lunedì 2 dicembre 2013

Spritz Debate: Il Federalismo deve partire dai Comuni?


Si discute da tempo sul futuro dei piccoli comuni. Abbiamo raccolto qui uno spunto per la discussione sul ruolo fondamentale dei comuni all'interno di un possibile stato federale.

Una possibile via al federalismo puó esserci partendo da maggiore autonomia comunale visto che il "comune" é l'entitá amministrativa che in Italia funziona meglio dove gli amministratori hanno una diretta relazione con l'elettore (e maggiore "accountability" rispetto ad ogni altro amministratore). E anche l'unica dimensione territoriale con la quale tutti i cittadini italiani si identificano chiaramente (a differenza delle regioni).

Se n'é ragionato con il prof. Michele Boldrin dal cui intervento abbiamo estratto alcuni spunti.

La dimensione ideale dei comuni, in chiave federalista esiste?
In realtá no.

La dimensione dipende da che servizi vuoi che l’entitá amministrativa usi o fornisca e da come cambiano le circostanze dell'utenza. Pensiamo ai trasporti pubblici: man a mano che crescono le cittá metropolitane cambiano i bacini di utenza e i mezzi da utilizzare. Quindi un sistema federalista non puo’ essere predeterminato in cui, una volta per tutte, decidi quali siano le entitá che lo compongono. Si deve permettere una certa fluiditá sulle dimensioni, qualsiasi siano i parametri.

In un sistema federalista devi permettere che queste entita’ si gonfino o si sgonfino a seconda di quello che serve e di come si evolve la situazione. 

Come puó essere il federalismo? 
Il federalismo può essere:
-          Organico (che nasce da se). A volte son progetti che falliscono ma, se ben impostati, sono quelli che funzionano meglio.
-          Imposto: tipo il grande disegno francese (calato dall’alto) che peró non funziona; sono come l’Esperanto, funziona sulla carta ma non lo adotta nessuno

Poi devi avere un piano generale in mente sennó tutto fallisce. L’errore che si e’ fatto in questi decenni e’ di attuare riforme e modifiche dello Stato a pezzi senza un disegno generale. Cosi’ si son fatte mediazioni a pezzetti e non riforme organiche. Un po' come aver esteso le competenze dei comuni senza peró fornire anche le risorse per queste competenze. 

Quindi?
Si deve partire da entita’ in cui la gente si riconosce e cercare di avere un minimo di disegno. Nel mondo non è funzionata da nessuna parte l’imposizione del federalismo. 

Esempi di federalismo in Europa sono quello Belga e quello Spagnolo: ma in entrambi ci sono grossi problemi di coesione. In essenza: con le regioni italiane cercare di fare "decentramento" si può ma  "federalismo" su base regionale di fatto non si può fare. In Spagna e Belgio ci sono delle identitá linguistiche molto diverse ma in Italia le identitá linguistiche non sono particolarmente accentuate (salvo alcune eccezioni molto limitate territorialmente) e si hanno invece identitá che si differenziano piú a livello di provincia che di regione. 

In Italia, ad esempio, non c’era niente che mettesse assieme le varie zone dell’Emilia Romagna, per questo non c'é una forte coesione regionale. In Friuli Venezia Giulia c'é chi si sente friulano, chi bisiacco, chi triestino, chi carnico e a Pordenone si sentono diversi. Questa è la questione in Italia! 

Perché ostinarsi a puntare ad un federalismo su base regionale in cui il cittadino non si riconosce? 

Se invece guardiamo a un federalismo che funziona, quello della Svizzera, va prima di tutto ricordato che i meccanismi federali si son costituiti su entitá territoriali che erano giá indipendenti, poi osserviamo il ruolo fondamentale dei comuni svizzeri. 

In Italia o riesci ad avere una stragrande maggioranza della gente dalla tua o le riforme dello Stato non le fai! Quindi devi puntare su quello in cui gli italiani si identificano e questo é il comune, non la regione. 

Quindi i comuni sono il punto di riferimento per gli Italiani ma sono ben 8200 e molto piccoli in media. Come si conciliano le due cose? 
Proviamo a ragionare: se vuoi il supporto del 60-70% della gente ad un'idea di federalismo, devi dargli qualcosa in cambio. In Italia 3 regioni sono contributori netti mentre il resto delle regioni o va a pari o riceve piú di quanto dá. Quelle 3 regioni han in tutto 10 milioni di abitanti... agli altri 40 milioni perché dovrebbe importare del federalismo?!? 

Qualcosa lo perderebbero economicamente, quindi cosa gli dai in cambio? Si deve fare leva su qualcosa di identitario: come detto, in Italia sono i comuni e parzialmente le province ad essere identitari e sappiamo che i meccanismi identitari a livelo locale sono fortissimi. Nessuno parla di Umbria verso Toscana ma piuttosto di Massa verso Carrara. Quindi, perché non dare pieno potere fiscale ai comuni? I comuni sono gia’ responsabili per un 50-60% della loro spesa, incrementiamo quella responsabilitá! 

L’identita’ comunale allora diventa un momento di responsabilitá sia fiscale che di spesa visto che li lo vedi immediatamente dove va il soldo quando e’ speso. Nel comune di 50 mila o 100 mila lo vedi dove vanno le tasse: strade, scuole ecc. Un sistema serio di finanziamento a livello comunale potrebbe dare un senso federalista alle entrate ed alla spesa accomunato ad un senso identitario locale molto forte.

Perche’ c'é cosí tanta difficoltá ad aggregare i comuni? 
Le imposizioni di aggregazioni non funziano ma un federalismo organizzato su base comunale sarebbe l’unica maniera per aiutare i comuni a capire il valore di aggregarsi sebbene le dimensioni dell'aggregazione sarebbero variabili a seconda delle circostanze. 

Le aggregazioni imposte non funzionano perché i cittadini dei comuni piú grandi che si vedono altri comuni aggiunti al loro non ci guadagnano niente (l'IMU non scende, le tasse non diminuiscono). I comuni che spariscono ci perdono perche’ perdono l’identita’ che avevano. Quindi chi dovrebbe guadagnarci rimane indifferente e chi si aggrega protesta. Stesso con le province: avete mai visto le province gioire perchè s’erano ingrandite? O gioire quelle cancellate? No! Allora c’e’ da pensare a come dare motivazioni alle gente.

Se si espande l'autonomia fiscale e di spesa, ovvero si dice ai comuni: "arrangiatevi” con libertá di imposizione fiscale e di relativa spesa, allora si noterebbe che da soli i cittadini capirebbero che se aggregati riuscirebbero a risparmiare su certi costi e quindi avere una fiscalitá migliore e/o migliori servizi (come funziona in Svizzera). Non puoi imporre queste cose, devono nascere dal basso sulla base dell'esercizio di maggiore autonomia con relativa responsabilitá sulla spesa. 

Ovviamente é un processo difficile ma e’ l’unica strada per capitalizzare sulla forte identitá locale.

In Svizzera hanno 3000 comuni, per lo piú a causa dell'orografia del territorio che ha creato moltissimi comuni piccoli e dispersi, ma lí il federalismo funziona su base comunale prima che cantonale e federale. 

In definitiva il problema sta nella concorrenza fiscale ed amministrativa tra comuni che va stimolata.  

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Riassumiamo: 
Il Federalismo é un principio liberale (di fatti é forte nei paesi di impostazione piú liberale, Nordici e Anglosassoni). Se poi diventa federalismo comunale é un'espressione ancora piú legata all'unico polo fortemente identitario per gli italiani: il loro comune (il loro campanile). 

Nel Federalismo su base comunale, non é lo Stato centrale che trasferisce al comune fondi ed impone aggregazioni territoriali sovracomunali ma é il contrario, con una quota minoritaria del gettito fiscale comunale trasferita allo Stato centrale (per Forze Armate, politica estera e servizi centrali essenziali) mentre il resto rimane sul territorio comunale (incluse le imposte dirette). Tuttavia stará ai comuni dimostrare la capacitá di attrarre piú gente, piú aziende con servizi attraenti e tassazione competitiva per persone e imprese. 

Con una forte autonomia locale cosí strutturata, saranno poi i cittadini dei comuni piú piccoli a spingere per aggregazioni che abbiano un senso in funzione di una tassazione piú competitiva e di servizi migliori, senza che le aggregazioni debbano essere imposte.

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E il dibattito continua...

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Province. Da avvisaglie ddl Delrio alla Camera oggi, ce le terremo e basta, ancora una volta... Stato e PA cinghia la tirano solo a noi, cvd

Saccomanni negli Usa oggi: "sul debito pubblico, passi avanti". E che passi, infatti aumenta...

E’ l’ora di accorpare i Comuni mignon ha detto...

La dimostrazione che Boldrin ha ragione arriva dalle notizie del fallito referendum dei tre Comuni friulani. I “no” di San Martino al Tagliamento, territorio che conta poco più di mille anime, hanno messo ko il progetto di istituire un unico municipio con Valvasone e Arzene, dove invece sono prevalsi i “sì”.

Ai comuni piccoli devi dargli delle motivazioni e con una forte autonomia fiscale e di spesa allora si che ti accorgi che se sei piccolo non puoi fare bene le cose come i comuni maggiori. Il portafoglio della gente [ il miglior motivatore!

Anonimo ha detto...

Per; in questo blog [ una vita che ci smaronate con il discorso dell-accorpamento di Castions e Talmassons & C.

Vitellozzo Silverdeschi Vantelli della Calastorta ha detto...

Noi siamo per la Vicinia di Morsano. Al massimo aggregarsi con Tarvisio ma mai con Castellone di Strad'Alta!

Fare Playlist Federalismo ha detto...

Eccovi la playlist completa (10 video !) dell'evento di Padova sul FEDERALISMO, con gli interventi di Da Re, Boldrin, Cè, Marazzi, Forti e Battistoni, moderati da Giancarlo Pagliarini
https://www.youtube.com/playlist?list=PLt2Sj1ZxfMCo0ynmE_-vtTmsnASlN_nc2

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