lunedì 4 giugno 2012

Numeri Utili: Stipendio in Afghanistan di un soldato in missione (2012)

I dati sugli stipendi dei nostri militari impiegati in missione all'estero sono discussi nel post "E’ giallo sui salari dei militari sia in patria che in missione di pace". In media un soldato semplice guadagna attorno ai mille euro netti al mese e quando va in missione all'estero aggiunge un'indennitá giornaliera che varia a seconda della zona di impiego e delle regole d'ingaggio.

Se fosse una missione in quello che giuridicamente si definisce "stato di guerra", un militare non avrebbe diritto a nessuna indennitá aggiuntiva ma, se la missione non si verifica nel contesto di uno stato di guerra, ha diritto all'indennitá.


A guardare i dati, se in Italia le paghe sono mediamente inferiori alle medie OCSE, l'eccezione sembra la facciano le missioni di pace dei nostri militari dove il pacchetto complessivo generalmente supera quello dei colleghi NATO anche quando i colleghi (tipicamente Americani e Inglesi) sono in piena missione di combattimento (eg. provincia di Helmand in Afghanistan rispetto alla meno turbolenta provincia di Herat).


Un soldato inglese, in missione in Afghanistan, guadagna 1,600 sterline al mese di stipendio base più un bonus a fine missione di 5.000 sterline. Inoltre riceve 1,800 sterline se frequenta un corso di lingua locale (es. il dari).

1.600 sterline sono circa 2.000 euro al mese. Il bonus di 5.000 a fine missione (dopo 6 mesi) significa circa 6.200 euro.

Ricapitolando, un soldato semplice britannico che si reca nella provincia di Helmand, dove si combatte apertamente e la missione non è classificata in Gran Bretagna come una "missione di pace" ma per quello che di fatto é, cioè una missione militare in una zona di guerra, guadagna:

Mensilitá 2.000 euro x 6 mesi
Bonus finale 6.200 euro

La fonte è un articolo sul FT "Taking Control in Afghanistan” dello scrittore “Andy McNab” ex SAS (corpo speciale britannico reputato tra i migliori al mondo).

La morale della favola é che in effetti, sembrerebbe, che le missioni di pace italiane siano accompagnate da due caratteristiche: la prima il (sistematico) dispiegamento in zone meno turbolente di quelle dove finiscono gli inglesi, la seconda, da pacchetti retributivi di missione competitivi anche su base comparativa internazionale. 

Poi, rientrati alla base si dirá che in patria i colleghi esteri sono pagati di piú (il che é sicuramente vero in termini assoluti ma va verificato in termini relativi al costo della vita perché vivere a Cividale con mille euro al mese é molto meglio che fare la guardia a Buckingham Palace con soli 2 mila euro al mese). A proposito, le guardie della regina, quelle con la giubba rossa e il casco di pelo d'orso, a rotazione, vanno pure loro in Afghanistan come truppa combattente. Questa volta in mimetica peró (e alcuni finiscono pure col portare i loro video nei combattimenti alla BBC che ne fa un programma chiamato "Our War", la nostra guerra). 

18 commenti:

Vitellozzo Silverdeschi Vantelli della Calastorta ha detto...

05.06.12 06:00:02 Consiglio nazionale delle ricerche Italia xxx.xxx.xxx.xxx Firefox 3.x Windows XP

Anonimo ha detto...

e' la solita storia: chi la seconda guerra mondiale l'ha vinta e oggi ha il miglior esercito d'europa e soprattutto quello pronto a fare quello un esercito fa, cioe' essere pronto ad entrare in combattimento, ha anche un'opinione pubblica che sostiene le missioni di combattimento se servono per gli scopi che democraticamente sostiene il parlamento nazionale. Da noi si deve sempre raccontare che i nostri soldati vanno a distribuire pasti caldi e a fare vaccinazioni. Non sia mai che si dica la verita' e che cioe' la pace nel mondo si garantisce anche usando le armi contro i Talebani di turno. Questo e' il pegno da pagare per aver perso la guerra.

PaoloVE ha detto...

@ Anonimo:

il fatto che Inglesi e Francesi facciano significativo ricorso a mercenari stranieri (Gurka e Legionari di fatto lo sono) aiuta non poco a rassicurare l'opinione pubblica.

Ma non è certo dire la verità etc. etc.

Ciao

Paolo

Anonimo ha detto...

Gurka e Legionari sono una minima parte dell'equazione. Ma se quello è il problema Germania, Italia e Giappone dovrebbero munirsi di "legioni straniere" (cosa che per altro ha anche la Spagna). La realtà non sono le truppe straniere, se si vedono i programmi della BBC si vede benissimo che i 3000 (tremila) caduti in Afghanistan sono inglesi nati in Gran Bretagna.

Vitellozzo Silverdeschi Vantelli della Calastorta ha detto...

i caduti britannici in Afghanistan sono 400 non 3000.

http://dibattitomorsanese.blogspot.it/2012/03/numeriutili-caduti-isaf-in-afghanistan.html

PaoloVE ha detto...

@ Anonimo:

mi risulta che fortunatamente gli inglesi in Afghanistan non abbiano subito un così consistente numero di vittime, ma si siano fermati a poco più di quattrocento.

Tra questi i Gurkha nepalesi (mercenari che guadagnano la cittadinanza inglese a fine servizio, da quanto mi risulta) sono ben presenti, anche se alla BBC sarà chiarissimo il contrario.

Gajbahadur Gurung, Sachin Limbu, Sapper Ishwor Gurung, Arjun Purja Pun, Vijay Rai, ... sono i nomi di una parte dei gurkha caduti.

Ciao

Paolo

PaoloVE ha detto...

E qui si può vedere che quelli che citavo non sono i soli, e che oltre ai Gurkha non mancano (e forse sono anche più numerosi anche se meno famosi) mercenari sudafricani e delle Fiji...

http://www.bbc.co.uk/news/uk-10629358#

Insomma il fattore dei mercenari non è trascurabile, anche se la maggioranza delle vittime sono soldati inglesi.

Ciao

Paolo

Anonimo ha detto...

OK, sono 400 ma nella lista che Paolo invia gli "stranieri" sono meno del 10% dei caduti. I Gurkha *NON* ricevono la cittadinanza britannica in automatico e le loro paghe sono come quelle degli altri soldati inglesi. Nel Commonwealth credo che chiunque possa chiedere di far parte delle forze armate. Sono mercenari i "contractors" che in Afghanistan sono più, in termini numerici, delle truppe americane (cioè si stima che siano più dei 140.000 soldati americani). I contractors guadagnano più di un parlamentare italiano mentre i gurkha portano a casa la paga di un soldato. Non lo fanno per soldi ma per prestigio e senzo di tradizione, altrimenti farebbero i "contractors". Gli inglesi vanno in territorio di combattimento perchè non si vergognano a difendere i loro interessi con le armi. Noi li difendiamo con le armi ma ci vergognamo. E' la differenza tra l'aver vinto la seconda guerra mondiale e l'averla persa. Null'altro.

UK military deaths in Afghanistan ha detto...

La lista dei caduti britannici in Afghanistan

PaoloVE ha detto...

Temo di essere stato criptico se non fuorviante con le considerazioni sui mercenari stranieri, ed in parte concordo con l'anonimo.

In realtà credo che il problema sia più complesso: l'Inghilterra (ed anche la Francia) è abituata ad utilizzare il proprio esercito per difendere i propri territori, oltre che i propri interessi, ancora un po' dappertutto al mondo nelle più o meno ex colonie con modalità che sono viste come chiaramente difensive rispetto ad una aggressione (almeno potenziale): le Falkland, pur essendo dall'altra parte del mondo, per gli inglesi erano terra britannica e gli argentini invasori, quindi bisognava combattere.

A ciò associano il fatto di confinare le perdite umane a militari di professione per di più spesso stranieri, il che rappresenta una condizione in qualche modo accettabile
per l'opinione pubblica: i morti hanno scelto di fare la guerra per mestiere ed in guerra si muore.

In Italia queste condizioni si realizzano in misura molto minore per l'assenza di territori oltremare, per la minor professionalizzazione dell'esercito, per il minor ricorso a mercenari e perchè tutte queste condizioni, negli anni passati, ci hanno portati ad utilizzare i militari in combattimanto in misura molto minore.

Insomma i nostri interventi armati in giro per il mondo ci appaiono facilmente meno "difensivi" e paiono impattare di più su gente normale (nell'accezione comune, poichè sino a dieci - quindici anni fa l'EI operava poco in termini di combattimenti, il militare italiano ha scelto di fare un mestiere, non la guerra)...

Se questo dipenda dagli esiti della WW2 non saprei, forse nella misura in cui la sconfitta ci ha privato delle colonie e quindi di un orizzonte terrtoriale più ampio...

Spero di essere stato un po' più chiaro...

Ciao

Paolo

Anonimo ha detto...

ciao, cosa intendi per "per la minor professionalizzazione dell'esercito"?

L'Italia dal 2005 non ha più la leva per cui le Forze Armate sono professionalizzate e pagate per essere inviate in situazioni di combattimento (altrimenti ci manderemmo la Protezione Civile). Di fronte a questo l'antimilitarismo in italia va a bracetto con la riluttanza tedesca all'inviare le sue truppe all'estero (vedi Libia dove non ci sono andati) e la ritrosia giapponese al fare lo stesso. In Europa gli unici due eserciti pienamente operativi e combact ready sono quello Britannico e quello Francese. Spendono anche di più in relazione al PIL. Sarà perchè sono usi a difendere con i denti i loro territori d'oltremare ma sono anche supportati da un'opinione pubblica che elogia le forze armate e il 4 luglio in francia nessuno proverebbe a sospenderlo nascondendo l'antimilitarismo con altre teorie...

PaoloVE ha detto...

Intendo che, se non erro, in UK puoi esercitare il mestiere di soldato sostanzialmente per tutta la tua vita lavorativa, mentre in Italia questo vale solo per ufficiali e sottufficiali, mentre il grosso della truppa è legato a reclutamenti di periodo medio - breve (vfp1 e vfp4), cui nella pratica fanno seguito pochissimi concorsi per VSP (servizio permanente).

Questo fa si che il servizio militare, per gli italiani, resti un intermezzo limitato all'interno di una vita ostanzialmente da civili, non una reale scelta di vita...

Da ex ufficiale di complemento sono convinto che, malgrado le ubbie dell'opinione pubblica, la leva fosse uno strumento migliore. Ma questo non c'entra.

Ciao

Paolo

Anonimo ha detto...

fair enough

Anonimo ha detto...

tanto di cappello ai nostri militari italiani che decidono di andare in guerra per la nazione. Un paio di giorni fà lessi su "Quotidiano Giovani" del 29 Giugno un'intervista rilasciata dal Caporal Maggiore Scelto Luca Rosselli, in cui raccontava della sua missione di pace in Afghanistan e tante altre...mi ha molto emozionato quello che ha detto, perché ti faceva capire appieno il suo stato d'animo

Londra ha detto...

I soliti spechi, altro che missioni all'estero, pulissero almeno le caserme.

rikkaiddo khazalid ha detto...

ma non dite cazzate per favore.. articolo stupido; anche gli americano fanno come gli inglesi,solo che un soldato guadagna 3.000 euro al mese, ora detto questo il soldato inglese prende il doppio dell'italiano l'americano il triplo! ma se l'italiano và in afghanistan! sti cazzi! un soldato può anche avere una sola missione in 20 anni o non averne mai fatta una; e con uno stipendio così basso è veramente difficile seguire le proprie ambizioni sapendo che non si riesce a mantenere la propria famiglia; questo in italia vale per tutte le forze dell'ordine e gli insegnanti, tutte categorie con gli stipendi più bassi d'europa, solo i politici portano in alto l'italia con i loro salari chissà perchè! non mettiamoci in mezzo precari e disoccupati che li è ancora peggio.

rikkaiddo khazalid ha detto...

solo quei soldi per rischiare la vita in afghanistan?.. c'è gente che non fà nulla dalla mattina alla sera e guadagna il triplo,straordinari pagati ai militari? sogna ragazzo sogna!.. poi è un articolo stupido da persone ignoranti.. un militare può fare anche 0 missioni in tutta la sua vita, fortunati 2-3 in rarissimi casi chi ne ha 10 ; e con uno stipendi che vale la metà di un inglese o 1/3 di un americano il militare italiano se non fà un secondo lavoro non riesce a dare a mangiare ai figli ; il problema è che leggi e regolamenti penalizzano i militari che non passono fare un mestiere che disonori la divisa(come il cameriere) ma poi i militari italiani come tutte le forze dell'ordine, insegnanti etc... siamo i meno pagati in europa ma i più tassati, per i politici l'inverso .. quindi lamentatevi di chi guadagna 20.000 euro al mese .... e non guardate nelle tasche vuote di altre categorie, quantomeno rosicate per le cose sensate.

Cristina Leggiero ha detto...

Salve. Chiedevo ci saranno ancora missioni in Afghanistan? Siamo nel 2017 con Obama che non c'è più avrebbe dovuto finire ancora nel 2016. I soldi per favore... i ragazzi o uomini che lo fanno per lavoro alla fine quanta crudeltà avranno visto o vissuto.

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