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mercoledì 13 ottobre 2010

Gerontografia Morsanese: Degli "Orti Sociali" per Anziani (e non solo)

Di "orti sociali" in Germania, nell'Europa del nord e in Gran Bretagna sono molto comuni e da qualche mese si possono trovare anche a Cervignano del Friuli (Cervignano: il comune mette a disposizione gli orti sociali).

Di cosa si tratta?

In pratica l'autorita' locale mette a disposizione un appezzamento di terra che viene quindi diviso in piccoli lotti. Ogni lotto é messo a disposizione, tramite accordi con natura temporanea ben definita (anni, decadi etc.) agli abitanti. Un po' come gli Alpini di Morsano che hanno un accordo - rinnovabile - con il comune per l'uso della Baita e del terreno circostante per diverse decadi.

Cosí una famiglia puó passare delle ore coltivando la sua insalata ed i propri pomodori in un ambiente dove puó trovare altri abitanti del quartiere, fare una chiacchierata e raccogliere i prodotti del proprio lavoro.

Le implicazioni di questo tipo di attivitá sono molteplici e tutte estramente positive:
- chi ha un orto mangia sano e sa quello che mangia
- si fa attivita' fisica
- si parla con la gente che ha gli appezzamenti li vicino e che, esperienza insegna, si ritrova a lavorare nel proprio orticello il sabato e la domenica quando ha piu' tempo sia per il pollice verde che per fare quattro chiacchiere
- si migliora la propria autostima e benessere psicologico (vedere che il proprio sforzo dá letteralmente frutti appaga sempre)

Insomma, é una sorta di terapia per le micro comunitá locali. Viene infatti utilizzato come metodo per ravvivare quartieri in degrado o semplicemente per mantenere coesa una comunitá. Ha un buon riscontro anche negli ospedali e ricoveri per lungo degenti dove il rischio di patologie degenerative collegate all'apatia é forte. Si fa un orto e mente e corpo ritrovano l'armonia.

Con questa introduzione, sapendo che il futuro di Morsano é quello di una popolazione con un crescente numero di anziani, quale miglior terapia per una lunga vita sana in una comunitá coesa che un orto comunitario paesano?

Siamo in campagna ma sempre meno gente sembra avere un orto mentre sempre piú pensionati si perdono in slot machine, telequiz e spritz.

Se i nostri avi avevano i "comunai", dove far pascolare le bestie di casa e raccogliere legna per il focolare, sarebbe interessante riproporre questa soluzione per il domani dei morsanesi con i capelli grigi.

lunedì 12 settembre 2011

Spritz Botanics: Se nessuno oggi fa più l'orto

L'orto in "cassa". La verdura verrà su
incassata come non mai.
Il tema dell'orto è un tema caldo nei bar paesani. S'è discusso del fatto che oggidì nessuno tiene più l'orto adducendo motivazioni che vanno dall'idea che a conti fatti la verdura dell'orto costa più di quella del negozio, del poco tempo che oggi si ha a disposizione al di fuori dal lavoro e dalla vita familiare, dal fatto che nessuno vuole sporcarsi le unghie con la terra preferendo due spritz al bar e via dicendo.

L'orto è diventata una cosa d'èlite, da Michele Obama (laureata a Harvard) al sindaco di Udine (già rettore di università) che promuovono l'orto come fonte di verdura biologica la prima e gli orti sociali (leggi il bando) come sistema di aggregazione oltre che produzione di ottime verdure il secondo (Gerontografia Morsanese: Degli "Orti Sociali").

Si ha l'impressione che nei circoli e ricircoli sociali tra èlites e masse popolari che si vede spesso in molti aspetti della vita, sia finito pure l'orto. Se un tempo mangiare polenta e brovada era roba da poveri, oggi sono piatti nobilissimi nei migliori ristoranti, se un tempo essere grassi era simbolo di ricchezza e essere magri di povertà oggi è essere magri ed in forma che fa vip mentre essere grassi non va di moda, se un tempo saper fare lavori manuali era roba da proletari, oggi del dottore che si diletta con le mani si dice che ha "manualità" e fa molto fico nei circoli bene, se un tempo sferruzzare col punto croce era roba da siure di provincia, oggi sono le sciccone di città che si ritrovano a far maglia con un Martini e l'oliva a portata di mano.

Si arriva quindi agli orti. Se una volta Anute e Marie avevano l'orto erano semplicemente due brave siorete di paese come tante, oggi, che in paese l'orto non ce l'ha praticamente nessuno, chi si fa due filari di pomodori o è un professore di filosofia indiana alla Normale di Pisa o un generale di corpo d'armata in pensione. Ovviamente, le moderne Catine e Mariute comprano i sacchetti d'insalata e i pomodorini sempre rossi anche a dicembre.  

Ma almeno sai cosa mangi e ti rilassi un po'
Alcuni medici di base hanno notato una crescita di allergie dovute ai conservanti che alcuine verdure si sciroppano. Da ricordare che certi trattamenti se spruzzati sui vegetali li rendono belli, verdi ed invitanti e basta lavare bene che poi si possono mangiare tranquillamente. Altri trattamenti sono invece per "via venosa" (ci sarà un termine tecnico che qualche lettore ci suggerirà) cioè innaffiano le piante con sostanze che poi, anche se lavi bene,  restano nella polpa e tu diventi fluorescente. Per inciso, queste pratiche le fanno in Olanda e ovviamente non qua.

Insomma, gli orti chi li tiene in paese? E' così difficile farsi un filare di insalata e zucchine? Vero che alcuni ortaggi non vale la pena (gli spinaci, per varie ragioni) ma l'insalata...

Così il bar si divide e discute di questo importantissimo tema social-biologico.

...e tra una carota ed una patata la discussione continua

lunedì 29 aprile 2013

VegeTable l'idea friulana per l'orto portatile


Una simpatica idea nata in Friuli ci é stata segnalata e qui la mostriamo. Si tratta di “VegeTable”, l’orto per tutti e dovunque.

Si tratta di un banchetto componibile di legno con una sacca impermeabile che contiene la terra e puo' scolare l'acqua con un apposito tappo. Munito di ruote puó essere spostato cosí da essere l'ideale per terrazzini di appartamenti e pure terapeutico per case di cura e case di riposo.

L'idea é venuta a due giovani friulani e si inserisce nel trend in crescita di valorizzazione di contatto con la terra nella societá moderna iperdigitalizzata e nevrotica. 

Sempre in attesa che qualche illuminato riscopra il valore degli orti sociali anche nei paesi di provincia che un tempo erano paesi agricoli ma oggi sono il regno dei surgelati...

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