martedì 14 luglio 2015

L'esponenziale crescita degli atti vandalici da parte di ragazzini

Oggi ne parla il Messaggero veneto "Piccoli vandali a Udine, baby gang entra in azione all’asilo San Marco. Otto minorenni dopo aver scavalcato la recinzione del parco hanno danneggiato i giochi", qualche giorno fa è successo nel parco giochi di Gonars e ovviamente, pure da noi i casi di vandalismo più o meno gravi continuano.

All'inizio c'era chi giustificava classificandole come "bravate" ricordando come, ai suoi tempi, i ragazzini bruciavano "le tamossis" o con i petardi facevano saltare le cassette della posta o rovesciavano i bidoni delle immondizie.

A ben vedere, se usiamo il morsanomentro, chi da ragazzino faceva atti vandalici a spanne non è poi risultato essere un adulto di successo o degno di una qualsiasi menzione meritoria. Ma questo è un altro discorso. 

Quello che fa pensare, è che questa ondata di micro-vandalismo minorile paia essere una questione generazionale visto che è così comune. 

Si possono fare delle ipotesi in proposito:

- I ragazzi sono più soli ed hanno troppo tempo per bighellonare senza far nulla di costruttivo. Un antidoto è lo sport che tiene impegnati fisicamente e mentalmente gli adolescenti. Il problema è che mai come oggi fare sport costa e quindi le fasce più svantaggiate della società sono di fatto escluse dallo sport organizzato. Fino a vent'anni fa anche il solo giovcare a calcio era gratuito, oggi può tranquillamente costare 3-400 euro a stagione tra iscrizione, vestiario, visite mediche e equipaggiamento. Gli altri sport son pure più costosi.  

- Le famiglie si sono disgregate di più e come risultato di separazioni e divorzi e quindi della mancanza di una più stretta collaborazione tra genitori, i figli minori hanno margini di solitudine maggiori. 

- Le mamma lavorano in maniera più diffusa di ogni generazione precedente e i figli minori sono lasciati liberi per più ore al giorno, soprattutto se la famiglia non ha i nonni a disposizione (o questi sono deboli con i nipoti) o comunque non ha le risorse per potersi permettere delle babysitter di qualità. 

- L'esplosione dell'emigrazione con bassi livelli d'istruzione ha portato nelle varie comunità ragazzi le cui famiglie spesso sono relegate ai margini bassi della società. Qui spesso il tempo libero dei giovani che non riescono ad inserirsi in attività costruttive è molto e generalmente speso in attività che non portano a nulla di buono. Il mix del senso di esclusione sociale, bassa istruzione familiare e bassi redditi non porta a nulla di buono. 

- Quanto di cui sopra, vale per le famiglie italiane più ai margini che purtroppo con il cambio dell'economia globale ed italiana si trovano sempre più povere. Per capirci, l'economia globale premia i livelli d'istruzione e di competenze più alti e discrimina nai livelli di competenze bassi. Una volta perso il lavoro, se si han basse competenze, sarà sempre più difficile ritrovarlo. Le famiglie che entrano in questo vortice che spinge verso il basso e l'esclusione sociale, riversano indirettamente sui ragazzi questa frustrazione.

- Le istituzioni non possono fare nulla per alleviare questa situazione sia perchè elettoralmente queste fasce di popolazione poco contano e quindi non c'è pressione sociale per far qualcosa, sia perchè attivarsi con centri sportivi e con corsi di avviamento allo sport sono soluzioni semplici dove non ci mangia nessuno a differenza del "curare il disagio" giovanile una volta che si è manifestato (e che comunque non viene curato).

- Le leggi nei confronti dei minori o sono permissive o sono applicate in modo da farle diventare permissive. La frase "sono minori anche se li prendi non puoi fargli niente" rieccheggià molto tra gli amministratori pubblici di ogni ordine e grado. Una ramanzina non è prevista da nessuna legge ma dal buon senso e sortisce molto più che sporcare la fedina penale di un ragazzino. Il meccanismo psicologico resta il seguente: "fare una ramanzina o istruire un procedimento costa il metterci la faccia e l'andare contro dei genitori burberi e iperprotettivi dalla querela (infondata) facile. Per contro, pagare i danni con i soldi di Panatalone ed essere contriti per i danni vandalici è gratis per gli amministratori e funzionari pubblici". Fino a prova contraria tutti scelgono la strada più facile.  

- Le leggi iperprotettive e i legacci amministrativo burocratico che fan si che intervenire per fermare i minori sia un problema anche per le forze dell'ordine. Spesso comunque, manca la volontà di interevenire, per ragioni sconosciute. Il valore della "ramanzina" pare sia svanito.

- La generale ignavia della gente che per pigrizia non denuncia, non alza la voce coi ragazzini neppure se visti a far danni. Il menefreghismo che 10-15-20 anni fa non c'era e che portava la gente del paese pure a sgridare di fronte ai genitori chi si era reso responsabile di atti di vandalismo si scontra con l'oggi, dove si finisce col dire "tanto chi lo sa chi è il padre di questo ragazzino e sicuramente se viene da fuori se ne frega".

- Genitori con sensi di colpa che giustificano sempre e comunque i figli. Sarà istintivo difendere i figli ma di storie di "professori minacciati perchè i figli han preso brutti voti" un tempo non se ne sentivano. Vien da chiedersi se il male che si sta coltivando con dei figli indisciplinati in società sia minore della bocciatura. 

- I ragazzi son sempre più rincoglioniti di fronte ai tablet e non san girare un cacciavite. Questo impedisce loro di capire il valore del cacciavite e quindi il valore di ciò che rompono in termini di impegno che "gli altri" devono metterci per ricostruire. Le leggi e la classe dirigente italiana hanno la responsabilità di aver tolto valore al lavoro manuale ed aver distrutto ogni facilitazione ai lavori estivi anche in fabbrica. Ogni imprenditore vi dirà che oggi assumere per l'estate un minore è talmente tanto una rottura di coglioni burocratica che non vale la pena rompersi. E i giovani stan nel parco a non impare nulla e a sfasciare.

- La diffusione dei cellulari e dei video ed immagini sui social media dà risalto globale a bravate che un tempo sarebbero state relegate alle cronache di un paese o di un quartiere.

- L'emulazione di atteggiamenti agressivi presi da videogiochi e serial TV di certo non aiuta

- Il senso di impotenza di questi giovani di fronte ad un futuro mai come ora incerto non aiuta la loro autostima. 

- Problemi familiari legati ad alcol, droga, prostituzione, dipendenza da gioco continuano a mietere vittime indirette i figli lasciati a se stessi nel confrontarsi con traumi psicologici.

La lista potrebbe continuare. Il risultato è che una generazione di tredicenni è fuori controllo. Quando avranno trent'anni sarà un'intera nazione che andrà allo sbando. 

E non c'è soluzione se non arriva dall'alto. 

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