venerdì 4 marzo 2011

Spritz Debate: fare impresa in Italia deve per forza avere un'utilitá sociale per legge?

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Articolo 41
  • L'iniziativa economica privata è libera.
  • Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
  • La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
In osteria qualcuno ha sollevato la questione del come mai nella nostra Costituzione non si parla di "impresa". Ci si gira attorno ma la parola "impresa" non c'é.

A contorno c'é tutta la discussione sull'assenza in Italia di masse liberali e di come l'art.41 si presti ad interpretazioni di comodo da piú parti. C'é la volontá da parte dell'attuale maggioranza di governo di cambiarlo e subito le reazioni in paese non si sono fatte aspettare.

Da piú parti piovono critiche che si possono riassumere cosí (rubando le parole a DDL pronto. Perchè modificare l’art 41 della Costituzione?): Nel paradiso mondiale della speculazione, l’Italia, dove al cambio valuta Lira-Euro i prezzi hanno saputo raddoppiarsi e triplicarsi senza che nessuno abbia detto ‘ah’, dove appalti gonfiati e tangenti viaggiano in ogni direzione senza pudore alcuno…ecco, in un posto come questo, qualcuno ritiene che l’art 41 leda in qualche modo la libera impresa, manco fossimo un paese post-comunista appena uscito da 60 anni di dittatura ultrastatalista.

Da un punto di vista accademico, l'art. 41 si puó intendere come l'auspicio dei padri costituenti che l'Italia si orientasse allo sviluppo di un sistema economico misto dove la proprietà privata e quella pubblica e, più in generale, l'iniziativa economica privata e iniziativa economica pubblica concorressero insieme al raggiungimento degli obiettivi fissati nel secondo comma dell'articolo 3 della stessa carta costituzionale ("E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese"). Proprio per ridurre le diseguaglianze è prevista l'iniziativa economica pubblica e una proprietà pubblica accanto a quella privata.

Chi invece vorrebbe modificarlo ritiene che le imprese abbiano delle responsabilità sociali ma queste debbano essere dettate prima di tutto dalla coscienza e non dalla burocrazia statale. Eppoi, come diceva Friedman, la responsabilitá sociale delle imprese é fare profitti (vedi Sondaggio: La responsabilità sociale di un'impresa è...). In Italia la libertà d'impresa è gravata di un macigno normativo inestricabile, fatto di regole vecchie e folli, che limitano l'iniziativa economica e per contro incitano all'evasione, all'elusione, al ricorso a scorciatoie, ad amicizie politiche poco chiare ed alla corruzione. Le statistiche internazionali di "Doing Business" parlano chiaro: tra tutti i paesi OCSE, l'Italia é la seconda nazione con la minor libertà d'impresa (subito dopo la Grecia). Cambiare l'articolo 41 della Costituzione sarebbe un gesto simbolico ma anche di sostanza per orientare le decisioni future della politica e dell'economia italiane.

...e il dibattito continua

3 commenti:

Anonimo ha detto...

l'Italia è un paese socialista dove il peso dell'economia pubblica è sovrastante. Tra fascisti che credono nel forte ruolo dello stato anche nell'economia e comunisti che credono altrettanto siamo messi proprio bene.

Anonimo ha detto...

ci si dividerà tra chi è di sinistra e non vuole modificare e chi è di destra ed è a favore della modifica. Tipicamente italiano!

Anonimo ha detto...

chi ha discusso di queste grandi cose? Tino Brate o Agnul?

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