giovedì 26 marzo 2015

Spritz Education: tutti i morsanesi all'università... ma ne vale la pena?



L'Economist questa settimana apre con una copertina che recita così "Tutti vanno all'università, ne vale la pena?"

Il punto è che quello che paga è la diversificazione dalla massa dei propri coetanei. Se alcune decadi fa essere uno dei due o tre laureati del paese ti dava una forte differenziazione, oggi essere uno dei cinquanta laureati morsanesi non ti cambia la vita. Anzi, per contro essere uno dei due o tre falegnami dell'intera zona cambia vita in meglio come la cambia in meglio essere uno dei pochi idraulici specializzati o uno dei pochi muratori di fino o uno dei pochi fresatori su macchine a controllo numerico o uno dei pochi saldatori di precisione e così via. 

Confrontare un laureato di oggi con un muratore di una generazione prima non ha significato. La morale della favola è che si deve fare sempre qualcosa di diverso dai propri coetanei e possibilmente eccellere nel farlo. 

Così il bar si è diviso tra 
- chi ritiene che la cultura universitaria apra la mente ad una varietà di possibilità e incrementi l'autostima delle persone perchè non si sentono delle capre ignoranti (anche quando per la verità non lo sono);
- e chi ritiene che tutti laureati equivale a nessun laureato ovvero tutti incapaci allo stesso modo di fare lavori manuali o di pensare in maniera alternativa oltre a bruciarsi la gioventù sui libri invece di impratichirsi nella scuola della vita

...e con mutate aspettative, il dibattito continua

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