martedì 26 gennaio 2016

Spritz Kids: i morsanesi odiano i bambini?

A metà degli anni Sessanta in Italia nascevano 1 milione di bambini. Oggi arriviamo sì e no a metà.

Lo dicono i numeri: da anni l'Italia condivide con il Giappone il triste primato di meno figli nati al mondo. Abbiamo una crescita zero della popolazione autoctona (quindi escludendo l'immigrazione).
In molti si chiedono come mai non si fan figli. L'ultima polemica sollevata dal fatto che alcuni ristoratori famosi han proibito l'ingresso ai bambini non ha fatto altro che buttare benzina sul fuoco del dibattito: ma gli italiani odiano i bambini?

A Morsano, usando il Morsanometro, è abbastanza facile notare come le coppie di immigrati tranquillamente abbiano anche tre figli piccoli mentre ci sono molte donne sopra i trentacinque anni senza figli o coppie con un figlio solo.

Il facile dibattito sarebbe sul "i figli costano e molte coppie non possono permetterseli" ma i tre figli degli immigrati di cui sopra sconfesserebbero la tesi soprattutto perchè a questi manca il supporto della famiglia allargata e semplicemente riducono i bisogni all'essenziale (es. il pargolo senza la maglia Armani, senza le lezioni di sci e senza mille costosi giochi vive bene lo stesso).

La cosa è anche sconfessata dalle vacanze a Sharm, dai cellulari sempre di ultima generazione, dai vestiti ricercatissimi, dalle auto sempre fighissime, dagli aperitivi sempre precisi e via dicendo. Il soldo quando si vuole c'è.

Ah, e poi la sanità, fino ad ora, qua non costa e i servizi pediatrici sono ampiamente gratuiti o poco costosi.

Lasciamo quindi il dibattito di cui sopra ai bar del paese vicino.

Al nostro bancone stuzzica invece quanto detto dallo psicologo Paolo Crepet a LINKIESTA:

“I nostro individualismo (o egoismo) non ci fa fare più figli. Abbiamo anche smesso di educarli. Li usiamo solo per autorassicurarci. La nostra è una società pedofoba”


Così il bar si divide tra:

- chi ritiene che sia vero quanto di Crepet e che alla fin della fiera agli under 30 di oggi piace far festa ed essere liberi di farla senza legami che limitino il tempo per le attività e gli interessi personali. Da un partner ci si può lasciare e continuare a fare la propria vita mentre dagli impegni legati alla cura dei figli non ci si può sottrarre. Quindi non si fan figli e quando si fanno si prova fastidio per la loro educazione.

- e chi ritiene che sia la società nel suo complesso che non è a favore dei bambini e che richieda al contempo una mamma al lavoro e un moltiplicarsi di impegni per i bambini che richiederebbero un genitore al loro seguito a tempo pieno. Quindi non è questione di egoismo ma di un sistema italia che non si è adeguato alle necessità della società moderna.

...e il dibattito continua almeno quanto il calo demografico

PS provate a cercare su google "bambini italiani"... vien fuori "bambini italiani più cafoni al mondo". che sia il sintomo che i genitori italiani siano i più disinteressati alla loro educazione al mondo?


3 commenti:

Anonimo ha detto...

Abbiamo fatto figli quando non avevamo una lira. Il punto è che siamo diventati egoisti. I soldi preferiamo spenderli per altro

Anonimo ha detto...

Ma «le questioni economiche non c’entrano», dice Crepet. «Abbiamo fatto figli quando non avevamo una lira. Il punto è che siamo diventati egoisti. I soldi preferiamo spenderli per altro. Vengono prima i ristoranti, i week end fuori porta e le settimane bianche. Mentre i figli sono stati eliminati dalla lista della spesa».

Anonimo ha detto...

Il controllo ossessivo sui figli è il riflesso delle nostre paure. Il controllo non è educazione. L’educazione è un impegno che comporta fatica e una società egoista come la nostra non è più disponibile a farlo

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