venerdì 16 settembre 2011

Idea Morsanica: Retirement-Village, il micro villaggio (in bioedilizia) per pensionati

Si dice spesso che Morsano é un paese in declino e che non offre nulla ai giovani. Tecnicamente in paese non esiste nessuna attivita' sportiva rivolta ai bambini e ragazzi. Dopo le glorie del ciclismo e i corsi di tennis del passato oggi non c'é nulla. Per i giovani c'é il vuoto (inteso metaforicamente come il bicchiere di Spritz appena finito).

La situazione sarebbe disperante se non ci fosse una felicissima comunitá di pensionati.

Morsano é un paese tranquillo dove non succede mai nulla ma la vita per, chi é negli anni d'argento, é ottima. Ci sono verde, strade pulite, lavori in corso da fermarsi a guardare e commentare e c'è vandalismo sul quale rimembrare i bei tempi andati in cui queste cose non succedevano. Insomma, un ambientino pieno di stimoli.

Il Paese dovrebbe capitalizzare su queste ottime caratteristiche. E qui scatta l'idea morsanica.

Il punto primo é di urbanizzare alcune larghe zone, oggi agricole ma vicine al centro abitato, allo scopo di creare abitazioni e strutture espressamente volte ad ospitare persone che hanno superato i 70 anni. Insomma delle "Retirement Communities" ossia un'urbanizzazione immersa in tanto verde con vialetti, panchine e servizi specifici per chi deve trovare tutto pronto senza troppi sforzi: dalla spesa collettiva, al taxi medico, dall'assenza di schiamazzi ad un'assistenza a portata di mano pur garantendo assoluta indipendenza ai residenti.

Le "Retirement Communities" sono diverse dalle "Retirement Homes" (letteralmente "case per pensionati", gli ospizi insomma) in quanto lasciano autonomia agli anziani che vivono per conto loro in case di proprietà ma la caratteristica è che questi villaggi sono disegnati perchè ci vadano a vivere solo persone di una certa età. Una sorta di "Morsano 2" ma disegnata per gli ultra 70enni.

Le "Retirement Communities" esistono da decenni in alcuni paesi del mondo e generalmente sono acquistabili a prezzi vantaggiosi. Spesso esistono degli accordi bancari particolari che valorizzano l'immobile di famiglia dal quale si trasloca per andare a vivere nel Retirement Community.

Quante volte gli anziani si ritrovano con una casa grande piena di scale che non riescono più a curare una volta che i figli se ne sono andati? Così, invece di costruirsi una casetta pèiù piccola o andare a vivere in appartamento in piazza a Gonars, una coppia di pensionati può andare a vivere a "Morsano 2" in una casetta piccola e confortevole circondata da altre casette simili destinate ad una popolazione di pari età e caratteristiche.
Sarebbero zone senza motorini, senza famiglie con bambini urlanti e senza schiamazzi mentre al di fuori del perimetro di "Morsano2" ci sarebbero zone aperte a tutto il traffico normale. .

Insomma, un "Retirement Village" all'interno di Morsano porterebbe gente anche da fuori e farebbe girare l'economia locale che si organizzerebbe per servire le esigenze di una popolazione piú anziana ma ancora desiderosa di vivere bene.

Una sorta di Country Club all'ennesima potenza ma con valore sociale.


Naturalmente il "Retirement Village" avrebbe case costruite con criteri di bioarchitettura da LEED Platinum, cioé er mejo der mejo in fatto di tecnologia costruittiva (vedi il Green Building Council Italia.).  

I parametri LEED in pratica certificano le caratteristiche di un edificio in base a sei punti d'impatto ambientale: gli edifici certificati LEED devono essere costruiti sulla base di un piano di smaltimento che riduca la produzione di rifiuti e impieghi materiale riciclato o prodotto localmente, la presenza di sistemi per il recupero dell’acqua piovana o di rubinetti con regolatori di flusso deve garantire la massima efficienza nel consumo di acqua, utilizzando al meglio l’energia da fonti rinnovabili e locali - negli Stati Uniti, ogni anno le costruzioni LEED immettono nell’atmosfera 3500 quintali di CO² in meno, rispetto ad altri edifici, garantendo un risparmio di elettricità pari al 32% circa, l’impiego di materiali naturali, rinnovabili e locali, gli spazi interni dell’edificio devono essere progettati in maniera da consentire una sostanziale parità del bilancio energetico e favorire il massimo confort abitativo per l’utente finale e infine, l’impiego di tecnologie costruttive migliorative rispetto alle best practice.

Dunque l'economia paesana sarebbe rilanciata sull'asse del "pensionamento con confort" tutto includo: dalla bella casa energeticamente efficiente, al paesaggio rurale ben curato, all'urbanistica studiata appositamente per un'utenza dai capelli d'argento.

Se i giovani dormono, lasciamoli dormire e concentriamoci sui pensionati.

giovedì 15 settembre 2011

Numeri utili: Missione ISAF in Afghanistan (2010)

La missione ISAF inisia nel 2001 (subito dopo le torri gemelle) con in testa gli USA. Gli italiani entreranno in Afghanistan nel 2004.
  • Popolazione dell'Afganistan: 26 milioni
  • Popolazione della provincia di Herat gestita dagli Italiani: 1.5 milioni
  • Estensione della provincia di Herat: come l'Intero Nord Italia 
  • Soldati NATO (e altre nazioni "volontarie") in Afghanistan a luglio 2011: 140.000 di cui 4200 italiani e 100.000 americani
  • Costo settimanale della campagna militare in Afghanistan per gli USA: $2 miliardi
  • Costo della guerra in Afghanistan per gli Stati Uniti dal 2001 ad oggi: $444 miliardi
  • Costi per l'Italia nei primi sei mesi del 2011 delle missioni erano: Afghanistan 380.7 m€, Libia 150 m€, Libano 106.2 m€ e Balcani 35.7 m€ per un totale di oltre 800 €m
  • Il costo della guerra in Afganistan previsto nel 2011, per il contribuente italiano è di 650 milioni di euro. Questa cifra copre le spese (stipendio ed equipaggiamento) per 4.200 soldati italiani presenti in Afganistan, 750 mezzi terrestri tra carri armati, blindati, camion e ruspe, 30 velivoli di cui 4 caccia-bombardieri, 8 elicotteri da attacco, 4 da sostegno al combattimento, 10 da trasporto truppe e 4 droni.
  • Caduti NATO (a luglio 2011): 2.496 di cui 37 italiani
  • Caduti civili (stimati): 13.400
  • Anno di piena transizione di poteri agli Afgani: 2014
  • Soldati e Poliziotti Afgani del nuovo esercito addestrato dalle forze NATO: 305.000 entro dicembre 2011
  • Costo dell'equipaggiare le forse di sicurezza afgane in un anno: $12 miliardi
  • PIL dell'Afghanistan: $17 miliardi
  • Stime del Ufficio delle Nazioni Unite su Droghe e Crimine evidenziano che il 52% del PIL afghano derivi dal commercio di oppio
  • Nel 2005 l'Afghanistan aveva riconquistato la sua posizione di primo produttore mondiale di oppio e produceva il 90% dell'oppio mondiale,
  • Stima dell'entita' degli insorti/Talebani: 35.000
  • Talebani che hanno finora deposto le armi per entrate in uno schema di reinserimento: 1.700
  • Fondi spariti misteriosamente dalla Kabul Bank con la sospetta conmplicita' di funzionari corrotti del governo Karzai: $850 milioni
  • Province passate agli Afghani a luglio 2011: herat, Bamyan e Panjshir
  • Herat è una provincia dell'Afghanistan di 1.578.200 abitanti, che ha come capoluogo Herat. La provincia di Herat è 7 volte il Friuli (una superficie di 54.778 km² contro 7.846 km²). Confina con il Turkmenistan (province di Ahal e di Mary) a nord e con l'Iran (Khorasan) a ovest.
  • Attivita' svolte dalla Julia in 12 mesi nella provincia di Herat: 15.000 di cui 1.710 pattuglie in soli sei mesi, arrestati 30 insurgents, 10.000 cittadini afgani tornati nelle loro case dopo che Taurinense e Julia hanno creato e mantenuto le "bolle di sicurezza" attorno a villaggi prima controllati dai Talebani,  
  • Il libro sulla missione della Taurinense si chiama: Ring Road
  • Il documentario di Davide Cordua: Italiani in Prima Linea
  • Il poliambulatorio di Hoze Karbas e' stato realizzato dal PRT comandato dalla Julia con fondi della Sez. ANA di Udine e del Triveneto
  • Il gruppo Facebook a sostegno dell'Alpino Luca Barisonzi, ferito gravemente e rimasto parallizato di braccia a gambe a gennaio 2011 a Balu Murghab: 1.935
  • Costo di una macchina Lokomat per la riabilitazione di Luca e dei pazienti colpiti da lesione parziale al midollo osseo: 390.000 Euro
  • Medaglie appuntate personalmente dal gen. americano Petreus al comandante della Julia Bellacicco: 2
  • Caduti della Julia in Afghanistan: 7
  • Truppe straniere sotto comando dell'Italia a herat fino a luglio 2011: 2.000 statunitensi, 1.500 spagnoli 

mercoledì 14 settembre 2011

Alpini in Afghanistan: il documentario


In vista dell'importante incontro che si terrà a Morsano giovedì sera con alcuni ufficiali alpini rientrati da Herat ed un generale dello Stato Maggiore dell'Esercito, qui il documentario che testimonia le attività italiane in Afghanistan.

martedì 13 settembre 2011

Sondaggi Morsanici: L'evasione fiscale è...


Interessante il risultato del sondaggio di questi giorni. I contribuenti italiani dovrebbero essere particolarmente incazzati con gli evasori perchè meno si evade e meno tutti pagherebbero nelle varie manovre finanziarie.

Invece, un certo filo se non d'invidia ma comprensione per chi evade, sembra esserci. Le statistiche ci dicono che circa l'83% dei lavoratori sono lavoratori dipendenti quindi "costretti" a pagare tutte le tasse in busta paga e solo il 17% dei lavoratori fa parte della schiera delle partite IVA che, volendo, può evadere.

Logica vorrebbe che se si chiede "cosa pensi dell'evasione fiscale?", circa l'83% risponderebbe "è rubare per fini personali".

Invece, nel nostro sondaggio, sempre molto scientifico, è vero che il 77% dice che è rubare per fini personali però, avendo a disposizione una seconda scelta, tende una mano agli evasori dicendo che tutto sommato, hanno delle giustificazioni perchè le tasse sono troppo alte o perchè lo Stato comunque spreca". In effetti, se si sommano queste due giustificazioni, si ottiene la maggioranza relativa delle risposte.

Che i dipendenti morsanesi siano inclini a giusticiare l'evasione dei lavoratori autonomi?

Numeri Utili: la popolazione in Italia per tipologie di impiego


Se la popolazione in Italia è di circa 60 milioni di persone, circa 23 milioni lavorano mentre 33 milioni si dividono tra dissocupati (4.5 milioni), bambini e studenti (16 milioni) e pensionati/invalidi (16.5 milioni).

Tra chi lavora, i professionisti che operano in proprio (es. ingegneri, avvocati, commercialisti, geometri) e non come dipendenti (es. medici), sono circa 1 milioni (su 2.2 milioni di iscritti agli albi professionali come discusso in Numeri Utili: gli ordini professionali in Italia (2011) ).

Gli statali/parastatali/regionali ecc. sono circa 3.6 milioni.

Il popolo delle partite IVA, tolti i professionisti e le partita IVA doppie o non in uso, sono circa 3 milioni di cui, circa 2 milioni sono titolari di aziende senza dipendenti, insomma, sono per lo più artigiani.

Il rimanente è composto da 15.4 milioni di italiani che fanno i dipendenti nel settore privato.

Numeri Utili: le Partite IVA (2011)


Di informazioni sul numero di tenutari di partita IVA in italia se ne sentono tante. La voce del bar ritiene che esista il "popolo delle cinque milioni di partite IVA" poi però si scopre che 2 milioni almeno sono inattive o doppie.

Ci sono pure quelle che vengono prese da pensionati per vendere all'ERSA il mais dei campi ricevuti in eredità dal nonno. Fanno sempre cumulo ma in realtà non si tratta di imprenditori o liberi professionisti.

Spulcia qui, spulcia là, sembra che si siano 6 milioni di partite IVA di cui, 2 milioni da scartare perchè qualcuno ne ha due oppure sono inattive (non si semina più mais), 1 milione di liberi professionisti (sui 2.2 di iscritti all'albo la maggior parte dei quali o lavora sotto lo Stato (medici) o presta servizio alle dipendenze di aziende.

Poi ci sono circa 2 milioni di imprese artigiane e commercianti senza dipendenti per finire con circa solo 1 milione di imprese con dipendenti.

Si sbaglierà di qualche virgola ma a spanne dovremmo esserci.

lunedì 12 settembre 2011

Spritz Botanics: Se nessuno oggi fa più l'orto

L'orto in "cassa". La verdura verrà su
incassata come non mai.
Il tema dell'orto è un tema caldo nei bar paesani. S'è discusso del fatto che oggidì nessuno tiene più l'orto adducendo motivazioni che vanno dall'idea che a conti fatti la verdura dell'orto costa più di quella del negozio, del poco tempo che oggi si ha a disposizione al di fuori dal lavoro e dalla vita familiare, dal fatto che nessuno vuole sporcarsi le unghie con la terra preferendo due spritz al bar e via dicendo.

L'orto è diventata una cosa d'èlite, da Michele Obama (laureata a Harvard) al sindaco di Udine (già rettore di università) che promuovono l'orto come fonte di verdura biologica la prima e gli orti sociali (leggi il bando) come sistema di aggregazione oltre che produzione di ottime verdure il secondo (Gerontografia Morsanese: Degli "Orti Sociali").

Si ha l'impressione che nei circoli e ricircoli sociali tra èlites e masse popolari che si vede spesso in molti aspetti della vita, sia finito pure l'orto. Se un tempo mangiare polenta e brovada era roba da poveri, oggi sono piatti nobilissimi nei migliori ristoranti, se un tempo essere grassi era simbolo di ricchezza e essere magri di povertà oggi è essere magri ed in forma che fa vip mentre essere grassi non va di moda, se un tempo saper fare lavori manuali era roba da proletari, oggi del dottore che si diletta con le mani si dice che ha "manualità" e fa molto fico nei circoli bene, se un tempo sferruzzare col punto croce era roba da siure di provincia, oggi sono le sciccone di città che si ritrovano a far maglia con un Martini e l'oliva a portata di mano.

Si arriva quindi agli orti. Se una volta Anute e Marie avevano l'orto erano semplicemente due brave siorete di paese come tante, oggi, che in paese l'orto non ce l'ha praticamente nessuno, chi si fa due filari di pomodori o è un professore di filosofia indiana alla Normale di Pisa o un generale di corpo d'armata in pensione. Ovviamente, le moderne Catine e Mariute comprano i sacchetti d'insalata e i pomodorini sempre rossi anche a dicembre.  

Ma almeno sai cosa mangi e ti rilassi un po'
Alcuni medici di base hanno notato una crescita di allergie dovute ai conservanti che alcuine verdure si sciroppano. Da ricordare che certi trattamenti se spruzzati sui vegetali li rendono belli, verdi ed invitanti e basta lavare bene che poi si possono mangiare tranquillamente. Altri trattamenti sono invece per "via venosa" (ci sarà un termine tecnico che qualche lettore ci suggerirà) cioè innaffiano le piante con sostanze che poi, anche se lavi bene,  restano nella polpa e tu diventi fluorescente. Per inciso, queste pratiche le fanno in Olanda e ovviamente non qua.

Insomma, gli orti chi li tiene in paese? E' così difficile farsi un filare di insalata e zucchine? Vero che alcuni ortaggi non vale la pena (gli spinaci, per varie ragioni) ma l'insalata...

Così il bar si divide e discute di questo importantissimo tema social-biologico.

...e tra una carota ed una patata la discussione continua

sabato 10 settembre 2011

La vera casta? Noi italiani

E' solo la prima...
La discussione si ripete spesso in osteria su questa o quella casta. Di solito lo schema è che tutti protestano contro la casta dei politici ed in particolare dei parlamentari e dei consiglieri regionali. Poi però da una parte o dall'altra più o meno tutti sfruttano qualche beneficio o sotterfugio che il Sistema offre. Insomma, c'è una complicità implicita tra tutti i connazionali per far si che nulla cambi, che si punti alla mera sopravvivenza mandando avanti le cose come sono sempre andate avanti.

in "Conservatori e immobilisti" identifica tra i conservatori immobilisti:
  • I ceti professionali vasti e ferreamente organizzati intorno ai rispettivi ordini,
  • gli statali sindacalizzati,
  • gli alti burocrati collegati con la politica,
  • i commercianti evasori,
  • i pensionati nel fiore degli anni,
  • i finti invalidi,
  • gli addetti a un ordine giudiziario intoccabile,
  • i tassisti a numero chiuso,
  • i farmacisti contingentati,
  • i concessionari pubblici a tariffe di favore,
  • il milione circa di precari organizzati,
  • gli impiegati e gli amministratori parassitari delle spa degli enti locali,
  • gli imprenditori in nero,
  • i cooperatori fiscalmente privilegiati,
  • i patiti delle feste nazionali,
  • i nostalgici della contrattazione collettiva sempre e comunque,
  • le schiere di elusori fiscali,
  • gli aspiranti a ope legis e a condoni,
  • quelli che non vogliono che nel loro territorio ci sia una discarica, una linea Tav, una centrale termica, nucleare o che altro.
Aggiungiamo noi: giornalisti e accademici così il cerchio si chiude.

Alla fine nulla cambia, nulla si muove e la società risulta come una tra le più conservatrici ed immobili al mondo. Se vogliamo metterla in numeri, da una decade, il nostro paese è quello che cresce meno al mondo in termini di PIL. Poi, se si vogliono snocciolare altri dati vada ma sono veramente pochi quelli dove siamo all'eccellenza. In parole povere, possiamo davvero permetterci tutto questo immobilismo e queste protezioni di privilegi acquisiti? Possiamo davvero continuare a non vedere come privilegi quelli che sono in effetti privilegi?

Nelle discussioni al bar, questa è la domanda finale che disgrignano gli operai e gli artigiani morsanesi con le tute ancora sporche.



...giornalisti
  


...professori
 

...pensioni provilegiate
 

...sindacati
  


   
...un po' tutti

...magistrati
Medici


venerdì 9 settembre 2011

Conferenza Stampa ASD Morsan. Mister Salvin: Non resteremo a Zero Tituli

Conferenza stampa: il mister di fronte ai giornalisti
accorsi ieri sera a Morsano
Non capita tutti i giorni che a Morsano di Strada si radunino i rappresentanti della stampa che conta ma il momento era importante e nessuno ha voluto mancare.

Ieri sera, nel parterre esclusivo del Circolo della Stampa del comunale "D. Turello", l'ASD Morsan ha presentato il nuovo allenatore per la stagione 2011-2012.

Per la verità non si tratta di un volto nuovo per il terreno di gioco morsanese ma di un ritorno e a giudicare dall'entusiasmo di società, giocatori e tifosi, di un gradito ritorno. Si tratta di mister Mauro Salvin che già guidò il gruppo del presidente Paolo Zen diverse stagioni fa.

In bella mostra: sponsor eccellenti
supportano la squadra
L'apice dell'avventura morsanese avvenne nella stagione 2006-07 quando dalla seconda categoria, con mirabolanti peripezie tattiche, coach Salvin portò la squadra alla promozione. Fu una promozione mirabile perchè avvenne solo all'ultimo minuto dell'ultima partita, lo scontro diretto con lo Jalmicco Calcio. Al termine di quella strepitosa partita, con la radio cronaca degli altri campi fissa nelle orecchie degli spettatori, si venne a sapere che nessuna delle concorrenti era riuscita a vincere e finì con una grande festa sia per la compagine morsanese che per gli jalmicchesi con la promozione di entrambe le squadre.

Fu in quell'occasione che Mauro Salvin si meritò l'appellativo di "mago" o più per esteso "mago dal balon" che si affianca a quello di "Maurinho" per le sue abilità di gestire la stampa ed il mondo giornalistico sportivo.

"Il ritorno a Morsano mi fa un immenso piacere perchè ritrovo un gruppo in cui credo e una dirigenza che mi ha dato il pieno supporto e che cercherò, con il massimo impegno, di non deludere" da detto Salvin.

Il 3-5-2 sarà lo schema del Morsan, ma
ci saranno novità che il mister
non ha voluto svelare
Insidiosa la domanda di un giornalista della Gazzetta sulle aspettative che il mister si pone a inizio campionato: "inutile rimarcare che in questa fase dobbiamo andare con i piedi di piombo. Abbiamo ancora alcuni giocatori che non sono al 100% fisicamente, mentre altri sono in piena fase di recupero da infortuni addirittura della stagione passata" ha risposto il mister, "tuttavia, dopo l'amichevole di oggi [NDR con la compagine di prima categoria di Codroipo] ho confermato la mia opinione che siamo competitivi e possiamo ambire a qualche soddisfazione importante".

Parole molto misurate quelle di un mister che, da gran volpone degli spogliatoi sa come indirizzare i favori dei giornalisti e distogliere le attenzioni maniacali della carta stampata dagli scandali sexy o presuti tali, che hanno coinvolto alcuni calciatori quest'estate. Sulla questione, infatti, è stato categorico: "ho detto ai miei giocatori che chiedo massima serietà in campo e fuori dal campo" ha quindi continuato, "i tifosi e soprattutto i giovani del paese ci guardano come esempi e chiaramente noi sentiamo il giusto peso di questa responsabilità".

Molte le parole di apprezzamento per i colleghi tra i quali Del Neri,
e Cappello ammirato "per la disciplina tattica che 
vorrei imporre anche al Morsan" 
Incalzato se veda come suo modello nella gestione dello spogliatoio l'altro friulano, mister Fabio Cappello, ha risposto "anticipo che comportamenti non conformi da parte dei giocatori, anche fuori dal terreno di gioco,  saranno sanzionati. Se anche altri uomini di sport fanno lo stesso ne prendo atto, però non mi piace commentare sui colleghi nè, francamente, mi piacciono i paragoni con i colleghi. Ognuno ha il suo stile, giusto o sbagliato che sia".

Questa è stata l'unica nota polemica del Maurinho che poi si è aperto come non mai quando l'iniviato di Bisiacheria Sportiva gli ha chiesto se, dopo aver allenato i Galli di San Giorgio di Nogaro, il Gonars e nel passato il Morsano, creda che il calcio nazionale sia in crisi, come ipotizzato da diversi dirigenti UEFA. "No! Ne ho parlato anche con il Trap, con Francesco [NDR Guidolin] e con Gian [NDR Gian Piero Gasperini, ed abbiamo concluso che sono le solite chiacchere da pasticceria! Se fossero chiacchere da Bar Sport sarebbero più sensate. Il calcio va a fasi e se qualcuno ritiene che adesso non si stia attraversando una fase positiva ne prendo atto ma non mi si chieda di essere per forza d'accordo. Qui a Morsano vedo molto talento, molta voglia di fare e molti stimoli che non credo siano inferiori a quello che si vede sui campi di Monaco, di Barcellona, di Madrid o di Londra".    

Nessun Rammarico: la telefonata di Galliani.
Il mister ha svelato che durante l'estate il
contatto con Milanello c'è stato.
Sibillina poi la nota di chi gli ha chiesto del contatto con il Milan. "Confermo che un interesse c'è stato ma siamo qui per parlare del futuro e non di quel che è stato."

Tra i progetti futuri, oltre a figurare bene in campionato (la parola promozione non è uscita ma la platea l'ha annusata nell'aria), il mister vede la partecipazione al torneo del Chelsea a Londra (foto) nella prossima estate e la Crossbar Challenge con gli amici della testata sportiva FoxSport.it. Grande attenzione poi al derby strapaesano con il Gonars.

Salvin ha quindi chiuso in bellezza quando incalzato sulle ambizioni del suo Morsan ha raccolto gli applausi della platea dicendo che "con questa società, con questa squadra, con la forza del gruppo e dei tifosi dietro di noi, sono certo che non rimarremo a zero tituli!"
Ancora una volta, Maurinho non delude!

Prossimo appuntamento il torneo di Bicinicco di domani e quello di Gonars il 24 e 25 settembre, poi inizia il campionato.

giovedì 8 settembre 2011

Numeri Utili: gli ordini professionali in Italia (2011)

Si parla molto di riforma degli ordini professionali. Per capire chi c'è negl'ordini, siamo andati a vedere un po' di numeri. Ebbene, circa il 13% dei lavoratori italiani è parte di un ordine (ovvero 2 milioni di italiani iscritti su 16 milioni di lavoratori). Ben il 45% degli iscritti agli ordini lavora per lo Stato (in particolare medici e infermieri). Oltre il 60% degli iscritti ha una laurea o comunque deve avere una laurea per far parte dell'ordine.

Secondo Panorama ("Troppo Ordine"), il giro d'affari attorno agli iscritti agli ordini è di 200 miliardi di euro, circa il 15% del PIL.  



"Prezzi lesivi dell’immagine della categoria" è la formula con quale si impedisce l'abolizione delle tariffe minime e quindi una concorrenza tra i professionisti. "Non sono qui a mercanteggiare" la frase che una notaio ha proferito quando richiesta di discutere le tariffe da un'imprenditore morsanese.

mercoledì 7 settembre 2011

Spritz Lecture: What if... cosa sarebbe successo se la Grecia non fosse entrata nell'Euro?

Ieri, durante una sessione di Spritz fuori porta, (piazza Giulio Cesare, già piazza San Canciano in quel della ridente Gonars) sono sorte tre domande. La prima: Spritz bianco, rosso o Spritz Aperol? La seconda: cosa sarebbe successo alla Grecia se non fosse entrata nell'Euro. La terza: come sta andando l'economia in questo momento.

Tutte e tre queste importanti domande sono state risposte senza dibattito, per questo, riportiamo quella che è stata la lectio magistralis (intestinalis putrens) in quel del Bar al Cacciatore.

Prima domanda: Spritz bianco, rosso o Spritz Aperol? Spritz Aperol con poco ghiaccio e forte sull'Aperol.

Seconda domanda: cosa sarebbe successo alla Grecia se non fosse entrata nell'Euro?

Dunque, la Grecia entrò nell'Euro nel 2001 seguendo le 12 nazioni che già avevano aderito all'Euro e avevano raggiunto i criteri per entrarci nel 1999 (la moneta contante iniziò poi a circolare nel 2002). Alcune delle osservazioni che si possono fare per la Grecia si applicano anche al Portogallo e con qualche aggiustamento alla Spagna e Italia. Per prima cosa va detto che nè il governo greco nè le imprese greche nè i consumatori greci avrebbero potuto prendere a prestito somme di denaro con gli stessi tassi applicati sotto l'Euro. Tassi molto bassi, o se vogliamo, bassi a livello tedesco.

Sotto la Dragma i tassi di sconto (l'interesse ufficiale) avevano livelli oscillanti tra il 15% e il 21% durante tutti gli anni Novanta, poi felicemente sostituiti da un 3.25% così come dettato dalla Banca Centrale Europea sotto l'Euro. Fu indubbiamente una festa in duomo per tutti in Grecia: prendevi soldi a prestito a tassi così bassi che non si erano mai visti! Indubbiamente, al di fuori dall'Euro, sotto il peso della poca crescita economica e della bassa competitività internazionale, la Dragma sarebbe scivolata giù come una slitta sullo Zoncolan innevato. Sarebbe scivolata o in maniera repentina o piano piano.
La cosa bellissima è che se la Grecia avesse avuto la Dragma, il governo avrebbe sicuramente preso meno soldi a prestito dai mercati internazionali (visti i costi del ripagare debiti a tassi molto alti) e comunque i greci, imprese e cittadini comuni, avrebbero preso meno soldi a prestito dalle banche e si sarebbero contenuti di più sulle spese. Insomma, con interessi più alti, il sistema greco avrebbe investito in modo più ponderato.

Fin qui è facile. Poi iniziano i punti di vista. Secondo quanto discusso in p.zza Cesare, spinta da una situazione economica debole, la Grecia avrebbe lasciato svalutare la propria moneta in maniera graduale, senza scossoni repentini ed avrebbe accettato tassi di interesse più alti che, sarebbero stati più realistici ed avrebbero aiutato a controllare meglio il deficit di bilancio (visto che giocoforza il governo avrebbe chiesto meno prestiti). Volendo proprio proprio essere pessimisti, si può ipotizzare che la Dragma sarebbe scivolata a scossoni creano crisi su crisi. Magari la Grecia sarebbe dovuta andare a chiedere soldi all'FMI ma con solo il 3% del PIL Europeo e il 2% della popolazione europea, difficilmente avrebbe creato scossoni all'area Euro. Ora invece, essendo dentro l'area Euro i problemi di una reazione a "domino" li crea e non potendo neppure svalutare la sua moneta, una via d'uscita dalla crisi potrebbe anche essere impossibile.

La terza: come sta andando l'economia Europea in questo momento?
Ci sono molti indicatori post mortem che si possono usare in economia. Un esempio è il tasso di crescita del PIL su base trimestrale. Solo che, come detto, essendo un indice postumo, si sa che si è in recessione solo quando si è già nel mezzo della recessione. Tra i pochi indici "istantanei" che si hanno a disposizione, esistono i sondaggi sul sentimento dei consumatori , dei manager e delle imprese. In pratica, chiedendo a un vasto numero di apparteneneti ad una delle categorie prima menzionate come stiano andando le cose e cosa pensano succederà nel prossimo futuro, si capisce un po' dove tira l'aria.

Notasi il 2011...oooooops, tutti giù di nuovo!

Abbiamo scelto per voi questo indice: "Economic Sentiment Indicator (ESI)", ovvero il polso sull'andamento tendenziale dell'economia da parte della Commissione Europea.

Ebbene, se osservate il grafico, il sentire comune tra gli europei è che l'economia stia tornando ad andare a schifio anticipando quello che le misure economiche postume, in primis la crescita del PIL, potrebbero confermare essere una temibilissima recessione a W. La terribile "double dip" ovvero, recessione, crescita e poi di nuovo recessione (per capirne di più sulle lettere dell'amore vedi Spritz Economics: ma questa recessione che "forma" ha?).

Con lo Spritz andato di traverso, la Grecia fusa e il pericolo di doppia recessione, finisce la lezione.

Numeri Utili: classi di contribuenti in base alle dichiarazioni dei redditi

Si parla di un prelievo addizionale su redditi che superano un certo livello. Per meglio capire che incidenza abbiano le politiche di prelievo sui redditi più alti, si deve capire quanti siano gli italiani che dichiarano oltre un certo valore. Vista l'evasione fiscale, l'elusione e l'economia sommersa a livelli alti, i dati ufficiali sono sicuramente falsati. Tuttavia, il ministero dell'Economia su questi deve fare i conti.


Le fonti sono Il Sole 24 Ore (radiografia per reddito, categoria e mappa regionale) e nostre elaborazioni.

martedì 6 settembre 2011

Numeri Utili: Spese per la Famiglia


Famiglia al tramonto
Fare figli è qualcosa che non tutti possono permettersi: da un lato manca il tempo perchè con le donne che lavorano con orari spesso disagiati, seguire una famiglia che cresce è difficilissimo, dall'altro un figlio comporta dei costi (pannolini, visite, assistenza, asili ecc.) che non tutti gli stipendi possono permettersi. Se poi le nonne, per acciacchi dell'età, malattie o lontananza non sono disponibili a fare da baby sitter, si capisce subito come mai molte coppie trentenni non hanno prole o al massimo hanno un figlio solo.

A corollario di queste conclusioni, ci sono i seguenti numeri (utili):
  • Secondo i dati raccolti dal Corriere della Sera (Italia all'ultimo posto in Europa per le spese per la famiglia e la maternità) l'Italia all'ultimo posto in Europa per le spese per la famiglia e la maternità mentre è ai livelli più alti nell'UE per le spese per invalidità, vecchiaia e pensioni.
  • Secondo la "Relazione sulla situazione economica del Paese", pubblicata dal ministero dell'Economia(su dati 2009), in Italia si impega a sostegno della famiglia e della maternità l'1,4% del Pil, contro il 2,5% della Francia, il 2,8% della Germania, il 3% della Svezia, il 3.7% della Danimarca.
  • Se si considera la maternità e la famiglia all'interno di tutte le spese per le prestazioni di protezione sociale, tra i 27 paese UE l'Italia è messa maluccio. Infatti, la quota per la famiglia e la maternità, nel totale di spesa per il welfare è pari a solo il 4,7% (solo la Polonia fa peggio con il 4,5%) mentre la media dei Paesi europei è dell'8%.
  • Dall'altro lato, va meglio agli invalidi, ai vecchi e ai pensionati visto che in Italia la spesa per queste voci è tra le più elevate in UE visto che la quota di spesa per queste voci è pari 67,1% del totale prestazioni welfare, contro il 54% della media dei 15 dell'Eurozona.
  • In rapporto al PIL la spesa per anziani, pensioni e invalidità è pari al 17,1% del PIL contro una media negli altri Paesi del 13,7%.
  • Se si guarda alla spesa per coprire la malattia, l'Italia ha un livello di spesa in rapporto al Pil  del 6,7%, livello al di sotto della media dei 15 dell'Eurozona pari al 7,6% e dei 27 dell'UE pari al 7,4%.
  • Per il sostegno alla disoccupazione il nostro Paese spende lo 0,5% del Pil, un livello inferiore alla media dei 27 UE che si attesta sugli 0,8 punti di Pil.
  • Per le altre spese sociali, invece, il nostro Paese presenta percentuali abbastanza simili agli altri e in alcuni casi inferiore.

lunedì 5 settembre 2011

CAFON: State calmi che va tutto bene. Un elenco di Banche Austriache

Paesaggi incantati, mucche, neve, antichi castelli. Impossibile
non andarci senza riempire il bagagliaio.
Diversi lettori c'hanno chiesto delle dritte sulle banche austriache. Non siamo sicuri perchè ci sia questo interesse nelle banche di oltre confine anche se per segretezza e chiusura di occhi sono considerate a livello internazionale pari alle banche svizzere.

Anche se in Italia ci fosse il censimento dei conti bancari, anche se ci fossero degli aumenti di tasse sulle rendite finanziarie, magari decisi in soli due giorni dai palazzi romani, anche se le borse dovessero collassare e alcune banche italiane venire nazionalizzate per salvarle dagli attacchi speculativi, anche se il governo si ritrovasse senza liquidità per poter salvare le banche, anche se la BCE decidesse di non comprare bond italiani, anche se la Germania temporeggiasse in caso di attacco speculativo all'Italia e si finisse tutti a gambe all'aria, il dovere patriottico, la morale, la solidarietà, la condivisione, l'eeperienze, il percorso, le sinergie, la comunione e pure la liberazione, impongono ad ogni cittadino di tenere saldamente i propri risparmi qui, nel territorio nazionale.

Per questa ragione crediamo sia profondamente sbagliato portare fuori i capitali e quindi non è opportuno menzionare quali siano le banche potenzialmente più indicate per accogliere liquidità in fuga dal Friuli.

Bene. Per chi ha meno di 500.000 euro di capitale disponibile il post finisce qui. Ciao, buona giornata e tenete duro, avete dietro di voi tutto il Paese.

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Per tutti gli altri, l'opzione sono le banche offshore, meglio se i conti poi sono intestati a società con sede a San Marino, Londra o Lussemburgo (non è difficile metterle su). Le banche delle Isole del Canale (Jersey, Guernesey, Alderney, Herm, e la feudale Sark) aprono conti sia in Euro che Sterline a tutti gli stranieri (purchè non siano nel registro tasse della Gran Bretagna - ma ci dicono che anche in quel caso i controlli non sono poi tanto stretti) e bastano cifre relativamente irrisorie (15-20 mila euro) per entrare nel fantastico mondo del vedo-non ti vedo. Operazioni più articolate e rischiose includono Dubai e alcuni paesi emergenti. Ma per stare con i piedi per terra, qui l'elenco di alcuni istituti a un'ora d'auto:

BKS Bank AG

HYPO ALPE-ADRIA-BANK AG

Raiffeisen-Bezirksbank Klagenfurt reg.Gen.m.b.H.

Raiffeisenlandesbank Kärnten - Rechenzentrum und Revisionsverband reg.Gen.m.b.H.

Volksbank, Gewerbe- und Handelsbank Kärnten AG

ZVEZA BANK r.z.z.o.j. (Bank und Revisionsverband reg.Gen.m.b.H.)

Numeri Utili: l'evasione fiscale in Italia

Secondo l'indagine dell'organizzazione KRLS Network of Business Ethics per conto di Contirbuenti.it, condotta con l'elaborazione di dati ministeriali, di banche centrali, di istituti di statistica e delle Polizie tributarie dei singoli Stati europei:
  • In Italia l'evasione fiscale nel 2010 è cresciuta del 10.1%
  • Il reddito imponibile evaso è stimato al 54.5% pari a 159 miliardi di euro l'anno, livello più alto di tutti i paesi europei
  • Il PIL italiano annuale è circa 1.500 miliardi, l'evasione è a 159 miliardi pari a circa l'11% del PIL
  • L'evasione per geografia si divide così: Nord Ovest (29,4% del totale nazionale), Sud (24,5%),  Centro (23,2%) e Nord Est (22,9%).
  • Le tipiche aree di evasione sono 5:  
  • I principali evasori nell'economia legale si dividono così:
    1. Industriali (32,8%)
    2. Bancari e assicurativi (28,3%)
    3. Commercianti (11,7%)
    4. Artigiani (10,9%)
    5. Professionisti (8,9%)
    6. Lavoratori dipendenti (7,4%).

domenica 4 settembre 2011

Idea Morsanica: Lavaggio Auto per Raccolta Fondi

 E' un sistema collaudato nei paesi anglosassoni che in Italia non sembra sia mai arrivato. Lo schema é semplice: un gruppo di persone lava la tua auto, tu li paghi e i proventi sono tutti destinati ad un fine benefico.

La cosa si articola di piú se il gruppo di "lavatori" é un gruppo inusuale, come ad esempio i pompieri o gli impiegati di un'azienda o le casalinghe o gli studenti.

Poi ci puo' essere anche un hotdog, una griglia, una bevanda che accompagna il lavaggio cosí, mentre si aspetta si contribuisce ulteriormente alla causa.

Basta un secchio, straccio, shampoo, acqua e... olio di gomito.

Se si devono raccogliere fondi per beneficenza o comunque per uno scopo che interessi la comunita', l'iniziativa puo' funzionare perche' genera curiosita' e mal che vada si torna a casa con l'auto pulita e uno scopo comune raggiunto.

Nelle aziende grandi puo' capitare che ci siano i dirigenti a lavare le auto dei dipendenti per una modica cifra che poi viene destinata per uno scopo benefico.

Visto che e' qualcosa di inusuale, il primo che la mette in piedi finira' sicuramente su Telefriuli.

 





sabato 3 settembre 2011

Numeri utili: i baby pensionati

Almeno lui c'e' andato...
Molti degli uomini politici che oggi le criticano, le approvarono a braccia larghe nella Prima Repubblica: sono le baby pensioni che un tempo erano un modo per regalare al popolo una pensione.

Ci informa il Corriere della Sera (Quei 500 mila baby pensionati)  che tutto nacque nel 1973 con il governo Rumor sostenuto da Dc, Psi, Psdi e Pri che concesse alle impiegate pubbliche con figli di andare in pensione dopo 14 anni, sei mesi e un giorno, mentre in generale gli statali potevano lasciare il servizio dopo 19 anni e mezzo e i lavoratori degli enti locali dopo 25 anni.


Dalle inchieste di G.A. Stella emerge che non é una signora del profondo sud bensi' una friulana, suo malgrado, l'icona di questo modo sbagliato di dare le pensioni: Ermanna Cossio andata in pensione a 29 dopo aver fatto la bidella e per di piu' con assegni quasi pari alla retribuzione.

I numeri:

- In Italia, su 16 milioni di pensionati, 535.752 sono baby pensionati (andati in pensione non ancora cinquantenni)
- i baby pensionati costano 9 miliardi e mezzo l'anno
- Nel 1992 fu il governo Amato ad abolire le baby pensioni (ma attenzione che in Sicilia c'e' una leggina che permette di andare in pensione con pochi anni di contributi qualora a casa ci sia un parente malato)
- L'Inpdap, l'ente di previdenza del pubblico impiego, paga 428.802 pensioni concesse sotto i 50 anni...
  • oltre 239 mila vanno a donne
  • quasi 185 mila a uomini,
  • per una spesa nel 2010 di 7,4 miliardi.
  • Inoltre si devono aggiungere 106.905 pensioni liquidate under 50 con i regimi speciali e prepensionamenti dell'INPS per altri 2 miliardi.
- L'etá media dei baby pensionati oggi é di 63 anni (si noti, etá nella quale io e te staremo ancora lavorando)
  • questo significa che stanno prendendo la pensione, spesso praticamente pari alla retribuzione, da almeno 20 anni e con la speranza di vita che c'e' oggi (circa 73 anni) la prenderanno per almeno altri 10 anni. Dunque 20 anni di lavoro e 30 in pensione senza copertura finanziaria che tenga!
  • La pensione media lorda é di 1500 euro al mese
  • Secondo i calcoli dell'INPS, un pensionato baby incassa minimo tre volte quanto ha versato.
- Geograficamente le baby pensioni sono per la maggiorparte al Nord (65% circa): Lombardia (110.497 baby pensioni e una spesa di 1,7 miliardi) a seguire Veneto, Emilia Romagna e Piemonte.

venerdì 2 settembre 2011

Spritz Inps: prima vai in pensione e prima muori, dov'è il problema?

Voluntas Tua
Questo dibattito vede un morsanese contro tutti. Sempre dibattito tra due posizioni è per cui lo riportiamo com'è nostro uso.

Si parla di innalzare l'età pensionabile però nessuno ne vuole sapere. Stanno parlando di togliere il riconoscimento del periodo di servizio militare ai fini pensionistici così come si parla di togliere il riconoscimento del periodo di università.

La posizione di "tutti meno uno" è che i diritti acquisiti, la pensione a 60 anni, i 40 anni di contributi sono diritti inalienabili dell'uomo scritti a fuoco nell'immaginaria carta dei diritti universali dell'italiano medio. Stare 30 anni in pensione (dai 55 anni agli 85) è un diritto che la categoria di maggioranza degli iscritti ai sindacati, i pensionati appunto, giustamente persegue con tutte le forze.

La posizione di "uno e basta" è che oggi si vive più a lungo di sempre, i 60 anni sono i nuovi 50 anni, si è vecchi a 90 anni visto che grazie al Viagra ci si dà dentro anche ben otlre i 70, è un fatto scientificamente provato che in media uno restiste in pensione 55 mesi poi si ammala o muore probabilmente perchè la vita perde di significato se ancora in forze ci si ritrova a dover passare tutto il giorno di fronte alle machinette del video-poker o comunque il fisico si deteriora rapidamente se d'un colpo non è sottoposto più agli stimoli intellettuali e fisici che subiva durante il lavoro, il senso di inutilità sociale aumentapoi  il disagio psicologico. Di fronte a tutto ciò, che problemi ci sono ad innalzare l'età pensionistica a 70 anni per tutti e festa finita?

E con i diritti acquisiti in testa, con la colpa sempre delle altre categorie e con la ferma convinzione di non dover mai fare un passo indietro perchè sono gli altri che sbagliano, il dibattito continua...

giovedì 1 settembre 2011

Spritz Debate: Vale la pena di andare all'università? (e la Teoria dei Maiali)

Ma vale la pena di svenarsi per far studiare a lungo i nostri figli? Questo penseranno molti genitori quando i loro figli raggiungono l'ultimo anno alle scuole superiori. Forse questa domanda iniziano già a porsela molto prima, quando cominciano le superiori puntando su un'istruzione tecnica o sui licei.

Il nocciolo del problema è la precarietà del futuro dei neo laureati (sia con laurea triennale che quinquennale); precarietà dei contratti di lavoro che impediscono di fatto la programmazione di un futuro nella sfera personale con mutuo, matrimonio, figli che le basi per una carriera professionale adeguata agli sforzi di studio fatti. Non è raro che i laureati guadagnino meno di un artigiano se non anche meno di un operaio magari neppure tanto specializzato. Una storia emblematica è raccontata dal Corriere della Sera in Se investire negli studi dei figli diventa un sacrificio (a volte) inutile ma ce ne sono molte che anche a Morsano si potrebbero raccogliere.

Sta di fatto che mentre un tempo (anni Cinquanta-Sessanta) nei paesi c'erano due o tre laureati, di solito il farmacista, l'avvocato e il professore e generalmente erano figli delle famiglie facoltose del paese con molti agganci professionali e in società, oggi di laureati ce ne sono a decine (ad esempio di Morsanesi con una laurea ce ne sono 40 senza contare gli attuali studenti universitari) e molti sono i primi laureati in famiglia senza agganci professionali di sorta. Senza neppure la "forma mentis" di una professione (che di solito deriva dal babbo o dalla mamma che parlano in famiglia della loro professione e ti fanno capire tante cose che altrimenti non capiresti - e magari ti fanno intuire che quel lavoro lì non fa per te).

Così l'odierno laureato di paese si trova a dover affrontare:
  • l'incognita professionale dell'aver scelto qualcosa che magari alla lunga non gli piace
  • una concorrenza spietata da parte dei suoi coetanei laureati che ormai sono a migliaia
  • il mercato che premia il lavoro manuale, sempre più in mano agli immigrati, e condanna il lavoro intellettuale dove ormai i margini per i nuovi arrivati sono ridotti
  • gli ordini professionali che spesso (tanto per essere diplomatici) proteggono con i denti i professionisti ben avviati a scapito di chi nella professione deve entrarci
  • l'incognita dei nuovi corsi di laurea: sono utili o sono una cazzata pazzesca che qualche accademico fuori dal mondo reale ha inventato e che alle università servono per spillare soldi alle matricole ma cui il mondo del lavoro risponde con una pernacchia?
  • l'incognita dei master: quale scegliere? Sarà utile o mi fregano solo soldi.
  • Dedicare 5 anni allo studio comporta 5 anni di perdita di stipendio e costi di vitto, trasporto, alloggio e libri. Se poi il lavoro non ci sarà, fino a quanti anni si rimarrà a carico di genitori sempre più vecj e rompipalle?
  • Scegliere quello che piace o quello che serve al mercato del lavoro? E cosa serve al mercato del lavoro?
  • Pensare al mercato del lavoro attorno a Morsano o il Mondo è il mio laboratorio?
  • Quale università scegliere? Quella vicino casa per minimizzare i costi o quella prestigiosa fuori regione?
e così via.

I tempi dello studio per amore della cultura sono finiti sotto la mannaia dei costi. Idealmente se vuoi studiare qualcosa che al mercato del lavoro non interessa, studialo da te mentre lavori. Conosciamo ad esempio una giovane signora che si è laureata studiando part-time Storia Medievale. Mataran, ad esempio, adesso che è zoppo e non può più calcare l'erba di San Siro, potrebbe iscriversi a scienze politiche e studiare nel tempo libero.

Così il modello di studio si evolve. Resta il punto dolente dei giovani che da un lato hanno una concorrenza massiccia dei loro coetanei e dall'altro i paesi emergenti (India, Cina in primis) che sfornano fior fiore di ingegneri e matematici che sul mercato globale sono estremamente concorrenziali.

Indovinello: quale dei due pezzi di carta serve di più?
In ultima istanza c'è il futuro aumento dei costi d'iscrizione all'università. In Gran Bretagna, paese dove possiamo certificare che quello che dicono fanno*, le tasse universitarie sono passate da 3.000£ all'anno a 9.000£ (circa 10.000 €). In Italia, le tasse universitarie non verranno mai aumentate e di prestiti d'onore non se ne parlerà mai per cui il benestante andrà nelle università più quotate mentre il meno abbiente si illuderà di avere una laurea che conti, anche se l'ha presa a costi ridotti nell'università più vicina a casa sua. Di fatto, quello che probabilmente succederà è che le lauree in università migliori (alcune delle quali private) continueranno ad essere le più richieste dal mondo del lavoro mentre quelle di provincia si arrangeranno con corsi inutili e solo una o due facoltà di punta (per una possibile soluzione al problema vedi "Università, la ricetta all' inglese"). Starà quindi alla matricola scegliere l'università giusta (che aimè spesso non è quella sottocasa), la facoltà giusta e soprattutto il corso di laurea giusto. Si, perchè una laurea in economia aziendale è richiesta dal mercato mentre una laurea in economia con indirizzo marketing è più facile ma il mercato la richiede molto meno. Ma, se ci si limita al titolo di studio formale... sempre laurea in economia è.

C'è poi il nodo master. Molti sono delle macchine mangia soldi, molti altri sono degli utili veicoli per entrare nei lavori che contano. Però anche qui, il pullulare di corsi e corsetti ha svalutato il valore aggiunto che si otteneva facendo un master e a conti fatti una laurea di serie A conta sempre più di un master di serie B. Attenzione poi che spendere 50.000 euro per un master vale la pena solo se il lavoro lo si cerca fuori regione. Ci dicono che alcuni selezionatori di grandi aziende del Triveneto, se vedono sul CV che c'hai un MBA, ti escludono subito (perchè sanno che le tue aspettative professionali non possono essere soddisfatte in aziende relativamente piccole).

Si aggiunge poi la sfumatura dovuta all'immigrazione. Non è un segreto che il titolo di studio per certi gruppi etinici è il riscatto sociale più ambito per i figli. Dovrebbe far riflettere che, ad esempio, in Inghilterra un terzo dei medici di base sono di etnia indiana (uno su tre!). Immigrati cinesi ed indiani c'è da immaginare che avranno dei figli bravissimi a scuola e che sgobberanno il doppio per arrivare a traguardi che ormai non stimolano più le nostre panze piene da mase pasuz.

Come disse Checco Zalone, siamo in Italia, non conta quello che conosci ma chi conosci.

...di questo s'è parlato in bar e la discussione continua

PS la teoria dei maiali. E' una teoria economica secondo la quale, se un mercato paga molto i salami, è logico che contestualmente ci sarà un'impennata nell'allevamento di maiali per poter produrre i salami. Tuttavia, se tutti comprano maiali per allevarli, il tempo passa e quando saranno grassi e sarà ora di macellarli per produrre salami, si avranno così tanti salami sul mercato che il loro prezzo andrà giù e tutti i produttori di maiali c'avranno perso. Così se i laureati guadagnavano molto negli anni che furono ma se ora tutti vanno all'università, per forza di cose il mercato non potrà più pagare i laureati tanto quanto pagava prima. Alla fine a perderci sono sempre i salami.

*(tipo borbottano sulle direttive europee ma poi le implementano entro i tempi prestabiliti mentre altri paesi si riempiono la bocca di Europa, Europa e poi sono i peggiori quanto a infrazioni nell'addozione delle direttive)

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