venerdì 16 gennaio 2015

Spritz Satire: la religione è strutturalmente vicina all'intolleranza?



Anche tra i locali questa settimana è andato a ruba il giornale "Charlie Hebdo" venduto in ben 5 milioni di copie in tutta Europa dopo la strage di matrice terroristica dell'11 gennaio a Parigi (Terrore a Parigi, strage a Charlie Hebdo). Ieri in bar s'è sollevata la discussione a seguito di due fatti: il primo riguarda una giornalista francese, mussulmana, che alla trasmissione Gazebo di Rai 3 si è arrabbiata perchè gli era stato chiesto di "prendere le distanze dagli attacchi a Charlie Hebdo da parte di estremisti islamici" in quanto, secondo lei, se si chiede di prendere le distanze vuol dire che chi sta chiedendo presuppone una vicinanza a priori; per un non violento, anche se gli autori della strage erano mussulmani, non c'è nessuna vicinanza. Punto. Il secondo è il messaggio del papa del 12 gennaio "Il discorso al corpo diplomatico: «I leader religiosi condannino la violenza»".

Il bancone si è diviso tra:
  • chi sostiene che è legittimo chiedere di condannare la violenza e prendere le distanze perchè si assume che nessuno sia a favore della violenza e quindi la richiesta è semplicemente un rafforzativo e nulla più;
  • e chi ritiene che chiedendo di "condannare la violenza" automaticamente si avvalli l'idea che certi gruppi religiosi, etnici o comunque gruppi d'appartenenza siano complici a presciendere e che quindi si debba sentirselo dire che "condannano la violenza"
...e il dibattito continua

Geografia delle religioni nel mondo
Geografia della libertà di stampa nel mondo


PS c'è pure il dibattito se certi leader che hanno sfilato a Parigi siano davvero dei difensori della libertà di stampa. Inoltre si dibatte se l'arresto del comico Dieudonnè sia un esempio di ipocrisia nel professare la libertà di espressione o meno (Dieudonné, arrestato il comico. In Francia libertà d'espressione ma non troppo). Ma non si può mettere troppa carne al blog. 

1 commento:

Anonimo ha detto...

MUSULMANO O MUSSULMANO?
Entrambe le forme sono corrette.
• La più frequente nell’italiano contemporaneo è musulmano, con una sola s, più vicina all’etimo originario musliman ‘seguace dell’Islam’.
• La forma mussulmano, con doppia s, è forse dovuta al modello di parole che iniziano con le sequenze mass-, mess-, miss-, moss-.

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