sabato 22 marzo 2014

Spritz Dead Branches: la terra dei fumi e il dramma del divieto di bruciare le ramaglie

Ergastolo e fustigazione su pubblica piazza
Roberto Saviano ha reso tristemente nota la vicenda legata alla Terra dei Fuochi ovvero quella zona della Regione Campania dove sono state sversate illegalmente tonnellate su tonnellate di rifiuti tossici dell'industria e dove spesso le immondizie vengono date alle fiamme generando fumi tossici.

Per arginare il fenomeno dei fumi tossici il governo Letta, nel dicembre scorso, approvò un decreto che comporta pene pesanti e di rilevo penale per chi appicca fuochi.

"Il decreto prevede il carcere per chi appicca roghi a cumuli di rifiuti tossici abbandonati. Il testo introduce sanzioni penali ed il reato di combustione illecita di rifiuti con la reclusione da due a cinque anni. La pena aumenta di un terzo “ se i delitti sono commessi nell’ambito dell’attività di un’impresa, o comunque di un’attività organizzata"

Il decreto è stato esteso a tutto il territorio nazionale ed è finito con l'includere pure gli innocui fuochi che tradizionalmente si appiccano alle ramaglie ai bordi dei campi friulani (come da usanza pluricentenaria). L'alternativa è usare camion, i cui motori bruciano gasolio, per trasportare questi rifiuti organici in luoghi di smaltimento. Ovviamente centri che non son stati potenziati per prevedere l'esplosione di ramaglie che confluirebbero lì se non bruciate nei campi.  

Si stanno muovendo i parlamentari friulani e pure la regione FVG per porre rimedio alla cosa con la previsione di deroghe per i piccoli fuochi circoscritti alle ramaglie così come descritto dal Messaggero Veneto in "Fuochi, la Regione studia modifiche". Tuttavia in questo periodo il limbo normativo ha creato diversi problemi alla comunità morsanese.

In primo luogo, sono stati presi d'assalto i contenitori delle ramaglie della raccolta rifiuti speciali comunali per cui, dopo pochi giorni, era impossibile depositare ulteriori ramaglie perchè i cassoni erano pieni. Difatti è da due settimane, dicono i ben informati, che non si può depositare nulla per questo incrementato traffico.

Il nervosismo è palpabile tra la popolazione e tra chi ha un giardino con siepi e roseti da potare. Sembra una questione da poco ma così non è.

In paese il dibattito s'è creato...

- tra chi ritiene che il decreto sia stato esteso a tutto il territorio nazionale per una mossa delle lobby delle energie alternative che hanno trovato l'occasione per spingere la gente a fornire materiale organico da usare per la creazione di energia oltre che ricevere soldi dai comuni per lo smaltimento di questi scarti naturali (un doppio vantaggio a spese delle casse comunali)...

- e chi ritiene che sia il solito vivere fuori dalla realtà dei plurilaureati al governo e dei burocrati ministeriali che non hai mai neppure potato i geranei dei loro balconi...

...e tra una ramaglia incombusta e l'altra, la discussione paesana continua  

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