mercoledì 25 settembre 2013

Scenari di Dramma: e se un blackout tecnologico blocca i conti in banca dei Morsanesi?

Il CAFON s'é riunito in osteria per affrontare un dramma impellente di cui nessuno parla, tranne, ovviamente, i morsanici che per definizione ne sanno una piú delle plebi del paese vicino.

Ebbene, nell'estate del 2012 é successa una tragedia, ma di quelle vere, a cui quasi nessuno ha dato risalto: il sistema bancario di una delle piú grandi banche britanniche (e quindi del mondo) s'é impallato e come conseguenza non é riuscito neppure a svolgere le funzioni base (vedi Royal Bank of Scotland’s core payment systems failed to make routine transactions). Il software é stato corretto e il sistema ha ripreso a funzionare a dovere.

Tutti tranquilli? E invece no. Il CAFON si agita.

Royal Bank of Scotland spende in IT circa 2 miliardi di sterline all'anno (2.5 miliardi di Euro) e questo per sottolineare quanto importante sia la tecnologia informatica per le banche, soprattutto se grandi. Fin qui nulla di male, anzi. Peró il problema di cui nessuno parla, é che una buona porzione di banche si sono costruite i propri sistemi IT qualche decennio fa. Ognuna con propri programmatori e sviluppatori che nel frattempo, dopo aver costruito dei sistemi estremamente complessi ed articolati usando linguaggi di programmazione e hardware ormai non piú tanto comuni, sono andati in pensione o sono morti. 

Di fatto, quando il sistema di Royal Bank of Scotland s'é fermato (RBS’s IT systems briefly failed), abbiamo visto come sarebbe il mondo senza un sistema bancario informatizzato funzionante: la paga che non arriva sul conto corrente, l'affitto che non si puó depositare o ricevere, non si puó pagare per le medicine in farmacia e via dicendo. In parole povere, un collasso sistemico dei sistemi informatici bancari comporterebbe rivolte sociali e gente con i forconi nelle piazze San Pellegrino di mezzo mondo. 

La realtá é che, al di lá di regolari aggiunte di natura cosmetica, i sistemi IT bancari sono vecchi, troppo complessi e strutturalmente fragili. Peró agli azionisti questo non frega proprio perché non hanno interesse a ridurre i propri margini a causa di un incremento di spese per manutenzione straordinaria. Il problema intrinseco é che le banche sono abituate ad essere salvate dallo Stato quando le cose si mettono male per cui, nonostante gli esorbitanti budget per l'IT, non spendono abbastanza per aggiornare la loro infrastruttura IT.  

Il problema rimane: i sistemi IT delle banche sono strutturalmente esposti ad un improvviso collasso che potrebbe trascinare piú di una banca nel vortice senza che ci sia personale qualificato per riavviare sistemi obsoleti.

La si puó mettere giú come si vuole peró il problema esiste ed é nascosto sotto il tappeto con molta discrezione dalle banche.

Forse i morsanesi che hanno banconote sotto il materasso ne capiscono di informatica piú di Bill Gates...

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