mercoledì 14 gennaio 2015

Il Futuro del Golf secondo l'Economist: rischio di declino


Visto che sorgerà un campo da golf vicino a Morsano, può essere utile leggere qualcosa sul golf. Nell'edizione di Natale 2014, l'Economist ha dedicato un lungo articolo al futuro del gioco del golf.

L'articolo si intitola: "The future of golf: Handicapped". L'Economist non è un giornale anticonformista per principio, nè un giornale anti-capitalista o un giornale anti-sistema. Non è neppure un giornale anti-borghese, anzi, sono i professionisti e il ceto medio abbiente che ne sono la struttura portante dei lettori.

Pertanto non si può accusare il giornale di maltrattare per partito preso uno sport molto praticato proprio dalla sua base di lettori. Sulla base dei dati raccolti riguardo al numero di iscrizioni alle varie federazioni nazionali, ai soldi generati dai soci e dagli eventi, il prestigioso settimanale britannico è giunto a questa conclusione sul gioco del golf:

Though thriving in parts of Asia, golf is struggling in America and much of Europe, and is trying to reinvent itself for a generation brought up on the quick hits of video games
Ovvero: "sebbene stia fiorendo in alcune parti dell'Asia, il golf ha difficoltà in America e in gran parte d'Europa e sta cercando di reinventarsi per una generazione cresciuta a suon di videogames".

Continua l'articolo con un "Between 1992 and 2002, at least 60% of new golf courses were tied to property developments, according to Richard J. Moss, author of “The Kingdom of Golf in America”, a rich history of the sport". "Around half the world’s golf courses and players are thought to be in America, and the sport contributes around $70 billion to America’s economy according to a 2011 study."

In pratica, metà dei campi da golf nel mondo, sono negli USA dove ben 70 miliardi di dollari sono generati dal golf ma proprio lì si sta notando un declino di giocatori. Di interessante c'è che le proprietà attorno ai campi da golf storicamente sono cresciute in valore e di fatto almeno il 60% dei nuovi campi da golf han sempre avuto un legame stretto con nuovi investimenti immobiliari.
In particolare comunque, le note dolenti sono: 

  • Last year around 25m people played golf, 18% fewer than did so in 2006, although the population grew by 6%.
  • Last year 160 of the country’s 14,600 18-hole equivalent golf facilities shut up shop, the eighth straight year of net closures, according to the National Golf Foundation, an industry group. 
  • In England, for instance, the number of people playing golf at least once a month has declined by more than a quarter since 2007 and golf-club membership is down.
  • There are some green shoots: in the Czech Republic golf is growing, as it is in Germany. But these markets are a small fraction of the size of America’s.
  • Society today is not as friendly to golf as it once was. Men who disappear on Saturdays and palm off child-rearing to their wives have more to worry about than a high handicap. 
  • Millennials in America expect, if not instant gratification, at least near-term rewards. Golf’s pay-offs can feel elusive. 
  • In 2016 golf will re-enter the Olympics in Rio de Janeiro for the first time in 112 years, which will raise its profile internationally.

Che il futuro sia il Footgolf?

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