venerdì 4 luglio 2014

Una bolla qui, un crollo là: l'edilizia del 2014

Il Friuli dell'edilizia ha visto tempi migliori. Oggi i titoli dei giornali sono sull'onda di "Crollano i prezzi delle case. Meno 10,4% in quattro anni".

Non sorprende perchè tra incertezze su IMU e TASI che nessuno sa quanto costeranno, i sudditi italiani da tempo hanno capito che il frutto della diminuzione del valore immobiliare delle abitazioni esistenti (-15%) non è certo compensato dalla crescita del valore del «nuovo» (+0,8%).

E mentre a Morsano e nella nazione circostante ci si lecca le ferite per il mercato fermo e il valore di mercato delle case in declino, da altre parti il declino lo vorrebbero. La bolla immobiliare del momento è a Londra (di nuovo là) dove fiotte di miliardari Arabi e Russi hanno pompato il valore delle case correndo con voracità con le valigie piene a fare acquisti tra Mayfair e Kensington con conseguenze poi per tutto il circondario. Russi e Arabi non hanno bisogno di mutui (cash-buyers) così i residenti si ritrovano il valore delle case alle stelle e le banche titubanti sul fronte mutui (perchè vedono la bolla scoppiare dietro l'angolo).

Nel frattempo ci sono scantinati che diventano delle suite (almeno in termini di valore di mercato, ma per viverci sempre scantinati restano) e gente comune che non può comprare nulla se non a 30/40 km dal centro o in zone poco coperte da servizi.

SPECULAZIONE
I soliti ben informati ci segnalano come nella capitale inglese ci sia chi compra un vecchio appartamento per 1 milione di sterline e lo rimetta a posto, magari aggiungendo una stanza e rivendendo il tutto dopo 3 mesi per 1.6 milioni di sterline. Sull'unghia. (E io e te a lavorare per vivere).

Per risparmiare anzichè chiamare l'impresa edile inglese (che nel caso in questione sarebbe costata 250,000 sterline) i faccendieri si rivolgono a imprese di polacchi o di indiani. La manodopera, anche buona parte a nero, arriva dai paesi d'origine per il tempo del completamento dell'opera e quindi i costi vengono tagliati. Se si conta anche che una parte della transazione viene pagata a nero, si capisce come quelle 250.000 sterline diventino anche 85,000 se pagate all'impresa dell'indiano anzichè all'impresa inglese. Le finiture? possono essere anche buone.

Così le ditte inglesi sono tagliate fuori dalla concorrenza del lavoro aumma aumma straniero. Ovvio che non tutte le imprese di stranieri siano irregolari ma qui si porta un caso estremo che è comunque verosimile. Da segnalare anche episodi di corruzione dei tecnici comunali. L'equazione è che, a parità di location, più camere hai meglio è. In zone in cui una camera in più può rilanciare il valore dell'immobile di 200,000 sterline è chiaro che la trattativa con i tecnici comunali che approvano le variazioni urbanistiche diventa ...serratta. In tempi di boom di prezzi e carenza di abitazioni tutto succede così non è raro che saltino fuori episodi di corruzione per farti concedere una stanza in più. Così dicono i solito benissimo informati.

Insomma, se ci fosse veramente libera circolazione di persone, servizi, capitali e merci, nel mercato unico europeo le imprese friulane dovrebbero essere tutte a Londra e i costi del lavoro in quelle zone scendere. Invece resta una battaglia tra squali e le crisi a macchia di leopardo in giro per l'Europa rimangono tali.

Nel frattempo molti londinesi normali vorrebbero i prezzi delle case scendere di almeno metà del loro valore attuale.

Avoglia!

1 commento:

Anonimo ha detto...

E qui non succede la stessa cosa? Cambiano gli attori, ma non la sostanza. Vogliono immigrati per pagarli meno e sfruttarli, ecc., ecc.. Le frontiere vanno chiuse, i popoli non sono tutti contemporanei e siamo in troppi per vivera da persone e non da insetti. Alle religioni occorrono fedeli, ai capitali consumatori il che significa che atutti occorrono bambini, non importa quello che sarà di loro una volta diventati adulti. E' ora di dire basta, ognuno stia a casa sua e pensi al benessere della sua comunità. Autarchia, ci vuole autarchia, il mondo ci ha rotto.

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