre 2010

Holy Spritz: Se il Papa dice "Si Torni all'Agricoltura per un nuovo modello di sviluppo"

Per capire quello che comunica il Santo Padre ci vuole una preparazione culturale, filosofica, teologica che qua nessuno ha. Pertanto in osteria c'é stato un po' di timore ad affrontare il tema proposto dal pontefice recentemente con le sue dichiarazioni "Cambiare modello di sviluppo: Serve un rilancio dell'agricoltura" anche perché tra i presenti c'erano degli agricoltori locali ovviamente molto sensibili all'argomento.

In soldoni, Benedetto XVI invita ad una riflessione sui modelli di vita "non sostenibili" che la societá del terziario avanzato ha portato con se ed invita i giovani a guardare all'agricoltura, non necessariamente come una professione ma piuttosto come una proposta di vita sostenibile.

Che ci siano tante braccia rubate all'agricoltura in giro si sapeva e anche noi blogger spesso veniamo invitati ad occuparci di fagioli e cocomeri piuttosto che fare questo o quel post; il tema é scottante.

Il bar ha subito messo in campo un po' di numeri: l'Unione Europea consuma piú energie di quante ne abbia a casa sua, ovvero siamo importatori netti di energie naturali (petrolio, gas e materie prime non agricole) e quindi assieme agli stati "occidentali" siamo degli inquinatori globali visto che queste energie le "restituiamo" al Mondo sotto forma di gas di scarico e rifiuti inquinanti.

Questo comportamento da abbuffoni egoisti si vede anche in campo agricolo. Lo schema di noi paesi ricchi é semplice: si sa per certo che i beni agricoli costano meno nei paesi in via di sviluppo (dal frumento ukraino al mais brasiliano ecc.) e quindi se li comprassimo da loro permetteremmo a questi paesi di svilupparsi, incamerare plusvalenze per pagarsi le scuole, gli ospedali, le infrastrutture. Inoltre, per noi consumatori occidentali significherebbe pagare meno i prodotti alimentari.

Invece, l'Unione Europea, il Giappone, gli USA e tutti i paesi ricchi che fanno? Mettono tasse di compensazione ai prodotti agricoli in entrata cosí i prodotti di Brasile, Ukraina, Moldavia, Turchia ecc. finiscono col costare quanto quelli prodotti nelle nazioni piú ricche. Ad esempio, se il frumento ukraino sul mercato costa 6 e quello prodotto nell'UE costa 10, al grano ukraino si applica una tassa d'entrata pari a 4.5 cosí... il grano ukraino finirá col costare 10.5... e non converrá importarlo.

Aggiungete che metá dei 70 miliardi di Euro del budget dell'UE viene speso in contributi all'agricoltura (che ha un peso sull'economia dell'UE pari a solo il 5% del PIL), si arriva al punto che i sussidi all'agricoltura e i mancati risparmi che si avrebbero con l'import di prodotti da paesi in via di sviluppo, comporta una spesa aggiuntiva per beni alimentari di circa 80 euro all'anno per ogni famiglia dell'EU.

Non é facile parlare di "sviluppo sostenibile" quando in campo ci sono dinamiche protezionistiche dei paesi ricchi. Se il Santo padre pensa allo sviluppo sostenibile si dovrebbe parlare anche di come cristianamente considerare le barriere all'inport di prodotti agricoli dai paesi poveri. O no?

Le ragioni dei sussidi all'agricoltura nell'UE (e pure in Giappone e USA) si devono trovare nella valenza strategica del produrre il proprio cibo (la famosa "sicurezza alimentare"). Peró la scarsitá di terreni (in UE e Giappone), la meccanizzazione della produzione agricola e l'incentivo a produrre di piú (per ricevere piú contributi), negli anni hanno generato il paradosso della sovraproduzione (tonnellate di arance al macero, uva lasciata sui filari e via discorrendo), piú l'inquinamento delle falde perché piú fertilizzavi e piú producevi, oltre alle distorsioni delle varie quote latte e affini. Di fatto l'equilibrio dell'ambiente nostrano ne ha risentito, le nostre tasche pure e la nostra salute é tutto da dimostrare che ne abbia giovato. Di certo a pagare le conseguenze del nostro protezionismo sono i paesi in via di sviluppo che da noi, di fatto, non possono vendere i loro prodotti agricoli.

Ci sono anche i paradossi per cui in alcune regioni italiane, la gente si iscrive fittiziamente come "bracciante agricolo" alle liste di collocamento, fa la disoccupata e prende il sussidio e poi spara a zero sugli immigrati che il lavoro nei campi effettivamente lo fanno magari sottopagati e a nero.

Il bar é concorde: la questione dell'agricoltura é complessa e va oltre lo sviluppo sostenibile soprattutto perché ci si chiede cosa significa "sostenibile" e ... "sostenibile" per chi?

...e il Santo dibattito continua.

sabato 13 novembre 2010

Nuovi Sport: Fai Incazzare il Nordista

E' abbastanza comune tra gli avventori al bar, la pratica di uno sport da bar che si chiama "fai incazzare il nordista".

Lo sport consiste nel individuare un legista tra gli spritzettari o i prosecchisti presenti in osteria (cosa per altro facilissima) e commentare ad alta voce i titoli delle notizie dei giornali.

Abbiamo aggiunto un po' di colore a questo sport. Letteralmente: mentre si leggono i titoli, osservate il colore della faccia del nordista morsanico...

S'é iniziato con "Il Veneto alluvionato dimenticato dai media" a quel s'é aggiunto il commento "eh, se fosse stato giú in Meridione tutti ne avrebbero parlato ma del Veneto che lavora e tace nessuno si preoccupa!  - colore della faccia del nordista: giallo, poi verde, verde scuro tendente al tenebra.

Poi si continua con  "Delegazione Friulana ospite nell'ufficio della regione FVG di fronte a palazzo Chigi" e si aggiunge "ma come?!? abbiamo soldi da buttare in un ufficio di fronte a palazzo Chigi? Ma non hanno un ufficetto da affittarci dentro il palazzo senza doverne prendere uno tutto nostro?" - colore della faccia del nordista: giallo poi viola

Visto che siamo a Roma: "Califano avrá i soldi pubblici. Promette la presidente della regione Lazio" e aggiungete "vedi, io e te non sappiamo se avremo la pensione e qua ci sono politici che promettono soldi non loro a chi non ha risparmiato. E tutto perché canta canzoni che piacciono ai... romani". Colore del nordista: verde, verde scuro poi rosso poi rosso fuoco...

Scendendo tra gli articoli di cronaca si arriva a "Scavi di Pompei, crolla la casa dei gladiatori" e aggiungete "ci sono 520 dipendenti degli scavi di pompei, alcune stanze antiche sono chiuse a chiave illegalmente cosi i custodi si fanno pagare una ventina di euro per aprirle. Senza contare che i bagni pubblici fuori dagli scavi sono chiusi con lucchetto da una famiglia che gestisce un chioschetto di souvenir e per farvi andare in bagno vi chiedono 50 centesimi. Ovviamente in faccia alle autoritá locali che non fanno niente per fermarli". Colore del nordista: viola purpureo, viola funereo, grigio pioggia invernale ed infine nero calimero...

A quel punto missione compiuta, avete vinto! nordista incazzato (nero)!

giovedì 11 novembre 2010

Dipendenza da Gioco: un problema anche morsanese?

Si legge sempre piú sui giornali del fenomeno nascente della "dipendenza da gioco" che pare si chiami "ludopatia" (Corriere della Sera: Dipendenza da gioco, donne più a rischio).

Capita sempre piú spesso di vedere persone passare ore ed ore ipnotizzate davanti ad una machinetta da gioco o assieparsi alle ricevitorie di ogni ordine e grado. Ormai non si nota piú di tanto vista l'abitudine alla scena che il nostro occhio s'é fatto ma riflettendo su quanto si legge un pensierino al mondo del "gioco" vale la pena farlo.

A spanne, nei nostri paesi, il gioco si articola lungo queste direttrici:

In zona:
  • machinette (videopoker)
  • gratta e vinci, lotterie nazionali, lotto, enalotto ed affini
  • schedine del totocalcio ed affini
Fuori zona:
  • scommesse ai cavalli presso locali autorizzati
  • poker on-line
  • Casinó in Slovenia/Austria
Chiaramente ognuna di queste categorie ha le sue dinamiche e sottintende livelli di spesa (e perdita) diversi. Di famiglie friulane che si sono rovinate ai Casinó nelle due nazioni vicine, ogni tanto si sente qualche storia. Di storie legate a poker on-line si sente molto meno, forse perché la penetrazione di internet tra le persone che tipicamente giocano nelle nostre zone é relativamente bassa. Peró le antenne sono alzate perché internet sta penetrando sempre piú e l'etá media dell'utente si sta alzando rapidamente.

Quello che desta piú preoccupazione sono gli stili di gioco, che possono diventare patologia comportamentale e quindi dipendenza, legati sia alle machinette che ai vari gratta e vinci.

Si vocifera di persone che perdano grosse quantitá di denaro giocando o che comunque brucino buona parte delle loro entrate. Senza contare la dipendeza psicologica da gioco che, sottovoce, si addita verso questo o quel signore e in maniera sempre piú crescente, verso questa o quella signora.

Non molto lontano da noi a Campoformido, esiste un'iniziativa operativa giá dal 2000, per aiutare le persone colpite da dipendenza da gioco d'azzardo. Si chiama A.GIT.A., Associazione degli ex Giocatori d'Azzardo e delle loro famiglie. Fa pensare che esista un'organizzazione del genere cosí vicino al nostro territorio e che nel contempo da noi nessuno parli dei rischi del gioco.

O il problema non esiste, e quindi non serve fare nulla o é ben nascosto...

mercoledì 10 novembre 2010

Spritz Debate: Le inondazioni in Veneto e i fossi coperti a Morsano

Veneto, Novembre 2010
Una grande Venezia non piú Serenissima
L'osteria ancora protagonista: questa settimana impazzano le prese di posizione dei prosecchisti e degli spritzettari sulla disastrosa alluvione che ha colpito il vicino Veneto.

Oltre al vino, quello che scorre piú spesso nelle bocche degli esperti assaggiatori morsanici é il parallelo con il Veneto delle opere artificiali, degli argini, delle barriere, dei disboscamenti, delle otturazione degli scoli per le acque piovane, della mancata manutenzione, con quello che negli anni é successo a Morsano. Qui da noi sono scomparsi i canali di scolo che fino agli anni '50/60 erano parte del paesaggio paesano. C'erano le "busatis" ovvero dei laghetti di risorgiva che si gonfiavano con le piogge e scolavano l'acqua in eccesso attraverso dei canali, uno dei quali passava proprio per la centrale Piazza San Pellegrino e scendeva copioso tagliando quella che oggi é via San Giorgio.

"Busatis" erano presenti in corrispondenza dell'odierna baita degli alpini, presso la chiesetta Antivari, nella laterale di via Aquileia e a sud di via Garibaldi.

Poi, con gli anni, le falde di risorgiva si sono abbassate, l'agricoltura si é meccanizzata, l'edilizia residenziale ha preso il sopravvento e si é sviluppato un sistema fognario.

Lo scolo delle acque: questo sconosciuto
Qualcuno peró fa notare come siano spariti i fossi di scolo delle acque a bordo dei campi agricoli, arati fino all'ultimo millimetro, le "busatis" sono state coperte da case ma spesso queste case hanno le cantine ...umidicce. In alcune vie il sistema fognario é al limite della capacitá, di fatto bloccando future  espansioni per l'edilizia residenziale.

Se dovesse piovere in maniera eccezionale, piú di qualcuno scommette su allagamenti in paese e campi che si trasformano in risaie.

Insomma, il parere comune dell'osteria é che Morsano soffra, sebbene in scala ridotta, dei problemi che hanno messo in ginocchio il Veneto in questi giorni.

...e il dibattito continua.

martedì 9 novembre 2010

Morsan Baloner: Il processo del lunedí a ASD Morsan e AC Morsano

Sempre ultimi in classifica ed entrambe le squadre a 8 punti dai primi in classifica. Il cammino continua.

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Per vedere i risultati e le classifiche cliccate qui:

lunedì 8 novembre 2010

Spritz Politics: De la Unione Europea, de la politica de lo quartierino e del Tocai

In bar s'e' discusso di politica internazionale sulla base della pluridecennale esperienza nel campo del "buon senso". Per questo, a ragion veduta... nessuno si é dichiarato un esperto di politica internazionale italiana.

Ma andiamo con ordine.

Qualcuno ha fatto riferimento all'intervista a Telefriuli di qualche settimana fa, il Deputato del Parlamento Europeo (DPE) Giovanni Collino, oltre a dichiarare che il suo stipendio di eurodeputato é di 6.500 euro al mese, ha sottolineato che ormai l'80 percento delle norme che entrano in vigore in Italia sono direttamente influenzate da disposizioni (siano essi Regolamenti o Direttive o affini) dell'Unione Europea.

Di questo "80 percento" gli addetti ai lavori sanno da tempo e vale per tutti i paesi dell'UE, come vera é la generale apatia verso il parlamento europeo (vedi "From Strasbourg with indifference") peró con il trattato di Lisbona, il parlamento ha acquisito piú importanza.

Per questo, il DPE Collino ha sottolineato come fosse un lavoro importantissimo quello di rappresentare gli interessi dell'Italia a Bruxelles e non fosse da considerarsi un lavoro di parcheggio per politici nazionali ormai in pensione come, parole sue, la politica italiana, di fatto, ha sempre considerato le cariche europee. Anzi, ha continuato, é un lavoro che tiene impegnati da lunedi a venerdi e che richiede la conoscenza delle lingue e avere una buonissima formazione di diritto, economia, relazioni internazionali ecc.

Qualcuno, di quelli che preferiscono il vino rosso, in osteria ha fatto notare che Collino nella stessa intervista ha dichiarato di scendere giu' in Italia il giovedi (o era mercoledí?) e non si sa per certo how he speaks English o s'il parle français.

Per contro, altri che preferiscono il vino nero, hanno sottolineato che nel PD del FVG, la responsabile regionale é la deputata del parlamento europeo Debora Serracchiani, Evidentemente, hanno detto, il PD ritiene che si puó fare bene in contemporanea sia gli interessi della base elettorale del Friul Vignesie Julie che influenzare l'80 percento of Italian Laws da uno scranno di Bruxelles. Buon per loro, ha sottolineato un noto etilista morsanese che rimarrá qui ignoto.
Nel calderone qualcuno ha poi aggiunto la battuta riportata dal Financial Times (che a Morsano di traduce in "Financial Tajs") nell'articoletto "Caveat Imperator" dove racconta di quando si discusse il "Lamassoure Report" ovvero lo studio che tagliava il numero di rappresenti italiani in sede parlamentare europea e... non c'era nessun italiano a controbattere. Perché? Perché "they were firefighting domestic problems" (erano via a discutere problemi locali).

Qualcuno, sempre in bar, ha subito sottolineato che la lingua italiana é stata esclusa dalle lingue del "Brevetto Comunitario Europeo" e volendo investigare, é probabile che quando l'hanno deciso i "nostri" erano in Italia a rilasciare dichiarazioni ai bollettini rionali. Questo noi non lo sappiamo per certo per cui ci teniamo il beneficio del dubbio.

Del fatto che le discussioni il piú delle volte avvvengano in English a cura dei madre lingua e che i "nostri" spesso siano assenti o non capiscano, s'era giá discusso (What's up Morsan? Globish) quindi non vale la pena tornarci su.

Vale peró la pena di ricordare che il Corriere della Sera ci informa, tra l'ilaritá della stampa estera, che nell'ultimo anno, fatta salva l'ordinaria amministrazione, il parlamento nazionale ha passato solo una decina di provvedimenti (Camere paralizzate, in un anno 10 leggi).

Lo spirito pratico del bar morsanico ha quindi concluso che se anche la nostra influenza a livello europeo é di fatto patetica, nonostante tutto non cambia niente perché alla fine solo una decina di provvedimenti nazionali ne risentono.

Giá.

Se non fosse per le procedure d'infrazione (e per i fondi europei restituiti perché non utilizzati che ci costano sia in soldi che in immagine internazionale), sarebbe un bell'anedotto di quanto siano furbi i Talians.

Sempre con buona pace del (fu) Tocai.

domenica 7 novembre 2010

Dibattito Linguistico: "Bivio" Paradiso o "Trivio" Paradiso?

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Nel post sulla ricorrenza del 4 Novembre (Grande Guerra in Friuli: Inizio e Fine - a Trivio Paradiso), avevamo discusso degli eventi di "Bivio Paradiso".

Durante la discussione, é stato sollevata la questione del nome del luogo. Mentre oggi si chiama "Localitá Bivio Paradiso", abbiamo testimonianza certa che Gabriele D'Annunzio, nel celebrare le gesta degli ultimi caduti italiani della Grande Guerra, caduti proprio in prossimitá di questo incrocio di strade, scrisse:

“Questi fanti d’Italia, questi cavalieri d’Italia sapevano che stava per scoccare l’ora dell’armistizio. Lo sapevano. Avevano l’ardore in bocca, il vigore nel petto, il cuore palpitante. Erano giovani. Vivevano. Il diritto alla vita stava per essere ricollocato sul dovere del sacrificio. Essi potevano preservare il loro sangue, essi potevano ritenere nel loro pugno la loro sorte. L’ora stava per scoccare. Essi erano inebriati dall’ansia di spingere la vittoria quanto più lontana fosse data al loro soffio, sul suolo riconquistato, prima che quell’ora scoccasse e segnasse il termine raggiunto. Potevano vivere ed incoronarsi. Vollero incornarsi e morire. Al trivio di Paradiso era l’ultima resistenza, quivi era l’ultima gloria dei combattenti, quivi era lo sguardo della Patria, quello sguardo che l’eroe sente sul suo cuore segreto, e il cuore gli balza. Il nemico era protetto da fitte siepi di mitragliatrici e spazzavano la strada. In un attimo fu deliberato l’assalto, fu deliberata la carica. La gente a piedi e quella a cavallo mossero in un solo impeto: lo squadrone dell’avanguardia nella strada; ai lati gli altri due. Il fante cercava di superare il cavaliere, il cavaliere portava in rotta la potenza del fante; mai tanta fraternità d’armi fu più gloriosa. Cedette all’urto fulmineo l’ultimo ostacolo che ci separava dalle terre profanate. L’ora scoccò. Il vinto alzò bandiera bianca. I nostri morti coprivano la polvere, coprivano l’erbe. I nostri feriti sanguinavano mordendo i pugni nel rammarico della corsa interrotta…”


Di primo acchito la nostra reazione di persone nate nella zona, é che l'accezione "bivio" é sempre stata data per assodata: c'é la strada che arriva da Paradiso che si interseca con quella tra Muzzana e Castions di Strada. L'hanno chiamato "bivio" e cosí sia.

Peró come si fa a dare ragione a quello che probabilmente é stata la decisione di un oscuro burocrate dell'ANAS o di qualche scrivano comunale e torto al Vate che della Lingua Italiana era maestro?

L'Accademia della Crusca ci insegna che Trivio é "V. L. Luogo, dove rispondono tre vie. Lat. trivium" mentre Bivio é "V. L. Imboccatura di due strade. Lat. bivium. Gr. δίοδος".

Se volessimo parafrasare queste definizioni, il bivio é una biforcazione a Y di una strada (ad esempio via San Pellegrino a Morsano che si divide e dá origine a via C. Percoto) mentre un Trivio é una intersezione a "T" di tre punti come nel caso dell'intersezione tra la strada regionale 353 della Bassa Friulana (SR 353) e via Ippolito Nievo a Paradiso. Verosimilmente sono le stesse strade esistenti all'epoca sebbene nel 1918 erano poco piú che strade bianche campestri.

Senza contare che, a seguito delle note ufficiali del regio Esercito e dello scritto di D'Annunzio, l'episodio é riferito dagli storici sempre come "fatti d'arme di Trivio Paradiso".

Il compromesso cui si assiste è l'uso di "trivio" quando si fa riferimento ai fatti storici e "bivio" quando se ne indicano le coordinate geografiche al giorno d'oggi.

Rimane il fatto che ad un certo punto qualcuno ha fatto uno sgarbo alla lingua italiana.

sabato 6 novembre 2010

Spritz Economics: Se il costo della gomma cresce del 65 percento

Pneumatici, guanti di gomma e preservativi sono sotto pressione dall'aumento del 65% in un anno del prezzo della gomma naturale.

Morsano s'interroga su cosa succederà al costo dei pneumatici, che, i gommisti in osteria ci dicono essere cresciuti in media dal 5 al 15% in un anno e se continua così, aumenteranno ancora di più entro tempi brevi. Se dovete farvi un treno di gomme nuovo, affrettatevi!

Guanti di gomma stessa cosa. Il loro costo è aumentato e aumenterà ancora.

Preservativi: se continuà così, i costi balzeranno alle stelle ed aumenteranno le gravidanze indesiderate, le malattie veneree e l'astensione. In paese c'è già chi ironizza che sia tutta una manovra clericale, altri invece chiedono quale sia la causa.

Il CMASE (Centro Morsanese di Alti Studi Economici) punta il dito contro le pioggie nel sud est asiatico che quest'anno hanno messo in ginocchio la produzione di gomma naturale interrompendo severamente la fase di raccolta della linfa gommosa dagli alberi.

Insomma, se piove in Malasya a Morsano... non si tromba!

Misteri della globalizzazione...

venerdì 5 novembre 2010

Grande Guerra in Friuli: Inizio e Fine (a Trivio Paradiso)

Il Friuli Venezia Giulia, più di ogni altra regione è stato martoriato dagli eventi della Grande Guerra. Il conflitto è stato così pregnante in queste zone da esser luogo di eventi simbolici che la triste statistica di guerra annota sui suoi registri.














Il primo colpo di fucile fu esploso in Friuli, a Visinale del Judrio. Fino alla prima guerra mondiale il torrente Judrio, segnava il confine fra Regno d’Italia e l’Impero austro-ungarico, ovvero tra Visinale e Brazzano. Nel luogo oggi sorge una stele (la Stele di Visinale appunto) a ricordo di quelle Guardie di Finanza, il finanziare Pietro Dall’Acqua, assieme al commilitone Costantino Carta, di guardia al ponte di Brazzano, che nella notte tra il 23 e il 24 maggio 1915 fecero fuoco su dei genieri austroungarici intenti a minare il vecchio ponte di legno della dogana.
Quelli furono i primi colpi esplosi sul fronte italo-austriaco nella Prima Guerra Mondiale.

Il primo caduto fu un friulano, l'alpino Riccardo Giusto che cadde a Drenchia, in località Casoni Solarie, lungo una sella del monte Colovrat, il 24 maggio1915. E' lì ricordato con un monumento dove annualmente, la prima domenica di giugno, si svolge una cerimonia commemorativa.

C'è poi il corteo del "Milite Ignoto" che partendo dal cimitero militare di Aquileia, nell'ottobre 1921, in treno percorse simbolicamente l'Italia tra ali di folla, per poi raggiungere l'Altare della Patria a Roma il 4 Novembre dello stesso anno.

Quindi l'episodio che riguarda il nostro comune, ovvero gli ultimi caduti della Grande Guerra, nove militari italiani morti durante un attacco presso quello che oggi é chiamata Localitá  Bivio Paradiso, poco prima delle ore 15.00 del 4 Novembre 1918. Ovvero prima che entrasse in vigore l'armistizio di Villa Giusti firmato dall'Austria-Ungheria il giorno 3. Da ricordare che sempre il giorno prima, il 3 Novembre, una spedizione di bersaglieri arrivata via mare era entrata a Trieste senza colpo ferire.
l monumento di Bivio Paradiso in una cartolina del 1919
Tra questi nove caduti, c'era un diciottenne di Cagliari, il sottotenente Alberto Riva di Vallesanta (M.O. e M.A.V.M.) ufficiale dell'8°Reggimento Bersaglieri. Caso volle che anche suo padre, il maggiore  Giovanni Riva di Vallesanta (decorato di due Medaglie d'Argento al V.M.), comandante di Btg del 151° Rgt della "Brigata Sassari", cadde a Monte Fior sul'Altopiano di Asiago, il 7 giugno 1916. Per questo, in un pietoso ricongiungimento, le loro tombe si trovano vicine lungo il XVII gradone del Sacrario di Redipuglia. Cimeli di Alberto Riva Villasanta sono esposti nel Museo del Risorgimento di Sanluri (OR) e a lui è dedicata una scuola elementare a Cagliari. Si conquistò le medaglie al valor militare per le azioni compiute al comando di un gruppo di Arditi del suo reggimento di Bersaglieri sulle acque del Piave, Livenza e Tagliamento. D'Annunzio gli dedicò un epitaffio.

Anche ieri, 4 Novembre, come sempre, a cura dell'amministrazione del nostro comune si sono commemorati i fatti di Bivio Paradiso in quello che, per gli amanti della statistica storica, fu il primo monumento in Italia ai caduti della Grande Guerra inaugurato dal Duca d'Aosta nell'aprile del 1919.

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Per saperne di più:

giovedì 4 novembre 2010

Morsano Impresa: il Party Bus

Da quando c'è stato un giro di vite sul guidare dopo aver assunto alcol, in paese non si discute d'altro che di multe da miglieia di euro, di punti della patente che scompaiono come al gratta e vinci, di patenti sospese, di SERT e altre amenità. Si beve meno nei bar, le fidanzate sono diventate più strategiche quando si esce a far festa (perchè al ritorno guidano loro), si sta attenti in generale a quanto si beve e per il panico si rischia di divertirsi meno quando si è fuori con gli amici.

Sul modello di quanto visto a New Orleans, a New York, o in Gran Bretagna scatta l'idea del "Party Bus" o "Festa Bus" che dir si voglia.

Si tratta di un autobus con una trentina di posti, attrezzato con un piano bar, da utilizzarsi quando in sosta. Vetri oscurati, musica da festa, luci stroboscopiche, specializzato nel portare in giro comitive festose da un luogo di festa all'altro. Ottimo per adii al celibato/nubilato, feste della classe, feste della squadra sportiva, feste di maturità, feste di laurea, cene aziendali e via dicendo.

Il segreto è quello di andare oltre la solita noiosissima corriera dove non puoi fare niente e sei alla mercè dell'ignoto: autista rompiballe? Corriera vecchia e scomoda? Qui sapresti quello che trovi: un autobus che nasce per fare casino!

Le gite standard potrebbero essere: cena in un locale in Carnia, giro in Casinò in Austria e rientro, oppure in occasione di cantine aperte, tappa in tutte le cantine con stuzzichi e bere incluso nella cifra di noleggio del PartyBus. Anche la giornata di rafting in Slovenia con trasferta in locale a Lubjana per la serata. Il pacchetto potrebbe comprendere un itinerario a scelta già preconfezionato oppure customizzato dal cliente.

Il bacino d'utenza sarebbe l'intera regione FVG e chissà che non diventi un franchising nazionale.

mercoledì 3 novembre 2010

Memoria Divisa: se le Pubblicità fanno da apripista al Dibattito Storico

Su un noto settimanale italiano, che si trova sul tavolo del bar, c'è una pagina dove si vede la foto di un sub con una vistosa bussola al polso. E' della stessa marca dell'orologio reclamizzato. E fin qui, niente di che.


Tuttavia, il morsanico dall'occhio fine, si accorge subito che quello non è un normale sub bensì un incursore della Regia Marina, di quelli per capirci, che compirono azioni a bordo dei "Maiali" (SLC, Siluri a Lenta Corsa) nel corso della Seconda Guerra Mondiale.


Non ne fa mistero la pubblicità che in un trafiletto sulla foto parla proprio di sommozzatore del "Gruppo GAMMA” in operazione degli anni Quaranta.
Questo è interessante perchè la memoria storica italiana sul II conflitto mondiale è molto divisa (vedi il libro "Italy's Divided Memory" di John Foot disponibile in italiano sotto il titolo di "Fratture d'Italia") e le Forze Armate sono quelle che più di tutti ne pagano lo scotto. Non a caso la Nazione solo raramente mostra segni d'orgoglio e supporto per ciò che è "militare". Guai poi nominare il patriottismo.

E proprio all'amor di Patria si richiamavano gli uomini del "Gruppo Gamma" inquadrati nella Flottiglia MAS (Regno d'Italia). Erano dei nuotatori d'assalto (precursori dei moderni COMSUBIN) che dovevano penetrare a nuoto nei porti nemici, avvicinare i piroscafi alla fonda ed applicare allo scafo le salve subacquee, poi cercare di sfuggire alla cattura rientrando sul mezzo avvicinatore o via terra. Obiettivo principale dei "Gamma" furono le navi Britanniche nel Mediterraneo (dopo l'8 settembre anche navi tedesche e nel 1954 ...pure una nave italiana requisita dall'URSS).

Anche Churchill manifestò ammirazione per le gesta di questi "frogman", uomini rana. Commentando l'affondamento delle tre navi Queen Elizabeth, Valiant e Saratoga nel porto di Alessandria disse: "It was an extraordinary example of courage and geniality" (si è trattato di uno straordinario esempio di coraggio e genialità). Naturalmente poi dispiegò il meglio dei talenti della Marina Britannica (tra cui il famoso tenente sommozzatore Lionel Crabb) per contrastare i "Gamma". Con poco successo però.

E qui scatta l'ulteriore analisi morsanica. Caso volle che la stessa pubblicità sia visibile anche su alcuni magazine Britannici. Il che, è un evento più di quanto si possa immaginare. Oltremanica l'Italia è sinonimo di soldati arrendevoli usi a scappare di fronte al nemico piuttosto che combattere. Pare questa immagine sia figlia anche di un'opera di propaganda istigata dal Secret Intelligence Service. Anche per questo in Gran Bretagna non hanno mai digerito le beffe dei "gamma" italiani che nel silenzio della notte facevano saltare le navi nei porti.

Grande testimonianza di questa cattiva digestione, è lo stravolgimento delle vicende legate all'Olterra tra il 1942 ed il 1943. Nei fatti, a Gibilterra le navi inglesi inspiegabilmente saltavano per aria senza che nessuno si fosse accorto che gli incursori "Gamma" partivano da una nave mercantile italiana, l'Olterra appunto, segretamente trasformata in base per i "maiali" e stazionata nel porto spagnolo di Algeciras, di fronte a Gibilterra. Negli anni cinquanta, gli inglesi girarono un film, "The Silent Enemy" in cui, falsificavano gli eventi sostenendo che il tenente Crabb scoprì per tempo il segreto dell'Olterra per poi farla saltare in aria. In realtà, la nave Olterra non fu mai scoperta dagli inglesi e ci volle l'armistizio per far cessare gli attacchi italiani. 


Sapendo quanto la questione brucia all'orgoglio d'oltremanica, è con interesse che notiamo questa pubblicità riproposta sui settimanali inglesi. Forse, funziona perchè si sa che i cittadini di Sua Maestà sono degli sportivi e riconoscono il coraggio e la genialità come attributo di merito degli avversari, anche se mettevano le mine sotto le loro navi.

La storia lascia sempre il segno, history always leaves a sign. Anche quando le memorie restano divise come le lancette di un orologio.

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Per saperne di più:
Royal Italian Navy Frogmen Commandos: The First Professional Dive Watch In Action
Regia Marina: Decima Flottiglia MAS

La storia dell'Olterra a Gibilterra (1942-1943)
Principali azioni d'assalto navali degli uomini  della Regia Marina: giugno 1916 - settembre 1943

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