giovedì 30 settembre 2010

Spritz Politics: Se fare (l'ex) Politico ti Sistema per tutta la Vita

Lo ha segnalato un lettore e subito s'è scatenata la bagarre in osteria. Per la verità, dopo aver dato fuoco a queste polveri, sono scattati una serie di "Spritz Debates" che per amor di sintesi concentriamo su un unico post.

Cos'è successo?

Ebbene, a metà agosto, il quotiano di Trieste, "Il Piccolo" ha pubblicato una serie di articoli sui benefici che ottengono gli EX consiglieri regionali, quelli in carica e pure i dipendenti regionali. Vedi  Vitalizio per 146 ex consiglieri regionali e c è chi lo ha maturato dopo quindici mesi e Vitalizi d'oro per 146 ex consiglieri regionali e Dai mutui casa a tasso zero alle spese per figli e funerali tutti i benefit dei regionali.

Se da un lato ci sono addirittura i mutui a tasso agevolato (ma perchè? Sono considerati degli indigenti?), spese per i figli e perfino per i funerali, tra tutto, fa specie che si eroghino somme comunque ragguardevoli se comparate con lo stipendio medio in Friuli VG...agli ex-consiglieri.  
Il Piccolo offre una lista degli ex-consiglieri allegando anche a quanto ammonta il loro vitalizio. Ce ne sono alcuni che risiedono anche nella nostra zona.
Come detto, le polemiche al bar sono state molteplici:

- Come mai "Il Piccolo" ne ha parlato ed il "Messaggero Veneto", che fa parte della stessa proprietà editoriale non ne ha fatto menzione?

- Come mai i nostri ex consiglieri regionali godono di questi vitalizzi? In base a quale criterio vengono selezionati i benefici?

- Comme fanno i consiglieri regionali a parlare di crisi economica se poi godono di privilegi finanziari alcuni dei quali decisamente sgradevoli da accettare per i cittadini comuni? Si ricorda che nel 2010: le sofferenze delle banche sono cresciute (dati ABI), la disoccupazione aumentata (dati ISTAT) ed il deficit tra aziende che chiudono e quelle che aprono s'è allargato (dati Camere di Commercio). E qui si parla di vitalizzi anche di 4.300 Euro al mese...

- Ma ci sono davvero così tanti soldi da poterli distribuire a destra e a manca soprattutto agli "ex"? E qual'è la "ratio" dietro questi vitalizzi?

E il dibattito al bancone continua...

lunedì 27 settembre 2010

Una Rotonda non fa Primavera.

S'era letto di una riunione sulla viabilità che si sarebbe tenuta il 15 settembre. Le prime notizie ai cittadini sul contenuto della riunione sono state rese pubbliche dal Messaggero Veneto del 25 settembre (Napoleonica più sicura con sei rotatorie).

La buona novella è che a Morsano non ci saranno rotonde.

Il che, se ci pensate, significa che il tratto di  Napoleonica che passa lungo il territorio paesano, è stato reputato "non pericoloso". O quantomeno "non pericoloso" quanto altre zone che avranno una rotonda (o due nel caso di Gonars, che già le aveva annunciate a mezzo stampa il 20 agosto).

Insomma, anche se non riusciremo a figurare nella classifica delle rotatorie d'Italia questo è comunque un certificato di sicurezza stradale che ci invita a pensare positivo.

venerdì 24 settembre 2010

Morsano Criminal: i banditi debitori seriali (...chei che an bez di dà a ducj)

Capita spesso ai morsanesi che fanno gli imprenditori di imbattersi in clienti che non pagano.

Si parte dai banditi nell'industria ovvero dai titolari di aziende che falliscono (spesso strategicamente) e i creditori s'attaccano e si arriva a quelli che non pagano tutta una serie di servizi dal costo relativamente basso ma, euro oggi euro domani, dopo poco tempo devono al mondo migliaia di euro.

Infatti, spesso succede che chi non paga é un bandito seriale ovvero non paga tutta una lunga serie di fornitori.

Il caso piú incredibile é quello di personaggi che, con varie scuse, non pagano neppure un pieno di benzina oppure oggettistica di relativamente basso costo e se ne fregano se i creditori vivono adirittura nella loro stessa zona.

La base di questo comportamento é che difficilmente un piccolo creditore si fará avanti in maniera insistente per esigere il credito e quindi il debitore la fará sostanzialmente franca.

Se il credito é di una certa entitá ci sono sempre le vie legaliE qui scattano le grasse risate.

Una delle ragioni per le quali ci sono tanti processi arretrati e di converso una delle ragioni per la quale ci sono cosí tanti avvocati  in Italia é proprio la lentezza del sistema. Lentezza favorita da un ordinamento che "permette" l'appiglio a quisquiglie procedurali fino alla prescrizione o alla morte degli attori del processo con una pletora di avvocati da sfamare. Cause trentennali sono abbastanza comuni.
Non pagare l'affitto sembra convenire perché in Italia, dalla casa non ti butta fuori mai nessuno. Non ne parliamo poi di quando si tratta di riscuotere dei crediti. Ne sanno qualcosa gli stranieri che vogliano fare affari in quest'Italia dominata dall'incertezza giuridica, dove chi si prende una caparra non sai mai se te la ritorna o meno qualor, per sua colpa, l'affare non vada in porto.

Morsanesi che hanno avuto e che hanno a che fare con i "banditi-debitori seriali" ce ne sono parecchi e ci sono anche paesani che hanno avuto a che fare con il mondo del recupero crediti e sono molto pessimisti sul tema.

L'unica soluzione é la prevenzione che si manifesta attraverso la rete di conoscenze sul territorio e nel settore in cui si fanno affari. Prima di vendore qualcosa, il morsanese si informa in giro sulla reputazione dei potenziali clienti ma aihmé, alle volte qualche bandito riesce a farla franca. L'unica soddisfazione é quella di mettere questi personaggi alla gogna del circuito d'informazioni paesano gridando ai quattro venti che "chel l'á bez... di dá a ducj!

PS Nomi e cognomi saranno felicemente forniti in privata sede a richiesta...

giovedì 23 settembre 2010

Spritz Debate - Piccola Impresa vs Grande Impresa per i Morsanici

Discussione accesa questa sera tra spritzettari e prosecchisti su quale sia il miglior posto di lavoro: la grande impresa o la picola impresa?

Da un lato chi sostiene che la piccola impresa dá piú soddisfazioni anche economiche visto che il proprietario puo' valutare piú direttamente quanto un dipendente lavori e sia bravo, mentre nella grande impresa i livelli burocratici sono talmente articolati che il talento si nasconde dietro la politica dell'ufficio.

Dall'altro lato chi sostiene che la grande impresa paga di piú i dipendenti e offre maggiori possibilitá di carriera e crescita professionale.

Il discorso si é anche inceppato sul concetto dei 2.000 euro mensili: sono da considerarsi un buon stipendio o no? A Morsano c'é chi li prende felicemente lavorando come dipendente di aziende piccole, mentre ci sono morsanesi che lavorando per grandi aziende regionli a quella cifra li non ci arrivano. Forse é il settore in cui l imprese operano ma visto che tutte le imprese della zona o sono manifatture o banche, la comparazione tra piccola impresa e grande impresa si puó fare senza troppi distinguo.

...e il dibattito continua.

L'Angolo dei Trofei Paesani

Al bar c'é un angolo dove ci sono le foto delle squadre del "Trofeo dai Borcs 2010", il "Trofeo dai Borcs" e la "Sedon di Len".

Sia il "Trofeo" che la "Sedon" hanno targhette con inciso il nome del vincitore e l'anno.

I due trofei sono addornati dai colori dei borghi che li hanno vinti all'ultima edizione della competizione. Cosí il fiocco bianco e rosso per il Borc Centrâl vincitore della "Sedon di Len" e blue e rosso per Borc di Sore vincitore del "Trofeo".

Manca solo la "Coppa Chiosco" (che é a casa del vincitore!).

L'angolo dell'Orgoglio Morsanese.

Nella parete sul retro ci sono le foto dei tornei dei borghi degli anni precedenti. La tradizione continua.



mercoledì 22 settembre 2010

Spritz Hi-Tech - Nintendo Wii: Gioco o Fisioterapia?

L'altra sera é scattata una discussione filosofica tra dei morsanesi interessati al mondo dei giochi: la Nintendo Wii, é da classificarsi come un gioco o come uno strumento per esercizio fisico?

In osteria le opinioni si sono subito divise su due fronti:


  • é un gioco perché o compri l'XBox, Play Station o simili oppure compri il Wii. Quindi se fa concorrenza ad un'altra console ...é da considerarsi una console quindi un gioco.

  • é uno strumento per fare ginnastica perché funziona solo se ci si muove con il fisico. Meglio ancora, é uno strumento per fare riabilitazione e per questo lo usano nelle cliniche (quelle piú moderne) per far esercitare i pazienti che necessitano fisioterapia per alcune patologie.

Come sempre, quando ci sono questioni fondamentali, Morsano si divide sempre a metá!

...e il dibattito continua

martedì 21 settembre 2010

Morsano di Strada o Morsano della Rotonda?

Il 15 settembre 2010 secondo gli annunci di tempo fa sia sulla carta stampata che su blog (NAPOLEONICA E AUSA CORNO: QUALCOSA SI MUOVE), s'è tenuta una riunione sul tema della viabilità e strade della nostra zona. Sempre secondo i vari annunci, all'incontro avrebbero partecipato i sindaci di Bicinicco, Castions, Gonars e Porpetto dall'altra parte del tavolo ci sarebbe stata la Provincia.

Di ieri la pubblicazione sul Messagero Veneto (Il piano dei cantieri sulle strade del Fvg Via a nuovi lavori per 450 milioni di euro) della lista degli interventi programmati sulle strade del Friuli Venezia Giulia annunciati dall'assessore regionale Riccardi. Nella lista compaiono in bella mostra ben 41 milioni di euro per "rotatorie" sulla statale 252 (che ora è tecnicamente la regionale 252) altrimeti detta "Napoleonica".
Nella prima parte del post si parla di "annunci" e si usa il condizionale, perchè della riunione non s'è poi saputo nulla. Probabilmente i nostri servizi secreti sono mal informati e per questo non sanno nulla di cosa si sia discusso e cosa si sia deliberato in quella sede ma di certo i morsanesi sono ansiosi di avere una versione ufficiale (da qualsiasi parte venga va bene) di cosa s'è discusso e di che risultati ci siano per Morsano (o anche per il paese vicino).

Legando la riunione del 15 settembre all'annuncio di Riccardi, la domanda aperta rimane la solita che da 7 anni a questa parte voleggia nell'etere morsanico: ma una rotatoria sulla Napoleonica all'altezza di Morsano, ci sarà o no?

Il sindaco di Gonars, secondo il Piccolo del 20 agosto 2010 (Rotatorie e controlli di velocità sulla Napoleonica), ha già annunciato la realizzazione di ben due rotatorie sul territorio comunale che amministra. Così, nei bar, nelle botteghe, nei campi e nelle officine (già sentita questa da qualche parte...) di Morsano, l'opinione pubica freme per sapere se un giorno anche noi saremo promossi (e ci daranno i soldi per farlo) da Morsano di Strada a... Morsano della Rotonda.

Nel frattempo si attendono comunicazioni ufficiali...

lunedì 20 settembre 2010

Spritz Debate: al "Perdon" a tirare la Carretta son sempre quelli

Il Perdon dell'Addolorata da un molti anni non è più lo stesso dei tempi che furono. Fino agli anni Ottanta esisteva il connubio tra la festa religiosa e la sagra paesana per cui, tra la messa solenne e la processione pomeridiana, si inserivano le gare ciclistiche, i giochi popolari con la "cuccagna", chioschi, bancarelle, balli e via dicendo. Poi per varie ragioni, la sagra non si fece più e rimane la festa religiosa e basta.

L'evoluzione del Perdon è materia per discussioni più approfondite. Qui ci si limita ad osservare quello che è saltato fuori nelle discussioni di ieri in zona processione.

Appare evidente che la processione sia cambiata: non c'è più la grande partecipazione popolare nè tantomeno la presenza di persone da fuori paese che c'era un tempo ("son a viodi el Udin ca zue cule Juve", ha commentato un morsanese sul sagrado), l'itinerario della processione deve essere segnalato in anticipo alle autorità competenti con tanto di carte, bolli e timbri, il servizio di viabilità deve essere organizzato (con volontari in gilet catarifrangente), i lunghi pennoni che fanno bella mostra di se in chiesa ora non vengono più portati in processione e dulcis in fundo, c'è la "carretta" che trasporta la statua della Madonna anzichè le spalle dei "coscritti".

E già! La statua della Madonna Addolorata fino al 1993 veniva portata a spalle dai maschi che in quell'anno compivano 18 anni, convenzionalmente chiamati "cunscritz" (i coscritti). Era una tradizione sentita ed anche quando non c'erano abbastanza diciottenni per darsi il cambio lungo il percorso, c'era chi si faceva avanti per coprire un pezzo di strada condividendo il peso della statua.

Di diciotenni oggi, non solo non se ne vedono a portare la statua ma non se ne vedono neppure in processione. A conferma di ciò, le foto su Facebook dei neo maggiorenni includono molte gare di spritz ma nessuna immagine di processioni paesane...

I tempi cambiano. Per alcuni anni la statua fu portata a spalle da volontari, questa volta di tutte le età, fino al giorno dell'evoluzione tecnologica con l'arrivo della "carretta".

Non si sa se siano stati i volontari a rinunciare, gradualmente, all'onore/onere del portare a spalle statua e baldacchino (del peso di circa un quintale) o se abbia colpito la mannaia della Legge 626 ad opera di un ordinamento sempre prono a mettere il naso nelle quisquiglie. Fatto sta che, a spalle, nessuno porta più niente e da qualche anno si spinge una carretta con la statua sopra.

Per inciso, chi ha ideato, lavorato e finanziato la "carretta" ha fatto un'opera degna e questo gli va riconoscito. Però, la domanda spritz-filosofica del giorno è: non è che la carretta è solo una comoda scorciatoia?

Il vero problema è la partecipazione paesana alla processione che è crollata. Sarebbe stata un'opera estremamente più difficile ma maggiormente appagante, riuscire a riportare tra i "coscritti" o i giovani in genere, l'orgoglio di "portare a spalla la madonna del paese" e quindi l'orgoglio di "esserci" alla processione.

La tecnologia avrà pure vinto sulla tradizione ma a tirare la carretta sembra siano sempre gli stessi.

... e il dibattito continua.

sabato 18 settembre 2010

Spritz High Education: Classifiche delle Università e Scelte di Vita Morsanesi

Notizia di oggi, la pubblicazione della classifica delle prime 200 università mondiali da parte di Thompson Reuters.

La cosa triste e che tra i 200 atenei non c'è nessuna università italiana, come ampiamente riportato anche dal blog più famoso d'Italia (Beppe Grillo: Università italiane fuori concorso).

Le buone notizie di casa nostra sono che Castions può vantare un professore nella 4^ migliore università al mondo, la mitica università privata californiana di Stanford, mentre Morsano può annoverare un "doctor" - PhD nel dipartimento di ingegneria della 197^ miglior università al mondo, la University of Illinois di Chicago oltre che un masterizzato al Royal Holloway dell'università di Londra (88^ in graduatoria) e qualche Erasmus qui e là inclusa l'Università di Vienna che figura al 195° posto.

Poi buio pesto.

E' tutto sterco quello che non luccica?

In realtà no. E' vero che il rapporto numero di professori vs studenti è molto basso in Italia, è vero che le università italiane prediligono esami basati sul sapere a memoria quello che c'è scritto sul libro del professore che tiene il corso (e che ti fa comprare il suo libro ovviamente) piuttosto che favorire il ragionamento personale, è vero che lo stipendio medio di chi si laurea è basso rispetto ad altri paesi, è vero che la preparazione accademica italiana tende ad essere troppo generalista per essere subito utile in azienda, però, i nostri laureati non sono proprio da buttare e la classifica non riflette i pregi dei nostri atenei.

Appare strano che nella lista non ci sia la Scuola Normale di Pisa o la LUISS di Roma, o la Bocconi ed il Politecnico di Milano o il Politecnico di Torino. Tanto per citare quelle che a spanne sono le migliori università italiane. Poi ci sono gli atenei storici dove alcuni corsi di laurea sono veramente all'avanguardia e lasciamo al lettore farsene una classifica.

A detta dei morsanesi che viaggiano in giro per il globo, di laureati italiani di prim'ordine il mondo è pieno e se hanno raggiunto anche vertici di aziende od organizzazioni internazionali, è anche grazie alla loro preparazione universitaria italiana. Gli uffici dell'ONU e di Bruxelles sono pieni di esperti italiani, senza contare i centri internazionali di ricerca scientifica e medica.

Nell'osteria a Morsano c'è chi ha gridato al complotto anglosassone che premia i suoi ma penalizza il resto. Di certo si sa che Harvard, il MIT, Oxford e Cambridge sono delle perle indipendentemente dalla presunta o realte partigianeria di chi fa le classifiche.

Vien da chiedersi se gli studenti italiani non prediligano invece delle lauree più legate al loro territorio ed alla loro famiglia (es. corsi di laurea che aiutino poi a seguire l'azienda familiare) piuttosto che percorsi formativi che proiettano a carriere da svolgere in giro per il mondo. In questa ottica le nostre università sono più che sufficienti a servire il tessuto economico nazionale, senza grilli sulla testa.

Dunque anche se si va nell'anonima università di provincia che il New York Times ignora, sarà una scelta di vita non una scelta accademica e basta. In barba alle classifiche.

Il dibattito continua...

venerdì 17 settembre 2010

Carbon Footprint: Se l'Azienda Morsanese è ad Impatto Ambientale Zero

Di questi giorni è la notizia che l'IKEA ha acquistato da Gamesa sei campi eolici in Germania (leggi la notizia) da 45MW che generano 88GWh all'anno -ovvero energia sufficiente per 17 punti vendita.

Che c'azzecca l'IKEA con dei campi eolici?

Come tutti i bravi Scandinavi, la svedese IKEA è sensibile alle tematiche dell'ambiente e ritiene fondamentale riuscire ad avere un impatto ambientale minimo. Per questo, per ridurre l'impatto ambientale nella forma di emissioni di CO2 nella fase di produzione e commercializzazione dei suoi prodotti o come si dice in inglese "to reduce the carbon footprint", IKEA ha acquistato dei campi eolici.


Le nuove turbine vanno a sommarsi a quelle che già possedeva dopo l'acquisto di 4 campi eolici francesi l'anno scorso. Ora IKEA ha un totale di 52 turbine sparse su 10 campi eolici Europei che generano circa il 10% del suo fabbisogno energetico.

L'azienda ha dichiarato che farà altri investimenti nell'eolico e nel fotovoltaico per assicurarsi un'adeguata fonte di energie rinnovabili e quindi per minimizzare il suo "carbon footprint". Nonchè per contrastare il riscaldamento globale. Già metà dell'energia dei suoi punti vendita mondiali deriva da fonti rinnovabili e pianifica di equipaggiare 150 punti vendita con pannelli solari.

Questo approccio si chiama "carbon offset" cioè attivarsi per pareggiare le proprie emissioni nonchè la propria dipendenza da fonti di energia fossile e quindi inquinante.

La domanda che ci si pone a Morsano è quando si vedranno i nostri imprenditori parlare di "carbon offset" o di "pareggio energetico". O se vogliamo espandere un po': quando le associazioni imprenditoriali considereranno questo principio qualcosa degno di nota nelle loro linee di programma.

E' evidente che le necessità di fondo dei nostri imprenditori sono diverse da quelle di un colosso mondiale come IKEA, però sarebbe interessante - e utile - che anche le piccole e medie aziende guardassero a questo aspetto del fare impresa.



Nel mondo dell'IT si parla da anni di "green IT" e relative certificazioni, nell'urbanistica si parla di "città sostenibili" e abbiamo visto qui sopra che anche nel mondo della grande distribuzione qualcosa si muove.

Chissà che un giorno, oltre alle varie ISO 9000, sulla carta intestata delle PMI non si veda anche un bollino con la certificazione del bilancio energetico aziendale...

giovedì 16 settembre 2010

Non succede mai nulla. Ma perchè Spencer Tunick non passa di qua?

Uffa che barba! Non succede mai nulla a Morsano. Perchè Spencer Tunick non viene qua a fare un paio di installazioni. Di quelle che fanno scalpore, di quelle che catalizzano l'attenzione dei media. Alle volte ti portano in tribunale ma anche la denuncia fa parte dell'arte.

Di certo, le installazioni di Tunick non passano inosservate e sarebbero una botta di vita per l'astiosa letargia morsanica.

Per ora Tunick s'è fermato a Milano... (Tunick e l'alba insolita di Milano)

mercoledì 15 settembre 2010

Iconografia Discografica Morsanese

Ai morsanici che facciano i turisti a Londra, sarà capitato di passare vicino a dei monumenti o edifici che sono diventati delle icone di livello mondiale grazie alla musica. O meglio, grazie al fatto di essere finiti sulle copertine di dischi di gruppi musicali famosi.

Abbey Road e la foto dei Beatles che l'attraversano è stra-conosciuta così come il Battersea Power Plant (fotografato qui a sinistra dal nostro inviato) reso celebre dall'album "Animals" dei Pink Floyd.

La particolarità è che l'album diventa così famoso che il pezzo architettonico rappresentanto viene identificato con l'album stesso. Così il Battersea Power Plant per i turisti diventa "la fabbrica dell'album dei Pink Floyd".

Il 19 settembre ricorre il 180° genetliaco di mons. Pietro Antonio Antivari, vescovo nato a Morsano appunto il 19 settembre 1830. Per celebrare l'occasione, settimana prossima, uscirà sul Messaggero Veneto un lungo articolo sulla vita e le opere del monsignore morsanese a cura dello storico Valerio Marchi.

Al che s'è posto il problema di quale foto potesse rappresentare la Morsano di Antivari. Molto probabilmente sarà la chiesetta di Santa Maria Ausiliatrice altrimenti nota in paese come "glesiute".

Questa volta un elemento architettonico morsanese rappresenterà una personalità paesana. Chissà che un giorno qualche altro angolo di Morsano non diventi famoso grazie ad una produzione discografica.

Contiamo sui musicisti morsanici... (anche se ne frattempo ci affidiamo agli storici)

martedì 14 settembre 2010

Spritz Society: Secondo le statistiche tutti i laureati morsanesi lavorano. Ma cosa facciano è un mistero...

"There are three kinds of lies: lies, damned lies, and statistics" è la famosa frase che Mark Twain attribuì al primo ministro britannico Benjamin Disraeli (1804–1881). La frase, che tradotta significa "Ci sono tre tipi di bugie: bugie, dannate bugie e le statistiche" sta a significare che spesso si utilizzano le statistiche per sostenere delle argomentazioni deboli e prive di fondamento. O semplicemente, che una certa lettura delle statistiche è fallace e porta a conclusioni fallaci.

Così, i morsanesi ogni tanto ragionano su quello che la stampa o i politici raccontano all'opinione pubblica sciorinando una serie di statistiche.

Una statistica che da sempre genera interesse è quella che riguarda il tasso di occupazione tra i laureati. A sentire le note ufficiali delle università regionali, tutti i nostri laureati trovano lavoro subito e questo colloca gli atenei di Udine e Trieste tra i migliori in Italia quanto ad occupazione dopo la laurea.

Bene. Anzi, benonon!

Quello che però nessuno ha la compiacenza di dire, e i giornalisti l'arguzia di chiedere, è se questa sia occupazione qualificata o no. Ovvero, se i laureati de noantri trovino lavori all'altezza del loro titolo di studio o se invece facciano "lavoricchi" tanto per tirare a campare.

I "servizi secreti" morsanici sono perfettamente informati sulla situazione occupazionale dei laureati paesani e sono certissimi che il tasso di "sottocupazione" sia altissimo. In altre parole, le occupazioni della maggioranza dei laureati morsanesi sono al di sotto di quanto le loro qualifiche accademiche dovrebbero offrire.

Il che fa scattare una serie di domande tra gli assaggiatori di aperitivi dei nostri bar:
  • Non è che le statistiche sul tasso di occupazione dei laureati siano una rappresentazione limitata e fuorviante?


  • Perchè nessuno presenta le statistiche sulla "sottocupazione" dei laureati? (ad es. faccio il cameriere con in tasca una laurea in archeologia?

La questione è fondamentale. Basti pensare che se si dimostrasse che la maggiorparte dei laureati delle università regionali fanno lavori al di sotto del loro titolo di studio, ci sarebbe il caso per stringere la vite alle ammissioni alle università e per finirla di spiattellare statistiche incomplete sui giornali. Poi c'è tutto il discorso del numero chiuso che ha ampiamente dimostrato che a Medicina, che ce l'ha, quasi tutti si laureano e trovano un lavoro all'altezza degli studi fatti.

Ma torniamo a noi: che senso ha per lo Stato spendere circa 10.000 euro all'anno per ogni studente universitario - tanto costano gli studenti in media - se questi poi va a fare l'autista di bus? Cinque anni di studio significano 50.000 euro di soldi pubblici... per addestrare un autista di bus. Un po' troppi no?

Se poi si contano i 5 anni di studio senza contributi pensionistici (circa 50.000), le spese di vitto e alloggio (circa 25.000) ed i mancati introiti da guida di bus (circa 75.000), ad uno studente sottoccupato, la laurea costa virtualmente 150.000 euro. Senza contare i 5 anni di tempo buttati al vento.
Poi aggiungiamo la frustrazione di non vedere riconosciuti dal mercato del lavoro i propri meriti accademici che potrebbe generare depressione (ovvero costi per la sanità pubblica) e un cittadino insoddisfatto. Onestamente, chi glielo fa fare di laurearsi? E chi ce lo fa fare di farlo laureare per forza?

Se la società non richiede tutti questi laureati, perchè continuare cinicamente a sfornarne a tonnellate?

C'è poi la famosa regola dell'OCSE che ci innonda con le statistiche sul numero di laureati su popolazione totale e ci fa sempre presente che l'Italia è tra gli ultimi al mondo in queste graduatorie. E giù politici illuminati a ridurre la durate delle lauree, ad aprire le università ai crediti lavorativi, a far creare i corsi di laurea più bislacchi etc. etc.

E un chissenefrega delle statistiche dell'OCSE nooo?

Se poi nel calderone si butta il fatto che la qualità media delle lauree (e dei laureati) è sceso di molto negli anni, c'è ben poco da star felici a sapere "che tutti i laureati in regione stanno lavorando".

E quando non ci saranno più autobus da guidare, che gli facciamo fare ai dottori de noantri?

Per approfondire vedi: The Economist - Critical Thinking, Where do graduates end up doing unskilled work? And earning most?

"Gli ingegneri? Lavoro sicuro ma lo stipendio è in discesa" di Dario Di Vico

lunedì 13 settembre 2010

Le Frecce Tricolori: Grande Festa dell'Italia (e del Friuli) con buona pace di...

Molti i morsanesi che tra sabato 11 e domenica 12 settembre 2010 hanno percorso i pochi chilometri che separano Morsano dalla base di Rivolto per assistere alle esibizioni delle Frecce Tricolori e di altre pattuglie acrobatiche internazionali. L'occasione era il 50° anniversario di fondazione della P.A.N., ambasciatori azzurri dell'Italia nel mondo (e orgoglio del Friuli che ha l'onore di ospitare la base dalla quale decollano).

Sull'onda emotiva, i bar paesani pullulano di esperti di aviazione e già da una settimana i discorsi in bar cadevano in picchiata su virate strette, split ed incroci in due sezioni, ricongiungimenti di fronte al pubblico, “Lomçovak” del solista, Bomba e incrocio, Arizona, Cuore, Alona, Cigno, volo folle, Bull's Eye, cardioide, Ventaglio, Doppio Tonneaux e via dicendo. Poi chi c'ha un diploma del Malignani in tasca lo si vede subito perchè ne sa più di tutti... e se non fosse stato per quel piccolo difetto alla vista o per il mignolino scalfito o l'unghietta incarnata...all'Accademia Aeronatica di Pozzuoli avrebbe fatto furore e chissà che ora sulle Frecce non ci fosse una faccia conosciuta!

A tal proposito, grande ammirazione unanime per il Tenente Colonnello Marco Lant che, da friulano di Bertiolo, ha avuto l'onore di comandare le Frecce proprio in occasione delle acrobazie per il 50° anniversario. Tanto che molti sperano che se è toccato a uno di Bertiolo, chissà che prima o poi non tocchi ad un morsanese!

In paese poi, si ricordano le maschere create qualche anno fa da "Lis Mascaris" in occasione del 45° anniversario delle Frecce (Il volo da Icaro alle Frecce Tricolori).

Insomma, una fantastica manifestazione che ha raccolto oltre 500 mila spettatori e con generale senso d'orgoglio di tutti noi che abbiamo la fortuna di vedere le Frecce nei nostri cieli anche quando sono in semplice addestramento.

Però l'osteria non perdona e ogni discussione sulla PAN, dalle nostre parti include anche un ricordo all'ex membro del parlamento Lidia Menapace che nel 2006, quand'era deputato di Rifondazione Comunista, propose la dismissione delle Frecce Tricolori. Pare disse anche che essendo stata eletta nella circoscrizione del Friuli, sul tema lei rappresentava pienamente il sentire anche dei friulani... Eh, si, si... Per la cronaca, la signora Menapace non fu poi rieletta...

sabato 11 settembre 2010

What's Up Morsan? Bandits

Il termine inglese di oggi é un termine dello slang golfistico; un modo di dire conosciuto a tutti i golfisti anglosassoni. Visto che gli anglosassoni sono praticamente tutti dei golfisti, il significato intrinseco del termine é ben compreso da una larga parte della popolazione di sua maestá (e paesi affini). Il termine é... bandit.

Letteralmente "bandit" significa bandito, fuorilegge, brigante. E fin qui tutto é facile; tuttavia, nel linguaggio golfistico, si parla di "bandits" quando si indicano quei giocatori che imbrogliano sul loro punteggio in barba alle regole da gentleman che questo sport richiede.

Il "bandit" segna meno colpi di quanti in realtá ne abbia fatti oppure mente sul suo handicap qualora non gli sia richiesto un documento che lo certifichi. Insomma, imbroglia.

Non serve neppure aggiungere che, se scoperto, il "bandit" é marchiato con il segno dell'infamia sportiva per tutta la vita (e nessuno vorrá piú giocarci assieme).

In friulano la parola é la stessa, con pronucia leggermente diversa (bandît) ed ha lo stesso significato intrinseco. Si parla infatti di "bandîts" proprio per indicare personaggi che imbrogliano e trovano scorciatoie di comodo senza troppi scrupoli.

Ancora una volta, gli anglossassoni hanno copiato un'espressione dal Friulano... ce raze di bandîts!

giovedì 9 settembre 2010

Un'esperienza interessante: se l'azienda devolve l'1% degli utili e del tempo dei dipendenti in beneficenza

Ogni azienda ha le sue particolaritá. Prima che fosse acquisita qualche anno fa, esisteva un'azienda americana che sistematicamente ogni trimestre licenziava il 5% dei dipendenti meno performanti. Poi ci sono quelle che inventano linguaggi nuovi e solo in quell'azienda la gente si esprime con determinati termini o parole, ci sono poi quelle che hanno una base religiosa ed i dipendenti sono tutti membri di una determinata religione oppure quelle che hanno un modo particolare di far far vestire i dipendenti, poi ci sono quelle politicizzate dove entri solo con la tessera del partito, poi quelle dove entri solo se hai raccomandazioni e via dicendo.

Ma tra tutte, c'e' una particolare storia che ha suscitato l'interesse dei nostri due inviati a Londra. Esiste un'azienda software, Salesforce.com (NYSE: CRM) nata 10 anni fa e che oggi conta 5000 dipendenti ed un fatturato di 1.6 miliardi di dollari che, per pratica aziendale, da sempre, devolve l'1% degli utili e l'1% delle azioni ad opere caritatevoli o di beneficenza. Anche l'1% del tempo di ogni dipendente é dedicato a opere di beneficenza. Il tempo impiegato é pagato dall'azienda ed il dipendente puó scegliere dove e come spendere queste ore di "lavoro per la comunitá".

L'azienda gestisce questa attivitá attraverso una fondazione Salesforce.com Foundation.

L'idea é di contribuire a migliorare la societá che circonda l'azienda ed i suoi dipendenti. Il fondatore dell'azienda e attuale amministratore delegato, Marc Benioff, ha scritto un paio di libri sull'argomento: "Compassionate Capitalism" che gettó le basi per la filosofia filantropica della sua azienda o come lui la definí "integrated corporate philanthropy" (filantropia aziendale integrata) nel suo ultimo libro "The Business of Changing the World".

Un'attivitá particolare ed interessante promossa da un imprenditore illuminato di successo.

Chissá se ispirerá anche gli imprenditori delle nostre zone.

martedì 7 settembre 2010

Spritz Economics: Se il prezzo del cotone schizza ai massimi storici

C'é viva preoccupazione tra gli investitori e le massaie a Morsano per le notizie che arrivano dai mercati internazionali delle "commodities". Pare infatti che il cotone abbia raggiunto un livello di prezzo che é il piú alto da 15 anni a questa parte.

La causa principale sono le innondazioni in Pakistan, che é il quarto produttore mondiale di cotone ma anche i raccolti deludenti in Brasile e Grecia. I raccolti di importanti produttori come India, Uzbekistan e Turkmenistan non riusciranno a compensare le perdite. C'é poi l'azione distorsiva di alcuni "hedge funds".

Anche i cosiddetti "soft" del mondo delle commodities, lo zucchero e il caffé, sono saliti ai massimi storici da oltre una decade a questa parte.

Tuttavia, il cotone preoccupa di piú perché é utilizzato per i gadgets piú distribuiti in paese: le magliette con loghi e ricami.

La popolazione é preoccupata, la casa a Lignano da finire ed il dibattito continua...

domenica 5 settembre 2010

Come mettere fine alla velocitá sconsiderata di certi motociclisti in via Venezia?

Questa settimana sono scattati una "pioggia di post" su diversi blog locali, su un unico tema: la questione della sicurezza stradale.

Abbiamo sperimentato. Di positivo ci sono le visite, cresciute del 10% durante tutti i giorni della settimana (in 7 giorni abbiamo avuto circa 650 visite), nonché l'interesse dei lettori del nostro blog e di quelli che hanno aderito alla "pioggia".

Volevamo finire in gloria parlando del problema della velocitá in particolare delle moto che discendono in paese dalla strada di Gonars, arrivano "sparati" in piazzetta dei caduti a Morsano. Lo scopo é fallico, ovvero di far vedere la propria virilitá, sfilando a tutta velocitá di fronte ai tavoli della pizzeria gremiti di gente .

Prima o poi, sarebbe auspicabile si facesse qualcosa in merito...

un dissuasore, la presenza sistematica di vigili urbani, un semaforo, un passaggio pedonale rialzato etc.

Ognuno ha le sue idee. Il discorso, peró, é se il problema sia riconosciuto come tale o meno da chi potrebbe fare qualcosa in merito.

Tuttavia, la notizia dell'ennesimo incidente sulla "maledetta" Napoleonica (Un’auto piomba su tre ragazzi: morto un 16enne a Bertiolo), non lascia spazio ad altri commenti.

venerdì 3 settembre 2010

Lo dice la stampa estera: sulle strade di Morsano il pedone ha sempre torto

Quando si va in Germania o nei paesi nordici o nei paesi anglosassoni, si rimane di stucco a vedere che le auto sistematicamente si fermano in prossimità dei passaggi pedonali qualora ci sia un pedone che sta per attraversare. Si badi bene, che sta per attraversare, non che sia già in mezzo alla strada.

Basta infatti semplicemente fermarsi un secondo a bordo strada, di fronte a delle strisce pedonali, che gli automobilisti in automatico si fermano e ti fanno passare.

Lo notiamo anche noi quando andiamo a Lignano: gli automobilisti tedeschi si fermano in prossimità dei passaggi pedonali per dare la precedenza ai pedoni.

Sarebbe troppo facile fare la morale sulla "civiltà automobilistica", sulla "buona educazione su strada", sul "senso civico" degli stranieri e sulla nostra becera maleducazione cronica basata sul ubi maior minor cessat dove il maior è il motorizzato ed il minor è il povero pedone inerme.

Tuttavia, di scegliere le strade difficili chi ce lo fa fare? Mica ci pagano!

Pertano sottolineiamo volentieri che fuori da Morsano e fuori dall'Italia, esiste una "civiltà automobilistica" basata sulla "buona educazione su strada" e sul "senso civico" che si contrappone alla nostra becera maleducazione cronica basata sul ubi maior minor cessat dove il maior è il bieco motorizzato ed il minor è il povero pedone inerme.

Si sprecano le notizie su persone investite sulle strisce pedonali (secondo l'INAIL un incidente mortale su tre avviene sulle strisce pedonali) però, nessuno parla dei pedoni che sono perfino "costretti a ringraziare", con cenno della mano, il magnanimo automobilista che si ferma per farli attraversare... sulle strisce.

Magari un giorno faremo una verifica dello stato delle strisce pedonali morsaniche. Per ora constatiamo che praticamente nessuno si ferma se non quando il pedone è già in mezzo alla strisce.

Caso vuole, che la famigerata "stampa estera" abbia notato la cosa e in riferimento alle nuove regole del Codice della Strada abbia riportato: [traduciamo]

"Anarchia, ignoranza della legge o semplicemente la convinzione che le regole siano opzionali: il comportamento su strada degli italiani è un mosaico colorito e preoccupante.

[...] Una regola del nuovo codice della strada italiano, riguarda gli attraversamenti pedonali. Qui gli incidenti sono frequentissimi anche grazie all'incuria di molte amministrazioni comunali che non garantiscono che ci sia un'adeguata illuminazione in prossimità degli attraversamenti pedonali e spesso non ne mantengono visibili le strisce. [...]

Il nuovo codice promette maggiore attenzione verso i pedoni prevedendo che LE AUTO SI DEBBANO FERMARE QUANDO UN PEDONE STA PER ATTRAVERSARE"

(The Economist, "Roads to Ruin, An optimistic attempt to impose order on Italy’s roads", pag. 22 - 26 Agosto 2010).

Diamine, dovremmo fare come i tedeschi a Lignano!

Se non fosse che, statistiche alla mano, sulle strade italiane si muore e ci si ferisce molto di più che sulle strade degli stranieri che scrivono di noi, 'sti stranieri li si potrebbe anche snobbare.

Ma così non è...

What's up Morsan? Roundabout

"Una rotonda sul mare" diceva la canzone e "una rotonda di bare" cantava Zio Tibia in un noto programma di Italia Uno di tanti anni fa. Poi, nel 2003 la provincia di Udine, stanziò dei fondi per realizzare una serie di rotonde (o rotatorie) sulla Strada Provinciale (ex Strada Statale) 252 detta "Napoleonica".

Per essere al passo con i tempi, qualora si realizzasse una rotonda anche a Morsano, dopo quelle di Gonars, i morsanesi si preparano per dare indicazioni ai turisti internazionali che pullulano nelle vie paesane. Quindi, per dire "alla rotonda giri a sinistra" si dovrà dire "turn left at the roundabout".

Sulla valenza delle roundabouts, sulla loro accettazione da parte delle popolazioni, sui calcoli di smaltimento e velocità del traffico sulle rotatorie, la letteratura anglosossone pullula di informazioni. Tra tutte guardate wikipedia.

What goes around, comes around.

giovedì 2 settembre 2010

Ma quanto è dura la vita delle carrozzine morsanesi

La buona notizia, da un punto di vista pedonale, è che di bambini a Morsano di Strada ne nascono sempre meno.

I poppanti necessitano di carrozzina. La carrozzina va spinta e il lattante lo devi far scorrazzare in giro perchè si addormenti e perchè, cullato dal dondolio della carrozzina appunto, gli passino le colichette.

Qui scatta la brutta notizia. Avete mai provato ad andare in giro con una carrozzina sui marciapiedi paesani?

Ovviamente quando si delibera la costruzione di marciapiedi, quando si progettano, quando si realizzano e quando si collaudano, non si può pensare a tutto. E pensare ai saltelli, manovre, sali-scendi che dovrebbero fare le carrozzine sembra non fare mai parte "del tutto".

Così, si possono riscontrare...


  • zone completamente senza marciapiedi. Per cui il poppante circola in strada;

  • zone con marciapiedi erbosi, non asfaltati insomma. Per cui il poppante diventa tartaiot;

  • marciapiedi a salti con degli evidenti scalini in concomitanta di un passo carraio. Per cui il poppante viene svegliato di soprassalto.

  • marciapiedi altissimi (in centro al paese in paritcolare). Per cui il poppante deve sperare di avere Messner come padre.

  • interruzione di marciapiede o restringimento di marciapiede. Per cui il poppante dal marciapiede rientra in strada e può immaginarsi un pilota di F1 che esce dai box.

Tradizionalmente, le amministrazioni pubbliche italiane sono formate da vecchietti per la ben nota incompetenza giovanile italiana. E' un fatto più che naturale che i vecchietti non abbiano più figli piccoli (ormai i figli sono grandi e le carrozzine sono solo problemi degli incompetenti di cui sopra). Di conseguenza, la questione di creare dei marciapiedi pro-carrozzine è un non problema. Il ragionamento fila.

Però... se di bambini non ne nascono più, nella Morsano geriatrica, di vecchietti carrozzati con bandanti che spingono se ne vedranno sempre più... e caso vuole che i problemi siano gli stessi delle carrozzine dei poppanti...

Fate voi 1 + 1 ...

PS Avviso alle badanti: se il vecchietto fa il discolo, per ritorsione... fategli fare un giretto in carrozzina sui marciapiedi del paese...

mercoledì 1 settembre 2010

Foto Biricchina: illuminazione stradale e risparmio energetico - la testimonianza di un lettore terribile


Sempre a proposito di strade, scrive un lettore:

"Ieri sera [NDR martedi 31 agosto], ore 22.36, pedalavo in paese [NDR Castions] ed avendo letto del discorso del risparmio energetico in prova in via Svevo, per curiosità sono andato in quella direzione. Arrivato sulla via... mi è toccato scattare la foto. Più risparmio energetico di così... l'ere dut distudat!"

Ambasciator non porta pena e noi di cognome facciamo proprio Ambasciator... a sinistra la foto di via Svevo ieri sera :-)







PS e la fonte resterà segreta

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