mercoledì 11 giugno 2014

Spritz Immigrant Workers: Se l'operaio arriva dai paesi emergenti e con stipendi da paesi emergenti

Oggi dal meccanico due paesani stavano discutendo della crisi di lavoro e da come questa sia esacerbata dalle migrazioni di lavoratori a basso costo da una nazione all'altra a seconda della necessità.

Che gli immigrati in genenre tendano ad accontentarsi di molto meno dei cittadini residenti è un fatto della vita. Lo sanno gli studenti che vanno in Erasmus all'estero e di solito si ammassano a vivere in 4/5 in appartamentini molto peggiori di quelli da fuorisede che lasciano in patria. Lo sa anche chi è emigrato per un breve periodo di lavoro che di fatto si è accontentato di una sistemazione spartana pur di lavorare e di stipendi quasi sempre più bassi nonchè di mansioni generalmente tra le più basse.

Lo sanno gli Italiani che nel 2009 furono al centro di proteste in Gran Bretagna perchè accusati di lavorare a stipendi più bassi degli operai locali e quindi metterli fuori mercato (vedi "GB, sale la protesta contro gli italiani "Sporchi immigrati ci rubate lavoro"). Nella storia gli Italiani han subito di questi attacchi anche in forma grave come il pogrom scatenatosi in Camargue, il 17 agosto 1893, contro i lavoratori stagionali italiani impiegati nelle saline francesi di Aigues-Mortes che provocò 8 morti, 14 dispersi e 99 feriti. E’ passato alla storia come il “Massacre des Italiens”.

C'è poi il discorso dei professionisti, per lo più ingegneri che arrivano nei mercati occidentali da certi paesi emergenti dove le università sono buone e i costi di un professionista fino a 10 volte inferiori a quelli del suo omologo Europeo o Americano. Un caso su tutti è l'industria IT dove gli informatici indiani la fanno da padroni. Casi abbastanza tipici in questo settore sono quelli di ingegneri che come promozione vengono trasferiti in America (destinazione primaria) o in Europa (considerata una meta secondaria), e dove lavorano 15 ore al giorno (inclusi i weekend) con stipendi più bassi dei colleghi locali. A loro basta essere in occidente, cosa vista come un premio e per meritarselo lavorano ancora più sodo. Son bravi e ipercompetitivi. E soprattutto, han fame di crescere e guadagnar soldi. Cosa che noi abbiam smesso di avere dagli Ottanta della Milano da bere in poi.

Questi son livelli di competizione del lavoro che toccano solo una sparuta minoranza di morsanesi ma quello che tocca un po' tutti da vicino sono gli operai dei più nuovi membri dell'Unione Europea (essenzialmente la Romania) che vengono trasferiti in Friuli per lavorare a dei progetti a tempo determinato. Finito il progetto di costruzione tornano in patria.

Il fatto è che vengono pagati 7 euro all'ora contro un costo orario di un operaio nostrano di 20 euro. Una grossa azienda friulana ha pure squadre di operai che arrivano da paesi asiatici e che, pagati 500 euro al mese, soggiornano vicino agli stabilimenti per poi tornare in patria a progetto terminato.

Non c'è lavoro e quando c'è, viene svolto da personale straniero che accetta stipendi più bassi (e condizioni di vita peggiori, ma verosimilmente migliori di quelle in patria.

Paghi 4 al costo di 1
Ci sono episodi di schiavismo vero e proprio come testimoniato dalle centinaia (si, centinaia) di immigrati del subcontinente indiano morti finora in Qatar nei cantieri degli stadi per i Mondiali del 2022. Son cantieri sotto il sole del deserto a oltre 50 gradi... (vedi Mondiali 2022, un bollettino di guerra: in Qatar 400 morti). 

Da noi non si raggiungo per fortuna quegli eccessi. Ci son lavoratori stranieri inquadrati a nero spesso come braccianti agricoli, tutta gente che viene qui e lavora, spesso sfruttata al massimo nel totale silenzio e nella più completa invisibilità mediatica. Avete mai letto un'intervista a queste persone? O una loro testimonianza mediatica? Son spesso clandestini quindi si guardano ben dal venire allo scoperto e la loro situazione di sfruttamento resta irrisolta. 

Il problema della concorrenza a basso costo esiste ovunque nel mondo occidentale ed a tutti i livelli, sia tra i professionisti che tra gli operai. Tuttavia, a livello numerico sono gli operai ad essere di più e ad essere sempre più sottopressione. Cinicamente, e d'altronde pure realisticamente, chi guarda con positività all'immigrazione perchè, si dice, tanto sono le mansioni più banali ad essere soggette alla concorrenza della manodopera non specializzata dell'immigrato medio. In più l'immigrazione tiene l'inflazione da lavoro bassa. In altre parole, il costo del lavoro (quantomeno per una porzione di mansioni) si mantiene basso. Però è innegabile che le cronache economiche e le statistiche ci informano che sempre più la nuova povertà non è dei disoccupati ma è dei sottocupati (di cui la parte più vulnerabile sono le donne e i giovani appena entrati nel mondo del lavoro). 

Lavorare ed essere sotto la soglia di povertà è purtroppo una situazione sempre più comune.

La platea del bar si è presto divisa tra...
- chi dice che i tempi sono cambiati e che si deve essere competitivi con la conoscenza, l'istruzione e la specializzazione, tutte cose che non possono essere importate dai paesi emergenti

- e chi sostiene che si dovrebbero regolamentare i flussi di lavoro e che non dovrebbe essere permesso lavorare a 7 euro l'ora

...e il dibattito continua

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