martedì 24 marzo 2015

Numeri Utili: nuova emigrazione friulana verso l'estero (2014)

Una volta era così, con la valigia di cartone...
Ci informa il Messaggero veneto nell'articolo del 24 marzo 2015 dal titolo "Lavoro, la fuga dei giovani dal Fvg" che nel 2014, in base all'entità della neo emigrazione dalla regione, è come se si fosse svuotato un paese di medie dimensioni (5 mila abitanti).








I numeri:

- Nel 2014 si è raggiunto l'apice di espatri da otto anni a questa parte, con 101 mila italiani, per lo più giovani, che han lasciato il Paese per un’altra destinazione

- 30mila hanno scelto mete fuori dall'Europa: Asia, Australia, America settentrionale o meridionale.

- Dal Friuli Venezia Giulia è emigrato il 5% della quota nazionale, ovvero 4 mila 831 persone. Il che fa specie se si pensa che il Friuli VG con 1.2 milioni di abitanti rappresenta solo il 2% della popolazione italiana. Insomma, la migrazione dal Friuli VG ha un tasso maggiore alla media. Come ai vecchi tempi.

- Dai 99 mila 971 migranti italiani del 2006, ai 69 mila 283 dell’anno successivo, ai 76 mila 88 del 2008, ai 68 mila 609 del 2009, sino ad arrivare alla punta più bassa dei 60 mila 522 toccata nel 2010.

- Dal 2010 in poi l'esodo è tornato a crescere fino a che siamo arrivati ad un numero di italiani residenti all'estero pari a oltre 4,6 milioni (l’8 per cento dell’intera popolazione in Italia).

- Dal 2004 al 2014 in Italia sono arrivati 3 milioni 380 mila stranieri ma le "uscite" verso l'estero da parte degli italiani hanno superato gli ingressi.

- Sul fronte rimpatri vs espatri di italiani, dal 2011 la tendenza si è invertita con 31.500 rimpatri contro 50 mila espatri con destinazione Germania, Svizzera e Regno Unito in particolare.

- L'emigrazione è sempre più intellettuale con nel 2011 ben il 27.6% di laureati (contro un 11.9% nel 2002). Tra i laureati la prima scelta cade su Londra e il Regno Unito (la sola Morsano oggi ne ha ben 3 lassù) dove va l’11,9%, seguito da Svizzera (11,8 per cento), Germania (11 per cento) e Francia (9,5 per cento).

- La quota di espatriati con titolo fino alla licenza media passa dal 51 per cento del 2002 al 37,9 per cento attuale.

Se questo non è un segno del Declino italiano...


...oggi un po' più così. Ma sempre di valigie si tratta.

1 commento:

Anonimo ha detto...

L’Istat ha anche realizzato un sondaggio a campione dal quale emerge che i laureati impiegati all’estero sono impegnati in lavori continuativi dipendenti e guadagnano di più. Il 64 per cento del campione esaminato è occupato, con una forte incidenza di contratti a tempo indeterminato. «Questi “cervelli in fuga” che svolgono un lavoro continuativo a tempo pieno - rileva l’Istat - guadagnano mediamente più di quelli, nelle medesime condizioni, che vivono abitualmente in Italia, con un differenziale di oltre 540 euro tra coloro che hanno iniziato il lavoro dopo il conseguimento del titolo».

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