lunedì 6 ottobre 2014

Neologismi Morsanici: Giapponesizzazione (dell'economia)

In bar ci si chiedeva se la Giapponesizzazione
fosse solo una fantasia degli economisti.
Pare invece sia una fantasia diffusa.
Il termine usato oggi in bar è stato "giapponesizzazione" e per questo ne parliamo. 

Quei quattro che vedono il mondo da prospettive ampie da un po' temono che l'Italia e l'Europa occidentale siano su un piano inclinato verso la stessa situazione del Giappone. Il Giappone, dopo gli sfarzi e la crescita boom degli anni Ottanta, è scivolato in una spirale di età media molto alta, fertilità azzerata, debito pubblico (per lo più in mano alle nonne giapponesi e non agli stranieri) che ha superato il 200%, crescita economica zero e deflazione, cioè, prezzi che decrescono. Gli economisti su piazza internazionale la chiamarono "lost decade", i dieci anni persi del Giappone, che lungo tutti gli anni Novanta si è impatanato nella situazione descritta qui sopra. Ora nel paese nipponico siamo oltre la decade e non si vede futura uscita perchè la popolazione continua ad invecchiare, figli non se ne fanno, il debito pubblico continua a crescere (anche per la spesa sanitaria per gli anziani), l'economia non solo non riparte ma neppure cresce e i consumi son fermi. Neppure la tanto decantata "Abenomics" ha fatto miracoli.

La domanda che serpeggia tra i banchi dei bar morsanesi è se l'Italia (e parte dell'Europa) siano scivolate da tempo nella loro "lost decade" e tutti facciano finta di non accorgersene.

Chi ha una calcolatrice in mano e non una tessera di partito, sa che l'IVA è a rischio di ulteriore aumento dal 2016 così come le tasse non solo non saranno tagliate ma ci saranno graduali aumenti per far contro alla crescente spesa pubblica che nessuno vuole tagliare in maniera sostanziale. Anzi.

Il commissario per i tagli, Cottarelli è scomparso dalle cronache, così come le sue ricette: doveva stare in carica tre anni ma pian piano il suo ruolo è stato fatto glissare. D'altronde l'attuale governo non ha neppure reso pubbliche le carte del report Cottarelli... (vedi "Cottarelli, il revisore secchione scaricato da Renzi").

A Morsano si è cinici abbastanza da sapere che lo scopo della politica nazionale sono gli obiettivi di breve termine di pochi a scapito del lungo termine di tutti. Un esempio è stato il concentrarsi sul taglio dell'ICI, che mette due spiccioli immediatamente nelle tasche di 40 milioni di elettori, piuttosto che nell'abolire l'IRAP (ex imposta rapina ora meglio nota come tassa sulle perdite) che nell'immediato interesserebbe solo 4/5 milioni di elettori però nel futuro avrebbe effetti positivi per tutta l'economia e quindi strutturalmente per tutto il Paese. E vabbeh, andiamo avanti così, facciamoci del male.

La morale è che Morsano (e la nazione circostante) è già entrata nella fase 1 di Giapponesizzazione: il numero di ultra 65 enni ha superando il numero di under 15, il numero di imprese create meno le imprese che cessano l'attività è negativo, il tasso di natalità è statico, l'economia è percettibilmente ferma. 

Presto o tardi, assime allo spritz, in piazza San Pellegrino, ci serviranno del Sushi (fatto con le sardelle surgelate però). 

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