giovedì 28 gennaio 2010

Spritz Debate: Delle Scuole, dell'Apprendistato e delle Varianti Sociali

Per qualche ragione sconosciuta (a chi come noi di politica non ne capisce niente), tutti i ministri dell'istruzione (bianchi, rossi, verdi, neri e gialli) si sentono in dovere di fare una "riforma della scuola". Una ragione ci sará. E bon. Anzi pobon. Magari i politologi paesani ce la spiegheranno un giorno.

Ad ogni modo, dopo l'annuncio che la Commissione Lavoro della Camera ha approvato un emendamento collegato alla Finanziaria che sancisce che l'obbligo di istruzione fino a 16 anni si possa assolvere anche con l'apprendistato, in pizzeria s'é aperta una discussione su due fronti diversi:

  1. Era ora! Non é possibile che ci si aspetti che tutti studino fino a 18 anni. Vogliamo che tutti vadano a "comandare" e nessuno a "lavorare"? Tutti al liceo e nessuno a rimboccarsi le mani? I lavori tecnici sono stati declassati da successive riforme scolastiche che hanno trasformato sciaguratamente il Malignani in un liceo tecnico. Ma se una scuola funziona, come funzionava bene il Malignani, perché cambiarla? I neo-periti non sanno fare niente e gli imprenditori devono istruirli di nuovo in azienda mentre una volta uscivano giá pronti al lavoro. Hanno anche tolto le classi di "officina" per sostituirle con "filosofia". Cose da pazzi! Ed ora, per assumere a fare lavoretti estivi un minore ci sono cosí tante carte da fare che un imprenditore semplicemente lascia perdere. Cosí i giovani, invece di imparare da subito il valore del guadagnarsi la pagnotta ed imparare un mestiere che torna utile nella vita, sono costretti a passare l'estate al bar o distesi sui divani. Con buona pace dei buoni propositi di creare una societá piú responsabile e meno apatica. Ben venga l'apprendistato a 15-16 anni!

  2. Ma che apprendistato! La scuola deve formare fino a 18 anni. Tanto i lavori manuali sono sempre piú specializzati e anche per fare l'idraulico, l'elettricista, il tornitore e via dicendo, ci vuole scuola perché oggi la tecnologia é cosí avanzata e sofisticata che richiede specializzazione e formazione. Inoltre oggi si vive piú a lungo e la vita professionale si é allungata. Stare a scuola un po' di piú non danneggia la professionalitá nel lungo periodo. La societá moderna richiede mansioni intellettuali e sempre meno manuali. Anche perché comunque i lavori meno qualificati, a conti fatti, li faranno gli immigrati. La globalizzazione poi impone conoscenze linguistiche (anche gli operai vanno in trasferta all'estero sempre piú spesso) e le lingue non le impari in cantiere a 16 anni ma sui banchi di scuola. Il computer é importante e studi di informatica di base si fanno a scuola. Un lungo obbligo scolastico é quello che ci vuole e il mondo del lavoro puó aspettare.

Come sempre, il dibattito é aperto.

3 commenti:

Anonymous ha detto...

sono favorevole all'apprendistato. Concordo con la prima posizione sul discorso del lavoro estivo. In tutto il mondo gli studenti mettono via qualche soldo facendo i camerieri o gli operai d'estate. Il fatto che in italia sia impossibile di fatto assumere minori, é un danno per la societá e spero che i politici si ravvedano e semplifichino ler regole per le assunzioni estive o temporanee.

Anonymous ha detto...

Bello vedere che a lato di questo post c'é la lista dei blog locali. Interessnate che oggi le donne si interessino della merda, pattume ecc. mentre gli uomini guardino alle "panarie" come motivo di elevazione dalle miserie umane. Eh si, viva la "panarie"!

Pamela ha detto...

mandate i ragazzini a lavorare e a studiare, che imparino il sacrificio e che cosa vuol dire farsi un fondoschiena tanto.
Del pattume e del letame del mondo qualcuno deve pur parlarne, e se aspettiamo i maschietti, campa cavallo che l'erba cresce.
In fondo, è un equa divisione dei compiti tra uomo e donna: noi vi indichiamo chiaramente i problemi, voi trovate soluzioni intelligenti e concrete per eliminarli.
LAVORO DI SQUADRA!

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