lunedì 11 maggio 2015

Numeri Utili: Pensioni (maggio 2015)

Su 16.561.000 pensionati, circa 8,6 milioni (cioè ben il 52%) percepiscono prestazioni totalmente o parzialmente a carico della fiscalità generale, come i circa 4,73 milioni di soggetti beneficiari delle integrazioni al minimo e delle maggiorazioni sociali; soggetti cioè che non sono riusciti, assieme agli oltre 825 mila percettori di pensione sociale, in 66 anni di vita a fare almeno 15 anni di contribuzione regolare; e se non hanno pagato i contributi non hanno neppure pagato le tasse. 

Detta brutalmente la pensione sarà modesta ma è in gran parte regalata dalle giovani generazioni che non saranno così fortunate.

La spesa per la protezione sociale in Italia NON è bassa e NON è inferiore alla media europea:

a) su un totale di spesa pubblica pari a 801 miliardi (bilancio 2012), comprensiva della mostruosa spesa per interessi di 86,7 miliardi (quasi l’11% della spesa totale), la spesa per pensioni, assistenza sociale e sanità è stata pari a 392,4 miliardi cioè il 49% dell’intera spesa; 

b) anche calcolando l’incidenza della spesa sociale sul Pil secondo la metodica Eurostat, per l’Italia tale rapporto è pari al 29,7% rispetto alla media dei 28 Paesi pari a 29% e quella a 15 Paesi pari a 29,8%. Si noti che nel totale della spesa il nostro Paese dichiara zero per la casa (siamo gli unici assieme a Croazia, Bulgaria Estonia, Lituania, Slovenia, Serbia, Romania e Portogallo) e non riesce a contabilizzare buona parte della spesa sociale degli enti locali; calcolando queste due spese l’incidenza sul Pil aumenterebbe di circa 1,2 punti, facendoci diventare tra i «più generosi» d’Europa. 

(tratto da Corriere.it - Protezione sociale, Milano, 29 dicembre 2014 - "I falsi miti sulla previdenza in Italia". Spendiamo troppo e spendiamo male)


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