domenica 25 gennaio 2015

Lavori che cambiano: i cassieri in banca scompariranno

Negli Anni Settanta, Ottanta e Novanta, per un morsanese "lavorare in banca" era un sogno. Le voci paesane diffondevano quello che in effetti era pure vero: per entrare a lavorare in banca bisognava diplomarsi con 60 sessantesimi!

Una volta entrati nel santuario dei mutui, il primo lavoro era in cassa. Da lì poi si ascendeva fino ad incarichi anche dirigenziali.

L'alone mistico del "lavorare in banca" è poi gradualmente scemato negli anni e pure sono scomparsi gli stipendi d'oro e la certezza del posto intoccabile e fisso. Oggi è un lavoro come un altro con il distinguo che alcune funzioni nelle banche son comunque riguardate come incarichi di prestigio.

In paesi in cui il sistema bancario è più avanzato (es. la Gran Bretagna, la Svizzera, il Lussemburgo, Singapore), le mansioni d'entrata nella catena alimentare di una banca si stanno velocemente automatizzando con l'uso estensivo di macchine al posto degli umani. Sembra fantascienza ma già stanno emergendo filiali in cui il personale di cassa è sparito.

Recentemente un morsanico s'è recato nella filiale di un istituto di credito della periferia londinese per essere accolto da un addetto che lo invitava a servirsi di una delle quattro macchine che avevano (recentemente) sostituito altrettanti cassieri. La macchina cambia assegni, riceve soldi e li deposita, fa bonifici ed ogni altra operazione che un cassiere normalmente fa. Il tutto inserendo la propria carta bancomat e digitando il proprio pin, come fosse un distributore bancomat. Alla fine ti rilascia una ricevuta e tanti saluti e grazie.

L'innovazione tecnologica e le "smart machines" stanno inesorabilmente facendosi strada anche nel lavoro intellettuale.

A spanne entro una decade si inizieranno a vedere cose del genere anche nella zona di Morsano. E che ne sarà dei dipendenti delle banche?

Là dove c'era l'erba ora c'è una città e
là dove c'era un cassiere ora c'è una macchina

Altro giro altra corsa, sempre in tema di banche, la competizione tra banche nella sola Gran Bretagna è feroce. Ci sono diversi istituti che offrono un interesse anche del 4% se si apre un conto da loro (ricordiamo che i conti sono gratuiti e non esiste imposta di bollo) e se si deposita ogni mese almeno una certa somma di solito pari circa allo stipendio medio. Il fenomeno è talmente feroce che ben il 12% degli inglesi ha cambiato conto nell'ultimo anno per migrare ai conti più concorrenziali ("12% jump in people switching to better current accounts").

Come mai da noi non esistono forme di concorrenza così aperta?

Mentre Santander ne ha uno al 3%



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