sabato 29 novembre 2014

La nostra storia tacciuta: le Friulane violentate dagli Austroungarici tra l'ottobre 1917 e il novembre 1918

Ogni anno a Paradiso, presso il bivio, si celebra la ricorrenza dell'ultimo fatto di sangue per l'Italia nella Grande Guerra di cui questo blog ha parlato a suo tempo
(vedi "Grande Guerra in Friuli: Inizio e Fine a Trivio Paradiso").

Una testimonianza sui fatti di Paradiso da parte di un Bersagliere che vi aveva preso parte apre una luce sulla storia della zona e del Friuli. Si tratta di Dionigio Annovi che nei suoi ricordi, raccolti in "Stralci dal diario di un Bersagliere del 9°" a cura di Walter Amici, dice "[...] il Tenente, pensando che ormai era finita, ci disse di continuare la marcia, attraversando i campi in direzione di un paesetto chiamato “Paradiso” (oltre lo Stella) [...] Così anche quel paese fu liberato dall’oppressore tedesco. La gente del posto ci raccontò poi delle barbarie fatte dai tedeschi: avevano portato via i viveri, bestiame, biancheria, avevano violentato le giovani donne e i genitori che si opponevano venivano uccisi..

Tra l'ottobre 1917, subito dopo Caporetto e il 4 Novembre 1918, con la vittoria, il Friuli e parte del veneto furono occupate da truppe austroungariche ostili. Secondo quanto scritto su "La Guerra Bianca" di Mark Thompson, in questo periodo rimasero nei territori occupati circa 800 mila abitanti (secondo altre fonti 1 milione) con un numero almeno pari di truppe austroungariche e tedesche di occupazione.

In questo clima si sa comunemente di storie di mancanza di cibo e legname sia tra la popolazione che tra le truppe occupanti. Quello che però è da sempre sottaciuto sono le violenze nei confronti delle donne rimaste. Se i giovani uomini erano al fronte e i vecchi e gli adolescenti spesso arrestati ed inviati nei campi di concentramento in Boemia o Austria, chi rimaneva erano le donne e praticamente nessuno a difenderle. L'equazione di guerra d'occupazione è presto chiusa.

Un recentissimo libro di Aldo Cazzullo "La guerra dei nostri nonni" ha il coraggio di mettere in luce il fatto che migliaia di donne nel Friuli e del Veneto al di là del Piave, furono violentate.

Nove mesi dopo Caporetto cominciarono a nascere i primi bambini; e non si sapeva dove metterli. Gli orfanotrofi li rifiutavano, perché non erano orfani. Ma i maschi di casa non volevano tenere «il piccolo tedesco». Si dovette aprire un istituto, a Portogruaro, il "San Filippo Neri" per i figli della guerra. Cinquantanove donne convinsero i mariti a riprendere il piccolo: «Lo alleveremo come se fosse nostro». Molti di più furono i neonati che morirono per mancanza di latte. Centinaia di madri andavano di nascosto dagli uomini all’istituto, per nutrire o rivedere i figli; fino a quando il direttore non scrisse una lettera straziante: «Non venite più, perché i bambini vogliono venire via con le mamme, e noi cosa gli diciamo?».

Da ricordare che ci furono violenze anche da parte di soldati Italiani ma più a carattere episodico (vedi Gli “orfani dei vivi”). 

Nella Relazione d’inchiesta le violenze sulle donne furono qualificate come “delitti contro l’onore femminile” [1], così che gli stupri persero il loro aspetto traumatico e le sofferenze delle vittime passarono in secondo piano. Si consideri inoltre che l’estrema delicatezza dell’argomento consigliava di non stilare un elenco completo delle violenze, ma di limitarsi ad una raccolta delle testimonianze divise per categorie: stupri accompagnati da ferimento od omicidio, o sotto la minaccia delle armi, e quelli compiuti nei confronti di donne anziane o bambine [2].

L'Austria poi divenne una nazione amica e lo stesso Mussolini, che plasmerà la narrazione della Grande Guerra sui nostri libri di storia (che neppure oggi è stata cambiata sui testi di scuola) era vicino al governo austriaco. Parlar troppo male dell'ex nemico evidentemente non si poteva e tanto fu messo a tacere.

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Vedi:

- "Grande Guerra, tanti eroi senza fanfare alla prova delle trincee". Il conflitto visto con gli occhi dei soldati nel nuovo libro di Cazzullo edito da Mondadori
- Aldo Cazzullo "La guerra dei nostri nonni" ed. Mondadori


[1] Relazioni della Reale commissione d’inchiesta sulle violazioni del diritto delle genti commesse dal nemico, IV, L’occupazione delle provincie invase, Bestetti & Tumminelli, Milano-Roma 1919-1920, p. 149.
[2] D. Ceschin, L’estremo oltraggio: la violenza alle donne in Friuli e in Veneto durante l’occupazione austro-germanica (1917-1918), in B. Bianchi (a cura di) La violenza contro la popolazione civile nella Grande Guerra, cit., p. 167. Si veda inoltre: L. Calò, Le donne friulane e la violenza di Guerra durante l’occupazione austro-tedesca 1917-1918. Alcuni esempi per la Carnia, in Enrico Folisi (a cura di), Carnia invasa 1917-1918. Storia, documenti e fotografie dell’occupazione austro-tedesca del Friuli, Arti grafiche friulane, Udine 2005, pp. 111-131.

giovedì 27 novembre 2014

Morsanomentro: a Morsano la depressione costa oltre un milione di Euro l'anno

Un mito della storia mondiale Winston Churchill ci convisse per molto tempo e la chiamava "il mio cane nero": era la depressione.

Ci informa il "portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica" a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute che

"La depressione è un disturbo mentale che si presenta con umore caratterizzato da sentimenti di tristezza e sensazione di vuoto interiore, perdita di interesse e piacere, sensi di colpa e autosvalutazione, disturbi del sonno e dell’appetito, astenia e scarsa capacità di concentrazione. 
Questi problemi possono diventare cronici o ricorrenti e possono condurre a una sostanziale compromissione della capacità di prendersi cura delle proprie responsabilità nella vita quotidiana. Nelle sue manifestazioni estreme la depressione può portare al suicidio, a causa del quale muoiono in Italia circa 4 mila persone ogni anno". 

Si aggiunge la Repubblica: "Depressione, all'Europa costa 92 miliardi di euro l'anno". 170 leader internazionali si sono dati appuntamento a Londra per discutere della malattia che nel mondo colpisce 350 milioni di persone e che si è trasformata in un problema sociale ormai fuori controllo. Ora i governi hanno deciso di affrontarla. Anche per salvare la propria economia. 

Che la crisi globale della depressione sia il vero mostro del 21esimo secolo?
  • 350 milioni di persone che nel mondo soffrono di questa ostica malattia
  • "Mental Health Foundation. Mental Health Statistics" ha rilevato che oltre il 25% dei cittadini in età lavorativa ha sofferto almeno una volta di una malattia mentale, compresa la depressione.
  • Uno studio pubblicato da PLOS One, spiega come la malattia incida sulla produttività dei cittadini, elevando così i fondi necessari per le politiche statali di welfare (costi per i servizi sanitari, collocamento dei disoccupati e ricollocamento)
  • L'OCSE ha rilevato che disturbi mentali come la depressione costano ai Paesi mediamente, il 4% del PIL (per l'Italia equivarrebbe a circa €64.0 miliardi). La percentuale può raddoppiare o triplicare a seconda del numero dei disoccupati e delle politiche assistenziali che vengono di volta in volta adottate
I calcoli col "Morsanomentro": 
  • Il PIL nominale pro-capite in Italia è di 27mila Euro. Nel Nordest è più alto ma per semplicità arrotondiamo alla media nazionale. 
  • Siamo in 1000 quindi il PIL nominale di Morsano di Strada è circa €27-30 milioni di Euro.
  • Se il 4% del PIL è il costo della depressione (tra costi diretti e costi di welfare indiretti), allora il 4% di 27 milioni è circa 1.1 milioni di Euro.  
  • Il costo della depressione a Morsano è di oltre un milione di Euro
  • Inoltre se in FVG il 7.4% della popolazione ne è affetta, significa che a Morsano di Strada ci sono ben 74 persone che soffrono di depressione. 
  • Il costo economico-sociale della depressione a Morsano è di 1.1 mil di Euro per 74 persone, ovvero quasi 15mila Euro a testa all'anno

mercoledì 26 novembre 2014

Misteri della Fede: i dolori dei giovani architetti nel mondo d'oggi

«Gli architetti? I nuovi poveri» I loro introiti sono calati del 40% così titola il Corriere della Sera di oggi.

L’Ordine degli architetti ci racconta che il reddito medio della professione è attorno ai 17 mila euro annui (come quello dichiarato mediamente dai gioiellieri), in cinque anni la perdita di guadagno è stata del 40% e in più aumentano vertiginosamente le prestazioni non pagate.

Recentemente in Campidoglio per 140 posti si sono presentati in 25 mila architetti.

In bar in pausa pranzo si discuteva della professione di "architetto".

A spanne, l'edilizia residenziale in Italia ha seri problemi:

  1. ci sono più unità abitative di quanto siano gli abitanti (ad esempio parrebbe che il Friuli VG abbia circa 2 milioni di unità abitative contro una popolazione di 1.2 milioni)
  2. le ristrutturazioni si potrebbero fare ma costano e in questo momento le famiglie non hanno risorse per ristrutturare la casa di nonno
  3. i continui tagli di trasferimenti dalla Stato alle amministrazioni comunali hanno negli anni spinto le medesime ad incentivare l'edificazione in aree nuove pur di ricevere gli introiti relativi alle concessioni edilizie. Il che ha cementificato le periferie e sta facendo cadere a pezzi i centri storici anche dei piccoli paesi (dove però non si ristruttura per le ragioni viste al punto 2).
  4. IMU, TASI, TARES etc. sono indicatori di una tendenza dei governi a tassare la casa che è il tipico investimento fatto dagli Italiani negli anni passati, tanto che oltre il 70-80% degli italiani è proprietario della sua abitazione. Più tasse = meno incentivi a comprare casa o costruire casa,
  5. I costi delle nuove abitazioni sono diventati proibitivi in molte parti d'Italia per l'aumento del costo dei terreni e per l'obbligo degli oneri di edificazione oltre ai costi dei materiali spinti in alto dalla voracità cinese e da dinamiche di mercato internazionale.  
C'è poi l'edilizia pubblica che si può riassumere così: patto di stabilità. Ovvero zero opere pubbliche, zero appalti, zero gare, zero concorsi.

Con queste premesse non xe luganeghe per tutta la filiera delle costruzioni inclusi gli architetti.

Al che, il bar resta colpito da alcuni trend regionali e paesani:

A - come mai le persone più intelligenti (almeno sulla carta) e più titolate di noi morsanici han deciso di aprire una facoltà di architettura nell'università di Udine proprio negli anni in cui l'intero settore edile stava entrando nel tunnel illustrato dai punti qui sopra? C'era già Venezia e per decenni è bastata a tutto il Triveneto, perchè sia Udine che Trieste han deciso di aprire facoltà di architettura? Misteri della fede. 


B - già i "Frizzi Comini Tonazzi" negli anni Settanta - Ottanta cantavano "Archietettura che vita dura" decantanto le difficoltà a trovar lavoro ("cinque anni di laguna per poi star ad abbaiar alla luna" e " per tutte le signore, io sono l'architetto ad ore") e com'è che la gente ha continuato a studiarci? Misteri della fede.

C - quando a Gonars le ciabatte tiravano e c'erano fabbriche ovunque, c'era una sola banca con una filiale in paese. Quando le fabbriche han chiuso son arrivate altre 3 banche ad aprire filiali. Per lo stesso principio, Morsano, negli anni del boom economico e della "Milano da Bere" e delle case da costruire, non ha mai avuto architetti, ora, negli anni dello sboom e del declino, ne ha ben 3. Che sia un caso pratico di teoria dei maiali? (vedi "Spritz Debate: Vale la pena di andare all'università? (e la Teoria dei Maiali)") Misteri della fede.

S'è quindi visto cosa fanno gli architetti paesani applicando il morsanomentro. Ebbene, ben due sono emigrati (o "espatriati" come si dice per definire la fuga intellettuale) a Londra.  Per chi volesse rimanere le opzioni di solito sono il lavoro nello studio di famiglia o un posto statale/regionale/provinciale/comunale o parastatale in una delle 8.000 società partecipate pubbliche.

Insomma, il trend generale della professione sembra essere riflesso direttamente nel morsanomentro. 

martedì 25 novembre 2014

Miopia: se essere a Morsano salva la vista più dell'essere in Città

Ci si chiedeva oggi se l'uso dei computer e degli aggeggi elettronici da parte dei bambini comporti anche crescenti problemi alla vista. 

In linea di principio tutti erano concordi nel ritenere che in effetti ci fosse una correlazione tra le due cose, cosa per altro corroborata anche da un articolo dell'Economist "Myopia. Losing focus: why so many Chinese children wear glasses".

Secondo l'articolo, in Cina, negli anni 70, neppure un terzo dei diciasettenni portava gli occhiali mentre ora quasi l'80% dei ragazzi cinesi ha gli occhiali. E la percentuale s'incrementa nelle città ed aree urbane in genere. Questo comparato con circa il 10% in America o in Germania. 

Uno studio del 2012 su 15.000 bambini di Pechino ha messo in relazione la bassa vista con il molto tempo passato a studiare, leggere e nell'uso di mezzi elettronici ma, soprattutto, associato al minor tempo speso all'aperto. Il paradosso è che i problemi di vista erano più acuti tra le famiglie più benestanti.

La morale della favola è che s'è trovata una correlazione diretta tra i problemi di vista e il maggior tempo passato in casa. L'esposizione alla luce del giorno aiuta la retina a rilasciare una sostanza chimica che rallenta la crescita nella lunghezza assiale dell'occhio, che, guarda caso, è quello che causa la miopia. Associando quindi il non uscire di casa ad una lettura intensa o al tempo passato sui tablet, peggiora il problema.
Il che ha sollevato delle questioni non da poco con delle implicazioni anche per i giovani morsanesi.

Quindi il problema per i cinesi è che passano troppe ore in casa (anche a causa dell'inquinamento che crea altri problemi). Il fatto è evidente quando si notano le disparità con le zone rurali del paese dove mediamente la gente ci vede meglio. Nelle campagne il problema è che mancano i soldi per gli occhiali e quindi distribuendone di gratuiti s'è scoperto che lk'apprendimento migliorava... visibilmente.

Detto questo, torniamo a noi. Essere di Morsano e quindi aver la possibilità di passare al parco, all'aria aperta più tempo, è quindi un toccasana per la vista.

Ed a proposito di differenza tra città e campagna, è curioso l'aneddoto raccontato da Faustino, il coach dell'associazione sportiva legata al tennis paesano. Esiste una differenza visibile tra i ragazzini di Morsano, Gonars, Bicinicco e quelli di Porpetto. I primi sono più rustici e nello sport si buttano e son più coordinati, i secondi più impacciati e timidi. La spiegazione che ci si è dati è che a Porpetto c'è una statale che taglia il paese (e lascia i campi sportivi dall'altro lato). Il che spinge i genitori ad essere più guardinghi e a concedere meno spazi di movimento (a piedi o in bici) ai ragazzi, proprio per paura che avvicinandosi alla statale si mettano in pericolo. Sono quindi meno abituati a star fuori e alla fisicità.

Ci "vediamo" al parco di Morsano dunque!

Motiva il Friulano: Umiliazione


Per motivarsi é importante avere delle immagini forti che ti diano la carica! La carica di ottimismo Tipicamente Friulano! 

sabato 22 novembre 2014

Motiva il Friulano: Esempio


Per motivarsi é importante avere delle immagini forti che ti diano la carica! La carica di ottimismo Tipicamente Friulano! 

Motiva il Friulano: Inettitudine


Per motivarsi é importante avere delle immagini forti che ti diano la carica! La carica di ottimismo Tipicamente Friulano! 

Motiva il Friulano: un successo senza fine

Ci hanno chiesto come mai mettiamo le immagini di Pubblicità Regresso sul tema "Motiva il Friulano". La risposta è semplice: abbiamo scoperto che attirano lettori. Sono infatti i post più cliccati della settimana ogni volta che li lanciamo.

Si vede che qua c'è bisogno di speranza e ottimismo per motivarsi.

Siamo del gatto allora!


Motiva il Friulano: Ottimismo



Per motivarsi é importante avere delle immagini forti che ti diano la carica! La carica di ottimismo Tipicamente Friulano!

venerdì 21 novembre 2014

Motiva il Friulano: Lavoro di Squadra



Per motivarsi é importante avere delle immagini forti che ti diano la carica! La carica di ottimismo Tipicamente Friulano!

Morsano Tic-Toc: Coding per ragazzi

Se n'era parlato lunedì 28 aprile 2014 con "Idee Morsaniche: Corsi di programmazione per bambini e ragazzi" poi CoderDojo Friuli Venezia Giulia s'é fatto avanti ed é nato il primo #CoderDojo della regione Friuli Venezia Giulia.
Ora ne parla anche il Corriere della Sera: 

Che cos’è il coding e perché i vostri figli dovrebbero imparare a programmare

21 NOVEMBRE 2014 | di 

Visto che il primo CoderDojo Friuli Venezia Giulia l'ha tenuto, tra gli altri, anche un informatico originario di castions di Strada, ci si chiede quanto tempo ci vorrá alle scuole della zona e principalmente, ai genitori della zona, per mettere in piedi un'esperienza del genere anche qui.

...tic-toc. tic-toc 




martedì 18 novembre 2014

Misteri della fede: Come mai il pedaggio Palmanova - Villesse costa piú del Palmanova - Redipuglia?

Molti morsanesi vanno a vedere i film al cinema annesso al  centro Commerciale Tiare e quindi entrano in autostrada a Palmanova e in 10 minuti escono a Villesse. Allo stesso modo escono a Redipuglia quando si recano in aeroporto a Ronchi dei legionari. 

Non é difficile notare una stranezza: come mai il pedaggio a Villesse, che é piú vicino al casello di partenza, Palmanova, costa di piú del pedaggio a Redipuglia, che é piú lontano dal casello di entrata, appunto, Palmanova? 

Qui i dettagli, al 18 Novembre 2014:
  • Palmanova-Villesse, percorso di circa km 15, costo del pedaggio € 1.70
  • Palmanova-Redipuglia, percorso di circa km 19, costo del pedaggio € 1.30

Differenza: € 0.40 pari al 30% in piú nonostante si percorrano circa 4.0 km in meno!
Misteri della fede! 
Frene milio!

Bella Villa Padronale in vendita a Felettis


I morsanici ci passano davanti spessissimo perché é sul tragitto che porta all'ospedale di Jalmicco. Si butta l'occhio e si dice "pensa che bella villa, peccato non sia ristrutturata ed abitata". Ebbene, se vivere in una villa da sogno é il vostro sogno, ora sapete che é in vendita.

Dettagli qui: http://www.ivgudine.it/beni/villa_volturno/index.html


domenica 16 novembre 2014

Motiva il Friulano: Stupore


Per motivarsi é importante avere delle immagini forti che ti diano la carica! La carica di ottimismo Tipicamente Friulano!

Motiva il Friulano: Sottostima


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Motiva il Friulano: Motivazione


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Motiva il Friulano: Mediocrità



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venerdì 14 novembre 2014

Possibilità professionali per i giovani Morsanesi (e della nazione che li circonda)


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In Italia i giovani brillanti che hanno prospettiva futura, lavorano nell'impresa del padre (essendo pressoché assenti le madri imprenditrici) oppure emigrano.

 Tutto il resto del panorama professionale giovanile si divide sostanzialmente tra:

- giovani capaci ma senza azienda del padre e che quindi son frustrati, sottopagati e de-professionalizzati in mansioni molto al di sotto delle loro potenzialità;
- giovani incapaci ma con padre con agganci politici/clientelari, che son pagati più del meritato in un lavoro (generalmente nelle partecipate pubbliche) ottenuto grazie a raccomandazioni spudorate ma non se ne rendono conto

Per ovviare alla padella e pure alle braci qui sopra tocca emigrare. Così capita di vedere articoli come questo di oggi sul Sole 24 Ore:

"«Me ne vado dall’ Italia». E diventa il più giovane cardiochirurgo pediatrico della Gran Bretagna"

È italiano il più giovane cardiochirurgo pediatrico in Uk. Si chiama Simone Speggiorin, ha 37 anni e un curriculum straordinario. Ma in Italia per lui non c'era posto. Opera bambini a cuore aperto o con malformazioni alla trachea.

E vale pure a Morsano. 

Tre anni dopo: dei casi di grande corruzione in Austria (in-Felix) ne avevamo parlato nel 2011 e ora guarda cosa salta fuori...

Ve lo ricordate il post "I vicini di casa: Austria (in)felix"? 
Vabbeh, appendiamo i
Lederhosen al chiodo

Si parlava della corruzione in questo simpatico paese, crocevia tra Est e Ovest sulla rotta di ogni commercio e traffico possibile ed immaginabile tra Europa dell'Est e mercati dell'Europa dell'Ovest, dal gas alle materie prime, dalle armi alla droga, nazione militarmente neutrale e con una pietra sul segreto bancario impossibile non solo da togliere ma pure da spostare visto che il segreto bancario è scritto in costituzione*. 

Avevamo menzionato in particolare:

"Che qualcosa non andasse lo si è capito dalla quasi bancarotta della Hypo Group Alpe Adria è [...] Ci sono poi le vicende legate ai conti bancari del defunto governatore della Carinzia, Heider il quale, secondo quanto riportato dal Financial Times del 22 ottobre 2010 ("Corruption: Finance probes stretch limits of justice system") aveva dei conti milionari in Linchenstein che pare raccogliessero donazioni da niente popodimenoche Saddam Hussein e Gheddafi". "Sempre nella sfera di Heider, c'è un'investigazione in corso sulla privatizzazione di un'azienda di stato nel settore abitativo. Inchiesta per corruzione". "Questi sono solo due casi che il presidente del gruppo di lavoro anticorruzione dell'OCSE, Mark Pieth, cita tra i tanti che fanno dell'Austria "un'oasi di corruzione" (parole sue). Così, è stata solo l'ironia della sorte a far si che, un anno fa le nazioni unite abbiano aperto proprio in Austria l'accademia internazionale per la lotta alla corruzione (International Anti-Corruption Academy)"

Ebbene, ora, 14 novembre 2014, il blog "Austria Vicina" ci racconta che "Il boss di Bayern Lb confessa: ho corrotto Haider con 2,5 milioni", il risultato che si prefiggeva era l’acquisto di Hypo Bank all'epoca controllata dal Land Carinziano.



* in origine la ratio di questa norma costituzionale era che si voleva evitare che un governo facesse quello che fecero i Nazisti, cioè andare a spulciare nei conti dei cittadini ebrei. 

giovedì 13 novembre 2014

Arte Contemporanea: alcuni Artisti vengono Pompati Artificiosamente?

Per interesse personale i blogger nel loro tempo libero si occupano di arte (d'altronde un collega di lavoro s'è appena comprato un Rembrant, mica puoi essere tagliato fuori).

Illuminante quanto detto durante la trasmissione di Radio24, Mix24 di Gianni Minoli nella puntata del 12 novembre 2014 "Il mercato dell'arte in Italia", che si può seguire via podcast. Si parlava della fiera dell'arte di Torino ARTISSIMA e più in generale dell'arte contemporanea. Alla domanda "cos'è che determina il valore commerciale di un'opera d'arte contemporanea?" e quindi di un artista, la risposta è stata illuminante. 

S'è suggerito che alcune gallerie pompano degli artisti e a suon di tam-tam mediatico e riescono ad imporli con costi delle opere molto alti. Un esplicito riferimento è stato fatto alla White Cube Gallery di Londra e ad alcuni artisti britannici facendo pure i nomi (nel caso specifico era quello di Damian Hirst) o vagamente a delle mostre personali promosse da queste gallerie o case d'asta.

E chi è che in questo momento ha una mostra personale alla White Cube Gallery?  Tracey Emin

Caso volle che recentemente Dagospia avesse polemizzato con questa mostra personale organizzata dalla menzionata galleria londinese. Il titolo della polemica era il seguente:

SENZ’ARTE MA PARTE - LA MOSTRA DI TRACEY EMIN A LONDRA AL CENTRO DI POLEMICA VIOLENTISSIMA: “PRIVA DI TALENTO, E’ UN TRIPUDIO DI INCOMPETENZA E FURBIZIA” – ‘’TRACEY, COME DAMIEN HIRST, HA DISTRUTTO L’ARTE”

A chiudere il cerchio, con simpatica coincidenza, arriva questa settimana "D", il settimanale di Repubblica con copertina dedicata a... Tracey Emin


A che gioco giochiamo!?!  

Motiva il Friulano: Sconfitta



Per motivarsi é importante avere delle immagini forti che ti diano la carica! La carica di ottimismo Tipicamente Friulano!

mercoledì 12 novembre 2014

Attenti al lavoro dei giovani: il futuro é automazione e molte professioni scompariranno

A Berlino si stanno vedendo piú robot che tagliano i kebab che umani (vedete il video qui sotto). Il CTO della cittá di Berlino (in pratica il responsabile informatico della cittá), citando l'esempio dei Kebab, ha chiaramente detto quello che nel mondo della tecnologia si dice da anni: in futuro molte professioni scompariranno perché ci saranno sistemi automatici a sostituire gli umani. 



Il problema é che quel futuro é dietro l'angolo e chi ha 10 anni oggi, quando ne avrá 20 si troverá di fronte un mondo del lavoro totalmente cambiato. Quindi meglio prendere le precauzioni subito.

Le tecnologie "in-memory" e l' "Internet delle cose" (sensori, monitoraggi automatici e reazioni automatiche da parte di macchine indipendenti da comandi specifici dell'uomo) sono in fase di forte sviluppo grazie ad avanzamenti tecnologici resi disponibili da specifiche evoluzioni prima non esplorabili.

I piccoli morsanesi é bene che abbiano genitori con un occhio fino per le professioni del futuro e soprattutto per quelle che scompariranno molto presto.

martedì 11 novembre 2014

Libro consigliato: LETTERA A CLEMENTINA (Il nonno spiega alla nipote come l'ha indebitata)

Ho detto a mia nipote tutto quello che dovevo dirle, senza peli,sulla lingua, sulla situazione dell'Italia e su come è iniziata.. Mi ci è voluto un libretto. Piero Villotta

Chi vuole leggerlo lo trova gratis sul sito www.nonnoracconta.it

La polemica del momento che vale la pena seguire

Alcuni lettori ci han segnalato la polemica del momento che consigliamo di seguire.

Come seguire la polemica del moneto?

1) Leggete questo post: DIRETTORE A LEI DEDICHIAMO 'A LIVELLA

2) Continuate a legger quotidianamente qui: (es. Maltempo, la Pontebbana è bloccata: è esondato il Ledra)

E' consigliato munirsi di popcorno, birra e di sedersi su una comoda poltrona con laptop collegato al wireless per godersi lo spettacolo al meglio.

Buon proseguimento. 


lunedì 10 novembre 2014

La Petizione per i martiri di Cercivento


Firmate anche voi “Caro Presidente, ora riabiliti i martiri di Cercivento”.

Furono vittime della decimazione di Cercivento, quindi selezionati a caso. La decimazione non era neppure prevista dal codice penale militare di guerra. Fu tollerata dal comandante supremo Luigi  Cadorna e quindi applicata. 

Per la restituzione dell’onore ai quattro alpini friulani fucilati dopo la selezione casuale con la decimazione di Cercivento, si sono mossi ripetutamente discendenti e autorità locali, trovando però una netta opposizione in quanto “l’istanza di riabilitazione deve essere proposta dall’interessato”.

Per la firma completa qui.
 


domenica 9 novembre 2014

Il caso storico: Antonio Bergamas perchè è elencato nelle lapidi ai caduti sia di Gradisca d'Isonzo che di Trieste?

Una passeggiata nel Parco della Rimembranza a Trieste, a ridosso del castello di San giusto, vi farà notare la lapide ai caduti della città. Tra di essi spicca il nome di Antonio Bergamas, nome noto nella storia d'Italia perchè la madre fu scelta a rappresentare tutte le madri che nella Grande Guerra avevano perso un figlio le cui spoglie non erano mai state ritrovate: la mamma del milite ignoto.

La storia del Milite Ignoto merita un approfondimento cui si rimanda.

Antonio Bergamas è quindi una figura conosciuta agli storici ed è quindi comprensibile che due capoluoghi comunali si contendessero il suo nome sulle loro lapidi dedicate ai caduti della Grande Guerra. In particolare Gradisca d'Isonzo, il comune di nascita e Trieste, il comune dove visse gran parte della sua infanzia.

L'aspetto interessante è la storia nascosta dietro le lapidi dedicate ai soldati di etnia italiana che di fatto disertarono l'arruolamento nelle armate austroungariche per fuggire nel Regno d'Italia ed arruolarsi con il Regio Esercito dei Savoia. Alcuni numeri di trovano qui:
"Quanti furono i Militari di Etnia Italiana arruolati nelle armate asburgiche durante la Grande Guerra?" ed il fatto fondamentale è che dei probabilmente 90.000 soldati di etnia italiana arruolati nelle file austroungariche solo 700 disertarono per combattere per l'Italia. Per inciso, disertare non era facile perchè il rischio di ritorsioni contro le famiglie lasciate nei paesi del Friuli Austriaco non erano da ignorare, come neppure si poteva ignorare il rischio che se catturati si rischiava non la prigionia come gli altri ma la fucilazione per tradimento. Detto questo va notato il diverso trattamento riservato ai mutilati, ivalidi e reduci di guerra: quelli del Friuli Austriaco, quando tornarono a casa, da Trieste ad Aiello, da Gorizia a Tarvisio, non si videro riconosciuto nessun diritto come ex combattente, nessun vitalizio, nessuna pensione; cosa diversa rispetto chi aveva invece varcato il confine per combattere per i "liberatori" italiani. Stessa disparità di trattamento coinvolse i caduti: per gli "austriacanti" nemmeno una pietra mentre per gli "irredentisti" addirittura un'ara come a Gradisca e una bella lapide nel Parco della Rimembranza a Trieste.

Ma andiamo con ordine e parliamo dei monumenti di Gradisca con un brano tratto da "Alpini Oltremanica" in uscita a dicembre 2014.

Ritornare a Gradisca in occasione del Centenario della Grande Guerra permette di riscoprire un aspetto particolare di queste terre di antichi confini: i molti italiani che combatterono nelle fila dell’Esercito Austroungarico.

L'impero d'Austria-Ungheria fu uno Stato multietnico e multiculturale dove si parlavano ufficialmente molteplici lingue: tedesca, magiara, ceca, slovacca, serbo-croata, polacca, rutena, rumena, slovena e italiana, sebbene la lingua militare fosse il tedesco. Questo grande Stato comprendeva anche alcune zone a maggioranza italiana come l'odierna provincia di Gorizia.

Allo scoppio della guerra alcuni sudditi, non riconoscendosi nell'Impero e credendo nell'italianità delle terre che abitavano, scelsero di disertare e di arruolarsi come soldati volontari nel Regio Esercito italiano. Terminata la Grande Guerra queste figure divennero molto popolari e celebrate, specialmente dal regime Fascista, come esempi di patriottismo. Uno tra tutti il tenente Antonio Bergamas, gradiscano e volontario “irredento”, caduto sul Monte Cimone nel 1916 e il cui corpo non fu mai identificato dopo la sepoltura in loco ma che simbolicamente si trova all'Altare della Patria a Roma. Nel 1921, infatti la madre di Antonio, Maria Bergamas, fu eletta a rappresentante di tutte le madri dei soldati dispersi in guerra, per scegliere il feretro del Milite Ignoto che dal Cimitero degli Eroi di Aquileia fu poi deposto all'interno del Vittoriano. Ovviamente non fu un caso che fosse scelta la madre di un volontario irredento. Per lungo tempo si è pensato che questi volontari fossero molto numerosi in modo da giustificare anche a posteriori l'italianità di queste terre ma studi successivi hanno smentito questa convinzione. Di fatti, la stragrande maggioranza dei ragazzi di etnia italiana nati nelle terre “irredente”, indossò la divisa asburgica finendo poi a combattere lontano dai confini con l’Italia, in Galizia e sui Carpazi dove l’Austria-Ungeria fronteggiava i Russi.

Queste contraddizioni sono ben conosciute a Gradisca, dove, nei giardini della fortezza è possibile accedere ad uno spiazzo all'ombra degli alberi secolari e soffermarsi di fronte a due monumenti che ripercorrono questo fenomeno e fanno capire quanto sia stata complicata la Grande Guerra in Friuli Venezia Giulia: l'Ara dedicata ai caduti gradiscani per l'Italia e la Colonna ai Caduti gradiscani per l'Austria-Ungheria.

Su un lato della grande Ara, che domina la scena, si possono leggere i nomi di cinque caduti tra cui appunto il celebre Antonio Bergamas, sul lato opposto il bollettino della Vittoria di Armando Diaz. Al suo fianco, il Comune di Gradisca nel 2001 ha posto una colonna di quattro lati per ricordare i ben 90 gradiscani, sudditi asburgici di nazionalità italiana, caduti combattendo con l'esercito Imperiale tra il 1914 ed il 1918. I dettagli sui caduti sono anche stati raccolti in una pubblicazione a cura di Dario Mattiussi, “Cittadini di Gradisca, soldati dell’Impero. Albo dei caduti gradiscani in uniforme asburgica nella Grande Guerra” - Centro Isontino di Ricerca e Documentazione Storica e Sociale "Leopoldo Gasparini", 2007.

La rivista “L’Alpino” di marzo 2014 (16 rubli per “La nostra fede”) ha dedicato un approfondimento a quelle decine di migliaia di uomini che fino alla fine indossarosono la “divisa sbagliata” sottolineando come circa 700 invece scelsero di scappare in Italia e vestire la divisa grigioverde rischiando l’esecuzione sommaria per tradimento se catturati dagli Austriaci (come accadde all’Alpino Cesare Battisti). La considerazione che il giornale fa è che la storia di questi soldati è lacunosa e probabilmente è stata sabotata nel primo dopoguerra. Basti considerare che in molti comuni dei territori ex-asburgici, la memoria dei “loro” soldati asburgici è stata completamente cancellata o ignorata dalle varie amministrazioni civili tanto che i monumenti a loro ricordo, come quelli di Gradisca, sono rarissimi. Questo nonostante sia un fatto storicamente evidente che la maggioranza degli abitanti del Friuli austriaco e della Venezia Giulia richiamati alle armi confluì nelle file dell’esercito austro-ungarico e fecero il proprio dovere fino alla fine (in totale da queste terre ben 30.000 soldati di cui circa 3.000 caduti). Tuttavia militarono nell’esercito degli sconfitti e come si sa, la storia poi la scrivono i vincitori, ma per fortuna, in posti come Gradisca d’isonzo, si riesce a comprendere il passato senza falsa retorica e nel rispetto delle vicende umane di tutti, senza prevaricazioni.

In molti ora auspicano che a Trieste, oltre al ricordo ripetuto ad Antonio Bergamas, ci possa essere un monumento ai caduti della Grande Guerra che militarono nelle fila dell'Esercito Austroungarico al pari di quanto fatto a Gradisca.  

Colonna ai Caduti gradiscani per l'Austria-Ungheria

Colonna ai Caduti gradiscani per l'Austria-Ungheria

Ara dei Caduti della Grande Guerra a Gradisca. Include solo coloro che disertarono in favore del Regio Esercito del Regno d'Italia anziché essere arruolati nell'Esercito Imperiale Austroungarico come avrebbero dovuto fare da un punto di vista legale essendo Gradisca sotto l'Austria nel 1914 quando l'Austria entrò in guerra contro la Serbia. Tra i nomi c'è Antonio Bergamas che era, appunto, nato a Gradisca.  

L'Ara di Gradisca che ricorda 5 caduti per l'Italia nella Grande Guerra

Medaglia celebrativa dell’Imperial Regio Reggimento di Fanteria Nr. 97 formato da soldati di diversa nazionalità, provenienti dalle Province meridionali dell’Impero, in particolare  dal Friuli Austriaco, da Trieste e dall’Istria, ossia dal Küstenland (Litorale).

La lapide nel parco della Rimembranza a Trieste ricorda i caduti della Grande Guerra che anziché combattere
inquadrati nell'Esercito Austroiungarico decisero di disertare in favore del Regno d'Italia. Sono qualche centinaio rispetto alle migliaia di triestini che caddero con la divisa imperiale.  

Trieste-Berlino 1180 KM


Oggi, 9 Novembre 2014 ricorre il 25° anniversario della caduta del muro di Berlino, una ragione in più perchè i morsanesi in gita domenicale notino che all'incrocio del castello di Miramare c'è una pietra con inciso il simbolo della città di Berlino e la distanza chilometrica da Trieste (1180 km). 

La storia della pietra miliare indicante la capitale tedesca non è facile da discernere. 

Secondo alcuni risale al patto dell'Asse del 1938, secondo altri risale al 1943 quando Trieste fu annessa al Terzo Reich come provincia parte dell'Adriatisches Küstenland (Zona d'operazioni del Litorale Adriatico). Secondo un articolo del Piccolo del 1963 risale a quell'anno.

Ci viene incontro il giornale online La Bora con una spiegazione ed una proposta che condividiamo. 

Gonars: un monumento importante

2 Novembre 2014

Per la storia del campo di Gonars clicca qui.

sabato 8 novembre 2014

Organizzare un Evento: come trovare una data che vada bene a tutti

Il morsanico sa che per trovare un accordo tra un gruppo di persone per una data per un evento, una cena, una festa ecc. si diventa matti.

Cossì si ricorre alle innovative idee stile Silly Valley (battuta su Silicon Valley...). Usare questo tool aiuta: http://www.congregar.com/create

Provate per credere.







venerdì 7 novembre 2014

La Speranza


Le riflessioni profonde del bar oggi ci portano ad una nota sul concetto di speranza. Da questi banconi si pensa subito al sergente "Lorusso" (interpretato da Diego Abatantuono) nel film Mediterraneo dice "Chi vive sperando, muore cagando!"

Insomma, per il bancone l'UNICA SPERANZA è solo il Guttalax.

mercoledì 5 novembre 2014

Felici ma Furlans...

Fame e Pellagra

Magazzini Sonori
Proprietà dell'oggetto
Compositore Federico Berti
Autore testi Federico Berti
Esecutore Federico Berti
Data esecuzione 01/01/2011
Luogo esecuzione Italvox - Bologna
Etichetta CD/Book
Produttore Nota / Valter Colle
Data di pubblicazione 2012
Genere World Music / Musica Popolare
Provenienza Federico Berti
Licenza Creative Commons Attribuzione

martedì 4 novembre 2014

Idee Morsaniche: crea le maglie per una causa comune

A Morsano già anni fa s'erano fatte le maglie con il logo del paese. Messe a disposizione di chi le voleva, con il ricavato si sono fatti acquisti di interesse paesano (es. il colore per ridipingere il campo di tennis).

Il concetto è stato raffinato dal sito https://fabrily.com

Come funziona?
Tu disegni la tua maglietta, la diffondi promuovendola sui social media poi la Fabrily raccoglie gli ordini, stampa le magliette e le spedisce. Alla fine ti invia i profitti.

Un sistema interessante per promuovere idee e giuste cause abbattendo i costi fissi.

lunedì 3 novembre 2014

Numeri Utili: Costi Universitari nei paesi Europei (2014)


Il costo dell'università nelle diverse nazioni europee. Le più costone in Gran Bretagna (vedi
Se le Università Inglesi si fanno del male, quelle Italiche non si fanno del bene), quelle gratuite nell'europa dell'Est, Scozia, Scandinavia e dal prossimo anno anche in Germania.

domenica 2 novembre 2014

Idea Morsanica: il chiosco itinerante

Ne parla un articolo di "L'inchiesta" ("L’enoteca sale sul camioncino" È street food mania e non poteva mancare l’enoteca viaggiante. L’idea di due professionisti milanesi) e si tratta di una cosa semplice: un chiosco mobile su un semplice camioncino.

A Morsano potrebbe essere l'idea per avere un angolo dove bene in un posto diverso ogni sera d'estate. Oppure nel parco giochi vicino al campo di tennis per assistere a delle partite di un torneo o semplici allenamenti e bersi una birra. 


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