sabato 5 febbraio 2011

Spritz Debate: del multiculturalismo fallito e delle seconde generazioni

Interesse e clamore hanno suscitato le dichiarazioni del primo ministro britannico, il quarantacinquenne David Cameron, secondo il quale, il multiculturalismo di stato é fallito (BBC: - State multiculturalism has failed, says David Cameron, Corriere della Sera: Cameron: il multiculturalismo è fallito).

Ovviamente nel chiosco, nel dopopartita c'é stata una discussione molto accesa su che conclusioni trarre dalla dichiarazione di un primo ministro di una nazione che, fino ad oggi, sembrava la paladina mondiale del multiculturalismo. "Sotto la dottrina del multiculturalismo di stato", ha detto Cameron, "abbiamo incoraggiato culture differenti a vivere vite separate, staccate l'una dall'altra e da quella principale. Non siamo riusciti a fornire una visione della società, alla quale sentissero di voler appartenere."

La dottrina si contrappone al melting pot degli USA dove si, tutti sono ben accetti ma a condizione che sposino i valori ed i costumi di vita "americani". Non a caso ogni mattina tutti gli scolari, di ogni origine e razza, cantano l'inno americano a scuola prima di cominciare le lezioni e recitano il "pledge allegiance" ovvero una formula in cui promettono lealtá alla bandiera americana e alla repubblica.

Nulla di tutto questo in Gran Bretagna dove, oltre alle scuole cristiane, anche le scuole islamiche (e di altre fedi) ricevono finanziamenti pubblici e intere comunitá vivono come fossero dei compartimenti stagni all'interno della societá piú vasta.

Desideri liberamente espressi: "Libertá vai all'inferno"
La questione che ha scaladato il bancone é stato in particolare quello in riferimento alle seconde generazioni delle societá multietniche: i figli degli immigrati o dei migranti che dir si voglia. A mettere le bombe e farsi saltare per aria in metropolitana il 7 luglio 2007, non erano dei militanti provenienti dalla Cecenia, bensí, giovani nati e cresciuti in Gran Bretagna con lavori normali ed un'apparente vita pienamente integrata.

Evidentemente, vivevano il dramma interiore dello scontro di valori tra una vita molto tradizionalista e religiosa tra le mura di casa - che includeva frequenti contatti con le terre d'origine nel medioriente - e la vita agnostica della quotidianitá borghese di stampo occidentale.  

Probabilmente agli occhi dei Pakistani loro erano solo degli Inglesi mentre per gli Inglesi rimanevano dei Pakistani anche se nati e cresciuti in Inghilterra. Una situazione di limbo identitario che logora e crea distacco quando non odio.

I limiti delle prime generazioni d'immigrati si possono anche capire (scarsa conoscenza della lingua in primis) e spesso é energia sprecata cercare di cambiarli; forse peró, varrebbe la pena prestare attenzioni alle seconde generazioni.

...tra il muliculturalismo di spirtz e prosecchi, il dibattito continua

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ruby é figlia di marocchini e si é integrata benissimo! Credo l'Italia possa tranquillamente dare lezioni al mondo!

Anonimo ha detto...

discussione troppo sottile. Non tira.

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