giovedì 5 dicembre 2013

Tutto bene fuori dall'Euro? Il caso Inglese.

E voi vi lamentate che il governo
vi ha lasciati in mutande
A Morsano il partito del "No Euro" è tanto forte quanto lo è nei talk show dove tutti i conduttori, tranne uno (dicono), sembrano essersi convertiti alla vulgata che uscire dall'Euro sia la soluzione ottimale per l'Italia.

Evitiamo di entrare nella discussione perchè gratta-gratta l'essere pro-euro o contro-euro diventa un atto di fede visto che, al di fuori di modelli econometrici più o meno plausibili, nessuno può dimostrare le sventure o fortune uscendo dall'Euro perchè son cose mai viste prima (magari molto simili a situazioni già viste ma mai uguali).

Guardiamo comunque a cosa succede fuori dalla zona Euro.

Un bel esempio arriva dalla Gran Bretagna, nazione grande quanto l'Italia e con PIL simile. Sta fuori dall'Euro e si tiene la Sterlina.

Queste le notizie che i morsanici hanno mangiato a colazione:

- "Retirement Age Rise To Come Sooner" People will have to work until they are 68 years old before receiving a state pension from the mid 2030s, in a move that will raise around £400bn for the Treasury. Chancellor George Osborne will also announce the age will rise to 69 in the 2040s in his Autumn Statement. The changes will affect people currently aged 49 or younger.
Traduciamo: chi oggi lavora in Gran Bretagna ed ha meno di 49 anni, per ricevere la pensione statale dovrà lavorare fino a 69 anni.  Include i muratori, i minatori, i piastrellisti e via dicendo. 

Ovviamente si son preparati per tempo e già in Inghilterra han raccolto nei decenni dalla Thatcher in poi una cifra pari all'80% del PIL in fondi pensione privati (generalmente obbligatori). Da noi siamo a meno del 5%. 

-  Le università statali inglesi costavano zero in tasse universitarie negli anni Novanta, poi son passate a mille sterline, poi tremila e da due anni siamo a 9.000 sterline all'anno (circa 12.000 euro). Questo perchè lo Stato non c'ha una lira (avendo dovuto salvare alcune banche piuttosto grosse e caricandosi di deficit). 

- I neo laureati inglesi non trovano i lavori ben retribuiti di un tempo e in compenso devono pagare dei debiti di studio (alle tasse ci son da aggiungere i costi esorbitanti dello studiare in città costose come Londra) e partono già oberati di debiti da 50.000 sterline in su (situazione simile negli USA). 

- Le abitazioni costano l'ira di Dio (non "Lira di Dio") perchè tutti i petrolieri arabi, i mafiosi russi e i dentisti italiani si son rifugiati nelle proprietà londinesi dando un'impennata (fittizia perchè son seconde case) al mercato immobiliare (la prossima bolla è pronta a scoppiare?). Così le giovani coppie residenti non possono che permettersi delle stamberghe strapagate o son costrette ad andare a vivere a molti km di distanza dal centro.

Insomma, il puar al restarà simpri puar e el sior simpri sior sia nell'Euro che fuori dall'Euro. 

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