lunedì 23 dicembre 2013

Spritz Populismo: se alle Europee del 2014 i vincitori morali saranno i nazionalisti anti-UE

In bar, si faceva oggi della psicologia-politica spicciola: in politica da sempre funziona la figura del Leader Maximo, del Caro leader, del Dux, del Caudillo, dello Stalin come surrogato del padre supremo e severo che funge da Corte di Cassazione, giudice di ultima istanza che tutto risolve una volta per tutte e che mette a tacere tutti i bambini discoli.

Puó essere un dittatore in un regime totalitario o un leader di partito che ha soldi per comprarsi il consenso o il leader di fatto che ha piazzato i "suoi uomini" nei posti chiave di un partito o un personaggio che sopperisce con la sua immagine mediatica, alle carenze della vita quotidiana (es. i leader nazionalisti che ce l'hanno col mondo intero mentre a casa loro la gente muore di fame).

Cosí fa troppo scalpore che in un periodo di declino e senso di impotenza di fronte al declino, anziché affrontare i problemi strutturali della nazione o delle nazioni, molti cavalchino la protesta incarnando nelle istituzioni europee e nel progetto europeo, tutti i mali.

Non sorprende piú di tanto, percíó, che in bar ci sia chi la pensa cosí:

"Il nostro partito é anti-Euro e anti-Europa. Siamo vicini alle posizioni di LePen e guardiamo con ammirazione a Putin, lui si che é un leader che sa far valere i diritti della sua patria, e con il quale si puo' costruire assieme una nuova unione europea dopo aver disintegrato quella esistente! Ora fuori dal partito chiunque abbia posizioni di mediazione e andiamo avanti con i duri e puri!"

Testuali parole.

Alle Europee di maggio 2014, dai partiti con piattaforme di cui sopra, i sondaggisti si attendono risultati anche attorno al 50% un po' in tutta Europa con particolari espressioni xenofobe nell'Europa dell'Est e nelle zone piú povere della Comunitá. Il paradosso potrebbe benissimo essere che si avrá un parlamento Europeo formato da almeno un terzo di deputati euroscettici.

Di difetti, soprattutto in materia di rappresentanza e rappresentativitá, l'Unione Europea ne ha da vendere, visto che chi fa le leggi "europee" non é eletto dai cittadini i quali eleggono si i parlamentari europei (che han limitate mansioni) ma nulla possono per definire la composizione e responsabilitá politica delle decisioni della Commissione Europea o degli altri organi direttivi europei (nominati dai governi nazionali). Il "democratic deficit" é da sempre la pecca dell'UE, di cui le stesse istituzioni sono a conoscenza ma non pare i governi nazionali se ne curino piú di tanto.

Tuttavia, da qui a buttare al macero tutta la UE ce ne passa, anche perché, nei bar di Morsano, si é consci che é molto piú facile fare (facile) presa sulle pance della gente elencando i problemi dell'Euro e della macchina europea che non sottolineare i vantaggi del progetto d'integrazione europea.

Detto questo, Morsano discute tra
  • chi ha la centezza che di fatto, questi partiti saranno i vincitori morali delle elezioni europee del 2014
  • e chi ritiene che nonostante tutto resteranno una minoranza e quindi non saranno i vincitori morali
...e la discussione a muso duro continua

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