mercoledì 20 aprile 2011

De Mursiani Eloquentia: Mala Tempora Currunt

Che periodaccio!

Ieri si è levata in cielo una nuvola nera ben visibile anche da Morsan: si è poi saputo che si trattava di un incendio in un fienile a Mortegliano. L’altra sera in bar s’è discusso del grave problema di salute che ha recentemente colpito un paesano troppo giovane per certi eventi. L’AC Morsano è stata retrocessa e l’ASD Morsan non è riuscita a fare il salto di categoria. Poi il solito muretto senza marciapiede che è rovinosamente stato abbattuto dalla manovra di un camion. L’incidente in cui un giovane paesano ha disintegrato l’auto nuova (e per fortuna non si è fatto nulla). C’è stato un altro lutto in paese. Ci sono fastidi logistico-organizzativi per la solita festa estiva.

Insomma, per dirla alla Brancaleone, Mala tempora Currunt!

martedì 19 aprile 2011

Sondaggio - Proposta del Ministro Carfagna: quote rosa anche nelle amministrazioni comunali


Secondo l'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ed il Ministero dell'Interno, tra le amministrazioni degli 8.094 comuni italiani, il numero di donne assessore sfiora quota 20% ma ci sono ancora 2.285 comuni, ovvero il 32%, che non hanno neanche una donna in giunta (vedi Anci, niente quote rosa in 2 mila Comuni), con punte che superano il 40% in alcune Regioni (Valle d’Aosta, Lazio, Abruzzo, Molise, Calabria e Sicilia) e in alcune di queste regioni anche oltre il 50%. Inoltre, nei municipi italiani le donne sono solo 23.654, il 18,7% del totale. I sindaci donna sono 880, il 10,9% del totale.

Dunque, a detta dell'ANCI, la sottorappresentazione delle donne anche nelle amministrazioni comunali italiane resta evidente. Così, il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha presentato in Consiglio dei Ministri una proposta per introdurre delle "quote rosa" nei comuni italiani.

Il disegno di legge (DDL in materia di pari opportunita' nell'accesso agli organi elettivi ed al lavoro nelle amministrazioni pubbliche) prevede tre punti chiave:
  1. la doppia preferenza nelle schede elettorali cioè si potrà esprimere una preferenza, ma se la seconda preferenza è di sesso diverso da quello della prima, se ne potranno esprimere due.
  2. in ogni amministrazione comunale sia presente almeno una donna.
  3. almeno un terzo dei candidati dovrà essere formato da donne.
Ora la proposta dovrà passare al vaglio del parlamento.

Detto questo, abbiamo sottoposto l'idea ai nostri lettori più o meno morsanesi e ben il 60% si è detto favorevole alle quote rosa.

lunedì 18 aprile 2011

Alla Domenica, la Napoleonica a Castions diventa come il Raccordo Anulare di Roma...

Ci è giunta una nota che qui pubblichiamo: 

Vorrei segnalare la NON SCORRIBILITA' della Napoleonica in prossimità dell'incrocio (semaforizzato peraltro) del ristorante Napoleone. Ogni domenica sera verso le 18-19 ci sono file di un km grazie alla splendida idea di semaforizzarlo.

Come 'è possibile che in una strada di così straordinaria scorribilità si formino colonne?

Ci sono altri modi per rallentare il traffico e far evitare incidenti. Ma creare code in un'arteria così importante è stata certamente un'idea malsana, con una bella spesa per noi contribuenti.

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Grazie per la segnalazione. Se abbiamo capito bene, proprio in questo incrocio sorgerà una rotonda che farà si che non siano più i semafori a dettare il ritmo del traffico. L'idea della rotonda è sostenuta da tutti gli amministratori locali e regionali e dalle opposizioni locali. Per cui la rotonda si farà. 

Per quanto riguarda i soldi a suo tempo investiti per i semafori, le ciambelle alle volte non escono con il buco per cui, se molti semafori dovranno essere rottamati, si può considerare che comunque con la semaforizzazione dell'incrocio il numero di incidenti gravi, a occhio, è diminuito. Inoltre, all'epoca l'idea di una rotonda forse non era stata concepita. Sarebbe interessante capire il perchè. 

Comunque sia, anche con la rotonda, nulla impedirà al popolo della domenica di mettersi alla guida e guidare verso nuovi orizzonti e nuove avventure quando fuori splende il sole. Starà al savio morsanico evitare i tratti critici della Napoleonica, soprattutto quelli intasati da un chilomentro di castionesi in colonna.

domenica 17 aprile 2011

Neologismi Morsanici: il Cafodigitale (anche detto "Caphone")

Oggi il Corriere della Sera parla del nuovo galateo dell'era digitale (Il nuovo galateo: alzate quei pollici dal telefonino) dove descrive il vizio di controllare mail mentre si parla con qualcuno anche durante un appuntamento.

Allarghiamo la questione: quelli che rispondono al telefonino mentre si è a una conferenza o in una riunione sia di lavoro che di associazioni di paese. Poi i magnifici che rispondono al telefonino mentre si è a tavola e che magari neppure si alzano e stanno li mentre tutti i commensali ammutoliscono.

La tentazione di dire "sei un cafone" è sempre forte solo che la nostra educazione formale non prevede il sottolineare agli altri quello che fanno di sbagliato. In altre culture, qualcuno che ti dica che stai facendo il cafone, c'è.

Così, anche in quel di Morsano, capita di essere alla riunione dell'associazione e mentre si discute di cose importanti per la vita associativa, arriva la chiamata. Spesso la suoneria del cellulare e già di per se motivo di squalifica sociale perchè costringono un gruppo di persone a sorbirsi il trillare di una canzoncina idiota. Però l'urto vero è quando anzichè un "ooops, scusate, adesso lo spengo" (senza rispondere) il tizio si alza e va a rispondere. O peggio risponde li!
Si pronuncia "càfon"
Ora, un paio di volte nella vita può capitare che si sia ad una riunione mentre la moglie incinta è in zona cesarini e il pargolo potrebbe nascere da un momento all'altro. In quell'occasione si può anche tollerare "la telefonata urgente". Ovviamente uno potrebbe dire "che ci fai qui a riunione se tua moglie sta per dare alla luce all'erede?!?". Però, tolte quel paio di volte nella vita, è estrema maleducazione dare precedenza ai mezzi della telecomunicazione elettronica quando ci si trova di fronte a persone in carne ed ossa.

Succede anche in paese alle riunioni delle associazioni, alle serate di presentazione, alle conferenza, alle inaugurazioni ecc, quello che caratterizza il vizio tutto italiano, tanto sbeffeggiato all'estero, di sentire suonare il cellulare e veder qualcuno che ...risponde. Lì, in mezzo a tutti. L'apoteosi s'è avuta un mese fa al cinema quando durante il filmato squilla un cellulare e il tizio risponde e inizia una conversazione nel silenzio e nel buio della sala...

Il galateo direbbe che si raggiunge in fretta il cellulare, se opportuno ci si scusa per aver disturbato e si chiude l'aggeggio senza rispondere.

Il principio è che se siete li in quel momento, quella è la cosa più importante della vostra vita e il resto sono distrazioni cui si deve fare a meno. Può capitare di dimenticarlo accesso ma non è una scusante del rispondere mentre si sta parlando con altre persone.

Come a Messa la domenica non squillano mai i cellulari, così non dovrebbero mai squillare quando si è in riunione o se squillano li si spegne e non si risponde.

Sempre che non si voglia passare per CAFODIGITALI...

sabato 16 aprile 2011

Lettera sui fatti e misfatti di Chiasiellis

Ci è stato chiesto se cortesemente potevamo pubblicare una nota sui fatti di Chiasiellis. Come facciamo sempre, quello che riceviamo lo pubblichiamo per amor di cronaca e perchè questo è lo scopo di un blog che ha un interesse alle questioni locali. Ci teniamo a sottolineare la neutralità di questo blog rispetto al merito della questione in oggetto e la nostra posizione non allineata con nessun schieramento politico. Detto questo, di seguito la nota.

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Sui fatti e misfatti di Chiasiellis
Per chi non ne fosse a conoscenza il giorno venerdì 08 aprile si è svolta una assemblea pubblica a Chiasiellis su due argomenti riguardanti il nostro territorio .

Citando il manifesto di invito ai cittadini , nello specifico, si sono trattati i temi riguardanti:

  • il progetto Acante e i suoi risvolti giuridico / interpretativi
  • il progetto Gasser nel suo insieme
Oggetto: RISPOSTA alla “ricostruzione dei fatti” del blog “per firmino sindaco” alias “Lega Nord Castions” rispetto ai “fatti veri “ di questa iniziativa.

Premetto che della serata di Chiasiellis esiste una registrazione video / audio completa che se messa a disposizione, può inequivocabilmente chiarire integralmente lo svolgersi della serata, le frasi e i dialoghi, con prova dei fatti e non delle interpretazioni! Come era stato ribadito e sottolineato nelle dagli organizzatori in fase di apertura dell’incontro, onde evitare proprio storture.

Non solo, diffido chiunque, citando a testimoni tutti i presenti, tra cui il Sindaco di Mortegliano Alberto Comand, Adelvis Tibaldi, il Presidente del Comitato per la Chiarezza (tanto per citare qualcuno ) a tentare una ricostruzione adulterata dei fatti.

Non va omesso il fatto che il “CONSIGLIERE” Tomasin (Franco) da Castions, così si è qualificato, è stato più volte stoppato in sede di dibattito per le farneticazioni, l’incoerenza espressionale e concettuale, con cui ha caratterizzato gli interventi o meglio le incursioni nel dibattito,proprio dagli stessi organizzatori della assemblea, condito con un esplicito e sonoro invito a dimettersi dalla carica ricoperta!

Questa serata, come impostata e gestita, in maniera civile e moderatamente pacata, aveva buoni spunti di riflessione per chiunque avesse seguito con attenzione lo svolgersi degli interventi,in un contesto democratico e soprattutto di rispetto reciproco, sia della diversità delle idee che delle opinioni.

Nel complesso, un evento con caratteri di aggiornamento, divulgazione di notizie in generale; a mio giudizio, si in chiave critica, ma lineare, con un filo logico e coerente e aperto a tutte le opinioni.

Quando la riflessione dei relatori è caduta sul concetto che ”il sindaco nella sua veste istituzionale, rappresenta tutta la sua comunità e le sue istanze“ ecco la caduta di stile del “grande consigliere intinerante” Tomasin , pescando direttamente nel suo più profondo substrato culturale e liberati i freni (cosa che accade spesso ultimamente) di ogni minimo autocontrollo, ha partorito una offesa diretta, stupida, gratuita e sordida al nostro sindaco, come figura istituzionale e direttamente ai cittadini che lo hanno eletto; aggiungerei, anche quelli che non lo hanno eletto ma che in democrazia riconoscono e si riconoscono nel rispetto per le persone elette, delle regole e dei risultati elettorali, a prescindere dalle proprie idee politiche.

Segno quindi di una cultura becera, di uno formazione istituzionale infima, di un disprezzo non mediato per qualsiasi avversario politico e di una mancanza dei fondamentali nelle relazionali politiche e sociali: ovvero….! puro fanatismo.

Fin qui i fatti , ora la cosa scritta e fiancheggiatori annessi.

Tratto dalle news “ blog per firmino ecc”, l’aggravante. Nel riportare gli interventi, sul blog, non solo MENTONO, nell’attribuirmi frasi non dette del tipo “te la farò pagare” ma cercano di addolcire ed edulcolorare e il tutto, facendolo passare per una innocua “espressione colorita”del già citato “consigliere” .

BALLE !

Le parole di uno si qualifica come CONSIGLIERE, in una assemblea pubblica SONO PIETRE!

Lo scrivente quindi è la stessa persona che si è indignato per le “parole” del “consigliere Tomasin ” alias “talian” a cui ho replicato testualmente: “Basta Tomasin! Ne risponderà personalmente di queste affermazioni“

Naturalmente pensavo di essere a Chiasiellis tra persone civili, non come pensa la Lega, alla periferia di Caracas o Scampia dove ci si regola diversamente.

Le mie affermazioni sono in ambito perfettamente democratico e stigmatizzano l’assunzione di responsabilità di chi con incarico pubblico, fa dichiarazioni in luogo pubblico, gravissime e lesive della dignità delle persone e della comunità a cui appartengo.

L’affermazione del “esimio consigliere” per il contenuto, il tono perentorio, il concetto espresso e le parole usate, non poteva passare sotto silenzio per chi ha un minimo di dignità!  Per chi le ha pronunciate non possono essere che gravide di conseguenze, sempre in ambito politico, civile e democratico

DEMOCRAZIA parola che consiglierei a tutti voi supporters, avvocato compreso, di approfondire nel suo esatto valore etimologico e semantico; è già la seconda volta che lo sottolineo! ma pazienza… repetita juvant.

Comunque tranquillizzo tutti quelli che sono in apprensione per l’incolumità e integrità fisica del nostro impareggiabile “consigliere” per quanto mi riguarda e da parte mia è più che garantita. Quella psicologica ...non è affar mio.

Una riflessione finale. Riguardo ai commenti apparsi sul blog e a tutte le comparse che hanno affiancato il protagonista in questa sceneggiata. Nel 1979 mi sono diplomato (non come ripetente, ma lavoratore /studente serale). Il testo della prova scritta di Italiano che io ho svolto, diceva testualmente:

Commentate una frase del Goya : ”IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI” aggiungo, sign.na avvocatessa che anche “L’IRA DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI”

E’ di estrema attualità nazionale e locale, il fatto che fomentare l’odio, esasperare le divisioni, esacerbare gli animi non porta e non ha mai portato a nulla di buono.

Riflettete!!! Imparate a rispettare le opinioni!!! Imparate a rispettare la gente!!! Imparate a rispettare chi la pensa in maniera diversa da voi!!! Chi ha un colore e una cultura, una religione diversa dalla vostra!!!Studiate! Informatevi! Scuotetevi! Andate oltre l’orizzonte del vostro verde cortile e chissà se un giorno ….? potremo arrivare a salutarci senza astio e magari riuscirete a cambiare la definizione e la considerazione usata nei confronti dei nostri concittadini, con un gergale che non li riporti agli attributi maschili.

Saluti
Giovanni Campese

venerdì 15 aprile 2011

Space Invaders: Arsenico Lapin colpisce anche a Morsano

Ci è giunta una segnalazione urgente e molto concitata da un nostro inviato sul campo di battaglia di Piazza San Pellegrino.

Qui la segnalazione: "ou bloggers, questa mattina mi sono svegliato e ancora con i sgarbei negli occhi mi sono trascinato in bar per un caffè corretto. Entro, saluto, ordino il caffè e torno a uscire per berlo sul bancone all'aperto. Mi metto a leggere il giornale e ad un certo punto butto l'occhio verso il campanile per vedere l'ora. Come alzo lo sguardo, rimango abbagliato da qualcosa che il giorno prima non c'era. Mi è sembrato che fossero sbarcati gli alieni a Morsano! Un chiaro caso di SPACE INVADERS a casa nostra! Se non li fermiamo ci colonizzeranno!!!"


Ringraziamo l'esponente dei servizi secreti per questa drammatica testimonianza. La foto che ci ha inviato sull'invasione aliena parla più di mille parole...



Le regole del gioco: tanti invaders, un paese, tre vite


giovedì 14 aprile 2011

Spritz Legislation: Del Diritto all'Oblio e di Internet

L'altra sera, di fronte a un metro di spritz allineati come soldatini di piombo (o come si dice in friulano "plomb" da cui l'espressione francese per indicare i personaggi di grade dignità ovvero "aplomb") è scattata la discussione sull'eternità delle notizie che finiscono su internet.

Il democristiano Fiorentino Sullo una volta disse che "In politica le dichiarazioni valgono solo nel momento in cui si fanno" per sottolineare che dichiarare è facile e poi per operare c'è sempre tempo come c'è tempo per cambiare idea.

Oggi come oggi, tra Youtube, file MP3, Facebook e soprattutto Google, quello che si dice resta in circolazione per molto tempo ed in alcuni casi, praticamente in eterno. Questo non significa che i politici non possano spararle grosse ma se lo fanno, non possono pensare di fare fessi tutti come un tempo.

Molto più serio è il discorso della "la non menzione della condanna nel casellario giudiziale". Uno dei giovani di maestosa aplomb di cui sopra, ha portato sul bancone della discussione il caso di una sua conoscente che, da minorenne, fu implicata in una storia di droghe leggere all'estero. Mentre in Italia la stampa non riporta i nomi dei minorenni nei casi di giustizia penale, all'estero può non esistere la stessa regola e così il nome è stato menzionato per esteso sui giornali cartacei e on-line di quel paese. Ebbene, il giudice estero inflisse una condanna minima e aggiunse la "non menzione sul casellario giudiziale" visto che la minore era incensurata. Tuttavia, ancora oggi, il suo nome e la relativa condanna penale, si possono trovare sulle pagine dei giornali on-line e guarda caso, una ricerca del nome su google è la prima cosa che un datore di lavoro fa durante i colloqui di lavoro. Rifarsi una reputazione on-line dopo una cazzata giovanile è una bella magagna.

L'on. Lussana in una foto d'epoca 
mentre vota in parlamento
Nel 2009, in molti avevano sbertucciato l'onorevole Lussana che con un disegno di legge (Nuove disposizioni per la tutela del diritto all'oblio su internet in favore delle persone già sottoposte a indagini o imputate in un processo penale) aveva proposto il "diritto all'oblio" ovvero il diritto alla tutela della propria riservatezza, per persone indagate o imputate in processi penali. Secondo molti si trattava di una mera difesa di categoria per i politici sottoposti a processi che, con nomi, cognomi e circostanze perennemente disponibili su google, ne decretavano serie difficoltà di fronte all'elettorato. Forse non era così, ad ogni modo la proposta venne accantonata.

Il problema comunque è complesso ed esiste. Tutti sono concordi nel ritenere che le persone cambiano e spesso cambiano radicalmente punti di vista. Una parte della classe dirigente di oggi è figlia di una cultura dell'attivismo politico degli anni Settanta che poteva anche significare violenza e illegalità. Chi tirava i sanpietrini a vent'anni, oggi magari fa il deputato o ha incarichi istituzionali. E' evidente che, quantomeno le idee e le frasi più estremiste che poteva esprimere a vent'anni, oggi le rinnegherebbe con forza. Immaginatevi se quelle sue frasi, foto, audio, video, fossero tutte in rete e pienamente disponibili anche oggi.

All'epoca il supporto era cartaceo e molti fascicoli sono ora a fare a la muffa nelle cantine della DIGOS. Oggi non è così. Ogni frase che finisce su Facebook o come commento sui blog o sui forum, può rimanere lì per anni. Senza contare le foto che a più di qualcuno sono costate il lavoro visto che il capo non gradiva che in ufficio ci fossero alcolizzati del sabato sera (e mentre si ragiona su questo fatto a tre amici con l'aplomb è andato di storto lo Spritz).

Così nel novembre 2010 ci pensa Viviane Reding, commissario europeo per la Giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza, a proporre una rivisitazione al "diritto all'oblio" (EU wants to give people power to vanish from internet). La Reding sostiene che i cittadini (europei) dovrebbero avere il diritto di scomparire dalla Rete se così decidono. Cita appunto il rischio professionale dovuto alle notizie sui social network, i casi di divorzio causati da Facebook fino anche ai casi di suicidio legati alla gogna mediatica perenne.

Di certo è una materia complessa perchè le regole da armonizzare sono moltissime e vie di fuga messe a disposizione, suo malgrado, dalla tecnologia, ce ne saranno sempre come dimostrato dal caso di Wikileaks con migliaia di informazioni, anche sensibili, diffuse in rete.

Però non tutti la vedono allo stesso modo e il bancone si è diviso tra...
  • i fan di Wikileaks e della trasparenza della rete che smaschera i furbetti del quartierino che vorrebbero sempre farla franca nell'anonimato più totale
  • e quelli che invece vogliono mantenere la loro riservatezza e il loro diritto a non essere menzionati o semplicemente "ricordati".
...e il dibattito continua (con molto aplomb)

mercoledì 13 aprile 2011

Per fortuna che ci sono gli Alpini!



Oscar Giannino nello speciale sull'Unità d'Italia del programma che conduce su Radio 24 (Nove in Punto: Siete orgogliosi di essere italiani?), ha fatto la sua lista delle dieci cose per la quali vale la pena di sentirsi orgogliosi di essere Italiani. Una di queste è il Corpo degli Alpini.

E' vero, questo Corpo è un motivo d'orgoglio anche per molti morsanesi che hanno svolto servizio militare con il cappello con la Penna o per molti che hanno avuto parenti o amici tra questi fanti delle Alpi. La tradizione, lo spirito di corpo, la solidarietà e l'altruismo continuano poi nell'Associazione Nazionale Alpini. Ogni paese in zone di tradizionale reclutamento Alpino, hanno un loro "Gruppo Alpini", sempre tra i più attivi nell'impegno a favore della comunità.

Anche all'estero, dove spesso guardano con snobbismo alle Forze Armate Italiane, hanno invece parole di rispetto per la tradizione degli Alpini.

Al momento sono in corso i preparativi per l'Adunata Nazionale di Torino che si terà a Maggio e che vedrà la partecipazione di morsanesi sia in rappresentanza del Gruppo, sia come componenti della Fanfara Alpina, che del Coro Alpino della Sezione ANA di Palmanova (cui dipende il Gruppo Alpini di Morsano).

Anche quando ci sono notizie che ci fanno arrabbiare, almeno gli Alpini ci danno un motivo per essere positivi.

martedì 12 aprile 2011

Morsano ringrazia il Senatore Sposetti per aver riportato un clima sereno in politica

Con il ritrovato clima di concordia tra le parti, immagini
denigratorie come questa qui sopra, finalmente scompariranno 
dalla circolazione.
Basta con i litigi in politica! Basta con questo clima avvelenato da muro contro muro! Basta col ritenere dei mentecatti chi non vota come te. Basta con questi litigi ad Annozero, Ballarò, Matrix...

C'è bisogno di amore, pace, serenità ed atti distensivi tra le parti.

Se è vero che il pesce puzza sempre dalla testa è anche vero che i segni distensivi che arrivano dalla testa sono quelli che poi fanno bene al resto del corpo. Per questo a Morsano si è deciso di celebrare un gesto di pace che ha messo tutti d'accordo nella "testa" che dirige il paese Italia.

Finalmente qualcuno ha proposto qualcosa che ha rasserenato il clima in tutti gli schieramenti, soprattutto in questo momento di crisi economica in cui la gente comune, come me e te, cerca un appiglio, una speranza, un simbolo che dia fiducia nel mondo.

Celebriamo dunque chi ha presentato una proposta che finalmente mette tutte le parti politiche d'accordo contribuendo a creare quel clima di amore di cui il paese ha tanto bisogno.

Grazie Senatore Sposetti del PD e grazie ai 58 firmatari tutti rigorosamente bipartisan, che contribuiscono all'amore universale con questo segno distensivo che li ha, finalmente, trovati tutti d'accordo. Niente più litigi: e che amore sia!

Per i pignoli, qui la proposta di legge: "Partiti: pdl bipartisan, rimborsi doppi. Presentata dal Pd Sposetti, 58 firme".

Grazie ancora.

lunedì 11 aprile 2011

Orpo, ce onor! El nestri blog citat su «La Patrie dal Friûl»

Se no a savesin scrivi par furlan fasaresin di sigur pi biele figure. Però ce vino di fai, sin cjastrons, o mior, a sin dai mus e a insegnanus l'è timp piardut parcè ca si inrabin come bestis.

Comunque l'è cun onor che fasin savè ai nestris letors che el mensil «La Patrie dal Friûl» nus a fate le gradide sorprese di une citazion sul gjornal dal mes di Marc 2011.

El gjornal si cjate in edicule e visto ca seis, podaresis ancje abonasi: INFO SU ABONAMENTS PAR «LA PATRIE DAL FRIÛL»

Par lei ce ca La Patrie a dit di noatris sclizait FURLANS, DIGJITAIT FURLAN - CABLÂT & CONTENT. Blogstars daspò dal boom

Grazie Patrie! (e visto che ta copertine l'è un Alpin, no continuin... "duri al pezzo ").

domenica 10 aprile 2011

Gerontografia Morsanese: Incidenti con i trattori in aumento

Ne dà notizia il Corriere della Sera "Incidenti con i trattori: quattro morti nell'ultimo weekend", che sottolinea come nei primi tre mesi del 2011 gli incidenti con trattori coinvolti ha registrato un 38,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2010. Anche il numero di vittime è aumentato esponenzialmente.

Abbiamo sottoposto le cifre ai nostri esperti di questioni rurali in osteria e ne è nata una discussione che anzichè finire sul filone Spritz Debate, abbiamo deciso di classificare subito come legata alla Gerontografia ovvero, al paese (l'Italia) che invecchia e con esso invecchia pure il Paese (Morsano).

Cosa fanno i vecchietti? Vanno in pensione a 55-60 anni perchè, quelli nati negli anni Quaranta andavano a lavorare già a 11 anni e quindi i fatidici 40 anni di contributi li hanno raggiunti in età ancora pienamente attiva. Gli rimane quindi tanto tempo per le mani e molta energia da bruciare. Spesso hanno fatto lavori manuali ed è difficile (e sbagliato) smettere di fare attività fisica tutto d'un colpo. Oppure hanno svolto mansioni d'ufficio e per questa fase della loro vita preferiscono fare un po' di attività fisica.

Il risultato è che si comprano un trattore o comunque dei mezzi agricoli per lavorare l'orto o un appezzamento di terra. Alle volte, l'attività agricola diventa un vero e proprio lavoro a tempo pieno e l'arzillo pensionato si mette a lavorare i campi per (illudersi) di trarne un piccolo profitto.
Va planc cul Ferrarin!

Insomma, se non si tratta di dilettanti allo sbaraglio quantomeno si tratta di novizi all'aratro e senza che loro se ne rendano conto, i loro riflessi e prontezza alla guida se ne vanno scemando gradualmente ed inesorabilmente.

A questo contesto sarebbero da ascrivere le cause dell'incremento degli incidenti stradali con mezzi agricoli.

Almeno secondo il sentire comune della nostra osteria.

Se questo è veramente il problema, in futuro le cose dovrebbero sistemarsi visto che l'età pensionabile è aumentata. Resta il fatto che anche le pensioni sono meno generose e se non per hobby, potrebbe essere che i pensionati del futuro dovranno salire sul trattore per necessità...

sabato 9 aprile 2011

Udine War Cemetery, il Cimitero di Guerra Britannico di Udine, vale la pena di visitarlo

Davanti all' "Udine War Cemetery", il cimitero di guerra Britannico, di certo tutti i gentili lettori ci saranno passati e probabilmente piú di qualcuno l'ha giá visitato.

Si tratta di un piccolo fazzoletto di terra ad Adegliacco, posizionato nella rotonda del centro commerciale Friuli (dove c'é il Carefour). Se si lascia l'auto nel parcheggio del Centro Commerciale, son pochi passi si puó entrare in una piccola Inghilterra, dove le tombe sono circondate dall'immancabile "prato inglese" e l'atmosfera é quella del Surrey piuttosto che quella friulana.

Le tombe sono delle piccole storie nel grande dramma della II Guerra Mondiale. Come costume nei cimiteri che raccolgono caduti del Commonwealth, delle 415 tombe, una parte sono di soldati neozelandesi,  australiani e sud africani.

Le lapidi riportano in bassorilievo gli stemmi dei reggimenti, molti dei quali sono dell'aviazione, chiaro segno dell'attivitá nei cieli del Friuli tra il 1944 e il 1945. Colpisce l'etá dei caduti, generalmente 20 anni, pure i piloti non vanno oltre i 21/22 anni, segno che in quel frangente, alle armi erano state chiamate giá le classi piú giovani. Colpisce inoltre il fatto che circa un terzo dei caduti riporti date di morte posteriori al 1 maggio 1945, data della Liberazione di Udine. Si sa che qui furono sepolti i feriti che morirono all'ospedale militare alleato di Udine, peró fa specie che molti di loro siano deceduti addirittura nel 1946, segno di prolungate degenze e sofferenze.

La visita é una di quelle che oltremanica si definisce una "humbling experience", un'eperienza che ti rende piú umile; di fronte al sacrificio di questi ragazzi in terra a loro straniera non potrebbe essere altrimenti.

Scorrendo il registro delle visite ci sono molti neozelandesi, australiani e naturalmente inglesi. Poi gente del luogo, Tavagnacco, Adegliacco, Feletto. Fa specie che non ci siano scolaresche o che in generale la memoria di questi soldati sia scivolata via cosí faclmente dal nostro sentire comune. Tutti celebrano, giustamente, le gesta partigiane peró in paese degli Inglesi dell'VIII Armata, i nostri vecchi hanno sempre parlato poco o nulla.

Noi di aneddoti sui "Tommies" in Friuli ne abbiamo sentiti, ma non sono mai conditi con l'enfasi con la quale si ricordano altri episodi della Guerra. In meridione o sugli Appennini la cosa é diversa e dalla Sicilia, passando per Anzio in su, é un pullulare di storie e riconoscimenti.

Forse le vicende della successiva amministrazione alleata di Trieste ha segnato la memoria che i Friulani hanno degli Inglesi? Chissá. Comunque sia, qui riposano 415 caduti per liberare il Friuli dall'occupazione Nazista.

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Link:
Quanto costò la libertà: i cimiteri di guerra alleati

venerdì 8 aprile 2011

Se il Primo Ministro va in Ferie con Ryanair... sai che non sei in Italia


Proprio loro a Stansted! Costo del volo 120 £
Quante volte capita di essere in giro per l'Italia e vedere una serie di uomini con occhiali da sole scortare personaggi del tutto anonimi (e spesso pure inutili). Che dire poi di quelli che con volo di Stato vanno al Gran Premio di Formula 1 oppure, si dice, a vedere l'inter o a farsi giri in elicottero. Saltiamo a pié pari quando su un volo di Stato ci portano il  musicista di fiducia e le ballerine di can can.

Basta avere una carichetta da sub-sotto-segretario che pretendi la macchina col lampeggiante e degli ex Comsubin come scorta.

Le radici psico-sociologiche di comportamenti da "cummenda" affondano nella povertá cronica in cui ha versato per secoli l'Italia (vedi Numeri Utili: la vita nel 1861, anno simbolo dell'Unità d'Italia) e quindi appena c'é la possibilitá di disinfrancarsi dalla "povertá" o dalla "massa", bisogna urlarlo ai quattro venti e approfittare del nuovo status con comportamenti da nouveau riche di provincia. Insomma, una mentalitá da barboni endemici.

A spasso a Granada (con pernottamento
in comunissimo hotel 3 stelle)
Il vero signore lo status ce l'ha e non deve dimostrare niente ("signore lo nacque", come direbbe il Principe De Curtis).

Queste le riflessioni fatte oggi in bar quando s'é discusso del primo ministro inglese, David Cameron che, approfittando della breve pausa primaverile del Parlamento di Sua Maestá, l'altro ieri ha portato la moglie in Spagna per due giorni di vacanza privata (per celebrare i 40 anni della consorte Samantha).

Ebbene, come ha viaggiato il ricco di famiglia Cameron e la moglie (anche lei ricca di famiglia)?

Ryanair!

Volo di linea Stansted - Malaga, come avremmo fatto noi figli del popolo. Per la cronaca, é tornato a Stansted oggi pomeriggio.

Sará che una vacanza di lusso i britannici non gliel'avrebbero perdonata visti gli aumenti fiscali e i tagli alla spesa pubblica che stanno subendo, peró da noi, tutto si taglia fuori che le prebende di certe caste e per di piú tanto tagliano al popolo e tanto piú si continuano a sfoggiare i privilegi.  

Pertando, il bar é concorde che questi comportamenti che arrivano dall'estero ci fanno sentire dei cittadini di una nazione guidata da molti quaquaraquá.

giovedì 7 aprile 2011

Il "Nicchiagate" ovvero il "Rubygate" del 1800: la Contessa di Castiglione, vulva d'oro del Risorgimento

Si parlava di storia in bar quando un nordista, di ritorno da un incontro di partito, ha sollevato la questione del Rubygate dell'800: la cugina di Cavour che divenne amante dell'Imperatore di Francia, Napoleone III alla tenera etá di 19 anni. Per qualche ragione a quelle riunioni menzionano spesso la storia della contessa che si vantó piú volte di "aver fatto l'Italia".

Al che la discussione si é subito scatenata sui paralleri tra la questione delle avventure sessuali della giovanissima contessina classe 1837 con l'imperatore classe 1808 (29 anni di differenza) e quello che si legge sui giornali ai giorni nostri.

La contessa Virginia di Castiglione (detta "Nicchia") fu spedita a Parigi in missione "di persuasione" dal cugino, il conte Camillo Benso di Cavour, per ingraziarsi Napoleone III e favorire la causa dell'espansione di casa Savoia nel resto d'Italia, generalmente indicata come Unitá d'Italia. 

Gli incontri della contessa di Castiglione con Napoleone III.sembra siano avvenuti tra il 1856 e 1857 (quando aveva 19 e 20 anni),  avvenivano regolarmente due o tre pomeriggi alla settimana. Le cronache del tempo ci dicono come Virginia si vantava di non avere mai indossato due volte lo stesso abito e ne aveva a centinaia. L'imperatore s'intratteneva con lei parlando dei problemi dell'Italia, intanto si deliziavano con piatti raffinati.

La questione é che le cose sono sempre uguali e gli imperatori di allora e quelli di oggi, apprezzano la compagnia di ragazze avvenenti e molto giovani.

Cosí ha sentenziato il bar.

mercoledì 6 aprile 2011

Le sorti della presidenza delle Generali erano giá previste in osteria un anno fa

Un particolare del pavimento del bar di Morsano
Titola il Corriere della Sera di oggi "Scossone alle Generali, Geronzi lascia".

Ebbene, dopo pochi mesi di presidenza, Cesare Geronzi lascia la guida di Generali. Il nostro blog, nel post "Si rinnova il CDA di Generali. Morsano trattiene il fiato e discute", aveva riflettuto giá un anno fa su quanto si diceva in osteria con queste parole:

" ...il presidente di Mediobanca, Cesare Geronzi, si sta posizionando per diventare il prossimo chairman di Generali. Però Paolo, dopo aver ordinato un giro di spritz, ha urlato a tutti, che UniCredit non starà certo a guardare e probabilmente non gradirà una presidenza Geronzi.
Tino conferma e porta l'attenzione sugli investitori internazionali che memori delle passate avventure di Geronzi quand'era presidente della Banca di Roma (poi diventata Capitalia e quindi assorbita da UniCredit) potrebbero avere qualcosa da dire.

Erano commenti del 25 marzo 2010...

Alla fine i dubbi dell'inizio si sono incacreniti su fastidi nuovi e Geronzi lascia.

Qualcosa ci dice che questi dell'osteria sono un po' troppo profetici e sanno cose che i piú non sanno. Qui gatta ci cova...

lunedì 4 aprile 2011

Con Fatalismo und Rassegnazionen: Ich bin ein Morsaner...

Ich bin ein Oronzo
E' stato un fine settimana di fuoco in cui alcuni paesani hanno assistito all'eloquio di Vittorio Sgarbi a Udine e di spunti per una serie di spritz debates al fulmicotone ce ne sono e magari li riprenderemo nel prossimo futuro.

Oggi peró le news da bancone sono dominate dallo show di uno statista che, per ragioni di opportunitá politica (come direbbe un sofista morsanico nostro corrispondente dal borc di sore), non nomineremo perché sappiamo che ci legge ogni giorno e che é modesto e riservato almeno quanto i nostri blogger.

Dunque, lo statista ha detto "io sono un Lampedusano" in risposta alle apprensioni della popolazione locale vessata dagli eventi dell'improvvisa ondata migratoria dalla Tunisia. Le promesse, piú o meno di Stato, hanno incluso la realizzazione di un campo da golf, un "piano colore" per far diventare l'isola colorata come Portofino, un casinó, una zona franca dal punto di vista fiscale e tante altre cose di cui abbiamo perso il conto.

Ebbene, i morsanesi sono gente sveglia e pratica e in osteria é giá partita l'iniziativa "Ich bin ein Morsaner" che riprende la celebre frase di Kennedy "Ich bin ein Berliner" (poi diventanta appunto anche "Ich bin ein Lampedusaner") e vuole celebrare l'opportunitá dell'avere l'attenzione degli statisti.

Il piano é semplice, se in situazioni normali nessuno ti caga, per avere golf, casinó, zona franca fiscale ecc. ecc. tutte in un colpo, basta che ci sia un'emergenza trasmessa in tivvu che quindi diventa anche un'emergenza mediatica. Ovviamente l'emergenza viene risolta, qualcuno che conta compra casa qui e poi arrivano lautissime promesse.

Quindi, per rilanciare il nostro Paese (con la P maiuscola, cioé Morsano) sulla scena internazionale ci vorrebbe un'emergenza. Si, ma quale? Le immondizie sono ormai un cliché, i terremoti abbiamo giá dato, afta epizotica e epidemia di colera giá avute in passato, immigrati clandestini sono pochi (solo un paio di castionesi sposati qui), bisogna pensare qualcosa di grosso...

Siamo friulani e da bravi fatalisti siamo certi che prima o poi qualcosa ci succederá e anche noi avremo uno statista che dirá fiero "Ich bin ein Morsaner!"

Prosit!





domenica 3 aprile 2011

Misteri Storici (Risolti): il Simbolo e la Bandiera del Friuli Storico

Nel post "Misteri Storici: la bandiera del Friuli (già del Patriarcato di Aquileia)" s'era sollevato un dubbio dovuto al fatto che un autorevole quotidiano nazionale, il Corriere della Sera, avesse pubblicato una lista di
"bandiere preunitarie" (Tutte le strade della bandiera: Storia del Tricolore: dalla rivoluzione alla Costituzione). Nella descrizione dello stendardo del Friuli, si leggeva così:

"Ducato del Friuli - È il primo Ducato longobardo, assegnato nel 569 a Gisulfo I, diventa contea coi carolingi: dipendente dal patriarcato di Aquileia, usa lo stendardo con fondo azzurro in tempi di pace e fondo rosso per la guerra".

Al che era sorto un dubbio: fin da bambini ci insegnano che l'aquila gialla su sfondo azzurro è l'antico simbolo del Patriarcato di Aquileia che, come entità politca, naque proprio come oggi, 3 Aprile, nel 1077 (come diocesi nacque nel 568). Perchè il Corriere invece ci dice che deriva da un simbolo Longobardo del 569???

La risposta definitiva ci arriva da Il Furlanist:

La bandiera del Friuli deriva da un lembo del mantello del Patriarca Bertrando che aveva come insegna un uccello rapace. E' conservato nel museo del Duomo di Udine, sempre visitabile. Non c'entra nulla con la figura allegorica di Aquileia e la Decima Regio come si legge nel primo commento. Quella è l'aquila della bandiera del Friuli-Venezia Giulia. La bandiera del Friuli non c'entra nulla con i Longobardi e la descrizione del Corriere è ridicola: come faceva il ducato longobardo (569-781, che comunque è il primo esempio di unità politica prettamente "friulana") essere dipendente dal patriarcato di Aquileia che è stato istituito il 3 aprile 1077 (da qui la ricorrenza della Festa del Friuli)? Ioisûs!

San Betrando (da wikipedia)
Il Patriarca Betrando, (San Bertrando di San Genesio) era francese e nella sua lingua orginale si chiamava Bertrand de Saint Geniès, fu Patriarca dal 4 luglio 1334 al 6 giugno 1350. Riposa in una teca presso il duomo di Udine. Dunque la bandiera così come la conosciamo oggi, nacque a metà del 1300.

Buon anniversario della Piçule Patrie a tutti con buona pace del Corriere della Sera.

PS in questi giorni lo stendardo azzurro troneggia sul campanile di Aquileia

sabato 2 aprile 2011

Il bar discute sulle politiche per l'Immigrazione: buoni esempi dall'estero

Si discuteva l'altro giorno in osteria delle politiche sull'immigrazione. Come sempre l'atmosfera si è riscaldata quando i moderati hanno proposto il napalm per risolvere la questione sbarchi mentre gli estremisti proponevano, beh, non importa.

C'è stato poi chi ha ricordato quello che si ricorda sempre in questi casi e cioè che anche i Friulani (e gli Italiani in genere) un tempo andavano in giro per il mondo con la valigia di cartone e bisogna essere accoglienti anche in funzione della nostra storia di emigrazione.

Al che qualcuno ha risposto che quando si andava negli Stati Uniti c'era Ellis Island dove pure ti disinfettavano col DDT e finivi in quarantena. Per non parlare poi della Svizzera dove, anche negli anni Sessanta, ti fermavi a Chiasso a fare le visite mediche e poi andavi di là solo se avevi già un contratto di lavoro.

Poi qualcuno ha obiettato che c'è da distinguere tra chi arriva per chiedere asilo (che magari lo merita) e chi è semplicemente un migrante economico senza qualifiche che non è possibile accettare. Poi si discute del CIE di Gradisca e via dicendo.

Insomma, solite discussioni dove tutte le posizioni sono scontate e già sentite prima. Ma arriva l'illuminazione dal solito corrispondente estero. Ci sono nazioni dalle quali si può imparare a gestire l'emigrazione ed una di queste è la Gran Bretagna.

Coda all'ambasciata inglese: per favore in ordine di
investimento. I 10 milioni qui in fronte gli altri a seguire
Ebbene, a partire da questo Aprile, nel Regno Unito i migranti, potranno entrare con corsia preferenziale se si dimostrano pronti ad investire 10 milioni di sterline (13 milioni di Euro) in aziende Britanniche. Il che darebbe diritto ad un "investor visa" (un visto da investitore) e darebbe diritto di residenza in soli due anni con corsia preferenziale. Chi invece è disposto ad investire 5 milioni di sterline in aziende locali, avrà il suo diritto di residenza in tre anni. Chi invece porta 1 milione, lo avrà in 5 anni.

Con tutti i problemi che ha al momento il medioriente petrolifero e il dramma di dover lasciare in fretta e furia l'amato deserto natio, questa è sicuramente una boccata d'ossigeno per tutti quelli che guardano alle coste dell'Europa per farsi un futuro dignitoso in una società equa, libera e dove le banche garantiscano la discrezione che purtroppo manca in molti paesi martoriati da conflitti e oppressione.

Come sempre, basta poco per risolvere le questioni difficili. Ora si tratta di far conoscere questa norma a Lampedusa e preparare voli charter per Londra.

Altro che ONU, a risolvere i problemi ci pensa il Bar Sport (e David Cameron)!

venerdì 1 aprile 2011

Progetto Golf Internazionale: Saranno Smantellati i Silos del Mais e Ricostruiti in altra zona

L'essicatoio può essere una seccatura
La notizia in paese già si sapeva ma solo ieri l'accordo è stato reso pubblico dalle parti in causa: la cordata del centro golfistico e le associazioni di categoria.

Fin dall'inizio del progetto la questione delle "torri" degli essicatoi  era stata un nodo cruciale nella trattativa. La cosa è emersa in più riunioni tra le parti: pare che la visione degli essicatoi nelle vicinanze del campo da golf, rovinerebbero l'ambience, come l'ha definita uno dei designer giunto da Milano. In pratica, mentre un golfista internazionale gioca a golf, vuole essere circondato da prati ameni e da un paesaggio intonso. La visione delle torri evidentemente non faceva parte dell'ambience.

"In un primo tempo s'era pensato di piantare alberi ad alto fusto ai bordi del campo da gioco o di posizionare il campo di pratica (il driving range) lungo il confine meridionale dell'impianto" ha dichiarato un addetto, "poi però si è valutato l'impatto ambientale e paesaggistico che chiaramente deve essere conforme alle normative sui drenaggi per gli alberi ad alto fusto e si è concluso che era un'opzione non ottimale".

Poi c'è la questione della rumorosità, così, è stata valutata l'ipotesi di smantellare gli essicatoi e spostarli in un terreno già localizzato a sud-ovest del paese. I lavori inizieranno solo quando le opere di base nell'altro terreno saranno in buono stato di avanzamento e comunque ci sono dei tempi tecnici da rispettare.

Ambience rurale (ricorda un po' i movimenti del falzut)
Soddisfazione anche dal mondo rurale che, attraverso i suoi rappresentanti ha sottolineato la pericolosità per i mezzi agricoli della strada sulla quale ora si trovano gli essicatoi ed auspica tempi brevi per lo spostamento dell'impianto.

Di certo il paesaggio cambierà molto dopo che ormai l'occhio s'era abituato ai colossi del mais, ma il progresso (e l'ambience) non si può fermare.

giovedì 31 marzo 2011

Spritz Debate: Della Difesa… dell’Orchestra di Udine

Questo post era stato preparato a dicembre ma poi non è mai uscito. Lo si ripropone ora che è saltato fuori per caso. Va anche bene visti i climi di guerra (nonostante l'assenza di bandiere della pace)

Pancia piena, facce gonfie, cirture allentate e flatulenza. Nel pieno del periodo festivo, gli effetti di intense attività filosofico-alimentari si vendono anche nel tenore dei dibattiti al bar. Questa volta sul tavolo, pardon, sul bancone della discussione ci sono due articoli che troneggiano sui giornali, l’uno nella pagina della cronaca nazionale “Finmeccanica e Fondi neri” e l’altro nella cronara regionale “Orchestra di Udine a Piedi”.

Un po’ come la “guerra delle banane” (il nome fa ridere ma fu una cosa serissima: significò la lotta commerciale in seno al WTO tra gli USA che favorivano le produzioni in America Latina e l’Europa che favoriva le ex colonie caraibiche), la battaglia tra spese militari e spese per la cultura dividono l’opinione pubblica paesana sulle consuete barricate del muro contro muro dove, chi vota a destra deve per forza essere un guerrafondaio e chi vota a sinistra, deve per forza essere un cultore di letteratura assiro-babilonese.

Bisogna accordarsi per suonare una bella musica
La cronaca ci racconta dell’accusa di corruzione e costituzione di fondi neri, in seno alle attività di Finmeccanica, un’azienda del settore Difesa (degli armamenti, per capirci) e della crisi di fondi dell’orchestra di Udine. Facile quindi che il dibattito diventi subito… tagliamo alla Difesa e diamo alla Cultura!

Come disse una volta il pres. Cossiga, l’on. Massimo D’Alema è stato l’unico presidente del consiglio dell’Italia Repubblicana ad aver vinto una guerra (la guerra del Kosovo) e diversi armamenti utilizzati in quel frangente erano forniti dal fiore all’occhiello della tecnologia militare italiana, Finmeccanica appunto. Tra l'altro alle missioni parteciparono anche attuali piloti delle Frecce Tricolori (com'è nel loro mestiere d'altronde). Quindi le spese per la Difesa sono essenziali per garantire la pace e per partecipare con pari capacità operative nelle operazioni su scenari internazionali.

Inoltre, c'è il discorso posti di lavoro che la Difesa porta dietro con se. Se consideriamo "grande" la FIAT, che in Italia ha 50.000 dipendenti, ebbene, Finmeccanica non è molto da meno perchè in Italia, di dipendenti ne ha ben 43.000 (oltre ad altri 27.000 all’estero). Non è una datore di lavoro che si puó ignorare a cuor leggero, tanto che all'assemblea aziendale dei 2.000 manager di Finmeccanica a Caselle Torinese del 29 Novembre 2010, sul palco hanno preso la parola Roberto Cota (presidente della regione Piemonte – Lega Nord), Guido Crosetto (sott. Alla Difesa, PdL) e Sergio Chiamparino (Sindaco di Torino – PD). Caso vuole che l’assemblaggio del caccia-bombardiere Jsf-F35 è in programma negli stabilimenti del Piemonte (Panorama: il silenzio è d’oro? No di titanio).

Naturalmente, quando si parla di “Difesa” non si parla esclusivamente di Finmeccanica peró in Italia, si parla “soprattutto” di Finmeccanica. Tagliare alla Difesa sarebbe anche un problema di natura internazionale perché, per i parametri NATO, il rapporto tra spese militari e Pil deve perentoriamente rimanere sopra l’1,7%, livello che costituisce la soglia minima richiesta dalla NATO ai suoi membri. Caso vuole che l’Italia al momento sia all’1.8% (la Gran Bretagna anche dopo i recenti tagli draconiani rimarrà ben al di sopra del 2% cosí pure la Francia, mentre gli USA del premio Nobel per la pace Obama, sono ben oltre il 4%).

Ad ogni buon conto, la Difesa non è certo immune da tagli: le nostre fonti (un caporale qui, un caporale là) ci raccontano di tagli sostanziali nelle caserme e di tante cosette che li’ non si fanno piú per esigenze di bilancio. Peró se ve le raccontassimo poi dovremmo “annichilirvi” (come si dice in gergo) perché sono segreti di stato…

Passiamo alla Cultura. In Gran Bretagna praticamente tutti i teatri sono privati e gestiti in modo aziendalistico (pensate ai musical
Il suono della tuba sembra quello di un bombardiere B52
ripetuti nel West End londinese ogni sera per 5-6 anni consecutivi per massimizzare sulle economie di scala) dove la parola “utili” non è una bestemmia. In Italia invece, i teatri sono quasi tutti pubblici ed in molti casi, gestiti a prescindere dalla “resa economica”.

Le dichiarazioni dell’Assessore alla Cultura del FVG, De Anna, che aveva espresso nel dicembre 2010 la volontà della regione di uscire dalla gestione del teatro di Udine (Udine: la Regione lascia la Fondazione del teatro Giovanni da Udine), avevano fatto scalpore. Poi la questione è rientrata e molti ipotizzano ci fossero dietro diatribe che non riguardassero necessariamente i costi della partecipazione regionale nella Fondazione, però resta che allìepoca il punto dolente era proprio il discorso "costi" (che significa anche che l'esibizioni teatrali e musicali, così come concepite e gestite, non fanno pareggiare i conti, tantomeno fanno utili).

Molti ritengono che la Cultura, per sua natura, non può fare utili e quindi o si riceve sussidi o muore tutto. Ad esempio, di visioni molto dibattute sono oggetto l’orchestra del Friuli Venezia Giulia e le orchestre in genere, dove il precariato dei suonatori e l’incertezza per il futuro sono una triste realtà e causano l'abbandono di carriere musicali (o l'emigrazione verso orchestre all'estero).

Cosí, in bar, i banconieri si sono divisi tra i difensori… della Difesa come volano di occupazione industriale ed innovazione cui non si deve togliere investimenti con buona pace della Cultura che non genera utili, i paladini della Cultura che taglierebbero volentieri le spese per gli armamenti per questioni ideologiche ed i cerchiobottisti che sostengono che la cultura è il fulcro del valore aggiunto dell’Italia che non puó prescindere dai contributi statali almeno quanto l’industria dei caccia bombardieri non puó prescindere dalle commesse pubbliche.

…e il bombardamento di opinioni continua mosso andante e un po' sincopato

Foto del momento: Medellin

martedì 29 marzo 2011

Gli inni dimenticati del Risorgimento

Inno a Oberdan
Dedicato all'irredentista Guglielmo Oberdan
(Autore Anonimo 1885)

Morte a Franz, viva Oberdan!
Morte a Franz, viva Oberdan!

Le bombe, le bombe all'Orsini,
il pugnale, il pugnale alla mano;
a morte l'austriaco sovrano,
noi vogliamo la libertà.

Morte a Franz, viva Oberdan!
Morte a Franz, viva Oberdan!

Vogliamo formare una lapide
di pietra garibaldina;
a morte l'austriaca gallina,
noi vogliamo la libertà.

Morte a Franz, viva Oberdan!
Morte a Franz, viva Oberdan!

Vogliamo spezzar sotto i piedi
l'austriaca odiata catena;
a morte gli Asburgo Lorena,
noi vogliamo la libertà.

Morte a Franz, viva Oberdan!
Morte a Franz, viva Oberdan!
Morte a Franz, viva Oberdan!





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Inno di Garibaldi
Luigi Mercantini
Musiche di Alessio Olivieri
1858

All’armi! All’armi!

Si scopron le tombe, si levano i morti;
I martiri nostri son tutti risorti:
Le spade nel pugno, gli allori alle chiome,
La fiamma ed il nome — d’Italia sul cor.
Veniamo! Veniamo! Su, o giovani schiere,
Su al vento per tutto le nostre bandiere,
Su tutti col ferro, su tutti col fuoco,
Su tutti col fuoco — d’Italia nel cor.
Va fuora d’Italia, va fuora ch’è l’ora,
Va fuora d’Italia, va fuora, o stranier!

La terra dei fiori, dei suoni e dei carmi,
Ritorni, qual era, la terra dell’armi;
Di cento catene le avvinser la mano,
Ma ancor di Legnano — sa i ferri brandir.
Bastone Tedesco l’Italia non doma,
Non crescon al giogo le stirpi di Roma;
Più Italia non vuole stranieri e tiranni:
Già troppi son gli anni — che dura il servir.
Va fuora d’Italia, va fuora ch’è l’ora,
Va fuora d’Italia, va fuora, o stranier!

Le case d’Italia son fatte per noi,
È là sul Danubio la casa de’ tuoi;
Tu i campi ci guasti; tu il pane c’involi;
I nostri figliuoli — per noi li vogliam.
Son l’Alpi e i due mari d’Italia i confini;
Col carro di fuoco rompiam gli Apennini,
Distrutto ogni segno di vecchia frontiera,
La nostra bandiera — per tutto innalziam.
Va fuora d’Italia, va fuora ch’è l’ora,
Va fuora d’Italia, va fuora, o stranier!

Sien mute le lingue, sien pronte le braccia;
Soltanto al nemico volgiamo la faccia,
E tosto oltre i monti n’andrà lo straniero
Se tutta un pensiero — l’Italia sarà.
Non basta il trionfo di barbare spoglie;
Si chiudan ai ladri d’Italia le soglie;
Le genti d’Italia son tutte una sola,
Son tutte una sola — le cento Città.
Va fuora d’Italia, va fuora ch’è l’ora,
Va fuora d’Italia, va fuora, o stranier!

Se ancora dell’Alpi tentasser gli spaldi,
Il grido d’all’armi darà Garibaldi:
E s’arma allo squillo, che vien da Caprera,
Dei mille la schiera — che l’Etna assaltò.
E dietro alla rossa vanguardia dei bravi
Si muovon d’Italia le tende e le navi:
Già ratto sull’orma del fido guerriero
L’ardente destriero — Vittorio spronò.
Va fuora d’Italia, va fuora ch’è l’ora,
Va fuora d’Italia, va fuora, o stranier!

Per sempre è caduto degli empi l’orgoglio;
A dir — Viva Italia! — va il Re in Campidoglio;
La Senna e il Tamigi saluta ed onora
L’antica signora — che torna a regnar.

Contenta del regno fra l’isole e i monti,
Soltanto ai tiranni minaccia le fronti:
Dovunque le genti percuota un tiranno
Suoi figli usciranno — per terra e per mar.


Va fuora d’Italia, va fuora ch’è l’ora,
Va fuora d’Italia, va fuora, o stranier!



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INNI E CANTI DEL RISORGIMENTO D'ITALIA

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