lunedì 4 novembre 2013

Spirtz Gender: la Proposta sul doppio voto di genere (obbligatorio votare una donna)

Qualche mese fa é apparso sui giornali "Serracchiani gioca la carta del voto rosa" nel quale si annunciava l'intenzione dell'allora candidata presidente alla regione di portare avanti la doppia preferenza di genere sulla scheda elettorale. Cioé, sulla scheda elettorale si devono votare due candidati di cui uno deve essere perentoriamente di una donna.

Non é cosa nuova visto che fu introdotta anni fa in Campania dalla giunta Bassolino e poi in Sicilia da Crocetta. Nel 2010 la Corte Costituzionale ne ha anche sancito la legittimitá costituzionale.

Ora dalla campagna elettorale si sta passando ai fatti e pare che questa proposta sia sul tavolo dei tenici per diventare legge regionale.

Al che da giorni in bar non si parla d'altro. Il dibattito si allarga subito alle vicende dei singoli imprenditori alle prese con le assenze per maternitá e passa quindi agli altri aspetti della disparitá tra uomini e donne in Italia.

  • L’Italia ha il tasso di occupazione femminile piu’ basso tra i paesi Ocse (51% contro oltre il 65% di media OCSE) nonostante le donne siano in media più istruite. Ci siamo chiesti il perche’?
  • C’e’ poi il famoso glass ceiling: ad esempio l’Italia non ha mai avuto un ambasciatore donna in 150 anni di storia (ce n’e’ una da soli 2 anni).
  • L'Italia spicca per basso tasso di natalità, che è tra i più bassi del mondo: 1,41 figli per donna contro i due di Francia, Islanda, Irlanda, Messico, Nuova Zelanda, Turchia e Stati Uniti. Ci siamo chiesti il perche’?
  • Meno del 30% dei bambini al di sotto dei tre anni usufruisce dei servizi all’infanzia e il 33% circa delle donne Italiane lavora part-time per conciliare lavoro e responsabilità familiari (la media OCSE è 24%). 
  • Le donne sono spesso percepite come le prime responsabili per la cura della famiglia e della casa. Il tempo dedicato dalle donne italiane al lavoro domestico e di cura limita la loro partecipazione al lavoro retribuito. Vero che in tutti i Paesi Ocse le donne spendono il doppio del tempo rispetto agli uomini nella cura dei bambini e degli anziani, e naturalmente noi uomini abbiamo molto più tempo libero: in Italia 80 minuti in più, contro poco più di 50 minuti di Polonia, Messico e Spagna, e appena una manciata di minuti della Norvegia, il Paese Ocse più virtuoso da questo punto di vista. Ci siamo chiesti perche’ la Norvegia’ e’ cosi’ avanti e cosa si potrebbe copiare da loro?
I sociologi di certo spiegano i perche’ di questi fenomeni in Italia e di certo la letteratura in materia e’ ricca, ma Morsano si divide:
  • Tra chi dice che i dati dimostrano come siano le donne a non votare altre donne e quindi sono loro a cercarsi l'esclusione. Di fatto se non voti donne chi e' che poi in sede politica dovrebbe rappresentare le tue istanze di madre, figlia, anziana? Essenzialmente, cazzi vostri.
  • e chi sostinene che la preferenza di genere e' un passo necessario per portare l'Italia a livelli di partecipazione politica piu' elevati e pari ad altri paesi Occidentali. Saranno poi le forze politiche ad attivarsi per far crescere un personale femminile degno di una candidatura
...sferruzzando a punto e croce (sulla scheda elettorale) il dibattito continua 

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Vedi anche 
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Conclusione di uno studio OCSE sul tema:

"Tuttavia l’effetto complessivo della riforma deve essere valutato anche sulla base dei tagli ai fondi pubblici allocati per i servizi all’infanzia, che si aggiungono ad una probabile riduzione nella cura informale fornita dai nonni legata l’innalzamento dell’età di pensionamento. Il contributo che le donne potranno dare al mondo del lavoro, alla sicurezza economica delle famiglie e alla crescita dell’economia dipenderà però anche dalla misura in cui gli uomini in Italia saranno pronti a contribuire al lavoro domestico e alla cura della famiglia".

2 commenti:

le donne italiane sono quelle che lavorano di più ha detto...

In qualcosa le donne sono “leader”: lavorano di più. E il primato – planetario – vede l’Italia in testa. Niente di nuovo. Ma forse la notizia è proprio questa: nonostante i passi avanti a livello legislativo in favore della parità, le donne italiane continuano a lavorare ogni giorno 326 minuti più degli uomini. Lavori domestici e di cura, casa, figli e genitori anziani. La media Ocse è molto inferiore: 131 minuti.

Anonimo ha detto...

Magari perchè noi vogliamo gente di qualità, non donne tanto per fare i fighi e continuare ad illuderci di essere un paese del primo mondo.

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